ALFREDO RAPETTI MOGOL. LE MIE PAROLE

di Valentina Facchinetti

Alfredo Rapetti Mogol, in arte Cheope, noto autore di testi musicati, pittore e scultore italiano espone al castello sforzesco di Vigevano in provincia di Pavia, alcune delle sue opere riunite in una mostra curata da Fortunato D’Amico.
La mostra intitolata “Le Mie Parole” espone le sue opere contraddistinte dal tema di scomposizione alfabetica, lasciando all’osservatore il compito di ricomporre la frase e comprenderla.
L’obiettivo principale, come ha raccontato lui stesso all’inaugurazione della mostra è quello di dare un nuovo senso a frasi semplici, che conosciamo tutti, sia dal punto di vista estetico che concettuale, dividendole in isole letterarie in modo che trascendano lo spazio e il tempo attuale.
Data la sua prolifera carriera di autore risulta naturale che le sue opere rimangano nell’ambito del linguaggio e del suono. Una scomposizione alfabetica, la sua, che a tratti lascia trasparire un ritmo e una musicalità visiva che ricorda la metrica della poesia.
Come racconta lui stesso durante il workshop introduttivo Scrivere una canzone, nella sua vita l’arte gioca un ruolo di mantra e ispirazione; se normalmente in musica si ritrova a collaborare con altri artisti, lo spazio creativo del suo studio diventa un momento individuale, dove si ritrova con se stesso e le sue creazioni pittoriche.

GENOVA DESIGN WEEK 2021

In occasione della Genova design week 2021 ecco alcuni appuntamenti organizzati da Pensare Globalmente Agire Localmente:

📌 Venerdì 18 giugno ore 16:00 SLOW ARCHITECTURE con Enrico Frigerio e Fortunato D’Amico – Palazzo Marc’Antonio Sauli, Genova

📌 venerdì 18 giugno ore 17:00 FIFTY SHADED OF GREEN con Giorgio Scianca e Fortunato D’Amico – Palazzo Marc’Antonio Sauli, Genova

📌 sabato 19 giugno ore 15:00 IL DESIGN E L’ARCHITETTURA DELLE SMART CITIES con Giulio Ceppi , Massimo Facchinetti e Fortunato D’Amico – Palazzo Marc’Antonio Sauli, Genova

📌 sabato 19 giugno ore 16:00 AGENDA 2030 PENSARE GLOBALMENTE AGIRE LOCALMENTE con Enzo Eusebi e Fortunato D’Amico – Palazzo Marc’Antonio Sauli, Genova

Festival della Poesia Vigevano. Daniela Pellegrini: Manuale di Sopravvivenza Poetica

Domenica 6 Giugno 2021, ore 17.00. Strada Sotterranea del Castello Visconteo Sforzesco di Vigevano. All’interno della mostra di Cesare Giardini “A riveder le stelle, sulle strade di Beatrice”

Presentazione del Manuale di Sopravvivenza Poetica di Daniela Pellegrini con la partecipazione di Giovanni Ronzoni  e Fortunato D’Amico. Presenta: Vito Giuliana.


Daniela Pellegrini artista romana dedita a percorsi trasversali sulla parola poetica, riceverà nei prossimi giorni l’onorificenza del Premio Internazionale di Poesia e Letteratura Arte Visuale, per il terzo posto raggiunto nella sezione Poesia Silloge Inedita a Tema Libero.Il premio, giunto alla  quarta edizione, ha raggiunto la quota i oltre 350 partecipanti,  ha tra i suoi giurati nomi eccellenti della cultura internazionale, tra questi Rodolfo Vettorello, candidato al Premio Nobel della Letteratura 2020, Hafez Haidar, candidato al Premio Nobel per la Pace 2017, tra i principali curatori e traduttori in italiano dell’opera di Khalil Gibran, Giovanni Ronzoni, poeta e promotore culturale, vincitore di numerosissimi premi, e curatore della rassegna Festival della Poesia Vigevano. La cerimonia di premiazione si svolgerà il 12 giugno 2021 all’Isola d’Elba.

La raccolta poetica di Daniela Pellegrini, è frutto di un lavoro collettivo, in cui vengono coinvolti passanti e persone conosciute solo occasionalmente. E’ stata realizzata a tra Roma e Parigi nei periodi precedenti, durante e dopo gli attentati terroristici all’ormai noto locale  Bataclan. Scrive nel saggio di presentazione Fortunato D’Amico: La poesia collettiva, qui proposta nelle espressioni di una scrittura immediata, non mediata dalla razionalità ma sospinta dall’istinto precoce dal piglio uraniano, è stata elaborata nel corso delle esperienze che Daniela Pellegrini e le sue compagne di viaggio hanno inteso intraprendere per sperimentare l’ebrezza della parola poetica, estetizzante, inebriante. Un’immersione nella poesia di gruppo rivelata come un rosario tra le strade e le piazze che uniscono Romae Parigi, alla ricerca di un punto medio di equilibrio difficile da conseguire, accessibile solo a chi, dopo l’accadere di eventi destabilizzanti, ha deciso di soffermarsi a sviluppare, con grande cura, attente e mediate riflessioni sulla natura dell’Essere.

La pubblicazione è accompagnata dalle fotografie scattate negli stessi periodi da Daniela Pellegrini. Vito Giuliana, promotore del Festival della Poesia di Vigevano, attento cultore della poesia ed esso stesso poeta, ci guiderà in questo particolare  sentiero della prosa poetica, che si sviluppa fuori dagli ordinari percorsi ordinari della letteratura di settore, per comprendere come oggi la parola poetica si confronta con la società del terzo millennio

Cesare Giardini. A riveder le stelle,sulle strade di Beatrice

a cura di Fortunato D’Amico

dal 5 al 27 giugno 2021

Inaugurazione Sabato 5 Giugno – Ore 11.30

A riveder le stelle, alla ricerca di Beatrice è il titolo della mostra di Cesare Giardini , curata da Fortunato D’Amico, che sintetizza perfettamente il lavoro sin qui compiuto dall’artista, proiettato in una dimensione della pittura sempre più fluttuante in un universo favolistico, dove vita reale e fantasia diventano una cosa sola.
E se a Dante spetta il titolo di poeta “pellegrino”, altrettanta candidatura e onorificenza è da attribuire a Cesare Giardini, che attraverso la sua arte ha costantemente elaborato il tema del viaggio, intessendo trame narrative appropriate all’ esplorazione di paesaggi fantastici, immaginati in un dimensione onirica proiettata verso una possibile Terra Promessa.
Come nella Divina Commedia la percezione del viaggiare in luoghi impossibili, surreali ed estremi, si sottrae alla condizione temporale. L’orizzonte degli eventi è sospeso in una immaginaria linea di equilibrio tra passato e futuro e condiziona le movenze dei personaggi rappresentati, non più assoggettate alla caducità stagionale ma innalzati in una sfera della metafisica per diventare essi stessi il tramite per la comunicazione di messaggi ancestrali nella dimensione umana.
La vita dell’artista stresso è il suo percorso sono lo specchio di questa ricerca della Verità, aggrovigliata nell’intrigo enigmistico dei sui racconti pittorici.
La Donna ideale, la Beatrice dantesca che apre spiragli su universi paradisiaci e infiniti è il tema attorno a quale ruota il senso di questa mostra allestita all’interno della Strada Sotterranea del Castello Visconteo Sforzesco di Vigevano. Cesare Giardini rimanda ai sui personaggi femminili, già conosciuti in altre occasioni espositive ma che oggi nella loro rilettura, ispirata dalle celebrazioni dantesche e dalle recenti clausure forzate dalla pandemia, acquisiscono un’are più ampia di significati inducendo nuove letture. Un omaggio anche alle donne cantate nei testi delle canzoni scritte da Alfredo Rapetti Mogol, raffigurate in un trittico e in dialogo con due nuovi olli su tela che presentano Dante e Beatrice in ambientazioni vigevanesi. Altri quadri storici di Cesare Giardini, come quelli ispirati alla Gilda del Mac Mahon o ad alle protagoniste di canzoni celebri del passato, completano l’universo della femminilità sublimata dall’artista e accompagnano il visitatore nel magico modo delle meraviglie illustrato dall’artista anche nelle altre tele in mostra che hanno come tema il viaggio in luoghi dove solo al pensiero fantastico e concesso avvicinarsi.


Strada Sotterranea del Castello Visconteo – Sforzesco di Vigevano
dal 5 al 27 giugno 2021
Inaugurazione Sabato 5 Giugno – Ore 11.30

CESARE GIARDINI

A RIVEDER LE STELLE,
SULLE STRADE DI BEATRICE

a cura di Fortunato D’Amico

Orari
Da Martedì al Venerdì ore 11.15-12.30 | 17.15-19.30
Sabato e Domenica ore 10.30-12.45| 15.15-19.30
email: art@cesaregiardini.com




Julia Krahn. L’eterno ritorno

Hilde + Lutz: viaggio dentro la resilienza
di Cynthia Penna

Sembrerebbe una storia d’amore e in effetti lo è ; ma a me è sembrata molto di più quando lo scorso anno sono entrata casualmente in contatto con due scritti che Lutz aveva inviato a Hilde dal gulag sovietico in cui era stato imprigionato sul finire della II Guerra Mondiale.
Un storia di caparbietà, di resilienza, di persone che hanno creduto fortemente nella vita e nei loro sentimenti più di ogni difficoltà o accadimento contingente; che hanno superato solitudine, distanza, carcerazione, dolore fisico e morale, paura, straniamento e che hanno voluto con la loro fede modificare il destino. Eppure non vorrei chiamarlo amore: mi sembra di sminuirlo adoperando un termine super-caricato di ambiguità, di falsità e di banali aspettative. Ma quello tra Hilde e Lutz è stato tanto più di un amore: devozione, cura, ardore, meraviglia, solidarietà, complicità, vicinanza, perseveranza, calore, dolcezza, affetto, bene; e poi ancora religiosità, morale, filosofia, ideale, fede, coscienza, Natura.

Julia Krahn, artista di origine tedesca e nipote di Lutz, ha ritrovato le cartoline da lui inviate a sua moglie Hilde e per anni si è dedicata ad una ricerca che dal personale/familiare ha assunto prospettive tematiche più universali e si è poi codificata in un corpus di opere molto vasto e tutt’ora in produzione .
Siberia: gulag: per interminabili anni Lutz è stato imprigionato in un mondo ostile da tutti i punti di vista: ambientale e politico ma non relazionale con altri esseri umani che come lui subivano l’internamento o, come sua moglie, ne assistevano ab externo.
Ispirata dalla resistenza di Lutz e Hilde che hanno lottato contro la barbarie della sopraffazione e non hanno lasciato che le loro menti e i loro spiriti si imprigionassero dentro la perdita di identità morale, Krahn investiga i vari modi alternativi di essere nel mondo e di atteggiarsi nell’attuale situazione globale come atto di resistenza della mente, della propria spiritualità e della propria area sentimentale messe a dura prova da situazioni di isolamento e di paura. Concetti quali l’empatia e la solidarietà sono espansioni o modalità esecutive del concetto di resilienza che oggi appare come un nuovo spirito del Tempo, come una condizione che afferisce direttamente alle nostre vite, indicando una modalità di espressione e di esecuzione del nostro quotidiano percorso.
Krahn suddivide il lavoro per “capitoli” corrispondenti a serie di opere diversificate per materiali ed espressione estetica.

RISONANZE
Prendendo a prestito la parola dalla scienza musicale la Krahn crea forme organiche di argilla bianca che da un lato si riconnettono alla natura e dall’altro posseggono una propria anima data da una sensualità marcata che riconduce all’idea di amore come metafisica del pensiero amoroso.
Hilde da un lato è donna, dall’altro è puro ideale; un concetto di amore che prende a pretesto, ma solo a pretesto, una persona fisica, per esprimere un sentimento globale e universale di affezione e attaccamento alla vita.
Da un gulag e dalla reclusione, dalla mancanza di libertà, dalla sofferenza fisica e morale, nasce un pensiero universale filosofico relativo all’amore che si oggettualizza in una persona più per focalizzarne il contenuto e dargli quell’aura di tangibilità e di realtà che lo rende meno evanescente e più concreto.
La sensualità delle sculture di Krahn materializza il sentimento in un oggetto reale così come ha fatto Lutz materializzando il suo pensiero attraverso il ricordo di Hilde.
Materia plasmata lentamente, come impastata sotto le mani dell’artista così come il pensiero d’amore è stato plasmato da Lutz lentamente negli anni .
L’oggetto materializza quell’atto di donazione di sé fatto da Lutz a Hilde e dall’artista all’arte.
ORGANI li chiama Krahn, ma sono piuttosto oggetti snaturati della loro realtà funzionale per assumere piuttosto un forte valore simbolico.
La forma organica serve all’artista proprio per esprimere attraverso la sensualità dell’oggetto, la propria carica emotiva. Le forme organiche così elaborate rimandano immediatamente a parti del corpo ; cuori, vagine, organi che presentano tutti delle aperture, dei canali di comunicazione; aperture che devono essere colmate di fluidi , acqua, sangue, sperma, suono, vita insomma. O piuttosto delle “stanze di attesa”, luoghi dove si determina, si definisce e si perpetua un accadimento della vita. Il passaggio di onde, fluidi, suoni attraverso quelle cavità pronte a riceverli, determina la nascita di un accadimento che dallo stato fisico assume proporzioni estetiche, filosofiche ed emozionali.
Le vie di accesso, di uscita, di comunicazione sono presenti a definire la funzione vitale del tutto.
L’amore in sé è vita .
Indissolubilmente legati insieme, concetto e oggetto sono interconnessi nel profondo; una sensualità tattile dell’oggetto; una struttura scultorea dove la plasticità si fonde alla sensualità.
Un’esperienza tattile oltre che visiva.
Un lavoro su quel che il ricordo, la memoria può creare nella mente umana e un lavoro sul Tempo come elemento di trasformazione e radicamento di sentimenti.

ETERNO RITORNO o a-temporalità di un sentimento
Il corpo di opere che conferisce il titolo alla mostra L’Eterno Ritorno, è costituito da incisioni su vetro dal titolo “ETERNO” che riproducono le originarie lettere inviate da Lutz a sua moglie Hilde incise su lastra di vetro e da “RITORNO”, stampe in serigrafia delle medesime lettere che, come afferma l’artista: “riprendono l’estetica mozzafiato della scrittura originale”.
Nelle incisioni su vetro l’artista ha voluto come fissare per sempre attraverso una forma di scultura e di incisione il contenuto degli scritti di Lutz. Oltre alla bellezza della grafia in sé che ha un valore estetico di per se stessa, nelle opere si risolve la necessità di rendere a-temporale un contenuto simbolico che non è più afferente all’intimità di due persone ma acquisisce tout court un accento universale. Scavare nel vetro quella grafia così particolare di Lutz non è soltanto un omaggio all’individuo, bensì un atto di comunicazione universale e a-temporale col quale si “congela” nel tempo un’idea, un sentimento, un atto di resistenza e li si trasmettono alle generazioni a venire.
Nelle stampe serigrafiche si procede invece per sovrapposizione di immagini e scrittura: agli scritti inviati da Lutz a Hilde vengono sovrapposte immagini di luoghi tratte da fotografie che la stessa Krahn ha scattato in un suo viaggio in Siberia nel 2006/2007, sulle tracce di suo nonno. In queste opere si effettua una sovrapposizione non più solo fisica e reale di due oggettività (la cartolina e l’immagine fotografica), bensì si opera una traslazione temporale e spaziale di un evento dando vita ad una fusione di tempi, luoghi e personalità. La Krahn opera attraverso se stessa quel “ritorno” di Lutz non solo nella sua vita, ma nella vita di chiunque si accosti alle opere. Un lasciar rivivere Lutz e Hilde in ognuno di noi spettatori di un evento e di un sentimento perpetuo.
Le opere inoltre vengono immerse in una colorazione Pop/Fluo che ne sdrammatizza il contenuto e ne attualizza la forma estetica e le rende avulse dalla loro stessa temporalità. Il dinamismo del colore le astrae da qualsiasi collocazione temporale e le proietta in un presente/futuro conferendo universalità al loro contenuto.

LACRIMOSA
Le opere di questo ciclo sono dedicate alla madre dell’artista che “qui diventa tassello che la connette, attraverso la carne, ai suoi nonni”.(Krahn)
La dicotomia tra pesantezza della base in metallo e la levità della lacrima che si libra in aria come una pietra preziosa nel suo alloggiamento, ci danno il senso di un sentimento di integrità e resilienza morale ed esistenziale a fronte di ogni avversità che mira ad annullare perfino l’identità morale ed affettiva.
La trasformazione attraverso l’atto artistico della lacrima dallo stato liquido allo stato solido diventa simbolo di sentimenti che si possono esprimere con lacrime: dolore, godimento, gioia, tristezza: tutti sentimenti forti, potenti che fanno sì che le lacrime pesino, diventino pesanti, corporee, corpi solidi che hanno uno spessore e un peso.
La struttura sferica, che è anche presidio di cura dalle malattie nella cultura cinese, diventa simbolo di “pausa dal dolore”, ovvero mezzo per curare una malattia che afferisce all’anima e non al corpo. Ma la
struttura sferica nella cultura occidentale è sinonimo di scorrimento, di flusso di liquido che muovendosi si trasforma costantemente: tutto scorre, tutto si trasforma: la rotazione, il moto rotante della sfera è l’accadimento cui la nostra vita è costantemente sottoposta: simbolo del Tempo, dello scorrimento del tempo, del moto del tempo, inarrestabile e continuo.

Dedalo Minosse – Edizione 2020/2021

Dialogo con i protagonisti dell’architettura

Luca Molinari. Raccontare l’architettura: mostre, musei ed eventi. Nuove prospettive

  • LUOGO:Conferenza online
  • DATA:26 maggio 2021 ore 17.00

Settimo appuntamento per i Dedalo Minosse Talk!

In “Raccontare l’architettura: mostre, musei ed eventi. Nuove prospettive” Luca Molinari si interrogherà, con l’aiuto del giornalista Giorgio Tartaro, su come parlare di architettura fuori dall’emergenza della pandemia.

Biennali, mostre permanenti, musei, installazioni, monumenti, luoghi comuni: ogni spazio può diventare occasione per raccontare l’architettura e la sua complessità.

In un tempo di profonda trasformazione ogni evento deve diventare un laboratorio partecipato di sperimentazione che veda nel progetto un centro necessario di rigenerazione.

Conduttore dell’evento Giorgio Tartaro, giornalista e autore televisivo per Rai e Sky Leonardo / Alice / Case Design Stili. Amico del Premio Dedalo Minosse, si occupa di progetti per la comunicazione di architettura e design.

Iscriviti anche se non potrai partecipare all’evento per ricevere il video della diretta da vedere quando vorrai!

https://www.dedalominosse.org/ita/2021_nuove_prospettive.php

Giorgio e Silvia Rastelli.HUMAN GENERATION.Un viaggio dalla terra alle stelle

a cura di Fortunato D’Amico

Strada Sotterranea del Castello Visconteo-Sforzesco di Vigevano

8 – 30 maggio 2021

Inaugurazione Sabato 8 maggio Ore 17.00

Sono passati 700 anni dalla morte di Dante Alighieri e, nonostante la pandemia del Covid, il mondo intero celebra l’arte del Sommo Poeta e, con essa, la sua opera più importante: La Divina Commedia, uno dei maggiori capolavori della letteratura mondiale di tutti i tempi. Per questa occasione Vigevano gli dedica una mostra speciale, ispirata ad alcuni episodi narrativi del suo lavoro: una selezione di opere realizzata da una coppia di artisti, Giorgio e Silvia Rastelli, rispettivamente padre e figlia, che verranno esposte lungo il percorso della Strada Sotterranea del Castello Visconteo-Sforzesco di Vigevano.

Il viaggio che dalla terra conduce alle stelle, illustrato dalle sculture lignee di Giorgio e dai ritratti di Silvia, è un’avventura vissuta tra le insidie della natura umana e le vie della consapevolezza, della responsabilità individuale e collettiva. Una Divina Commedia rivisitata secondo una critica rilettura della contemporaneità del nuovo millennio, in cui le contraddizioni in essere, i conflitti e le ingiustizie generate dal cambiamento epocale, proiettano ombre inquiete sul futuro dell’umanità, in bilico verso il baratro, sulla soglia del non ritorno. Volti e corpi in movimento in cerca di equilibri stabili che raccontano drammi, felicità, storie e speranze di gente comune con dentro qualcosa di speciale. Un’umanità in pericolo così come la sua permanenza in un pianeta che un tempo era stato designato come luogo del paradiso terrestre.

Ampiamente vessato dai propri errori, giunto al capolinea dopo una lunga corsa autolesionista, il genere umano è oggi in cerca di soluzioni e rimedi più efficaci per purificare l’aria di casa e quella del pianeta. I protagonisti della Commedia in mostra, suddivisa in quattro sezioni, Foresta Oscura, Inferno, Purgatorio, Paradiso, sono descritti con l’abilità e la dovizia minuziosa dei due artisti, entrambi capaci di esaltare il talento di ciascuno dei soggetti presentati, privilegiando la pulizia dei dettagli, la semplificazione del linguaggio, la purezza dei colori, la discrezione e l’eleganza degli equilibri continuamente ricercati e intesi quale finalità stessa del lavoro artistico.

L’artista è il creatore di scenari surreali, ma di fatto possibili, di mondi fantastici in grado di volgere verso la redenzione e la trascendenza planetaria ciò che in precedenza è stato corrotto. Ma ora, che ha espiato tutte le sue colpe, è pronto a generare nuove energie, impulsi e spinte per fare girare il mondo nella giusta direzione, fino a scendere nelle viscere della nostra amata terra per poi ascendere verso le alte stelle del cielo senza più paure, inibizioni ed ostacoli temporali provocati dall’ignoranza.

Le sculture lignee di Giorgio Rastelli creano concetti dalle forme dinamiche sospese, altalenanti, svolazzanti in ambienti atemporali frequentati da specie animali, elementi di natura e figure danzanti che insieme danno origine ad atmosfere connotate da un grande rigore estetico.

I personaggi di Silvia Rastelli e Giorgio Rastelli dialogano tra loro, immersi in questo clima rarefatto, ma intenso di contenuti e allegorie, sottraendo al tempo la caducità e la provvisorietà degli Esseri viventi anelando, una dietro l’altra, storie e visioni poetiche in virtù delle quali è possibile rigenerare i grandi topoi narrativi. Ispirati dal silenzio della loro presenza si possono udire le voci e le parole che risuonano empatiche con i versi e la poesia del Sommo Poeta, vaganti nell’etere e alla ricerca di una fratellanza ideale, un’amicizia universale, che ha la necessità di condividere, nel profondo dell’intimità e dei sensi, le aspirazioni più vere e sincere dell’anima.

Un linguaggio, quello di Silvia Rastelli, pronunciato da corpi di legno, teste, busti, braccia, gambe, mani, piedi, profili di persone che ogni giorno vivono la rappresentazione della commedia quotidiana della sopravvivenza e, a volte, nascondono le emozioni nel segreto, nell’indifferenza degli altri. Talvolta piangono, si arrabbiano disperate o ridono di gioia per una speranza mai sopita che dagli inferi li condurrà verso le stelle dove risiede il paradiso infinito, un luogo in cui sarà necessario tuffarsi e immergersi per ritornare purificati dal peccato per sentirci una cosa sola e indivisibile dall’universo di cui siamo parte. Torneremo così a mangiare e gustare le mele dall’albero originale del frutto peccaminoso, senza più essere esortati dall’inutile tentazione di generare una continua separazione tra noi e le cose divine, preludio di incessanti competizioni tra me e te, tra noi e voi, tra il bene e il male. 


Strada Sotterranea del Castello Visconteo-Sforzesco di Vigevano

8 – 30 maggio 2021

Inaugurazione Sabato 8 maggio Ore 17.00

GIORGIO E SILVIA RASTELLI

HUMAN GENERATION

un viaggio dalla terra alle stelle 

a cura di Fortunato DAmico

dal 7al 30 maggio 2021

Aperto sabato e domenica: 10.00 /12.30 – 15.00/19.00

Prenotazione obbligatoria: whatsapp +39 328 410 8828

email:  info@silviarastelli.it


Le ali non sono in vendita

Sala dell’Affresco del Castello Visconteo-Sforzesco di Vigevano
1 maggio 2021, ore 16.00

Le ali non sono in vendita, viaggio nel labirinto della fast fashion

Un film di Paolo Campana
con la supervisione artistica di Sara Conforti

Sabato Primo Maggio, presso la Sala dell’Affresco del Castello Visconteo-Sforzesco di Vigevano verrà proiettato il docufilm Le ali non sono in vendita, viaggio nel labirinto della fast fashion, diretto da Paolo Campana, con la supervisione artistica di Sara Conforti e prodotto da FAIR, che racconta un percorso durato un anno per riflettere insieme a ragazzi e ragazze sul fenomeno della fast fashion. Il film interseca arte e attivismo: al documentario con interviste su temi complessi si affianca infatti il viaggio onirico ed estetico degli studenti e il loro percorso di riappropriazione dei propri vestiti.

Da tempo la Campagna Abiti Puliti denuncia l’insostenibilità di questo modello di sviluppo: la produzione continua di nuove collezioni e la vendita a basso costo impone alle lavoratrici tessili ritmi di lavoro disumani per paghe da fame. Turni estenuanti, violenze fisiche e psicologiche, straordinari non retribuiti, libertà di associazione violata sono alcune delle caratteristiche alla base del ciclo della fast fashion. Inoltre, come ultimo anello di una catena di potere fortemente sbilanciata a favore dei marchi committenti, le lavoratrici stanno pagando in larga parte il conto della crisi.

Consapevoli che il cambiamento passi anche attraverso l’educazione alla cittadinanza attiva al consumo critico delle nuove generazioni, FAIR in collaborazione con hòferlabproject ha promosso una serie di workshop di approfondimento in quattro Istituti di Milano, Genova, Foggia e Torino seguiti da due masterclass a Genova e Torino, coinvolgendo i giovani studenti attraverso un approccio sperimentale che unisse la pratica artistica e l’attivismo.

Il docufilm, arricchito da interviste ad esperti, infografiche e approfondimenti, racconta questo percorso dando voce ai ragazzi e alle ragazze che lo hanno vissuto. Attraverso una metafora onirica, che passa da Dedalo e dal filo di Arianna, i giovani aprono al mondo la loro riflessione sul presente e sul futuro della moda, e lanciano una chiamata all’azione che si fa appello corale al cambiamento. Un percorso corale che ha coinvolto anche l’artista e rapper AME 2.0 con la canzone Cambiare ispirata alle dichiarazioni raccolte dai giovani durante i workshop e ai principi della Campagna Abiti Puliti.

È stato un viaggio emozionante che ci ha permesso di osservare da vicino il punto di vista dei ragazzi e delle ragazze che acquistano i capi della fast fashion e ne frequentano i luoghi. Attraverso un viaggio a cavallo fra l’arte e l’attivismo, siamo riusciti a costruire con loro uno spazio di confronto al contempo intimo e politico sugli impatti multidimensionali della moda, sulle persone e sul tema del consumo critico. Sono loro i veri protagonisti di questo film, sono loro che domandano un cambiamento radicale del modello di produzione e consumo- ha dichiarato Deborah Lucchetti, presidente di Fair e coordinatrice della Campagna Abiti Puliti.

Il docufilm è stato realizzato con i contributi dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo e dell’Unione Europea e grazie ai contributi derivanti dalla campagna 5 per mille 2017 e 2018.
Le ali non sono in vendita, viaggio nel labirinto della fast fashion è disponibile in visione gratuita su questo sito https://streeen.org/film/le-ali-non-sono-in-vendita/

Ingresso sino ad esaurimento posti.
Per prenotazioni: info@sopramaresotto.it

UFFICIO STAMPA
Francesco Verdolino +39 339 8129813 francesco.verdolino@hotmail.it
Isabella Rhode +39 320 0541543 info@isabellarhode.com