APOKÁLYPSIS DI MAX FALSETTA SPINA A TIMES SQUARE

L’ APOKÁLYPSIS DI MAX FALSETTA SPINA A TIMES SQUARE

Max Falsetta Spina porta “Apokálypsis” nel cuore pulsante di Times Square, su uno degli schermi più iconici del pianeta, campo di sperimentazione artistica dove arte, cinema e intelligenza artificiale si incontrano. Dal 13 al 15 maggio 2026, all’altezza tra 7th Avenue e 42nd Street, un teaser di 20 secondi del suo nuovo cortometraggio invade il flusso visivo della comunicazione pubblicitaria globale, interferendo con esso e riconfigurandolo con un apropria narrativa Per Max Falsetta Spina “Apokálypsis” è un processo di rivelazione di ciò che era nascosto e ora diventa visibile. Attraverso immagini ad alta intensità evocativa, l’opera affronta i temi del potere, della percezione e della realtà, attraversata da archetipi e simboli universali. Numeri e figure assumono valore concettuale. Il nuemro dela Bestia, 666, è la manifestazione sistemica del potere, mentre i quattro cavalieri (guerra, carestia, conquista e morte) appaiono come condizioni permanenti della storia umana. La Bestia è una struttura invisibile, strumento di consenso che invade la società dei media. Il progetto si articola su due livelli: il teaser di 20 secondi, pensato specificamente per i grandi billboard digitali Dooh e un cortometraggio di 6 minuti che ne sviluppa la trama visiva in forma compiuta. L’intera opera è realizzata con intelligenza artificiale, a partire da prompt originali e da una precisa regia di inquadrature, tempi e atmosfere.

L’AI viene utilizzata strumento di un linguaggio profondamente autoriale, in continuità con il percorso artistico di Falsetta Spina, scenografo e fotografo. Si riconoscono l’attenzione alla composizione, la cura della luce, la costruzione dello spazio e un respiro cinematografico costante. La scelta di Times Square è parte integrante del concep critico con cui è costruita l’opera. In un luogo-simbolo della sovrapproduzione di immagini e della pressione pubblicitaria, Apokálypsis è una frattura, un’interferenza che rompe la continuità del messaggio commerciale e diventa così un campo di tensione tra consumo e visione, tra intrattenimento e rivelazione, invitando lo spettatore urbano a un gesto inatteso: alzare lo sguardo e interrogare ciò che vede. Dopo New York, il progetto proseguirà a Milano nell’autunno 2026, con una mostra in una location di forte impatto. Qui il cortometraggio sarà affiancato da una trentina di scene tratte dal film, trasformate in tele.

Il passaggio dal flusso luminoso del display alla fisicità della pittura sposta il dialogo dall’immagine digitale all’opera materica, accentuando la percezione del rapporto tra movimento e la sua fissazione e amplificando i significati che si generano tra visione pubblica ed esperienza ravvicinata.Apokálypsis si inserisce all’interno di Over The Rainbow, piattaforma internazionale ideata da Max Falsetta Spina che esplora i circuiti Dooh come nuovi spazi espositivi per l’arte contemporanea, ridefinendo i confini tra ambito pubblicitario e ricerca artistica. “L’Apocalisse non è la fine del mondo” dichiara l’artista. “È la fine dell’illusione. È il momento in cui ciò che è nascosto diventa visibile.

Lascia un commento