ALA ASSOARCHITETTI

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L’Associazione Liberi Architetti, ALA – Assoarchitetti, è l’organizzazione degli architetti e degli ingegneri liberi professionisti, maggiormente rappresentativa a livello nazionale.

ALA è riconosciuta “parte sociale” dal Ministero del Lavoro e da diverse Amministrazioni regionali e locali, attraverso Confprofessioni, alla quale aderisce e con la quale partecipa al Ceplis Comité Européen des Professiones Liberales, con sede a Bruxelles, dove è attiva nella regolamentazione delle professioni intellettuali dell’Unione Europea.

https://www.assoarchitetti.it/

OLTRE IL 2020: PROPOSTE, RIFLESSIONI, SCENARI, post COVID 19

Andrea Felice. La settimana dell’arte contemporanea natalizia in Fantacity

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Inaugurazione 13 dicembre 2019 ore 19.00
Studio Andrea Felice Art & Design
Via di Casal Bruciato 11 – Roma

Fino al 20 dicembre 2019

Venerdì 13 dicembre 2019 alle ore 19.00 inaugura la mostra Felice Fortunato Natale Anno Nuovo di Andrea Felice, a cura di Fortunato D’Amico. In esposizione una raccolta di opere ed oggettistica appartenenti alla numerosa collezione dei lavori – Fantaworld – che Andrea Felice ha realizzato in questi anni di intensa attività rivolta all’arte, al design e all’architettura.

Durante la serata interverranno Massimo Domenicucci, Claudio Crescentini, Giulio Ceppi, Fortunato D’Amico, nonché l’artista.

“[…] Fantaworld è un progetto elaborato su una nuova dimensione della realtà, in cui si coniugano più profondità temporali. La rappresentazione è caratterizzata dall’utilizzo di  molteplici media artistici: il fumetto, la grafica di Piranesi, la fotografia, il disegno architettonico e paesaggistico del mondo contemporaneo, il video. Il risultato è la visione di un’area del fantastico atemporale, in cui il passato e il futuro si uniscono al formare un continuo presente. E’ la condizione percettiva della nostra epoca, definita e profilata dall’uso di tecnologie multimediali. Un infinito proiettarsi di immagini che incrocia personaggi e momenti della storia con il contesto attuale, creando un continuo spaesamento cronologico assolutamente originale rispetto al sentire dei nostri antenati.

[…] Fantaworld è quindi un esercizio mentale, un allenamento corroborante per risvegliare menti pigre e lineari, alienate da pensieri bloccati e in preda alla difficoltà di compiere prassi e passi coraggiosi nella notte del cambiamento. In quest’ottica, Fantaworld si pone come un insieme di strumenti pensato per incoraggiare chi vuole davvero iniziare a camminare sui sentieri liberi e magici del mondo interiore, in comunione con altri temerari, per condividere una pratica reale verso l’equilibrio e l’armonia, verso il raggiungimento di un amore  reale di micro e macro cosmi temporali solo apparentemente distanti, ora  legati da un’unione più intima. E’ una filosofia che coniuga perfettamente non solo i livelli spirituali, ma anche quelli del vivere quotidiano nei suoi aspetti sociali, ambientali ed economici.

Per questa ragione l’attitudine al cambiamento incoraggiata dal lavoro di Andrea Felice risuonano in sintonia armonica con le richieste di sostenibilità globale dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Il compito è ora rimodellare il mondo attraverso gli oggetti esperienziali che ci circondano e ricordano ai renitenti le missioni individuali e collettive che dobbiamo compiere per permettere al nostro pianeta di salvarsi da un’immanente catastrofe, provocata da un uso incauto della cultura e della tecnologia e dalla dissoluzione di qualsiasi valore etico a favore di un edonismo consumistico autodistruttivo. Raggiungere gli obiettivi dello sviluppo sostenibile promulgati dall’ONU è il messaggio che le opere di Andrea Felice intendono promuovere, al fine di immaginare un’altra impostazione della vita. Per fare questo è necessario allenare la mente ad uscire dagli abituali schemi di ragionamento e a riattivare quei centri di consapevolezza che concorrono ad abituare la riflessione che tutto è possibile se davvero ci crediamo. […]” (dal testo critico di Fortunato D’Amico)


Andrea Felice (1961) artista e architetto. Il percorso prende avvio dalla fine degli anni ottanta, nel 1991 con una personale alla Galleria l’Ariete di Roma, nel 1995 partecipa alla Collettiva Presenza Inside – Progetto Europa 95, curata da Forum Interart Roma, a cui seguono altre mostre dal 2001 al 2011. Nel 2012 a Bergamo riceve un premio con l’opera Presenze al Concorso G. B. Moroni – La mia libera espressione. Realizza a Roma due personali: Fantacity, al Complesso dei Dioscuri al Quirinale, e Cuore che batte su Roma eterna al DAI Studio, con il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali del Comune di Roma e dell’Ordine degli Architetti. Da novembre 2012 ad aprile 2013 realizza a Berlino la personale Mondi del Terzo millennio presso la Sala Hoffmann del Plus Berlin. Sul finire dell’anno a Milano riceve il Premio della Critica d’Artenella XXIV edizione del Premio delle Arti Premio della Cultura. Da novembre 2015 a maggio 2016 è tra gli artisti che espongono al MACRO di via Nizza alla mostra EGOSUPEREGOALTEREGO – Volto e Corpo Contemporaneo dell’Arte. Nel 2018 a Palermo partecipa alla mostra internazionale «Nature is viral» Paradise lost ‐ artists support the green world – durante Manifesta 12 presso Palazzo Scavuzzo Trigona. Da marzo a ottobre 2019 realizza a Firenze la personale Il Presente Immaginario presso il Plus Florence. A novembre 2019 partecipa a Paratissima Torino con una sua personale Fantaworld, e inizia la sua produzione di gadget con le sue opere. Svolge anche la professione di architetto presso il suo studio associato; dal 2002 è docente di Produzioni Cinematografiche con animazione e SFX presso il Corso di Laurea in Scienza e Tecnologia per i Media all’Università “Tor Vergata” di Roma e di Scenografia Cinematografica presso il Corso di laurea Magistrale Mcu e in Architettura – Interni e Allestimenti alla Sapienza Roma. È stato docente presso l’Università Tor Vergata, presso la Facoltà di Architettura La Sapienza Roma e presso l’Università Federico II di Napoli. È esperto di cinema di animazione disneyano, dal 1928 al 1941. Dal 1999 al 2000, è nel direttivo di Immagine, associazione culturale che organizza le mostre Lucca Comics prima, ed Expocartoon (Roma) dopo. Scrive articoli per le riviste di grafica e cinema, architettura, design e comunicazione. Nel 2013 riceve il Premio all’Architettura per il recupero dell’Ex-Opificio Sonnino di Roma, Zona Ostiense, nella XXV edizione del Premio delle Arti Premio della Cultura a Milano. www.andreafelice.eu

IL DESIGN DEL CAMBIAMENTO. EMMANUELE VILLANI

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Design dei servizi, prodotti, opere di arte applicata, prototipi, piccole città, fotografie, sculture lunari, disegni, architetture, mobili, lampade e tante, tantissime realizzazioni, compongono il lavoro e la ricerca di Emmanuele Villani in più di trent’anni di attività. Se osserviamo tutti questi esperimenti progettuali sempre troviamo in comune la sostenibilità del progetto e delle opere eseguite, con un’attenzione esasperata per il dettaglio e la qualità complessiva del lavoro, visto come unica speranza, quella progettuale, per dare una direzione all’attività dell’umano, con passione e intransigenza al tempo stesso.

E’ possibile incontrare Emmanuele Villani nel suo laboratorio mentre con una saldatrice è intento a collegare strutture di ferro, con una sega circolare a modellare qualche asse, con un bullone a montare una delle sue torri. E’ raro e difficile perchè ama lavorare nel silenzio delle sue macchine, mentre modella e costruisce con facilità disarmante le sue opere. Se si riesce a essere accolti in quel mondo si può trovare una dimensione concreta del fare, una volontà di agire che si percepisce nitidamente e senza maschere. Nel corso dell’inaugurazione si è svolta una performance di Danilo e Francesco Nigrelli, con lettura di brani tratti da Hugo Von Hofmannsthal e Paolo Menghi e con la prima di un progetto video degli stessi autori dal titolo ” Parole senza amore. Parole di verità.

BIOGRAFIA
Emmanuele Villani  si è laureato in Architettura al Politecnico di Milano con Ezio Manzini con una tesi su “La Grande Distribuzione come operatore ambientale. Un campo di applicazione del design dei servizi”. Ha lavorato con Enzo Mari e Michele De Lucchi. Nel corso di oltre trent’anni di attività si è occupato di architettura, industrial design, service design e grafica, con numerosi progetti realizzati in Italia e all’estero. Fondatore dello studio manìarchitetti (www.maniarchitetti.it), del laboratorio di progettazione e manifattura Officine Boiardo (www.officineboiardo.it) è, dall’A.A. 2015-2016, professore a contratto presso la Scuola di Design del Politecnico di Milano.


IL DANNO

Luca Sacchetti

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In occasione della celebrazione del 20 Novembre, Giornata mondiale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza e del trentennale della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, inaugura a Milano il 25 Novembre 2019 la mostra “Il Danno” dell’artista Luca Sacchetti. L’esposizione, che si terrà presso la chiesa di Santa Maria del Carmine a Milano, si inserisce all’interno di un progetto più articolato di mostre evento dal titolo “NON si può NON vedere” dedicate alla informazione, prevenzione e al contrasto della violenza su bambini e adolescenti. Con il motto di “Non si può non vedere”, l’iniziativa si sofferma non tanto sull’atto fine a se stesso ma sulle conseguenze psicologiche che il trauma subito procura sulle vittime del danno e di cui si parla troppo poco a livello di opinione pubblica e media, interessati soprattutto a riportare il fatto di cronaca, più che a approfondirne le drammatiche conseguenze.

Il Danno, la cui prima esposizione si è tenuta presso il Castello di Vigevano nel 2018, sempre in occasione della data del 20 Novembre, vuole essere una mostra itinerante sia in ambito nazionale che internazionale e ha lo scopo di porre lo spettatore di fronte a un tema che troppo spesso non si vuole vedere e affrontare con la convinzione che un’adeguata informazione sulle conseguenze del danno possa aiutare un’azione di prevenzione di questi atti di violenza in continuo incremento in Italia e nel mondo. Questa iniziativa promossa da Castello13 e Pensare Globalmente Agire Localmente e la direzione scientifica di Nadia Muscialini con la collaborazione di Itinerari Paralleli, si configura come mostra accompagnata da eventi e altre iniziative di sensibilizzazione.

In esposizione una serie di dipinti che restituiscono al pubblico le dinamiche e le tensioni psicologiche che travagliano l’animo di tutte le persone vittime di abusi. Lo spettatore è sollecitato dall’artista a smuovere meccanismi di pensiero assopito, poco interessato e a risvegliare nel proprio intimo stati di afflizione e ansia. E’ con grande abilità artistica che Luca Sacchetti guida il pubblico verso una riflessione attenta ai miti e ai valori della società contemporanea che incoraggia l’individualità, la competizione e il cannibalismo tra gli esseri umani. Lo fa semplicemente, senza mai citare l’etica e i suoi principi ma rimandando a essa attraverso il permanere sulla tela di personaggi, vittime di prepotenze, immortalati dentro una composizione formale e pittorica ove il volto, visibile solo per una metà, rimanda al danno subito. I volti degli abusati, i loro corpi irrigiditi, gli sguardi assenti, i movimenti statici tendenti a nascondere la tragedia interiore dietro paraventi di facciate anonime, sono gli elementi caratteristici che descrivono le tracce del Danno.

In esposizione 24 dipinti che pendono dal soffitto dei corridoi del chiostro quasi a creare una sorta di labirinto che lo spettatore è obbligato a attraversare per poi recarsi alla sacrestia dove si trova “Il Sesto Stato”, una rappresentazione corale di chi ha subito un danno e che si ispira, al celebre dipinto “Il Quarto Stato” di Pelizza da Volpedo. Come afferma Luca Sacchetti: “Il Sesto Stato rappresenta una nuova classe di individui, che nell’affrontare il danno subito e nel tentativo di superarlo, ha sviluppato un sesto senso che ha aiutato la vittima a sopravvivere.”

RIFIUTI CLIMA E SOSTENIBILITA’: E’ TEMPO DI AGIRE

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Nell’aula magna di via Ravasi, presso l’Università dell’Insubria, si è tenuta la conferenza “Rifiuti, clima e sostenibilità: è tempo di agire”, organizzata dall’Università di Varese assieme ad altre associazioni ed istituzioni nazionali e internazionali. In collegamento streaming con la sede di Como, al mattino il professor Ruggieri ha aperto il dibattito presentando il progetto Green School, promosso da Agenda21 Laghi, ormai da un decennio, in tutte le scuole della provincia di Varese e della Lombardia. L’idea è quella di “rilasciare alle scuole partecipanti una certificazione di scuola ecologica” ha spiegato Paolo Sacchiero, del comitato scientifico del progetto, attraverso la promozione di un apprendimento attivo in seguito affiancato da una fase operativa.
Nel pomeriggio gli interventi delle attiviste climatiche Celeste Righi Rocco e Roberta Bonacossa che hanno portato alla conoscenza del pubblico le loro esperienze internazionali maturate in diverse associazioni come LCOY (Local Conference of Youth). Tra queste anche il progetto di training ambientale 24hoursofreality, promosso dall’ex vicepresidente degli Stati Uniti Al Gore. Celeste Righi Rocco, attivista e biologa, ha partecipato in maniera attiva anche allo Agenda21tenutosi di recente a Brasilia. Il docente di scienze teoriche e applicate, Fabio Conti, ha incitato il pubblico ad occuparsi personalmente del problema dei rifiuti perché questo è il primo passo per cominciare realmente a ridurne l’impatto devastante nell’ambiente. L’intervento di Fortunato D’Amico, presidente dell’associazione Pensare Globalmente Agire Localmente, ha indagato il problema delle Ecomafie, ormai sempre più evidente sui tutti i territori i italiani e in particolare, come dimostrano le statistiche di Legambiente e dei Carabinieri, in Lombardia. Lo smaltimento dei rifiuti è diventato un affare di milioni di euro e quindi assolutamente capace di attirare tutte quelle organizzazioni criminali che agiscono nei settori dell’economia dove ancora è possibile costruire pratiche o illecite. «Pensare che il cambiamento sia impossibile è il primo passo per perdere queste battaglie». Le proposte di Giulia Pesaro, docente presso l’Università dell’Insubria e il Politecnico di Milano, sono state rivolte alla necessità di incrementare l’economia circolare, la resilienza e lo sviluppo territoriale, attraverso la pratica virtuosa dell’inclusione. Bisogna ridurre lo spreco e consentire ai materiali non più utilizzabili di ritornare in circolo evitando che questi vadano ad aumentare la massa dei rifiuti destinati ad espandere la superficie di quelle enormi isole di plastica che ormai caratterizzano tutti mari del pianeta.