Nella Libertà di una Storia

L’installazione di Ludovica Sitajolo realizzata all’interno della mostra
“Sogni e Miti di Hollywood, nel Pennello di Nano Campeggi”

Il 20 giugno 2024 è stata inaugurata la mostra “Sogni e Miti di Hollywood, nel Pennello di Nano Campeggi”. Il pittore e cartellonista toscano, scomparso ormai da qualche anno, considerato uno dei più importanti artisti grafici nella storia del cinema, è oggetto di una mostra presso lo spazio espositivo “La Vaccheria” di Roma, dedicata a lui dal Centro Internazionale Antinoo-Yourcenar..
Tra più di 100 opere di Nano Campeggi, Ludovica Sitajolo ha creato l’installazione “Nella Libertà di una Storia”. Un cavallo rosso rivestito di organza emerge dalle bobine della pellicola, galoppando nel grande spazio della Vaccheria verso la sua libertà, “la libertà di una storia”, grazie a un grande ventilatore che muove la criniera.
L’opera rappresenta l’impeto del cavallo in movimento, trasmettendo l’emozione di vitalità e libertà propria del galoppo sfrenato. Il rosso simboleggia il legame con l’opera “I Cavalli di Ben-Hur” di Nano Campeggi, dove i cavalli corrono in un inconfondibile sfondo rosso, catturando il movimento con dinamiche pennellate.
Per enfatizzare l’energia, l’artista ha utilizzato del tessuto di organza rossa che, per la sua trasparenza e capacità di catturare la luce, ricorda le pellicole cinematografiche. Questa trasparenza e gioco di luce sono simbolicamente collegati alle pellicole impressionate dalla luce.
L’opera intende sottolineare il legame con la cinematografia, esprimendo emozioni attraverso storie, come nella prima immagine in movimento creata da “Sallie Gardner at a Gallop” di Eadweard Muybridge nel 1878. I ventilatori, in questo caso, muovono la criniera del cavallo, creando un suggestivo movimento nell’aria che ricorda una danza.
Questo viaggio artistico invita a esplorare ricordi e emozioni, lasciando spazio a storie ancora da creare, tanto dentro di noi quanto fuori.

“Sogni e Miti di Hollywood, Nel Pennello di Nano Campeggi” La Vaccheria, Via Giovanni L’Eltore 35, Eur, Roma”

LUDOVICA SITAJOLO

Nasce a Roma l’11/11/1995 a Roma.
Da sempre affascinata a ogni forma artistica, si diploma al Liceo Artistico Caravaggio nel 2015. Nello stesso anno parte per studiare a Londra dove risiederà cinque anni. Qui frequenta il corso pre accademico al “Kensington e Chelsea College” specializzandosi in Fine Art. Successivamente consegue la laurea in Fine Art and Mixed Media presso l’University of Westminster.
Durante i corsi di studio, l’approccio al pensiero concettuale le permette di sviluppare un dialogo artistico tra spazio, luce e tempo definito mediante la realizzazione di istallazioni immersive; attraverso le quali lo spettatore possa entrare in un’altra dimensione. L’idea è che si possa vivere un’ esperienza unica, come una transizione tra immaginazione e realtà.
Affascinata dalla libertà di poter creare opere con oggetti di ogni genere, e di inventare una nuova identità ad un oggetto, che definisce: “come un allenamento a creare oltre la realtà con la realtà stessa”.
Nel corso degli anni espone in posti come la Biennale di Firenze, l’Archivio Centrale dello Stato, La Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, la Nuvola di Fuksas e altri. Al momento ha in corso un’esposizione pubblica dell’istallazione “Il Viaggio di Un Incontro” presso Monte Isola (Br) grazie alla vittoria della residenza d’artista di Città dell’Arte, Fondazione Pistoletto.
Concetti di libertà, di percezione, di dialoghi con il tempo e con lo spazio attraverso la luce, un gioco continuo con la stratificazione e la scomposizione della realtà. Occhi sempre puntati su qualcosa di nuovo e qualcosa che ancora non c’è.

ANTROPOCENE

MARIO DE LEO – MAX MARRA – GIOVANNI RONZONI

dal 17 maggio al 22 giugno 2024

Osservatorio del colore | Magazzino Merci Lissone
Via della Pinacoteca, 5/7A Lissone

Siamo tutti consapevoli di essere giunti alla fine di un’epoca e che un’altra sta per cominciare. Preoccupati per un futuro che si presenta incerto, e apparentemente privo di direzioni, ci accingiamo a lasciarci alle spalle un passato intrappolato in una mole di problemi ambientali, sociali, economici, dai quali dovremmo svincolarci per progettare un nuovo modello di vita sociale.

Mario De Leo, Max Marra, Giovanni Ronzoni, sono tre artisti che con le loro opere in mostra nell’ Ex Osservatorio del colore/Magazzino merci intendono stimolare nel pubblico riflessioni, critiche, letture contemporanee di questa Era storica che molte organizzazioni internazionali di geologi, scienziati, climatologi, chiamano Antropocene.
Un periodo caratterizzato da un fortissimo impatto geologico sull’ecosistema, provocato dall a intensa attività tecnologica prodotta dall’Homo Sapiens nel corso dell’ultimo secolo, che ha alterato profondamente gli equilibri del pianeta e creato inevitabili disagi. Le sculture, le installazioni, le opere grafiche, di Mario De Leo, Max Marra, Giovanni Ronzoni, esplorano in chiave artistica alcuni degli ambiti in cui questi cambiamenti si stanno manifestando sempre più velocemente nelle nostre vite.

Apertura: da martedì a domenica dalle 15.30- 19.00
Per info: sopramaresotto@gmail.com


EVENTI IN PROGRAMMA NEL CONTESTO DELLA MOSTRA

Martedì 28 Maggio ore 18.00
PRESENTAZIONE LIBRO
Oronzo Russo. Visuale cosmica
a cura di FORTUNATO D’AMICO

Oronzo Russo e Fortunato D’Amico presentano il libro Visuale cosmica, pubblicato da Giunti
Editore nel 2023.
Con questa pubblicazione d’arte dedicata alla Visuale Cosmica, Oronzo Russo trasforma i concetti
complessi legati alla vita e all’analisi del mondo circostante in opere d’arte che vanno oltre la
prospettiva convenzionale. La sua arte affonda le sue radici nel background formativo del disegno
tecnico e mostra chiaramente come la creatività possa emergere coniugando tra loro discipline e
temi diversi.
La costante ripetizione degli elementi iconici all’interno delle opere di Russo evidenzia la tecnica
compositiva dell’autore e sostiene una narrazione poetica orientata a intraprendere il viaggio
interiore e filosofico che coinvolge l’osservatore nell’ interpretazione di segni e di oggetti presenti
nelle opere, codificati in un linguaggio contemporaneo accessibile fortemente attratto dalla
comunicazione mediatica.
L’invito è quello di sensibilizzare il pubblico verso una profonda riflessione sui grandi sistemi e
sulle rivoluzioni epocali che stanno caratterizzando il nostro tempo, inclusi i nuovi orizzonti che si
aprono in varie aree dell’attività umana. Immagini estrapolate da internet, scattate con il cellulare,
semi di frutti recuperati dopo il loro consumo, insieme ad altri materiali e segni estemporanei
coloratissimi, restituiscono attraverso l’estetica della produzione artistica di Oronzo Russo anche il
segno di una personalità alla continua ricerca di conoscenza


Mercoledì 29 Maggio ore 18.00
PRESENTAZIONE DEI LIBRI D’ARTE:

PINA INFERRERA
Acque Fragili. Infrangibili Equazioni

a cura di FORTUNATO D’AMICO, edito da Editoriale Giorgio Mondadori

Pina Inferrera emerge come protagonista da Acque Fragili. Infrangibili Equazioni, un volume
ricco di immagini che traccia il percorso della sua ricerca artistica attraverso le sue serie
fotografiche più recenti. L’autrice si distingue per la sua attenzione sorprendente e per l’uso della
fotografia come strumento privilegiato per una percezione realistica e obiettiva, mantenendo
comunque una poeticità nella sua visione. Oltre alle immagini, il volume esplora anche altre forme
espressive come video e installazioni, offrendo così una prospettiva ampia e articolata sul lavoro
dell’artista. Il curatore del volume, Fortunato D’Amico, pubblicato dall’ Editoriale Giorgio
Mondadori ha selezionato oltre cento immagini e ha condotto un’intervista approfondita con
l’artista, arricchendo ulteriormente il contenuto del volume. Diversi contributi di illustri personalità
come Giovanna Brambilla, Sandro Orlandi, Nicoletta Ancona e altri arricchiscono ulteriormente il
contesto critico e interpretativo delle opere di Inferrera. L’evocazione di memorie archetipe e la
sensibilità verso l’evocazione emotiva conferiscono alle sue opere una profondità e una bellezza
straordinarie.
Attraverso l’obiettivo il volume offre uno sguardo sul suo dialogo di Pina Inferrera, con gli elementi
naturali, mettendo in risalto il fragile equilibrio tra l’uomo e l’ambiente circostante, con immagini
che narrano un rapporto delicato tra l’uomo e il mondo naturale.

Pina Inferrera, nata a Messina e residente a Mozzo (Bergamo), laureata all’Accademia di Brera, ha esposto le sue opere in numerose città italiane e internazionali. Il suo approccio artistico spesso si concentra sui reperti del consumismo industriale, simboli di una condizione umana contemporanea. Dall’anno 2000, ha
focalizzato il suo interesse sull’arte fotografica, esplorando il rapporto tra l’uomo e il suo ambiente.
Le sue opere sono state pubblicate su diverse piattaforme ed è stata invitata a esporre in musei d’arte
moderna e contemporanea, fiere d’arte e alla Biennale di Venezia.


ANTONELLA QUACCHIA

Orizzonti Sensibili / Sensitive Horizons
a cura di FORTUNATO D’AMICO, edito da Editoriale Giorgio Mondadori

Il volume, di Antonella Quacchia, Orizzonti Sensibili / Sensitive Horizons s i ispira in particolare a un ciclo di opere dell’artista, presenta una novantina di lavori – selezionati dal curatore Fortunato D’Amico – che ripercorrono la costante esplorazione di nuove modalità espressive della Quacchia, autrice sensibile e poliedrica. I dipinti e le altre realizzazioni a tecnica mista ne testimoniano la determinazione e la volontà di ricerca, qualità che l’hanno accompagnata in una prestigiosa carriera scientifica, oggi lasciata a favore della scelta artistica con esiti che appaiono interessanti per la critica e per il mercato. Testi di Chiara Canali, Fortunato D’Amico, Chiara Ferella Falda, Matteo Galbiati. Traduzione in lingua inglese.
“Non c’è nulla di inanimato nel nostro mondo, tutto si muove e tutto è in divenire.”
(Antonella Quacchia)
“I tempi liquidi di Antonella Quacchia scivolano sulle superfici delle tele colorate, animano una
dinamica formale dalla quale emergono le suggestioni e l’ascolto del mondo interiore.”
(Fortunato D’Amico)
Nata nel 1957 a Gorizia, dopo un periodo vissuto in Brasile rientra in Italia nel 1970, dove
frequenta la scuola media e il liceo scientifico. In seguito si iscrive alla Facoltà di informatica a
Torino e nel 1981 viene ammessa al programma “Summer Student” presso il CERN di Ginevra: è il
primo passo di una prestigiosa carriera scientifica. Fin da bambina attratta dal disegno e dalla
pittura, e folgorata nei primi anni Novanta da una mostra di Emil Nolde, dopo un problema di salute
inizia un periodo di riflessione interiore che la porta a riavvicinarsi all’arte con continuità. Nel 2019
si trasferisce a Vienna, dove si dedica esclusivamente alla pittura e dove, nel 2021, tiene la sua
prima personale. Da allora ha partecipato a mostre in Europa, Asia e Stati Uniti. Attualmente vive e
lavora tra Vienna e Praga.

M(A)Y FIBER – Percorsi di arte e tessile tra tradizione e sostenibilità

a Busto Arsizio la Venere degli stracci e il Terzo Paradiso

Dal 4 maggio al 2 giugno 2024, Busto Arsizio diventa un punto di riferimento per gli appassionati di arte tessile e sostenibilità con l’evento “M(A)Y FIBER – Percorsi di arte e tessile tra tradizione e sostenibilità”. Un’iniziativa che intreccia l’arte alla consapevolezza ecologica, inserendo al centro dell’attenzione due celebri opere di Michelangelo Pistoletto: la “Venere degli stracci” e il “Terzo Paradiso”.
La “Venere degli stracci” verrà esposta negli spazi delle Civiche Raccolte d’Arte di Palazzo Mariani Cicogna. Quest’opera, diventata un icona mondiale, è uno dei simboli più significativi del panorama artistico internazionale e dell’Arte Povera, movimento che esalta l’uso di materiali umili e di recupero, criticando il consumismo sfrenato della società moderna. La sua esposizione in un evento dedicato alla sostenibilità sottolinea il dialogo continuo tra arte e ambiente.
Accanto a questo importante pezzo, il cortile adiacente alle Sale Gemelle del Museo del Tessile ospiterà il “Terzo Paradiso”, un’installazione che raffigura la fusione tra il primo paradiso naturale e il secondo paradiso tecnologico, proponendo una visione di un futuro in cui umanità e natura coesistono armoniosamente. Il “Terzo Paradiso” è un forte richiamo alla responsabilità ecologica e alla necessità di un nuovo equilibrio tra uomo e ambiente.
L’evento non si limita alla sola esposizione di opere d’arte, ma diventa anche un laboratorio vivente sul tema della sostenibilità. Si terrà infatti un tavolo di lavoro che vedrà la partecipazione attiva della Fondazione Pistoletto, di artisti e di aziende locali, tutti impegnati a discutere e a proporre soluzioni sostenibili che possano influenzare positivamente la comunità e il tessuto industriale della regione.
“M(A)Y FIBER” si propone quindi come un vero e proprio crogiolo di idee e progetti che mirano a intrecciare la bellezza artistica con la consapevolezza ecologica, rendendo l’arte un motore di cambiamento e un mezzo per sensibilizzare il pubblico sull’importanza di pratiche sostenibili. Con queste premesse, l’evento di Busto Arsizio si candida a diventare un appuntamento imperdibile per tutti coloro che sono interessati a esplorare nuove vie per un futuro più verde e responsabile.

Giovanni Caccamo al Forum Change the World

Nel contesto del Forum Change the World tenutosi presso le Nazioni Unite, Giovanni Caccamo, in collaborazione con Jesse Paris Smith, Rebecca Foon, Antonio Spadaro e Alessia Zanelli, insieme all’’ONG Diplomatici e Pathway to Paris ha lanciato il progetto Youth and Future.
Il programma è l’estensione internazionale dell’iniziativa italiana Parola ai Giovani, un appello alle idee di cambiamento proposto nel 2022 da Giovanni e il suo team con l’intento di stimolare riflessioni significative, proponendo a giovani italiani di rispondere a due domande cruciali:
Cosa cambieresti nella società in cui vivi e come? Qual è la tua parola per il cambiamento? Le risposte ricevute sono state accuratamente raccolte nel volume Manifesto del Cambiamento, con il testo introduttivo redatta da Papa Francesco.
Giovanni Caccamo propone ora queste stesse domande a tutti i giovani del pianeta, indipendentemente da religione, origine, identità di genere o status sociale. L’obiettivo è la costruzione di un #ManifestoForChange globale, un’opera che raccoglierà le narrazioni, i desideri e le prospettive delle nuove generazioni, tracciando così le linee di sviluppo di un possibile futuro.
Numerose istituzioni accademiche si sono già unite a questa iniziativa, inclusi nomi come Yale University, Harvard University, Berklee College of Music, Wellesley College, UANL e UNIVALI, dando così avvio ad una fase del progetto allargata ad una. comunità più ampia e aperta ad una sempre più necessaria collaborazione internazionale.
Il Manifesto elaborato da Giovanni Caccamo ha bisogno dell’apporto di tutti, poiché il futuro necessita dell’impegno di ognuno di noi. Chiunque sia interessato può partecipare e ha portare il proprio contributo può unirsi al progetto collegandosi al sito manifestoforchange.org.
Media partner principale dell’iniziativa è la Banca Ifis, affiancata da Pulsee Luce e Gas e Alessia Zanelli. Hanno offerto il loro supporto Pathway to Paris, Andrea Bocelli Foundation, Paolo Maria Noseda e Joy Terekiev. Prada è nei crediti in qualità di outfit ufficiale del progetto.

LONDRA INCONTRA MOGOL

INSIEME A NATALIA AUGIAS E FORTUNATO D’AMICO

All’Istituto Italiano di Cultura di Londra, Venerdì 12 aprile 2024, si terrà il talk “Mogol. Pensieri e Parole”.
La serata, condotta da Natalia Augias, avrà come ospiti Mogol e Fortunato D’Amico,
che racconteranno al pubblico il percorso artistico e umano dell’autore dei testi poetici più cantati della musica italiana. Un viaggio allo scoperta di Mogol, arricchito dalle performance musicali di Gioni Barbera e Massimo Satta, che interpreteranno alcuni dei brani più noti dell’artista.
Mogol si è contraddistinto nel panorama della musica italiana e internazionale dei decenni trascorsi per la capacità di vestire le melodie e delle canzoni con una scrittura di testi perfettamente adatta ad interpretare lo spirito e il messaggio musicale.

Le sue parole sono diventate uno strumento ideale per promuovere, insieme alla poesia, un contenuto culturale alto da diffondere nella musica popolare, lasciando una traccia duratura nel tempo e condivisa da più generazioni. La sua opera, apprezzata e studiata ancora oggi, rappresenta un elemento prezioso dell’eredità culturale italiana maturata a partire dalla fine degli anni cinquanta del secolo scorso.

La carriera di Mogol, che ha preso il via nel 1955, si è distinta per le numerose e importanti collaborazioni che hanno costellato il lungo cammino professionale, tra cui spicca quella con Lucio Battisti. Insieme, hanno creato brani che appartengono ormai al patrimonio musicale globale.

L’impatto dei testi di Mogol sulla musica e sulla cultura in generale ha raggiunto un livello di rilevanza tale, sia a livello nazionale che internazionale, che sempre di più gli vengono attribuiti riconoscimenti da parte del mondo accademico, di critici e letterati.
Grazie all’eccezionale abilità di utilizzare magistralmente la lingua italiana e i suoi lemmi, e a una consolidata competenza in materia di metrica, rima e tecniche poetiche, Mogol è riuscito a esprimere emozioni e storie universali. Parlando di quotidiano, amore, ricerca spirituale e relazione con l’ambiente e la società, ha dato vita a opere di grande spessore tematico e formale. Tali lavori hanno contribuito a valorizzare e diffondere la lingua italiana nel mondo, avvicinando al contempo diverse generazioni alla poesia mediante la musica.

SILVIA RASTELLI

FRAM | MENTI

Si apre alla Galleria Biffi Arte la prima antologica piacentina di Silvia Rastelli: una affascinante ricognizione dei temi più cari all’artista e vicini alla sua sensibilità, a cura di Fortunato D’Amico. In mostra, oltre ai ritratti, una serie di istallazioni che compongono il complesso percorso di ricerca della giovane artista piacentina, sviluppato attorno al concetto di identità (anche e non solo femminile) con tutti i suoi estuari e le sue complessità.
Figlia d’arte, Silvia Rastelli esordisce giovanissima sollevando l’interesse di Stefano Fugazza che ne coglie tutta l’intelligenza artistica:
“Silvia Rastelli si muove coerentemente, dando vita a un mondo visivo in cui, più che l’intera figura umana, compaiono porzioni di un volto, in cui un unico occhio si spalanca, lievemente sgomento di fronte all’irrazionalità e all’insensatezza che là, fuori dal sé, sembra prevalere”.
E’ già a fuoco il tema del “frammento”: partendo dal presupposto per il quale concepiamo la realtà in forma fratta, Silvia Rastelli dà vita a una sorta di distopia in cui la figura umana si muove a piccoli pezzi. Un concetto su cui Rastelli costruisce, come ancora rileva Fugazza “una riflessione di ordine espressivo: un’indagine dentro le forme, circa il rapporto tra la forma e lo spazio, circa la corrispondenza tra i colori. Un’indagine, tuttavia, non fine a sé stessa, non ammalata di tecnicismo ma attenta anche alle ragioni dei sentimenti, all’ascolto delle emozioni”.
E accanto a una ispirazione sensibile, si muove una capacità tecnica matura e consapevole, che lavora su stesure cromatiche contrastanti a cui il supporto, in dialogo con le ombre, aggiunge spessore. E della sua tecnica scrive Francesco Poli: “Queste opere, con solidi confini quadrati o rettangolari, nascono dalla combinazione fra tre fondamentali componenti che interagiscono fra loro in modo equilibrato e sinergico: il disegno, la superficie del supporto, e il colore.
Il disegno in bianco e nero, tracciato a graffite, emerge dalla chiara superficie lignea che viene percepita come l’incarnato dei volti, e viene circoscritto dalle stesure cromatiche che funzionano da sfondo, e che sono altrettanto essenziali nell’economia complessiva della composizione, come indispensabile contrappunto”.
Un percorso delicato eppure potente, che trova la sua sintesi più eloquente nella chiosa di Fortunato D’Amico: “La poetica di Silvia Rastelli, intensa, immensa, profondamente ancorata ad una sensibilità attenta a ristabilire equilibri sociali e sentimenti di solidarietà, abbraccia tutta l’umanità in un corale respiro pittorico”.

Vota Borealis, un’Aurora immaginaria… nel nuovo contest di Reale Mutua per aiutarci ad aprire il nuovo spazio dedicato all’arte e alla comunità

Con il nuovo progetto “Borealis: un’Aurora immaginaria” Kaninchen-Haus APS è trai finalisti del contest #OurPeople4People di Reale Mutua Foundation.
Se saremo trai 4 progetti più votati riceveremo un contributo di 10.000 euro che utilizzeremo per rendere sicuro e accessibile lo spazio e per creare un “cubo” insonorizzato per ospitare concerti, dj-set ed eventi dal vivo.🎤
💥Abbiamo bisogno di tutto il vostro supporto per vincere!
Il punteggio si ottiene dalla somma dei voti che raccoglieremo sul sito del progetto + instagram + facebook, per cui votate su tutte le piattaforme!🤳

Ecco le istruzioni:

1) andate alla pagina https://realefoundation.org/it/contest/our-people4people-2024/borealis-unaurora-immaginaria-2333.html date 5 stelle al progetto, inserite il vostro nominativo e la mail e votate (vi arriverà subito una mail con la richiesta di conferma)
2) su Instagram: mettete LIKE👍 a questo post
https://www.instagram.com/p/C4vXoQ5o5-M/?utm_source=ig_embed&ig_rid=e04581bd-ba55-4ce5-8480-1c8b5fa1a260
3) su Facebook: un bel LIKE👍 a questo post
https://www.facebook.com/RealeFoundation/posts/pfbid02Wuh1xPCgAieXQMeuGkb4cc9mjrpXSHAvBiXHEJqZU8VhVdgWsM1zrYE7L478UHa7l

Ricordatevi di votare su tutte e tre le piattaforme e di fare votare i vostri amici e i vostri parenti, vicini e lontani

ALDO PALLANZA

La mostra allo Spazio Big di Via Santa Marta a Milano

Nel suggestivo Spazio Big Santa Marta a Milano, si tiene fino al 30 marzo 2024 una straordinaria personale milanese dell’artista e designer della calzatura, Aldo Pallanza, intitolata “Profumo di Donna”. Curata con maestria da Fortunato D’Amico, la mostra celebra la straordinaria carriera di Pallanza, figura di spicco dell’industria calzaturiera italiana, e espone le sue opere che testimoniano la sua profonda dedizione alla comprensione del mondo femminile. Fin dagli anni del dopoguerra, Aldo Pallanza ha dimostrato un’ampia gamma di talenti espressivi e creativi, mettendo al servizio dell’industria calzaturiera la sua ingegnosità, la sua maestria tecnica e la costante ricerca di soluzioni innovative. La mostra offre un viaggio nel tempo attraverso le calzature esclusive create da Pallanza che hanno decorato i piedi di innumerevoli donne, incluso icone di bellezza come Sophia Loren, contribuendo a esaltare e valorizzare la personalità di ciascuna di esse.

“Profumo di Donna” è il filo conduttore scelto quale tema dominante della mostra, ideato dal curatore per narrare l’opera di un vero maestro. Pallanza, specializzatosi in un’esplorazione dell’universo femminile, ha dedicato la sua arte alla creazione di calzature raffinate, su misura per una donna elegante e misteriosa. Attraverso le sue opere, l’artista dipinge con maestria l’universo della femminilità, celebrando la determinazione, la passione, la bellezza interiore e la sensibilità delle donne. Le opere esposte sono un tributo all’essenza e alla complessità del mondo femminile, riflettendo una varietà di emozioni e concetti che vanno dalla grazia alla passione, dalla determinazione alla sensibilità più profonda. Ogni rappresentazione femminile proposta da Pallanza è un ritratto unico che mette in risalto l’individualità e il fascino di ogni donna.

Al di là delle opere esposte, la mostra offre un’esperienza multisensoriale arricchita da un ciclo di conferenze aperte al pubblico, organizzate nel corso delle giornate di esposizione. Esperti del settore artistico e culturale hanno condiviso approfondimenti sul tema della femminilità nell’arte, con interventi di personaggi di spicco come Paola Greggio, Elisabetta Pieragostini, Pina Inferrera e Oronzo Russo.

La visione artistica di Aldo Pallanza, contraddistinta da un equilibrio armonico tra figurativismo e astrattismo, riflette la sua profonda interpretazione del ruolo dell’arte nella trasformazione della società e nella valorizzazione della figura femminile. L’esposizione milanese si pone come una testimonianza tangibile del suo impatto nei cambiamenti sociali e nella crescita culturale del mondo contemporaneo.

Il catalogo di Aldo Pallanza è pubblicato dall’ Editoriale Giorgio Mondadori

ROGER BALLEN E JOEL-PETER WITKIN

THE UNCANNY LENS | LA LENTE INQUIETANTE

Esplorando L’Inquietudine Visiva: La Mostra Fotografica di Roger Ballen e Joel-Peter Witkin a Castel Ivano

Nel suggestivo scenario della cornice medievale di Castel Ivano, in Trentino, ha preso vita una delle prime mostre in Italia del tour internazionale di Roger Ballen e Joel-Peter Witkin. Dal 16 marzo al 13 aprile 2024, l’esposizione “The Uncanny Lens/ La Lente Inquietante” ha aperto le porte agli amanti dell’arte per un viaggio nella mente e nella creatività di due maestri della fotografia in bianco e nero. Curata da Fortunato D’Amico e organizzata dall’associazione culturale Chirone con la direzione artistica di Fulvio de Pellegrin e Paolo Dolzan, questa mostra unica ha presentato 60 opere fotografiche, 30 per ciascun artista, che abbracciano decenni di carriera eccelsa.

Nel meraviglioso catalogo della mostra curato da Fallone Editore, contributi critici di autori illustri come i filosofi Sergio Fabio Berardini e Alessio Caliandro, il poeta Michelangelo Zizzi, e i critici Fiorenzo Degasperi e Mauro Zanchi hanno arricchito l’esperienza artistica. “The Uncanny Lens/ La Lente Inquietante” si propone di sfidare gli spettatori a esplorare l’inconscio attraverso l’inesauribile potenza della fotografia. Le opere di Witkin e Ballen, con il loro approccio non convenzionale alla condizione umana, alla psiche e al grottesco, aprono le porte a un nuovo mondo di percezioni e interpretazioni. L’aspetto perturbante delle immagini non fa che rinforzare l’impatto delle opere, creando un viaggio visivo e mentale unico e coinvolgente.

Attraverso la mostra, emerge chiaramente il profondo dialogo instaurato negli anni tra due giganti della fotografia. Joel-Peter Witkin, con le sue nature morte straordinarie e grottesche, e Roger Ballen, con il suo vocabolario visivo intriso di elementi decadenti e surreali, offrono uno spaccato unico e affascinante della condizione umana e della creatività umana. Ballen, con la sua importante carriera iniziata nel campo della fotografia documentaria e evolutasi verso mondi romanzati complessi e suggestivi, si distingue per i suoi “psicodrammi esistenziali” che esplorano il subconscio e le emozioni represse. Witkin, d’altro canto, con le sue tableaux elaborate e provocatorie, sfida costantemente i concetti di bellezza e normalità, portando l’osservatore in un viaggio nell’inquietante e nell’inaspettato. Il sostegno del Comune di Ivano-Fracena e di vari enti e sponsor ha reso possibile questa straordinaria esposizione che, gemellata con la mostra “Comunicare con l’Invisibile/ Tèchne, spirito, idea”, si pone come un tassello fondamentale nel panorama artistico contemporaneo.

IL POTERE DELLA CIRCOLARITA’

UN VIAGGIO VERSO IL TERZO PARADISO

Nel suggestivo scenario del Castello di Galliate, il cuore della creatività e dell’impegno collettivo ha pulsato con forza durante la manifestazione “Sintonie, il coraggio di essere liberi”. Organizzata dalla Fondazione Apri le Braccia, il 17 marzo 2024 è stata una giornata indimenticabile dedicata al Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto. Artisti, scuole e associazioni culturali hanno unito le proprie menti e mani per regalare al territorio una mostra straordinaria.

La circolarità dei concetti di speranza, armonia e responsabilità ha preso vita attraverso opere che richiamano alla mente il valore del consumo responsabile, della salvaguardia ambientale e della trasformazione dei pensieri in espressioni artistiche. Tra poesia e bellezza, l’impatto emotivo della mostra è stato travolgente, suscitando riflessioni profonde e cambiamenti interiori.

Un’encomiabile menzione va a Paolo Lo Giudice, protagonista dell’opera “Circolarità”, creata con il recupero di ruote di biciclette insieme ai ragazzi del centro. Le scuole e le associazioni coinvolte hanno dimostrato un impegno straordinario: l’Istituto Comprensivo Bellini e Antonelli di Novara, il Liceo Artistico-Musicale-Coreutico “Felice Casorati”, insieme a IPSEOA “Pastore” e molte altre realtà culturali che hanno contribuito con opere suggestive.

Il Comune di Vaprio D’Agogna merita un riconoscimento speciale per aver ospitato il primo dipinto sul Terzo Paradiso nella provincia di Novara, nel formidabile murale realizzato nel 2018 da Gianluca Raro. Il coinvolgimento del pubblico ha confermato il forte interesse verso gli ideali simboleggiati dal Terzo Paradiso, mostrando la potenza dell’unione nella promozione di valori di pace, solidarietà e sostenibilità.

In un mondo in cui la collaborazione e la condivisione sono fondamentali per costruire un futuro migliore, la manifestazione “Sintonie” ha spianato la strada per nuove iniziative che ispirino una comunità più consapevole e coinvolta. Grazia Simeone, con il suo impegno e la sua visione, ha illuminato il cammino verso un’armoniosa circolarità di idee e azioni che possa guidarci verso un domani più sereno.

Grazie a tutti coloro che hanno reso possibile questo straordinario evento e che continuano a diffondere speranza e positività attraverso la bellezza dell’arte e della collaborazione. Ci auguriamo che questo viaggio verso il Terzo Paradiso continui ad ispirare e guidare la nostra comunità lungo un sentiero di crescita e rigenerazione.