Castello Gamba di Châtillon dal 23 luglio al 18 ottobre 2026

Franco Perrotti e Mimmo Paladino danno vita a una tensione dialogica che si sviluppa in due direzioni speculari e contrapposte.
Da un lato, i volatili di Dissuader firmati da Perrotti assumono sembianze tecnologiche e corazzate, evocando in modo immediato i droni che sorvegliano, controllano e colpiscono il paesaggio contemporaneo. Il comune volatile urbano perde così l’innocenza primordiale del proprio volo, portando impressi sul corpo i segni tangibili e brutali della guerra.
Dall’altro lato, opere come Icaro e stelle, Pieno di stelle e Carro stellare di Paladino spalancano cieli intensamente poetici, popolati da miti, apparizioni e alfabeti remoti. Paladino restituisce all’ascesa umana una dimensione immaginativa e spirituale, in cui l’astro torna a orientare il viaggio e a riaccendere il desiderio dell’infinito.

Al centro di questo percorso si colloca Corona, un’opera che agisce come un circuito attorno a un pianeta: un’orbita materica capace di raccogliere in sé presenze arcaiche e frammenti di filo spinato. Questo cerchio perfetto unisce in un unico elemento concetti opposti: protezione e limite, appartenenza e minaccia.
La sala espositiva si offre così a una doppia lettura che oscilla costantemente da Perrotti verso Paladino e viceversa. Il drone incontra la costellazione, l’arma si misura con la poesia, il confine si scontra con l’infinito. È proprio da questa dicotomia che si genera un campo di forze instabile, dove ogni promessa celeste porta con sé il rischio della conquista militare e ogni barriera conserva, nonostante tutto, la possibilità di essere oltrepassata.

