DANIELA PELLEGRINI | CIELOGRAFIE | Sotto un cielo di stelle

MegaMuseo di Aosta dal 23 luglio al 18 ottobre 2026

Unโ€™imponente gigantografia retroilluminata, alta quattro metri, accoglie lo sguardo trasfigurando il ritratto in unโ€™apparizione siderale. La figura si amplifica e si perde nel mito: la pelle diventa una porzione di volta celeste, dove i nei si trasformano in coordinate astronomiche, capaci di tradurre lโ€™esperienza del singolo in un sapere universale e cosmico. Nel profilo, che evoca la grazia della Venere di Milo, risuona unโ€™eco classica perfettamente integrata nellโ€™estetica contemporanea.

La divinitร  si manifesta cosรฌ come trasfigurazione del cielo, astro lucente della notte e chiarore del mattino sull’orizzonte marino, sovrana del firmamento e custode delle acque. Simbolo assoluto di arte, armonia e desiderio, nel IV secolo a.C. la dea venne immortalata da Apelle mentre emergeva dall’oceano strizzando i capelli bagnati. Un’immagine che ha consegnato alla cultura occidentale lโ€™archetipo della nascita dal grembo primordiale, il luogo sacro dove la terra e l’immensitร  del mare si fondono sotto il suo eterno dominio.

Grazie a un’inversione cromatica digitale, un blu profondo e magnetico sottrae il corpo alla forza di gravitร . Lโ€™anatomia stessa si fa matrice di un logos predittivo, un territorio di confine in cui convergono biografia personale, infinito e sostanza umana. In questa monumentalitร , la memoria ancestrale incontra il destino: ogni minima traccia cutanea diventa la prova di un’appartenenza a un ordine superiore, a profonditร  celesti ancora tutte da esplorare.

GRAZIA TODERI | WE MARK | Sotto un cielo di stelle

MegaMuseo di Aosta dal 23 luglio al 18 ottobre 2026

Con We Mark, Grazia Toderi proietta sul suolo del MegaMuseo una complessa cartografia tracciata da strumenti di misurazione. I fasci di luce colpiscono i resti archeologici e assecondano le irregolaritร  del terreno, insinuandosi nelle cavitร  dei pozzi e lasciando l’impronta tangibile di un posizionamento, l’atto preciso di dichiarare un luogo.

Mentre nellโ€™installazione originaria erano i visitatori a intercettare i raggi modificando l’immagine con le proprie ombre, qui la dinamica si sposta. Il pubblico osserva lโ€™opera dalle passerelle e lascia che siano le pietre stesse, gli avvallamenti e i segni degli antichi scavi a interrompere la proiezione, rimodellandola secondo l’anatomia del sito.

Questo intervento luminoso fa dialogare due forme diverse di scrittura. La prima รจ quella storica, impressa dalle comunitร  del passato che hanno inciso, disposto e orientato gli elementi di questo spazio. La seconda รจ immateriale e temporanea, fatta di pura luce e legata ai dispositivi con cui la societร  contemporanea mappa il territorio e scruta la volta celeste. Al centro di questo reticolo spicca il mirino, un simbolo dalla forte ambivalenza: se da un lato evoca il controllo, il bersaglio e la guerra, dall’altro โ€“ se unito al telescopio, al goniometro o alla bussola โ€“ si trasforma in una guida per cercare stelle, pianeti e nuove direzioni. L’opera diventa cosรฌ una profonda riflessione sul conflitto che abita la natura, il cosmo e l’esistenza umana, suggerendo la possibilitร  di trasformare quella stessa tensione in una lotta generatrice di vita.

GILBERTO ZORIO | STELLA PER PURIFICARE PAROLE | Sotto un cielo di stelle

MegaMuseo di Aosta dal 23 luglio al 18 ottobre 2026

La monumentale Stella per purificare le parole di Gilberto Zorio si posa sul terreno del MegaMuseo con tutta la gravitร  e la consistenza della terracotta nera. Spogliandosi della sua natura di astrazione astronomica, la forma celeste acquista qui un peso reale, fatto di superfici rugose, fenditure profonde e vibranti variazioni della materia.

Collocata accanto alle preesistenze archeologiche del sito, l’installazione introduce una potente energia focalizzata sul linguaggio, sul bisogno viscerale di restituire forza ed efficacia a parole ormai logorate dall’uso quotidiano. L’opera gioca con la percezione e il tempo: il fosforo impiegato trattiene la luce, permettendo alla scultura di prolungare la propria presenza ben oltre la dimensione visibile. Cosรฌ, l’alternanza tra illuminazione e oscuritร  ne ridisegna continuamente i contorni, rivelando tracce nascoste in un ciclo perpetuo di apparizioni e persistenze. L’alcool rimanda invece al fuoco, alla metamorfosi alchemica e al vero e proprio rito di purificazione evocato dal titolo.

La grandiositร  della stella dialoga con lo spazio circostante, accompagnando il cammino dei visitatori lungo la passerella. Questo antico segno cosmico si inserisce tra i reperti e le impronte lasciate dalle civiltร  passate, creando un ponte ideale tra l’osservazione del cielo, la memoria della terra e le tensioni del nostro presente. In questo contesto, purificare le parole assume un significato profondo: significa restituire alla comunicazione il suo valore di orientamento, riconnettendola alla responsabilitร  dell’azione e alla materia originaria da cui ogni espressione prende vita.

ANGELO BONELLO | ORIONE | Sotto un cielo di stelle

ย Castello Gambaย di Chรขtillon dal 23 luglio al 18 ottobre 2026

Nellโ€™oscuritร  della sala, un profilo si staglia nitido, catturato da un unico filo di luce. รˆ la silhouette atletica di Orione che, in perfetto equilibrio, solleva una lunga lancia verso il cielo fino ad afferrare una stella.

In questa opera, Angelo Bonello reinterpreta il leggendario cacciatore del mito traducendo il suo vigore in un gesto tanto poetico quanto inaspettato. In quel singolo segno si annulla ogni distanza: il traguardo tanto inseguito si fa intuizione, conoscenza profonda, promessa. Il gigante si riscopre cosรฌ pescatore del firmamento, simbolo eterno del desiderio umano di spingersi oltre i confini terrestri per accogliere l’immensitร  del cosmo nell’orizzonte di tutti i giorni.

Sospeso tra la terra e lโ€™infinito, l’eroe vive nella tensione dell’azione e nella certezza che ogni vuoto sia l’inizio di una nuova esplorazione. Nel frattempo, l’omonima costellazione continua a dominare il cielo d’inverno. Il suo profilo รจ inconfondibile grazie ai tre astri allineati della Cintura, mentre Betelgeuse e Rigel ne tracciano i confini illuminando lo spazio con intensitร  opposte. Gli antichi videro in quel disegno un uomo consegnato allโ€™eternitร  dopo la morte.

Da allora, questa figura attraversa il tempo e le generazioni, in un perfetto equilibrio tra epica, orientamento e astronomia. Un eroe che incarna l’archetipo stesso della rinascita, capace di attraversare il buio per conquistare la sua immortale dimora celeste.

Sotto il Cielo di Stelle

Costellazione di arte, scienze eย culture

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La mostra, curata da Fortunato Dโ€™Amico, e organizzata dalla Struttura patrimonio storico-artistico e gestione siti culturali della Soprintendenza, parte dellโ€™Assessorato allโ€™istruzione, cultura e politiche identitarie della Regione Autonoma Valle dโ€™Aosta, costruisce una rete internazionale di riflessioni artistiche e scientifiche dedicate ai nuovi scenari della civiltร  planetaria nellโ€™epoca delle missioni spaziali, delle infrastrutture satellitari, dellโ€™intelligenza artificiale, dei droni, dei sistemi di controllo e delle nuove geografie cosmiche.

ARTISTI – Mimmo Paladino, Grazia Toderi, Gilberto Zorio, Marco Nereo Rotelli, Angelo Bonello, Daniela Pellegrini, Franco Perrotti, Massimo Uberti, Michelangelo Pistoletto

Il progetto riunisce artisti, scienziati, astronauti, archeologi, filosofi, teologi e studiosi coinvolti in un percorso che mette in relazione: esplorazione spaziale, visioni cosmiche, sostenibilitร , antropizzazione del cielo, mutazioni simboliche del paesaggio contemporaneo e trasformazione tecnologica della percezione. Chรขtillon, Castello Gamba โ€“ Museo di Arte moderna e contemporanea

Stazione orbitante. Traiettorie espressive del contemporaneo

Apertura: 23 luglio

Chiusura: 18 ottobre

Orari: aprile โ€“ settembre 9:00-19:00 / ottobre โ€“ marzo 10:00-17:00

Tariffe: compreso nel biglietto di ingresso

Biglietti: โ‚ฌ 6 intero | โ‚ฌ 4 ridotto, presentando il biglietto si ha diritto alla riduzione nella sede del MegaMuseo

Il Castello Gamba costituisce il nucleo centrale della mostra diffusa.

La sezione presenta opere dedicate ai temi della luce, delle traiettorie cosmiche, della percezione, dello spazio contemporaneo e delle nuove relazioni tra essere umano, universo e tecnologia.

Il progetto prende avvio dallโ€™Orbita di Massimo Uberti, installazione luminosa permanente che dal 2022 avvolge la torre centrale del castello con un grande anello ellittico di luce.

Il castello viene trasformato simbolicamente in una stazione orbitante dedicata alle traiettorie artistiche del presente grazie alle opere di Mimmo Paladino, Grazia Toderi, Gilberto Zorio, Marco Nereo Rotelli, Angelo Bonello, Daniela Pellegrini, Franco Perrotti.

EVENTI COLLATERALI

Venerdรฌ 31 luglio, ore 17:00

Visita guidata con il curatore Fortunato Dโ€™Amico che illustra lโ€™approccio alle tematiche celesti di artisti di chiara fama, tra cui Paladino, Todari, Rotelli e Zorio.

Unโ€™occasione per approfondire lโ€™esposizione collettiva nella sede del Museo Gamba.


Aosta, Mega โ€“ Museo Archeologico Contemporaneo

Archeologie del cielo futuro. Paesaggi temporali tra microcosmo e macrocosmo

Apertura: 23 luglio. Chiusura: 18 ottobre

Orari: 10:00 โ€“ 18:00

La sezione del Mega Museo mette in relazione archeologia, materia, energia, cosmologia e immaginazione del futuro.

Le opere costruiscono un dialogo tra reperto, tempo cosmico, struttura della materia e rappresentazione dellโ€™universo. La sezione sviluppa riflessioni dedicate:ย  alle archeologie del futuro, alle relazioni tra microcosmo e macrocosmo, ai sistemi stellari, alla materia, ai paesaggi temporali contemporanei. Courmayeur, Chiesa Valdese di Piazza Petigax

Dissuader. Il volo della colomba dallโ€™arca di Noรจ ai cieli antropizzati

Apertura: 25 luglio Chiusura: 27 settembre

Orari: 10:00-13:00 / 14:00-19:00 tutti i weekend

Per la prima volta, Courmayeur apre in modo coordinato le proprie sedi culturali a un progetto espositivo diffuso, accogliendo una delle tappe di Sotto il cielo di stelle. Mostre dโ€™arte e culture dello spazio celeste, iniziativa che mette in rete luoghi diversi della Valle dโ€™Aosta, creando un dialogo tra arte, paesaggio e riflessione sul cielo come patrimonio culturale condiviso. La partecipazione della Chiesa Valdese e della Sala dei Dipinti dellโ€™ex Hotel Ange, restaurata grazie ai fondi del PNRR, rappresenta un momento significativo di apertura e collaborazione, inserendo Courmayeur in un percorso culturale che unisce territorio, storia e contemporaneitร .

La sezione, dedicata allโ€™artista e designer Franco Perrotti, affronta il tema della trasformazione del cielo in spazio controllato, attraversato da sistemi di sorveglianza, interdizione, conflitto e controllo tecnologico del volo.

Le opere della serie Dissuader nascono dallo studio dei sistemi dissuasori utilizzati nelle cittร  per impedire ai volatili di sostare negli spazi urbani.

Piccioni e colombe, storicamente associati alla pace, alla libertร  e allโ€™orientamento, diventano immagini ambigue del presente in relazione ai droni, ai sistemi di sorveglianza, ai confini e alle nuove tecnologie del controllo aereo.

La sezione comprende installazioni ambientali interne ed esterne dedicate ai temi del volo, del controllo, della migrazione e delle trasformazioni simboliche del cielo contemporaneo.


Courmayeur, Val Ferret, Les Maisons de Judith

Geografie del cosmo contemporaneo. Arte e scienza per immaginare il futuro

Apertura: 18 luglio Chiusura: 23 agosto

Orari: 14:30-17:30 tutti i giorni โ€“ chiuso in caso di pioggia

Oltre alle sedi espositive nel centro storico di Courmayeur, la partecipazione della localitร  passa anche attraverso lโ€™opportunitร  di una riconnessione profonda con la natura e con sรฉ stessi. La contemplazione del paesaggio diventa fonte di benessere. In questo contesto, anche lโ€™arte รจ riconosciuta come strumento di crescita e armonia interiore. Coerentemente con questa visione, Courmayeur sostiene il progetto aprendo, insieme allโ€™ Associazione Monte Bianco Montagna Sacra, gli spazi de Les Maisons de Judith, luogo dedicato allโ€™incontro tra creativitร , cultura e territorio.

La sezione sviluppata presso Les Maisons de Judith riunisce opere di Michelangelo Pistoletto dedicate ai rapporti tra umanitร , natura, tecnologia, responsabilitร  collettiva e visione cosmica, grazie allโ€™installazione permanente del Terzo Paradiso, alla Mela Reintegrata, allโ€™Autoritratto di stelle e a Spac3, immagini del progetto sviluppato con ESA e ASI durante la missione VITA dellโ€™astronauta Paolo Nespoli.

Questa parte della mostra affronta i temi della coscienza planetaria, delle missioni spaziali contemporanee, delle reti globali di immagini, delle nuove relazioni tra Terra e spazio extraterrestre, delle trasformazioni del cosmo in ambiente antropizzato.


Saint-Barthรฉlemy, Osservatorio Astronomico della Regione Autonoma Valle dโ€™Aosta e Planetario di Lignan

Tecnologie della visione cosmica

Partecipa al progetto la Fondazione Clรฉment Fillietroz che gestisce lโ€™Osservatorio Astronomico e il Planetario nel vallone di Saint-Barthรฉlemmy. Questa sezione, attraverso incontri e dialoghi, si interroga sulle trasformazioni contemporanee dellโ€™osservazione del cielo.

Le attivitร  comprendono: osservazioni in Osservatorio Astronomico, spettacoli in Planetario, considerazioni sullโ€™impatto culturale dellโ€™osservazione del cielo e su sistemi avanzati di lettura cosmica, tecnologie ottiche e digitali, riflessioni sullโ€™intelligenza artificiale applicata allโ€™osservazione astronomica.

La sezione sviluppa una riflessione sui nuovi sistemi di costruzione dellโ€™immagine cosmica e sulle trasformazioni della percezione nellโ€™epoca delle reti digitali e dellโ€™analisi algoritmica.

CALENDARIO DI INCONTRI

Sabato 1ยฐ agosto ore 11.00 โ€“ Baite Val Ferret

Conferenza legata alla missione Artemis II e alla trasformazione del cosmo in spazio antropizzato. Con Michelangelo Pistoletto, Roberto Battiston, Fabio Grimaldi, Jean Marc Christille.

Presenta Glorianda Cipolla, Modera Fortunato Dโ€™Amico.

Domenica 2 agosto ore 18.00 โ€“ Jardin de lโ€™Ange Courmayeur

Un incontro per esplorare le nuove frontiere dellโ€™intelligenza artificiale applicata allโ€™astronomia, dallโ€™osservazione del cielo allโ€™elaborazione dei grandi flussi di dati provenienti dalla ricerca scientifica. Lโ€™Osservatorio Astronomico a Saint-Barthรฉlemy, tra le realtร  piรน innovative in questo ambito, offrirร  uno sguardo privilegiato sulle potenzialitร  e le prospettive dellโ€™AI al servizio della conoscenza dellโ€™universo.

Con Jean Marc Christille e don Luca Peyron. Modera Fortunato Dโ€™Amico.

Sabato 19 settembre, ore 21.00-23.00 โ€“ Saint-Barthรฉlemy, Osservatorio

Osservazione del cielo, โ€œLโ€™universo (che altri chiama la Biblioteca)โ€


https://www.castellogamba.vda.it/it/sotto-il-cielo-di-stelle

La treccia della Pace Preventiva

Michelangelo Pistoletto e Fortunato Dโ€™Amico firmano il testo dedicato alla nascita della โ€œTreccia della Pace Preventivaโ€, evoluzione simbolica del Terzo Paradiso. La Treccia viene presentata come immagine di connessione tra differenze, metodo di relazione e pratica collettiva capace di trasformare il conflitto in equilibrio condiviso, rendendo la Pace Preventiva unโ€™azione concreta della vita sociale.

Fortunato Dโ€™Amicoโ€จ

Michelangelo, questo testo nasce da una tua necessitร  precisa. Da tempo cerchi di spiegare come realizzare la Pace Preventiva in modo che possa essere da chiunque concretamente compresa. A un certo punto hai avuto lโ€™intuizione di rappresentare il simbolo del Terzo Paradiso con una Treccia fatta di tre fili che si intrecciano e si relazionano tra loro. รˆ cosรฌ che nasce lโ€™immagine della Treccia per la Pace Preventiva.

Michelangelo Pistoletto

Sรฌ. A un certo punto ho capito che era indispensabile rendere comprensibile il funzionamento della Pace Preventiva. Il simbolo del Terzo Paradiso conteneva giร  in sรฉ questo principio, ma con la Treccia esso diventa comprensibile e praticamente attuabile. Tre fili che si intrecciano, si toccano, si organizzano, si sostengono a vicenda e continuano a esistere insieme. La Pace Preventiva allora non รจ piรน soltanto un concetto teorico. Diventa una realtร  pratica.

Fortunato Dโ€™Amicoโ€จ

Praticata, certo. Quindi la filosofia diventa pragmatica. Pensare, fare, vedere, osservare. Il pensiero entra dentro lโ€™azione.

Michelangelo Pistoletto

La filosofia del fare. La filosofia che nasce dal filo del fare e che porta alla pragmatica.โ€จ

Fortunato Dโ€™Amico

โ€จChe porta al fare.

Michelangelo Pistolettoโ€จ

Sรฌ. Negli incontri pubblici mi chiedevano continuamente che cosa fosse la Pace Preventiva e come si potesse realizzare veramente. E mi rendevo conto che serviva una forma capace di renderla visibile. Quindi ho capito che dal Terzo Paradiso poteva nascere una Treccia. Tre gomitoli. Tre fili che si intrecciano e diventano un solo corpo partendo ciascuno da uno dei tre cerchi. E cosรฌ che improvvisamente il concetto diventava comprensibile, comunicabile e praticabile.

Fortunato Dโ€™Amicoโ€จ

La treccia mi fa pensare alla societร  come a un tessuto. Fili che si intrecciano e che, insieme, costruiscono qualcosa. Ogni filo mantiene la propria presenza ma entra in relazione con gli altri.

Michelangelo Pistoletto

โ€จSรฌ. Il tessuto รจ fatto di ordito e trama, e contiene un processo di intrecci. La Treccia, per me, nasce direttamente dai tre cerchi del Terzo Paradiso. Ed รจ importante perchรฉ la Treccia accompagna la storia umana da sempre in ogni parte del mondo. รˆ stata realizzata con i capelli, sul corpo, nella vita quotidiana. In questo senso รจ anche una forma di relazione personale e sociale resa visibile e praticata in senso rituale.
La treccia mostra che elementi differenti possono entrare in rapporto continuo producendo qualcosa che prima non esisteva. Questo รจ il principio della creazione socialmente vissuto.

Fortunato Dโ€™Amicoโ€จ

E il filo centrale allora che cosa rappresenta?

Michelangelo Pistoletto

โ€จIl metodo. La legge. Lโ€™organizzazione della relazione.
Nella Treccia della Pace i due fili laterali rappresentano le differenze, gli opposti, le tensioni estreme. Il filo centrale impedisce che il rapporto degeneri nella distruzione reciproca. Per questo la Pace Preventiva impedisce il sorgere della guerra. Anche la guerra nasce da una relazione tra opposti. Ma nella guerra una parte elimina lโ€™altra, una cresce annullando lโ€™altra. Nella Treccia invece i fili continuano a esistere tutti e tre. Nessuno scompare.

Fortunato Dโ€™Amicoโ€จ

Quindi il centro del simbolo diventa il luogo dove la relazione prende forma.

Michelangelo Pistolettoโ€จ

Esatto. Nel centro avviene sempre qualcosa di nuovo. Ma quel qualcosa deve essere organizzato. Ed รจ qui che il pensiero passa allโ€™azione. Il filo centrale intreccia continuamente i due fili esterni e crea una struttura stabile. Questa struttura รจ il modello della Pace Preventiva.

Fortunato Dโ€™Amicoโ€จ

Mi viene in mente il riferimento al sistema dello sport che abbiamo identificato con il libro Unity of Sports for Preventive Peace. Gli opposti si confrontano ma dentro una regola condivisa.

Michelangelo Pistolettoโ€จ

Infatti lo sport รจ un esempio fondamentale. Esiste una legge che permette il confronto senza distruzione. La competizione continua a esistere, ma viene regolata. Nessuno deve eliminare lโ€™altro per vincere. La Pace Preventiva funziona nello stesso modo ed estensivamente nellโ€™intera organizzazione dellโ€™attivitร  umana.
Fortunato Dโ€™Amicoโ€จLa linea centrale allora potrebbe essere come la linea della palla al centro del campo.
Michelangelo Pistolettoโ€จSรฌ, proprio come descrivo il Terzo Paradiso in senso sportivo, paragonandolo a un campo di calcio: la palla al centro permette alle due squadre di confrontarsi nella partita e dare ciascuna il meglio di sรฉ per una comune vittoria.

Fortunato Dโ€™Amico โ€จ

E la cosa interessante รจ che ogni filo mantiene la propria identitร  anche dentro lโ€™intreccio.

Michelangelo Pistoletto

โ€จEsatto. La differenza non viene cancellata. Resta visibile. Questo รจ fondamentale anche nel concetto di Love Difference. Le differenze devono restare vive. Senza differenze non esisterebbe nessuna creazione nuova. Il problema nasce quando una differenza vuole dominare o eliminare lโ€™altra.

Fortunato Dโ€™Amicoโ€จ

Quindi la treccia รจ una forma di equilibrio.

Michelangelo Pistolettoโ€จ

Di equilibrio dinamico. Perchรฉ i fili restano sempre in movimento. Ed รจ qui che entra anche il rapporto tra natura e artificio. Il Terzo Paradiso nasce proprio per mettere in relazione il paradiso naturale e quello artificiale. Oggi viviamo su un pianeta precipitosamente trasformato dallโ€™essere umano. Per questo abbiamo bisogno di assumere con urgenza una responsabilitร  totalmente nuova.

Fortunato Dโ€™Amicoโ€จ

E quindi anche lโ€™intelligenza artificiale rientra in questo discorso.
Michelangelo Pistolettoโ€จCertamente. Lโ€™intelligenza artificiale puรฒ diventare uno strumento di equilibrio oppure di distruzione. Dipende dal metodo che la guida. Dipende dal filo centrale.
Fortunato Dโ€™Amicoโ€จMi colpisce anche unโ€™altra cosa. Presi singolarmente, i fili possono spezzarsi facilmente. Intrecciati invece diventano una corda resistente.

Michelangelo Pistolettoโ€จ

Sรฌ. La forza nasce dalla relazione.Vale per gli individui, per le comunitร , per le istituzioni, per la politica. La Treccia rende visibile il fatto che la relazione produce struttura, continuitร  e responsabilitร  reciproca.

Fortunato Dโ€™Amico

E questa immagine ci aiuta anche a capire il tema della memoria. Le tracce si intrecciano continuamente.

Michelangelo Pistolettoโ€จ

Lโ€™intreccio delle tracce. Ogni esperienza lascia una traccia e ogni traccia entra in relazione con le altre. La Treccia diventa quindi una forma del pensiero, una pratica della memoria e una struttura della relazione sociale.

Fortunato Dโ€™Amico

โ€จE ci riporta anche al modo in cui oggi funziona lโ€™intelligenza artificiale. Anche lรฌ esiste un intreccio continuo di relazioni, connessioni, dati, memorie, possibilitร . La differenza รจ che qui lโ€™intreccio resta affidato alla responsabilitร  umana. La Pace Preventiva diventa quindi una pratica cosciente delle relazioni, un metodo per organizzare le differenze senza trasformarle in conflitto.

Michelangelo Pistolettoโ€จ

Esatto. La Treccia rende visibile e pratico ciรฒ che prima riuscivamo soltanto a immaginare.

LA GAIA MADRE

Mostra di arti visive e performative a Vigevano

โ€œLa Gaia Madreโ€ รจ una mostra di arti visive e performative in esposizione nella Sotterranea Nuova del Castello di Vigevano, dal 1ยฐ al 17 maggio, organizzata dal collettivo Evuz Art e curata da Fortunato Dโ€™Amico. Il progetto mette in primo piano il rapporto tra umanitร  e pianeta a partire da una visione critica dellโ€™ecologismo contemporaneo: la Terra รจ evocata come madre generativa e al tempo stesso ferita, corpo sfruttato e superficie ridotta a merce, fino a rivelare il suo volto di โ€œInfelice Madreโ€, esposta a economie predatorie e retoriche che mascherano il saccheggio del vivente. Lโ€™esposizione adotta uno sguardo interdisciplinare sui sistemi di relazione tra ambiente, societร , tecnologia e modelli di produzione, narrando la Madre Terra nella sua dimensione archetipica ma anche dentro reti di processi materiali, cicli biologici, infrastrutture, conflitti geopolitici ed economie estrattive. Lโ€™arte assume una funzione civile e conoscitiva: opere, performance e materiali documentari sono chiamati a rendere percepibili le emergenze del presente e a riattivare consapevolezza verso il pianeta e chi lo abita.Tre sono gli assi narrativi:

Terra corpo vivente, che mette a fuoco lโ€™organismo materiale attraversato da crisi climatica, sfruttamento delle risorse e tecnologie di controllo;

Terra spazio delle comunitร , che guarda ai territori abitati, alle pratiche di cura, alle migrazioni e alle disuguaglianze;

Terra matrice simbolica e relazionale, che esplora la dimensione spirituale, mitica e affettiva del legame tra umano e pianeta. In questo quadro, Gaia Madre enuncia anche il proprio contrario, diventando Infelice Madre: madre generativa ma insieme corpo sfruttato, esposto a narrazioni consolatorie che coprono la violenza sistemica e lโ€™egocentrismo umano.

Lโ€™allestimento รจ concepito come una sorta di cattedrale laica, che articola dimensione sacra e ambito profano in una sequenza narrativa progressiva. I percorsi guidano il pubblico da aree legate alla materialitร  della Terra, verso zone dedicate alle pratiche simboliche, rituali e cosmologiche, intrecciando conoscenza empirica e visione spirituale.Lo spazio espositivo favorisce una lettura stratificata: dati, opere visive, installazioni materiche, performance rituali e archivi documentali convivono in un ambiente pensato per un attraversamento lento, segnato da diversi fuochi di attenzione. La progressione degli spazi attiva una narrazione che tiene insieme dimensione ambientale, sociale e mitologica, ampliando la percezione del pianeta dal dato geologico alle cosmologie culturali, dalle economie terrestri alle pratiche di cura del vivente.

GLI ARTISTI

Giรฒ Cacciatore โ€“Carlo Caldara- Gero Canalella- Giuliana Consilvio- Mario De Leo โ€“ Giulietta Faccioli โ€“ Max Falsetta Spina โ€“ Antonella Gerbi โ€“ Giuse Iannello โ€“ Valerio Incerto- Lorenzo Lucatelli โ€“ Davide Macaluso โ€“ Max Marra โ€“ Paolo Matteucci โ€“ Veronica Menchise- Luca Paladino โ€“ Nik Palermo โ€“ Nadia Pelร  โ€“ Mauro Pinotti โ€“ Marco Raimondo โ€“ Paola Rizzi โ€“ Giovanni Ronzoni โ€“ Pierangelo Russo โ€“ Alex Sala โ€“ Agata Sand โ€“ Jessica Ticozzelli โ€“ Elisabetta Ubezio โ€“ Valeriangelini โ€“ Isabella Vierzi.

APOKรLYPSIS DI MAX FALSETTA SPINA A TIMES SQUARE

L’ APOKรLYPSIS DI MAX FALSETTA SPINA A TIMES SQUARE

Max Falsetta Spina porta โ€œApokรกlypsisโ€ nel cuore pulsante di Times Square, su uno degli schermi piรน iconici del pianeta, campo di sperimentazione artistica dove arte, cinema e intelligenza artificiale si incontrano. Dal 13 al 15 maggio 2026, allโ€™altezza tra 7th Avenue e 42nd Street, un teaser di 20 secondi del suo nuovo cortometraggio invade il flusso visivo della comunicazione pubblicitaria globale, interferendo con esso e riconfigurandolo con un apropria narrativa Per Max Falsetta Spina โ€œApokรกlypsisโ€ รจ un processo di rivelazione di ciรฒ che era nascosto e ora diventa visibile. Attraverso immagini ad alta intensitร  evocativa, lโ€™opera affronta i temi del potere, della percezione e della realtร , attraversata da archetipi e simboli universali. Numeri e figure assumono valore concettuale. Il nuemro dela Bestia, 666, รจ la manifestazione sistemica del potere, mentre i quattro cavalieri (guerra, carestia, conquista e morte) appaiono come condizioni permanenti della storia umana. La Bestia รจ una struttura invisibile, strumento di consenso che invade la societร  dei media. Il progetto si articola su due livelli: il teaser di 20 secondi, pensato specificamente per i grandi billboard digitali Dooh e un cortometraggio di 6 minuti che ne sviluppa la trama visiva in forma compiuta. Lโ€™intera opera รจ realizzata con intelligenza artificiale, a partire da prompt originali e da una precisa regia di inquadrature, tempi e atmosfere.

Lโ€™AI viene utilizzata strumento di un linguaggio profondamente autoriale, in continuitร  con il percorso artistico di Falsetta Spina, scenografo e fotografo. Si riconoscono lโ€™attenzione alla composizione, la cura della luce, la costruzione dello spazio e un respiro cinematografico costante. La scelta di Times Square รจ parte integrante del concep critico con cui รจ costruita lโ€™opera. In un luogo-simbolo della sovrapproduzione di immagini e della pressione pubblicitaria, Apokรกlypsis รจ una frattura, unโ€™interferenza che rompe la continuitร  del messaggio commerciale e diventa cosรฌ un campo di tensione tra consumo e visione, tra intrattenimento e rivelazione, invitando lo spettatore urbano a un gesto inatteso: alzare lo sguardo e interrogare ciรฒ che vede. Dopo New York, il progetto proseguirร  a Milano nellโ€™autunno 2026, con una mostra in una location di forte impatto. Qui il cortometraggio sarร  affiancato da una trentina di scene tratte dal film, trasformate in tele.

Il passaggio dal flusso luminoso del display alla fisicitร  della pittura sposta il dialogo dallโ€™immagine digitale allโ€™opera materica, accentuando la percezione del rapporto tra movimento e la sua fissazione e amplificando i significati che si generano tra visione pubblica ed esperienza ravvicinata.Apokรกlypsis si inserisce allโ€™interno di Over The Rainbow, piattaforma internazionale ideata da Max Falsetta Spina che esplora i circuiti Dooh come nuovi spazi espositivi per lโ€™arte contemporanea, ridefinendo i confini tra ambito pubblicitario e ricerca artistica. โ€œLโ€™Apocalisse non รจ la fine del mondoโ€ dichiara lโ€™artista. โ€œรˆ la fine dellโ€™illusione. รˆ il momento in cui ciรฒ che รจ nascosto diventa visibile.

FRANCO PERROTTI

FROM OBJECT TO VISION

a cura di Fortunato D’Amico

20/04/2026 – 03/05/2026

โ€œFranco Perrotti: From Object to Visionโ€

MyOwnGallery, Superstudio Piรน, via Tortona 27

Designer di successo, Franco Perrotti ha firmato arredi e progetti per i piรน grandi brand del design internazionale ma in contemporanea ha avviato una ricerca artistica personale che lo ha condotto verso installazioni e sculture di grande impatto, capaci di affrontare temi profondi, anche politici e sociali.
Nella mostra curata da Fortunato Dโ€™Amico โ€œFranco Perrotti: From Object to Visionโ€, di scena in MyOwnGallery, design, arte e artigianato si intrecciano fino a diventare un unico linguaggio espressivo, un dialogo continuo tra funzione e percezione, tra artificio e natura. Superfici, luci e sedute abbandonano la funzione per diventare “visione”. Non sono piรน solo arredi, ma ponti tra corpo e ambiente, bussole che orientano il nostro comportamento collettivo.
Cuore pulsante della mostra รจ โ€œDissuaderโ€ collocato allโ€™esterno nella Piazza dellโ€™Arte, un monumentale piccione metallico trafitto da punte e sospeso in aria, simbolo potente delle barriere invisibili che disciplinano le nostre cittร . A dialogare con esso, la sua controparte in legno lamellare, adagiata a terra. In un cielo ormai saturo di droni e satelliti, lโ€™opera di Perrotti ci invita a riflettere, trasformando il progetto tecnico in una responsabilitร  etica condivisa.
Lโ€™arte diventa cosรฌ una pratica consapevole dellโ€™abitare, un invito a riscoprire la bellezza della condivisione e della relazione. La forma smette di essere solo struttura e diventa espressione di una nuova coscienza del vivere contemporaneo.

Con il patrocinio di: Segretariato Permanente dei Premi Nobel per la Pace, ALA – Assoarchitetti & Ingegneri. In collaborazione con Nesite, Brondelloerminio, Quadruslight.ย 

Allestimento della Mostra “Olimpichetto. il ritorno di un ambasciatore”. Progetto Studio Gabbiani & Associati. Basilica Palladiana, Vicenza. 19 dicembre 2025 – 22 febbraio 2026

MOSTRA

Olimpichetto. Il ritorno di un ambasciatore

Basilica Palladiana, Vicenza

20 dicembre 2025 – 22 febbraio 2026

Grafiche “Olimpichetto. Il ritorno di un ambasciatore”, Basilica Palladiana, Vicenza (ยฉ Studio Gabbiani & Associati)

Il Teatro Olimpico di Vicenza, come รจ noto, รจ lโ€™ultima opera di Andrea Palladio, che non ne ha visto la realizzazione e per la quale Vincenzo Scamozzi ha progettato la magnifica scena per lโ€™Edipo Re di Sofocle e che, nata effimera nel 1585 per inaugurare il Teatro, fa ancora mostra di sรฉ e da sfondo a tanti spettacoli, ancora oggi dopo ben cinque secoli.

In tempi recenti si รจ riscoperto fortuitamente nei magazzini Comunali un grande manufatto del 1948, del quale negli ultimi decenni si era quasi perduta la memoria: il cosรฌ detto Olimpichetto, ovvero la ricostruzione della scena del Teatro Olimpico, realizzata nel 1948 in scala quasi reale. Da qui nasce lโ€™iniziativa di realizzare un Mostra, promossa dal Comune di Vicenza con la co-organizzazione di Intesa Sanpaolo ed รจ curata da Musei Civici Vicenza, Fondazione Teatro Comunale Cittร  di Vicenza e Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio.

Lโ€™Olimpichetto, ideato dal regista teatrale Guido Salvini, รจ realizzato con materiali leggeri e pensato per essere smontata, trasportata e rimontata. Una macchina scenica di straordinaria raffinatezza e qualitร , concepita per riprodurre in ogni luogo lโ€™atmosfera del teatro palladiano.
Salvini ne promosse la costruzione mentre preparava la messa in scena proprio dellโ€™Edipo Re, rappresentato nel settembre 1948, come primo grande evento teatrale del dopoguerra vicentino. Con la stessa scenografia e parte della medesima troupe โ€“ la compagnia teatrale italiana della Biennale di Venezia, che annoverava interpreti affermati e giovani promettenti come Vittorio Gassman e Nino Manfredi โ€“ Salvini portรฒ la produzione in tournรฉe a Londra e Parigi, offrendo allโ€™Europa lโ€™immagine rinnovata di unโ€™Italia che riscopriva il proprio genio teatrale e architettonico. Olimpichetto fu, a tutti gli effetti, un teatro palladiano itinerante: lโ€™unico mai realizzato, la cui storia si intreccia con la volontร  di rinascita artistica e civile di un Paese e di una cittร  che uscivano dalle rovine del conflitto.

Nel corso del 2025 il Comune ha commissionato ad Engim un attento lavoro di restauro dellโ€™Olimpichetto e ha avviato una rigorosa indagine documentaria preliminare negli archivi, integrata da testimonianze dirette, che ha permesso di ricostruirne la genesi, i percorsi delle tournรฉe e la ricezione critica, restituendo un quadro sorprendentemente vitale della cultura teatrale del dopoguerra.

A fine 2025 lo Studio Gabbiani รจ stato invitato dal Comune di Vicenza a progettare un allestimento che ospitasse lโ€™Olimpichetto allโ€™interno del Salone della Basilica Palladiana e ne raccontasse la storia, sotto la guida di Valeria Cafร , dirigente dei Musei Civici e regista di questa ambiziosa iniziativa.

Progetto allestimento “Olimpichetto. Il ritorno di un ambasciatore”, Basilica Palladiana, Vicenza (ยฉ Studio Gabbiani & Associati)

La sfida era creare non solo un racconto, ma riproporre un piccolo universo nel quale unโ€™architettura compiuta fosse contenuta in una ulteriore architettura compiuta, generando unโ€™alchimia nuova di rimandi tra i dettagli autentici della Basilica e quelli in riproduzione della scena, tra la felice proporzione delle logge della Basilica e gli archi e le vie di Tebe. Il tutto poi intrecciato al fattore tempo, in cui la prima e lโ€™ultima opera di Palladio entrassero in un gioco circolare di rimandi che ricomponessero un ciclo creativo.

Si trattava quindi di dare vita a questa straordinaria convergenza di forme, contenuti e intenzioni.

Questa mostra รจ lโ€™occasione per svelare al pubblico la macchina della finzione, di poter vedere il portento di ciรฒ che sta dietro alla scena, unโ€™occasione unica di poter girare attorno ad essa, in un percorso di solito precluso agli spettatori, ai quali di prassi si offre lo spettacolo della finzione. Lโ€™allestimento propone lโ€™esperienza dello spettacolo del saper costruire, del saper ingannare lโ€™occhio e del saper accendere la fantasia, pur nella sospensione dellโ€™incredulitร .

Si doveva inserire una scena di poco inferiore a quella originale, lunga 16 metri e alta 8, una struttura allโ€™interno di un salone di 19 metri di larghezza e 16 di altezza, con ampie finestre e aldilร  di esse, una splendida architettura di pietra di Piovene, candida e in continuo gioco con la luce. Lunghe discussioni hanno portato a privilegiare la luce naturale e il rapporto di questa quinta con il suo contenitore, per creare una scena inedita e sempre cangiante, venendo anche in contrasto anche con lโ€™idea delle mostre corrente, di un controllo totale della luce artificiale e accettando il naturale e la sua mutevolezza. Anche grazie alla collaborazione con Mario Nanni, che ha letteralmente โ€œscritto le luciโ€ e con il curatore Ivan Stefanutti, che ha fatto un enorme e colto lavoro di ricerca e ha dettato una trama sicura e coerente, ne รจ emersa la visione di un organismo vivente in dialogo continuo con il luogo, i visitatori, il tempo e la storia.

Restava poi il tema del racconto dellโ€™avventura della costruzione di questa riproduzione, dei suoi viaggi in tutto il mondo e delle tante storie dei protagonisti che ne hanno calcato la scena.

Lo sforzo รจ stato quello di snodare un racconto coerente che fosse anche esso parte di uno spettacolo e di una scena e non creasse una crasi rispetto allโ€™esperienza di stupore che lโ€™Olimpichetto determina. Di qui la scelta di restaurare ed esporre i costumi originali – ancora custoditi dallโ€™Accademia Olimpica e sapientemente restaurati da Paola Girardi – come fossero attori e protagonisti che guardano la scena nei loro splendidi colori e tessuti. A partire da Edipo naturalmente, che con il suo vivido mantello rosso ad inizio percorso accoglie visitatori e fa da tramite verso una Tebe, che si palesa come una vera cittร , senza sipario.

In tale ottica lo Studio ha concepito tutto lโ€™allestimento, anche grazie a Studio Mama che ha curato la grafica, secondo un sistema di quinte, che dialogano da un lato con il mondo del teatro e che dallโ€™altro attraverso differenti altezze, volumi e colori, richiamano il tema delle due cittร , quella reale fuori dal salone e quella della finzione nel salone. Cerniera e sintesi di tutto, la Basilica Palladiana.

Per tutta la durata della mostra lโ€™Olimpichetto, rispettando la propria vocazione, ospiterร  spettacoli, concerti, conferenze, secondo un ricco programma, perchรฉ questa non รจ soltanto una mostra.


Credits

Direzione: Valeria Cafร , Musei Civici

Curatela: Ivan Stefanutti

Progetto Allestimento: Studio Gabbiani & Associati

La luce รจ stata scritta da marionanni

Progetto grafico: Studio Mama

Crediti fotografici: Studio Gabbiani & Associati


Marcella Gabbiani 

Marcella Gabbiani, laureata a Venezia allo IUAV, si occupa, attraverso la professione di architetto e un’intensa attivitร  culturale e associativa, della promozione dell’architettura e dell’interazione tra diverse discipline e arti.
Titolare dello Studio Gabbiani & Associati, si occupa di progetti integrati di grandi strutture, abitazioni, allestimenti, oltre che di restauro e di progetto urbano.

Dedica particolare attenzione al tema dell’inclusione e dell’accessibilitร  intesa in senso lato, attraverso il Design for All, un approccio progettuale che fa degli utilizzatori il centro della progettazione.
รˆ direttore del Premio Internazionale Dedalo Minosse alla Committenza di architettura.


Box

Ilaria Fantin _ Assessore alla cultura, al turismo e allโ€™attrattivitร  della cittร  di Vicenza

โ€œLโ€™emozione di accedere ai depositi comunali insieme a ENGIM e, successivamente, con la Soprintendenza, e di scoprire lโ€™eccezionale stato di conservazione dellโ€™Olimpichetto dopo tanti anni di riposo, si รจ trasformata subito nella consapevolezza di avere tra le mani una storia straordinaria da raccontare alla cittร  e ai turisti: quella della grande tournรฉe dellโ€™Olimpichetto, una parentesi di storia mai narrata prima.

Lo abbiamo affrontato come si fa con unโ€™opera dโ€™arte: non a caso IUAV ne ha realizzato rilievi e studi approfonditi. Eppure lโ€™Olimpichetto รจ soprattutto una macchina scenica da viaggio, un oggetto unico e speciale che ha portato Vicenza e Palladio nel mondo.

La Basilica Palladiana si รจ rivelata il luogo ideale per ospitarlo, quasi a ricordare che, prima della costruzione del Teatro Olimpico, proprio la Basilica accoglieva apparati scenografici effimeri. Lโ€™esposizione sta regalando grandi soddisfazioni e un riscontro straordinario: ad oggi oltre 25.000 persone hanno potuto ammirare lโ€™Olimpichetto e lโ€™allestimento della mostra-racconto.

Il commento piรน ricorrente e sentito รจ che lโ€™Olimpichetto sembra essere nato per ospitare spettacoli sotto la carena della Basilica Palladiana!โ€