DANIELA PELLEGRINI | CIELOGRAFIE | Sotto un cielo di stelle

MegaMuseo di Aosta dal 23 luglio al 18 ottobre 2026

Unโ€™imponente gigantografia retroilluminata, alta quattro metri, accoglie lo sguardo trasfigurando il ritratto in unโ€™apparizione siderale. La figura si amplifica e si perde nel mito: la pelle diventa una porzione di volta celeste, dove i nei si trasformano in coordinate astronomiche, capaci di tradurre lโ€™esperienza del singolo in un sapere universale e cosmico. Nel profilo, che evoca la grazia della Venere di Milo, risuona unโ€™eco classica perfettamente integrata nellโ€™estetica contemporanea.

La divinitร  si manifesta cosรฌ come trasfigurazione del cielo, astro lucente della notte e chiarore del mattino sull’orizzonte marino, sovrana del firmamento e custode delle acque. Simbolo assoluto di arte, armonia e desiderio, nel IV secolo a.C. la dea venne immortalata da Apelle mentre emergeva dall’oceano strizzando i capelli bagnati. Un’immagine che ha consegnato alla cultura occidentale lโ€™archetipo della nascita dal grembo primordiale, il luogo sacro dove la terra e l’immensitร  del mare si fondono sotto il suo eterno dominio.

Grazie a un’inversione cromatica digitale, un blu profondo e magnetico sottrae il corpo alla forza di gravitร . Lโ€™anatomia stessa si fa matrice di un logos predittivo, un territorio di confine in cui convergono biografia personale, infinito e sostanza umana. In questa monumentalitร , la memoria ancestrale incontra il destino: ogni minima traccia cutanea diventa la prova di un’appartenenza a un ordine superiore, a profonditร  celesti ancora tutte da esplorare.

GRAZIA TODERI | WE MARK | Sotto un cielo di stelle

MegaMuseo di Aosta dal 23 luglio al 18 ottobre 2026

Con We Mark, Grazia Toderi proietta sul suolo del MegaMuseo una complessa cartografia tracciata da strumenti di misurazione. I fasci di luce colpiscono i resti archeologici e assecondano le irregolaritร  del terreno, insinuandosi nelle cavitร  dei pozzi e lasciando l’impronta tangibile di un posizionamento, l’atto preciso di dichiarare un luogo.

Mentre nellโ€™installazione originaria erano i visitatori a intercettare i raggi modificando l’immagine con le proprie ombre, qui la dinamica si sposta. Il pubblico osserva lโ€™opera dalle passerelle e lascia che siano le pietre stesse, gli avvallamenti e i segni degli antichi scavi a interrompere la proiezione, rimodellandola secondo l’anatomia del sito.

Questo intervento luminoso fa dialogare due forme diverse di scrittura. La prima รจ quella storica, impressa dalle comunitร  del passato che hanno inciso, disposto e orientato gli elementi di questo spazio. La seconda รจ immateriale e temporanea, fatta di pura luce e legata ai dispositivi con cui la societร  contemporanea mappa il territorio e scruta la volta celeste. Al centro di questo reticolo spicca il mirino, un simbolo dalla forte ambivalenza: se da un lato evoca il controllo, il bersaglio e la guerra, dall’altro โ€“ se unito al telescopio, al goniometro o alla bussola โ€“ si trasforma in una guida per cercare stelle, pianeti e nuove direzioni. L’opera diventa cosรฌ una profonda riflessione sul conflitto che abita la natura, il cosmo e l’esistenza umana, suggerendo la possibilitร  di trasformare quella stessa tensione in una lotta generatrice di vita.

GILBERTO ZORIO | STELLA PER PURIFICARE PAROLE | Sotto un cielo di stelle

MegaMuseo di Aosta dal 23 luglio al 18 ottobre 2026

La monumentale Stella per purificare le parole di Gilberto Zorio si posa sul terreno del MegaMuseo con tutta la gravitร  e la consistenza della terracotta nera. Spogliandosi della sua natura di astrazione astronomica, la forma celeste acquista qui un peso reale, fatto di superfici rugose, fenditure profonde e vibranti variazioni della materia.

Collocata accanto alle preesistenze archeologiche del sito, l’installazione introduce una potente energia focalizzata sul linguaggio, sul bisogno viscerale di restituire forza ed efficacia a parole ormai logorate dall’uso quotidiano. L’opera gioca con la percezione e il tempo: il fosforo impiegato trattiene la luce, permettendo alla scultura di prolungare la propria presenza ben oltre la dimensione visibile. Cosรฌ, l’alternanza tra illuminazione e oscuritร  ne ridisegna continuamente i contorni, rivelando tracce nascoste in un ciclo perpetuo di apparizioni e persistenze. L’alcool rimanda invece al fuoco, alla metamorfosi alchemica e al vero e proprio rito di purificazione evocato dal titolo.

La grandiositร  della stella dialoga con lo spazio circostante, accompagnando il cammino dei visitatori lungo la passerella. Questo antico segno cosmico si inserisce tra i reperti e le impronte lasciate dalle civiltร  passate, creando un ponte ideale tra l’osservazione del cielo, la memoria della terra e le tensioni del nostro presente. In questo contesto, purificare le parole assume un significato profondo: significa restituire alla comunicazione il suo valore di orientamento, riconnettendola alla responsabilitร  dell’azione e alla materia originaria da cui ogni espressione prende vita.

ANGELO BONELLO | ORIONE | Sotto un cielo di stelle

ย Castello Gambaย di Chรขtillon dal 23 luglio al 18 ottobre 2026

Nellโ€™oscuritร  della sala, un profilo si staglia nitido, catturato da un unico filo di luce. รˆ la silhouette atletica di Orione che, in perfetto equilibrio, solleva una lunga lancia verso il cielo fino ad afferrare una stella.

In questa opera, Angelo Bonello reinterpreta il leggendario cacciatore del mito traducendo il suo vigore in un gesto tanto poetico quanto inaspettato. In quel singolo segno si annulla ogni distanza: il traguardo tanto inseguito si fa intuizione, conoscenza profonda, promessa. Il gigante si riscopre cosรฌ pescatore del firmamento, simbolo eterno del desiderio umano di spingersi oltre i confini terrestri per accogliere l’immensitร  del cosmo nell’orizzonte di tutti i giorni.

Sospeso tra la terra e lโ€™infinito, l’eroe vive nella tensione dell’azione e nella certezza che ogni vuoto sia l’inizio di una nuova esplorazione. Nel frattempo, l’omonima costellazione continua a dominare il cielo d’inverno. Il suo profilo รจ inconfondibile grazie ai tre astri allineati della Cintura, mentre Betelgeuse e Rigel ne tracciano i confini illuminando lo spazio con intensitร  opposte. Gli antichi videro in quel disegno un uomo consegnato allโ€™eternitร  dopo la morte.

Da allora, questa figura attraversa il tempo e le generazioni, in un perfetto equilibrio tra epica, orientamento e astronomia. Un eroe che incarna l’archetipo stesso della rinascita, capace di attraversare il buio per conquistare la sua immortale dimora celeste.

La treccia della Pace Preventiva

Michelangelo Pistoletto e Fortunato Dโ€™Amico firmano il testo dedicato alla nascita della โ€œTreccia della Pace Preventivaโ€, evoluzione simbolica del Terzo Paradiso. La Treccia viene presentata come immagine di connessione tra differenze, metodo di relazione e pratica collettiva capace di trasformare il conflitto in equilibrio condiviso, rendendo la Pace Preventiva unโ€™azione concreta della vita sociale.

Fortunato Dโ€™Amicoโ€จ

Michelangelo, questo testo nasce da una tua necessitร  precisa. Da tempo cerchi di spiegare come realizzare la Pace Preventiva in modo che possa essere da chiunque concretamente compresa. A un certo punto hai avuto lโ€™intuizione di rappresentare il simbolo del Terzo Paradiso con una Treccia fatta di tre fili che si intrecciano e si relazionano tra loro. รˆ cosรฌ che nasce lโ€™immagine della Treccia per la Pace Preventiva.

Michelangelo Pistoletto

Sรฌ. A un certo punto ho capito che era indispensabile rendere comprensibile il funzionamento della Pace Preventiva. Il simbolo del Terzo Paradiso conteneva giร  in sรฉ questo principio, ma con la Treccia esso diventa comprensibile e praticamente attuabile. Tre fili che si intrecciano, si toccano, si organizzano, si sostengono a vicenda e continuano a esistere insieme. La Pace Preventiva allora non รจ piรน soltanto un concetto teorico. Diventa una realtร  pratica.

Fortunato Dโ€™Amicoโ€จ

Praticata, certo. Quindi la filosofia diventa pragmatica. Pensare, fare, vedere, osservare. Il pensiero entra dentro lโ€™azione.

Michelangelo Pistoletto

La filosofia del fare. La filosofia che nasce dal filo del fare e che porta alla pragmatica.โ€จ

Fortunato Dโ€™Amico

โ€จChe porta al fare.

Michelangelo Pistolettoโ€จ

Sรฌ. Negli incontri pubblici mi chiedevano continuamente che cosa fosse la Pace Preventiva e come si potesse realizzare veramente. E mi rendevo conto che serviva una forma capace di renderla visibile. Quindi ho capito che dal Terzo Paradiso poteva nascere una Treccia. Tre gomitoli. Tre fili che si intrecciano e diventano un solo corpo partendo ciascuno da uno dei tre cerchi. E cosรฌ che improvvisamente il concetto diventava comprensibile, comunicabile e praticabile.

Fortunato Dโ€™Amicoโ€จ

La treccia mi fa pensare alla societร  come a un tessuto. Fili che si intrecciano e che, insieme, costruiscono qualcosa. Ogni filo mantiene la propria presenza ma entra in relazione con gli altri.

Michelangelo Pistoletto

โ€จSรฌ. Il tessuto รจ fatto di ordito e trama, e contiene un processo di intrecci. La Treccia, per me, nasce direttamente dai tre cerchi del Terzo Paradiso. Ed รจ importante perchรฉ la Treccia accompagna la storia umana da sempre in ogni parte del mondo. รˆ stata realizzata con i capelli, sul corpo, nella vita quotidiana. In questo senso รจ anche una forma di relazione personale e sociale resa visibile e praticata in senso rituale.
La treccia mostra che elementi differenti possono entrare in rapporto continuo producendo qualcosa che prima non esisteva. Questo รจ il principio della creazione socialmente vissuto.

Fortunato Dโ€™Amicoโ€จ

E il filo centrale allora che cosa rappresenta?

Michelangelo Pistoletto

โ€จIl metodo. La legge. Lโ€™organizzazione della relazione.
Nella Treccia della Pace i due fili laterali rappresentano le differenze, gli opposti, le tensioni estreme. Il filo centrale impedisce che il rapporto degeneri nella distruzione reciproca. Per questo la Pace Preventiva impedisce il sorgere della guerra. Anche la guerra nasce da una relazione tra opposti. Ma nella guerra una parte elimina lโ€™altra, una cresce annullando lโ€™altra. Nella Treccia invece i fili continuano a esistere tutti e tre. Nessuno scompare.

Fortunato Dโ€™Amicoโ€จ

Quindi il centro del simbolo diventa il luogo dove la relazione prende forma.

Michelangelo Pistolettoโ€จ

Esatto. Nel centro avviene sempre qualcosa di nuovo. Ma quel qualcosa deve essere organizzato. Ed รจ qui che il pensiero passa allโ€™azione. Il filo centrale intreccia continuamente i due fili esterni e crea una struttura stabile. Questa struttura รจ il modello della Pace Preventiva.

Fortunato Dโ€™Amicoโ€จ

Mi viene in mente il riferimento al sistema dello sport che abbiamo identificato con il libro Unity of Sports for Preventive Peace. Gli opposti si confrontano ma dentro una regola condivisa.

Michelangelo Pistolettoโ€จ

Infatti lo sport รจ un esempio fondamentale. Esiste una legge che permette il confronto senza distruzione. La competizione continua a esistere, ma viene regolata. Nessuno deve eliminare lโ€™altro per vincere. La Pace Preventiva funziona nello stesso modo ed estensivamente nellโ€™intera organizzazione dellโ€™attivitร  umana.
Fortunato Dโ€™Amicoโ€จLa linea centrale allora potrebbe essere come la linea della palla al centro del campo.
Michelangelo Pistolettoโ€จSรฌ, proprio come descrivo il Terzo Paradiso in senso sportivo, paragonandolo a un campo di calcio: la palla al centro permette alle due squadre di confrontarsi nella partita e dare ciascuna il meglio di sรฉ per una comune vittoria.

Fortunato Dโ€™Amico โ€จ

E la cosa interessante รจ che ogni filo mantiene la propria identitร  anche dentro lโ€™intreccio.

Michelangelo Pistoletto

โ€จEsatto. La differenza non viene cancellata. Resta visibile. Questo รจ fondamentale anche nel concetto di Love Difference. Le differenze devono restare vive. Senza differenze non esisterebbe nessuna creazione nuova. Il problema nasce quando una differenza vuole dominare o eliminare lโ€™altra.

Fortunato Dโ€™Amicoโ€จ

Quindi la treccia รจ una forma di equilibrio.

Michelangelo Pistolettoโ€จ

Di equilibrio dinamico. Perchรฉ i fili restano sempre in movimento. Ed รจ qui che entra anche il rapporto tra natura e artificio. Il Terzo Paradiso nasce proprio per mettere in relazione il paradiso naturale e quello artificiale. Oggi viviamo su un pianeta precipitosamente trasformato dallโ€™essere umano. Per questo abbiamo bisogno di assumere con urgenza una responsabilitร  totalmente nuova.

Fortunato Dโ€™Amicoโ€จ

E quindi anche lโ€™intelligenza artificiale rientra in questo discorso.
Michelangelo Pistolettoโ€จCertamente. Lโ€™intelligenza artificiale puรฒ diventare uno strumento di equilibrio oppure di distruzione. Dipende dal metodo che la guida. Dipende dal filo centrale.
Fortunato Dโ€™Amicoโ€จMi colpisce anche unโ€™altra cosa. Presi singolarmente, i fili possono spezzarsi facilmente. Intrecciati invece diventano una corda resistente.

Michelangelo Pistolettoโ€จ

Sรฌ. La forza nasce dalla relazione.Vale per gli individui, per le comunitร , per le istituzioni, per la politica. La Treccia rende visibile il fatto che la relazione produce struttura, continuitร  e responsabilitร  reciproca.

Fortunato Dโ€™Amico

E questa immagine ci aiuta anche a capire il tema della memoria. Le tracce si intrecciano continuamente.

Michelangelo Pistolettoโ€จ

Lโ€™intreccio delle tracce. Ogni esperienza lascia una traccia e ogni traccia entra in relazione con le altre. La Treccia diventa quindi una forma del pensiero, una pratica della memoria e una struttura della relazione sociale.

Fortunato Dโ€™Amico

โ€จE ci riporta anche al modo in cui oggi funziona lโ€™intelligenza artificiale. Anche lรฌ esiste un intreccio continuo di relazioni, connessioni, dati, memorie, possibilitร . La differenza รจ che qui lโ€™intreccio resta affidato alla responsabilitร  umana. La Pace Preventiva diventa quindi una pratica cosciente delle relazioni, un metodo per organizzare le differenze senza trasformarle in conflitto.

Michelangelo Pistolettoโ€จ

Esatto. La Treccia rende visibile e pratico ciรฒ che prima riuscivamo soltanto a immaginare.

APOKรLYPSIS DI MAX FALSETTA SPINA A TIMES SQUARE

L’ APOKรLYPSIS DI MAX FALSETTA SPINA A TIMES SQUARE

Max Falsetta Spina porta โ€œApokรกlypsisโ€ nel cuore pulsante di Times Square, su uno degli schermi piรน iconici del pianeta, campo di sperimentazione artistica dove arte, cinema e intelligenza artificiale si incontrano. Dal 13 al 15 maggio 2026, allโ€™altezza tra 7th Avenue e 42nd Street, un teaser di 20 secondi del suo nuovo cortometraggio invade il flusso visivo della comunicazione pubblicitaria globale, interferendo con esso e riconfigurandolo con un apropria narrativa Per Max Falsetta Spina โ€œApokรกlypsisโ€ รจ un processo di rivelazione di ciรฒ che era nascosto e ora diventa visibile. Attraverso immagini ad alta intensitร  evocativa, lโ€™opera affronta i temi del potere, della percezione e della realtร , attraversata da archetipi e simboli universali. Numeri e figure assumono valore concettuale. Il nuemro dela Bestia, 666, รจ la manifestazione sistemica del potere, mentre i quattro cavalieri (guerra, carestia, conquista e morte) appaiono come condizioni permanenti della storia umana. La Bestia รจ una struttura invisibile, strumento di consenso che invade la societร  dei media. Il progetto si articola su due livelli: il teaser di 20 secondi, pensato specificamente per i grandi billboard digitali Dooh e un cortometraggio di 6 minuti che ne sviluppa la trama visiva in forma compiuta. Lโ€™intera opera รจ realizzata con intelligenza artificiale, a partire da prompt originali e da una precisa regia di inquadrature, tempi e atmosfere.

Lโ€™AI viene utilizzata strumento di un linguaggio profondamente autoriale, in continuitร  con il percorso artistico di Falsetta Spina, scenografo e fotografo. Si riconoscono lโ€™attenzione alla composizione, la cura della luce, la costruzione dello spazio e un respiro cinematografico costante. La scelta di Times Square รจ parte integrante del concep critico con cui รจ costruita lโ€™opera. In un luogo-simbolo della sovrapproduzione di immagini e della pressione pubblicitaria, Apokรกlypsis รจ una frattura, unโ€™interferenza che rompe la continuitร  del messaggio commerciale e diventa cosรฌ un campo di tensione tra consumo e visione, tra intrattenimento e rivelazione, invitando lo spettatore urbano a un gesto inatteso: alzare lo sguardo e interrogare ciรฒ che vede. Dopo New York, il progetto proseguirร  a Milano nellโ€™autunno 2026, con una mostra in una location di forte impatto. Qui il cortometraggio sarร  affiancato da una trentina di scene tratte dal film, trasformate in tele.

Il passaggio dal flusso luminoso del display alla fisicitร  della pittura sposta il dialogo dallโ€™immagine digitale allโ€™opera materica, accentuando la percezione del rapporto tra movimento e la sua fissazione e amplificando i significati che si generano tra visione pubblica ed esperienza ravvicinata.Apokรกlypsis si inserisce allโ€™interno di Over The Rainbow, piattaforma internazionale ideata da Max Falsetta Spina che esplora i circuiti Dooh come nuovi spazi espositivi per lโ€™arte contemporanea, ridefinendo i confini tra ambito pubblicitario e ricerca artistica. โ€œLโ€™Apocalisse non รจ la fine del mondoโ€ dichiara lโ€™artista. โ€œรˆ la fine dellโ€™illusione. รˆ il momento in cui ciรฒ che รจ nascosto diventa visibile.

Tiliment โ€“ Tagliamento tra arte e scienza: il fiume friulano si racconta tra bellezza, memoria e consapevolezza

Dal 20 settembre al 26 ottobre 2025, loย Spazio [A]tmosferaย di Codroipo ospitaย Tiliment โ€“ Tagliamento tra arte e scienza, a cura di Giacomo Bassmaji รจ una mostra immersiva e multidisciplinare che invita a riscoprire il Tagliamento non solo come elemento naturale, ma come patrimonio culturale, scientifico ed emotivo.

Il Tagliamento: un fiume, mille storie

 La mostra โ€œTiliment โ€“ Tagliamento tra arte e scienzaโ€, unisce tre artisti, Roberto Ghezzi, Eugenio Novajra e Renato Rinaldi, in unโ€™indagine polifonica su questo fiume indomabile e identitario. Ognuno con il proprio linguaggio, ognuno a un livello diverso di immersione. Novajra lo osserva dallโ€™alto, restituendone la struttura, lโ€™ampiezza e la bellezza liquida attraverso fotografie e riprese aeree che rendono visibile ciรฒ che al suolo si percepisce solo come flusso e mutamento. Rinaldi cammina lungo gli argini, ne ascolta i suoni, raccoglie memorie e voci in un paesaggio sonoro che fonde il paesaggio naturale con quello umano, evocando lโ€™intimitร , il mistero e le leggende del Tagliamento. Ghezzi, invece, vi entra fisicamente, lasciando che sia il fiume stesso a creare lโ€™opera: nelle sue Naturografie, la tela diventa pelle viva, supporto su cui lโ€™acqua, i sedimenti e il tempo scrivono la propria lingua silenziosa. Insieme, questi tre sguardi generano una geografia interiore del Tagliamento: non una descrizione, ma unโ€™esperienza. โ€œTilimentโ€ diventa cosรฌ un dispositivo di ascolto, uno spazio liminale tra arte e scienza, tra documentazione e poesia, dove il fiume non รจ oggetto, ma soggetto. Unโ€™opera collettiva che invita a riscoprire un patrimonio ambientale e culturale straordinario, fragile, da custodire. Un invito, soprattutto, a lasciare che sia la natura, per una volta, a raccontarsi da sรฉ. Il Tagliamento non รจ solo un fiume, รจ un confine mobile, uno spazio soglia tra civiltร  e natura, tra memoria e cambiamento. รˆ il luogo in cui i friulani hanno costruito parte della propria identitร , attraversato da storie intime e collettive, teatro di battaglie storiche e teatro delle prime esperienze, dei primi amori, delle prime fughe. รˆ anche un luogo che esige rispetto e consapevolezza: le sue acque possono diventare pericolose, il suo paesaggio puรฒ ingannare. Ma รจ proprio in questa ambivalenza, tra bellezza e rischio, tra stabilitร  e mutamento, che risiede il suo fascino piรน profondo. โ€œTilimentโ€ รจ anche un invito a pensare il paesaggio come luogo di responsabilitร . Le opere esposte non raccontano solo lโ€™estetica del fiume, ma ci parlano della sua vulnerabilitร : lโ€™impatto dellโ€™uomo, il cambiamento climatico, la necessitร  di una tutela attiva. Il progetto si fa cosรฌ narrazione ambientale, civile, politica. Un atto dโ€™amore verso un fiume che non si lascia addomesticare, ma che chiede di essere ascoltato. E forse proprio da qui, da questo ascolto, puรฒ nascere un nuovo modo di abitare il territorio: piรน lento, piรน consapevole, piรน rispettoso.

Un laboratorio naturale e culturale: lo sguardo della scienza

Oltre allโ€™approccio artistico, la mostra si arricchisce del contributo scientifico della ricercatrice Chiara Scaini, che definisce il Tagliamento un โ€œlaboratorio naturale per il mondoโ€ e un caso di studio riconosciuto a livello internazionale.

  • รˆ infatti lโ€™unico fiume alpino europeo che ha conservato la sua morfologia naturale, ed รจ citato in oltreย 6.000 pubblicazioni scientifiche.
  • รˆ uno dei primi luoghi in cui sono stati riconosciuti scientificamente iย servizi ecosistemici culturali: benefici immateriali come identitร , spiritualitร , educazione e ricreazione.
  • รˆ un simbolo di convivenza difficile ma necessaria: molte comunitร  hanno dovuto adattarsi, spostarsi, ricostruire dopo le sue piene. Da qui nasce la socio-idrologia, una disciplina che analizza i fiumi non solo come entitร  fisiche, ma anche come spazi sociali, ecologici, etici.

Un invito allโ€™ascolto e alla responsabilitร 

Come sottolinea Giacomo Trevisan, vicesindaco di Codroipo:

“Il Tagliamento รจ parte integrante della nostra identitร . Con questa mostra vogliamo rinnovare lโ€™impegno per la sua tutela e valorizzazione, affinchรฉ le future generazioni possano continuare a vivere in armonia con esso.”

La mostra diventa cosรฌ un invito a ripensare il paesaggio come responsabilitร  condivisa. Le opere esposte non sono solo contemplative, ma portano in sรฉ la consapevolezza della vulnerabilitร  ambientale: parlano di cambiamento climatico, impatto umano, fragilitร  degli ecosistemi. Un atto d’amore e, insieme, un grido d’allarme.

Programma eventi

Durante lโ€™esposizione, sono previsti anche incontri e momenti di approfondimento:

  • Sabato 20 settembre, ore 21:00
    Tagliamento tra ricerca scientifica e immaginario storico, artistico e culturale
    Con Chiara Scaini e Angelo Floramo, modera Giacomo Bassmaji
    Biblioteca Civica Don Gilberto Pressacco โ€“ Codroipo
  • Domenica 26 ottobre, ore 15:30
    Finissage della mostra Tiliment โ€“ Tagliamento tra arte e scienza
    Spazio [A]tmosfera

A seguire, ore 16:00:
Tagliamento bene comune: dallโ€™arte allโ€™impegno civile
Con CeVI, CeFAP, Tagliamento.org e attivisti locali
Biblioteca Civica Don Gilberto Pressacco

Uno spazio partecipativo

Alla fine della mostra, i visitatori troveranno una parete per lasciare post-it con riflessioni, emozioni, ricordi legati al fiume. Sarร  anche disponibile un questionario per contribuire alla ricerca scientifica in corso.

Perchรฉ ogni sguardo conta. E ogni voce, come ogni goccia, costruisce il fiume.

Gli artisti in mostra

  • Roberto Ghezziย (1978, Cortona)
    Pittore e sperimentatore, autore delleย Naturografieยฉ. Collabora con istituti scientifici in Italia e allโ€™estero. Attualmente รจ presente nelย Padiglione Italia della 19ยช Biennale Architettura.
  • Eugenio Novajraย (1978, Torino)
    Fotografo professionista da oltre 30 anni. Ha esposto in tutto il mondo e vinto nel 2018 ilย Premio FVG Fotografiaย con โ€œBerlino Altroveโ€.
  • Renato Rinaldiย (1966, Codroipo)
    Compositore, attore, autore radiofonico. Lavora tra suono, ambiente e voce. Collabora conย Radio Rai, portando in onda reportage e radiodrammi.

Tiliment โ€“ Tagliamento tra arte e scienza รจ promosso dal Comune di Codroipo, in occasione della Fiera di San Simone, con il patrocinio di:
Regione Friuli Venezia Giulia, CeVI, Ecomuseo delle Acque del Gemonese, Tagliamento.org
e il sostegno della Cantina Pitars.

Alberto Fortis

Intervista a Slash Radio Web

Alberto Fortis si racconta ai microfoni di Slash Radio Web in unโ€™intervista che รจ un attraversamento emozionale e lucido di una carriera lunga e coraggiosa, fatta di musica, poesia e inesauribile desiderio di evoluzione.
Durante lโ€™incontro, Fortis condivide aneddoti personali e momenti indimenticabili del suo percorso professionale, alternando memoria e presente con la naturalezza di chi ha sempre vissuto la musica come forma di veritร . Dai primi esordi alla maturitร  creativa dellโ€™ultimo album, ogni parola รจ portatrice di una sinceritร , diretta, concreta, necessaria.
Per lui la scrittura รจ ancora oggi il luogo della sperimentazione, il laboratorio alchemico della visione e del suono, il territorio in cui praticare la libertร  espressiva. E come sempre, nei suoi racconti, il confine tra musica e vita si dissolve, lasciando emergere il gesto artistico nella sua autenticitร  piรน profonda.
Il nuovo album, composto da otto tracce, ognuna delle quali รจ accompagnata da un video dโ€™autore, รจ un prodotto intenso, pieno di energia, la stessa delle origini, che ancora oggi, a 70 anni appena compiuti, lo spinge a scrivere, suonare, creare un processo in cui lโ€™emozione
si rinnova senza discontinuitร  temporale anche nei concerti dal vivo.
Un lavoro visivo e musicale che Fortis cura nel dettaglio, mettendo in scena, oltre alla scrittura della canzone, il suo secondo grande amore: la fotografia e il linguaggio dellโ€™immagine, da sempre al centro della sua Intuizione estetica.
I video realizzati sono tutti una piccola opera, estensione poetica della musica, come nel brano Shopping con Alanis, ironico e surreale, intimo e teatrale, sospeso tra ritmo e riflessione fantastica sulla realtร  contemporanea che ha superato lโ€™irreale.
Per Alberto Fortis creare significa costruire un insieme coerente in cui note, gesti, immagini e parole trasmettono contenuti ritenuti essenziali alla vita individuale e collettiva e allโ€™elevazione spirituale degli esseri umani.
Questa consapevolezza รจ segnata da un costante impegno sociale profuso come ambasciatore
di diverse organizzazioni non profit, tra cui i City Angels, associazione milanese che fornisce sostegno concreto alle persone senza dimora. La sua รจ una presenza attiva, orientata alla relazione diretta e al supporto quotidiano.
Da ricordare la recente collaborazione con Michelangelo Pistoletto e Cittadellarte, che introduce un ulteriore ambito dโ€™azione, la promozione della Pace Preventiva, declinata in forma progettuale e operativa. In questo contesto si intrecciano grammatiche visive e pratiche sociali.
La conversazione in diretta su Slash Radio Web evidenzia una continuitร  mai interrotta tra espressione e comportamento. Le sue affermazioni coincidono con le sue scelte operative. Ogni elemento risulta funzionale a una linea di condotta basata sulla partecipazione e sulla responsabilitร . Un’intervista intensa, appassionata e viva, che restituisce la voce di un artista che non ha mai smesso di guardare il mondo con stupore e di restituirlo nelle forme intrecciate di piรน linguaggi poetici.

Fortunato D’Amico

Azelio Corni. Al riparo dal Cielo

Azelio Corni. Al riparo dal cielo
โ€œAl riparo dal Cieloโ€ รจ una raccolta di lavori iniziati nel 2004 in cui ricorre la forma della volta, che richiama il concetto di casa e di focolare. Azelio Corni affronta questo tema con uno sguardo quasi primitivo, in sintonia con il suo profondo interesse per ogni sfaccettatura del mondo arcaico. Decifrare lโ€™universo primitivo non รจ semplice: spesso lo si approccia con una rigiditร  mentale fatta di schemi ideologici freddi e preconfezionati, che bloccano invece di liberare. Al contrario, nelle opere di Corni, i simboli e le intuizioni sprigionano unโ€™energia incandescente e magmatica.

Le sue imponenti strutture architettoniche racchiudono il senso primario della vita e della morte. Il nero, scelto come unico colore, si trasforma in unโ€™emozione pura, capace di condurre verso lโ€™infinito.

Tema centrale dellโ€™intera produzione di Azelio Corni รจ il dialogo Uomo โ€“ Natura. Una Natura interpretata come spazio di libertร  e strumento di elevazione dellโ€™Uomo, che si traduce in interpretazione architettonica delle forme. La rappresentazione della Natura diventa lo specchio attraverso cui l’essere umano riflette le sue passioni, la sua visione del mondo e il senso stesso della sua esistenza. Una sorta di โ€œPaesaggio – Stato d’animo” contemporaneo, che riassume con chiarezza l’essenza di un itinerario dalle infinite diramazioni.
Un viaggio, quello attraverso le opere monumentali di Corni, che tratteggia non solo il volto della Natura, ma anche quello dell’Anima, perchรฉ la meta รจ sempre il cuore dell’uomo che oscilla costantemente tra i poli di Ragione e Tragedia, pilastri fondanti della nostra civiltร . 
 
Azelio Corni ha creato le sue opere per guidare lโ€™anima oltre la dimensione terrena, in un orizzonte trascendente e segreto.

Le opere esposte sono visioni mastodontiche, definite da una pittura minimale e potentissima. Sono forme che sembrano emergere da antichi strati della coscienza collettiva, cariche di simbolismo e tensione. I volumi, quasi architettonici – Corni era particolarmente legato allโ€™architettura e lโ€™amava -, racchiudono lo spirito umano, come gusci sacri. Non cโ€™eฬ€ decorazione: solo materia, forma, e la ricerca costante dellโ€™anima. ยซLโ€™arte di papaฬ€ eฬ€ tribale, ma non arcaica; contemporanea, ma mai fredda. Si colloca in quello spazio sospeso in cui lโ€™essere umano si confronta con i grandi interrogativi dellโ€™esistenza, tra la razionalitร ฬ€ e il caos, la struttura e lโ€™abbandonoยป. Lโ€™allestimento eฬ€ suggestivo e sembra fatto apposta per la prima scuderia del castello vigevanese, i canti mongoli gutturali di sottofondo rendono il tutto carico di pathos incutendo quasi una religiositร ฬ€ dellโ€™arte.

Articolo di Caterina Corni

Breve bio dellโ€™artista

Originario di Sesto Calende (VA), Azelio Corni (1948 โ€“ 2023) ha conseguito la laurea in pittura presso lโ€™Accademia di Belle Arti di Brera. Ha insegnato Comunicazione Visiva allโ€™Accademia A.C.M.E. di Novara (NO) e Discipline Pittoriche presso il Liceo Artistico di Busto Arsizio (VA).
Ha operato nel campo delle arti visive, partecipando a numerose mostre personali e collettive in Italia e allโ€™estero (Stati Uniti, India, Giappone, Kingdom of Bahrain). Le sue opere sono state acquisite da istituzioni pubbliche e private e da Istituti di credito, tra cui UBI Banca.

Azelio Corni. Al riparo dal Cielo
Vigevano, Prima Scuderia del Castello
Inaugurazione: giovedรฌ 17 aprile
Apertura: 18 aprile โ€“ 18 maggio 2025
Orari:
venerdรฌ, sabato e festivi: dalle 10 alle 19
da martedรฌ a giovedรฌ: dalle 15 alle 18

Per informazioni e visite guidate per gruppi o scuole contattare: 331 8887605

Li Fangyuan. Fiori di Cotone Rosso: un Ponte tra Tradizione e Modernitร 

Li Fangyuan. Fiori di Cotone Rosso: un Ponte tra Tradizione e Modernitร 
Fortunato Dโ€™Amico

La magia del futuro nei paesaggi culturali della Cina

Li Fangyuan, nato nel 1930 nel quartiere di Dinghu della cittร  di Zhaoqing, nella regione del Guangdong, รจ stato un artista sostanzialmente legato alla sua terra e al retaggio culturale cinese. Cresciuto in un contesto pedemontano e in una famiglia che valorizzava l’istruzione, ha sviluppato fin da piccolo un amore estremo per il paesaggio natio, che ha trovato espressione naturale nella sua pittura.
La sua formazione ha inizio presso la Scuola Tecnica Normale di Canton (Guangzhou, nota anche come Yangcheng, il cui simbolo รจ il fiore di cotone rosso, dove ha studiato a fondo gli stili pittorici delle dinastie Song, Yuan, Ming e Qing). Successivamente, ha avuto la fortuna di essere allievo del maestro Li Shouzhen, a sua volta discepolo di figure di spicco della Scuola Lingnan.
Un incontro che ha segnato un punto di svolta nella sua carriera, guidandola verso direzioni originali.
La Scuola Lingnan รจ un movimento artistico che ha influenzato grandemente la pittura non solo cinese ma anche nipponica. รˆ considerata uno dei principali movimenti artistici della pittura cinese del XX secolo. La sua importanza si รจ estesa sia in Oriente che in Europa, contribuendo alla rinascita dell’arte figurativa cinese.
Li Fangyuanย ha ereditato dal suo maestro i principi dellaย Scuola Lingnan, adottando un approccio innovativo, evidente nelle oltre mille opere realizzate nella sua vita.
Le sue immagini con i fiori di cotone rosso, simbolo diย Canton (in cinese Guangzhou), sono un esempio di come l’artista osservasse la natura e la decifrasse in codici e lemmi di allegorie visive riferite alla stagione gioiosa della primavera.
Ogni anno, tra marzo e aprile, questi alberi si ricoprono di fiori e foglie, assumendo un aspetto maestoso che comunica una forte energia e vitalitร . I fiori di cotone rosso, vividi e grandi, catturano lo sguardo con il loro colore acceso.


Moderno cantore di Yangcheng, ha trasferito il proprio vigore spirituale sulla tela attraverso specifici e ingegnosi espedienti: colpi di pennello brevi ma coordinati per esprimere unโ€™idea, uso di poche tracce e di elementi minuscoli interconnessi tra loro per generare dinamismo. Queste procedure, sapientemente combinate, creano un forte impatto emotivo. Il cotone rosso acquerellato da Li Fangyuan assume cosรฌ una personalitร  distintiva, turgidamente inchiostrata. Gli strati cromatici sono identificabili ma fusi insieme esprimono forza e grazia. Nella pioggia d’inchiostro delle sue tele si percepiscono una potenza e una vitalitร  antiche, scaturenti dall’armoniosa unione di tratto, inchiostro, colore ed acqua. Il risultato รจ un’esplosione di vitalitร  che celebra la rinascita della natura, in cui traspare la completa padronanza dei sistemi pittorici storicamente sviluppati in Cina e una grande sensibilitร  nella traduzione attualizzata dei soggetti illustrati.
In un dipinto in cui il tema sono i fiori gialli, la fluiditร  delle campiture e l’equilibrio cromatico tra il giallo acceso e il blu-verde scuro creano un’armonia elegante, seppur con una composizione non perfettamente simmetrica, tipica di un punto di vista piรน coerente alla situazione odierna. Ilย polittico con uccelli e fiori rossiย mostra una maggiore dinamicitร , con pennellate rapide che suggeriscono movimento, contrapposte alla staticitร  dei fiori, creando un ritmo di calibrata tensione visiva.

In altre raffigurazioni, piรน volte Li Fangyuan ritrae un gallo con macchie ampie e sicure ma piรน leggere per descrivere il contesto circostante con un’atmosfera serena e intima.
L’artista utilizza la pittura come un pianista che suona il pianoforte, alternando segni decisi ad altri piรน leggeri, creando una consonanza visiva che risuona con la stessa profonditร  emotiva di una melodia suonata con maestria sulla tastiera.
In tutte le sue produzioni, la semplificazione delle forme e la maestria nell’uso dell’inchiostro e del colore sono evidenti, componendo scene animate da un grande impatto visivo.
L’artista ha prediletto l’utilizzo di pennelli realizzati con coda di cavallo selvatico, una scelta che gli ha consentito di ottenere un tratto particolarmente vivace e dinamico. Ha lavorato prevalentemente su carta cotta, un materiale che ha contribuito a mantenere una sensazione di vibrante umiditร , sviluppando varianti originali della tecnica della “collisione acquea”, intervenendo sul colore con l’acqua per espanderlo prima che si asciugasse. Questo processo, apparentemente semplice, ha permesso a Fangyuan di creare effetti cromatici unici e intensi.
Lโ€™estetica della sua arte annota e trasfigura la realtร , animando nello spettatore lโ€™esigenza di un ulteriore avvicinamento contemplativo alla dimensione interiore e spirituale.
La calligrafia presente nei dipinti, riporta frasi evocative e poetiche, e arricchisce il significato complessivo dellโ€™opera, aggiungendo unโ€™ulteriore fonte di stimolo e di curiositร .

Pittura e resilienza culturale nellโ€™opera di Li Fangyuan

Gli anni ’50 hanno rappresentato un periodo di grandi difficoltร  per Li Fangyuan. Come ha evidenziato Stefano Giovannini, l’artista รจ stato accusato ingiustamente di essere un oppositore del regime durante la campagna contro gli “elementi di destra”. “Quello era un periodo di caccia alle streghe”, ha affermato Giovannini, sottolineando l’ingiustizia subita dall’artista. Tale accusa, seppur infondata, ha avuto conseguenze dirette sulla sua vita. Li Fangyuan ha perso il suo posto di lavoro accademico, vedendo compromessa la sua posizione. Tuttavia, non si รจ arreso. Ha aperto un proprio studio privato, dove ha continuato a trasmettere le sue competenze a un piccolo gruppo di allievi. Questo studio รจ diventato un rifugio intellettuale, un luogo dove preservare la tradizione pittorica cinese in un periodo di repressione. โ€œFangyuan non era interessato alla politicaโ€, ha spiegato Giovannini, sottolineando che si trattava di un artista che si esprimeva attraverso la pittura e che ha trovato nell’insegnamento una forma di resistenza culturale. Li Fangyuan non ha mai realizzato opere antigovernative. La revoca del suo titolo di docente รจ stata poi rivista, e le autoritร  probabilmente lo hanno ritenuto non pericoloso. La carriera di Li Fangyuan รจ costellata di attestazioni di merito.

Nel 1995, ha ricevuto il Premio โ€œPer una vita dedicata alla pedagogiaโ€ da parte del Comune di Canton. Questo riconoscimento, come evidenziato in precedenza, รจ arrivato in un periodo congiunturale diverso. ma di grande valore anche se circoscritto a livello locale. Negli anni, ha tenuto numerose mostre, tra cui la sua prima personale nel 1982 al mercato floreale del quartiere di Yuexiu, e unโ€™altra all’Accademia di Pittura del Guangdong nel 2008. Nel 2012, ha collaborato alla pubblicazione di una raccolta di lavori calligrafico-pittorici per celebrare il centenario della biblioteca della cittร  di Zhongshan.
Il suo impegno ha iniziato ad essere stimato con ammirazione anche al di fuori della Cina, grazie alla figlia minore, Li Luyun. Con una determinazione che ricorda quella del padre, Li Luyun tramite lโ€™Associazione Pedone fondata da Li Zhiying ha organizzato mostre in Italia, superando le iniziali resistenze delle sorelle maggiori, che consideravano le opere del padre un patrimonio familiare da proteggere. Sono recenti le mostre di Li Fangyuan in diverse gallerie italiane, tra cui quella ospitata nel 2022 dalla Galleria Casa di Dante a Firenze e dal titolo “Colori indelebili”. Questa iniziativa ha permesso di far conoscere l’opera di Li Fangyuan a un pubblico internazionale, aprendo nuove prospettive interpretative e di valorizzazione della sua unicitร .
Nella visione artistica di Li Fangyuan, la relazione tra la storia e la modernitร , tra l’espressione artistica e il contesto sociale, risulta fondamentale per arginare gli effetti devastanti di un’epoca globalizzata che in rapida ascesa sta cancellando l’ampia ricchezza di idiomi e linguaggi fioriti nelle diversitร  espressive di tutti i Paesi del mondo, sostituendo il DNA tipico di ogni territorio con modelli e modalitร  estranee alle realtร  locali. L’opera di Li Fangyuan nel suo insieme costituisce un importante patrimonio da condividere perchรฉ dimostra come sia possibile mediare il sapere e la sapienza del passato con il presente, mantenendone viva l’essenza e integrandola a una visione personale del tempo attuale.