MEMORABILIA e altri progetti intergenerazionali

Chiara Crosti e Silvia Vercelli intervistano Chiara Mignemi

Voglio essere un’anziana felice” è l’ispirazione che guida Chiara Mignemi, 30 anni, fondatrice di Kuroko s.n.c. e ideatrice del progetto Memorabilia, insieme al socio Riccardo Micheloni. 

E voglio che lo siano anche tutti gli altri” aggiunge. 

Da un bisogno individuale di rassicurazione e aspettativa di un futuro sereno per sé e per i propri familiari, nasce così un’impresa sociale operante nel terzo settore e per il bene dell’intera comunità.

Dedicata, nello specifico, a chi appartiene alla fascia della terza e quarta età, una fase della vita in cui le persone, libere da impellenze lavorative e dotate di un prezioso bagaglio di esperienza, possono beneficiare di una maggiore quantità di tempo a disposizione. Tempo che, se non accompagnato da strumenti e fattori ambientali favorevoli, può diventare però un grande limite, in cui si rischia addirittura di rimanere intrappolati, per poi ritrovarsi in situazioni di isolamento e solitudine.

Diverse sono le iniziative proposte attraverso il progetto multidisciplinare “Memorabilia”, che ci racconta Chiara in questo podcast, replicabili in diversi contesti e territori. 

La tua vita da leggere” – un’occasione di contatto tra chi desidera raccontare il proprio vissuto e persone capaci di accoglierlo ed elaborarlo in forma narrativa, dove l’idea di delegare il dialogo a qualcuno che non sia un familiare permette di creare uno spazio di spontaneità, in cui si esce dagli schemi imposti dai ruoli per lasciar emergere la vera identità della persona, in tutta la sua complessità, dando così modo di creare anche relazioni più autentiche con gli stessi familiari.

Operazione che assume un valore ancor più grande se rivolta alle donne comuni, nate in una cert’epoca, a cui l’espressione femminile dell’anzianità è stata difficilmente concessa. 

Lo stesso tipo servizio, dal nome “Una storia tira l’altra” si declina anche in forma laboratoriale, per RSA e centri diurni, con livelli di maggiore o minore stimolazione cognitiva e utilizzo di strumenti che portano ad attivare le memorie.

In un percorso che va al di là del prodotto artistico finale, lasciando dietro di sé un tesoro inestimabile, dal punto vista sociale e storico, mettendo sempre la persona al centro, nel totale rispetto della sua intimità e privacy. 

“Mashup Generazionale / Disegnare Alternative” – proposta per le scuole medie e superiori, volta, a partire da un semplice esercizio di proiezione identitaria (un elaborato dal titolo “Quando avrò ottant’anni”), a stimolare la riflessione su sé stessi in un’altra fascia d’età, partendo da una fase, quella adolescenziale, in cui la senilità è qualcosa di ancora inesplorato, pur presentando diversi punti in comune con la stessa, quali anche i sentimenti di solitudine e incomprensione. 

Una sperimentazione che porta esiti interessanti e costruttivi come le conclusioni sulla necessità di una società più inclusiva per gli anziani e l’attivazione di un dialogo intergenerazionale libero da preconcetti. 

“Ti passo a prendere” – servizio, con accompagnamento, in collaborazione con una rete di teatri di Milano per favorire la socializzazione e l’incontro con la cultura, che diventa così espediente di condivisione di vedute e interessi nonché punto di partenza per una conversazione piacevole e avvio di potenziali relazioni di amicizia e sostegno reciproco. 

“Meglio tardi” – programma radiofonico per sensibilizzare sul diritto all’affettività per chi vive la terza e quarta età e dar voce a chi ne ha diretta testimonianza, abbattendo così i tabù sull’argomento.  

Un insieme di iniziative accomunate da una fantasia rivoluzionaria, che si innesta su un lavoro sociale costante, fatto per piccoli passi, tra ostacoli burocratici da una parte e forte determinazione e solide competenze dall’altra. 

Proprio come i kuroko, quelle figure che nel teatro tradizionale giapponese, operano sulla scena vestiti completamente di nero e come ombre sistemano le cose. 

Non è un caso che lo stesso nome sia stato scelto per l’impresa sociale. 

Chiara, nel suo racconto ha citato e trasmesso più volte i concetti di dignità e inclusione, entrambi correlati ad un principio imprescindibile nell’ambito degli obiettivi di sostenibilità dell’Agenda 2030: “Non lasciare indietro nessuno

Nello specifico vediamo una connessione con l’Obiettivo 10 (Ridurre le Disuguaglianze), l’Obiettivo 3 (Assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età), pensando ai benefici sul benessere della persona derivanti dalla riconquista della propria autonomia e dalla possibilità di nutrire la propria mente con nuovo cibo rispetto al rapporto passivo che può crearsi di fronte a un freddo schermo televisivo. 

E non ultimo, l’Obiettivo 17 (Rafforzare i mezzi di attuazione e rinnovare il partenariato mondiale). 

È soprattutto attraverso quest’ultimo che un progetto come questo può diventare sostenibile, a tutti gli effetti, ovvero accessibile a tutti, indipendentemente dalle possibilità economiche, attraverso una solida rete di associazioni e istituzioni a supporto. Ci auguriamo pertanto che da questi sforzi quotidiani compiuti nell’ombra si possano raccogliere presto i frutti per un’opera collettiva di cui possa beneficiare tutta la comunità nel suo insieme. 

Per chi volesse saperne di più e contattare direttamente Chiara, ecco il sito di riferimento https://progettomemorabilia.it/

Illustrazioni di Anna Micheloni

Ascolta l’intervista sul nostro Podcast Worldglocal

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