Allestimento della Mostra “Olimpichetto. il ritorno di un ambasciatore”. Progetto Studio Gabbiani & Associati. Basilica Palladiana, Vicenza. 19 dicembre 2025 – 22 febbraio 2026

MOSTRA

Olimpichetto. Il ritorno di un ambasciatore

Basilica Palladiana, Vicenza

20 dicembre 2025 – 22 febbraio 2026

Grafiche “Olimpichetto. Il ritorno di un ambasciatore”, Basilica Palladiana, Vicenza (ยฉ Studio Gabbiani & Associati)

Il Teatro Olimpico di Vicenza, come รจ noto, รจ lโ€™ultima opera di Andrea Palladio, che non ne ha visto la realizzazione e per la quale Vincenzo Scamozzi ha progettato la magnifica scena per lโ€™Edipo Re di Sofocle e che, nata effimera nel 1585 per inaugurare il Teatro, fa ancora mostra di sรฉ e da sfondo a tanti spettacoli, ancora oggi dopo ben cinque secoli.

In tempi recenti si รจ riscoperto fortuitamente nei magazzini Comunali un grande manufatto del 1948, del quale negli ultimi decenni si era quasi perduta la memoria: il cosรฌ detto Olimpichetto, ovvero la ricostruzione della scena del Teatro Olimpico, realizzata nel 1948 in scala quasi reale. Da qui nasce lโ€™iniziativa di realizzare un Mostra, promossa dal Comune di Vicenza con la co-organizzazione di Intesa Sanpaolo ed รจ curata da Musei Civici Vicenza, Fondazione Teatro Comunale Cittร  di Vicenza e Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio.

Lโ€™Olimpichetto, ideato dal regista teatrale Guido Salvini, รจ realizzato con materiali leggeri e pensato per essere smontata, trasportata e rimontata. Una macchina scenica di straordinaria raffinatezza e qualitร , concepita per riprodurre in ogni luogo lโ€™atmosfera del teatro palladiano.
Salvini ne promosse la costruzione mentre preparava la messa in scena proprio dellโ€™Edipo Re, rappresentato nel settembre 1948, come primo grande evento teatrale del dopoguerra vicentino. Con la stessa scenografia e parte della medesima troupe โ€“ la compagnia teatrale italiana della Biennale di Venezia, che annoverava interpreti affermati e giovani promettenti come Vittorio Gassman e Nino Manfredi โ€“ Salvini portรฒ la produzione in tournรฉe a Londra e Parigi, offrendo allโ€™Europa lโ€™immagine rinnovata di unโ€™Italia che riscopriva il proprio genio teatrale e architettonico. Olimpichetto fu, a tutti gli effetti, un teatro palladiano itinerante: lโ€™unico mai realizzato, la cui storia si intreccia con la volontร  di rinascita artistica e civile di un Paese e di una cittร  che uscivano dalle rovine del conflitto.

Nel corso del 2025 il Comune ha commissionato ad Engim un attento lavoro di restauro dellโ€™Olimpichetto e ha avviato una rigorosa indagine documentaria preliminare negli archivi, integrata da testimonianze dirette, che ha permesso di ricostruirne la genesi, i percorsi delle tournรฉe e la ricezione critica, restituendo un quadro sorprendentemente vitale della cultura teatrale del dopoguerra.

A fine 2025 lo Studio Gabbiani รจ stato invitato dal Comune di Vicenza a progettare un allestimento che ospitasse lโ€™Olimpichetto allโ€™interno del Salone della Basilica Palladiana e ne raccontasse la storia, sotto la guida di Valeria Cafร , dirigente dei Musei Civici e regista di questa ambiziosa iniziativa.

Progetto allestimento “Olimpichetto. Il ritorno di un ambasciatore”, Basilica Palladiana, Vicenza (ยฉ Studio Gabbiani & Associati)

La sfida era creare non solo un racconto, ma riproporre un piccolo universo nel quale unโ€™architettura compiuta fosse contenuta in una ulteriore architettura compiuta, generando unโ€™alchimia nuova di rimandi tra i dettagli autentici della Basilica e quelli in riproduzione della scena, tra la felice proporzione delle logge della Basilica e gli archi e le vie di Tebe. Il tutto poi intrecciato al fattore tempo, in cui la prima e lโ€™ultima opera di Palladio entrassero in un gioco circolare di rimandi che ricomponessero un ciclo creativo.

Si trattava quindi di dare vita a questa straordinaria convergenza di forme, contenuti e intenzioni.

Questa mostra รจ lโ€™occasione per svelare al pubblico la macchina della finzione, di poter vedere il portento di ciรฒ che sta dietro alla scena, unโ€™occasione unica di poter girare attorno ad essa, in un percorso di solito precluso agli spettatori, ai quali di prassi si offre lo spettacolo della finzione. Lโ€™allestimento propone lโ€™esperienza dello spettacolo del saper costruire, del saper ingannare lโ€™occhio e del saper accendere la fantasia, pur nella sospensione dellโ€™incredulitร .

Si doveva inserire una scena di poco inferiore a quella originale, lunga 16 metri e alta 8, una struttura allโ€™interno di un salone di 19 metri di larghezza e 16 di altezza, con ampie finestre e aldilร  di esse, una splendida architettura di pietra di Piovene, candida e in continuo gioco con la luce. Lunghe discussioni hanno portato a privilegiare la luce naturale e il rapporto di questa quinta con il suo contenitore, per creare una scena inedita e sempre cangiante, venendo anche in contrasto anche con lโ€™idea delle mostre corrente, di un controllo totale della luce artificiale e accettando il naturale e la sua mutevolezza. Anche grazie alla collaborazione con Mario Nanni, che ha letteralmente โ€œscritto le luciโ€ e con il curatore Ivan Stefanutti, che ha fatto un enorme e colto lavoro di ricerca e ha dettato una trama sicura e coerente, ne รจ emersa la visione di un organismo vivente in dialogo continuo con il luogo, i visitatori, il tempo e la storia.

Restava poi il tema del racconto dellโ€™avventura della costruzione di questa riproduzione, dei suoi viaggi in tutto il mondo e delle tante storie dei protagonisti che ne hanno calcato la scena.

Lo sforzo รจ stato quello di snodare un racconto coerente che fosse anche esso parte di uno spettacolo e di una scena e non creasse una crasi rispetto allโ€™esperienza di stupore che lโ€™Olimpichetto determina. Di qui la scelta di restaurare ed esporre i costumi originali – ancora custoditi dallโ€™Accademia Olimpica e sapientemente restaurati da Paola Girardi – come fossero attori e protagonisti che guardano la scena nei loro splendidi colori e tessuti. A partire da Edipo naturalmente, che con il suo vivido mantello rosso ad inizio percorso accoglie visitatori e fa da tramite verso una Tebe, che si palesa come una vera cittร , senza sipario.

In tale ottica lo Studio ha concepito tutto lโ€™allestimento, anche grazie a Studio Mama che ha curato la grafica, secondo un sistema di quinte, che dialogano da un lato con il mondo del teatro e che dallโ€™altro attraverso differenti altezze, volumi e colori, richiamano il tema delle due cittร , quella reale fuori dal salone e quella della finzione nel salone. Cerniera e sintesi di tutto, la Basilica Palladiana.

Per tutta la durata della mostra lโ€™Olimpichetto, rispettando la propria vocazione, ospiterร  spettacoli, concerti, conferenze, secondo un ricco programma, perchรฉ questa non รจ soltanto una mostra.


Credits

Direzione: Valeria Cafร , Musei Civici

Curatela: Ivan Stefanutti

Progetto Allestimento: Studio Gabbiani & Associati

La luce รจ stata scritta da marionanni

Progetto grafico: Studio Mama

Crediti fotografici: Studio Gabbiani & Associati


Marcella Gabbiani 

Marcella Gabbiani, laureata a Venezia allo IUAV, si occupa, attraverso la professione di architetto e un’intensa attivitร  culturale e associativa, della promozione dell’architettura e dell’interazione tra diverse discipline e arti.
Titolare dello Studio Gabbiani & Associati, si occupa di progetti integrati di grandi strutture, abitazioni, allestimenti, oltre che di restauro e di progetto urbano.

Dedica particolare attenzione al tema dell’inclusione e dell’accessibilitร  intesa in senso lato, attraverso il Design for All, un approccio progettuale che fa degli utilizzatori il centro della progettazione.
รˆ direttore del Premio Internazionale Dedalo Minosse alla Committenza di architettura.


Box

Ilaria Fantin _ Assessore alla cultura, al turismo e allโ€™attrattivitร  della cittร  di Vicenza

โ€œLโ€™emozione di accedere ai depositi comunali insieme a ENGIM e, successivamente, con la Soprintendenza, e di scoprire lโ€™eccezionale stato di conservazione dellโ€™Olimpichetto dopo tanti anni di riposo, si รจ trasformata subito nella consapevolezza di avere tra le mani una storia straordinaria da raccontare alla cittร  e ai turisti: quella della grande tournรฉe dellโ€™Olimpichetto, una parentesi di storia mai narrata prima.

Lo abbiamo affrontato come si fa con unโ€™opera dโ€™arte: non a caso IUAV ne ha realizzato rilievi e studi approfonditi. Eppure lโ€™Olimpichetto รจ soprattutto una macchina scenica da viaggio, un oggetto unico e speciale che ha portato Vicenza e Palladio nel mondo.

La Basilica Palladiana si รจ rivelata il luogo ideale per ospitarlo, quasi a ricordare che, prima della costruzione del Teatro Olimpico, proprio la Basilica accoglieva apparati scenografici effimeri. Lโ€™esposizione sta regalando grandi soddisfazioni e un riscontro straordinario: ad oggi oltre 25.000 persone hanno potuto ammirare lโ€™Olimpichetto e lโ€™allestimento della mostra-racconto.

Il commento piรน ricorrente e sentito รจ che lโ€™Olimpichetto sembra essere nato per ospitare spettacoli sotto la carena della Basilica Palladiana!โ€

CUCIRE IL MONDO. Mostra di Luigi Dellatorre

a cura di Sandro Orlandi Stagl

Galata Musei del Mare, Geneva – dal 6 febbraio al 5 marzo 2026

Inaugurazione:ย giovedรฌ 5 febbraio 2026, ore 17:00.


Dal 5 febbraio al 5 marzo 2026, il Galata Museo del Mare ospita la mostra Cucire il mondo, progetto dellโ€™artista Luigi Dellatorre (Movimento Arte Etica), a cura di Sandro Orlandi Stagl.
Lโ€™esposizione presenta una selezione di opere realizzate negli ultimi anni dallโ€™artista, su tela jeans, materiale simbolico scelto da Dellatorre per la sua forte valenza universale: nato come tessuto da lavoro e divenuto emblema di condivisione culturale, il denim diventa nella sua opera la โ€œpelle del mondoโ€, metafora di un pianeta da ricucire e rigenerare.
Il progetto Cucire il mondo nasce da una riflessione profonda sui grandi temi contemporanei โ€“ migrazioni, crisi ambientali, conflitti, disuguaglianze e responsabilitร  collettiva โ€“ e trasforma lโ€™umile atto del cucire in gesto artistico e simbolico di connessione. Le cuciture presenti nelle opere non rappresentano semplici mappe, ma astrazioni poetiche che evocano lโ€™unitร , la fragilitร  e lโ€™instabilitร  di un mondo interconnesso, invitando lo spettatore a pensare oltre i confini.
Questa mostra offre al pubblico unโ€™esperienza visiva e concettuale che unisce estetica e impegno etico, riflettendo la convinzione dellโ€™artista che lโ€™arte contemporanea sia uno strumento di sensibilizzazione, educazione e dialogo. Il gesto di cucire โ€“ umile, quotidiano eppure profondamente simbolico โ€“ diventa invito a considerare ciascuno di noi parte attiva nel processo globale di cura e rigenerazione del nostro pianeta.


Dove: Galata Museo del Mare, Genova โ€“ Museo dedicato alla storia e alla cultura del mare
nel Mediterraneo e oltre, tra i piรน importanti in Italia.

Apertura mostra: 5 febbraio โ€“ 5 marzo 2026
Opening: 5 febbraio 2026, ore 17:00
La mostra sarร  visitabile negli orari di apertura del Museo, offrendo a cittadini, studenti,
turisti e appassionati dโ€™arte contemporanea lโ€™opportunitร  di immergersi in un percorso di
riflessione su identitร , relazioni e responsabilitร  globale.

Per maggiori informazioni:
Contatti stampa: Paolo Mozzo
paolo.mozzo@artantide.com
+39 3471048959

Info visita: Galata Museo del Mare

Calata Ansaldo De Mari, 1, 16126 Genova

www.galatamuseodelmare.it

www.galatamuseodelmare.it/eventi-mostre/cucire-il-mondo/

STELLAR FLIGHTS. PORTRAITS FOR THE FOUR DIRECTIONS

mostra dโ€™arte di SILVIA RASTELLIย 

a cura di Fortunato Dโ€™Amico 

12 ottobre 2025 โ€“ 7 gennaio 2026 

INAUGURAZIONE LUNEDรŒ 27 ORE 12 

Aeroporto Milano Malpensa, Terminal 1, Area Food Court 

A seguito del successo della mostra tenutasi allo Sheraton di Malpensa, 

Lunedรฌ 27 ottobre 2025 alle ore 12, presso il Terminal 1 di Malpensa Area Food Court, avrร  luogo lโ€™inaugurazione della mostra personale di Silvia Rastelli dal titolo Stellar Flights. Portraits For The Four Directions, a cura di Fortunato Dโ€™Amico, da unโ€™idea di Luciano Bolzoni. La mostra, allestita nello spazio espositivo ARTHUB disegnato dallโ€™architetta Chiara Alberghina, sarร  aperta al pubblico e visitabile tutti i giorni, 24h, fino al 7 gennaio 2026. 

Ospitato da SEA Milan Airports, il progetto รจ altresรฌ patrocinato e supportato dallโ€™ass. cult. Sopramaresotto, dallโ€™ass. cult. Pensare globalmente e agire localmente, dalla galleria dโ€™arte L2Arte e dallโ€™ag. di comunicazione multisensoriale UN1CA

โ€œSilvia Rastelli dispone i volti come mappe sensibili che aprono percorsi di orientamento umano. Le superfici lignee raccolgono tracce di tempo e restituiscono immagini che rivelano la densitร  culturale inscritta nei tratti delle persone. Ogni ritratto appartiene a una dimensione individuale e al tempo stesso a una costellazione collettiva. 

Le quattro direzioni cardinali assumono valore di coordinate simboliche. Nord, Sud, Est e Ovest disegnano un campo dinamico che contiene forze, genealogie, energie migranti. I colori e le forme si articolano come dispositivi che guidano lo sguardo verso la pluralitร  dei linguaggi. Le installazioni con gli uccelli intensificano questa dinamica, generano presenze che evocano il viaggio come condizione originaria della vita. 

Stellar Flights. Portraits for the Four Directions orienta un principio etico che riconosce la differenza come matrice generativa. I volti diventano segni di un sistema planetario in cui la pluralitร  dei tratti, delle culture e delle storie compone lโ€™orizzonte di un presente condiviso nelle sue interconnessioni. Lโ€™arte di Silvia Rastelli รจ una piattaforma di incontro, lo spazio in cui la convivenza trova direzione e apre traiettorie verso una civiltร  fondata sulla relazione.โ€ 

Fortunato Dโ€™Amico 


Informazioni Mostra: 

Aeroporto Milano Malpensa, Terminal 1, Area Food Court 

Mostra Visitabile Dal 12 Ottobre 2025 Al 7 Gennaio 2026, 24h, Ingresso Libero 

Inaugurazione Lunedรฌ 27 Ottobre, Ore 12 

http://www.silviarastelli.it 

info@l2arte.it 

(+39) 328 8455928 

ย MATER MATERIA Women Artists for a Visionary Futย 

A cura di Fortunato Dโ€™Amico e Rosa Cascone

VICENZAย BASILICA PALLADIANA | ย dal 12 ottobre al 2 novembre 2025

INAUGURAZIONE Sabato 11 ottobre ore 20.00

Allโ€™interno della Basilica Palladiana di Vicenza, Mater Materia รจ una mostra dโ€™arte che affianca lโ€™esposizione dei progetti del  Premio Internazionale Dedalo Minosse alla Committenza di Architettura

A cura di Fortunato Dโ€™Amico e Rosa Cascone, la rassegna collettiva espone  le installazioni di Paola Greggio, Pina Inferrera, Marica Moro, Daniela Pellegrini, Antonella Quacchia, Silvia Rastelli, Ludovica Sitajolo, Chiara Vellini e Giuditta Vettese.  Ogni opera รจ affiancata da un pannello retroilluminato che riporta soggetti fotografici realizzati dalle stesse artiste.

Lโ€™esposizione intende ripensare il mondo dellโ€™architettura nella sua dimensione interiore e in quella piรน ampia e macroscopica, come spazio di trasformazione della natura in artificio e quindi in creazione, e al tempo stesso come grembo capace di accogliere e generare la vita. La materia madre รจ soggetto vivo e generativo. 

La nuova condizione femminile, nelle sue molte sfaccettature, si esprime attraverso linguaggi dellโ€™arte che intrecciano corpi, memorie e luoghi, dallโ€™installazione alla fotografia, dalla tessitura alla scultura, in una prospettiva che alimenta la rigenerazione del pianeta in direzione della sostenibilitร  ambientale e sociale.

La mostra intreccia il linguaggio dellโ€™architettura con le forze della materia, della matrice e della terra. Lโ€™artificio umano รจ il gesto creativo che trasforma i materiali della natura in spazi artificiali per custodire la vita e la memoria.

Lโ€™etica dellโ€™esposizione richiama i progettisti e le committenze ad assumere a una responsabilitร  diretta verso le proprie proposte progettuali, che incidono sulla trasformazione del paesaggio, del territorio e dellโ€™architettura, e in particolare sulle condizioni di vita degli esseri umani e delle biodiversitร .

La conferenza, oltre ad approfondire i percorsi artistici, offre al pubblico una riflessione condivisa sulla visione femminile del progetto, che si intreccia con lโ€™architettura, con le prospettive dellโ€™Agenda 2030 e quindi anche con lโ€™idea di una committenza etica capace di riconoscere nelle pratiche artistiche strumenti sensibili di trasformazione.

Allestimento a cura di Quadrus Light, Nesite 


Tiliment โ€“ Tagliamento tra arte e scienza: il fiume friulano si racconta tra bellezza, memoria e consapevolezza

Dal 20 settembre al 26 ottobre 2025, loย Spazio [A]tmosferaย di Codroipo ospitaย Tiliment โ€“ Tagliamento tra arte e scienza, a cura di Giacomo Bassmaji รจ una mostra immersiva e multidisciplinare che invita a riscoprire il Tagliamento non solo come elemento naturale, ma come patrimonio culturale, scientifico ed emotivo.

Il Tagliamento: un fiume, mille storie

 La mostra โ€œTiliment โ€“ Tagliamento tra arte e scienzaโ€, unisce tre artisti, Roberto Ghezzi, Eugenio Novajra e Renato Rinaldi, in unโ€™indagine polifonica su questo fiume indomabile e identitario. Ognuno con il proprio linguaggio, ognuno a un livello diverso di immersione. Novajra lo osserva dallโ€™alto, restituendone la struttura, lโ€™ampiezza e la bellezza liquida attraverso fotografie e riprese aeree che rendono visibile ciรฒ che al suolo si percepisce solo come flusso e mutamento. Rinaldi cammina lungo gli argini, ne ascolta i suoni, raccoglie memorie e voci in un paesaggio sonoro che fonde il paesaggio naturale con quello umano, evocando lโ€™intimitร , il mistero e le leggende del Tagliamento. Ghezzi, invece, vi entra fisicamente, lasciando che sia il fiume stesso a creare lโ€™opera: nelle sue Naturografie, la tela diventa pelle viva, supporto su cui lโ€™acqua, i sedimenti e il tempo scrivono la propria lingua silenziosa. Insieme, questi tre sguardi generano una geografia interiore del Tagliamento: non una descrizione, ma unโ€™esperienza. โ€œTilimentโ€ diventa cosรฌ un dispositivo di ascolto, uno spazio liminale tra arte e scienza, tra documentazione e poesia, dove il fiume non รจ oggetto, ma soggetto. Unโ€™opera collettiva che invita a riscoprire un patrimonio ambientale e culturale straordinario, fragile, da custodire. Un invito, soprattutto, a lasciare che sia la natura, per una volta, a raccontarsi da sรฉ. Il Tagliamento non รจ solo un fiume, รจ un confine mobile, uno spazio soglia tra civiltร  e natura, tra memoria e cambiamento. รˆ il luogo in cui i friulani hanno costruito parte della propria identitร , attraversato da storie intime e collettive, teatro di battaglie storiche e teatro delle prime esperienze, dei primi amori, delle prime fughe. รˆ anche un luogo che esige rispetto e consapevolezza: le sue acque possono diventare pericolose, il suo paesaggio puรฒ ingannare. Ma รจ proprio in questa ambivalenza, tra bellezza e rischio, tra stabilitร  e mutamento, che risiede il suo fascino piรน profondo. โ€œTilimentโ€ รจ anche un invito a pensare il paesaggio come luogo di responsabilitร . Le opere esposte non raccontano solo lโ€™estetica del fiume, ma ci parlano della sua vulnerabilitร : lโ€™impatto dellโ€™uomo, il cambiamento climatico, la necessitร  di una tutela attiva. Il progetto si fa cosรฌ narrazione ambientale, civile, politica. Un atto dโ€™amore verso un fiume che non si lascia addomesticare, ma che chiede di essere ascoltato. E forse proprio da qui, da questo ascolto, puรฒ nascere un nuovo modo di abitare il territorio: piรน lento, piรน consapevole, piรน rispettoso.

Un laboratorio naturale e culturale: lo sguardo della scienza

Oltre allโ€™approccio artistico, la mostra si arricchisce del contributo scientifico della ricercatrice Chiara Scaini, che definisce il Tagliamento un โ€œlaboratorio naturale per il mondoโ€ e un caso di studio riconosciuto a livello internazionale.

  • รˆ infatti lโ€™unico fiume alpino europeo che ha conservato la sua morfologia naturale, ed รจ citato in oltreย 6.000 pubblicazioni scientifiche.
  • รˆ uno dei primi luoghi in cui sono stati riconosciuti scientificamente iย servizi ecosistemici culturali: benefici immateriali come identitร , spiritualitร , educazione e ricreazione.
  • รˆ un simbolo di convivenza difficile ma necessaria: molte comunitร  hanno dovuto adattarsi, spostarsi, ricostruire dopo le sue piene. Da qui nasce la socio-idrologia, una disciplina che analizza i fiumi non solo come entitร  fisiche, ma anche come spazi sociali, ecologici, etici.

Un invito allโ€™ascolto e alla responsabilitร 

Come sottolinea Giacomo Trevisan, vicesindaco di Codroipo:

“Il Tagliamento รจ parte integrante della nostra identitร . Con questa mostra vogliamo rinnovare lโ€™impegno per la sua tutela e valorizzazione, affinchรฉ le future generazioni possano continuare a vivere in armonia con esso.”

La mostra diventa cosรฌ un invito a ripensare il paesaggio come responsabilitร  condivisa. Le opere esposte non sono solo contemplative, ma portano in sรฉ la consapevolezza della vulnerabilitร  ambientale: parlano di cambiamento climatico, impatto umano, fragilitร  degli ecosistemi. Un atto d’amore e, insieme, un grido d’allarme.

Programma eventi

Durante lโ€™esposizione, sono previsti anche incontri e momenti di approfondimento:

  • Sabato 20 settembre, ore 21:00
    Tagliamento tra ricerca scientifica e immaginario storico, artistico e culturale
    Con Chiara Scaini e Angelo Floramo, modera Giacomo Bassmaji
    Biblioteca Civica Don Gilberto Pressacco โ€“ Codroipo
  • Domenica 26 ottobre, ore 15:30
    Finissage della mostra Tiliment โ€“ Tagliamento tra arte e scienza
    Spazio [A]tmosfera

A seguire, ore 16:00:
Tagliamento bene comune: dallโ€™arte allโ€™impegno civile
Con CeVI, CeFAP, Tagliamento.org e attivisti locali
Biblioteca Civica Don Gilberto Pressacco

Uno spazio partecipativo

Alla fine della mostra, i visitatori troveranno una parete per lasciare post-it con riflessioni, emozioni, ricordi legati al fiume. Sarร  anche disponibile un questionario per contribuire alla ricerca scientifica in corso.

Perchรฉ ogni sguardo conta. E ogni voce, come ogni goccia, costruisce il fiume.

Gli artisti in mostra

  • Roberto Ghezziย (1978, Cortona)
    Pittore e sperimentatore, autore delleย Naturografieยฉ. Collabora con istituti scientifici in Italia e allโ€™estero. Attualmente รจ presente nelย Padiglione Italia della 19ยช Biennale Architettura.
  • Eugenio Novajraย (1978, Torino)
    Fotografo professionista da oltre 30 anni. Ha esposto in tutto il mondo e vinto nel 2018 ilย Premio FVG Fotografiaย con โ€œBerlino Altroveโ€.
  • Renato Rinaldiย (1966, Codroipo)
    Compositore, attore, autore radiofonico. Lavora tra suono, ambiente e voce. Collabora conย Radio Rai, portando in onda reportage e radiodrammi.

Tiliment โ€“ Tagliamento tra arte e scienza รจ promosso dal Comune di Codroipo, in occasione della Fiera di San Simone, con il patrocinio di:
Regione Friuli Venezia GiuliaCeVIEcomuseo delle Acque del GemoneseTagliamento.org
e il sostegno della Cantina Pitars.

Alberto Fortis

Intervista a Slash Radio Web

Alberto Fortis si racconta ai microfoni di Slash Radio Web in unโ€™intervista che รจ un attraversamento emozionale e lucido di una carriera lunga e coraggiosa, fatta di musica, poesia e inesauribile desiderio di evoluzione.
Durante lโ€™incontro, Fortis condivide aneddoti personali e momenti indimenticabili del suo percorso professionale, alternando memoria e presente con la naturalezza di chi ha sempre vissuto la musica come forma di veritร . Dai primi esordi alla maturitร  creativa dellโ€™ultimo album, ogni parola รจ portatrice di una sinceritร , diretta, concreta, necessaria.
Per lui la scrittura รจ ancora oggi il luogo della sperimentazione, il laboratorio alchemico della visione e del suono, il territorio in cui praticare la libertร  espressiva. E come sempre, nei suoi racconti, il confine tra musica e vita si dissolve, lasciando emergere il gesto artistico nella sua autenticitร  piรน profonda.
Il nuovo album, composto da otto tracce, ognuna delle quali รจ accompagnata da un video dโ€™autore, รจ un prodotto intenso, pieno di energia, la stessa delle origini, che ancora oggi, a 70 anni appena compiuti, lo spinge a scrivere, suonare, creare un processo in cui lโ€™emozione
si rinnova senza discontinuitร  temporale anche nei concerti dal vivo.
Un lavoro visivo e musicale che Fortis cura nel dettaglio, mettendo in scena, oltre alla scrittura della canzone, il suo secondo grande amore: la fotografia e il linguaggio dellโ€™immagine, da sempre al centro della sua Intuizione estetica.
I video realizzati sono tutti una piccola opera, estensione poetica della musica, come nel brano Shopping con Alanis, ironico e surreale, intimo e teatrale, sospeso tra ritmo e riflessione fantastica sulla realtร  contemporanea che ha superato lโ€™irreale.
Per Alberto Fortis creare significa costruire un insieme coerente in cui note, gesti, immagini e parole trasmettono contenuti ritenuti essenziali alla vita individuale e collettiva e allโ€™elevazione spirituale degli esseri umani.
Questa consapevolezza รจ segnata da un costante impegno sociale profuso come ambasciatore
di diverse organizzazioni non profit, tra cui i City Angels, associazione milanese che fornisce sostegno concreto alle persone senza dimora. La sua รจ una presenza attiva, orientata alla relazione diretta e al supporto quotidiano.
Da ricordare la recente collaborazione con Michelangelo Pistoletto e Cittadellarte, che introduce un ulteriore ambito dโ€™azione, la promozione della Pace Preventiva, declinata in forma progettuale e operativa. In questo contesto si intrecciano grammatiche visive e pratiche sociali.
La conversazione in diretta su Slash Radio Web evidenzia una continuitร  mai interrotta tra espressione e comportamento. Le sue affermazioni coincidono con le sue scelte operative. Ogni elemento risulta funzionale a una linea di condotta basata sulla partecipazione e sulla responsabilitร . Un’intervista intensa, appassionata e viva, che restituisce la voce di un artista che non ha mai smesso di guardare il mondo con stupore e di restituirlo nelle forme intrecciate di piรน linguaggi poetici.

Fortunato D’Amico

La poesia come strumento terapeutico per lโ€™anima. Un viaggio verso la consapevolezza e la trasformazione

Coltivo la scrittura poetica come canale espressivo privilegiato e come strumento di lavoro, organizzo iniziative psico-sociali e gruppi dโ€™incontro sulla funzione terapeutica della poesia. Dalle mie esperienze รจ nato il libro-progetto โ€œOfficina Poeticaโ€, un chiaro esempio di poetry therapy (poesia come terapia) finalizzato alla crescita personale e al benessere. Il laboratorio โ€œAlla ricerca delle emozioni nascosteโ€ รจ tenuto presso lโ€™UNITRE di Vinovo, (Universitร  delle Tre Etร ). La poesia รจ da sempre considerata l’arte piรน potenteโ€ฆ capace di toccare le corde piรน intime dell’animo umano. Oltre a rappresentare un mezzo estetico e creativo, essa puรฒ assumere una funzione terapeutica di grande rilevanza, soprattutto in contesti particolari come le Residenze Sanitarie Assistenziali (R.S.A.). Attraverso il laboratorio “Officina Poetica”, la poesia diventa uno strumento utilissimo per il benessere individuale, favorendo il processo di consapevolezza e trasformazione.
L’applicazione della poesia in ambito psico-sociale ha dimostrato di essere straordinariamente benefica, in particolare per gli ospiti delle R.S.A. La lettura e l’ascolto di versi poetici facilitano la connessione con le emozioni piรน profonde e spesso dimenticate, offrendo loro uno spazio sicuro e protetto per esplorare sentimenti nascosti o rimossi a causa di traumi o difficoltร . La poesia-terapia non solo “riapre il cuore,” ma aiuta anche a ricostruire l’unitร  del “Sรฉ psicosomatico” frammentato dai conflitti interiori.
Nellโ€™anti Vigilia di Natale (anno 2013), agli ospiti viene letta la poesia โ€œInno alla madreโ€, seguono alcuni loro commentiโ€ฆ I nomi di seguito riportati sono di pura fantasia.

Screenshot


INNO ALLA MADRE
Scrigno preziosoโ€ฆ si apre alla vita,
si apre allโ€™amore si apre alla pace.
Con purezza dโ€™animo doni accoglienza
doni carezzeโ€ฆ e sinceritร .
Sorridi alla vita, offri speranzaโ€ฆ
illumini dโ€™amore ad ogni etร .
Cuori legatiโ€ฆ unica vita, unico amore.
Ancora oggi mi sostieni, mi proteggi, mi incoraggi.
Lโ€™ascolto della poesiaโ€ฆ โ€œInno alla madre,โ€ ha permesso agli ospiti di riaprire il cassetto della memoria autobiografica, facendo riaffiorare i ricordi piรน intimi e piรน cari.
Commenti:
-Rosanna alza la mano e racconta: โ€œla mia mamma รจ stata sempre presente, specialmente nei momenti piรน difficili della mia esistenza. La sua vicinanza รจ stata fondamentale, lโ€™affetto, lโ€™amore, il sostegno che solo una mamma sa dare nei momenti piรน difficili รจ impossibile dimenticare tutto ciรฒ, nonostante gli anni trascorsi, mi manca tanto.โ€
-Emiliana: โ€œquesta poesia mi riporta alla mente i ricordi della gioventรน, lโ€™energia, la forza, il coraggio che avevo, ero instancabile, e tutti i succulenti piatti che la mamma sapeva preparare con pochissimi ingredienti. Allora cโ€™era la guerra, la fame. Noi eravamo fortunati, avevamo una mucca e abitavamo in campagna.โ€
Per lโ€™anziano, riuscire a dare voce alle proprie emozioni, รจ un modo per aumentare la fiducia in se stessi, rafforzare lโ€™autostima e facilitare le relazioni interpersonali.
Ho rivissuto con ognuno di loro le emozioni riprovate durante i loro racconti. Ho toccato con mano quanto sia importante per il benessere dellโ€™anziano avere un supporto psicologico quando ancora puรฒ esprimersi e lo guardi e lo accompagni nel suo rileggersi dentro, oltre alla malattia o alle disabilitร  che inevitabilmente lo accompagnanoโ€ฆ intendendo la poesia come arte benefica per lโ€™anima.
La โ€œpoesia-terapiaโ€ mette insieme una serie di metodologie, fondate su tecniche specifiche di utilizzo delle poesie, al fine di favorire il processo di consapevolezza e supportare stati emotivi e cognitivi (pensieri) che sono importanti per la crescita e il benessere psicologico di una persona. Questo processo inizia con lโ€™evocazione di emozioni tramite la poesia, prosegue con lโ€™esplorazione del loro significato e culmina nella generazione di creativitร  e benessere. Il laboratorio โ€œOfficina Poeticaโ€ conduce gli individui passo dopo passo verso la consapevolezza emotiva, aiutandoli a riconoscere, accettare e trasformare le emozioni che spesso rimangono celate.

La poesia non รจ solo uno strumento di espressione, ma anche un mezzo per creare connessione e unitร . In un’epoca caratterizzata da frenesia e disconnessione, essa offre un’opportunitร  unica per ritrovare la propria dimensione spirituale e intima. Attraverso le sue parole, la poesia puรฒ risvegliare sentimenti sopiti, alleviare il dolore e favorire il processo di guarigione interiore. Gli incontri di “Officina Poetica” rappresentano un rifugio dove l’individuo puรฒ esplorare se stesso, riscoprire la propria creativitร  e iniziare un autentico processo trasformativo.
Inoltre, in un mondo che corre senza sosta, la poesia-terapia si pone come un faro di speranza per coloro che cercano di ricostruire l’unitร  tra mente, corpo e spirito. Attraverso la lettura, l’ascolto e la creazione poetica, si intraprende un viaggio verso la consapevolezza e la trasformazione. L’arte poetica non solo suscita emozioni, ma le trasforma, permettendo all’individuo di riappropriarsi del proprio benessere emotivo e spirituale. “Officina Poetica” รจ un laboratorio che continua a dimostrare come il potere delle parole possa davvero cambiare la vita.

Antonietta Natalizio, Psicologa Clinica e di Comunitร 

Azelio Corni. Al riparo dal Cielo

Azelio Corni. Al riparo dal cielo
โ€œAl riparo dal Cieloโ€ รจ una raccolta di lavori iniziati nel 2004 in cui ricorre la forma della volta, che richiama il concetto di casa e di focolare. Azelio Corni affronta questo tema con uno sguardo quasi primitivo, in sintonia con il suo profondo interesse per ogni sfaccettatura del mondo arcaico. Decifrare lโ€™universo primitivo non รจ semplice: spesso lo si approccia con una rigiditร  mentale fatta di schemi ideologici freddi e preconfezionati, che bloccano invece di liberare. Al contrario, nelle opere di Corni, i simboli e le intuizioni sprigionano unโ€™energia incandescente e magmatica.

Le sue imponenti strutture architettoniche racchiudono il senso primario della vita e della morte. Il nero, scelto come unico colore, si trasforma in unโ€™emozione pura, capace di condurre verso lโ€™infinito.

Tema centrale dellโ€™intera produzione di Azelio Corni รจ il dialogo Uomo โ€“ Natura. Una Natura interpretata come spazio di libertร  e strumento di elevazione dellโ€™Uomo, che si traduce in interpretazione architettonica delle forme. La rappresentazione della Natura diventa lo specchio attraverso cui l’essere umano riflette le sue passioni, la sua visione del mondo e il senso stesso della sua esistenza. Una sorta di โ€œPaesaggio – Stato d’animo” contemporaneo, che riassume con chiarezza l’essenza di un itinerario dalle infinite diramazioni.
Un viaggio, quello attraverso le opere monumentali di Corni, che tratteggia non solo il volto della Natura, ma anche quello dell’Anima, perchรฉ la meta รจ sempre il cuore dell’uomo che oscilla costantemente tra i poli di Ragione e Tragedia, pilastri fondanti della nostra civiltร . 
 
Azelio Corni ha creato le sue opere per guidare lโ€™anima oltre la dimensione terrena, in un orizzonte trascendente e segreto.

Le opere esposte sono visioni mastodontiche, definite da una pittura minimale e potentissima. Sono forme che sembrano emergere da antichi strati della coscienza collettiva, cariche di simbolismo e tensione. I volumi, quasi architettonici – Corni era particolarmente legato allโ€™architettura e lโ€™amava -, racchiudono lo spirito umano, come gusci sacri. Non cโ€™eฬ€ decorazione: solo materia, forma, e la ricerca costante dellโ€™anima. ยซLโ€™arte di papaฬ€ eฬ€ tribale, ma non arcaica; contemporanea, ma mai fredda. Si colloca in quello spazio sospeso in cui lโ€™essere umano si confronta con i grandi interrogativi dellโ€™esistenza, tra la razionalitร ฬ€ e il caos, la struttura e lโ€™abbandonoยป. Lโ€™allestimento eฬ€ suggestivo e sembra fatto apposta per la prima scuderia del castello vigevanese, i canti mongoli gutturali di sottofondo rendono il tutto carico di pathos incutendo quasi una religiositร ฬ€ dellโ€™arte.

Articolo di Caterina Corni

Breve bio dellโ€™artista

Originario di Sesto Calende (VA), Azelio Corni (1948 โ€“ 2023) ha conseguito la laurea in pittura presso lโ€™Accademia di Belle Arti di Brera. Ha insegnato Comunicazione Visiva allโ€™Accademia A.C.M.E. di Novara (NO) e Discipline Pittoriche presso il Liceo Artistico di Busto Arsizio (VA).
Ha operato nel campo delle arti visive, partecipando a numerose mostre personali e collettive in Italia e allโ€™estero (Stati Uniti, India, Giappone, Kingdom of Bahrain). Le sue opere sono state acquisite da istituzioni pubbliche e private e da Istituti di credito, tra cui UBI Banca.

Azelio Corni. Al riparo dal Cielo
Vigevano, Prima Scuderia del Castello
Inaugurazione: giovedรฌ 17 aprile
Apertura: 18 aprile โ€“ 18 maggio 2025
Orari:
venerdรฌ, sabato e festivi: dalle 10 alle 19
da martedรฌ a giovedรฌ: dalle 15 alle 18

Per informazioni e visite guidate per gruppi o scuole contattare: 331 8887605

Li Fangyuan. Fiori di Cotone Rosso: un Ponte tra Tradizione e Modernitร 

Li Fangyuan. Fiori di Cotone Rosso: un Ponte tra Tradizione e Modernitร 
Fortunato Dโ€™Amico

La magia del futuro nei paesaggi culturali della Cina

Li Fangyuan, nato nel 1930 nel quartiere di Dinghu della cittร  di Zhaoqing, nella regione del Guangdong, รจ stato un artista sostanzialmente legato alla sua terra e al retaggio culturale cinese. Cresciuto in un contesto pedemontano e in una famiglia che valorizzava l’istruzione, ha sviluppato fin da piccolo un amore estremo per il paesaggio natio, che ha trovato espressione naturale nella sua pittura.
La sua formazione ha inizio presso la Scuola Tecnica Normale di Canton (Guangzhou, nota anche come Yangcheng, il cui simbolo รจ il fiore di cotone rosso, dove ha studiato a fondo gli stili pittorici delle dinastie Song, Yuan, Ming e Qing). Successivamente, ha avuto la fortuna di essere allievo del maestro Li Shouzhen, a sua volta discepolo di figure di spicco della Scuola Lingnan.
Un incontro che ha segnato un punto di svolta nella sua carriera, guidandola verso direzioni originali.
La Scuola Lingnan รจ un movimento artistico che ha influenzato grandemente la pittura non solo cinese ma anche nipponica. รˆ considerata uno dei principali movimenti artistici della pittura cinese del XX secolo. La sua importanza si รจ estesa sia in Oriente che in Europa, contribuendo alla rinascita dell’arte figurativa cinese.
Li Fangyuanย ha ereditato dal suo maestro i principi dellaย Scuola Lingnan, adottando un approccio innovativo, evidente nelle oltre mille opere realizzate nella sua vita.
Le sue immagini con i fiori di cotone rosso, simbolo diย Canton (in cinese Guangzhou), sono un esempio di come l’artista osservasse la natura e la decifrasse in codici e lemmi di allegorie visive riferite alla stagione gioiosa della primavera.
Ogni anno, tra marzo e aprile, questi alberi si ricoprono di fiori e foglie, assumendo un aspetto maestoso che comunica una forte energia e vitalitร . I fiori di cotone rosso, vividi e grandi, catturano lo sguardo con il loro colore acceso.


Moderno cantore di Yangcheng, ha trasferito il proprio vigore spirituale sulla tela attraverso specifici e ingegnosi espedienti: colpi di pennello brevi ma coordinati per esprimere unโ€™idea, uso di poche tracce e di elementi minuscoli interconnessi tra loro per generare dinamismo. Queste procedure, sapientemente combinate, creano un forte impatto emotivo. Il cotone rosso acquerellato da Li Fangyuan assume cosรฌ una personalitร  distintiva, turgidamente inchiostrata. Gli strati cromatici sono identificabili ma fusi insieme esprimono forza e grazia. Nella pioggia d’inchiostro delle sue tele si percepiscono una potenza e una vitalitร  antiche, scaturenti dall’armoniosa unione di tratto, inchiostro, colore ed acqua. Il risultato รจ un’esplosione di vitalitร  che celebra la rinascita della natura, in cui traspare la completa padronanza dei sistemi pittorici storicamente sviluppati in Cina e una grande sensibilitร  nella traduzione attualizzata dei soggetti illustrati.
In un dipinto in cui il tema sono i fiori gialli, la fluiditร  delle campiture e l’equilibrio cromatico tra il giallo acceso e il blu-verde scuro creano un’armonia elegante, seppur con una composizione non perfettamente simmetrica, tipica di un punto di vista piรน coerente alla situazione odierna. Ilย polittico con uccelli e fiori rossiย mostra una maggiore dinamicitร , con pennellate rapide che suggeriscono movimento, contrapposte alla staticitร  dei fiori, creando un ritmo di calibrata tensione visiva.

In altre raffigurazioni, piรน volte Li Fangyuan ritrae un gallo con macchie ampie e sicure ma piรน leggere per descrivere il contesto circostante con un’atmosfera serena e intima.
L’artista utilizza la pittura come un pianista che suona il pianoforte, alternando segni decisi ad altri piรน leggeri, creando una consonanza visiva che risuona con la stessa profonditร  emotiva di una melodia suonata con maestria sulla tastiera.
In tutte le sue produzioni, la semplificazione delle forme e la maestria nell’uso dell’inchiostro e del colore sono evidenti, componendo scene animate da un grande impatto visivo.
L’artista ha prediletto l’utilizzo di pennelli realizzati con coda di cavallo selvatico, una scelta che gli ha consentito di ottenere un tratto particolarmente vivace e dinamico. Ha lavorato prevalentemente su carta cotta, un materiale che ha contribuito a mantenere una sensazione di vibrante umiditร , sviluppando varianti originali della tecnica della “collisione acquea”, intervenendo sul colore con l’acqua per espanderlo prima che si asciugasse. Questo processo, apparentemente semplice, ha permesso a Fangyuan di creare effetti cromatici unici e intensi.
Lโ€™estetica della sua arte annota e trasfigura la realtร , animando nello spettatore lโ€™esigenza di un ulteriore avvicinamento contemplativo alla dimensione interiore e spirituale.
La calligrafia presente nei dipinti, riporta frasi evocative e poetiche, e arricchisce il significato complessivo dellโ€™opera, aggiungendo unโ€™ulteriore fonte di stimolo e di curiositร .

Pittura e resilienza culturale nellโ€™opera di Li Fangyuan

Gli anni ’50 hanno rappresentato un periodo di grandi difficoltร  per Li Fangyuan. Come ha evidenziato Stefano Giovannini, l’artista รจ stato accusato ingiustamente di essere un oppositore del regime durante la campagna contro gli “elementi di destra”. “Quello era un periodo di caccia alle streghe”, ha affermato Giovannini, sottolineando l’ingiustizia subita dall’artista. Tale accusa, seppur infondata, ha avuto conseguenze dirette sulla sua vita. Li Fangyuan ha perso il suo posto di lavoro accademico, vedendo compromessa la sua posizione. Tuttavia, non si รจ arreso. Ha aperto un proprio studio privato, dove ha continuato a trasmettere le sue competenze a un piccolo gruppo di allievi. Questo studio รจ diventato un rifugio intellettuale, un luogo dove preservare la tradizione pittorica cinese in un periodo di repressione. โ€œFangyuan non era interessato alla politicaโ€, ha spiegato Giovannini, sottolineando che si trattava di un artista che si esprimeva attraverso la pittura e che ha trovato nell’insegnamento una forma di resistenza culturale. Li Fangyuan non ha mai realizzato opere antigovernative. La revoca del suo titolo di docente รจ stata poi rivista, e le autoritร  probabilmente lo hanno ritenuto non pericoloso. La carriera di Li Fangyuan รจ costellata di attestazioni di merito.

Nel 1995, ha ricevuto il Premio โ€œPer una vita dedicata alla pedagogiaโ€ da parte del Comune di Canton. Questo riconoscimento, come evidenziato in precedenza, รจ arrivato in un periodo congiunturale diverso. ma di grande valore anche se circoscritto a livello locale. Negli anni, ha tenuto numerose mostre, tra cui la sua prima personale nel 1982 al mercato floreale del quartiere di Yuexiu, e unโ€™altra all’Accademia di Pittura del Guangdong nel 2008. Nel 2012, ha collaborato alla pubblicazione di una raccolta di lavori calligrafico-pittorici per celebrare il centenario della biblioteca della cittร  di Zhongshan.
Il suo impegno ha iniziato ad essere stimato con ammirazione anche al di fuori della Cina, grazie alla figlia minore, Li Luyun. Con una determinazione che ricorda quella del padre, Li Luyun tramite lโ€™Associazione Pedone fondata da Li Zhiying ha organizzato mostre in Italia, superando le iniziali resistenze delle sorelle maggiori, che consideravano le opere del padre un patrimonio familiare da proteggere. Sono recenti le mostre di Li Fangyuan in diverse gallerie italiane, tra cui quella ospitata nel 2022 dalla Galleria Casa di Dante a Firenze e dal titolo “Colori indelebili”. Questa iniziativa ha permesso di far conoscere l’opera di Li Fangyuan a un pubblico internazionale, aprendo nuove prospettive interpretative e di valorizzazione della sua unicitร .
Nella visione artistica di Li Fangyuan, la relazione tra la storia e la modernitร , tra l’espressione artistica e il contesto sociale, risulta fondamentale per arginare gli effetti devastanti di un’epoca globalizzata che in rapida ascesa sta cancellando l’ampia ricchezza di idiomi e linguaggi fioriti nelle diversitร  espressive di tutti i Paesi del mondo, sostituendo il DNA tipico di ogni territorio con modelli e modalitร  estranee alle realtร  locali. L’opera di Li Fangyuan nel suo insieme costituisce un importante patrimonio da condividere perchรฉ dimostra come sia possibile mediare il sapere e la sapienza del passato con il presente, mantenendone viva l’essenza e integrandola a una visione personale del tempo attuale.

Amazzoni. Martina Fontana e le donne dell’Associazione Amazzoni di Morbegno

Dal 6 al 9 marzo 2025 a Morbegno, presso il Chiostro S. Antonio, la mostraย Amazzoni,ย a cura della scultriceย Martina Fontana

Testo a cura di Giovanna Brambilla
Foto di Daniela Pellegrini

Indossare cicatrici. รˆ in questo gesto che la pratica dell’artista Martina Fontana incontra il vissuto e l’esperienza del gruppo “Amazzoni” fondato nel 2008 dalla Dott.ssa Patrizia Franzini, che supporta chi sta vivendo un percorso di malattia oncologica al seno.
Elemento centrale del progetto รจ la scultura collettiva/scudo, realizzato attraverso una serie di incontri e un workshop. Sulla sua superficie prendono forma le riproduzioni di nodi e tagli campionati da alberi presenti sul territorio che le Amazzoni hanno scelto e catturato.
Indossare cicatrici. รˆ in questo gesto che la pratica dell’artista Martina Fontana incontra il vissuto e l’esperienza del gruppo “Amazzoni” fondato nel 2008 dalla Dott.ssa Patrizia Franzini, che supporta chi sta vivendo un percorso di malattia oncologica al seno.
Elemento centrale del progetto รจ la scultura collettiva/scudo, realizzato attraverso una serie di incontri e un workshop. Sulla sua superficie prendono forma le riproduzioni di nodi e tagli campionati da alberi presenti sul territorio che le Amazzoni hanno scelto e catturato.


Questo oggetto, ideato da Martina Fontana, non solo protegge le donne ritratte nelle foto allโ€™interno della mostra, ma rappresenta anche la loro capacitร  di rigenerarsi e rinascere dopo la malattia. Gli alberi, infatti, sono noti per la loro capacitร  di guarire le ferite e continuare a crescere, simboleggiando la resilienza e la forza.

โ€œInsieme abbiamo lavorato sull’immagine e sul significato profondo delle cicatrici, visibili e invisibili. I calchi dei nodi degli alberi sono stati assemblati in un’unica scultura a forma di scudo con il quale ogni Amazzone ha scelto come rappresentarsi in relazione al proprio corpo e al proprio vissuto.โ€ racconta Martina Fontana.

โ€œLa fotografia, in questo contesto, รจ uno strumento terapeutico e un rituale potente. L’atto di farsi ritrarre nude, vedendo ciรฒ che si ha piรน paura di vedere, puรฒ essere un modo per “ritrovarsi” superando frammentazioni interne e promuovendo un’accettazione profonda in una sorta di ricostruzione dello sguardo. I corpi diventano mappe e paesaggi del dolore e della rinascita.โ€racconta Daniela Pellegrini.
Corpi nudi, semplici e reali, si mostrano o si nascondono, si fanno scudo e si sostengono tra loro, divenendo un corpo unico che attinge alle energie primordiali degli elementi e ad una forza interiore piรน segreta e sotterranea.


Allโ€™interno della mostra l’installazione 19 stelle celebra la forza del gruppo come punto di orientamento e guida per tutte le donne che ne fanno parte. I nodi argentei seguono la disposizione degli astri che compongono la costellazione di Orione, il gigante con lo scudo. Il dolore cede il passo alla bellezza, la luce e la forza delle compagne segnano una strada luminosa da percorrere verso la rinascita.