MADRI PADRI FIGL* – Mostra collettiva

Artisti

Elisa Cella, Tiziana Cera Rosco, Loredana Galante, Massimiliano ed Omar Galliani, Julia Krahn, Azael Langa, Francesco Lauretta, Trento Longaretti, Andrea Meregalli, Anna Nutini, Matteo Suffritti 

Madri Padri Figl*: un titolo che elenca i ruoli cardine della nostra esistenza: tutti siamo figli, tanti siamo madri e padri. 

I legami sono scritti volutamente separati perché i rapporti più intimi della nostra esistenza, da qualsiasi lato ci si ponga, nascondono al proprio interno solitudini, incomprensioni ed abissi. Allo stesso tempo però, sono le relazioni più profonde della nostra esistenza e ci regalano gioia, appartenenza, cura, senso della vita e sono potenti motori di evoluzione personale.

La famiglia è il nucleo base della nostra società. Nell’ultimo secolo si è profondamente modificata: da patriarcale, con tanti figli, immersa in una rete parentale e di prossimità, con un forte controllo sociale e religioso, siamo passati ad una ridefinizione dei rapporti e dei ruoli all’interno della coppia genitoriale, che sono diventati formalmente paritetici e praticamente in via di ridefinizione, i figli si sono ridotti drasticamente di numero, la rete parentale si è sfaldata, e la rete di prossimità è quasi scomparsa. L’ISTAT certifica l’inverno demografico.

La definizione di nucleo familiare si è modificata: alla famiglia tradizionale, si sono aggiunte quelle coi genitori separati, le arcobaleno, quelle che decidono di non mettere al mondo figli, le mono genitoriali, le ricomposte, quelle con figli adottivi, quelle che considerano i propri animali domestici come figli… 

Nelle stesse città convivono nuclei di origini e tradizioni diverse. Ci sono quelle che subiscono le guerre e quelle che emigrano. A tutte le latitudini e di qualsiasi forma siano, le famiglie hanno a che fare con le strutture politiche, economiche, sociali e religiose dei territori in cui vivono. 

La scienza ci ha permesso di avere un controllo sulle nascite, ci ha dato la possibilità di avere procreazioni assistite, supporti alla fertilità e gravidanze per altri; possiamo monitorare e curare il nascituro durante la gestazione ed abbiamo farmaci ed interventi chirurgici per favorire ed interrompere le gravidanze.

Tutto questo ci ha portato nuove opportunità e nuove problematiche etiche.

Da quando sono nate le psicoterapie e la pedagogia, la famiglia è stata profondamente indagata e messa in discussione. 

Nella nostra società, che fa sempre meno figli, che invecchia costantemente, che guarda con sospetto la gioventù, che controlla e gestisce i figli, spesso unici, senza lasciare loro spazi di libertà ed autogestione giocosa, togliendo spesso la possibilità di crearsi la capacità di resilienza, che cosa fa l’arte? La sensazione è quella che non se ne occupi.  Per quanto riguarda gli artisti, invece, le relazioni familiari sono un tema di cui sentono l’urgenza?

Madri Padri Figl* risponde affermativamente a questa domanda: le opere in mostra tracciano cartografie interiori, dove l’affetto convive con il vuoto, la cura con il controllo, la trasmissione con l’interruzione. Non c’è rappresentazione univoca del legame: c’è solo il disegno instabile di ciò che chiamiamo famiglia.

Realizzato con le scuole Confalonieri, De Amicis e Volta 

Progetto di arte relazionale Qui il tempo si ferma: piatti nostri 

In collaborazione con Fondazione Pistoletto Cittadellarte

e con SOS Villaggi dei Bambini

A cura di: Elisa Cella, Loredana Galante, Andrea Meregalli, Matteo Suffritti

Organizzazione: AND Ente del Terzo Settore

Testi critici di: Simona Bartolena, Fortunato D’Amico

Inaugurazione: sabato 17 ottobre 2026 ore 16:30

Dal 18 ottobre all’8 novembre 2026

Sala Convegni Villa Reale – Viale Brianza, 1 Monza

Sabato 31 ottobre  – Conferenza aperta al pubblico, ore 16:00

Qui il tempo si ferma: piatti nostri. con Saverio Teruzzi e Fortunato D’Amico

Sabato 7 novembre – Conferenza aperta al pubblico, ore 16:00

Famiglie in prospettiva – Dialogo con i professionisti e le associazioni che hanno scritto un testo per il catalogo, tra affetti, fragilità, comunità e supporti

Lascia un commento