MEMORABILIA e altri progetti intergenerazionali

Chiara Crosti e Silvia Vercelli intervistano Chiara Mignemi

Voglio essere un’anziana felice” è l’ispirazione che guida Chiara Mignemi, 30 anni, fondatrice di Kuroko s.n.c. e ideatrice del progetto Memorabilia, insieme al socio Riccardo Micheloni. 

E voglio che lo siano anche tutti gli altri” aggiunge. 

Da un bisogno individuale di rassicurazione e aspettativa di un futuro sereno per sé e per i propri familiari, nasce così un’impresa sociale operante nel terzo settore e per il bene dell’intera comunità.

Dedicata, nello specifico, a chi appartiene alla fascia della terza e quarta età, una fase della vita in cui le persone, libere da impellenze lavorative e dotate di un prezioso bagaglio di esperienza, possono beneficiare di una maggiore quantità di tempo a disposizione. Tempo che, se non accompagnato da strumenti e fattori ambientali favorevoli, può diventare però un grande limite, in cui si rischia addirittura di rimanere intrappolati, per poi ritrovarsi in situazioni di isolamento e solitudine.

Diverse sono le iniziative proposte attraverso il progetto multidisciplinare “Memorabilia”, che ci racconta Chiara in questo podcast, replicabili in diversi contesti e territori. 

La tua vita da leggere” – un’occasione di contatto tra chi desidera raccontare il proprio vissuto e persone capaci di accoglierlo ed elaborarlo in forma narrativa, dove l’idea di delegare il dialogo a qualcuno che non sia un familiare permette di creare uno spazio di spontaneità, in cui si esce dagli schemi imposti dai ruoli per lasciar emergere la vera identità della persona, in tutta la sua complessità, dando così modo di creare anche relazioni più autentiche con gli stessi familiari.

Operazione che assume un valore ancor più grande se rivolta alle donne comuni, nate in una cert’epoca, a cui l’espressione femminile dell’anzianità è stata difficilmente concessa. 

Lo stesso tipo servizio, dal nome “Una storia tira l’altra” si declina anche in forma laboratoriale, per RSA e centri diurni, con livelli di maggiore o minore stimolazione cognitiva e utilizzo di strumenti che portano ad attivare le memorie.

In un percorso che va al di là del prodotto artistico finale, lasciando dietro di sé un tesoro inestimabile, dal punto vista sociale e storico, mettendo sempre la persona al centro, nel totale rispetto della sua intimità e privacy. 

“Mashup Generazionale / Disegnare Alternative” – proposta per le scuole medie e superiori, volta, a partire da un semplice esercizio di proiezione identitaria (un elaborato dal titolo “Quando avrò ottant’anni”), a stimolare la riflessione su sé stessi in un’altra fascia d’età, partendo da una fase, quella adolescenziale, in cui la senilità è qualcosa di ancora inesplorato, pur presentando diversi punti in comune con la stessa, quali anche i sentimenti di solitudine e incomprensione. 

Una sperimentazione che porta esiti interessanti e costruttivi come le conclusioni sulla necessità di una società più inclusiva per gli anziani e l’attivazione di un dialogo intergenerazionale libero da preconcetti. 

“Ti passo a prendere” – servizio, con accompagnamento, in collaborazione con una rete di teatri di Milano per favorire la socializzazione e l’incontro con la cultura, che diventa così espediente di condivisione di vedute e interessi nonché punto di partenza per una conversazione piacevole e avvio di potenziali relazioni di amicizia e sostegno reciproco. 

“Meglio tardi” – programma radiofonico per sensibilizzare sul diritto all’affettività per chi vive la terza e quarta età e dar voce a chi ne ha diretta testimonianza, abbattendo così i tabù sull’argomento.  

Un insieme di iniziative accomunate da una fantasia rivoluzionaria, che si innesta su un lavoro sociale costante, fatto per piccoli passi, tra ostacoli burocratici da una parte e forte determinazione e solide competenze dall’altra. 

Proprio come i kuroko, quelle figure che nel teatro tradizionale giapponese, operano sulla scena vestiti completamente di nero e come ombre sistemano le cose. 

Non è un caso che lo stesso nome sia stato scelto per l’impresa sociale. 

Chiara, nel suo racconto ha citato e trasmesso più volte i concetti di dignità e inclusione, entrambi correlati ad un principio imprescindibile nell’ambito degli obiettivi di sostenibilità dell’Agenda 2030: “Non lasciare indietro nessuno

Nello specifico vediamo una connessione con l’Obiettivo 10 (Ridurre le Disuguaglianze), l’Obiettivo 3 (Assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età), pensando ai benefici sul benessere della persona derivanti dalla riconquista della propria autonomia e dalla possibilità di nutrire la propria mente con nuovo cibo rispetto al rapporto passivo che può crearsi di fronte a un freddo schermo televisivo. 

E non ultimo, l’Obiettivo 17 (Rafforzare i mezzi di attuazione e rinnovare il partenariato mondiale). 

È soprattutto attraverso quest’ultimo che un progetto come questo può diventare sostenibile, a tutti gli effetti, ovvero accessibile a tutti, indipendentemente dalle possibilità economiche, attraverso una solida rete di associazioni e istituzioni a supporto. Ci auguriamo pertanto che da questi sforzi quotidiani compiuti nell’ombra si possano raccogliere presto i frutti per un’opera collettiva di cui possa beneficiare tutta la comunità nel suo insieme. 

Per chi volesse saperne di più e contattare direttamente Chiara, ecco il sito di riferimento https://progettomemorabilia.it/

Illustrazioni di Anna Micheloni

Ascolta l’intervista sul nostro Podcast Worldglocal

Progetti Intergenerazionali per “Non lasciare indietro nessuno”

Voglio essere un’anziana felice” è l’ispirazione che guida Chiara Mignemi, 30 anni, fondatrice di Kuroko s.n.c. e ideatrice del progetto Memorabilia, insieme al socio Riccardo Micheloni. “E voglio che lo siano anche tutti gli altri” aggiunge. 

Da un bisogno individuale di rassicurazione e aspettativa di un futuro sereno per sé e per i propri familiari, nasce così un’impresa sociale operante nel terzo settore e per il bene dell’intera comunità.

Chiara, nel suo racconto ha citato e trasmesso più volte i concetti di dignità e inclusione, entrambi correlati ad un principio imprescindibile nell’ambito degli obiettivi di sostenibilità dell’Agenda 2030: “Non lasciare indietro nessuno”, nello specifico vediamo una connessione con l’Obiettivo 10 (Ridurre le Disuguaglianze), l’Obiettivo 3 (Assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età), e non ultimo, l’Obiettivo 17 (Rafforzare i mezzi di attuazione e rinnovare il partenariato mondiale). 

Per chi volesse saperne di più  https://progettomemorabilia.it/

L’Agenda 2030 e il Dialogo in Azienda

di Silvia Vercelli

Nell’Azienda multinazionale presso cui lavoro, insieme ad altri colleghi e alla Direzione, abbiamo contribuito adideare ed avviare la creazione di uno spazio virtuale, su un portale interno, finalizzato alla condivisione di conoscenze e strumenti che, oltre all’apprendimento reciproco, possano allo stesso tempo favorire la costruzione di un network informale e mantenere viva l’interazione tra le persone, soprattutto in questo periodo in cui non c’è la possibilità di vedersi con continuità.

Ad oggi si tratta di un’iniziativa limitata a livello locale, che coinvolge i dipendenti delle sedi distribuite in Italia e la redazione è costituita, oltre a me, da altri quattro colleghi, che, nell’atto di proporre contenuti in base alle competenze e passioni personali, cercano di volta in volta di rendere protagonisti anche altri. Attraverso la condivisione di articoli, podcast, video, sessioni live con professionisti esterni, etc., sostenuti dalla Direzione delle rispettive funzioni. 

Confrontandomi con chi segue il canale “Mondo Esterno”,ho avuto l’occasione di accennare ai temi dell’Agenda 2030ed entrambi siamo arrivati alla conclusione che questo tipo di spazio potrebbe costituire terreno fertile per iniziare a sensibilizzare il singolo cittadino che è rappresentato da ciascun dipendente e avviare così un confronto generativo e continuativo sugli obiettivi di sostenibilità, senza dover necessariamente aspettare che sia l’Azienda, come istituzione, a mettere in campo iniziative di questo tipo. 

Come diceva Hannah Arendt, per quanto siamo colpiti dalle cose del mondo, per quanto profondamente possano scuoterci e stimolarci, esse diventano umane per noi solo quando possiamo discuterne con i nostri compagni, colleghi e amici.

Abbiamo così registrato e pubblicato sullo stesso canale, nel mese di luglio, un primo dialogo introduttivo tra noi due per far conoscere l’Agenda 2030, il concetto di sviluppo sostenibile, le 5 P, e abbiamo iniziato ad approfondire gli obiettivi legati al Pianeta, essendo quelli che arrivano più facilmente a toccare le vite di tutti. Impostando la conversazione dal globale al locale, dall’ideale al pratico, siamo così arrivati a lanciare una prima sfida. 

Utilizzando l’espediente della “Guida per Salvare il Mondo per Persone Pigre”, il mio collega ha invitato ciascuno a portarci un esempio, una proposta, un gesto quotidiano che ha già intrapreso in questo senso o che può avviare da oggi stesso.

Così da poter condividere il tutto insieme, in una sessione live, al rientro dalla pausa estiva, per una nuova ripartenza. 

È stata allo stesso tempo un’occasione per me, per accennare a WorldGlocal e per trasmettere l’importanza di far parte di una rete di persone che si uniscono per un obiettivo comune, al fine di sostenersi e arricchirsi reciprocamente attingendo ai contributi di ciascuno, nonostante non ci si conosca direttamente. 

Come motivo ispiratore, in chiusura, un estratto de “Il Terzo Paradiso” dei Subsonica, che ben si presta ad accompagnare questo nostro spazio, una sorta di terzo cerchio, in cui ciascuno è chiamato a contribuire e co-creare nella direzione della sostenibilità. 

Questo dialogo ci è sembrato un buon primo passo, che ha richiesto una piccola dose di coraggio, considerando la complessità del contesto e del momento storico in cui è stato compiuto e che non sappiamo che tipo di risposta ci porterà. Il solo fatto di averlo intrapreso ci ha però permesso di sprigionare un’ulteriore ondata di energia e fiducia per il futuro. 

«Se ci chiediamo quale fu l’origine del monte Sumeru – scriveva Nichiren Daishonin – troviamo che esso ha avuto origine da un singolo granello di polvere, così come il vasto mare si è originato da una sola goccia di rugiada».Ecco, tutto sta nel coraggio di fare il primo passo. E poi un altro e un altro ancora. Perché la distanza tra zero e uno è molto più grande di quella tra uno e cento, e anche un viaggio di mille miglia inizia da un primo passo.                – D. Ikeda – 

Per chi fosse interessato ad ascoltare la registrazione del primo passo, la trova a questo link https://youtu.be/dPRNzjotrZM

Obiettivo n.17 Agenda 2030: Partnership

MOTHER EARTH 

di Chiara Crosti e Silvia Vercelli

Dove ci porta la strada sotterranea del Castello Sforzesco di Vigevano nel mese di luglio?
Ci accompagna, attraverso la mostra “Le Mie Parole”, di Alfredo Rapetti Mogol, in un percorso creativo tra tele e isole letterarie, che l’osservatore stesso può ricomporre immergendosi così in un processo di interiorizzazione più profondo che lo porterà ad elaborare le proprie risposte nel tempo.

Arte che non è solo trasformazione, ma anche comunicazione. L’evento, infatti, come gli altri proposti in precedenza, è fruibile a tutti, al di là dei confini sociali ed economici, proprio per offrire la possibilità anche a chi non ne è alla ricerca, di entrare in contatto con realtà e riflessioni nuove.

Un’iniziativa locale, volta a favorire reti inclusive, dove le persone sono al centro, in linea con gli obiettivi di sostenibilità, in particolare, il numero 17 – Partnership per gli Obiettivi dell’Agenda 2030

E in questo podcast, diverse voci, tra cui quella dell’artista stesso, Sandra Beccaro e Valentina Facchinetti, si sono unite per raccontarci qualcosa di più.

Obiettivo n.10 dell’Agenda 2030: Ridurre le Diseguaglianze. SOCIAL HOUSING

MOTHER EARTH

di Chiara Crosti e Silvia Vercelli

“Il tempo è il bene più prezioso che abbiamo”, ci ricorda Alessandra F., docente di Lingue Straniere, e, in quanto tale, va condiviso.Insieme agli spazi e alle competenze che ciascuno di noi possiede e può mettere a disposizione degli altri.E in questo podcast, Alessandra, ci dedica il suo tempo per raccontarci la sua esperienza sul tema dell’housing sociale, come fenomeno sostenibile a tutti gli effetti, andando a toccare le tre dimensioni di società, economia e ambiente, senza lasciare indietro nessuno, in linea con l’obiettivo n.10 dell’agenda 2030 (“Ridurre le Diseguaglianze”). Da “Die grüne witwe” a “Die grüne familie”, da una realtà artificiale pensata per donne e animali che attendono il rientro della figura maschile dal lavoro, ad una più centrata sul rispetto del sé e degli altri, che ci invita ad un ritorno alla natura, alle radici, alla terra e alla condivisione.È solo grazie a questo passaggio che noi si potrà vincere e i nostri figli potranno salvare il pianeta.Il tutto coordinato e gestito attraverso l’utilizzo di un APP e adottando un modello definito ad hoc e replicabile anche su altri format già esistenti.Come quello del condominio, prima forma di comunità, dopo il nucleo familiare.

Obiettivo numero 3: Assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età

MOTHER EARTH
di Chiara Crosti e Silvia Vercelli

OBIETTIVO NUMERO 3: ASSICURARE LA SALUTE E IL BENESSERE PER TUTTI E PER TUTTE LE ETA’
Coltivare il nostro livello di energia e di attenzione per compiere scelte responsabili e consapevoli, centrate sulla nostra unicità individuale e sugli effetti che hanno sul nostro corpo, profondamente interconnesso con la nostra mente. Ne parliamo con Roberta Massei, operatrice del Metodo Grinberg® e Fisioterapista

Lo Zainetto e WorldGlocal. La Mia Piccola Parte per il Nostro Grande Pianeta

In occasione del 22 Aprile, Giornata Mondiale della Terra, l’Associazione Culturale Lo Zainetto e WorldGlocal hanno voluto dedicare la rubrica de “La Mamma Secchiona”, al tema dell’educazione ambientale. Attraverso il racconto di due esperienze personali di cittadinanza attiva e creazione di reti locali da cui poter trarre esempio ed ispirazione per poi contestualizzarle in modo consapevole nella cornice globale degli obiettivi di sostenibilità dell’Agenda 2030.

EDUCAZIONE AMBIENTALE La MIA piccola parte per il NOSTRO Grande Pianeta

ISTRUZIONE DI QUALITÀ, PER GENITORI

di Silvia Vercelli e Chiara Crosti

In occasione del 22 Aprile, Giornata Mondiale della Terra, l’Associazione Culturale Lo Zainetto e WorldGlocal hanno voluto dedicare la rubrica de “La Mamma Secchiona”, al tema dell’educazione ambientale. 

Obiettivo primario quello di risvegliare in ciascun individuo la consapevolezza della profonda interconnessione tra l’essere umano e l’ambiente, traendo ispirazione dalle parole di T. Makiguchi, educatore e filosofo giapponese, che nella sua opera “Una Geografia della Vita Umana” ci trasmette:

E su questi stessi valori, alla base del suo sistema pedagogico, è importante oggi più che mai focalizzare l’attenzione in ambito educativo. 

L’educazione ambientale di bambini e ragazzi rappresenta, infatti, un fattore indispensabile per la sensibilizzazione e lo sviluppo di una capacità critica che possa influire sulle scelte di chi domani deciderà di dedicarsi alla scienza, alla ricerca, al mondo dell’agricoltura, della medicina o dell’insegnamento stesso. E anche per fornire gli strumenti necessari ad assumere un ruolo attivo di fronte alla prospettiva di un futuro ancora ignoto per quanto riguarda le problematiche ambientali e i potenziali effetti del cambiamento climatico.

Climate Psychology Alliance sensibilizza in questo senso tutti gli adulti della comunità educante sull’importanza di integrare Dialogo, Teoria ed Esempio Pratico, in un approccio volto a spiegare ai bambini e ragazzi di oggi, in termini semplici, non solo quello che sappiamo ma anche quello che non sappiamo su queste stesse tematiche, a chiedere ai bambini quali sono le loro impressioni e farli sentire ascoltati e, infine, a dare loro l’esempio con azioni quotidiane concrete. 

Su questi tre elementi di dialogo, teoria ed esempio pratico abbiamo voluto perciò incentrare la nostra intervista: Chiara Crosti (Comitato Boschetto e WorldGlocal) e Sonia Bottini (Salvambiente) hanno condiviso, in modo appassionato e competente, le loro testimonianze di azioni che hanno messo in campo per l’ambiente, sul territorio trezzanese, rispettivamente, dalla riqualificazione del Parco dei Sorrisi – trasformato nel tempo in luogo di cultura e aggregazione intergenerazionale – all’introduzione della pratica della permacultura e dell’utilizzo dei microorganismi al Lago Mezzetta, entrambe avvalendosi di una rete di cittadini consapevoli; il tutto contestualizzato nella teoria della cornice degli obiettivi di sostenibilità dell’Agenda 2030, con particolare riferimento alla ‘P’ di Pianeta e con in mente una meta ancora più a lungo termine: 

Un’Europa a impatto climatico zero entro il 2050”.

In chiusura, alcune proposte da condividere in ambito familiare:  la riflessione finale sul principio di equità intergenerazionale e sull’importanza di lasciare il mondo in condizioni migliori di come l’abbiamo trovato in modo da permettere agli adulti di domani di vivere in un ambiente sostenibile, garantendo loro un patrimonio di risorse naturali e culturali adeguate, alcuni suggerimenti di lettura per esplorare insieme diverse opzioni in quest’ottica e un breve estratto della fiaba del colibrì. 

Per chi fosse interessato all’ascolto dell’intervista, questo è il link al video:

Lo Zainetto e WorldGlocal La Mia Piccola Parte per il Nostro Grande Pianeta – YouTube

Istruzione di qualità, per genitori

COLTIVARE L’INTELLIGENZA EMOTIVA FIN DALLA PRIMA INFANZIA PER UN FUTURO SOSTENIBILE

di Silvia Vercelli

Fiore delle emozioni (o fiore di Plutchik) è uno strumento utile per la  psicoeducazione. Lo scopo è quello d… | Emozioni, Intelligenza emotiva,  Mappa dei sentimenti
La ruota delle emozioni – Plutchik

Non possiamo insegnare nulla alle persone, possiamo solo aiutarle a scoprire le cose dentro di loro” (Galileo Galilei)

L’Intelligenza Emotiva è la capacità di unire pensieri ed emozioni per prendere decisioni ottimali e generare risultati positivi. Isabelle Filliozat, nota psicoterapeuta, sottolinea, rivolgendosi a genitori ed educatori, l’importanza di coltivare l’intelligenza emotiva, o intelligenza del cuore, fin dalla prima infanzia, rispondendo in modo adeguato alle emozioni del bambino, attraverso la presenza (“ci sono” in risposta ai tuoi bisogno), le parole (nell’aiuto a verbalizzare e nell’utilizzo di un linguaggio efficace) e l’atteggiamento (di esempio nella modalità di reazione): questo lo renderà nel tempo capace di padroneggiarle.

I bambini hanno bisogno di adulti che non si facciano spaventare dalla loro esuberanza emotiva o dalla loro eccessiva richiesta di devozione. Come ruolo chiave nel percorso educativo, l’adulto può e deve arginare, indirizzare il piccolo, senza sottrarlo alla necessaria frustrazione che capita nelle relazioni con gli altri, anche con i coetanei.

Inside out
Inside Out – Pixar

Riuscire a comprendere che i bambini hanno diritto ad un loro spazio/tempo da vivere nella relazione tra pari con serenità, ma anche con la possibilità di sperimentare e sperimentarsi, è una competenza importante da sviluppare. E nella difficoltà oggettiva della situazione è fondamentale riuscire ad avere fiducia nel bambino.

In un’ottica più ampia, gli sforzi compiuti dal genitore oggi in questa direzione favoriranno la crescita di futuri individui consapevoli e capaci di instaurare relazioni efficaci e di valore, creando reti aventi come fine ultimo il bene collettivo.

Questo il tema trattato nell’incontro mensile tra WorldGlocal e l’associazione culturale Lo Zainetto, nell’ambito della rubrica La Mamma Secchiona (rivolta a genitori di bambini in età zero-sei anni), attraverso gli spunti di riflessione condivisi dalla coach Sara Colussi e la testimonianza di Silvia Vercelli (WorldGlocal). A supporto, un estratto dal cartone ‘Inside Out’ di Pixar.

In chiusura, il riferimento agli obiettivi di sostenibilità, in particolare n.4 (Istruzione di Qualità), n. 16 (Pace, Giustizia e Istituzioni Solide) n. 17 (Partnership per gli Obiettivi), fonte d’ ispirazione costante e indispensabile orientamento nelle scelte educative di oggi per la loro stessa realizzazione nel lungo termine.

Nota – il sottofondo finale è tratto da “You’ve Got Something to Live Up To”, facente parte del progetto musicale My Earth Songs – Children’s Songs for a Brighter Future, del compositore ambientalista indiano Ricky Kej, autore di 27 canzoni per bambini dedicate agli Obiettivi di sviluppo sostenibile.

Per chi fosse interessato all’ascolto dell’intervista, questo è il link al video:

Istruzione di qualità, per genitori

Il linguaggio dei bambini

di Silvia Vercelli

Nel 2014, Save the Children ha messo a punto la definizione di “povertà educativa”, per lanciare un allarme sulla situazione italiana di migliaia di bambini in stato di grave denutrizione culturale e sollecitare misure adeguate: bambini che non sono mai stati in un museo, in un teatro, a una mostra, a un concerto, bambini che non leggono libri e che non hanno adulti con cui parlare. Statisticamente questa povertà, spesso invisibile, viaggia a braccetto con la povertà materiale e diventa un debito ereditario in più, trasmettendosi inesorabile dai genitori ai figli. Ma incide anche una colpevole trascuratezza educativa, trasversale alle fasce di reddito delle famiglie di provenienza” G.H.Fresco, L’importanza dei Libri.

Il tema trattato nella terza puntata della rubrica “La mamma secchiona“, tenuta mensilmente dall’Associazione Culturale Lo Zainetto con la partecipazione di  WorldGlocal, è relativo al linguaggio dei bambini e al suo sviluppo, con particolare attenzione alla fascia d’età dell’infanzia (zero – sei anni).

Partendo dalla descrizione delle principali tappe evolutive, ho condiviso durante l’incontro le principali linee guida sui comportamenti più funzionali da parte degli adulti di riferimento, in ciascuna di esse, per sostenere il bambino ad apprendere una conoscenza che non può essere insegnata da nessuno, ma che viene assorbita dall’ambiente stesso. Di qui l’importanza per i genitori di creare le condizioni per favorire lo sviluppo del linguaggio, attraverso la relazione, la motivazione e la contestualizzazione nell’ambito di uno stile educativo orientato alla crescita di individui in grado di esprimere a pieno il proprio potenziale.

In risposta al bisogno di ascolto, rinforzo e interesse sincero da parte del genitore, ma anche di ordine e ripetizione, che caratterizza il bambino nel processo di apprendimento, assume un ruolo chiave la lettura, fondamentale a partire dalla gravidanza, per accompagnare e nutrire con la voce materna prima, con le immagini poi e con la narrazione vera e propria in seguito.

A questo proposito, Sara Colussi (Professional & Business Coach), nel ruolo di testimonial, racconta come, nella propria esperienza di madre, abbia fatto leva sul valore delle storie,  quali punti di ancoraggio alla realtà, espedienti per trattare temi più delicati e occasioni per lasciare spazio al pensiero magico e far viaggiare la fantasia, cimentandosi insieme alle sue figlie nell’invenzione di nuovi finali o nella digressione su possibili trame alternative.

Dopo i suggerimenti di lettura finali e in omaggio al giorno della memoria, da poco trascorso, l’incontro si è concluso con il riferimento a Jella Lepman, giornalista tedesca, che, nel periodo del dopo guerra, scommise sul potere generativo della letteratura, vedendo proprio nell’infanzia l’età in cui va riposta maggiore fiducia e nei libri un ponte possibile fra i bambini di tutto il mondo, per offrire loro visioni degne dell’infanzia, visioni di pace, rispetto, amicizia, gioco e lo slancio vitale del sogno, che le loro immagini alimentano.

Fonte d’ispirazione, più che mai attuale e da tenere a mente nel favorire lo sviluppo del linguaggio e valorizzare l’importanza della cultura, nell’ottica di crescere individui consapevoli, e dotati della capacità di esprimersi con libertà di parola e di pensiero. E in stretta correlazione con l’impegno contenuto nell’Agenda 2030, ai cui obiettivi si collega questa stessa rubrica, con particolare riferimento all’obiettivo n.4, istruzione di qualità

«Ci impegneremo ad assicurare  ad assicurare ai bambini e ai giovani un ambiente stimolante per la piena realizzazione dei loro diritti e la messa in pratica delle loro capacità, attraverso scuole sicure, comunità coese e le famiglie». Estratto da Risoluzione adottata dall’Assemblea Generale il 25 settembre 2015 

Per chi fosse interessato all’ascolto, questo è il link al video: