Obiettivo n.10 dell’Agenda 2030: Ridurre le Diseguaglianze. SOCIAL HOUSING

MOTHER EARTH

di Chiara Crosti e Silvia Vercelli

“Il tempo è il bene più prezioso che abbiamo”, ci ricorda Alessandra F., docente di Lingue Straniere, e, in quanto tale, va condiviso.Insieme agli spazi e alle competenze che ciascuno di noi possiede e può mettere a disposizione degli altri.E in questo podcast, Alessandra, ci dedica il suo tempo per raccontarci la sua esperienza sul tema dell’housing sociale, come fenomeno sostenibile a tutti gli effetti, andando a toccare le tre dimensioni di società, economia e ambiente, senza lasciare indietro nessuno, in linea con l’obiettivo n.10 dell’agenda 2030 (“Ridurre le Diseguaglianze”). Da “Die grüne witwe” a “Die grüne familie”, da una realtà artificiale pensata per donne e animali che attendono il rientro della figura maschile dal lavoro, ad una più centrata sul rispetto del sé e degli altri, che ci invita ad un ritorno alla natura, alle radici, alla terra e alla condivisione.È solo grazie a questo passaggio che noi si potrà vincere e i nostri figli potranno salvare il pianeta.Il tutto coordinato e gestito attraverso l’utilizzo di un APP e adottando un modello definito ad hoc e replicabile anche su altri format già esistenti.Come quello del condominio, prima forma di comunità, dopo il nucleo familiare.

Obiettivo numero 3: Assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età

MOTHER EARTH
di Chiara Crosti e Silvia Vercelli

OBIETTIVO NUMERO 3: ASSICURARE LA SALUTE E IL BENESSERE PER TUTTI E PER TUTTE LE ETA’
Coltivare il nostro livello di energia e di attenzione per compiere scelte responsabili e consapevoli, centrate sulla nostra unicità individuale e sugli effetti che hanno sul nostro corpo, profondamente interconnesso con la nostra mente. Ne parliamo con Roberta Massei, operatrice del Metodo Grinberg® e Fisioterapista

Lo Zainetto e WorldGlocal. La Mia Piccola Parte per il Nostro Grande Pianeta

In occasione del 22 Aprile, Giornata Mondiale della Terra, l’Associazione Culturale Lo Zainetto e WorldGlocal hanno voluto dedicare la rubrica de “La Mamma Secchiona”, al tema dell’educazione ambientale. Attraverso il racconto di due esperienze personali di cittadinanza attiva e creazione di reti locali da cui poter trarre esempio ed ispirazione per poi contestualizzarle in modo consapevole nella cornice globale degli obiettivi di sostenibilità dell’Agenda 2030.

EDUCAZIONE AMBIENTALE La MIA piccola parte per il NOSTRO Grande Pianeta

ISTRUZIONE DI QUALITÀ, PER GENITORI

di Silvia Vercelli e Chiara Crosti

In occasione del 22 Aprile, Giornata Mondiale della Terra, l’Associazione Culturale Lo Zainetto e WorldGlocal hanno voluto dedicare la rubrica de “La Mamma Secchiona”, al tema dell’educazione ambientale. 

Obiettivo primario quello di risvegliare in ciascun individuo la consapevolezza della profonda interconnessione tra l’essere umano e l’ambiente, traendo ispirazione dalle parole di T. Makiguchi, educatore e filosofo giapponese, che nella sua opera “Una Geografia della Vita Umana” ci trasmette:

E su questi stessi valori, alla base del suo sistema pedagogico, è importante oggi più che mai focalizzare l’attenzione in ambito educativo. 

L’educazione ambientale di bambini e ragazzi rappresenta, infatti, un fattore indispensabile per la sensibilizzazione e lo sviluppo di una capacità critica che possa influire sulle scelte di chi domani deciderà di dedicarsi alla scienza, alla ricerca, al mondo dell’agricoltura, della medicina o dell’insegnamento stesso. E anche per fornire gli strumenti necessari ad assumere un ruolo attivo di fronte alla prospettiva di un futuro ancora ignoto per quanto riguarda le problematiche ambientali e i potenziali effetti del cambiamento climatico.

Climate Psychology Alliance sensibilizza in questo senso tutti gli adulti della comunità educante sull’importanza di integrare Dialogo, Teoria ed Esempio Pratico, in un approccio volto a spiegare ai bambini e ragazzi di oggi, in termini semplici, non solo quello che sappiamo ma anche quello che non sappiamo su queste stesse tematiche, a chiedere ai bambini quali sono le loro impressioni e farli sentire ascoltati e, infine, a dare loro l’esempio con azioni quotidiane concrete. 

Su questi tre elementi di dialogo, teoria ed esempio pratico abbiamo voluto perciò incentrare la nostra intervista: Chiara Crosti (Comitato Boschetto e WorldGlocal) e Sonia Bottini (Salvambiente) hanno condiviso, in modo appassionato e competente, le loro testimonianze di azioni che hanno messo in campo per l’ambiente, sul territorio trezzanese, rispettivamente, dalla riqualificazione del Parco dei Sorrisi – trasformato nel tempo in luogo di cultura e aggregazione intergenerazionale – all’introduzione della pratica della permacultura e dell’utilizzo dei microorganismi al Lago Mezzetta, entrambe avvalendosi di una rete di cittadini consapevoli; il tutto contestualizzato nella teoria della cornice degli obiettivi di sostenibilità dell’Agenda 2030, con particolare riferimento alla ‘P’ di Pianeta e con in mente una meta ancora più a lungo termine: 

Un’Europa a impatto climatico zero entro il 2050”.

In chiusura, alcune proposte da condividere in ambito familiare:  la riflessione finale sul principio di equità intergenerazionale e sull’importanza di lasciare il mondo in condizioni migliori di come l’abbiamo trovato in modo da permettere agli adulti di domani di vivere in un ambiente sostenibile, garantendo loro un patrimonio di risorse naturali e culturali adeguate, alcuni suggerimenti di lettura per esplorare insieme diverse opzioni in quest’ottica e un breve estratto della fiaba del colibrì. 

Per chi fosse interessato all’ascolto dell’intervista, questo è il link al video:

Lo Zainetto e WorldGlocal La Mia Piccola Parte per il Nostro Grande Pianeta – YouTube

Istruzione di qualità, per genitori

COLTIVARE L’INTELLIGENZA EMOTIVA FIN DALLA PRIMA INFANZIA PER UN FUTURO SOSTENIBILE

di Silvia Vercelli

Fiore delle emozioni (o fiore di Plutchik) è uno strumento utile per la  psicoeducazione. Lo scopo è quello d… | Emozioni, Intelligenza emotiva,  Mappa dei sentimenti
La ruota delle emozioni – Plutchik

Non possiamo insegnare nulla alle persone, possiamo solo aiutarle a scoprire le cose dentro di loro” (Galileo Galilei)

L’Intelligenza Emotiva è la capacità di unire pensieri ed emozioni per prendere decisioni ottimali e generare risultati positivi. Isabelle Filliozat, nota psicoterapeuta, sottolinea, rivolgendosi a genitori ed educatori, l’importanza di coltivare l’intelligenza emotiva, o intelligenza del cuore, fin dalla prima infanzia, rispondendo in modo adeguato alle emozioni del bambino, attraverso la presenza (“ci sono” in risposta ai tuoi bisogno), le parole (nell’aiuto a verbalizzare e nell’utilizzo di un linguaggio efficace) e l’atteggiamento (di esempio nella modalità di reazione): questo lo renderà nel tempo capace di padroneggiarle.

I bambini hanno bisogno di adulti che non si facciano spaventare dalla loro esuberanza emotiva o dalla loro eccessiva richiesta di devozione. Come ruolo chiave nel percorso educativo, l’adulto può e deve arginare, indirizzare il piccolo, senza sottrarlo alla necessaria frustrazione che capita nelle relazioni con gli altri, anche con i coetanei.

Inside out
Inside Out – Pixar

Riuscire a comprendere che i bambini hanno diritto ad un loro spazio/tempo da vivere nella relazione tra pari con serenità, ma anche con la possibilità di sperimentare e sperimentarsi, è una competenza importante da sviluppare. E nella difficoltà oggettiva della situazione è fondamentale riuscire ad avere fiducia nel bambino.

In un’ottica più ampia, gli sforzi compiuti dal genitore oggi in questa direzione favoriranno la crescita di futuri individui consapevoli e capaci di instaurare relazioni efficaci e di valore, creando reti aventi come fine ultimo il bene collettivo.

Questo il tema trattato nell’incontro mensile tra WorldGlocal e l’associazione culturale Lo Zainetto, nell’ambito della rubrica La Mamma Secchiona (rivolta a genitori di bambini in età zero-sei anni), attraverso gli spunti di riflessione condivisi dalla coach Sara Colussi e la testimonianza di Silvia Vercelli (WorldGlocal). A supporto, un estratto dal cartone ‘Inside Out’ di Pixar.

In chiusura, il riferimento agli obiettivi di sostenibilità, in particolare n.4 (Istruzione di Qualità), n. 16 (Pace, Giustizia e Istituzioni Solide) n. 17 (Partnership per gli Obiettivi), fonte d’ ispirazione costante e indispensabile orientamento nelle scelte educative di oggi per la loro stessa realizzazione nel lungo termine.

Nota – il sottofondo finale è tratto da “You’ve Got Something to Live Up To”, facente parte del progetto musicale My Earth Songs – Children’s Songs for a Brighter Future, del compositore ambientalista indiano Ricky Kej, autore di 27 canzoni per bambini dedicate agli Obiettivi di sviluppo sostenibile.

Per chi fosse interessato all’ascolto dell’intervista, questo è il link al video:

Istruzione di qualità, per genitori

Il linguaggio dei bambini

di Silvia Vercelli

Nel 2014, Save the Children ha messo a punto la definizione di “povertà educativa”, per lanciare un allarme sulla situazione italiana di migliaia di bambini in stato di grave denutrizione culturale e sollecitare misure adeguate: bambini che non sono mai stati in un museo, in un teatro, a una mostra, a un concerto, bambini che non leggono libri e che non hanno adulti con cui parlare. Statisticamente questa povertà, spesso invisibile, viaggia a braccetto con la povertà materiale e diventa un debito ereditario in più, trasmettendosi inesorabile dai genitori ai figli. Ma incide anche una colpevole trascuratezza educativa, trasversale alle fasce di reddito delle famiglie di provenienza” G.H.Fresco, L’importanza dei Libri.

Il tema trattato nella terza puntata della rubrica “La mamma secchiona“, tenuta mensilmente dall’Associazione Culturale Lo Zainetto con la partecipazione di  WorldGlocal, è relativo al linguaggio dei bambini e al suo sviluppo, con particolare attenzione alla fascia d’età dell’infanzia (zero – sei anni).

Partendo dalla descrizione delle principali tappe evolutive, ho condiviso durante l’incontro le principali linee guida sui comportamenti più funzionali da parte degli adulti di riferimento, in ciascuna di esse, per sostenere il bambino ad apprendere una conoscenza che non può essere insegnata da nessuno, ma che viene assorbita dall’ambiente stesso. Di qui l’importanza per i genitori di creare le condizioni per favorire lo sviluppo del linguaggio, attraverso la relazione, la motivazione e la contestualizzazione nell’ambito di uno stile educativo orientato alla crescita di individui in grado di esprimere a pieno il proprio potenziale.

In risposta al bisogno di ascolto, rinforzo e interesse sincero da parte del genitore, ma anche di ordine e ripetizione, che caratterizza il bambino nel processo di apprendimento, assume un ruolo chiave la lettura, fondamentale a partire dalla gravidanza, per accompagnare e nutrire con la voce materna prima, con le immagini poi e con la narrazione vera e propria in seguito.

A questo proposito, Sara Colussi (Professional & Business Coach), nel ruolo di testimonial, racconta come, nella propria esperienza di madre, abbia fatto leva sul valore delle storie,  quali punti di ancoraggio alla realtà, espedienti per trattare temi più delicati e occasioni per lasciare spazio al pensiero magico e far viaggiare la fantasia, cimentandosi insieme alle sue figlie nell’invenzione di nuovi finali o nella digressione su possibili trame alternative.

Dopo i suggerimenti di lettura finali e in omaggio al giorno della memoria, da poco trascorso, l’incontro si è concluso con il riferimento a Jella Lepman, giornalista tedesca, che, nel periodo del dopo guerra, scommise sul potere generativo della letteratura, vedendo proprio nell’infanzia l’età in cui va riposta maggiore fiducia e nei libri un ponte possibile fra i bambini di tutto il mondo, per offrire loro visioni degne dell’infanzia, visioni di pace, rispetto, amicizia, gioco e lo slancio vitale del sogno, che le loro immagini alimentano.

Fonte d’ispirazione, più che mai attuale e da tenere a mente nel favorire lo sviluppo del linguaggio e valorizzare l’importanza della cultura, nell’ottica di crescere individui consapevoli, e dotati della capacità di esprimersi con libertà di parola e di pensiero. E in stretta correlazione con l’impegno contenuto nell’Agenda 2030, ai cui obiettivi si collega questa stessa rubrica, con particolare riferimento all’obiettivo n.4, istruzione di qualità

«Ci impegneremo ad assicurare  ad assicurare ai bambini e ai giovani un ambiente stimolante per la piena realizzazione dei loro diritti e la messa in pratica delle loro capacità, attraverso scuole sicure, comunità coese e le famiglie». Estratto da Risoluzione adottata dall’Assemblea Generale il 25 settembre 2015 

Per chi fosse interessato all’ascolto, questo è il link al video:

L’EDUCAZIONE DIGITALE: IL FUTURO È ADESSO Istruzione di qualità, per genitori

Silvia Vercelli e Chiara Crosti

Eccoci al secondo appuntamento con la rubrica “La Mamma Secchiona” dell’associazione culturale Lo Zainetto, in collaborazione con WorldGlocal. Il tema trattato è quello della tecnologia e del suo utilizzo, nelle diverse forme, con bambini appartenenti alla fascia d’età tra zero e sei anni (infanzia), periodo nel quale è fondamentale lasciare spazio allo sviluppo di competenze chiave legate alla sperimentazione manuale, alla relazione e alla creatività che rischiano, altrimenti, di rimanere mancate opportunità. E fase dell’educazione propedeutica all’apprendimento di comportamenti in quelle successivedella pre-adolescenza e adolescenza.

«In un videoclip ci possono essere più di cento immagini in un minuto, ci si abitua a vivere con intolleranza a quelle situazioni che richiedono invece lentezza e concentrazione»ci ricorda Grazia Honegger Fresco, ne “Il Bambino e la Tecnologia”.

In quest’occasione abbiamo avuto il prezioso contributo da parte di un’altra mamma di WorldGlocal, Chiara Crosti, che ha condiviso la sua testimonianza relativa alla sfida di regolare l’uso dei dispositivi tecnologici in modo responsabile e consapevole con le proprie figlie. Dopo averci raccontato come l’ha affrontata, la riflessione è stata incentrata sull’ispirazione che ha guidato la sua determinazione, ovvero la necessità di creare le condizioni per la crescita di futuri cittadini digitali, che abbiano sviluppato le competenze per utilizzare la tecnologia in modo sostenibile e al servizio dell’uomo. Basti pensare alla differenza a cui l’uso di uno stesso social network o dispositivo digitale può portare se orientato al bene comune, ad esempio a favore della conoscenza, dell’innovazione e dell’accesso ad informazioni attendibiliin modo democratico e responsabile, anziché a forme di comunicazione incentrate unicamente sull’ego dei singoli o atte a seminare odio e intolleranza. In questo senso è venuto spontaneo il collegamento con l’obiettivo numero 9 dell’agenda 2030 (Imprese, Innovazione e Infrastrutture).

E già a partire dalla prima infanzia, l’educazione digitale assume un ruolo chiave e una sfida importante per gli adulti di riferimento del bambino. Il testo, condiviso in apertura, è stato “Spegni la TV, Accendi la fantasia”, di Alberto Pellai, psicoterapeuta dell’età evolutiva, da cui è stato letto un estratto dalla filastrocca a tema per i bimbi e sono stati condivisi alcuni spunti chiave dalla parte relativa alle linee guida per i genitori. Alla domanda “Qual è l’età giusta per dare il cellulare in mano ad un figlio?”, A. Pellai, nei suoi articoli e conferenze, risponde con un’altra domanda che può guidare ciascun genitore in questo senso: “Mio figlio è pronto a gestire la complessità associata all’uso di un cellulare, specie se Smartphone?”. 

È chiaro che tutti i bambini, a partire dall’infanzia, tenderanno a emulare i loro adulti di riferimento, ricercando l’utilizzo di quei dispositivi che vedono maneggiare proprio dagli stessi, nella loro quotidianità. La differenza, in questo caso, la fa la consapevolezza del genitore, la capacità di costruire un progetto educativo valido, autorevole e fase-specifico che permetta al minore di usufruire al meglio di ciò che la vita digitale può offrirgli, senza risentire dei molti rischi e limiti che la vita virtuale è in grado di portare nel percorso di crescita. Questo comporta avere idee chiare su quando è il momento in cui dare inizio alla vita digitale come regolarla, quale modello, ad esempio, rappresentare in questo ambito.

Sull’onda della citazione finale, sempre da G.H. Fresco, sull’importanza di ricongiungere natura e artificio, non potevamo non concludere con il riferimento a La Mela Reintegrata di Michelangelo Pistoletto.

Istruzione di qualità, per genitori

Silvia Vercelli

Insieme all’Associazione culturale  “Lo Zainetto” di Trezzano sul Naviglio (Luogo di incontro per genitori e di gioco/laboratorio per bimbi tra 0 e 4 anni), durante il 2019, è stato avviato un ciclo di incontri tra genitori, da me facilitati con l’approccio maieutico e facendo leva sulle mie competenze di coaching di gruppo, finalizzati a condividere le teorie più recenti sull’educazione, invitare i genitori a documentarsi sugli stessi temi, facendo riferimento a fonti attendibili, e favorendo il confronto attraverso la rete così creatasi al fine che la crescita dei singoli genitori attraverso lo scambio e il sostegno reciproco si riflettesse sull’educazione dei bambini.

Considerate l’impossibilità durante quest’anno a incontrarsi di persona e, allo stesso tempo, l’esigenza sollevata da alcune mamme dell’associazione di dare continuità a questo tipo di iniziativa, mi sono accordata con la responsabile dell’associazione stessa (Alessandra) per riprendere con un format che meglio si adattasse alla modalità online ma potesse essere allo stesso tempo efficace.

È nato così lo spazio “La rubrica della mamma secchiona”, uno spazio di dialogo con Alessandra, con frequenza mensile e a partire dal mese di Novembre, dove ho la possibilità di condividere spunti e approfondimenti  da parte di esperti sulle differenti tematiche educative, che di volta in volta emergono come rilevanti da parte dei membri dell’associazione “Lo Zainetto” e concludere con un invito alla riflessione e domande aperte su quelle aree potenziali di miglioramento su cui l’adulto può intervenire nel proprio processo educativo.

Nel mettere a punto questo progetto è sorta spontanea la connessione di quest’iniziativa con l’obiettivo n. 4 dell’agenda 2030 (Istruzione di Qualità), vista l’opportunità di stimolare l’apprendimento continuo dei genitori verso un’educazione consapevole, attivare la capacità di discernimento di ciascuno rispetto all’attendibilità delle fonti d’informazione disponibili e ai diversi miti e tabù tramandati dalle generazioni precedenti, agendo di conseguenza sulla crescita di futuri cittadini autonomi e consapevoli del proprio potenziale.

Bisogna investire sui primi anni di vita dei bambini per combattere le future disuguaglianze”, cita l’Asvis nella presentazione dell’obiettivo n.4.

Il primo incontro online è stato in questo senso anche un’occasione per far conoscere gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’agenda 2030 e WorldGlocal, ponendo così le basi per una potenziale partnership tra le due associazioni per opportunità future. Negli incontri successivi, prevederemo inoltre la partecipazione di testimonial da WorldGlocal, che possano attivamente portare contenuti dalla loro esperienza genitoriale e/o altri tipi di interventi che si possano collegare agli argomenti trattati.

Per chi fosse interessato ad ascoltare il primo incontro, questo è il link:

Il tema trattato qui, su richiesta della responsabile de Lo Zainetto in quanto molto sentito, è stato “Il Sonno”; questione di grande valenza educativa, spesso oggetto di controversia e che mette a dura prova il senso di adeguatezza dei genitori, responsabili da un lato di seguire le esigenze profonde del bambino per costruire una base sicura e dall’altro di dare i necessari limiti per educare all’autonomia e all’autoefficacia. Il tema anticipato per il mese di dicembre sarà invece legato all’utilizzo della tecnologia con i relativi effetti sui bambini e comportamenti da parte dei genitori.

“Il futuro dell’umanità e del pianeta è nelle nostre mani. Si trova anche nelle mani delle nuove generazioni, che passeranno il testimone a quelle future. Abbiamo tracciato la strada verso lo sviluppo sostenibile; toccherà a noi garantire che il viaggio abbia successo e che i suoi risultati siano irreversibili.” {Cit. da Trasformare il nostro mondo: l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile}

Resilienza trasformativa

Che cos’è la resilienza, perché questo termine, oggi tornato attuale, viene ripreso anche dall’Asvis in riferimento al tema della sostenibilità e come ciascuno di noi può sviluppare questa capacità ?

Silvia Vercelli intervista a questo proposito Simonetta Scavizzi, diplomata in counseling evoluzionistico della riprogrammazione esistenziale con Mario Papadia presso l’Accademia della Riprogrammazione Esistenziale, riconosciuta da Assocounseling. Grazie all’unione delle sue competenze di counselor con quelle musicali e di insegnante, crea percorsi personalizzati di crescita e sviluppo personale.

Contatti:

https://www.linkedin.com/in/simonetta-scavizzi-88076738/

scavizzis@yahoo.it

Dal conflitto al dialogo generativo. Silvia Vercelli

Come anticipato nel precedente articolo “Educare alla leadership collettiva”, dedico un contributo specifico al tema della trasformazione del conflitto in uno scambio generativo, traendo ispirazione dal simbolo del Terzo Paradiso

L’esempio che segue fa riferimento aduna sessione di coaching di gruppo* erogata in modalità virtuale ad un gruppo internazionale di giovani team leader, all’interno di un programma di sviluppo delle competenze di leadership. Per facilitare la comprensionee la fruibilità, introduco brevemente gli elementi chiave di riflessione, per poi passare ad un paio di esempi pratici. 

Immaginiamo un mondo … dove questi princìpi vengano applicati nella realtà quotidiana di ciascuno e tutti abbiamo acquisito le competenze per vedere nella diversità dell’altro una risorsa, unica, a cui attingere.

(*) Per coaching di gruppo si intende un percorso di sviluppo delle competenze su un tema specifico, rivolto adun gruppo di persone di pari livello nell’organizzazione, che, guidati con un approccio maieutico, fanno emergere il proprio potenziale individuale grazie alla rete di relazioni che si viene a creare.