Il giardino delle metamorfosi di Giorgio e Silvia Rastelli

Concepita come unโ€™installazione diffusa dentro gli spazi condivisi dellโ€™Universitร  Cattolica, la mostra Il Giardino delle Metamorfosi di Silvia e Giorgio Rastelli รจ uno spazio in perenne mutamento. Le opere delineano un territorio abitato da creature, elementi primordiali e figure provenienti da geografie differenti, in cui la natura si fa specchio dellโ€™esistenza e lโ€™essere umano si riscopre parte integrante di un ecosistema in continua evoluzione.

รˆ qui che lโ€™umanitร  ha appreso a solcare la terra con lโ€™aratro e a rastrellare il suolo per accogliere la semina, tracciando un ordine nella crescita spontanea e riconoscendo nellโ€™alternarsi delle stagioni una misura del tempo.

Nel giardino, il gesto umano dร  forma, ritmo e memoria al paesaggio coltivato, legando la brevitร  dellโ€™esperienza alla ciclicitร  della natura. Grazie a questa relazione, lโ€™attivitร  agricola partecipa alla rivelazione del genius loci. Lโ€™aratura dellโ€™orto ancestrale imprime sulla pelle terrestre una scrittura temporale in perenne trasformazione, sospesa tra passato, presente e futuro. Il giardino diventa custode di un racconto progressivo, espressione di unโ€™umanitร  continuamente trasformata dal lavoro di rigenerazione e dal rapporto con i cicli stagionali.

Nella traduzione intermodale, i codici della conoscenza agraria traslano nei territori della grammatica musicale e coreografica, instaurando un legame profondo con lโ€™universo sonoro di Claudio Monteverdi. Nei suoi madrigali la natura partecipa direttamente agli affetti umani. Onde, venti e alberi danno suono alle passioni; i Rastelli trasferiscono questa sensibilitร  poetica nel presente. Nella loro opera le metamorfosi dei colori stagionali e i cicli delle piante diventano composizioni visive e sonore. Ogni area installativa รจ un madrigale, un microcosmo autonomo che partecipa a una danza e a una narrazione estesa, dove il visitatore attraversa il giardino tra apparizioni, mutamenti di scala e costellazioni di immagini.

In questo dialogo polifonico, la materia si eleva a Logos. Nellโ€™Orto Sacro delle origini, il suolo รจ il supporto per lโ€™invenzione di unโ€™ortografia poetica, una scrittura impressa nella materia vivente che accoglie la metamorfosi narrativa.

Il Giardino delle Metamorfosi, nella sua totalitร , racconta una storia di passaggi e paesaggi della visione e della mente. Ogni passo apre una percezione diversa e lo scenario, mentre viene osservato, continua la propria metamorfosi.

Nella compresenza di Giorgio e Silvia Rastelli, padre e figlia, lโ€™esposizione acquista infine una valenza genealogica. Il DNA passa da una generazione allโ€™altra senza produrre copie. Si ricombina, varia, conserva tracce e introduce differenze. La filiazione diventa cosรฌ immagine di una continuitร  capace di generare scarto, invenzione, autonomia. Lโ€™ereditร  ricevuta sopravvive proprio nella possibilitร  di mutare, poichรฉ il codice trasmesso si riscrive nel nuovo organismo. La loro vicenda artistica rende visibile questo principio biologico e culturale; lโ€™origine prosegue nella discendenza, affidando al futuro la facoltร  di diventare altro.

ARCHI E BRIVIDI ERRANTI SULLE SCALE DI AMORI SCIOCCANTI

Una mostra d’arte di Chiara Vellini a cura di Fortunato D’Amico – Documentazione fotografica di Alice Brizzi

Spazio vissuto, memoria e trasformazione. Il 10 settembre le porte di SPAZIO ERAN a Milano (via Plinio 48) si aprono per accogliere la ricerca artistica di Chiara Vellini, in un evento curato da Fortunato Dโ€™Amico e prodotto da Issues Production. La mostra mette in dialogo pittura, installazione, scultura, video e suono per esplorare un concetto universale: lโ€™atto di abitare come riflesso della propria identitร . All’interno del percorso espositivo, la dimensione autobiografica dell’artista incontra la collettivitร , anche grazie al racconto fotografico analogico di Alice Brizzi che ha catturato il dietro le quinte del lavoro e il processo di creazione delle opere.

Il termine “scala”, in italiano, puรฒย giocare su due registri. Potrebbe riferirsi a gradini fisici oppure a scale musicali, aggiungendo una dimensione sonora all’immagine delle installazioni di Chiara Vellini, quasi che l’amore stesso avesse una melodia dissonante. La scala fisica diventa scala musicale nel momento in cui la luce rossa la percorreย freneticamente, come una vibrazioneย scandita daย una frequenza che sale o scende, un tintinnio sonoro che, come una vela al vento, oscilla, quasi stonato, proprio come negli “amori scioccanti” che danno il titolo a questa esposizione, affiancata dalle opere fotografiche di Alice Brizzi, che testimoniano l’attivitร ย dellโ€™artista.ย Nel suo lavoro l’architettura entra cosรฌย nella geografia degli affetti. Gradini, aperture, passaggi e percorsi misurano distanze interiori, registrano attese, partenze, ritorni, incontri rimasti sospesi.ย Valigie accumulate segnano la fuga, il cambio di casa. Custodiscono partenze, ereditร , separazioni, desideri, resti di esistenze che ci accompagnano. Le scale distribuiscono questi carichi in un moto verticale, dove salire e scendere diventano esperienze mentali. Amoriย dislessici,ย attraversanoย lโ€™ambiente domesticolasciando scaricheย eย vuotiย sospesi,ย provocando frenate,ย attrazioniย eย accelerazioni improvvise. Lo shock misura l’intensitร ย vissuta. Resta il movimento.ย Un corpo esita,ย forseย cambia piano,ย poiย riprende il camminoย o la folle corsa. Le immagini non ospitano figure umane, e proprio in quel vuoto chi osserva puรฒย entrare e riempirlo immaginando lo svolgimento della storia, ma anche riconoscendo che al termine delle scale resta una luce, traccia che dal tunnel ci conduce fuori dal labirinto…

Sotto il Cielo di Stelle

Costellazione di arte, scienze eย culture

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La mostra, curata da Fortunato Dโ€™Amico, e organizzata dalla Struttura patrimonio storico-artistico e gestione siti culturali della Soprintendenza, parte dellโ€™Assessorato allโ€™istruzione, cultura e politiche identitarie della Regione Autonoma Valle dโ€™Aosta, costruisce una rete internazionale di riflessioni artistiche e scientifiche dedicate ai nuovi scenari della civiltร  planetaria nellโ€™epoca delle missioni spaziali, delle infrastrutture satellitari, dellโ€™intelligenza artificiale, dei droni, dei sistemi di controllo e delle nuove geografie cosmiche.

ARTISTI – Mimmo Paladino, Grazia Toderi, Gilberto Zorio, Marco Nereo Rotelli, Angelo Bonello, Daniela Pellegrini, Franco Perrotti, Massimo Uberti, Michelangelo Pistoletto

Il progetto riunisce artisti, scienziati, astronauti, archeologi, filosofi, teologi e studiosi coinvolti in un percorso che mette in relazione: esplorazione spaziale, visioni cosmiche, sostenibilitร , antropizzazione del cielo, mutazioni simboliche del paesaggio contemporaneo e trasformazione tecnologica della percezione. Chรขtillon, Castello Gamba โ€“ Museo di Arte moderna e contemporanea

Stazione orbitante. Traiettorie espressive del contemporaneo

Apertura: 23 luglio

Chiusura: 18 ottobre

Orari: aprile โ€“ settembre 9:00-19:00 / ottobre โ€“ marzo 10:00-17:00

Tariffe: compreso nel biglietto di ingresso

Biglietti: โ‚ฌ 6 intero | โ‚ฌ 4 ridotto, presentando il biglietto si ha diritto alla riduzione nella sede del MegaMuseo

Il Castello Gamba costituisce il nucleo centrale della mostra diffusa.

La sezione presenta opere dedicate ai temi della luce, delle traiettorie cosmiche, della percezione, dello spazio contemporaneo e delle nuove relazioni tra essere umano, universo e tecnologia.

Il progetto prende avvio dallโ€™Orbita di Massimo Uberti, installazione luminosa permanente che dal 2022 avvolge la torre centrale del castello con un grande anello ellittico di luce.

Il castello viene trasformato simbolicamente in una stazione orbitante dedicata alle traiettorie artistiche del presente grazie alle opere di Mimmo Paladino, Grazia Toderi, Gilberto Zorio, Marco Nereo Rotelli, Angelo Bonello, Daniela Pellegrini, Franco Perrotti.

EVENTI COLLATERALI

Venerdรฌ 31 luglio, ore 17:00

Visita guidata con il curatore Fortunato Dโ€™Amico che illustra lโ€™approccio alle tematiche celesti di artisti di chiara fama, tra cui Paladino, Todari, Rotelli e Zorio.

Unโ€™occasione per approfondire lโ€™esposizione collettiva nella sede del Museo Gamba.


Aosta, Mega โ€“ Museo Archeologico Contemporaneo

Archeologie del cielo futuro. Paesaggi temporali tra microcosmo e macrocosmo

Apertura: 23 luglio. Chiusura: 18 ottobre

Orari: 10:00 โ€“ 18:00

La sezione del Mega Museo mette in relazione archeologia, materia, energia, cosmologia e immaginazione del futuro.

Le opere costruiscono un dialogo tra reperto, tempo cosmico, struttura della materia e rappresentazione dellโ€™universo. La sezione sviluppa riflessioni dedicate:ย  alle archeologie del futuro, alle relazioni tra microcosmo e macrocosmo, ai sistemi stellari, alla materia, ai paesaggi temporali contemporanei. Courmayeur, Chiesa Valdese di Piazza Petigax

Dissuader. Il volo della colomba dallโ€™arca di Noรจ ai cieli antropizzati

Apertura: 25 luglio Chiusura: 27 settembre

Orari: 10:00-13:00 / 14:00-19:00 tutti i weekend

Per la prima volta, Courmayeur apre in modo coordinato le proprie sedi culturali a un progetto espositivo diffuso, accogliendo una delle tappe di Sotto il cielo di stelle. Mostre dโ€™arte e culture dello spazio celeste, iniziativa che mette in rete luoghi diversi della Valle dโ€™Aosta, creando un dialogo tra arte, paesaggio e riflessione sul cielo come patrimonio culturale condiviso. La partecipazione della Chiesa Valdese e della Sala dei Dipinti dellโ€™ex Hotel Ange, restaurata grazie ai fondi del PNRR, rappresenta un momento significativo di apertura e collaborazione, inserendo Courmayeur in un percorso culturale che unisce territorio, storia e contemporaneitร .

La sezione, dedicata allโ€™artista e designer Franco Perrotti, affronta il tema della trasformazione del cielo in spazio controllato, attraversato da sistemi di sorveglianza, interdizione, conflitto e controllo tecnologico del volo.

Le opere della serie Dissuader nascono dallo studio dei sistemi dissuasori utilizzati nelle cittร  per impedire ai volatili di sostare negli spazi urbani.

Piccioni e colombe, storicamente associati alla pace, alla libertร  e allโ€™orientamento, diventano immagini ambigue del presente in relazione ai droni, ai sistemi di sorveglianza, ai confini e alle nuove tecnologie del controllo aereo.

La sezione comprende installazioni ambientali interne ed esterne dedicate ai temi del volo, del controllo, della migrazione e delle trasformazioni simboliche del cielo contemporaneo.


Courmayeur, Val Ferret, Les Maisons de Judith

Geografie del cosmo contemporaneo. Arte e scienza per immaginare il futuro

Apertura: 18 luglio Chiusura: 23 agosto

Orari: 14:30-17:30 tutti i giorni โ€“ chiuso in caso di pioggia

Oltre alle sedi espositive nel centro storico di Courmayeur, la partecipazione della localitร  passa anche attraverso lโ€™opportunitร  di una riconnessione profonda con la natura e con sรฉ stessi. La contemplazione del paesaggio diventa fonte di benessere. In questo contesto, anche lโ€™arte รจ riconosciuta come strumento di crescita e armonia interiore. Coerentemente con questa visione, Courmayeur sostiene il progetto aprendo, insieme allโ€™ Associazione Monte Bianco Montagna Sacra, gli spazi de Les Maisons de Judith, luogo dedicato allโ€™incontro tra creativitร , cultura e territorio.

La sezione sviluppata presso Les Maisons de Judith riunisce opere di Michelangelo Pistoletto dedicate ai rapporti tra umanitร , natura, tecnologia, responsabilitร  collettiva e visione cosmica, grazie allโ€™installazione permanente del Terzo Paradiso, alla Mela Reintegrata, allโ€™Autoritratto di stelle e a Spac3, immagini del progetto sviluppato con ESA e ASI durante la missione VITA dellโ€™astronauta Paolo Nespoli.

Questa parte della mostra affronta i temi della coscienza planetaria, delle missioni spaziali contemporanee, delle reti globali di immagini, delle nuove relazioni tra Terra e spazio extraterrestre, delle trasformazioni del cosmo in ambiente antropizzato.


Saint-Barthรฉlemy, Osservatorio Astronomico della Regione Autonoma Valle dโ€™Aosta e Planetario di Lignan

Tecnologie della visione cosmica

Partecipa al progetto la Fondazione Clรฉment Fillietroz che gestisce lโ€™Osservatorio Astronomico e il Planetario nel vallone di Saint-Barthรฉlemmy. Questa sezione, attraverso incontri e dialoghi, si interroga sulle trasformazioni contemporanee dellโ€™osservazione del cielo.

Le attivitร  comprendono: osservazioni in Osservatorio Astronomico, spettacoli in Planetario, considerazioni sullโ€™impatto culturale dellโ€™osservazione del cielo e su sistemi avanzati di lettura cosmica, tecnologie ottiche e digitali, riflessioni sullโ€™intelligenza artificiale applicata allโ€™osservazione astronomica.

La sezione sviluppa una riflessione sui nuovi sistemi di costruzione dellโ€™immagine cosmica e sulle trasformazioni della percezione nellโ€™epoca delle reti digitali e dellโ€™analisi algoritmica.

CALENDARIO DI INCONTRI

Sabato 1ยฐ agosto ore 11.00 โ€“ Baite Val Ferret

Conferenza legata alla missione Artemis II e alla trasformazione del cosmo in spazio antropizzato. Con Michelangelo Pistoletto, Roberto Battiston, Fabio Grimaldi, Jean Marc Christille.

Presenta Glorianda Cipolla, Modera Fortunato Dโ€™Amico.

Domenica 2 agosto ore 18.00 โ€“ Jardin de lโ€™Ange Courmayeur

Un incontro per esplorare le nuove frontiere dellโ€™intelligenza artificiale applicata allโ€™astronomia, dallโ€™osservazione del cielo allโ€™elaborazione dei grandi flussi di dati provenienti dalla ricerca scientifica. Lโ€™Osservatorio Astronomico a Saint-Barthรฉlemy, tra le realtร  piรน innovative in questo ambito, offrirร  uno sguardo privilegiato sulle potenzialitร  e le prospettive dellโ€™AI al servizio della conoscenza dellโ€™universo.

Con Jean Marc Christille e don Luca Peyron. Modera Fortunato Dโ€™Amico.

Sabato 19 settembre, ore 21.00-23.00 โ€“ Saint-Barthรฉlemy, Osservatorio

Osservazione del cielo, โ€œLโ€™universo (che altri chiama la Biblioteca)โ€


https://www.castellogamba.vda.it/it/sotto-il-cielo-di-stelle

LA GAIA MADRE

Mostra di arti visive e performative a Vigevano

โ€œLa Gaia Madreโ€ รจ una mostra di arti visive e performative in esposizione nella Sotterranea Nuova del Castello di Vigevano, dal 1ยฐ al 17 maggio, organizzata dal collettivo Evuz Art e curata da Fortunato Dโ€™Amico. Il progetto mette in primo piano il rapporto tra umanitร  e pianeta a partire da una visione critica dellโ€™ecologismo contemporaneo: la Terra รจ evocata come madre generativa e al tempo stesso ferita, corpo sfruttato e superficie ridotta a merce, fino a rivelare il suo volto di โ€œInfelice Madreโ€, esposta a economie predatorie e retoriche che mascherano il saccheggio del vivente. Lโ€™esposizione adotta uno sguardo interdisciplinare sui sistemi di relazione tra ambiente, societร , tecnologia e modelli di produzione, narrando la Madre Terra nella sua dimensione archetipica ma anche dentro reti di processi materiali, cicli biologici, infrastrutture, conflitti geopolitici ed economie estrattive. Lโ€™arte assume una funzione civile e conoscitiva: opere, performance e materiali documentari sono chiamati a rendere percepibili le emergenze del presente e a riattivare consapevolezza verso il pianeta e chi lo abita.Tre sono gli assi narrativi:

Terra corpo vivente, che mette a fuoco lโ€™organismo materiale attraversato da crisi climatica, sfruttamento delle risorse e tecnologie di controllo;

Terra spazio delle comunitร , che guarda ai territori abitati, alle pratiche di cura, alle migrazioni e alle disuguaglianze;

Terra matrice simbolica e relazionale, che esplora la dimensione spirituale, mitica e affettiva del legame tra umano e pianeta. In questo quadro, Gaia Madre enuncia anche il proprio contrario, diventando Infelice Madre: madre generativa ma insieme corpo sfruttato, esposto a narrazioni consolatorie che coprono la violenza sistemica e lโ€™egocentrismo umano.

Lโ€™allestimento รจ concepito come una sorta di cattedrale laica, che articola dimensione sacra e ambito profano in una sequenza narrativa progressiva. I percorsi guidano il pubblico da aree legate alla materialitร  della Terra, verso zone dedicate alle pratiche simboliche, rituali e cosmologiche, intrecciando conoscenza empirica e visione spirituale.Lo spazio espositivo favorisce una lettura stratificata: dati, opere visive, installazioni materiche, performance rituali e archivi documentali convivono in un ambiente pensato per un attraversamento lento, segnato da diversi fuochi di attenzione. La progressione degli spazi attiva una narrazione che tiene insieme dimensione ambientale, sociale e mitologica, ampliando la percezione del pianeta dal dato geologico alle cosmologie culturali, dalle economie terrestri alle pratiche di cura del vivente.

GLI ARTISTI

Giรฒ Cacciatore โ€“Carlo Caldara- Gero Canalella- Giuliana Consilvio- Mario De Leo โ€“ Giulietta Faccioli โ€“ Max Falsetta Spina โ€“ Antonella Gerbi โ€“ Giuse Iannello โ€“ Valerio Incerto- Lorenzo Lucatelli โ€“ Davide Macaluso โ€“ Max Marra โ€“ Paolo Matteucci โ€“ Veronica Menchise- Luca Paladino โ€“ Nik Palermo โ€“ Nadia Pelร  โ€“ Mauro Pinotti โ€“ Marco Raimondo โ€“ Paola Rizzi โ€“ Giovanni Ronzoni โ€“ Pierangelo Russo โ€“ Alex Sala โ€“ Agata Sand โ€“ Jessica Ticozzelli โ€“ Elisabetta Ubezio โ€“ Valeriangelini โ€“ Isabella Vierzi.

APOKรLYPSIS DI MAX FALSETTA SPINA A TIMES SQUARE

L’ APOKรLYPSIS DI MAX FALSETTA SPINA A TIMES SQUARE

Max Falsetta Spina porta โ€œApokรกlypsisโ€ nel cuore pulsante di Times Square, su uno degli schermi piรน iconici del pianeta, campo di sperimentazione artistica dove arte, cinema e intelligenza artificiale si incontrano. Dal 13 al 15 maggio 2026, allโ€™altezza tra 7th Avenue e 42nd Street, un teaser di 20 secondi del suo nuovo cortometraggio invade il flusso visivo della comunicazione pubblicitaria globale, interferendo con esso e riconfigurandolo con un apropria narrativa Per Max Falsetta Spina โ€œApokรกlypsisโ€ รจ un processo di rivelazione di ciรฒ che era nascosto e ora diventa visibile. Attraverso immagini ad alta intensitร  evocativa, lโ€™opera affronta i temi del potere, della percezione e della realtร , attraversata da archetipi e simboli universali. Numeri e figure assumono valore concettuale. Il nuemro dela Bestia, 666, รจ la manifestazione sistemica del potere, mentre i quattro cavalieri (guerra, carestia, conquista e morte) appaiono come condizioni permanenti della storia umana. La Bestia รจ una struttura invisibile, strumento di consenso che invade la societร  dei media. Il progetto si articola su due livelli: il teaser di 20 secondi, pensato specificamente per i grandi billboard digitali Dooh e un cortometraggio di 6 minuti che ne sviluppa la trama visiva in forma compiuta. Lโ€™intera opera รจ realizzata con intelligenza artificiale, a partire da prompt originali e da una precisa regia di inquadrature, tempi e atmosfere.

Lโ€™AI viene utilizzata strumento di un linguaggio profondamente autoriale, in continuitร  con il percorso artistico di Falsetta Spina, scenografo e fotografo. Si riconoscono lโ€™attenzione alla composizione, la cura della luce, la costruzione dello spazio e un respiro cinematografico costante. La scelta di Times Square รจ parte integrante del concep critico con cui รจ costruita lโ€™opera. In un luogo-simbolo della sovrapproduzione di immagini e della pressione pubblicitaria, Apokรกlypsis รจ una frattura, unโ€™interferenza che rompe la continuitร  del messaggio commerciale e diventa cosรฌ un campo di tensione tra consumo e visione, tra intrattenimento e rivelazione, invitando lo spettatore urbano a un gesto inatteso: alzare lo sguardo e interrogare ciรฒ che vede. Dopo New York, il progetto proseguirร  a Milano nellโ€™autunno 2026, con una mostra in una location di forte impatto. Qui il cortometraggio sarร  affiancato da una trentina di scene tratte dal film, trasformate in tele.

Il passaggio dal flusso luminoso del display alla fisicitร  della pittura sposta il dialogo dallโ€™immagine digitale allโ€™opera materica, accentuando la percezione del rapporto tra movimento e la sua fissazione e amplificando i significati che si generano tra visione pubblica ed esperienza ravvicinata.Apokรกlypsis si inserisce allโ€™interno di Over The Rainbow, piattaforma internazionale ideata da Max Falsetta Spina che esplora i circuiti Dooh come nuovi spazi espositivi per lโ€™arte contemporanea, ridefinendo i confini tra ambito pubblicitario e ricerca artistica. โ€œLโ€™Apocalisse non รจ la fine del mondoโ€ dichiara lโ€™artista. โ€œรˆ la fine dellโ€™illusione. รˆ il momento in cui ciรฒ che รจ nascosto diventa visibile.

FRANCO PERROTTI

FROM OBJECT TO VISION

a cura di Fortunato D’Amico

20/04/2026 – 03/05/2026

โ€œFranco Perrotti: From Object to Visionโ€

MyOwnGallery, Superstudio Piรน, via Tortona 27

Designer di successo, Franco Perrotti ha firmato arredi e progetti per i piรน grandi brand del design internazionale ma in contemporanea ha avviato una ricerca artistica personale che lo ha condotto verso installazioni e sculture di grande impatto, capaci di affrontare temi profondi, anche politici e sociali.
Nella mostra curata da Fortunato Dโ€™Amico โ€œFranco Perrotti: From Object to Visionโ€, di scena in MyOwnGallery, design, arte e artigianato si intrecciano fino a diventare un unico linguaggio espressivo, un dialogo continuo tra funzione e percezione, tra artificio e natura. Superfici, luci e sedute abbandonano la funzione per diventare “visione”. Non sono piรน solo arredi, ma ponti tra corpo e ambiente, bussole che orientano il nostro comportamento collettivo.
Cuore pulsante della mostra รจ โ€œDissuaderโ€ collocato allโ€™esterno nella Piazza dellโ€™Arte, un monumentale piccione metallico trafitto da punte e sospeso in aria, simbolo potente delle barriere invisibili che disciplinano le nostre cittร . A dialogare con esso, la sua controparte in legno lamellare, adagiata a terra. In un cielo ormai saturo di droni e satelliti, lโ€™opera di Perrotti ci invita a riflettere, trasformando il progetto tecnico in una responsabilitร  etica condivisa.
Lโ€™arte diventa cosรฌ una pratica consapevole dellโ€™abitare, un invito a riscoprire la bellezza della condivisione e della relazione. La forma smette di essere solo struttura e diventa espressione di una nuova coscienza del vivere contemporaneo.

Con il patrocinio di: Segretariato Permanente dei Premi Nobel per la Pace, ALA – Assoarchitetti & Ingegneri. In collaborazione con Nesite, Brondelloerminio, Quadruslight.ย 

Allestimento della Mostra “Olimpichetto. il ritorno di un ambasciatore”. Progetto Studio Gabbiani & Associati. Basilica Palladiana, Vicenza. 19 dicembre 2025 – 22 febbraio 2026

MOSTRA

Olimpichetto. Il ritorno di un ambasciatore

Basilica Palladiana, Vicenza

20 dicembre 2025 – 22 febbraio 2026

Grafiche “Olimpichetto. Il ritorno di un ambasciatore”, Basilica Palladiana, Vicenza (ยฉ Studio Gabbiani & Associati)

Il Teatro Olimpico di Vicenza, come รจ noto, รจ lโ€™ultima opera di Andrea Palladio, che non ne ha visto la realizzazione e per la quale Vincenzo Scamozzi ha progettato la magnifica scena per lโ€™Edipo Re di Sofocle e che, nata effimera nel 1585 per inaugurare il Teatro, fa ancora mostra di sรฉ e da sfondo a tanti spettacoli, ancora oggi dopo ben cinque secoli.

In tempi recenti si รจ riscoperto fortuitamente nei magazzini Comunali un grande manufatto del 1948, del quale negli ultimi decenni si era quasi perduta la memoria: il cosรฌ detto Olimpichetto, ovvero la ricostruzione della scena del Teatro Olimpico, realizzata nel 1948 in scala quasi reale. Da qui nasce lโ€™iniziativa di realizzare un Mostra, promossa dal Comune di Vicenza con la co-organizzazione di Intesa Sanpaolo ed รจ curata da Musei Civici Vicenza, Fondazione Teatro Comunale Cittร  di Vicenza e Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio.

Lโ€™Olimpichetto, ideato dal regista teatrale Guido Salvini, รจ realizzato con materiali leggeri e pensato per essere smontata, trasportata e rimontata. Una macchina scenica di straordinaria raffinatezza e qualitร , concepita per riprodurre in ogni luogo lโ€™atmosfera del teatro palladiano.
Salvini ne promosse la costruzione mentre preparava la messa in scena proprio dellโ€™Edipo Re, rappresentato nel settembre 1948, come primo grande evento teatrale del dopoguerra vicentino. Con la stessa scenografia e parte della medesima troupe โ€“ la compagnia teatrale italiana della Biennale di Venezia, che annoverava interpreti affermati e giovani promettenti come Vittorio Gassman e Nino Manfredi โ€“ Salvini portรฒ la produzione in tournรฉe a Londra e Parigi, offrendo allโ€™Europa lโ€™immagine rinnovata di unโ€™Italia che riscopriva il proprio genio teatrale e architettonico. Olimpichetto fu, a tutti gli effetti, un teatro palladiano itinerante: lโ€™unico mai realizzato, la cui storia si intreccia con la volontร  di rinascita artistica e civile di un Paese e di una cittร  che uscivano dalle rovine del conflitto.

Nel corso del 2025 il Comune ha commissionato ad Engim un attento lavoro di restauro dellโ€™Olimpichetto e ha avviato una rigorosa indagine documentaria preliminare negli archivi, integrata da testimonianze dirette, che ha permesso di ricostruirne la genesi, i percorsi delle tournรฉe e la ricezione critica, restituendo un quadro sorprendentemente vitale della cultura teatrale del dopoguerra.

A fine 2025 lo Studio Gabbiani รจ stato invitato dal Comune di Vicenza a progettare un allestimento che ospitasse lโ€™Olimpichetto allโ€™interno del Salone della Basilica Palladiana e ne raccontasse la storia, sotto la guida di Valeria Cafร , dirigente dei Musei Civici e regista di questa ambiziosa iniziativa.

Progetto allestimento “Olimpichetto. Il ritorno di un ambasciatore”, Basilica Palladiana, Vicenza (ยฉ Studio Gabbiani & Associati)

La sfida era creare non solo un racconto, ma riproporre un piccolo universo nel quale unโ€™architettura compiuta fosse contenuta in una ulteriore architettura compiuta, generando unโ€™alchimia nuova di rimandi tra i dettagli autentici della Basilica e quelli in riproduzione della scena, tra la felice proporzione delle logge della Basilica e gli archi e le vie di Tebe. Il tutto poi intrecciato al fattore tempo, in cui la prima e lโ€™ultima opera di Palladio entrassero in un gioco circolare di rimandi che ricomponessero un ciclo creativo.

Si trattava quindi di dare vita a questa straordinaria convergenza di forme, contenuti e intenzioni.

Questa mostra รจ lโ€™occasione per svelare al pubblico la macchina della finzione, di poter vedere il portento di ciรฒ che sta dietro alla scena, unโ€™occasione unica di poter girare attorno ad essa, in un percorso di solito precluso agli spettatori, ai quali di prassi si offre lo spettacolo della finzione. Lโ€™allestimento propone lโ€™esperienza dello spettacolo del saper costruire, del saper ingannare lโ€™occhio e del saper accendere la fantasia, pur nella sospensione dellโ€™incredulitร .

Si doveva inserire una scena di poco inferiore a quella originale, lunga 16 metri e alta 8, una struttura allโ€™interno di un salone di 19 metri di larghezza e 16 di altezza, con ampie finestre e aldilร  di esse, una splendida architettura di pietra di Piovene, candida e in continuo gioco con la luce. Lunghe discussioni hanno portato a privilegiare la luce naturale e il rapporto di questa quinta con il suo contenitore, per creare una scena inedita e sempre cangiante, venendo anche in contrasto anche con lโ€™idea delle mostre corrente, di un controllo totale della luce artificiale e accettando il naturale e la sua mutevolezza. Anche grazie alla collaborazione con Mario Nanni, che ha letteralmente โ€œscritto le luciโ€ e con il curatore Ivan Stefanutti, che ha fatto un enorme e colto lavoro di ricerca e ha dettato una trama sicura e coerente, ne รจ emersa la visione di un organismo vivente in dialogo continuo con il luogo, i visitatori, il tempo e la storia.

Restava poi il tema del racconto dellโ€™avventura della costruzione di questa riproduzione, dei suoi viaggi in tutto il mondo e delle tante storie dei protagonisti che ne hanno calcato la scena.

Lo sforzo รจ stato quello di snodare un racconto coerente che fosse anche esso parte di uno spettacolo e di una scena e non creasse una crasi rispetto allโ€™esperienza di stupore che lโ€™Olimpichetto determina. Di qui la scelta di restaurare ed esporre i costumi originali – ancora custoditi dallโ€™Accademia Olimpica e sapientemente restaurati da Paola Girardi – come fossero attori e protagonisti che guardano la scena nei loro splendidi colori e tessuti. A partire da Edipo naturalmente, che con il suo vivido mantello rosso ad inizio percorso accoglie visitatori e fa da tramite verso una Tebe, che si palesa come una vera cittร , senza sipario.

In tale ottica lo Studio ha concepito tutto lโ€™allestimento, anche grazie a Studio Mama che ha curato la grafica, secondo un sistema di quinte, che dialogano da un lato con il mondo del teatro e che dallโ€™altro attraverso differenti altezze, volumi e colori, richiamano il tema delle due cittร , quella reale fuori dal salone e quella della finzione nel salone. Cerniera e sintesi di tutto, la Basilica Palladiana.

Per tutta la durata della mostra lโ€™Olimpichetto, rispettando la propria vocazione, ospiterร  spettacoli, concerti, conferenze, secondo un ricco programma, perchรฉ questa non รจ soltanto una mostra.


Credits

Direzione: Valeria Cafร , Musei Civici

Curatela: Ivan Stefanutti

Progetto Allestimento: Studio Gabbiani & Associati

La luce รจ stata scritta da marionanni

Progetto grafico: Studio Mama

Crediti fotografici: Studio Gabbiani & Associati


Marcella Gabbiani 

Marcella Gabbiani, laureata a Venezia allo IUAV, si occupa, attraverso la professione di architetto e un’intensa attivitร  culturale e associativa, della promozione dell’architettura e dell’interazione tra diverse discipline e arti.
Titolare dello Studio Gabbiani & Associati, si occupa di progetti integrati di grandi strutture, abitazioni, allestimenti, oltre che di restauro e di progetto urbano.

Dedica particolare attenzione al tema dell’inclusione e dell’accessibilitร  intesa in senso lato, attraverso il Design for All, un approccio progettuale che fa degli utilizzatori il centro della progettazione.
รˆ direttore del Premio Internazionale Dedalo Minosse alla Committenza di architettura.


Box

Ilaria Fantin _ Assessore alla cultura, al turismo e allโ€™attrattivitร  della cittร  di Vicenza

โ€œLโ€™emozione di accedere ai depositi comunali insieme a ENGIM e, successivamente, con la Soprintendenza, e di scoprire lโ€™eccezionale stato di conservazione dellโ€™Olimpichetto dopo tanti anni di riposo, si รจ trasformata subito nella consapevolezza di avere tra le mani una storia straordinaria da raccontare alla cittร  e ai turisti: quella della grande tournรฉe dellโ€™Olimpichetto, una parentesi di storia mai narrata prima.

Lo abbiamo affrontato come si fa con unโ€™opera dโ€™arte: non a caso IUAV ne ha realizzato rilievi e studi approfonditi. Eppure lโ€™Olimpichetto รจ soprattutto una macchina scenica da viaggio, un oggetto unico e speciale che ha portato Vicenza e Palladio nel mondo.

La Basilica Palladiana si รจ rivelata il luogo ideale per ospitarlo, quasi a ricordare che, prima della costruzione del Teatro Olimpico, proprio la Basilica accoglieva apparati scenografici effimeri. Lโ€™esposizione sta regalando grandi soddisfazioni e un riscontro straordinario: ad oggi oltre 25.000 persone hanno potuto ammirare lโ€™Olimpichetto e lโ€™allestimento della mostra-racconto.

Il commento piรน ricorrente e sentito รจ che lโ€™Olimpichetto sembra essere nato per ospitare spettacoli sotto la carena della Basilica Palladiana!โ€

CUCIRE IL MONDO. Mostra di Luigi Dellatorre

a cura di Sandro Orlandi Stagl

Galata Musei del Mare, Geneva – dal 6 febbraio al 5 marzo 2026

Inaugurazione:ย giovedรฌ 5 febbraio 2026, ore 17:00.


Dal 5 febbraio al 5 marzo 2026, il Galata Museo del Mare ospita la mostra Cucire il mondo, progetto dellโ€™artista Luigi Dellatorre (Movimento Arte Etica), a cura di Sandro Orlandi Stagl.
Lโ€™esposizione presenta una selezione di opere realizzate negli ultimi anni dallโ€™artista, su tela jeans, materiale simbolico scelto da Dellatorre per la sua forte valenza universale: nato come tessuto da lavoro e divenuto emblema di condivisione culturale, il denim diventa nella sua opera la โ€œpelle del mondoโ€, metafora di un pianeta da ricucire e rigenerare.
Il progetto Cucire il mondo nasce da una riflessione profonda sui grandi temi contemporanei โ€“ migrazioni, crisi ambientali, conflitti, disuguaglianze e responsabilitร  collettiva โ€“ e trasforma lโ€™umile atto del cucire in gesto artistico e simbolico di connessione. Le cuciture presenti nelle opere non rappresentano semplici mappe, ma astrazioni poetiche che evocano lโ€™unitร , la fragilitร  e lโ€™instabilitร  di un mondo interconnesso, invitando lo spettatore a pensare oltre i confini.
Questa mostra offre al pubblico unโ€™esperienza visiva e concettuale che unisce estetica e impegno etico, riflettendo la convinzione dellโ€™artista che lโ€™arte contemporanea sia uno strumento di sensibilizzazione, educazione e dialogo. Il gesto di cucire โ€“ umile, quotidiano eppure profondamente simbolico โ€“ diventa invito a considerare ciascuno di noi parte attiva nel processo globale di cura e rigenerazione del nostro pianeta.


Dove: Galata Museo del Mare, Genova โ€“ Museo dedicato alla storia e alla cultura del mare
nel Mediterraneo e oltre, tra i piรน importanti in Italia.

Apertura mostra: 5 febbraio โ€“ 5 marzo 2026
Opening: 5 febbraio 2026, ore 17:00
La mostra sarร  visitabile negli orari di apertura del Museo, offrendo a cittadini, studenti,
turisti e appassionati dโ€™arte contemporanea lโ€™opportunitร  di immergersi in un percorso di
riflessione su identitร , relazioni e responsabilitร  globale.

Per maggiori informazioni:
Contatti stampa: Paolo Mozzo
paolo.mozzo@artantide.com
+39 3471048959

Info visita: Galata Museo del Mare

Calata Ansaldo De Mari, 1, 16126 Genova

www.galatamuseodelmare.it

www.galatamuseodelmare.it/eventi-mostre/cucire-il-mondo/

STELLAR FLIGHTS. PORTRAITS FOR THE FOUR DIRECTIONS

mostra dโ€™arte di SILVIA RASTELLIย 

a cura di Fortunato Dโ€™Amico 

12 ottobre 2025 โ€“ 7 gennaio 2026 

INAUGURAZIONE LUNEDรŒ 27 ORE 12 

Aeroporto Milano Malpensa, Terminal 1, Area Food Court 

A seguito del successo della mostra tenutasi allo Sheraton di Malpensa, 

Lunedรฌ 27 ottobre 2025 alle ore 12, presso il Terminal 1 di Malpensa Area Food Court, avrร  luogo lโ€™inaugurazione della mostra personale di Silvia Rastelli dal titolo Stellar Flights. Portraits For The Four Directions, a cura di Fortunato Dโ€™Amico, da unโ€™idea di Luciano Bolzoni. La mostra, allestita nello spazio espositivo ARTHUB disegnato dallโ€™architetta Chiara Alberghina, sarร  aperta al pubblico e visitabile tutti i giorni, 24h, fino al 7 gennaio 2026. 

Ospitato da SEA Milan Airports, il progetto รจ altresรฌ patrocinato e supportato dallโ€™ass. cult. Sopramaresotto, dallโ€™ass. cult. Pensare globalmente e agire localmente, dalla galleria dโ€™arte L2Arte e dallโ€™ag. di comunicazione multisensoriale UN1CA. 

โ€œSilvia Rastelli dispone i volti come mappe sensibili che aprono percorsi di orientamento umano. Le superfici lignee raccolgono tracce di tempo e restituiscono immagini che rivelano la densitร  culturale inscritta nei tratti delle persone. Ogni ritratto appartiene a una dimensione individuale e al tempo stesso a una costellazione collettiva. 

Le quattro direzioni cardinali assumono valore di coordinate simboliche. Nord, Sud, Est e Ovest disegnano un campo dinamico che contiene forze, genealogie, energie migranti. I colori e le forme si articolano come dispositivi che guidano lo sguardo verso la pluralitร  dei linguaggi. Le installazioni con gli uccelli intensificano questa dinamica, generano presenze che evocano il viaggio come condizione originaria della vita. 

Stellar Flights. Portraits for the Four Directions orienta un principio etico che riconosce la differenza come matrice generativa. I volti diventano segni di un sistema planetario in cui la pluralitร  dei tratti, delle culture e delle storie compone lโ€™orizzonte di un presente condiviso nelle sue interconnessioni. Lโ€™arte di Silvia Rastelli รจ una piattaforma di incontro, lo spazio in cui la convivenza trova direzione e apre traiettorie verso una civiltร  fondata sulla relazione.โ€ 

Fortunato Dโ€™Amico 


Informazioni Mostra: 

Aeroporto Milano Malpensa, Terminal 1, Area Food Court 

Mostra Visitabile Dal 12 Ottobre 2025 Al 7 Gennaio 2026, 24h, Ingresso Libero 

Inaugurazione Lunedรฌ 27 Ottobre, Ore 12 

http://www.silviarastelli.it 

info@l2arte.it 

(+39) 328 8455928 

ย MATER MATERIA Women Artists for a Visionary Futย 

A cura di Fortunato Dโ€™Amico e Rosa Cascone

VICENZAย BASILICA PALLADIANA | ย dal 12 ottobre al 2 novembre 2025

INAUGURAZIONE Sabato 11 ottobre ore 20.00

Allโ€™interno della Basilica Palladiana di Vicenza, Mater Materia รจ una mostra dโ€™arte che affianca lโ€™esposizione dei progetti del  Premio Internazionale Dedalo Minosse alla Committenza di Architettura. 

A cura di Fortunato Dโ€™Amico e Rosa Cascone, la rassegna collettiva espone  le installazioni di Paola Greggio, Pina Inferrera, Marica Moro, Daniela Pellegrini, Antonella Quacchia, Silvia Rastelli, Ludovica Sitajolo, Chiara Vellini e Giuditta Vettese.  Ogni opera รจ affiancata da un pannello retroilluminato che riporta soggetti fotografici realizzati dalle stesse artiste.

Lโ€™esposizione intende ripensare il mondo dellโ€™architettura nella sua dimensione interiore e in quella piรน ampia e macroscopica, come spazio di trasformazione della natura in artificio e quindi in creazione, e al tempo stesso come grembo capace di accogliere e generare la vita. La materia madre รจ soggetto vivo e generativo. 

La nuova condizione femminile, nelle sue molte sfaccettature, si esprime attraverso linguaggi dellโ€™arte che intrecciano corpi, memorie e luoghi, dallโ€™installazione alla fotografia, dalla tessitura alla scultura, in una prospettiva che alimenta la rigenerazione del pianeta in direzione della sostenibilitร  ambientale e sociale.

La mostra intreccia il linguaggio dellโ€™architettura con le forze della materia, della matrice e della terra. Lโ€™artificio umano รจ il gesto creativo che trasforma i materiali della natura in spazi artificiali per custodire la vita e la memoria.

Lโ€™etica dellโ€™esposizione richiama i progettisti e le committenze ad assumere a una responsabilitร  diretta verso le proprie proposte progettuali, che incidono sulla trasformazione del paesaggio, del territorio e dellโ€™architettura, e in particolare sulle condizioni di vita degli esseri umani e delle biodiversitร .

La conferenza, oltre ad approfondire i percorsi artistici, offre al pubblico una riflessione condivisa sulla visione femminile del progetto, che si intreccia con lโ€™architettura, con le prospettive dellโ€™Agenda 2030 e quindi anche con lโ€™idea di una committenza etica capace di riconoscere nelle pratiche artistiche strumenti sensibili di trasformazione.

Allestimento a cura di Quadrus Light, Nesite