MegaMuseo di Aosta dal 23 luglio al 18 ottobre 2026
La monumentale Stella per purificare le parole di Gilberto Zorio si posa sul terreno del MegaMuseo con tutta la gravitร e la consistenza della terracotta nera. Spogliandosi della sua natura di astrazione astronomica, la forma celeste acquista qui un peso reale, fatto di superfici rugose, fenditure profonde e vibranti variazioni della materia.
Collocata accanto alle preesistenze archeologiche del sito, l’installazione introduce una potente energia focalizzata sul linguaggio, sul bisogno viscerale di restituire forza ed efficacia a parole ormai logorate dall’uso quotidiano. L’opera gioca con la percezione e il tempo: il fosforo impiegato trattiene la luce, permettendo alla scultura di prolungare la propria presenza ben oltre la dimensione visibile. Cosรฌ, l’alternanza tra illuminazione e oscuritร ne ridisegna continuamente i contorni, rivelando tracce nascoste in un ciclo perpetuo di apparizioni e persistenze. L’alcool rimanda invece al fuoco, alla metamorfosi alchemica e al vero e proprio rito di purificazione evocato dal titolo.
La grandiositร della stella dialoga con lo spazio circostante, accompagnando il cammino dei visitatori lungo la passerella. Questo antico segno cosmico si inserisce tra i reperti e le impronte lasciate dalle civiltร passate, creando un ponte ideale tra l’osservazione del cielo, la memoria della terra e le tensioni del nostro presente. In questo contesto, purificare le parole assume un significato profondo: significa restituire alla comunicazione il suo valore di orientamento, riconnettendola alla responsabilitร dell’azione e alla materia originaria da cui ogni espressione prende vita.
ย Castello Gambaย di Chรขtillon dal 23 luglio al 18 ottobre 2026
Nellโoscuritร della sala, un profilo si staglia nitido, catturato da un unico filo di luce. ร la silhouette atletica di Orione che, in perfetto equilibrio, solleva una lunga lancia verso il cielo fino ad afferrare una stella.
In questa opera, Angelo Bonello reinterpreta il leggendario cacciatore del mito traducendo il suo vigore in un gesto tanto poetico quanto inaspettato. In quel singolo segno si annulla ogni distanza: il traguardo tanto inseguito si fa intuizione, conoscenza profonda, promessa. Il gigante si riscopre cosรฌ pescatore del firmamento, simbolo eterno del desiderio umano di spingersi oltre i confini terrestri per accogliere l’immensitร del cosmo nell’orizzonte di tutti i giorni.
Sospeso tra la terra e lโinfinito, l’eroe vive nella tensione dell’azione e nella certezza che ogni vuoto sia l’inizio di una nuova esplorazione. Nel frattempo, l’omonima costellazione continua a dominare il cielo d’inverno. Il suo profilo รจ inconfondibile grazie ai tre astri allineati della Cintura, mentre Betelgeuse e Rigel ne tracciano i confini illuminando lo spazio con intensitร opposte. Gli antichi videro in quel disegno un uomo consegnato allโeternitร dopo la morte.
Da allora, questa figura attraversa il tempo e le generazioni, in un perfetto equilibrio tra epica, orientamento e astronomia. Un eroe che incarna l’archetipo stesso della rinascita, capace di attraversare il buio per conquistare la sua immortale dimora celeste.
Michelangelo Pistoletto e Fortunato DโAmico firmano il testo dedicato alla nascita della โTreccia della Pace Preventivaโ, evoluzione simbolica del Terzo Paradiso. La Treccia viene presentata come immagine di connessione tra differenze, metodo di relazione e pratica collettiva capace di trasformare il conflitto in equilibrio condiviso, rendendo la Pace Preventiva unโazione concreta della vita sociale.
Fortunato DโAmicoโจ
Michelangelo, questo testo nasce da una tua necessitร precisa. Da tempo cerchi di spiegare come realizzare la Pace Preventiva in modo che possa essere da chiunque concretamente compresa. A un certo punto hai avuto lโintuizione di rappresentare il simbolo del Terzo Paradiso con una Treccia fatta di tre fili che si intrecciano e si relazionano tra loro. ร cosรฌ che nasce lโimmagine della Treccia per la Pace Preventiva.
Michelangelo Pistoletto
Sรฌ. A un certo punto ho capito che era indispensabile rendere comprensibile il funzionamento della Pace Preventiva. Il simbolo del Terzo Paradiso conteneva giร in sรฉ questo principio, ma con la Treccia esso diventa comprensibile e praticamente attuabile. Tre fili che si intrecciano, si toccano, si organizzano, si sostengono a vicenda e continuano a esistere insieme. La Pace Preventiva allora non รจ piรน soltanto un concetto teorico. Diventa una realtร pratica.
Fortunato DโAmicoโจ
Praticata, certo. Quindi la filosofia diventa pragmatica. Pensare, fare, vedere, osservare. Il pensiero entra dentro lโazione.
Michelangelo Pistoletto
La filosofia del fare. La filosofia che nasce dal filo del fare e che porta alla pragmatica.โจ
Fortunato DโAmico
โจChe porta al fare.
Michelangelo Pistolettoโจ
Sรฌ. Negli incontri pubblici mi chiedevano continuamente che cosa fosse la Pace Preventiva e come si potesse realizzare veramente. E mi rendevo conto che serviva una forma capace di renderla visibile. Quindi ho capito che dal Terzo Paradiso poteva nascere una Treccia. Tre gomitoli. Tre fili che si intrecciano e diventano un solo corpo partendo ciascuno da uno dei tre cerchi. E cosรฌ che improvvisamente il concetto diventava comprensibile, comunicabile e praticabile.
Fortunato DโAmicoโจ
La treccia mi fa pensare alla societร come a un tessuto. Fili che si intrecciano e che, insieme, costruiscono qualcosa. Ogni filo mantiene la propria presenza ma entra in relazione con gli altri.
Michelangelo Pistoletto
โจSรฌ. Il tessuto รจ fatto di ordito e trama, e contiene un processo di intrecci. La Treccia, per me, nasce direttamente dai tre cerchi del Terzo Paradiso. Ed รจ importante perchรฉ la Treccia accompagna la storia umana da sempre in ogni parte del mondo. ร stata realizzata con i capelli, sul corpo, nella vita quotidiana. In questo senso รจ anche una forma di relazione personale e sociale resa visibile e praticata in senso rituale. La treccia mostra che elementi differenti possono entrare in rapporto continuo producendo qualcosa che prima non esisteva. Questo รจ il principio della creazione socialmente vissuto.
Fortunato DโAmicoโจ
E il filo centrale allora che cosa rappresenta?
Michelangelo Pistoletto
โจIl metodo. La legge. Lโorganizzazione della relazione. Nella Treccia della Pace i due fili laterali rappresentano le differenze, gli opposti, le tensioni estreme. Il filo centrale impedisce che il rapporto degeneri nella distruzione reciproca. Per questo la Pace Preventiva impedisce il sorgere della guerra. Anche la guerra nasce da una relazione tra opposti. Ma nella guerra una parte elimina lโaltra, una cresce annullando lโaltra. Nella Treccia invece i fili continuano a esistere tutti e tre. Nessuno scompare.
Fortunato DโAmicoโจ
Quindi il centro del simbolo diventa il luogo dove la relazione prende forma.
Michelangelo Pistolettoโจ
Esatto. Nel centro avviene sempre qualcosa di nuovo. Ma quel qualcosa deve essere organizzato. Ed รจ qui che il pensiero passa allโazione. Il filo centrale intreccia continuamente i due fili esterni e crea una struttura stabile. Questa struttura รจ il modello della Pace Preventiva.
Fortunato DโAmicoโจ
Mi viene in mente il riferimento al sistema dello sport che abbiamo identificato con il libro Unity of Sports for Preventive Peace. Gli opposti si confrontano ma dentro una regola condivisa.
Michelangelo Pistolettoโจ
Infatti lo sport รจ un esempio fondamentale. Esiste una legge che permette il confronto senza distruzione. La competizione continua a esistere, ma viene regolata. Nessuno deve eliminare lโaltro per vincere. La Pace Preventiva funziona nello stesso modo ed estensivamente nellโintera organizzazione dellโattivitร umana. Fortunato DโAmicoโจLa linea centrale allora potrebbe essere come la linea della palla al centro del campo. Michelangelo PistolettoโจSรฌ, proprio come descrivo il Terzo Paradiso in senso sportivo, paragonandolo a un campo di calcio: la palla al centro permette alle due squadre di confrontarsi nella partita e dare ciascuna il meglio di sรฉ per una comune vittoria.
Fortunato DโAmico โจ
E la cosa interessante รจ che ogni filo mantiene la propria identitร anche dentro lโintreccio.
Michelangelo Pistoletto
โจEsatto. La differenza non viene cancellata. Resta visibile. Questo รจ fondamentale anche nel concetto di Love Difference. Le differenze devono restare vive. Senza differenze non esisterebbe nessuna creazione nuova. Il problema nasce quando una differenza vuole dominare o eliminare lโaltra.
Fortunato DโAmicoโจ
Quindi la treccia รจ una forma di equilibrio.
Michelangelo Pistolettoโจ
Di equilibrio dinamico. Perchรฉ i fili restano sempre in movimento. Ed รจ qui che entra anche il rapporto tra natura e artificio. Il Terzo Paradiso nasce proprio per mettere in relazione il paradiso naturale e quello artificiale. Oggi viviamo su un pianeta precipitosamente trasformato dallโessere umano. Per questo abbiamo bisogno di assumere con urgenza una responsabilitร totalmente nuova.
Fortunato DโAmicoโจ
E quindi anche lโintelligenza artificiale rientra in questo discorso. Michelangelo PistolettoโจCertamente. Lโintelligenza artificiale puรฒ diventare uno strumento di equilibrio oppure di distruzione. Dipende dal metodo che la guida. Dipende dal filo centrale. Fortunato DโAmicoโจMi colpisce anche unโaltra cosa. Presi singolarmente, i fili possono spezzarsi facilmente. Intrecciati invece diventano una corda resistente.
Michelangelo Pistolettoโจ
Sรฌ. La forza nasce dalla relazione.Vale per gli individui, per le comunitร , per le istituzioni, per la politica. La Treccia rende visibile il fatto che la relazione produce struttura, continuitร e responsabilitร reciproca.
Fortunato DโAmico
E questa immagine ci aiuta anche a capire il tema della memoria. Le tracce si intrecciano continuamente.
Michelangelo Pistolettoโจ
Lโintreccio delle tracce. Ogni esperienza lascia una traccia e ogni traccia entra in relazione con le altre. La Treccia diventa quindi una forma del pensiero, una pratica della memoria e una struttura della relazione sociale.
Fortunato DโAmico
โจE ci riporta anche al modo in cui oggi funziona lโintelligenza artificiale. Anche lรฌ esiste un intreccio continuo di relazioni, connessioni, dati, memorie, possibilitร . La differenza รจ che qui lโintreccio resta affidato alla responsabilitร umana. La Pace Preventiva diventa quindi una pratica cosciente delle relazioni, un metodo per organizzare le differenze senza trasformarle in conflitto.
Michelangelo Pistolettoโจ
Esatto. La Treccia rende visibile e pratico ciรฒ che prima riuscivamo soltanto a immaginare.
โLa Gaia Madreโ รจ una mostra di arti visive e performative in esposizione nella Sotterranea Nuova del Castello di Vigevano, dal 1ยฐ al 17 maggio, organizzata dal collettivo Evuz Art e curata da Fortunato DโAmico. Il progetto mette in primo piano il rapporto tra umanitร e pianeta a partire da una visione critica dellโecologismo contemporaneo: la Terra รจ evocata come madre generativa e al tempo stesso ferita, corpo sfruttato e superficie ridotta a merce, fino a rivelare il suo volto di โInfelice Madreโ, esposta a economie predatorie e retoriche che mascherano il saccheggio del vivente. Lโesposizione adotta uno sguardo interdisciplinare sui sistemi di relazione tra ambiente, societร , tecnologia e modelli di produzione, narrando la Madre Terra nella sua dimensione archetipica ma anche dentro reti di processi materiali, cicli biologici, infrastrutture, conflitti geopolitici ed economie estrattive. Lโarte assume una funzione civile e conoscitiva: opere, performance e materiali documentari sono chiamati a rendere percepibili le emergenze del presente e a riattivare consapevolezza verso il pianeta e chi lo abita.Tre sono gli assi narrativi:
Terra corpo vivente, che mette a fuoco lโorganismo materiale attraversato da crisi climatica, sfruttamento delle risorse e tecnologie di controllo;
Terra spazio delle comunitร , che guarda ai territori abitati, alle pratiche di cura, alle migrazioni e alle disuguaglianze;
Terra matrice simbolica e relazionale, che esplora la dimensione spirituale, mitica e affettiva del legame tra umano e pianeta. In questo quadro, Gaia Madre enuncia anche il proprio contrario, diventando Infelice Madre: madre generativa ma insieme corpo sfruttato, esposto a narrazioni consolatorie che coprono la violenza sistemica e lโegocentrismo umano.
Lโallestimento รจ concepito come una sorta di cattedrale laica, che articola dimensione sacra e ambito profano in una sequenza narrativa progressiva. I percorsi guidano il pubblico da aree legate alla materialitร della Terra, verso zone dedicate alle pratiche simboliche, rituali e cosmologiche, intrecciando conoscenza empirica e visione spirituale.Lo spazio espositivo favorisce una lettura stratificata: dati, opere visive, installazioni materiche, performance rituali e archivi documentali convivono in un ambiente pensato per un attraversamento lento, segnato da diversi fuochi di attenzione. La progressione degli spazi attiva una narrazione che tiene insieme dimensione ambientale, sociale e mitologica, ampliando la percezione del pianeta dal dato geologico alle cosmologie culturali, dalle economie terrestri alle pratiche di cura del vivente.
GLI ARTISTI
Giรฒ Cacciatore โCarlo Caldara- Gero Canalella- Giuliana Consilvio- Mario De Leo โ Giulietta Faccioli โ Max Falsetta Spina โ Antonella Gerbi โ Giuse Iannello โ Valerio Incerto- Lorenzo Lucatelli โ Davide Macaluso โ Max Marra โ Paolo Matteucci โ Veronica Menchise- Luca Paladino โ Nik Palermo โ Nadia Pelร โ Mauro Pinotti โ Marco Raimondo โ Paola Rizzi โ Giovanni Ronzoni โ Pierangelo Russo โ Alex Sala โ Agata Sand โ Jessica Ticozzelli โ Elisabetta Ubezio โ Valeriangelini โ Isabella Vierzi.
L’ APOKรLYPSIS DI MAX FALSETTA SPINA A TIMES SQUARE
Max Falsetta Spina porta โApokรกlypsisโ nel cuore pulsante di Times Square, su uno degli schermi piรน iconici del pianeta, campo di sperimentazione artistica dove arte, cinema e intelligenza artificiale si incontrano. Dal 13 al 15 maggio 2026, allโaltezza tra 7th Avenue e 42nd Street, un teaser di 20 secondi del suo nuovo cortometraggio invade il flusso visivo della comunicazione pubblicitaria globale, interferendo con esso e riconfigurandolo con un apropria narrativa Per Max Falsetta Spina โApokรกlypsisโ รจ un processo di rivelazione di ciรฒ che era nascosto e ora diventa visibile. Attraverso immagini ad alta intensitร evocativa, lโopera affronta i temi del potere, della percezione e della realtร , attraversata da archetipi e simboli universali. Numeri e figure assumono valore concettuale. Il nuemro dela Bestia, 666, รจ la manifestazione sistemica del potere, mentre i quattro cavalieri (guerra, carestia, conquista e morte) appaiono come condizioni permanenti della storia umana. La Bestia รจ una struttura invisibile, strumento di consenso che invade la societร dei media. Il progetto si articola su due livelli: il teaser di 20 secondi, pensato specificamente per i grandi billboard digitali Dooh e un cortometraggio di 6 minuti che ne sviluppa la trama visiva in forma compiuta. Lโintera opera รจ realizzata con intelligenza artificiale, a partire da prompt originali e da una precisa regia di inquadrature, tempi e atmosfere.
LโAI viene utilizzata strumento di un linguaggio profondamente autoriale, in continuitร con il percorso artistico di Falsetta Spina, scenografo e fotografo. Si riconoscono lโattenzione alla composizione, la cura della luce, la costruzione dello spazio e un respiro cinematografico costante. La scelta di Times Square รจ parte integrante del concep critico con cui รจ costruita lโopera. In un luogo-simbolo della sovrapproduzione di immagini e della pressione pubblicitaria, Apokรกlypsis รจ una frattura, unโinterferenza che rompe la continuitร del messaggio commerciale e diventa cosรฌ un campo di tensione tra consumo e visione, tra intrattenimento e rivelazione, invitando lo spettatore urbano a un gesto inatteso: alzare lo sguardo e interrogare ciรฒ che vede. Dopo New York, il progetto proseguirร a Milano nellโautunno 2026, con una mostra in una location di forte impatto. Qui il cortometraggio sarร affiancato da una trentina di scene tratte dal film, trasformate in tele.
Il passaggio dal flusso luminoso del display alla fisicitร della pittura sposta il dialogo dallโimmagine digitale allโopera materica, accentuando la percezione del rapporto tra movimento e la sua fissazione e amplificando i significati che si generano tra visione pubblica ed esperienza ravvicinata.Apokรกlypsis si inserisce allโinterno di Over The Rainbow, piattaforma internazionale ideata da Max Falsetta Spina che esplora i circuiti Dooh come nuovi spazi espositivi per lโarte contemporanea, ridefinendo i confini tra ambito pubblicitario e ricerca artistica. โLโApocalisse non รจ la fine del mondoโ dichiara lโartista. โร la fine dellโillusione. ร il momento in cui ciรฒ che รจ nascosto diventa visibile.
Designer di successo, Franco Perrotti ha firmato arredi e progetti per i piรน grandi brand del design internazionale ma in contemporanea ha avviato una ricerca artistica personale che lo ha condotto verso installazioni e sculture di grande impatto, capaci di affrontare temi profondi, anche politici e sociali. Nella mostra curata da Fortunato DโAmico โFranco Perrotti: From Object to Visionโ, di scena in MyOwnGallery, design, arte e artigianato si intrecciano fino a diventare un unico linguaggio espressivo, un dialogo continuo tra funzione e percezione, tra artificio e natura. Superfici, luci e sedute abbandonano la funzione per diventare “visione”. Non sono piรน solo arredi, ma ponti tra corpo e ambiente, bussole che orientano il nostro comportamento collettivo. Cuore pulsante della mostra รจ โDissuaderโ collocato allโesterno nella Piazza dellโArte, un monumentale piccione metallico trafitto da punte e sospeso in aria, simbolo potente delle barriere invisibili che disciplinano le nostre cittร . A dialogare con esso, la sua controparte in legno lamellare, adagiata a terra. In un cielo ormai saturo di droni e satelliti, lโopera di Perrotti ci invita a riflettere, trasformando il progetto tecnico in una responsabilitร etica condivisa. Lโarte diventa cosรฌ una pratica consapevole dellโabitare, un invito a riscoprire la bellezza della condivisione e della relazione. La forma smette di essere solo struttura e diventa espressione di una nuova coscienza del vivere contemporaneo.
Con il patrocinio di: Segretariato Permanente dei Premi Nobel per la Pace, ALA – Assoarchitetti & Ingegneri. In collaborazione con Nesite, Brondelloerminio, Quadruslight.ย
Grafiche “Olimpichetto. Il ritorno di un ambasciatore”, Basilica Palladiana, Vicenza (ยฉ Studio Gabbiani & Associati)
Il Teatro Olimpico di Vicenza, come รจ noto, รจ lโultima opera di Andrea Palladio, che non ne ha visto la realizzazione e per la quale Vincenzo Scamozzi ha progettato la magnifica scena per lโEdipo Re di Sofocle e che, nata effimera nel 1585 per inaugurare il Teatro, fa ancora mostra di sรฉ e da sfondo a tanti spettacoli, ancora oggi dopo ben cinque secoli.
In tempi recenti si รจ riscoperto fortuitamente nei magazzini Comunali un grande manufatto del 1948, del quale negli ultimi decenni si era quasi perduta la memoria: il cosรฌ detto Olimpichetto, ovvero la ricostruzione della scena del Teatro Olimpico, realizzata nel 1948 in scala quasi reale. Da qui nasce lโiniziativa di realizzare un Mostra, promossa dal Comune di Vicenza con la co-organizzazione di Intesa Sanpaolo ed รจ curata da Musei Civici Vicenza, Fondazione Teatro Comunale Cittร di Vicenza e Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio.
LโOlimpichetto, ideato dal regista teatrale Guido Salvini, รจ realizzato con materiali leggeri e pensato per essere smontata, trasportata e rimontata. Una macchina scenica di straordinaria raffinatezza e qualitร , concepita per riprodurre in ogni luogo lโatmosfera del teatro palladiano. Salvini ne promosse la costruzione mentre preparava la messa in scena proprio dellโEdipo Re, rappresentato nel settembre 1948, come primo grande evento teatrale del dopoguerra vicentino. Con la stessa scenografia e parte della medesima troupe โ la compagnia teatrale italiana della Biennale di Venezia, che annoverava interpreti affermati e giovani promettenti come Vittorio Gassman e Nino Manfredi โ Salvini portรฒ la produzione in tournรฉe a Londra e Parigi, offrendo allโEuropa lโimmagine rinnovata di unโItalia che riscopriva il proprio genio teatrale e architettonico. Olimpichetto fu, a tutti gli effetti, un teatro palladiano itinerante: lโunico mai realizzato, la cui storia si intreccia con la volontร di rinascita artistica e civile di un Paese e di una cittร che uscivano dalle rovine del conflitto.
Nel corso del 2025 il Comune ha commissionato ad Engim un attento lavoro di restauro dellโOlimpichetto e ha avviato una rigorosa indagine documentaria preliminare negli archivi, integrata da testimonianze dirette, che ha permesso di ricostruirne la genesi, i percorsi delle tournรฉe e la ricezione critica, restituendo un quadro sorprendentemente vitale della cultura teatrale del dopoguerra.
A fine 2025 lo Studio Gabbiani รจ stato invitato dal Comune di Vicenza a progettare un allestimento che ospitasse lโOlimpichetto allโinterno del Salone della Basilica Palladiana e ne raccontasse la storia, sotto la guida di Valeria Cafร , dirigente dei Musei Civici e regista di questa ambiziosa iniziativa.
Progetto allestimento “Olimpichetto. Il ritorno di un ambasciatore”, Basilica Palladiana, Vicenza (ยฉ Studio Gabbiani & Associati)
La sfida era creare non solo un racconto, ma riproporre un piccolo universo nel quale unโarchitettura compiuta fosse contenuta in una ulteriore architettura compiuta, generando unโalchimia nuova di rimandi tra i dettagli autentici della Basilica e quelli in riproduzione della scena, tra la felice proporzione delle logge della Basilica e gli archi e le vie di Tebe. Il tutto poi intrecciato al fattore tempo, in cui la prima e lโultima opera di Palladio entrassero in un gioco circolare di rimandi che ricomponessero un ciclo creativo.
Si trattava quindi di dare vita a questa straordinaria convergenza di forme, contenuti e intenzioni.
Questa mostra รจ lโoccasione per svelare al pubblico la macchina della finzione, di poter vedere il portento di ciรฒ che sta dietro alla scena, unโoccasione unica di poter girare attorno ad essa, in un percorso di solito precluso agli spettatori, ai quali di prassi si offre lo spettacolo della finzione. Lโallestimento propone lโesperienza dello spettacolo del saper costruire, del saper ingannare lโocchio e del saper accendere la fantasia, pur nella sospensione dellโincredulitร .
Si doveva inserire una scena di poco inferiore a quella originale, lunga 16 metri e alta 8, una struttura allโinterno di un salone di 19 metri di larghezza e 16 di altezza, con ampie finestre e aldilร di esse, una splendida architettura di pietra di Piovene, candida e in continuo gioco con la luce. Lunghe discussioni hanno portato a privilegiare la luce naturale e il rapporto di questa quinta con il suo contenitore, per creare una scena inedita e sempre cangiante, venendo anche in contrasto anche con lโidea delle mostre corrente, di un controllo totale della luce artificiale e accettando il naturale e la sua mutevolezza. Anche grazie alla collaborazione con Mario Nanni, che ha letteralmente โscritto le luciโ e con il curatore Ivan Stefanutti, che ha fatto un enorme e colto lavoro di ricerca e ha dettato una trama sicura e coerente, ne รจ emersa la visione di un organismo vivente in dialogo continuo con il luogo, i visitatori, il tempo e la storia.
Restava poi il tema del racconto dellโavventura della costruzione di questa riproduzione, dei suoi viaggi in tutto il mondo e delle tante storie dei protagonisti che ne hanno calcato la scena.
Lo sforzo รจ stato quello di snodare un racconto coerente che fosse anche esso parte di uno spettacolo e di una scena e non creasse una crasi rispetto allโesperienza di stupore che lโOlimpichetto determina. Di qui la scelta di restaurare ed esporre i costumi originali – ancora custoditi dallโAccademia Olimpica e sapientemente restaurati da Paola Girardi – come fossero attori e protagonisti che guardano la scena nei loro splendidi colori e tessuti. A partire da Edipo naturalmente, che con il suo vivido mantello rosso ad inizio percorso accoglie visitatori e fa da tramite verso una Tebe, che si palesa come una vera cittร , senza sipario.
In tale ottica lo Studio ha concepito tutto lโallestimento, anche grazie a Studio Mama che ha curato la grafica, secondo un sistema di quinte, che dialogano da un lato con il mondo del teatro e che dallโaltro attraverso differenti altezze, volumi e colori, richiamano il tema delle due cittร , quella reale fuori dal salone e quella della finzione nel salone. Cerniera e sintesi di tutto, la Basilica Palladiana.
Per tutta la durata della mostra lโOlimpichetto, rispettando la propria vocazione, ospiterร spettacoli, concerti, conferenze, secondo un ricco programma, perchรฉ questa non รจ soltanto una mostra.
Credits
Direzione: Valeria Cafร , Musei Civici
Curatela: Ivan Stefanutti
Progetto Allestimento: Studio Gabbiani & Associati
La luce รจ stata scritta da marionanni
Progetto grafico: Studio Mama
Crediti fotografici: Studio Gabbiani & Associati
Marcella Gabbiani
Marcella Gabbiani, laureata a Venezia allo IUAV, si occupa, attraverso la professione di architetto e un’intensa attivitร culturale e associativa, della promozione dell’architettura e dell’interazione tra diverse discipline e arti. Titolare dello Studio Gabbiani & Associati, si occupa di progetti integrati di grandi strutture, abitazioni, allestimenti, oltre che di restauro e di progetto urbano.
Dedica particolare attenzione al tema dell’inclusione e dell’accessibilitร intesa in senso lato, attraverso il Design for All, un approccio progettuale che fa degli utilizzatori il centro della progettazione. ร direttore del Premio Internazionale Dedalo Minosse alla Committenza di architettura.
Box
Ilaria Fantin _ Assessore alla cultura, al turismo e allโattrattivitร della cittร di Vicenza
โLโemozione di accedere ai depositi comunali insieme a ENGIM e, successivamente, con la Soprintendenza, e di scoprire lโeccezionale stato di conservazione dellโOlimpichetto dopo tanti anni di riposo, si รจ trasformata subito nella consapevolezza di avere tra le mani una storia straordinaria da raccontare alla cittร e ai turisti: quella della grande tournรฉe dellโOlimpichetto, una parentesi di storia mai narrata prima.
Lo abbiamo affrontato come si fa con unโopera dโarte: non a caso IUAV ne ha realizzato rilievi e studi approfonditi. Eppure lโOlimpichetto รจ soprattutto una macchina scenica da viaggio, un oggetto unico e speciale che ha portato Vicenza e Palladio nel mondo.
La Basilica Palladiana si รจ rivelata il luogo ideale per ospitarlo, quasi a ricordare che, prima della costruzione del Teatro Olimpico, proprio la Basilica accoglieva apparati scenografici effimeri. Lโesposizione sta regalando grandi soddisfazioni e un riscontro straordinario: ad oggi oltre 25.000 persone hanno potuto ammirare lโOlimpichetto e lโallestimento della mostra-racconto.
Il commento piรน ricorrente e sentito รจ che lโOlimpichetto sembra essere nato per ospitare spettacoli sotto la carena della Basilica Palladiana!โ
Galata Musei del Mare, Geneva – dal 6 febbraio al 5 marzo 2026
Inaugurazione:ย giovedรฌ 5 febbraio 2026, ore 17:00.
Dal 5 febbraio al 5 marzo 2026, il Galata Museo del Mare ospita la mostra Cucire il mondo, progetto dellโartista Luigi Dellatorre (Movimento Arte Etica), a cura di Sandro Orlandi Stagl. Lโesposizione presenta una selezione di opere realizzate negli ultimi anni dallโartista, su tela jeans, materiale simbolico scelto da Dellatorre per la sua forte valenza universale: nato come tessuto da lavoro e divenuto emblema di condivisione culturale, il denim diventa nella sua opera la โpelle del mondoโ, metafora di un pianeta da ricucire e rigenerare. Il progetto Cucire il mondo nasce da una riflessione profonda sui grandi temi contemporanei โ migrazioni, crisi ambientali, conflitti, disuguaglianze e responsabilitร collettiva โ e trasforma lโumile atto del cucire in gesto artistico e simbolico di connessione. Le cuciture presenti nelle opere non rappresentano semplici mappe, ma astrazioni poetiche che evocano lโunitร , la fragilitร e lโinstabilitร di un mondo interconnesso, invitando lo spettatore a pensare oltre i confini. Questa mostra offre al pubblico unโesperienza visiva e concettuale che unisce estetica e impegno etico, riflettendo la convinzione dellโartista che lโarte contemporanea sia uno strumento di sensibilizzazione, educazione e dialogo. Il gesto di cucire โ umile, quotidiano eppure profondamente simbolico โ diventa invito a considerare ciascuno di noi parte attiva nel processo globale di cura e rigenerazione del nostro pianeta.
Dove: Galata Museo del Mare, Genova โ Museo dedicato alla storia e alla cultura del mare nel Mediterraneo e oltre, tra i piรน importanti in Italia.
Apertura mostra: 5 febbraio โ 5 marzo 2026 Opening: 5 febbraio 2026, ore 17:00 La mostra sarร visitabile negli orari di apertura del Museo, offrendo a cittadini, studenti, turisti e appassionati dโarte contemporanea lโopportunitร di immergersi in un percorso di riflessione su identitร , relazioni e responsabilitร globale.
Per maggiori informazioni: Contatti stampa: Paolo Mozzo paolo.mozzo@artantide.com +39 3471048959
Aeroporto Milano Malpensa, Terminal 1, Area Food Court
A seguito del successo della mostra tenutasi allo Sheraton di Malpensa,
Lunedรฌ 27 ottobre 2025 alle ore 12, presso il Terminal 1 di Malpensa Area Food Court, avrร luogo lโinaugurazione della mostra personale di Silvia Rastelli dal titolo Stellar Flights. Portraits For The Four Directions, a cura di Fortunato DโAmico, da unโidea di Luciano Bolzoni. La mostra, allestita nello spazio espositivo ARTHUB disegnato dallโarchitetta Chiara Alberghina, sarร aperta al pubblico e visitabile tutti i giorni, 24h, fino al 7 gennaio 2026.
Ospitato da SEA Milan Airports, il progetto รจ altresรฌ patrocinato e supportato dallโass. cult. Sopramaresotto, dallโass. cult. Pensare globalmente e agire localmente, dalla galleria dโarte L2Arte e dallโag. di comunicazione multisensoriale UN1CA.
โSilvia Rastelli dispone i volti come mappe sensibili che aprono percorsi di orientamento umano. Le superfici lignee raccolgono tracce di tempo e restituiscono immagini che rivelano la densitร culturale inscritta nei tratti delle persone. Ogni ritratto appartiene a una dimensione individuale e al tempo stesso a una costellazione collettiva.
Le quattro direzioni cardinali assumono valore di coordinate simboliche. Nord, Sud, Est e Ovest disegnano un campo dinamico che contiene forze, genealogie, energie migranti. I colori e le forme si articolano come dispositivi che guidano lo sguardo verso la pluralitร dei linguaggi. Le installazioni con gli uccelli intensificano questa dinamica, generano presenze che evocano il viaggio come condizione originaria della vita.
Stellar Flights. Portraits for the Four Directions orienta un principio etico che riconosce la differenza come matrice generativa. I volti diventano segni di un sistema planetario in cui la pluralitร dei tratti, delle culture e delle storie compone lโorizzonte di un presente condiviso nelle sue interconnessioni. Lโarte di Silvia Rastelli รจ una piattaforma di incontro, lo spazio in cui la convivenza trova direzione e apre traiettorie verso una civiltร fondata sulla relazione.โ
Fortunato DโAmico
Informazioni Mostra:
Aeroporto Milano Malpensa, Terminal 1, Area Food Court
Mostra Visitabile Dal 12 Ottobre 2025 Al 7 Gennaio 2026, 24h, Ingresso Libero
VICENZAย BASILICA PALLADIANA | ย dal 12 ottobre al 2 novembre 2025
INAUGURAZIONE Sabato 11 ottobre ore 20.00
Allโinterno della Basilica Palladiana di Vicenza, Mater Materia รจ una mostra dโarte che affianca lโesposizione dei progetti del Premio Internazionale Dedalo Minosse alla Committenza di Architettura.
A cura di Fortunato DโAmico e Rosa Cascone, la rassegna collettiva espone le installazioni di Paola Greggio, Pina Inferrera, Marica Moro, Daniela Pellegrini, Antonella Quacchia, Silvia Rastelli, Ludovica Sitajolo, Chiara Vellini e Giuditta Vettese. Ogni opera รจ affiancata da un pannello retroilluminato che riporta soggetti fotografici realizzati dalle stesse artiste.
Lโesposizione intende ripensare il mondo dellโarchitettura nella sua dimensione interiore e in quella piรน ampia e macroscopica, come spazio di trasformazione della natura in artificio e quindi in creazione, e al tempo stesso come grembo capace di accogliere e generare la vita. La materia madre รจ soggetto vivo e generativo.
La nuova condizione femminile, nelle sue molte sfaccettature, si esprime attraverso linguaggi dellโarte che intrecciano corpi, memorie e luoghi, dallโinstallazione alla fotografia, dalla tessitura alla scultura, in una prospettiva che alimenta la rigenerazione del pianeta in direzione della sostenibilitร ambientale e sociale.
La mostra intreccia il linguaggio dellโarchitettura con le forze della materia, della matrice e della terra. Lโartificio umano รจ il gesto creativo che trasforma i materiali della natura in spazi artificiali per custodire la vita e la memoria.
Lโetica dellโesposizione richiama i progettisti e le committenze ad assumere a una responsabilitร diretta verso le proprie proposte progettuali, che incidono sulla trasformazione del paesaggio, del territorio e dellโarchitettura, e in particolare sulle condizioni di vita degli esseri umani e delle biodiversitร .
La conferenza, oltre ad approfondire i percorsi artistici, offre al pubblico una riflessione condivisa sulla visione femminile del progetto, che si intreccia con lโarchitettura, con le prospettive dellโAgenda 2030 e quindi anche con lโidea di una committenza etica capace di riconoscere nelle pratiche artistiche strumenti sensibili di trasformazione.