La Matta di casa. Iconografie dell’immaginario

Casa Museo Boschi Di Stefano dal 10-11-2021 al 16-01-2022

Testo di Cristina Cary

Nel pensare globale e agire locale la costruzione del futuro insieme, apre scenari di radicale innovazione di mentalità e tecnologia. Le macchine intelligenti non sono di per sé nocive, la strumentalizzazione invece lo è quando mente, irretisce il pensiero come una monade automa. Ma le cose perdute insistono per rivivere. Ci viene così in soccorso nei momenti drammatici l’immaginazione, ridandoci i sogni, i miti, i simboli di trasformazione sociale. Si sviluppa così la mostra “La Matta di casa. Iconografia dell’immaginario”. Mostra ispirata al libro (edito 2020) dell’epistemologa, saggista e amica Eleonora Fiorani. Hanno partecipato allla mostra le artiste Milena Barberis, Marcella Bonfanti, Cristina Cary, Loretta Cappanera, Amalia Del Ponte, Anna Maria Del Ponte, Gretel Fehr, Monica Forte, Mavi Ferrando, Mintoy, Fausta Squatriti, Lorena Pedemonte Tarodo.
Capitò che Eleonora cadde per strada, forse un bambino la tamponò, lei si ruppe un femore. È sempre stata una figura esile, una silhouette elegante molto spesso in abito nero a forma desugual e stivali cuissarders fin sopra il ginocchio molto cool in passato ma anche oggi. Grandi occhiali neri di shapes avvolgenti e un bellissimo amuleto, un uroboro in mezzo al petto.
Non è detto ma può capitare che ci siano schegge di umanità, così ci definì Eleonora. In questi frangenti essere sole risulta problematico ma ecco muoversi una famiglia di amicizie più strette, che passano all’attacco come ausiliarie. Lei così generosa rispettosa dell’umanità intera. Si ristabilì e tornata nella sua casa scrigno, fucina di libri, sculture africane, piante, bambola regalata da una zia, in questo nido vivente, scrisse ancora tre libri e poi se ne andò in cielo. Una casa con due uscite sulla strada. L’uscita secondaria si apriva su un bel giardino, anima botanica miniaturizzata nei fiori, immagine di un naturalismo zen, senza sfarzo tutta concentrata sull’essenza delle cose. Nessun senso pratico, nei piccoli cassetti abitavano le grandezze, nella toilette tutto ciò che serve per il beauty giocando con il tempo della giovinezza perenne di Eleonora.
Il gruppo di artiste si apprestò nella creazione di un collettivo Ele Art Collective con l’intento di diffondere il suo patrimonio culturale e umano e organizzare insieme al Comune di Milano uno spazio a lei dedicato.
Maria Fratelli, direttrice di Casa Museo Boschi Di Stefano e amica di Eleonora ha realizzato insieme al gruppo Ele Art Collective la mostra La matta di casa. Maria Fratelli lavora da oltre vent’anni per i Civici Musei di Milano curando mostre, convegni e pubblicazioni. La casa Museo dove abitavano i coniugi Antonio Boschi e Marieda Di Stefano conserva una selezione di oltre duemila opere donata al Comune di Milano nel 1974, una straordinaria testimonianza dell’arte del XX secolo. Un contributo speciale va reso all’artista Mintoy, ideatrice e curatrice della mostra
Eleonora Fiorani nel suo libro parabolico, ricco di note e autori a piè di pagina, cita Gaston Bachelard e Gilbert Durand. Il primo epistemologo, filosofo della scienza e della poesia francese, il secondo antropologo e saggista. Capita di imparentarmi con alcuni pensatori sin dal liceo cosicché mio nonno era Gaston Bachelard colui che scrisse La poetica dello spazio quale luogo dove nasce la poesia e sorge l’immaginazione. Mentre Bachelard indaga la fenomenologica dell’immaginario, Durand, discepolo che ne eredita i canoni, si impegna nella costruzione del processo archetipo con il suo Strutture antropologiche dell’immaginario 1972. Bachelard, Durand, Henry Corbin e Roger Bastide sono tra i maggiori studiosi del simbolo, del mito e dell’immaginario. Alcuni di loro s’incontravano a Villa Gabriella sul Lago Maggiore ad Ascona come animatori del Circolo Eranos insieme a Cassirer, C.G.Jung, Tomas Mann, Ernesto Buonaiuti, l’astrologa e teosofa Alice Bailley, poeti, attori, illustrissimi ricercatori multidisciplinari.
Per Bachelard La nostra anima è una dimora, topografia del nostro intimo indaga sull’emergere della coscienza reveause là dove essa sanziona l’imprevedibilità della parola un poco al disopra del linguaggio significante.
Durand rappresenta una sintesi sulle strutture e sulla tipologia dei contenuti simbolici, quali risultano dai miti e dai frequenti rimandi alle arti, alla letteratura e alle diverse civiltà. Una sorta di giardino delle immagini, ordinato come la botanica di Linneo.
Nel rimemorare, come non pensare ad André Breton al Manifesto del Surrealismo Ridurre l’immaginazione in schiavitù, fosse anche a costa di ciò che viene chiamato sommariamente felicità, è sottrarsi a quel tanto di giustizia suprema che possiamo trovare in fondo a noi stessi… ed è sulla scia Surrealista che indaga la prossima Biennale Il latte dei sogni/The Milk of Dreams titolo tratto dal libro dell’artista e giovane moglie di Max Ernst, Leonora Carrington.
Per Eleonora Fiorani i miti sono del resto la cristallizzazione dei sogni collettivi tanto più che il mito è sempre plurale è fatto di molteplici versioni diverse, attraversi gli avatar di Secon life e dei videogiochi e identità virtuali, ognuno procede mascherato. Digitale è la nuova galassia dell’immaginario.
L’Ombra sovrasta la Luce, nell’ombra i mondi spettrali delle merci come mondi autonomi, la pandemia e le catastrofi ambientali, i sans papiers, i profughi o popoli lucciole che ad intermittenza inviano segnali, i razzismi perpetrati. Nella sofferenza l’immagine poetica canta con la voce intensamente profonda di Nina Simone, canta Mr. Bojangles che salta e balla con le sue scarpe consumate per rincuorare il suo compagno di cella a New Orleans.
Da Eleonora… Pensando ad una archeologia dell’anima collettiva, viene da qui la sincronicità di passato presente futuro, da qui la nuova sensibilità ecologica il coniugare corpo individuale e corpo di Natura in un sistema complesso. Così oggi è alla luce delle valenze antropologiche e biologiche piuttosto che a immagini trans -e post -umane che dobbiamo guardare all’irrinunciabilità del nostro legame con la terra e con le altre creature per poterci orientare per una possibile salvezza futura.
Così come l’artista è la matta di casa, mi piace immaginare l’artista come un Trickster, uno strano eroe trasgressivo che rimanda agli strati profondi del pensiero mitico, un briccone e insieme eroe di civiltà, anche un creatore investito di sacralità. lo stesso Duchamp considerava l’umorismo la salvaguardia che consente di passare attraverso tutti gli specchi.

Note: tutte le citazioni di Eleonora Fiorani sono tratte dal suo libro “La matta di casa. Iconografie dell’immaginario (ed. 2020)

LE ARTISTE DELLA CASA DELLE MATTE

Milena Barberis: “Chiara nella nicchia” parla delle ossessioni del bello mutante dove naturale e artificiale si sovrappongono. Da qui le forme naturali e insieme straniate delle facce e dei corpi, una sorta di cosmesi dell’immagine ma senza l’illusione di poterla riscattare dalla sua negatività.

Milena Barberis


Marcella Bonfanti: “Dove vanno a finire le stelle” la sua ricerca si basa sul paradosso degli opposti, la natura del dualismo e il complementare nella realtà, ogni opera è una e molteplice un deposito visuale ed operativo che funge da referente poetico fra tessuti, arte cinetica, elettronica

Marcella Bonfanti– operea a sx


Cristina Cary: “Città lunare e Loop to Loop” bozzetti sempre vivi di una teatralità che imita le macchine virtuali in un gioco parodistico che sfocia in proposte scultoree. Parà -simile e odè- canto evidenzia nature Pananfibi multiformi e opere ambientali uniformi Archiformi di mondi e Arte Attiva.

Cristina Cary


Loretta Cappanera: “La danza e il volo della gru” segni di esistenza così intitola un ciclo di opere in cui dipinge con la ruggine imprimendo le impronte lasciate dal ferro sui tessuti di lino, canapa, cotone, garza e seta lasciano tracce. Con questi materiali realizza Libri d’artista

Marcella Bonfanti- Cristina Cary – Loretta Cappanera


Amalia Del Ponte: “Effimera”. Scultrice e designer unisce rigore formale e indagine archetipa presenti nella medesima scienza, ricerca sul vuoto, sulla luce e sulla materia evocate nel lavoro fotografico

Amalia del Ponte e dx Monica Forte


Anna Maria Del Ponte: “Supereroi digitalizzati” un archetipo della deposizione nel Che Guevara Giornalista, fotografa, e ricercatrice vive in Svizzera dove ha fondato GoodLifeLearning. Il nomadismo è una pratica per conoscere le diverse culture, esperienza che crea nuova coscienza.

Anna Maria Del Ponte


Gretel Fehr: “Floating” e” Owl” visual artist, photographer, digital art, contemporary art curator propone un lavoro patafisico, corrente della quale è Reggentessa Fotosofistica. Il suo lavoro incentrato sul rapporto arte e realtà sociale che contrappone con transfert di mondi e modi.

Gretel Fehr


Mavì Ferrando: “Geometrie di confine” l’ambiguità dell’apparine è da sempre il cardine del suo lavoro sulle forme e percezione degli oggetti nella scultura usando materiali di riciclo, elabora un linguaggio proprio provocatorio rasente l’assurdo.

Mavì Ferrando


Monica Forte: “Day by day” da sempre coinvolta nell’arte nel design, fotografia e architettura, concept design, i suoi diversi interessi hanno sviluppato in lei un’attitudine di mente ibrida come punto forza interdisciplinare, la ricerca nasce dall’indagare gli spazi domestici contemporanei.

Monica Forte


Mintoy: “La boccia dei Tritoni “Cromagraphie agli infrarossi lavora sulla non oggettività nella pittura come unità interiore, nell’astrazione unisce le sensazioni percettive del mondo emozionale lavorando sulle superfici emanatorie energetiche, luogo meditativo attraverso i ritmi del colore

Mintoy


Fausta Squatriti: “Dies irae con stregone blu”. Un’irrisolvibile oscillazione tra due poli è la postura profonda che per comodità di sintesi si può definire come ricerca di compenetrazione tra gli opposti. Non a caso. Il suo è stato sempre un lavoro fondato sulla dicotomia umana.

Fausta Squatriti


Lorena Pedemonte Tarodo: “Multitud [ñ ] secondo stadio” scrive “Cercando di essere io stessa parte dei segni ho compiuto un lungo viaggio nell’ immaginario del loro mondo ….ed essi mi hanno portato nel tempo senza tempo, nel flusso che avvicina al mondo creativo che c’è dentro ad ogni uno di noi “.

Lorena Pedemonte Tarodo

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Rebirth Day con gli studenti di Neviano degli Arduini

Giacomo Bassmaji

Il Rebirth-Day si è celebrato per il decimo anno in tutto il mondo il 21dicembre, evento promosso dalla Cittadellarte – Fondazione Pistoletto per celebrare e promuovere il messaggio del Terzo Paradiso. Il simbolo trinamico, rielaborazione del segno matematico dell’infinito, ideato da Michelangelo Pistoletto che nel suo Manifesto descrive come unione tra uomo e natura, i cerchi alle estremità rappresentano natura e artificio; quello centrale, che li compenetra, l’armonia tra queste due antitesi, il mondo in cui possono coesistere. Il filo che ha unito diverse realtà, da una parte all’altra del pianeta, tra cui L’Avana, Barcellona, Lapponia, Napoli, Torino si è unito Neviano degli Arduini, con un flash mob che ha visto protagonisti i bambini, le bambine, le ragazze e i ragazzi dell’Istituto comprensivo G. Verdi e il Terzo Paradiso che hanno composto, accompagnato dal messaggio “Io sono il mio giardino” perché la terra è il nostro giardino e noi ne siamo parte e “Avrò cura di me”, ovvero di noi stessi e di quello che ci circonda.

“I bambini della scuola dell’infanzia hanno costruito il cerchio verde degli elementi naturali, raccogliendo nei boschi del territorio parmense rami tronchi e fogliame; quelli della primaria il cerchio arancione dell’artificio, utilizzando reti da cantiere, copertoni esausti e mattoni; il cerchio centrale, tinto di blu realizzato dalle ragazze e ragazzi della secondaria, ha unito questi due mondi formando una piazza del dialogo: blu è un colore composto dal verde della natura e complementare del colore arancione, lo sfora e ne prende il meglio – ha spiegato Francesca Bersani, docente e Presidente dell’associazione MuSe Arte contemporanea che ha coordinato il progetto -. “I bambini sono il presente e il futuro di questo nostro pianeta che soffre sempre di più, alcune settimane fa in classe con le ragazze e i ragazzi della secondaria abbiamo calcolato l’impatto che ogni uno di noi ha sulla Terra, abbiamo visto che il giorno di sovrasfruttamento delle risorse nel 2021 è stato fissato per il 22 agosto, per questo dobbiamo fare presto a modificare le nostre abitudini” ha spiegato l’architetto Giacomo Bassmaji, Ambasciatore del Terzo Paradiso.


Questa giornata è nata il 21 dicembre 2012, data indicata dai Maya come la fine del mondo, come segno di rinascita, un nuovo inizio armonico con la natura, per salvaguardarla. Un’idea che Pistoletto da dieci anni sta portando in giro per il mondo. Un’Opera per muovere coscienze e per questo sono le persone protagoniste”. Il fondatore di Cittadellarte ha voluto mandare un messaggio a tutti i partecipanti: “Sono qui con voi per celebrare il Rebirth-day, il giorno della rinascita globale. Corrisponde al giorno più corto dell’anno, che annuncia l’inizio di un nuovo corso, la crescita. Abbismo un’impegno comune: quello di lavorare per rigenerare i nostri rapporti umani e i rapporti con la terra, con questo pianeta”.

FESTIVAL DELLA METEOROLOGIA

Tra Scienza e Arte

Celeste Righi Ricco

Dal 18 al 20 Novembre 2021 c’è stato il Festival ella Meteorologia a Rovereto. Questa settima edizione del Festival è stata inaugurata all’interno del Teatro Zandonai, celebrando il connubio tra scienza e arte attraverso un inaspettato viaggio poetico che ha esplorato i riferimenti meteorologici all’interno della più grande opera Dantesca partendo dagli inferi e giungendo al paradiso. Si sentono nominare la pioggia, la neve, la nebbia, il vento, fenomeni totalmente inaspettati in un mondo etereo teoricamente fuori dallo scenario umano. E invece Dante, nel suo lungo viaggio nell’aldilà, porta con sé una dimensione umana, servendosi della meteorologia per esprimere sentimenti, sensazioni ed emozioni.
A rendere omaggio a Dante, troviamo sul palcoscenico il Generale dell’Aeronautica Militare Italiana e anche Permanent Rapresentative dell’Organizzazione Mondiale della Meteorologia, Luca Baione. Il Generale ricorda l’impegno dell’aeronautica nel perseguire l’impegno di studiare e diffondere informazioni meteorologiche sempre più all’avanguardia, e conclude poi con una citazione del fisico Albert Einstein affermando che “I più grandi scienziati sono sempre anche degli artisti” e che così anche i meteorologi, nel comunicarci la meteorologia si ritrovano ad essere un po’ artisti.

Il festival è un evento unico a livello nazionale, che raccoglie esperti di tutta Italia impegnati a studiare e a comunicare la meteorologia. E’ un momento di unione che permette di creare collaborazioni tra le molteplici realtà del panorama nazionale come i centri di ricerca, le accademie e i privati. Realtà ancora molto frammentate che hanno un forte bisogno di essere riunite per conseguire una reale cooperazione, rendendo la meteorologia una scienza riconosciuta, e favorendo così uno sviluppo più organico e trasparente.
All’interno della manifestazione si parla anche di cambiamenti climatici. In particolar modo la ricercatrice Lavinia Laiti presenta le principali azioni che non sono a livello globale, ma anche a livello locale, sono implementate con il ruolo di mitigazione ed adattamento. In trentino è stato da poco lanciato il Piano energetico ambientale provinciale 2021-2030, che prevede lo sviluppo di soluzioni capillari che andranno a coinvolgere tutti gli attori provinciali, dalle istituzioni ai giovani cittadini. In questo quadro provinciale, questo 2021 è stata organizzata la Conferenza dei Giovani sul Clima del Trentino Alto Adige, parte della campagna #all4Climate e in linea con i principi dell’evento nazionale #youth4climate. Durante questo evento 40 giovani della provincia si sono riuniti per analizzare gli effetti dei cambiamenti climatici sul loro territorio e sviluppare un documento con proposte concrete e soluzioni, indirizzate alle istituzioni locali.
Quello che è emerso dal festival è proprio l’importanza di rendere la meteorologia una scienza condivisa tra tutti gli attori del settore, rendendone la sua complessità una sfida condivisa e affrontata in modo congiunto.

Michelangelo Pistoletto. Premio Lorenzo il Magnifico 2021

Michelangelo Pistoletto riceve il Premio alla Carriera Lorenzo il Magnifico alla 13a Florence Biennale 2021. Il premio aè stato attribuito all’artista per la continuità della ricerca, condotta per oltre sessant’anni in ambito artistico e interdisciplinare,  che ha portato contributi  di fondamentale importanza non solo alle discipline artistiche ma anche a quelle umanistiche, scientifiche, e sociali. Un’arte, quella di Michelangelo Pistoletto,  che ha dato avvio a  pratiche  e percorsi di militanza in tutto il mondo,  in cui l’ Arte è al centro di una trasformazione responsabile e sostenibile della società. Principi, questi, su cui si fonda il progetto di Cittadellarte, organizzazione non profit con sede a Biella, che pone l’arte in diretta  interazione con i diversi settori della società, attraverso l’attuazione di programmi orientati   alla promozione delle differenze culturali come sistema di arricchimento dei  valori individuali e sociali, della salvaguardia ambientale, della responsabilità dell’artista e della sua opera nei confronti della società. Michelangelo Pistoletto è premiato per il suo eccellente lavoro di diffusione, attraverso le arti, della demopraxia, quindi della partecipazione attiva dei cittadini ai processi di progettazione, sviluppo e gestione della società. Michelangelo Pistoletto viene insignito da questa onorificenza alla carriera per il suo costante contributo alla costruzione del dialogo fra le parti sociali, perseguito con determinazione, con la convinzione che per completare l’opera di umanizzazione planetaria è necessario considerare prioritari la difesa dei diritti umani, la tutela delle biodiversità e del loro habitat,  la promozione della giustizia e della pace nel mondo.

Premio alla carriera a Vivienne Westwood

Vivienne Westwood riceve il premio alla carriera alla 13a Florence Biennale ed è in visita al padiglione Cavaniglia Eternal Feminine Eternal Change curata da Fortunato D’Amico.
Il premio assegnato a Vivienne Westwood “in riconoscimento di una produzione creativa rivoluzionaria che ha segnato la storia del design della moda nel corso degli ultimi cinquant’anni, cambiando e ampliando il concetto di femminilità, e per aver ideato e promosso campagne innovative con l’obiettivo di proteggere la vita sulla nostra Madre Terra”.

Le è stato dedicato uno spazio espositivo che ripercorre le tappe principali della sua carriera, con una particolare attenzione alle sue campagne in difesa dei diritti umani e dell’ambiente.

MESSICO – ITALIA FORUM 2021

Ornamento semantico

Advento: Pensiero e pratica costruttiva nel corpo sociale

Questo progetto consiste nel presentare una mostra legata all’ornamento in senso semantico e identitario, riunendo il lavoro di esempi rappresentativi della cultura messicana e italiana, coinvolgendo designer, artigiani, imprenditori e università.
Così come l’organizzazione di una mostra, workshop e conferenze organizzate da Advento A.C. e con la collaborazione dell’Istituto Italiano di Cultura dell’Ambasciata Italiana, il Governo dello Stato di Puebla attraverso la Segreteria della Cultura di Puebla e il Museo d’Arte San Pedro.

IL PROGETTO
Questo progetto mira a rafforzare le relazioni culturali, professionali e commerciali tra Italia e Messico, con l’obiettivo di collegare azienda, designer (artista), mercato e accademia, creando così un impatto sull’economia delle aziende che partecipano e che infine rappresentano i rispettivi paesi.
In questo modo siamo interessati a creare alleanze che permettano alle aziende italiane e messicane di costruire ponti di innovazione in diversi settori, sia dal punto di vista commerciale che culturale, aspirando a un futuro possibile e da questa piattaforma creare nuovi mercati.
Il Forum solleva nozioni come identità, innovazione e globalizzazione.
Per questo motivo, la designer italiana Francesca Valan è stata invitata nell’ambito dell’evento a tenere un workshop, oltre a una conferenza intitolata “Semiotica del colore e dell’ornamento”.
Così come la partecipazione dell’architetto Michele De Lucchi, che terrà una serie di conferenze a Città del Messico e Puebla.

PIATTAFORMA PER LA COLLABORAZIONE
La mostra sarà inaugurata il 22 ottobre 2021 al San Pedro Museo de Arte della città di Puebla.
Il workshop rivolto ad aziende, università, professionisti si svolgerà dal 19 al 23 ottobre.
Organizzato e prodotto in collaborazione con le seguenti istituzioni:

• ADVENTO A.C.
• Gobierno del Estado de Puebla
• Secretaría de Cultura y Turismo de Puebla
• Secretaría de Economía de Puebla
• Dirección de Museos Puebla
• San Pedro Museo de Arte
• Embajada Italiana en la Ciudad de México
• Instituto Italiano de Cultura en la Ciudad de México
• Fundación Michelangelo Pistoletto, Cittadellarte

Le università partecipanti:

• Benemérita Universidad Autónoma de Puebla – BUAP
• Universidad Anáhuac Ciudad de México – Campus Norte
• Universidad Anáhuac Campus Puebla
• Universidad Autónoma Metropolitana UAM
• Universidad del Valle de México UVM
• Universidad de Monterrey UDEM

SEDI UFFICIALI
Puebla:
Museo d’arte di San Pedro
Città del Messico:
Istituto Italiano di Cultura, Città del Messico
Universidad Anáhuac México – Campus Norte (conferenze)

PARTECIPAZIONE UNIVERSITARIA
L’intenzione di coinvolgere le università è fondamentalmente quella di creare nuove opportunità di collaborazione che leghino le istituzioni italiane e messicane in iniziative comuni che permettano lo scambio non solo di esperienze ma anche di idee che possano trasformarsi in progetti reali, sia a livello culturale che commerciale.
La partecipazione delle università sarà anche presentata in uno spazio curato sotto il concetto di “Quando l’arte del saper fare si incontra / Messico – Italia”, cercando di mostrare attraverso un concetto integrale che le opere esposte sono i principali protagonisti della mostra.
Lo spazio cercherà di mostrare, museograficamente parlando, un concetto integrale in senso pedagogico come esperienza educativa.
Tutti i disegni esposti sono il prodotto di workshop organizzati da Advento A.C. e tenuti da Raymundo Sesma e José Luis Contreras.

IMPATTO SOCIALE
L’evento mira a creare ponti tra i diversi settori economici, accademici e culturali, coinvolgendo obiettivi di innovazione nella creazione di nuovi prodotti che corrispondono a criteri ed estetica contemporanei, rafforzando l’identità di questi paesi.
questi paesi. Comprendere la globalizzazione nel senso della differenza e non nell’omologazione delle idee. L’innovazione come prodotto nel rispetto della sostenibilità e professionalizzazione. Elementi indispensabili nella creazione e proiezione del futuro negli aspetti estetici, economici e sociali.
Questo legame tra Italia e Messico ha lo scopo di associarci nella creazione responsabile a livello creativo ed economico dove i diversi settori partecipanti come i designer professionisti, gli artigiani e le aziende sono coinvolti in un obiettivo comune.
Dodici aziende parteciperanno dall’Italia e dal Messico*.

ALLEANZE STRATEGICHE
Ambasciata italiana in Messico
Istituto Italiano di Cultura di Città del Messico
Camera di Commercio Italiana in Messico
Ministero degli Affari Esteri
FORBES Messico
Fondazione Cittàdellarte Pistoletto
BUAP- Benemérita Universidad Autónoma de Puebla
Università Anáhuac Campus Puebla
Campus Nord dell’Università di Anáhuac México
Università Metropolitana Autonoma di Azcapotzalco – UAM
Università di Monterrey UDEM
Arte Artigiano Design di Gabriele Radice
Prof. Ana María González Luna
Museo d’arte moderna
Secretaría de Cultura, Gobierno del Estado de Puebla (Segretario della Cultura, Governo dello Stato di Puebla)
Direzione dei Musei Puebla
Museo Internazionale del Barocco
Governo municipale della città di Puebla
Galleria Ego Cuore
Parco Fundidora, Monterrey, N.L.
PROGRAMMA
Mostra: Ornamento semantico
Sede: Museo Internazionale del Barocco

Autori di Advento: Raymundo Sesma, Jesús Rentería, José Luis Contreras, Violeta Cervantes, Karla Martinez, Mejía Gerardo Cuevas, Raúl López de la Cerda, Gabriela López, Sandra Suarez, Arreola Karla Mendoza, Felix Daniel Couttolenc, Ricardo Salas, Rebecca Olmos, Soledad Galicia Argüello Alejandra Jiménez Palacios German Montalvo Alberto Kalach, Xsamy Vergara
Jesús Moctezuma, Alejandro Ramírez, Giovanni Troconni, Paula Bello, Sergio Sotelo, Jaime Martinez, Isaías Loaiza, Jessica Cabrera, Arturo Verastegui, Ernesto Alva, Alberto Cervantes, Baqué Pablo Banderas, Pablo Kunst, Mariana Silva Márquez, Alejandro Meza, Laura Elvíra Serratos, Federico Stefanovich, Adrián Rosado
Autori italiani: Francesca Valan, Michele De Lucchi, Alessandro Mendini

Autori studenti: Universidad Anáhuac Puebla:
Abigail Gushiken, Jennifer Mendoza, Michelle Capetillo, Paola Davila, Paulina Debernardi, Silvia Perez, Valeria Lopez, Daniel García, Meredith Berber,Paula de la Barrera, Raymundo Liebano
Laboratori: José Meza, Studio Tsimani, Laboratorio FAB DESIGN, CONTRERASALEJO, Studio Sesma, SC Design, Laboratorio di Gustavo Tanuz, Raúl de la Cerda, Laboratorio di ossidiana
Aziende italiane:
Magis, Studio Mendini, Lechler, Cittàdellarte Fondazione Pistoletto, Studio Massimo Zucchi, Studio Francesca Valan, D Casa
Fortuny, Fabio Stramare, Antonio Arrico, Lamborgini, San Lorenzo, Faoflex, Alessi, Kartell, Pierre Cardin x Zanotta, Zanotta, Fornasetti, Missoni, Dondina studio

Aziende Messicane:
Talavera Santa Fe
Talavera Uriarte
Breuer
La Fabriquita
Blas Cernicchiaro Maimone / Integrarte Enigma Diseño
Giflex
MESSICO ITALIA FORUM DIRECTORY
Organizadores: Advento A.C

Talavera Santa Fe
Talavera Uriarte
Breu
La Fabriquita
Blas Cernicchiaro Maimone / Integrarte Enigma Diseño
Giflex

Curatela e direzione artistica Messico: Raymundo Sesma
Curatela e direzione artistica Italia: Francesca Valan Direzione generale: Marcela López Enríquez
Co-curatore: Gabriele Radice, Fortunato D’Amico
Coordinamento: José Luis Contreras, Violeta Cervantes Gianni, Vinciguerra Riccardo Canelli
Stampa: Sopramaresotto, Studio Lofft, Communita, Secretaria de Cultura de Puebla, Galería Heart Ego


13a Florence Biennale. Feminine Eternal Change

La 13ª Florence Biennale, ospiterà al Padiglione Cavaniglia dal 23 al 31 ottobre 2021, lo special concept curato da Fortunato D’Amico, dal titolo Eternal Feminine Eternal Change, che ospiterà esclusivamente le installazioni di oltre 60 artisti, selezionati dal curatore in chiave interdisciplinare e multiculturale,  i quali si sono impegnati a realizzare opere individuali e collettive, sul tema della mostra. 

Il Femminino è stato inteso come concetto trasversale, interpretato per dare volto a indagini artistiche sensibili alle tematiche sociali, ambientali, economiche,  esplorato da punti di vista differenti,  rilevati nel largo panorama espressivo delle arti. Le proposte elaborate da performer, fotografi, pittori, scultori,  architetti, designer, musicisti, poeti, video maker, sono state selezionate dal curatore, al fine di sollecitare sul pubblico riflessioni urgenti sulla condizione contemporanea della Grande Madre, un pianeta Terra collassato sotto la pressione dell’inquinamento e della cattiva gestione delle risorse, oltre che di una democrazia decadente, in un’epoca caratterizzata da economie ed epidemie globalizzate. Tra le proposte presentate dagli artisti emergono le problematiche legate all’universo femminile alle soglie del terzo millennio, alle differenze culturali e di genere e alla questione LGBTQ+

Il Padiglione Cavaniglia si propone quest’anno  come un grande laboratorio attivo per pratiche militanti e cambiamenti responsabili e sostenibili, che  il mondo dell’arte contemporanea deve necessariamente considerare, non solo da un punto di vista Estetico ma anche  Etico.

L’opera di Michelangelo Pistoletto e Angelo Savarese, La Bandiera del mondo- 1+1=3, che occuperà lo spazio centrale del padiglione,  e che verra composta attraverso una performance collettiva, è il simbolo di questa nuova consapevolezza di responsabilità,  esorta a Pensare Globalmente Agire Localmente,  ad Amare le Differenze per salvare il femminino che accoglie tutte le biodiversità: il pianeta Terra.

ARTISTI IN MOSTRA

Artiglieria – Change for Planet; Yuval Avital; Stefano Benedetti e Carlo Busetti; Marco Bertìn; Claudia Cantoni; Silvia Capiluppi – LenzuoliSOSpesi; Maria Cristina Carlini; Max Casacci; Giulio Ceppi; Andrea Cereda; Sara Conforti; Paola Crema; Mario De Leo; Chiara Del Sordo; Massimo Facchinetti; Valentina Facchinetti; Roberto Fallani; Andrea Felice; Manuel Felisi; Anna Ferrari e Piero Cademartori; Elia Festa; Enzo Fiore; Martina Fontana; Duilio Forte; Patrizia Benedetta Fratus; Marcella Gabbiani; Loredana Galante; Piero Gilardi; Rossella Gilli; Giuse Iannello; Pina Inferrera; Lorenzo Lucatelli; Maria Elisabetta Marelli; Max Marra; Marica Moro; Fabio Novembre; Fiammetta Parola e Ermanno Ivone; Daniela Pellegrini; Ercole Pignatelli, Giuliano Sangiorgi e Laura Zeni; Michelangelo Pistoletto e Angelo Savarese; Cristina Pistoletto; Giuseppe Portella; Sonja Quarone e Pablo Stomeo; Alfredo Rapetti Mogol “Cheope”; Giorgio e Silvia Rastelli; Paola Risoli; Paola Rizzi; Maria Francesca Rodi – Collettivo Artistico “iL NODO LaChicca&LeSciure”; Massimo Roj; Giovanni Ronzoni; Pierangelo Russo; Ludovica Sitajolo; Mari Terauchi; Oliveiro Toscani; Barbara Uccelli; Emmanuele Villani; Fiamma Zagara.


https://www.florencebiennale.org/

XIII Florence Biennale

23 – 31 ottobre 2021
Fortezza da Basso, Firenze


Info e prenotazione

Tel. +39 055 32 49 173
Dal lunedì al venerdì 10.00-18.00
info@florencebiennale.org


Orario mostra

Sabato 23 – 11:30-20:00
Tutti i giorni 10:00-20.00
Lunedì 25 ottobre – chiuso
Domenica 31 ultimo ingresso ore 18:00

Programma completo


Dove Siamo


Fortezza da Basso
V.le Filippo Strozzi 1
Firenze

CLIMATE CHANGE

Non solo un problema ecologico

di Chiara Crosti

In occasione dell’incontro “CLIMATE CHANGE. Non solo un problema ecologico”, tenutosi Sabato 9 Ottobre, presso l’Auditorium San Dionigi di Vigevano, sono stati invitati a questa prima conferenza di presentazione i relatori: 

Andrea Ballonegiornalista per la Provincia Pavese, l’Araldo, Senza Filtro e Tpi. Gianni Biondilloscrittore, architetto, docente universitario. Chiara Crostiattivista dell’Associazione Pensare Globalmente Agire Localmente ODV . Maria Francesca Rodiartista e attivista. Massimo FacchinettiArchitetto e designer docente del Politecnico di Milano. S.E. Monsignor Maurizio GervasoniVescovo di Vigevano. Ha introdotto e coordinato il dibattito Fortunato D’Amico.

Chiara Crosti ha presentato l’associazione “Pensare Globalmente Agire Localmente” e alcuni esempi di azioni concrete intraprese in ambito locale da parte di alcuni membri dell’Associazione, con l’intento di sensibilizzare i presenti sui temi di sostenibilità dell’Agenda 2030, far conoscere l’associazione stessa e condividere idee e progetti realizzabili su altri territori.

Di seguito una sintesi dei temi esposti:

“L’Associazione è nata circa due anni fa a Vigevano. I soci sono rappresentati da figure appartenenti a quella che oggi identifichiamo come CITTADINANZA ATTIVA, che operano in diversi contesti sociali e territoriali con la finalità condivisa di portare ad attuazione, a livello globale, quelli che sono gli obiettivi indicati dall’Agenda 2030 e, a livello locale, quella di creare una comunità partecipativa.

L’AGENDA 2030 è un documento che propone uno sviluppo sostenibile e si differenzia da quelli sottoscritti nel passato  perché chiama a partecipare al cambiamento direttamente la società civile; il concetto di PENSARE GLOBALMENTE E AGIRE LOCALMENTE muove ognuno di noi a portare nel proprio contesto, nel proprio territorio e negli ambiti sociali di cui facciamo parte, progetti, iniziative e trasformazioni con un ruolo attivo, partendo dalla creazione di reti, proprio come indicato nell’obiettivo N.17 dell’Agenda ed attivando altri cittadini, istituzioni, associazioni, comitati, scuole,ecc. alla creazione di progetti condivisi per realizzare gli altri obiettivi.

Diventa quindi un approccio che si amplifica in dimensioni sempre piùtiere, al proprio paese, città, e così via creando un modello di crescita basato sui princìpi dello sviluppo sostenibile in termini economici, sociali ed ambientali

L’associazione attraverso il suo blog worldglocal.com raccoglie eventi, progetti, iniziative in modo da proporre testimonianze reali e concrete di come ognuno di noi possa operare in questa trasformazione sociale, economica e ambientale.

Abbiamo avviato una serie di PODCAST per dare spazio ad esperienze in ambiti diversi di cittadinanza attiva in modo da fornire una ispirazione, un punto di partenza per chi ancora non ha preso parte al cambiamento.

Nelle prime tre puntate abbiamo affrontato temi come la salute e il benessere con Roberta Massei, il Social Housing e l’arte come luogo di incontro per far nascere riflessioni ed imparare a progettare insieme il futuro.

Ieri abbiamo registrato la quarta puntata incentrata sull’Obiettivo n.10, “Ridurre le Diseguaglianze”con Chiara Mignemi.

Il prossimo progetto relativo ai podcast prevederà la creazione di connessioni tra i soci dell’associazione stessa, a cui chiederemo nei prossimi mesi di condividere ai nostri microfoni i propri progetti così anche da mantenere attiva la relazione tra tutti i componenti dell’associazione.

In questo processo di co-progettazione è possibile partire partire da uno o più obiettivi e poi collegarsi a tutti gli altri poiché gli obiettivi sono tutti connessi, e tutti sono chiamati a partecipare.

Di seguito alcuni esempi di cittadinanza attiva per meglio spiegare cosa si intende per attuazione dell’Agenda 2030.

Nel corso di questi due anni sono stati numerosissimi gli eventi, workshop, conferenze, dibattiti, manifestazioni artistiche che hanno preso vita nei diversi territori in cui opera l’associazione.

  • A Vigevano, nella strada sotterranea del Castello Sforzesco si sono susseguiti eventi basati sulla interdisciplinarietà e temi declinati in molteplici linguaggi come il Design, l’Arte, l’Architettura, la Musica, la Danza, la Moda, il Teatro, la Poesia, tutti aventi l’obiettivo di promuovere la partecipazione della comunità.
  • A Trezzano sul Naviglio ho seguito personalmente diversi progetti, insieme a Silvia Vercelli, attivista dell’associazione che sta lavorando a livello locale insieme a me.

Ispirate da uno dei princìpi guida  promossi dall’Agenda 2030 per cui “E’ fondamentale lo sviluppo di nuovi programmi educativi per sostenere la formazione di uomini e donne in grado di diventare agenti di cambiamento”sono stati realizzati:

La rubrica “La Mamma Secchiona”, uno spazio di dialogo, avviato insieme all’Associazione “Lo Zainetto” (per genitori e bambini nella fascia della prima infanzia), durante il periodo di lockdown, dove c’è stata la possibilità di condividere spunti e approfondimenti da parte di esperti sulle differenti tematiche educative, che di volta in volta emergevano come rilevanti da parte dei genitori interessati, creare connessioni con i diversi obiettivi di sostenibilità, costante bussola nel processo educativo e concludere poi con un invito alla riflessione e domande aperte su quelle aree potenziali di miglioramento su cui l’adulto potesse intervenire nel proprio ambito familiare.

Cavalcando l’onda dell’interesse mostrato dai genitori rispetto a questa prima iniziativa, è stata poi avanzata la proposta ad un istituto scolastico del territorio di un programma più ampio, dal titolo “Educazione allo sviluppo sostenibile: genitori felici, figli felici, comunità felici“, che prevede un ciclo di 6 incontri, con interventi incentrati sulle “5P” intorno a cui ruotano gli obiettivi di sostenibilità e che fa leva su 4 elementi chiave:

  • Condivisione di temi di rilevanza globale e di esperienze o progetti in essere
  • Maieutica, come espediente per l’acquisizione di consapevolezza, la generazione di domande nuove e l’apprendimento reciproco.
  • Arte, che viene messa al servizio del sociale, non solo come strumento di trasformazione, ma anche di comunicazione, responsabilità sociale e sostenibilità.
  • Multidisciplinarietà, attraverso l’apprendimento di nuove competenze nelle diverse discipline proposte e la possibilità di metterle in relazione a differenti ambiti di applicazione

A Cusago, comune confinante a Trezzano, con altri genitori di bambini frequentanti il nidoscuola 0-6 anni Leonardo Da Vinci, con approccio educativo ispirato al metodo Reggio Children Approach, stiamo lavorando alla creazione di un Comitato di genitori per aprire un tavolo di lavoro con diversi interlocutori come l’amministrazione, la dirigente scolastica e la Fondazione Reggio Children con la finalità di costruire insieme un percorso formativo in continuità anche con la scuola elementare e che risponda ai requisiti dell’istruzione di qualità descritta nell’Obiettivo N.4 dell’Agenda 2030 partendo dalla creazione di una comunità educante con caratteristiche specifiche e adatte al territorio di riferimento.

Personalmente ho partecipato insieme al comitato del mio quartiere, il Comitato Boschetto, a diverse iniziative di tipo sostenibile: per l’ambiente attraverso la valorizzazione del parco di quartiere, il Parco dei Sorrisi, cercando di creare luoghi di aggregazione in un paese dove in passato la presenza della malavita è stata dominante per decenni ed ha sempre cercato di spezzettare e dividere, facendo perdere il senso di appartenenza dei residenti al proprio territorio dovuta anche alla mancanza di luoghi di incontro dove confrontarsi e creare insieme una realtà locale che rispecchi le reali esigenze di chi la vive.

Insieme a Legambiente, abbiamo partecipato ad un progetto di piantumazione di 100 tuje nel nostro parco, donate dall’azienda Siapi che ha offerto in questo modo una barriera alla CO2 emessa dal transito continuo dei tir nel confinante centro logistico. Grazie all’attività di censimento e nomenclatura degli alberi presenti nel parco, abbiamo poi avuto occasione di istruire i bambini della vicina scuola elementare sulla biodiversità; a beneficio degli stessi bambini, abbiamo creato un orto didattico di discrete dimensioni, in collaborazione con l’Amministrazione comunale ed Amsa che ci ha fornito il terriccio, per sensibilizzare i bambini sui temi dell’agricoltura e delegato poi alle insegnanti ad affrontare questi temi in maniera più ampia.

Abbiamo infine partecipato ad un bando per la riqualificazione di aree comuni dismesse o non curate, per creare nuovi spazi di gioco all’aperto per i bambini e percorsi di attività motoria, uniti alla conoscenza dei 17 obiettivi dell’Agenda 2030 attraverso il gioco.

https://comitatoboschetto.wordpress.com/

In seguito a queste esperienze io stessa ho preso consapevolezza di vivere il mio territorio con molteplici ruoli da cui mi è possibile attivare iniziative a favore dello sviluppo sostenibile: come residente, genitore, membro del comitato di quartiere, ho attivato iniziative per la comunità e come titolare di un’azienda dello stesso quartiere ho partecipato ad un tavolo di lavoro di trasformazione urbanistica proposto dall’amministrazione comunale di Trezzano, finanziato dal Ministero dell’Ambiente e con principale partner il Politecnico di Milano. La proposta progettuale ha previsto la creazione di una inedita rete tra le aziende trezzanesi per co-progettare proposte in sinergia con la variante del PGT, sulle linee guida dei 17 obiettivi dell’Agenda 2030. Un esempio di tavolo di lavoro e modalità di lavoro che sarà poi utilizzato come progetto pilota per essere applicato in altri contesti territoriali.

AP+A

In conclusione, una riflessione sul fatto che tutti gli esempi citati sopra costituiscono una prova concreta di come il processo di trasformazione abbia inizio innanzitutto con la condivisione, motivo per cui sono qui oggi a farvi questo racconto, attivando così altri interlocutori per progettare nuovi contesti e contribuire a migliorare la propria comunità a livello locale e di conseguenza contribuire anche all’attuazione dell’AGENDA 2030 a livello globale.”

CLIMATE CHANGE. Non solo un problema ecologico

Auditorium San Dionigi | Fondazione di Piacenza e Vigevano 

Piazzetta Martiri della Libertà, Vigevano – PV 

Sabato 9 ottobre ore 18.00 

CLIMATE CHANGE. Non solo un problema ecologico

Pensieri, comportamenti, progetti per realizzare una vera trasformazione sostenibile

L’incontro è dedicato al tema della Transizione ecologica e intende spiegare ai cittadini vigevanesi quali sono oggi le urgenze e i compiti a cui è necessario adempiere in tempi brevi per equilibrare le sorti di un pianeta giunto ad un punto di collasso e di non ritorno ecologico. 

Milano, dal 28 settembre al 2 ottobre 2021, ha ospitato il meeting Pre-COP, preparatorio della 26^ Conferenza delle Parti, Cop26, inscritta nella Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, che quest’anno si terrà nel mese di novembre a Glasgow. 

La Pre-COP ha riunito un gruppo di 50 ministri dell’Ambiente ministri del clima e dell’energia di un gruppo di Paesi selezionati per discutere gli aspetti politici fondamentali dei negoziati che saranno affrontati alla COP26. 

Nelle stesse giornate si è tenuto a Milano la Youth4Climate, il summit ufficiale dei giovani, dal titolo “Driving Ambition” al quale hanno partecipato 400 giovani provenienti da tutto il mondo. Come è stato sottolineato da tutti gli osservatori siamo molto in ritardo rispetto agli obiettivi stabiliti dall’accordo di Parigi, che prevedono un contenimento dell’innalzamento della temperatura non oltre 1,5°C. Ora si parla già di innalzare l’asticella del contenimento della temperatura a 2°C, visti i rallentamenti che il programma di cambiamento sostenibile sta incontrando in quasi tutto il mondo. Ma questa decisione sarebbe davvero inopportuna e certamente non si riuscirebbe a sanare la disastrosa situazione ecologica in atto. Si avvicendano in questi giorni in Italia e nel mondo i meeting di specialisti e ed esperti per proporre soluzioni tecniche utili a marginare la situazione. Ma queste soluzioni sono già da qualche decennio largamente conosciute dalla comunità internazionale, e questi dibattiti non fanno altro che generare situazioni di greenwashing, una nuova strategia di marketing per una nuova immagine accomodante che nasconde la verità su quello che realmente sarebbe necessario fare. 

Che non è solo una questione ambientale, ma anche sociale, economica, culturale, tecnologica e più in generale di modelli e di stili di vita che dovranno radicalmente essere modificati, lo sottolineano tutti i programmi e gli accordi sul cambiamento climatico che sono stati redatti dalla Comunità Europea, dalle Nazioni Unite con gli Accordi di Parigi e l’Agenda 2030, ma anche la Chiesa di Papa Francesco che ha pubblicato l’enciclica Laudato si’

I nuovi scenari della sostenibilità passano inevitabilmente dalla profonda revisione delle abitudini, dalla riconfigurazione strutturale delle città e dei territori. Il mondo del costruito, dall’architettura al design, al paesaggio, insieme al mondo produttivo dovrà necessariamente e velocemente cogliere le opportunità di rigenerazione per raggiungere gli obiettivi di rimodellazione e di profonda revisione delle abitudini per il raggiungimento dei traguardi prefissati. 


Sono stati invitati a questa prima conferenza di presentazione i relatori: 

Andrea Ballone, giornalista per la Provincia Pavese, l’Araldo, Senza Filtro e Tpi. Si occupa di lavoro e ambiente in prevalenza 

Gianni Biondillo, scrittore, architetto, docente universitario 

Chiara Crosti, attivista dell’Associazione Pensare Globalmente Agire Localmente ODV 

Maria Francesca Rodi, artista e attivista 

Massimo Facchinetti, Architetto e designer docente del Politecnico di Milano 

S.E. Monsignor Maurizio Gervasoni, Vescovo di Vigevano 

Coordina: Fortunato D’Amico, Presidente di Pensare Globalmente Agire Localmente ODV 


INGRESSO GRATUITO PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA 

inviando una mail a Silviavige@libero.it 

Per assistere all’evento è obbligatorio essere in possesso del Green Pass in corso di validità e l’uso della mascherina. I posti sono numerati distanziați 

http://www.worldglocal.com

Centosettantaperottanta | What comes first? Progetto di ricerca artistica di Sara Conforti

Testo di Fortunato D’Amico

Centosettantaperottanta | What comes first? è un progetto di ricerca artistica di Sara Conforti.
Nato dalla collaborazione con Moleskine Foundation e ispirato dal tema del progetto educativo AtWork 2022, questo lavoro è diventato un installazione site e context specific, a cura di Fortunato D’Amico, ora in esposizione al VI Festival dell’Outsider Art e dell’Arte Irregolare, in corso a Palazzo Barolo di Torino dal 1 al 14 ottobre 2021.
Sara Conforti concepisce il lavoro artistico come momento di interpolazione e di intreccio tra la dimensione etica e quella estetica. La sua attività creativa è strettamente connessa ad un operatività relazionale e ad un’arte che potremmo definire di psicoanalisi interpersonale, motivata dal desiderio di portare un reale contributo al cambiamento sociale, spirituale, finalizzata al raggiungimento di una felicità da condividere senza sensi di colpa. Il campo di azione artistica su cui si muove Sara Conforti è ampio e articolato, difficile da circoscrivere nelle stereotipate visioni dell’arte da salotto del Secolo breve. Il campo di indagine su cui ha scelto di approfondire le sue esperienze artistiche nell’ultimo decennio transita nel misterioso mondo della fashion-sfashion a quello dell’universo femminile,
spesso vittima di ingiustizie e soprusi. Anche in questo progetto di ricerca artistica, Centosettantaperottanta | What comes first?, di fatto realizzato durante l’emergenza pandemica, sono state coinvolte diverse associazioni e Comunità, attivate attraverso i workshop che si sono
tenuti sia in modalità remota che in presenza, e hanno visto la partecipazione di ben 70 persone.


E’ stato un serio impegno di militanza artistica messo in atto per mezzo di pratiche condivise, utili a districare la matassa dei nodi e dei sentimenti attorno ai quali si addensano i blocchi annodati dei fili, intesi anche come feelings, che se non sono slegati e liberati impediscono agli stati emozionali inibitori del benessere interiore di dissolversi, annullarsi o trasformarsi in pratiche di guarigione.
Insieme all’impianto strutturale sopra descritto, su cui si fondano le pratiche artistiche di Sara Conforti, convive, in modo altrettanto sistematico, anche quello più prettamente semantico, con una decisa predisposizione verso l’aspetto, poetico, magico-simbolico, mitologico. Così, nella sua modalità installativa di porsi al pubblico, Centosettantaperottanta | What comes first? si presenta come
un’ulteriore occasione per indagare un mondo parallelo a quello dell’apparenza, ed esplorare universi di conoscenze eteree, spesso tralasciati dalla prassi artistica contemporanea. A seguito di poche e semplici regole il pubblico potrà interagire con le opere, i ricami rilegati nel libro di fortuna ed i taccuini realizzati dalle partecipanti ai workshop, tirando a sorte un numero da un insieme di piccoli sassi cifrati. L’utente potrà così rivolgere verso sé stesso la domanda what comes first? Cosa viene prima? Verrà così incoraggiato ad aprire il libro ed a scoprire una possibile risposta da approfondire accedendo alla lettura del taccuino cifrato e realizzato da una delle protagoniste verso la quale è stato inevitabilmente trascinato dalla sorte. Egli dovrà entrare in empatia con una storia scritta e istoriata da una sconosciuta e dovrà trarne auspici riferendoli ad una situazione di vita che gli appartiene.

Sara Conforti giocando con le regole della sorte richiama ai cosiddetti Libri della Fortuna in gran voga nel periodo del Rinascimento, compilati per gli aristocratici per i personaggi dell’allora nascente borghesie, da parte di studiosi, docenti universitari, filosofi. Quello che ora può sembrare eccentrico ed esoterico è stato invece propedeutico alla formazione di una cultura umanistica interdisciplinare nel periodo della rinascita, per la capacità di trovare analogie e produrre visioni di conoscenza e di rielaborazione inaspettate. Nel Rinascimento, infatti si assiste al fiorire di un rinovato interesse per il Mito, l’Astrologia, la Cabala, la Geometria, l’Alchimia, i Tarocchi. La diffusione della stampa consentì una larga diffusione della cultura filosofica in generale di quella scientifica e analitica. Questo fu possibile, in un’epoca in cui la fotografia era ancora la protagonista della produzione libraria, grazie alle arti grafiche, che ebbero grande sviluppo proprio in questo periodo. Utilizzando tecniche in gran parte artigianali, gli editori, insieme agli autori e ai grafici, riuscirono a dare corpo e visione a teoremi, a volte difficili da comprendere, espressi dal contenuto dalle parole scritte e facilitati dall’uso delle immagini.

E questo senza ricorrere alla tecnica pittorica tradizionale, ideale per l’istorizzazione delle parte architettoniche, ma certo non compatibili con la produzione editoriale di tipo seriale. Insieme ai filosofi classici e agli scienziati del passato, Platone, Aristotele, Pitagora, Plutarco, Euclide, Torquato Severino Boezio, e tanti altri, emergono anche i nomi degli autori contemporanei del rinascimento, tra i quali quelli di Leonardo, Fibonacci, Leon Battista Alberti, Giovanni Pico della Mirandola. In questo periodo scienza, filosofia e arte incrociano i loro percorsi in chiave multiculturale nelle produzioni editoriali delle prime case editrici, come Aldo Manunzio a Venezia, che tra le altre cose pubblicherà il Triompho di Fortuna di Sigismondo Fanti nel 1526, di recente riscoperto da Renucio Boscolo, in cui insieme le quartine profetiche sono accompagnate dall’immagine di un’oroscopo realizzato su base quadrata. E’ un anticipo straordinario, e anche più completo rispetto alle quartine o alle sestine, del libro di profezie più famoso dal mondo, Le Centurie di Nostradamus, pubblicate anni dopo, nel 1555, ma, senza l’ausilio di immagini a commento del testo. Il libro di sorte che anticipa entrambe le pubblicazioni e di Lorenzo Gualtieri detto Spirito, scritto nel 1482; il libro fu miniato solo nel primo decennio del XVI secolo, da artisti umbri provenienti dalla scuola del Perugino e del Raffaello.

Ne seguiranno molti altri, ma qui non è possibile recensirli tutti, ma ci è utile ricordare che i Libri di Sorte o di Fortuna sono caratterizzati dalla formulazione di una domanda e dalla ricerca di una conseguente risposta che possa chiarire le trame e i fili del destino. Allora come non collocare Centosettantaperottanta | What comes first?, e l’esperienza artistica di Sara Conforti nel file rouge di una cultura artistica umanistica che tesse e disfa tele, rigenera il mito dei viaggi di conoscenza mistica, straordinari voli che ci guidano verso la comprensione del Sè e dell’Universo in cui galleggiano i destini umani? L’augurio non può che essere, per tutti i curiosi e gli intrepidi che decideranno di affrontare il viaggi di ventura insieme a Sara Conforti e alla sua arte combinatoria, che uno solo: Buona Fortuna.


Sara Conforti (Torino – 1973)
Sara Conforti è un’artista militante – attivista. La sua pratica esplora le complessità del tessuto sociale e di genere unitamente a tematiche sociali, politiche e ambientali. Autrice di progetti performativi, di ricerca artistica e di scultura sociale che hanno come focus l’abito che da oggetto-simbolo della nostra vorace società del consumo, diventa soggetto-perno capace di stimolare riflessioni profonde intorno all’identità individuale e collettiva grazie alla riattivazione del processo di reminiscenza. Una pratica per la costruzione di processualità condivise, mnemoniche e manuali che passano dalla dimensione biografica e confluiscono in opere corali per la generazione di nuovi rituali e legami. Per guardare insieme gli ingranaggi di questo tempo di mezzo che non riesce più a sopportare nulla che duri e
rappresentato così minutamente dal rapporto spaziale e temporale con i nostri indumenti. Un impegno morale e politico che Sara Conforti persegue grazie alla funzione salvifica di quell’arte che si lega alla comunità e che si pone al centro di luoghi e momenti in cui il gruppo si riconosce e costruisce relazioni. Una necessità che si rivolge alle contingenze del tempo presente con profonde riflessioni e mappature che coinvolgono habitus e abito nel terreno dell’arte antropologica. L’indumento si fa totem e diventa così elemento privilegiato di una ricerca nel sociale e per il sociale volta alla raccolta di tasselli per la rilettura di quell’eterna ricerca di armonia tra l’umanità e la disumanità dei gesti quotidiani. Uno dei tanti è il feroce acquisto compulsivo contemporaneo. Per questo, da quasi un ventennio, Sara persegue i suoi studi volti alla comprensione del complesso sistema moda, dei suoi impatti sociali, sanitari, ambientali e psicologici per generare un prisma di conoscenze che definisce la sua pratica artistica indirizzata alla ricerca di forme di preservazione dei valori e dei diritti umani. Per Sara Conforti i nostri abiti sono metafore, sintomi o motori di scelte – di identità perdute o ritrovate – testimoni di luoghi, rappresentanti ufficiali di stereotipi, di traumi, di gioie. La sua pratica – la sua poetica – si articola intorno al centro vuoto del sistema moda attraverso un’esplorazione sulla semantica della vestizione come fenomeno che caratterizza una società contemporanea alla ricerca di identità. Conduce la sua indagine attraverso il progetto Centosettantaperottanta inaugurato negli spazi del Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea nel 2012. Titolo che deriva dalla misurazione di una camicia “da uomo”, ma che identifica uno spazio di esplorazione dedicato all’ universo femminile dove il valore pubblico e privato della memoria e del vissuto incontra la possibilità di svelarsi. Centosettantaperottanta è una prassi tassonomica che declina e moltiplica i diversi capitoli di una ricerca che scava nei guardaroba per cercare e condividere risposte. Diretta conseguenza delle indagini di Centosettantaperottanta è infatti il progetto performativo 13600HZ Concert for sewing machines che dal 2013 l’artista costruisce attorno al suono delle macchine per cucire. Ogni volta un Tableau Vivant site specific focalizzato sul tema della ricerca genera una nuova costruzione scenica. Un lavoro corale in cui le partecipanti ai workshop vengono ulteriormente coinvolte nell’espressione corporea e drammaturgica per elaborare i contenuti delle proprie indagini personali che confluiscono nell’atto performativo. L’agire e la spettacolarizzazione delle riflessioni diventano gesto politico e di consapevole denuncia rivolta alle distorsioni produttive del fashion system che fagocita identità. Per colmare il gap informativo rispetto agli impatti ambientali, sociali del turbo sistema moda Sara Conforti nel 2011, fonda hòferlab ass. cult. Piattaforma multidisciplinare per connettere la cultura della moda etica con il sistema sociale, artistico e produttivo; per stimolare il dibattito sui principali driver di innovazione sostenibile portandoli all’attenzione di un’opinione pubblica sempre più consapevole delle criticità ambientali e sociali del sistema globale della moda. Con un lavoro in networking con importanti stakeholder della cultura, dell’istruzione e della produzione presenti sul territorio regionale e nazionale hòferlab ass. cult. organizza workshop, corsi di formazione, incontri, seminari, convegni e rassegne periodiche per stimolare un cambiamento nello stile di vita, consumo e produzione a favore di modelli più responsabili e rispettosi dei diritti umani e dell’ambiente. Il volano per una diretta azione educativa itinerante è il progetto ànticasartoriaerrante laboratori nomadi per una moda sostenibile dedicato al circular-design e all’auto produzione. Un network al femminile per aprire un “discutere” critico attraverso un fare artistico e manuale per amplificare il protagonismo femminile nelle scuole, nel cuore dei quartieri cittadini, nelle periferie, nelle piazze, nei luoghi di aggregazione, ma anche nei luoghi di cura e di marginalità dove il perseguimento del riscatto di genere si esprime con forza e coraggio travolgenti: centri di accoglienza, centri psichiatrici, carceri, centri oncologici, comunità terapeutiche. Quelle città invisibili dove è fondamentale saper praticare il passo di fianco e dove l’approccio arte e welfare entra nella
relazione d’aiuto per rispondere all’urgenza. Nel 2017 Sara Conforti fonda Lalàgeatelier – Dispositivi Vestimentari. Un progetto per la ricollocazione sociale e professionale dedicato a donne in stato di fragilità che coniuga arte, moda e produzione, didattica e cura, territorio, responsabilità sociale d’impresa ed economia circolare per la produzione di Capsule Collection in Upcycling. Realizzato in cooperazione con Fragole Celesti – Comunità doppia diagnosi femminile per la cura di abusi, maltrattamenti e violenze e Fermata d’Autobus onlus beneficia del patrocinio dell’associazione Tessile e Salute e del coinvolgimento delle aziende tessili dell’eccellenza biellese certificate.
http://www.saraconforti.net