MegaMuseo di Aosta dal 23 luglio al 18 ottobre 2026

Con We Mark, Grazia Toderi proietta sul suolo del MegaMuseo una complessa cartografia tracciata da strumenti di misurazione. I fasci di luce colpiscono i resti archeologici e assecondano le irregolarità del terreno, insinuandosi nelle cavità dei pozzi e lasciando l’impronta tangibile di un posizionamento, l’atto preciso di dichiarare un luogo.
Mentre nell’installazione originaria erano i visitatori a intercettare i raggi modificando l’immagine con le proprie ombre, qui la dinamica si sposta. Il pubblico osserva l’opera dalle passerelle e lascia che siano le pietre stesse, gli avvallamenti e i segni degli antichi scavi a interrompere la proiezione, rimodellandola secondo l’anatomia del sito.
Questo intervento luminoso fa dialogare due forme diverse di scrittura. La prima è quella storica, impressa dalle comunità del passato che hanno inciso, disposto e orientato gli elementi di questo spazio. La seconda è immateriale e temporanea, fatta di pura luce e legata ai dispositivi con cui la società contemporanea mappa il territorio e scruta la volta celeste. Al centro di questo reticolo spicca il mirino, un simbolo dalla forte ambivalenza: se da un lato evoca il controllo, il bersaglio e la guerra, dall’altro – se unito al telescopio, al goniometro o alla bussola – si trasforma in una guida per cercare stelle, pianeti e nuove direzioni. L’opera diventa così una profonda riflessione sul conflitto che abita la natura, il cosmo e l’esistenza umana, suggerendo la possibilità di trasformare quella stessa tensione in una lotta generatrice di vita.
