

Aldo Pallanza nasce in una famiglia di calzolai a Vigevano, ma giร da bambino mostra un grande talento per il disegno e in generale per i lavori artistici. Nelle vacanze estive va ad aiutare i decoratori locali dai quali acquisisce le tecniche e capacitร lavorative. Si diploma con il professor Luigi Barni, allโIstituto Arti e Mestieri Roncalli vincendo anche un premio, che gli avrebbe garantito lโaccesso allโAccademia di Brera che perรฒ non frequenterร perchรฉ il padre gli impone di iniziare a lavorare nellโazienda di famiglia. In breve diventerร un apprezzatissimo โdesignerโ della calzatura, anche se nellโItalia di allora alla sua professione si attribuiva il titolo di โmodellistaโ. Lavorerร per decenni alla creazione di scarpe che verranno indossate da milioni di donne in tutto il mondo.
Dallโuniverso femminile estrapola โlโanima del sentireโ e dellโemozione; questo gli permetterร di stabilire un dialogo profondo con quelle sensibilitร del gusto che altri non sono mai riusciti a eguagliare. La trasposizione di questโabilitร รจ evidente anche nel suo percorso artistico, completamente connesso allโuniverso di conoscenze tecniche e creative di cui รจ stato portatore. Una caratteristica che lo ha reso esigente e anche diverso dagli altri artisti che hanno operato in Lomellina negli anni in cui decide di confrontarsi con loro e di proporsi per oltre un decennio in alcune mostre collettive. Sarร determinante in questo senso la sua amicizia con Fulvio Belmontesi, artista marchigiano, uno dei protagonisti dellโarte geometrica lombarda che gravitava attorno alla Galleria Sincron di Brescia, anche lui residente a Vigevano per la sua lunga collaborazione con lโindustria della calzatura, che lo spingerร a estremizzare le ricerche sullโarte astratta. Unโamicizia che sfocerร in un contenzioso che avrebbe portato allโabbandono da parte di Aldo Pallanza di ogni esibizione pubblica. Deluso da questa vicenda, dalle attivitร espositive e dalla necessitร di confrontarsi con altri artisti, decide di continuare a sperimentare da solo.
ALDO PALLANZA
Aldo Pallanza non era un โmodaiolo dellโarteโ anche se il suo mestiere di designer induce a considerarlo tale. Potremmo dire invece che era unโinventore di โmodaโ e con le sue calzature ha certamente influenzato il gusto estetico di quegli anni che a partire dalla scarpa contagiava il resto dellโabbigliamento, le tappezzerie di casa, lo stile di vita e con esso lโimmaginario su cui ci siamo formati noi cittadini di questo millennio.
Nel 1989 vince il 3ยฐTrofeo Sacro Cuore, concorso nazionale di Pittura e Grafica presso la chiesa Sacro Cuore di Vigevano: inaugura la stagione della sua presenza agli eventi artistici.
Numerose sono state negli anni le partecipazioni a mostre collettive, tra le personali da ricordare le piรน importanti: nel 1994, 1995 e 1996 alla Galleria Sincron di Brescia; nel 1996, la mostra antologica presso palazzo Roncalli di Vigevano, le mostre allo studio dโarte La Corte di Abbiategrasso, al Palazzo Del Moro di Mortara, alla Sala delle Colonne di Corbetta, allo studio Web Agency Area51Lab di Milano e nella chiesa delle Sacramentine di Vigevano.
Nel 2006, la personale รจ stata ospitata nella Sala dellโAffresco del Castello di Vigevano, durante la manifestazione Elementi Musicali.
Le sue opere sono esposte negli Emirati Arabi presso lo Sharjah Art Museum, a New York al Museum of Modern Art, e a Caracas presso la Galleria Graphica.
La sua carriera, iniziata con le prime tempere nel 1930, si conclude con le sua ultima serie di opere nel 2014.
(Rita Viarenghi)
ALDO PALLANZA. MOVIMENTI DINAMICI E ALTRI ASTRATTISMI
a cura di Fortunato DโAmico
Strada Sotterranea del Castello Visconteo e Sforzesco – Portone di via XX Settembre
dal 4 al 22 settembre 2021
Patrocinio: Comune di Vigevano
Catalogo: Editoriale Giorgio Mondadori
Inaugurazione: Sabato 4 settembre ore 17.00
Orari di apertura: sabato e domenica ore 10.00 – 12.30 e 15.00 – 19.00
Ingresso libero












