Human Sign by Yuval Avital

Human Signs di Yuval Avital
Opera partecipativa globale online di danza e voce

In collaborazione con Stefania Ballone, Niccolo’ Granieri, Tychonas Michailidis e Monkeys Video Lab.
12 Maggio 2020 – Youtube Premiere – ore 19.30 su youtube.com/yuvalavital
TEASER: https://www.youtube.com/watch?v=0ML-QE5HbpA

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Grandi protagonisti della scena internazionale di danza contemporanea
e balletto, solisti vocali provenienti da tutto il mondo, tra cui corrieri di antiche tradizioni, pionieri sperimentali, rappresentanti religiosi di ogni fede: tutti uniti in HUMAN SIGNS, un’opera partecipativa su grande scala che, partita da Milano,
collega il mondo intero ai tempi del COVID-19. Presentato online attraverso una serie di capitoli audiovisivi, crea un coro multimediale di eccezionale potenza espressiva interpreta l’estetica virale di un momento storico unico,
trasmettendone speranze, paure, vulnerabilità, spiritualità, rabbia e forza
reattiva.

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Immaginatevi un palcoscenico utopico, in cui si affiancano David Moss, uno dei più grandi solisti della musica classica e contemporanea, Rina Schenfeld,
fondatrice della Batsheva Dance Company, il performer congoleseDorine
Lubumashi, insieme ai solisti della musica barocca Arianna Savall e Petter
Udland Johansen, in dialogo con i primi ballerini del Teatro alla Scala Mick Zeni
e Antonella Albano, accanto alla sound artist taiwanese-cino-americana Audrey Chen. Oltre 90 artisti da tutto il mondo hanno aderito finora alla creazione
partecipativa di Yuval Avital, che insieme ad un team multimediale, inaugurano
una serie settimanale (ogni martedi alle 19.30) di prime assolute di performance oniriche su YouTube, esprimendo una riflessione intima e potente del segno umano.

Questa è l’ultima opera di Yuval Avital, compositore e artista multimediale di Building Gallery, che nei giorni di reclusione forzata ha creato un progetto
incentrato sulle due forme più primordiali dell’espressione umana: il Gesto e la Voce.

Avvertendo l’esigenza di gridare e mettere a nudo le emozioni contrastanti provate durante la quarantena, Avital si è filmato con il suo tablet mentre dava vita a un mantra senza parole lungo 12 minuti.

La voce umanaspiega l’artistaè un elemento essenziale nella mia arte, nelle composizioni musicali come nelle creazioni visuali, dove però non introduco quasi mai la mia voce. In questo momento tuttavia ho sentito il bisogno di esternare nel modo più diretto, senza filtri, la paura, la vulnerabilità, il desiderio, la speranza e
tutti i sentimenti emersi con violenza in questi giorni”
.

In Human Signs, Avital lavora con Stefania Ballone, danzatrice e coreografa del Teatro Alla Scala di Milano, con cui aveva già collaborato in passato. Nell’ambito della sua esperienza, Ballone porta il mondo del balletto e della danza
contemporanea internazionali e di alto livello all’interno del progetto, coordinando i danzatori nell’intero processo, dal momento della selezione fino a opera compiuta.

Agli artisti vocali e danzatori scelti si chiede di entrare in dialogo con il mantra,
esprimendo attraverso l’arte le loro testimonianze oneste e veritiere.

“L’architettura del progetto è abbastanza semplice” – spiega Avital – “il mio filmato diventa un riferimento cui ogni artista coinvolto, sebbene non veda né senta gli
altri, possa relazionarsi, come in musica accade con il
Cantus Firmus (una melodia utilizzata nella polifonia rinascimentale come strato fondamentale di riferimento per tutte le altre voci). Simile al COVID-19 il mio canto si diffonde e contamina una
pluralità di individui che a loro volta sono invitati ad includerne altri
”.

Per dare vita a questa ambiziosa iniziativa è stato necessario il contributo di un gruppo di esperti e creativi che hanno sposato il progetto: Tychonas Michailidis (Montaggio Suono), Niccolò Granieri (Programmazione Software), entrambi
docenti al Digital Media Technology Lab della Birmingham City University, il team romano Monkeys Video Lab (Montaggio Video) e Franco Covi (live broadcast
editor), insieme ad altri numerosi collaboratori e consulenti che hanno deciso di sposare questo sogno d’arte, mettendo a disposizione tempo e sapienza.


Il risultato artistico è un’opera complessa suddivisa in capitoli che verranno pubblicati settimanalmente (ogni Martedi), ogni settimana introdotti da una diversa figura curatoriale. Sui Canali social inoltre sono previsti talk,
testimonianze e dei sistemi informatici generativi sul sito dedicato che
affiancheranno dialoghi diversi tra gli artisti.
 

Il primo importante capitolo sarà presentato in Premiere sulla piattaforma Youtube (youtube/yuvalavital.com) martedì 12 maggio alle ore 19:30, con
l’ensemble audiovisivo composto da Stefania Ballone, Audrey Chen, Sofia Kaikov (voce della tradizione Bukhara), Mimoza Koike (Ballerina Giapponese di Les Ballets de Montecarlo), Angel Mafafo (Ballerino Sudafricano), David Moss, Sarah Maria Samaniego (Danzatrice delle Filippine), Rina Schenfeld, Badara Seck (cantante Sufi del Senegal) e Mick Zeni, oltre al canto onnipresente di Yuval Avital.

Il capitolo durerà circa 90 minuti, con un alternarsi di video in ensemble e dialoghi tra coppie di ballerini e di maestri vocali.

Complessivamente il progetto, in costante crescita, vede ad oggi la partecipazione di artisti provenienti da Belgio, Brasile, Bukhara, Camerun, Cina, Congo,

Danimarca, Francia, Germania, Guinea, Iran, Israele, Italia, Giappone, Messico, Montecarlo, Paesi Bassi, Filippine, Polonia, Portorico, Senegal, Slovenia, Sudafrica, Spagna, Svezia, Svizzera, Siria, Ucraina, Regno Unito, Uruguay, USA.

Parole del Team e dei partecipanti:  

David Moss (Solista Internazionale e Collaboratore) – È sempre un buon
momento per tenere alto un segno: ognuno ha una voce ed un corpo – per toccare le cose condivise dell’essere umani e ravvivare le frequenze della vita quotidiana. Abbiamo tutti bisogno di segni umani, non solo in questi giorni, ma ogni giorno.

Stefania Ballone (Danzatrice e Coreografa del Teatro alla Scala e Curatrice Danza) – Il bisogno di ritrovare il centro della propria esistenza, il profondo che
abita dentro di noi si tramuta in ascolto delle vibrazioni interiori, dell’energia che si muove e che muove. E nel silenzio assordante, il suono primordiale si fa voce e il movimento si fa gesto. Quando il meccanismo si rompe è l’occasione per capire come funziona.Il Segno Umano è la forma del primo grado, del viscerale, di quella parte più profonda e ancestrale, che si libera per entrare in connessione con
l’universo e la natura.

Yuval Avital – Con metà dell’umanità bloccata, adattandosi in silenzio, distanza e solitudine per sostenere lo sforzo civile, suoniamo e ci muoviamo con paura, preghiera, desideri, vuoto, compassione, desiderio, vulnerabilità , rabbia e dolore: tremando e vibrando come un corpo di segni umani.


TEAM
CURATRICE DANZA STEFANIA BALLONE
PROGRAMMAZIONE SOFTWARE NICCOLO’ GRANIERI
MONTAGGIO SUONO TYCHONAS MICHAILIDIS
MONTAGGIO VIDEO MONKEYS VIDEO LAB
LIVE BROADCASTING EDITOR FRANCO COVI
COORDINATRICE VALENTINA BUZZI

ASSISTENTI
COMUNICAZIONE CEREN YAMAC

PRODUZIONE ELETTRA CICIRELLO

MONTAGGIO VIDEO MIRKO INGRAO

MONTAGGIO AUDIO CATHARINE DANIELIAN – OLIVER HICKEY

CONTATTI
Email: office@yuvalavital.com
Instagram: @ofhumansigns
Facebook: @facebook.com/humansignsproject/
Website:
www.Human-Signs.com

Andrea Felice. La settimana dell’arte contemporanea natalizia in Fantacity

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Inaugurazione 13 dicembre 2019 ore 19.00
Studio Andrea Felice Art & Design
Via di Casal Bruciato 11 – Roma

Fino al 20 dicembre 2019

Venerdì 13 dicembre 2019 alle ore 19.00 inaugura la mostra Felice Fortunato Natale Anno Nuovo di Andrea Felice, a cura di Fortunato D’Amico. In esposizione una raccolta di opere ed oggettistica appartenenti alla numerosa collezione dei lavori – Fantaworld – che Andrea Felice ha realizzato in questi anni di intensa attività rivolta all’arte, al design e all’architettura.

Durante la serata interverranno Massimo Domenicucci, Claudio Crescentini, Giulio Ceppi, Fortunato D’Amico, nonché l’artista.

“[…] Fantaworld è un progetto elaborato su una nuova dimensione della realtà, in cui si coniugano più profondità temporali. La rappresentazione è caratterizzata dall’utilizzo di  molteplici media artistici: il fumetto, la grafica di Piranesi, la fotografia, il disegno architettonico e paesaggistico del mondo contemporaneo, il video. Il risultato è la visione di un’area del fantastico atemporale, in cui il passato e il futuro si uniscono al formare un continuo presente. E’ la condizione percettiva della nostra epoca, definita e profilata dall’uso di tecnologie multimediali. Un infinito proiettarsi di immagini che incrocia personaggi e momenti della storia con il contesto attuale, creando un continuo spaesamento cronologico assolutamente originale rispetto al sentire dei nostri antenati.

[…] Fantaworld è quindi un esercizio mentale, un allenamento corroborante per risvegliare menti pigre e lineari, alienate da pensieri bloccati e in preda alla difficoltà di compiere prassi e passi coraggiosi nella notte del cambiamento. In quest’ottica, Fantaworld si pone come un insieme di strumenti pensato per incoraggiare chi vuole davvero iniziare a camminare sui sentieri liberi e magici del mondo interiore, in comunione con altri temerari, per condividere una pratica reale verso l’equilibrio e l’armonia, verso il raggiungimento di un amore  reale di micro e macro cosmi temporali solo apparentemente distanti, ora  legati da un’unione più intima. E’ una filosofia che coniuga perfettamente non solo i livelli spirituali, ma anche quelli del vivere quotidiano nei suoi aspetti sociali, ambientali ed economici.

Per questa ragione l’attitudine al cambiamento incoraggiata dal lavoro di Andrea Felice risuonano in sintonia armonica con le richieste di sostenibilità globale dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Il compito è ora rimodellare il mondo attraverso gli oggetti esperienziali che ci circondano e ricordano ai renitenti le missioni individuali e collettive che dobbiamo compiere per permettere al nostro pianeta di salvarsi da un’immanente catastrofe, provocata da un uso incauto della cultura e della tecnologia e dalla dissoluzione di qualsiasi valore etico a favore di un edonismo consumistico autodistruttivo. Raggiungere gli obiettivi dello sviluppo sostenibile promulgati dall’ONU è il messaggio che le opere di Andrea Felice intendono promuovere, al fine di immaginare un’altra impostazione della vita. Per fare questo è necessario allenare la mente ad uscire dagli abituali schemi di ragionamento e a riattivare quei centri di consapevolezza che concorrono ad abituare la riflessione che tutto è possibile se davvero ci crediamo. […]” (dal testo critico di Fortunato D’Amico)


Andrea Felice (1961) artista e architetto. Il percorso prende avvio dalla fine degli anni ottanta, nel 1991 con una personale alla Galleria l’Ariete di Roma, nel 1995 partecipa alla Collettiva Presenza Inside – Progetto Europa 95, curata da Forum Interart Roma, a cui seguono altre mostre dal 2001 al 2011. Nel 2012 a Bergamo riceve un premio con l’opera Presenze al Concorso G. B. Moroni – La mia libera espressione. Realizza a Roma due personali: Fantacity, al Complesso dei Dioscuri al Quirinale, e Cuore che batte su Roma eterna al DAI Studio, con il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali del Comune di Roma e dell’Ordine degli Architetti. Da novembre 2012 ad aprile 2013 realizza a Berlino la personale Mondi del Terzo millennio presso la Sala Hoffmann del Plus Berlin. Sul finire dell’anno a Milano riceve il Premio della Critica d’Artenella XXIV edizione del Premio delle Arti Premio della Cultura. Da novembre 2015 a maggio 2016 è tra gli artisti che espongono al MACRO di via Nizza alla mostra EGOSUPEREGOALTEREGO – Volto e Corpo Contemporaneo dell’Arte. Nel 2018 a Palermo partecipa alla mostra internazionale «Nature is viral» Paradise lost ‐ artists support the green world – durante Manifesta 12 presso Palazzo Scavuzzo Trigona. Da marzo a ottobre 2019 realizza a Firenze la personale Il Presente Immaginario presso il Plus Florence. A novembre 2019 partecipa a Paratissima Torino con una sua personale Fantaworld, e inizia la sua produzione di gadget con le sue opere. Svolge anche la professione di architetto presso il suo studio associato; dal 2002 è docente di Produzioni Cinematografiche con animazione e SFX presso il Corso di Laurea in Scienza e Tecnologia per i Media all’Università “Tor Vergata” di Roma e di Scenografia Cinematografica presso il Corso di laurea Magistrale Mcu e in Architettura – Interni e Allestimenti alla Sapienza Roma. È stato docente presso l’Università Tor Vergata, presso la Facoltà di Architettura La Sapienza Roma e presso l’Università Federico II di Napoli. È esperto di cinema di animazione disneyano, dal 1928 al 1941. Dal 1999 al 2000, è nel direttivo di Immagine, associazione culturale che organizza le mostre Lucca Comics prima, ed Expocartoon (Roma) dopo. Scrive articoli per le riviste di grafica e cinema, architettura, design e comunicazione. Nel 2013 riceve il Premio all’Architettura per il recupero dell’Ex-Opificio Sonnino di Roma, Zona Ostiense, nella XXV edizione del Premio delle Arti Premio della Cultura a Milano. www.andreafelice.eu

IL DESIGN DEL CAMBIAMENTO. EMMANUELE VILLANI

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Design dei servizi, prodotti, opere di arte applicata, prototipi, piccole città, fotografie, sculture lunari, disegni, architetture, mobili, lampade e tante, tantissime realizzazioni, compongono il lavoro e la ricerca di Emmanuele Villani in più di trent’anni di attività. Se osserviamo tutti questi esperimenti progettuali sempre troviamo in comune la sostenibilità del progetto e delle opere eseguite, con un’attenzione esasperata per il dettaglio e la qualità complessiva del lavoro, visto come unica speranza, quella progettuale, per dare una direzione all’attività dell’umano, con passione e intransigenza al tempo stesso.

E’ possibile incontrare Emmanuele Villani nel suo laboratorio mentre con una saldatrice è intento a collegare strutture di ferro, con una sega circolare a modellare qualche asse, con un bullone a montare una delle sue torri. E’ raro e difficile perchè ama lavorare nel silenzio delle sue macchine, mentre modella e costruisce con facilità disarmante le sue opere. Se si riesce a essere accolti in quel mondo si può trovare una dimensione concreta del fare, una volontà di agire che si percepisce nitidamente e senza maschere. Nel corso dell’inaugurazione si è svolta una performance di Danilo e Francesco Nigrelli, con lettura di brani tratti da Hugo Von Hofmannsthal e Paolo Menghi e con la prima di un progetto video degli stessi autori dal titolo ” Parole senza amore. Parole di verità.

BIOGRAFIA
Emmanuele Villani  si è laureato in Architettura al Politecnico di Milano con Ezio Manzini con una tesi su “La Grande Distribuzione come operatore ambientale. Un campo di applicazione del design dei servizi”. Ha lavorato con Enzo Mari e Michele De Lucchi. Nel corso di oltre trent’anni di attività si è occupato di architettura, industrial design, service design e grafica, con numerosi progetti realizzati in Italia e all’estero. Fondatore dello studio manìarchitetti (www.maniarchitetti.it), del laboratorio di progettazione e manifattura Officine Boiardo (www.officineboiardo.it) è, dall’A.A. 2015-2016, professore a contratto presso la Scuola di Design del Politecnico di Milano.


IL DANNO

Luca Sacchetti

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In occasione della celebrazione del 20 Novembre, Giornata mondiale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza e del trentennale della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, inaugura a Milano il 25 Novembre 2019 la mostra “Il Danno” dell’artista Luca Sacchetti. L’esposizione, che si terrà presso la chiesa di Santa Maria del Carmine a Milano, si inserisce all’interno di un progetto più articolato di mostre evento dal titolo “NON si può NON vedere” dedicate alla informazione, prevenzione e al contrasto della violenza su bambini e adolescenti. Con il motto di “Non si può non vedere”, l’iniziativa si sofferma non tanto sull’atto fine a se stesso ma sulle conseguenze psicologiche che il trauma subito procura sulle vittime del danno e di cui si parla troppo poco a livello di opinione pubblica e media, interessati soprattutto a riportare il fatto di cronaca, più che a approfondirne le drammatiche conseguenze.

Il Danno, la cui prima esposizione si è tenuta presso il Castello di Vigevano nel 2018, sempre in occasione della data del 20 Novembre, vuole essere una mostra itinerante sia in ambito nazionale che internazionale e ha lo scopo di porre lo spettatore di fronte a un tema che troppo spesso non si vuole vedere e affrontare con la convinzione che un’adeguata informazione sulle conseguenze del danno possa aiutare un’azione di prevenzione di questi atti di violenza in continuo incremento in Italia e nel mondo. Questa iniziativa promossa da Castello13 e Pensare Globalmente Agire Localmente e la direzione scientifica di Nadia Muscialini con la collaborazione di Itinerari Paralleli, si configura come mostra accompagnata da eventi e altre iniziative di sensibilizzazione.

In esposizione una serie di dipinti che restituiscono al pubblico le dinamiche e le tensioni psicologiche che travagliano l’animo di tutte le persone vittime di abusi. Lo spettatore è sollecitato dall’artista a smuovere meccanismi di pensiero assopito, poco interessato e a risvegliare nel proprio intimo stati di afflizione e ansia. E’ con grande abilità artistica che Luca Sacchetti guida il pubblico verso una riflessione attenta ai miti e ai valori della società contemporanea che incoraggia l’individualità, la competizione e il cannibalismo tra gli esseri umani. Lo fa semplicemente, senza mai citare l’etica e i suoi principi ma rimandando a essa attraverso il permanere sulla tela di personaggi, vittime di prepotenze, immortalati dentro una composizione formale e pittorica ove il volto, visibile solo per una metà, rimanda al danno subito. I volti degli abusati, i loro corpi irrigiditi, gli sguardi assenti, i movimenti statici tendenti a nascondere la tragedia interiore dietro paraventi di facciate anonime, sono gli elementi caratteristici che descrivono le tracce del Danno.

In esposizione 24 dipinti che pendono dal soffitto dei corridoi del chiostro quasi a creare una sorta di labirinto che lo spettatore è obbligato a attraversare per poi recarsi alla sacrestia dove si trova “Il Sesto Stato”, una rappresentazione corale di chi ha subito un danno e che si ispira, al celebre dipinto “Il Quarto Stato” di Pelizza da Volpedo. Come afferma Luca Sacchetti: “Il Sesto Stato rappresenta una nuova classe di individui, che nell’affrontare il danno subito e nel tentativo di superarlo, ha sviluppato un sesto senso che ha aiutato la vittima a sopravvivere.”

RIFIUTI CLIMA E SOSTENIBILITA’: E’ TEMPO DI AGIRE

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Nell’aula magna di via Ravasi, presso l’Università dell’Insubria, si è tenuta la conferenza “Rifiuti, clima e sostenibilità: è tempo di agire”, organizzata dall’Università di Varese assieme ad altre associazioni ed istituzioni nazionali e internazionali. In collegamento streaming con la sede di Como, al mattino il professor Ruggieri ha aperto il dibattito presentando il progetto Green School, promosso da Agenda21 Laghi, ormai da un decennio, in tutte le scuole della provincia di Varese e della Lombardia. L’idea è quella di “rilasciare alle scuole partecipanti una certificazione di scuola ecologica” ha spiegato Paolo Sacchiero, del comitato scientifico del progetto, attraverso la promozione di un apprendimento attivo in seguito affiancato da una fase operativa.
Nel pomeriggio gli interventi delle attiviste climatiche Celeste Righi Rocco e Roberta Bonacossa che hanno portato alla conoscenza del pubblico le loro esperienze internazionali maturate in diverse associazioni come LCOY (Local Conference of Youth). Tra queste anche il progetto di training ambientale 24hoursofreality, promosso dall’ex vicepresidente degli Stati Uniti Al Gore. Celeste Righi Rocco, attivista e biologa, ha partecipato in maniera attiva anche allo Agenda21tenutosi di recente a Brasilia. Il docente di scienze teoriche e applicate, Fabio Conti, ha incitato il pubblico ad occuparsi personalmente del problema dei rifiuti perché questo è il primo passo per cominciare realmente a ridurne l’impatto devastante nell’ambiente. L’intervento di Fortunato D’Amico, presidente dell’associazione Pensare Globalmente Agire Localmente, ha indagato il problema delle Ecomafie, ormai sempre più evidente sui tutti i territori i italiani e in particolare, come dimostrano le statistiche di Legambiente e dei Carabinieri, in Lombardia. Lo smaltimento dei rifiuti è diventato un affare di milioni di euro e quindi assolutamente capace di attirare tutte quelle organizzazioni criminali che agiscono nei settori dell’economia dove ancora è possibile costruire pratiche o illecite. «Pensare che il cambiamento sia impossibile è il primo passo per perdere queste battaglie». Le proposte di Giulia Pesaro, docente presso l’Università dell’Insubria e il Politecnico di Milano, sono state rivolte alla necessità di incrementare l’economia circolare, la resilienza e lo sviluppo territoriale, attraverso la pratica virtuosa dell’inclusione. Bisogna ridurre lo spreco e consentire ai materiali non più utilizzabili di ritornare in circolo evitando che questi vadano ad aumentare la massa dei rifiuti destinati ad espandere la superficie di quelle enormi isole di plastica che ormai caratterizzano tutti mari del pianeta.

LA BANDIERA DEL MONDO 1+1=3

Michelangelo Pistoletto e Angelo Savarese. A cura di Fortunato D’Amico

Lunedì 30 settembre alle ore 12.00 è stato presentato a Vigevano il progetto artistico culturale di Michelangelo Pistoletto e Angelo Savarese La Bandiera del Mondo 1+1=3, un’opera d’arte unica dove il ruolo dell’artista è al servizio della comunità.

L’opera intende sensibilizzare i cittadini sulla responsabilità e l’impegno di ciascuno nella costruzione di una società armoniosa e sostenibile, che esalti le differenze, in equilibrio con la natura, in accordo con gli intenti e gli obiettivi promossi dall’ Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

La Bandiera del Mondo 1+1=3, nasce dall’incontro di due artisti, Angelo Savarese e Michelangelo Pistoletto, e dalla volontà di entrambi di creare un evento compartecipato per dare al pubblico l’opportunità di riconoscere la propria identità nazionale insieme a quella degli altri, come parte di un contesto territoriale e culturale, ampio e unitario, dove ognuno ha un ruolo fondamentale per il corretto mantenimento degli equilibri.

Dopo essere stata ospitata a Roma, Milano, Matera e Monza, La Bandiera del Mondo 1+1=3, è giunta a Vigevano Città Ideale, città dell’arte rinascimentale, nel segno del Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto e del progetto Flags di Angelo Savarese, simbolo di Cittadellarte, ma anche del Rebirth Day, manifestazione che viene celebrata ogni anno in tutto il mondo dalle Ambasciate del Terzo Paradiso.

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L’organizzazione dell’intera installazione ed esposizione è curata dall’Associazione “Pensare Globalmente Agire Localmente. Vigevano Global Local”, con il patrocinio del Comune di Vigevano, e la supervisione di Fortunato D’Amico, collaboratore di Cittàdellarte, che così ha presentato l’evento: “ Attraverso un gesto semplice ovvero l’apposizione di una bandiera realizzata sugli appositi supporti che disegnano la struttura del segno-simbolo, lo spettatore diventa partecipante attivo e assume la facoltà di ri-immaginare il mondo sotto un’altra luce”L’ associazione “Pensare Globalmente Agire Localmente. Vigevano Global Local” che si propone di promuovere il programma Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite e i suoi 17 Global Goals, in partnership con altre associazioni presenti sul territorio.L’installazione è stata poi collocata nelle Spazio Espositivo della Prima Scuderia Castello Sforzesco di Vigevano, dove è rimasta in mostra sino al al 10 ottobre 2019.

LOCUS LOCI

Living on the Land

Daniela Pellegrini – Alfredo Rapetti Mogol – Raymundo Sesma

Vicenza. Premio Internazionale Dedalo Minosse alla Committenza di Architettura Basilica Palladiana

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Vicenza. 21 settembre – 6 ottobre 2019 – Come di consueto ogni due anni il Premio Dedalo Minosse affianca ai progetti dei committenti premiati una mostra d’arte dedicata ai temi dell’architettura e alle intuizioni, le suggestioni e le proposte elaborate dagli artisti, esposte nel grandioso salone superiore della Basilica Palladiana.

Pensare globalmente e agire localmente” è lo slogan adottato dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, che incoraggia un forte cambiamento dell’attuale modello di sviluppo a favore di una consapevole produzione di tutti gli artefatti e del loro uso.

“Locus Loci – Living on the Land”,invita ad “ascoltare” i luoghi secondo logiche globali e locali, attitudini sensibili, atteggiamenti flessibili, adattabili alle interpretazioni culturali dei contesti specifici.

In un’epoca in cui la diffusione  delle Megacities  e delle Smart Cities promuove opportune riflessioni sulle tecnologie di costruzione da comparare al paradigma della sostenibilità, è necessario  prestare attenzione anche a come oggi si sviluppa in ambito sociale e territoriale il nuovo “atteggiamento verso l’architettura”. In quanto tale esso influenza i comportamenti dei cittadini e predispone la continua trasformazione e l’ adattamento dello dell’habitat umano alle recenti esigenze di comfort. “Pensare globalmente e agire localmente”.

Daniela Pellegrini

Le città e le architetture devono ora armonizzare le loro attività  in assonanza  con i principi della sostenibilità, valorizzare le differenze esistenti tra le molteplici  culture esistenti sul pineta, relazionarsi all’interno dell’ampio  scenario internazionale.

Le diversità,anche nell’architettura, costituiscono la vera ricchezza planetaria.

Tre artisti, provenienti da esperienze artistiche diverse, e uno studio di architettura, sono stati chiamati a rappresentare parte della molteplicità dei punti di ascolto e di osservazione degli spazi di vita. Raymundo Sesma, impegnato con la sua arte grafica a rigenerare e dare un nuovo volto alle periferie urbane del Messico e di altre nazioni, coinvolgendo i cittadini in pratiche di condivisione e rigenerazione del territorio. Daniela Pellegrini, artista “nomade” che coniuga alla pratica della fotografia, la scultura, la grafica, la poesia e congegna installazioni in cui la natura femminile restituendo il senso una profonda e illimitata intimità alla pratica quotidiana dell’abitare il pianeta.

Raymundo Sesma tra le sue opere

La parola è indagata da Alfredo Rapetti Mogol come luogo di origine del fenomeno artistico, piattaforma delle virtù umane, strumento per potenziare l’estensione emozionale dei suoni, traslitterati nella pittura e nella scultura sino a permeare la dimensione spaziale del vissuto quotidiano.

L’installazione di Alfredo Rapetti Mogol all’interno della scenografia curara da Gabbiani & Associati

L’installazione progetta dallo studio Gabbiani & Associati è la rappresentazione di un landscape urbano contemporaneo, che restituisce una prospettiva armonica e concertata del fenomeno architettonico del terzo millennio. Ispirata ad una visione corale dell’architettura, l’opera si inserisce nel dialogo del contesto artistico e porta ulteriori contributi agli intenti critici di questa mostra artistica curata da Fortunato D’Amico, presidente dell’associazioone Pensare Globalmente Agire Localmente.

Fortunato D’Amico e Marcella Gabbiani davanti all’installazione di Alfredo Rapetti Mogol inserita nella scenografia curata da Gabbiani & Associati

Total Tool, la società di visioning e design strategy fondata da Giulio Ceppi compie 20 anni

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Total Tool, la società di visioning e design strategy fondata da Giulio Ceppi compie 20 anni. Un compleanno speciale che Vigevano festeggia nei locali di spaziob a Palazzo Sanseverino con l’esposizione di alcuni dei lavori di design, architettura, arte, realizzati nelle ultime due decadi dal genio volitivo di Giulio Ceppi. Un viaggio nel mondo degli oggetti d’autore, ma anche in quello delle idee e delle invenzioni. Progetti innovativi nati all’insegna della sostenibilità ambientale, sociale, economica, che prestano una particolare attenzione all’estetica dell’apparire e alla forma e per questo ambiscono a divenire rappresentazioni reali dell’arte contemporanea del terzo millennio.

Gli oggetti di Giulio Ceppi sono icone della nostra epoca, testimonianze di una società sempre più orientata dalla necessità di inventare e produrre strumenti di valore tangibile in cui il contenuto e l’informazione intrinseca restituiscono durata e affidabilità alle cose, sollecitano un’interazione affettiva con i loro utilizzatori. Un design for allmodellato dalla pratica multidisciplinare e tradotto in linguaggio artistico per le sue peculiarità comunicative, idoneo ad aprire un dialogo multiculturale intorno a un futuro da visionare e da disegnare insieme, intrecciando e rispettando le storie di tutte delle persone. La mostra inaugura sabato 18 maggio 2019 alle ore 19.15.

Nella stessa giornata alle ore 22.00, presso i locali dell’associazione Arte il Faro, si terrà una rappresentazione performativa tratta dal libro di Giulio Ceppi Biogenie – People into design tales. Lo spettacolo, che ha per titolo Biogenie Sonore, è presentato da Vito Giuliana, curato da Valerio Incerto, che oltre alla regia si è occupato di scrivere musiche originali e dirigere il team degli attori composto da Daniela Colombi, Eleonora Cattaneo, Maurizio Donati.


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BIOGRAFIA

Giulio Ceppi, architetto e designer, studia alla Scuola Politecnica di Milano e consegue il Phd al Politecnico di Milano, dove è oggi ricercatore e professore incaricato dal 1994.

Già docente a contratto all’Interaction Design Institute Ivrea e nelle Facoltà di Architettura di Genova, Torino, Roma, all’Università Cattolica di Milano, fonda e dirige nel 2005 il Master in Business Design di Domus Academy.

Si occupa di progettazione sensoriale e design dei materiali, dello sviluppo di nuove tecnologie e di strategie di identitá.

Fino al 1997 coordina il Centro Ricerche Domus Academy e in seguito è senior design consultantdi Philips Design.

Nel 1999 fonda Total Tool, società di visioninge design strategy, con sedi oggi a Milano e Buenos Aires, con cui riceve 6 segnalazioni al Compasso d’Oro, menzione nella ICSID Hall of Fame, 2 vittorie al Premio Nazionale per l’innovazione di Confcommercio, il Premio Dedalo Minosse per la progettazione Design for all.

Collabora con aziende quali Auchan, Autogrill, Bhartyia, Coop, Deborah, Ikea, Luceplan, Mitsubishi, Nissan, Nike, PepsiCo, Pininfarina, Pirelli, SaporitiItalia, Unilever, Viacom, Versace, Vertu, 3M ed enti quali Archivio Disarmo, Comune di Milano, Comunità Europea, Federlegno, Reggio Children, Torino 2006.

Ha tenuto workshop e conferenze in oltre 25 Paesi e scritto diversi saggi sul design e la cultura del progetto.

Vive e lavora a Milano e sul Lago di Como, dove è nato nel 1965.