EARTHPHONIA. Le voci della terra

di Chiara Crosti

Nel contesto della mostra di Alfredo Rapetti Mogol, abbiamo incontrato Max Casacci, chitarrista italiano, produttore e fondatore dei Subsonica.
Ci presenta il suo libro “Earthphonia. Le voci della terra”, testi accompagnati da brani sonori che si acquisiscono semplicemente attraverso il QRcode a fianco al titolo di ogni capitolo, accompagnando la lettura con composizioni sonore riprodotte direttamente da Spotify oppure al contrario sonorità accompagnate da testi che raccontano la provenienza del suono e ne svelano la sua natura, un viaggio verso la sua pura essenza, l’atto creativo dell’autore diviene mezzo con cui indagare la natura per conoscere e riconoscerci.
Un libro multimediale fin dalla copertina che collegandosi al profilo istagram di Max Casacci ci proietta nella dimensione della realtà aumentata.
Earthphonia è il risultato di un percorso di ricerca di suoni prodotti dalla natura, un viaggio alla scoperta di luoghi che conservano un’antica sacralità dove esistono pietre che diventano “…un’orchestra preistorica che attendeva di essere suonata”.
Max Casacci dapprima raccoglie suoni provenineti dai mondi che costituiscono i 4 elementi dell’Universo: Acqua , Terra, Fuoco e Aria e li trasforma in strumenti musicali; attraverso un sintetizzatore li campiona e poi compone nuove trame, dando vita a strumenti inediti come il pianoforte costituito dai suoni emessi dalle balene, flauti e batterie e motli altri strumenti che prendono vita ad esempio dal battito delle ali delle api o dal suono di un fiume filtrato dalla geometria di un’opera d’arte…un vero alchimista che come Alfredo Rapetti Mogol si pone all’ascolto, l’uno di suoni provenienti dalla natura e l’altro del suono inteso come verbo= parola…dapprima scomponendolo e poi inserendolo in un processo creativo che lo porta a far parte di un racconto, di una canzone, di un suono che si fa racconto, plasmando nuovi mondi e riscoprendo archetipi sonori, riconnettendoci con la natura e rivitalizzando le nostre radici, quelle che ci riportano in relazione con la natura e con il principio di tutto l’Universo che ha generato tutte le forme di vita: il Suono.

Obiettivo n.10 dell’Agenda 2030: Ridurre le Diseguaglianze. SOCIAL HOUSING

MOTHER EARTH

di Chiara Crosti e Silvia Vercelli

“Il tempo è il bene più prezioso che abbiamo”, ci ricorda Alessandra F., docente di Lingue Straniere, e, in quanto tale, va condiviso.Insieme agli spazi e alle competenze che ciascuno di noi possiede e può mettere a disposizione degli altri.E in questo podcast, Alessandra, ci dedica il suo tempo per raccontarci la sua esperienza sul tema dell’housing sociale, come fenomeno sostenibile a tutti gli effetti, andando a toccare le tre dimensioni di società, economia e ambiente, senza lasciare indietro nessuno, in linea con l’obiettivo n.10 dell’agenda 2030 (“Ridurre le Diseguaglianze”). Da “Die grüne witwe” a “Die grüne familie”, da una realtà artificiale pensata per donne e animali che attendono il rientro della figura maschile dal lavoro, ad una più centrata sul rispetto del sé e degli altri, che ci invita ad un ritorno alla natura, alle radici, alla terra e alla condivisione.È solo grazie a questo passaggio che noi si potrà vincere e i nostri figli potranno salvare il pianeta.Il tutto coordinato e gestito attraverso l’utilizzo di un APP e adottando un modello definito ad hoc e replicabile anche su altri format già esistenti.Come quello del condominio, prima forma di comunità, dopo il nucleo familiare.

Obiettivo numero 3: Assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età

MOTHER EARTH
di Chiara Crosti e Silvia Vercelli

OBIETTIVO NUMERO 3: ASSICURARE LA SALUTE E IL BENESSERE PER TUTTI E PER TUTTE LE ETA’
Coltivare il nostro livello di energia e di attenzione per compiere scelte responsabili e consapevoli, centrate sulla nostra unicità individuale e sugli effetti che hanno sul nostro corpo, profondamente interconnesso con la nostra mente. Ne parliamo con Roberta Massei, operatrice del Metodo Grinberg® e Fisioterapista

EDUCAZIONE AMBIENTALE La MIA piccola parte per il NOSTRO Grande Pianeta

ISTRUZIONE DI QUALITÀ, PER GENITORI

di Silvia Vercelli e Chiara Crosti

In occasione del 22 Aprile, Giornata Mondiale della Terra, l’Associazione Culturale Lo Zainetto e WorldGlocal hanno voluto dedicare la rubrica de “La Mamma Secchiona”, al tema dell’educazione ambientale. 

Obiettivo primario quello di risvegliare in ciascun individuo la consapevolezza della profonda interconnessione tra l’essere umano e l’ambiente, traendo ispirazione dalle parole di T. Makiguchi, educatore e filosofo giapponese, che nella sua opera “Una Geografia della Vita Umana” ci trasmette:

E su questi stessi valori, alla base del suo sistema pedagogico, è importante oggi più che mai focalizzare l’attenzione in ambito educativo. 

L’educazione ambientale di bambini e ragazzi rappresenta, infatti, un fattore indispensabile per la sensibilizzazione e lo sviluppo di una capacità critica che possa influire sulle scelte di chi domani deciderà di dedicarsi alla scienza, alla ricerca, al mondo dell’agricoltura, della medicina o dell’insegnamento stesso. E anche per fornire gli strumenti necessari ad assumere un ruolo attivo di fronte alla prospettiva di un futuro ancora ignoto per quanto riguarda le problematiche ambientali e i potenziali effetti del cambiamento climatico.

Climate Psychology Alliance sensibilizza in questo senso tutti gli adulti della comunità educante sull’importanza di integrare Dialogo, Teoria ed Esempio Pratico, in un approccio volto a spiegare ai bambini e ragazzi di oggi, in termini semplici, non solo quello che sappiamo ma anche quello che non sappiamo su queste stesse tematiche, a chiedere ai bambini quali sono le loro impressioni e farli sentire ascoltati e, infine, a dare loro l’esempio con azioni quotidiane concrete. 

Su questi tre elementi di dialogo, teoria ed esempio pratico abbiamo voluto perciò incentrare la nostra intervista: Chiara Crosti (Comitato Boschetto e WorldGlocal) e Sonia Bottini (Salvambiente) hanno condiviso, in modo appassionato e competente, le loro testimonianze di azioni che hanno messo in campo per l’ambiente, sul territorio trezzanese, rispettivamente, dalla riqualificazione del Parco dei Sorrisi – trasformato nel tempo in luogo di cultura e aggregazione intergenerazionale – all’introduzione della pratica della permacultura e dell’utilizzo dei microorganismi al Lago Mezzetta, entrambe avvalendosi di una rete di cittadini consapevoli; il tutto contestualizzato nella teoria della cornice degli obiettivi di sostenibilità dell’Agenda 2030, con particolare riferimento alla ‘P’ di Pianeta e con in mente una meta ancora più a lungo termine: 

Un’Europa a impatto climatico zero entro il 2050”.

In chiusura, alcune proposte da condividere in ambito familiare:  la riflessione finale sul principio di equità intergenerazionale e sull’importanza di lasciare il mondo in condizioni migliori di come l’abbiamo trovato in modo da permettere agli adulti di domani di vivere in un ambiente sostenibile, garantendo loro un patrimonio di risorse naturali e culturali adeguate, alcuni suggerimenti di lettura per esplorare insieme diverse opzioni in quest’ottica e un breve estratto della fiaba del colibrì. 

Per chi fosse interessato all’ascolto dell’intervista, questo è il link al video:

Lo Zainetto e WorldGlocal La Mia Piccola Parte per il Nostro Grande Pianeta – YouTube

L’EDUCAZIONE DIGITALE: IL FUTURO È ADESSO Istruzione di qualità, per genitori

Silvia Vercelli e Chiara Crosti

Eccoci al secondo appuntamento con la rubrica “La Mamma Secchiona” dell’associazione culturale Lo Zainetto, in collaborazione con WorldGlocal. Il tema trattato è quello della tecnologia e del suo utilizzo, nelle diverse forme, con bambini appartenenti alla fascia d’età tra zero e sei anni (infanzia), periodo nel quale è fondamentale lasciare spazio allo sviluppo di competenze chiave legate alla sperimentazione manuale, alla relazione e alla creatività che rischiano, altrimenti, di rimanere mancate opportunità. E fase dell’educazione propedeutica all’apprendimento di comportamenti in quelle successivedella pre-adolescenza e adolescenza.

«In un videoclip ci possono essere più di cento immagini in un minuto, ci si abitua a vivere con intolleranza a quelle situazioni che richiedono invece lentezza e concentrazione»ci ricorda Grazia Honegger Fresco, ne “Il Bambino e la Tecnologia”.

In quest’occasione abbiamo avuto il prezioso contributo da parte di un’altra mamma di WorldGlocal, Chiara Crosti, che ha condiviso la sua testimonianza relativa alla sfida di regolare l’uso dei dispositivi tecnologici in modo responsabile e consapevole con le proprie figlie. Dopo averci raccontato come l’ha affrontata, la riflessione è stata incentrata sull’ispirazione che ha guidato la sua determinazione, ovvero la necessità di creare le condizioni per la crescita di futuri cittadini digitali, che abbiano sviluppato le competenze per utilizzare la tecnologia in modo sostenibile e al servizio dell’uomo. Basti pensare alla differenza a cui l’uso di uno stesso social network o dispositivo digitale può portare se orientato al bene comune, ad esempio a favore della conoscenza, dell’innovazione e dell’accesso ad informazioni attendibiliin modo democratico e responsabile, anziché a forme di comunicazione incentrate unicamente sull’ego dei singoli o atte a seminare odio e intolleranza. In questo senso è venuto spontaneo il collegamento con l’obiettivo numero 9 dell’agenda 2030 (Imprese, Innovazione e Infrastrutture).

E già a partire dalla prima infanzia, l’educazione digitale assume un ruolo chiave e una sfida importante per gli adulti di riferimento del bambino. Il testo, condiviso in apertura, è stato “Spegni la TV, Accendi la fantasia”, di Alberto Pellai, psicoterapeuta dell’età evolutiva, da cui è stato letto un estratto dalla filastrocca a tema per i bimbi e sono stati condivisi alcuni spunti chiave dalla parte relativa alle linee guida per i genitori. Alla domanda “Qual è l’età giusta per dare il cellulare in mano ad un figlio?”, A. Pellai, nei suoi articoli e conferenze, risponde con un’altra domanda che può guidare ciascun genitore in questo senso: “Mio figlio è pronto a gestire la complessità associata all’uso di un cellulare, specie se Smartphone?”. 

È chiaro che tutti i bambini, a partire dall’infanzia, tenderanno a emulare i loro adulti di riferimento, ricercando l’utilizzo di quei dispositivi che vedono maneggiare proprio dagli stessi, nella loro quotidianità. La differenza, in questo caso, la fa la consapevolezza del genitore, la capacità di costruire un progetto educativo valido, autorevole e fase-specifico che permetta al minore di usufruire al meglio di ciò che la vita digitale può offrirgli, senza risentire dei molti rischi e limiti che la vita virtuale è in grado di portare nel percorso di crescita. Questo comporta avere idee chiare su quando è il momento in cui dare inizio alla vita digitale come regolarla, quale modello, ad esempio, rappresentare in questo ambito.

Sull’onda della citazione finale, sempre da G.H. Fresco, sull’importanza di ricongiungere natura e artificio, non potevamo non concludere con il riferimento a La Mela Reintegrata di Michelangelo Pistoletto.