Metamorphosis. Ercole Pignatelli

a cura di Fortunato D’Amico e Giancarlo Lacchin

Vigevano, Strada Sotterranea del Castello Sforzesco

3 Ottobre 2020 – 18 Ottobre 2020

Inaugurazione Sabato 3 Ottobre h 17:00

con performance pittorica e musicale di Ercole Pignatelli e Francesco Libetta e presentazione del volume biografico “Metamorphosis – Ercole Pignatelli”

La rassegna “Metamorphosis. Ercole Pignatelli” propone, attraverso una selezione di opere significative, il percorso pittorico di Ercole Pignatelli.

L’artista, originario di Lecce, per oltre sessant’anni ha segnato l’immaginario poetico della cultura italiana a partire dal 1953, anno del suo arrivo Milano, in occasione della mostra di Pablo Picasso.

La mostra racconta un universo artistico fortemente illuminato dalla presenza di colori accesi e fluorescenti, che restituiscono il clima e l’atmosfera del paesaggio salentino. La metafora del corpo femminile, intesa come Grande Madre, come ossessione seduttiva, fonte di ispirazione assoluta e totalizzante del espressione artistica, è rielaborata da Pignatelli in continua metamorfosi con il paesaggio naturale e antropico della campagna leccese. Un contesto in cui si agitano rabdomanti, masserie, germinazioni, nudi, basamenti floreali, paesaggi, marine, che consentono di ricostruire un microcosmo sospeso tra cielo e terra, fantastico e onirico per antonomasia, ricco di memorie vernacolari del passato, ma comunque saldamente legato al sentire contemporaneo.

Nell’artista, padrone assoluto di varie tecniche pittoriche, trovano feconda sintesi creativa le esperienze della figurazione contemporanea, ma anche le occasioni trasfigurate del Barocco meridionale.



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Le competenze digitali e l’emergenza Coronavirus

Autore: Valerio Grassi

Le parole che sento risuonare oggi sono “smartworking”, “spesa online”, “video su Netflix” , “ci vediamo su Skype” per trascorrere il tempo…

La scorsa sera le mie figlie guardavano un telefilm anni ‘70 (Pippi Calzelunghe..) su di un canale digitale, io e la mia compagna su due piattaforme diverse il discorso del presidente del Consiglio con lo smartphone.

Chi conosce le tecnologie correnti sperimenta appieno quanto il mondo digitale ci permetta di vivere, di fare la spesa, di vedere i propri cari e di continuare a lavorare senza muoversi da casa. Chi ha competenze digitali ha di fatto gli “anticorpi” che lo fanno “sopravvivere” all’isolamento. Lo stesso vale per le imprese, che se sono digitalizzate continuano ad essere “vive” anche con i corridoi vuoti.

Poi vi è una fascia della popolazione che per formazione ed età anagrafica non ha queste competenze e quindi il virus le colpisce due volte: per la loro fragilità intrinseca e per non poter attuare le strategie che indicavo in precedenza che possono difenderle dal contagio. Lo stesso vale per le imprese che non hanno investito in tecnologie.

La emergenza che stiamo vivendo ci insegna molto, dobbiamo capire come colmare questo “digital divide”. Non possiamo pensare che nel 2020 vi sia qualcuno che non sappia inviare un mail oppure avere una conoscenza basica di un PC e dell’utilizzo del web.
Come paragone è come se fossimo all’inizio del secolo scorso e alcuni utilizzassero il telefono mentre altri si affidano al piccione viaggiatore.

Questa a mio avviso sarà una delle sfide del prossimo futuro: non lasciare indietro nessuno ma al contempo premiare chi ha capacità e competenza digitale perché garantisce continuità e competività al sistema Italia.

Saremo di fronte ad un orizzonte economico colmo di nubi: vinceremo solo se tutti faremo un “salto quantico “ non verso il futuro, ma su di un presente che muta a velocità vertiginose.

Tutto questo si inserisce nel concetto espresso dal punto nove dell’agenda ONU 2030, Infatti ritengo prioritario lo sviluppo infrastrutture di qualità, affidabili, sostenibili e resilienti atte a supportare lo sviluppo economico e il benessere degli individui, con particolare attenzione ad un accesso che sia equo e conveniente per tutti. Al contempo è necessario investire sia nella formazione per ridurre il “digital divide” che negli individui che sia in grado di guidare e gestire la trasformazione digitale di cittadini ed imprese.


Valerio Grassi – Innovation Manager certificato dal Ministero dello Sviluppo Economico / CEO Atlas Advanced Technologies