L’ultimo numero della rivista l’Arca

Testo di Fortunato D’Amico

Chiude la rivista L’ARCA. È stata un punto di riferimento di eccellenza nella formazione di una nuova generazione di architetti, favorendo la diffusione e lo scambio di idee essenziali nel contesto professionale internazionale. Ha svolto un ruolo fondamentale nella promozione del dibattito architettonico e nell’innovazione tecnologica, grazie soprattutto alla dedizione e alla passione del suo direttore, Cesare Maria Casati. I suoi interessi interdisciplinari, la continua ricerca di soluzioni innovative nell’architettura e nel design, e l’infinita curiosità per tutto ciò che ruota attorno all’attività professionale hanno arricchito la rivista con punti di vista originali, sempre anticipando i tempi dell’innovazione. Dobbiamo riconoscere anche la notevole abilità del direttore nel riconoscere e promuovere talenti emergenti, che senza l’ARCA potrebbero non aver mai avuto una vetrina così competente per presentarsi al pubblico. Questo vale anche per il Premio Dedalo Minosse, che ha potuto emergere tra i tanti premi di architettura grazie alla qualità dei contenuti promossi dalla rivista. L’ARCA ha saputo raccogliere il filo storico del dibattito architettonico, ereditando le riflessioni delle riviste precedenti e contribuendo al dialogo internazionale in cui Cesare aveva già avuto un ruolo significativo. Cesare Casati ha traghettato nell’ARCA il dibattito architettonico iniziato negli anni ’60, portandolo nella contemporaneità. La sua esperienza con Domus, diretta da Gio Ponti, dove entrò nella redazione negli anni ’60 e ne assunse la direzione dal 1976 al 1979, ha ulteriormente arricchito il suo bagaglio culturale. In seguito, fino alla nascita dell’ARCA, ha diretto la rivista La Mia Casa. L’ARCA chiude proprio in un momento storico in cui è sempre più necessario riattivare spazi e luoghi per la discussione, l’incontro e il confronto. Viviamo in un’epoca di rapidi cambiamenti che investono ogni aspetto della nostra vita, un’evoluzione che ha privato di significato e valore l’etica che dovrebbe sostenere qualsiasi principio ispiratore di un progetto di design o di architettura. Questa condizione ha lasciato spazio a un’estetica superficiale, priva di sostanza, all’emergere di un corpo formale senza contenuto reale.

Cesare Casati ha ragione quando, nell’editoriale di uno degli ultimi numeri della rivista, evidenzia che a più di vent’anni dall’inizio del nuovo millennio, l’architettura sembra mancare di innovazione strutturale e formale, nonostante i progressi nelle tecnologie di comunicazione e nell’intelligenza artificiale. Sebbene il telefono portatile si sia evoluto in un potente strumento di lavoro e comunicazione, il panorama architettonico non ha visto emergere nuove proposte significative dopo il lavoro pionieristico di Zaha Hadid, che ha saputo reinterpretare le geometrie fluide. In un contesto globale in rapida evoluzione, dove le città e gli spazi abitativi devono diventare sempre più sostenibili, è cruciale rilanciare i concorsi di idee. Questi eventi rappresentano una piattaforma fondamentale per i giovani progettisti, che spesso si trovano a dover competere con nomi già affermati nel settore. È importante ricordare che molti architetti di successo hanno iniziato la loro carriera vincendo concorsi prestigiosi, come nel caso del Centre Pompidou a Parigi. Casati afferma con decisione che affinché le imprese e i committenti pubblici possano affrontare efficacemente le sfide attuali, è necessario promuovere una nuova cultura della competizione. Questa deve mirare a scoprire talenti freschi e soluzioni innovative per combattere il degrado delle periferie e rispondere alle esigenze della società contemporanea. In sintesi, per garantire un futuro architettonico ricco di innovazione e sostenibilità, è fondamentale valorizzare i giovani progettisti attraverso una rinnovata attenzione ai concorsi di idee. Solo così potremo affrontare le sfide di un mondo in continua evoluzione e costruire spazi urbani che rispondano alle esigenze future. Un ringraziamento particolare quindi a Cesare Casati e l’augurio che l’ARCA possa riaprire presto le pubblicazioni e che un editore lungimirante comprenda l’importanza di mantenere attiva questa rivista.

“Artista interdisciplinare – Premio Acca” a Mario De Leo

L’incontro tenutosi al Museo d’Arte Contemporanea di Lissone, sabato 16 novembre 2024, per premiare Mario De Leo ha rappresentato un momento significativo per celebrare il suo percorso artistico e il suo contributo al panorama culturale. L’artista, noto non solo per le sue opere pittoriche ma anche per il suo talento come musicista e compositore, ha ricevuto il premio “Artista interdisciplinare – Premio Acca”, un riconoscimento che evidenzia la portata innovativa della sua pratica multidisciplinare.

Il suo studio “Perlarte” è ormai un punto di riferimento a Lissone, dove l’artista ha costruito negli anni un dialogo costante tra arti visive e musica, contribuendo a ridefinire i confini della creatività. La serata, arricchita dalla presenza di critici e collezionisti, ha offerto un’occasione di riflessione sull’importanza dell’interdisciplinarità come approccio alla complessità del contemporaneo.

Mario De Leo ha impreziosito l’evento con una performance che ha coinvolto emotivamente i presenti, ponendo in evidenza l’intensità e la versatilità della sua ricerca. La conferenza moderata del presidente di Acca, Walter Tosi, ha visto la presenza dei critici Fortunato D’Amico e Felice Bonalumi, con interventi del direttore del magazine Agorà, Luca Bertazzini, ha approfondito le influenze e gli sviluppi del lavoro di De Leo, tracciando un ritratto vivido e complesso della sua figura. Numerosa la presenza degli artisti, tra questi Max Marra, con cui De Leo a condiviso un lungo percorso professionale.

L’incontro ha sottolineato l’importanza di creare occasioni di dialogo tra artisti, critici e pubblico, evidenziando come il sostegno reciproco rappresenti un terreno fertile per la crescita culturale. Il Museo di Lissone, attraverso questa iniziativa, si conferma un luogo cardine per la promozione dell’arte come strumento di connessione e riflessione.

Celebrando figure come Mario De Leo, si riafferma una visione dell’arte che supera i confini disciplinari tradizionali, promuovendo un linguaggio in grado di dialogare con una società sempre più interconnessa e ricca di stimoli. Un’occasione preziosa per ribadire il valore dell’arte come espressione universale e come elemento fondante della cultura contemporanea.

Universo Espanso di Raymundo Sesma

Intervento site specific di alla Biblioteca Pubblica Fernando Tola de Habich

Puebla (Messico)

L’Universo Espanso: Riflessioni su Arte, Architettura e Spazio Pubblico

L’idea di un universo espanso va oltre i confini e le convenzioni stabilite nella società contemporanea. In questo contesto, la lettura di un ambiente urbano degradato non può limitarsi a un’analisi puramente architettonica; deve abbracciare una visione artistica e futuristica. È fondamentale considerare come il paesaggio urbano possa trasformarsi non per imposizione, ma attraverso analogie che riflettono le esperienze umane.

Un Nuovo Approccio Critico

Il momento storico attuale richiede l’adozione di nuove categorie critiche e terapeutiche per affrontare le idee e la realtà urbana e sociale. Espandere le discipline e le idee diventa un atto di emancipazione necessario, un’emergenza che invita a riflettere su come pensare e agire in modo costruttivo all’interno del corpo sociale. Questa proposta si riferisce a un intervento site-specific presso la Casa della Cultura di Puebla, focalizzandosi sulla biblioteca e sulla letteratura del XIX e XX secolo. L’obiettivo è creare uno spazio dove diverse discipline si incontrano, arricchendo l’esperienza sensoriale e intellettuale degli utenti. La biblioteca diventa così un luogo di incontro per il pensiero umano, dove architettura, design, letteratura, scultura e pittura si fondono in un’unica esperienza.

La Biblioteca come Tempio della Conoscenza

Per l’artista, la biblioteca non è solo un luogo di venerazione, ma un tempio di incontro e rivelazione dei misteri della conoscenza. Questo spazio diventa cruciale nella costruzione di un ambiente pubblico che è anche privato, dove gli utenti possono esplorare la dialettica creata dai legami strutturali tra gli elementi del luogo. Lo spazio pubblico e domestico è concepito come un laboratorio suscettibile di intervento. Qui, arte e artificio convergono in un approccio multidisciplinare, liberando l’ordinario da una routine opprimente.

L’Universo Espanso: Comprensione e Impegno

Il concetto di universo espanso si basa su una comprensione poliangolare della realtà. Questa visione dinamica invita a considerare i sensi come strumenti per ampliare l’orizzonte della comprensione olistica del mondo. È una lettura multidimensionale che incoraggia un cambiamento di atteggiamento dall’estetica all’etica, coinvolgendo ciascuno di noi nella consapevolezza di essere parte di un continuum temporale. R. Sesma descrive la città come una mappa che genera conoscenza e certezza, trasformandosi in un laboratorio per il cambiamento sociale. La città è vista come soggetto suscettibile di intervento, pronta per essere avvolta da nuove idee e pratiche artistiche.

Spazio Empirico Multisensoriale

Questo lavoro si propone come uno spazio empirico multisensoriale che coesiste con arte e architettura. Diventa una porta d’accesso a se stessi, costruito come parte integrante dell’esperienza umana. L’interazione tra artista e spettatore evolve da semplice osservazione a partecipazione attiva. Benjamin Buchloh definisce questa esperienza come “scultorea”, sottolineando l’importanza dell’intervento nello spazio pubblico per poetizzare il luogo attraverso le relazioni dialettiche tra i diversi elementi del contesto.

La Scultura come Pratica Meditata dello Spazio

Nell’ambito della scultura, l’intento è quello di generare spazio nello spazio stesso. L’opera diventa trasparente attraverso proiezioni matematiche che esplorano forme geometriche ideali. Non si tratta solo di contemplazione; il focus è sul processo di trasformazione dell’opera stessa. L’opera scultorea manifesta una realtà propria che supera la sua identità oggettiva. Essa inizia e finisce come se stessa, rappresentando uno spazio partecipato e vissuto.

Testo: Fortunato D’Amico

SCINTILLE L’Arte fuori da musei e dalle fondazioni con Antonella Russo e Fortunato D’Amico

http://www.antonellarusso.it L’arte fuori dai musei e dalle fondazioni d’arte pubbliche e private Riflessione condivisa di Antonella Russo con Fortunato d’Amico, docente di architettura Politecnico di Milano sede di Mantova, critico e curatore indipendente in occasione del 50° anniversario del Ministero dei Beni culturali e Ambientali fondato da Giovanni Spadolini nel 1975 00:51 La condizione della cultura e dell’arte in Italia: musei pubblici e fondazioni private sotto scacco dei capitali 06:00 I cahiers des doléances 07:00 la promessa disattesa del modello Torino per una città della cultura varato nel 1999 per la riqualificazione post-industriale del capoluogo piemontese 13:48 il direttore manger espressione dell’economia liberista americana 14:16 La Biennale di Venezia del 1964 , la Pop Arte e Leo Castelli 15:15 quando negli anni ’60, ’70 le gallerie d’arte italiana promuovevano cultura 16:05 l’arte fuori dai musei e dalle fondazioni d’arte : la via italiana alla cultura del territorio 19:00 direttore manager, precarizzazione del personale esternalizzazione dei servizi 21: 00la partecipazione culturale attiva del cittadino culturalmente custode, curatore e promotore

Dedalo Minosse. Roadshow 2024

Il Premio Internazionale Dedalo Minosse alla Committenza di Architettura è l’unico Premio internazionalmente accreditato a livello internazionale, che si focalizza sul ruolo del Committente.
Fondato a Vicenza nel 1997 è promosso da ALA Assoarchitetti, l’associazione degli architetti e degli ingegneri liberi professionisti italiani è co-promosso dalla Regione del Veneto, dal Comune di Vicenza e dalla Confprofessioni.
In attesa della nuova tredicesima edizione del Premio che si svolgerà a Vicenza il prossimo autunno, Dedalo Minosse viaggia in forma itinerante ed atterra a Detroit, dove dal 3 al 6 settembre 2024, è esposto con una mostra e un convegno!


La mostra è allestita all’interno dell’Università Detroit Mercy, in occasione del Detroit Design Month, con più di 20 progetti di committenti selezionati dalla Giuria, provenienti da tutto il mondo.
Perché Detroit? Perché proprio uno dei premi attribuiti la scorsa edizione è stato commissionato e realizzato a Detroit. Un’occasione per raccontarlo sul posto con i protagonisti del processo che ha portato alla costruzione di un’opera eccellente, il Centro per l’educazione della prima infanzia, il Marygrove Early education Center, commissionato dalla Kresge Foudnation.
La Kresge, fondazione privata, lavora nelle città americane per estendere le opportunità delle comunità investendo in arte e cultura, istruzione, ambiente, salute, servizi umani, come fattori di crescita. Sviluppa le leadership della comunità – intese come fattori determinanti per sostenere e migliorare la qualità della vita di tutti i cittadini – coltivando l’ecosistema artistico e culturale della Città.

La Kresge attribuisce la massima priorità alle organizzazioni di quartiere, che sono specchio delle comunità, per contribuire a metterle in grado d’impedire che il razzismo strutturale e il pregiudizio, determinino il futuro della Città.
La Kresge afferma l’importanza del design nell’educazione della prima infanzia, insistendo sul fatto che tutti, compresi i bambini, meritano di godere del beneficio di un buon progetto. Anche grazie a Kresge, Detroit è diventata un modello nazionale per i servizi offerti ai bambini e alle famiglie.
Durante tutto il processo di progettazione, la Fondazione è stata un partner determinante, che ha stimolato il team di progettazione a creare un luogo capace di offrire possibilità e dignità ai bambini e alle famiglie, un luogo che rifletta le diversità presenti nella comunità.
Così il Marygrove Early Education Center (Marygrove EEC), situato nel campus dell’ex Marygrove College riadattato al nuovo uso, è configurato come un centro educativo all’avanguardia, che sostiene 150 studenti, provenienti dai quartieri locali più sfavoriti.


La nuova estensione del Campus è situata nelle adiacenze dell’edificio principale, un edificio gotico “Tudor” a quattro piani, del 1927: un fabbricato insieme modesto e di carattere, rivestito in terracotta smaltata, con tre cortili ben organizzati e un interno semplice ma elegante. Il nuovo progetto fa riferimento ai dettagli, al peso materico e alla memoria delle strutture storiche in muratura di Detroit e la nuova facciata policroma costituisce un esempio di impiego progredito del ventunesimo secolo, di un materiale da costruzione tradizionale, quale il mattone.
In occasione dell’esposizione, il 4 settembre 2024 si tiene la conferenza di presentazione del Premio, moderata da Wendy Jackson, Managing Director della Kresge Foundation.
Intervengono: Dan Pitera, Preside e professore dell’Università Detroit Mercy e Giurato del Premio Dedalo Minosse, Marcella Gabbiani Direttrice del Premio, Marlon Blackwell progettista dell’opera, e Marco Magni dello studio Guicciardini & Magni già vincitore del Premio Speciale Caoduro Lucernari nel 2017, con l’opera di Santa Maria del Fiore di Firenze.
Ospite speciale la Console italiana di Detroit Allegra Baistrocchi, patrocinatrice della manifestazione.
Evento collaterale alla mostra, il Dedalo Cinema, quinta edizione, che incontra la città di Detroit con alcune proiezioni.
Dedalo Cinema è la manifestazione sorella del Premio alla Committenza, che racconta gli Architetti nel cinema, prendendo spunto dal volume di Giorgio Scianca e Steve della Casa “La recita dell’Architetto”, che racconta la figura dell’architetto in quasi 2000 film, in oltre cento anni di Cinema e centinaia di Paesi.


Accanto al committente quindi si celebra la seconda figura chiave del processo costruttivo: “Non c’è Dedalo senza Minosse o Palladio senza Trissino”, per citarne solo alcuni di ben noti.
Il Premio incontra finalmente la città di Detroit, dopo un dialogo a distanza di quasi due decenni, che grazie al Premio e alle sue manifestazioni, si è svolto tramite workshops di rigenerazione urbana, scambi di studenti, conferenze, lavori della Giuria, in USA e in Italia.
La Mostra itinerante Dedalo Minosse continuerà il suo Roadshow in autunno, con ulteriori tappe: a Parigi, presso il Batimat – il salone francese per i professionisti dell’edilizia, dal 30.09 al 3.10, presso il Parco del Valentino, in collaborazione con ALA Piemonte e il Politecnico di Torino, alla fine di novembre.

La Stazione Spaziale Internazionale (ISS) e la Vita nello spazio extraterrestre

L’ISS è stata in questi anni un simbolo di pace e cooperazione internazionale

All’inizio della stagione estiva in Valle d’Aosta e per il terzo anno consecutivo, l’instancabile animatrice culturale e Ambasciatrice del Terzo Paradiso, Glorianda Cipolla, organizza un incontro annuale sempre di grande interesse, ispirato ai temi proposti dall’installazione-simbolo Terzo Paradiso, opera dell’artista Michelangelo Pistoletto, presente in maniera permanente sul prato adiacente a Les Maisons de Judith in Val Ferret.
Ed è proprio qui che lo scorso 3 agosto 2024, si è svolto il dibattito a cui è stato dato come titolo”V.I.T.A. nello spazio extraterrestre”.
L’ incontro ha riunito esperti di vari settori per esplorare le opportunità legate alle missioni spaziali future e alle relazioni tra arte e scienza. Moderato da Fortunato D’Amico e presentato da Glorianda Cipolla, l’evento ha visto la partecipazione di un pubblico numeroso di oltre 200 persone, venute diverse regioni italiane per assistere a questa manifestazione.
Ad aprire l’evento con i saluti iniziali sono stati il Sindaco di Courmayeur, Roberto Rota, e la senatrice valdostana Nicoletta Spelgatti.

Gli oratori chiamati a dare i loro personale contributo alle tematiche proposte dalla conversazione sono stati:
Michelangelo Pistoletto, artista
Paolo Nespoli, ingegnere e astronauta che ha partecipato a ben3 missioni spaziali
Fabio Massimo Grimaldi, presidente di Altec, industria aeronautica e aerospaziale con sede a Torino.

I tre relatori sono stati in passato tra i protagonisti della missione Expedition 52/53, che ha avuto luogo nel 2017 sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) e che ha preso il nome di VITA (Vitality, Innovation, Technology), ispirata al concetto del Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto. La missione, sulla Iss, Stazione spaziale internazionale, come ha ricordato Massimo Grimaldi, ha segnato un’importante tappa nella cooperazione spaziale tra NASA e ASI Agenzia Spaziale Italiana, di cui Paolo Nespoli, astronauta dell’ESA, Agenzia Spaziale Europea, è stato il protagonista.
Michelangelo Pistoletto ha evidenziato che un aspetto innovativo della missione è stato l’uso dell’app SPAC3, sviluppata in collaborazione con RAM Radioartemobile e Fabrizio L’Abbate di ESA, Francesco Rea di ASI, per sensibilizzare il pubblico sulla conservazione del nostro pianeta. Grazie a questa applicazione, gli utenti hanno potuto partecipare attivamente alla creazione di un’opera d’arte sociale, coinvolgendo l’intera comunità internazionale che ha utilizzato l’app, e riflettere sui temi della sostenibilità e sugli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile proposti dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.
Paolo Nespoli ha ricordato che, negli ultimi sette anni, l’ambiente attorno alla ricerca scientifica e aerospaziale è cambiato notevolmente. L’arrivo di nuovi attori non istituzionali in questo mercato ha portato a una progressiva diminuzione degli investimenti da parte degli enti pubblici nella ricerca scientifica e nella progettazione di strumentazioni legate alle dinamiche aerospaziali. Se da un lato questa nuova condizione ha favorito rapidi sviluppi tecnologici, dall’altro ha sollevato importanti questioni riguardanti la privatizzazione imprenditoriale.
Tra gli ospiti era presente anche il fisico Roberto Battiston, che all’epoca della missione VITA era presidente dell’ASI. Battiston ha affermato che, a 60 anni dalla storica competizione tra Russi e Americani, stiamo assistendo a una nuova corsa allo spazio, dove le dimensioni economiche, geopolitiche e militari acquisiscono sempre più importanza. La lista delle nazioni coinvolte si è ampliata, includendo superpotenze come la Cina e l’India. Le destinazioni non si limitano più alle orbite terrestri, ma includono anche la Luna, vista come base per future esplorazioni verso Marte e altri corpi celesti. Questa nuova corsa allo spazio ha generato una crescente competizione per il dominio nello spazio, con implicazioni significative per il futuro dell’esplorazione spaziale e delle relazioni internazionali.

Fabio Massimo Grimaldi, Fabio Grimaldi  ha accennato alle opportunità offerte dall’industria spaziale per l’economia globale, sottolinenando il ruolo le ultime innovazioni e le ricadute nella società e le tendenze del settore. In questo contesto, ha ricordato, il ruolo internazionale di Torino come protagonista di queste ricerche.
Aneddoti divertenti sugli orari e sul tempo dedicato al sonno e al cibo destinato agli astronauti in orbita sulla sulla ISS sono stati raccontati da Paolo Nespoli, suscitando grande interesse da parte del pubblico. Michelangelo Pistoletto ha rammentato l’importanza dell’integrazione del progresso scientifico e della sostenibilità, supportata da considerazioni etiche, è fondamentale per costruire una prospettiva di pace preventiva. La cooperazione internazionale in ambito scientifico può superare le divisioni politiche e promuovere la fiducia tra le nazioni. Investire in tecnologie sostenibili e pratiche etiche aiuta a ridurre le tensioni legate alle risorse. È essenziale che le decisioni scientifiche siano guidate da principi etici, considerando l’impatto sulla società e sull’ambiente. Infine, promuovere una cultura della pace e della sostenibilità attraverso l’educazione contribuirà a creare un futuro più pacifico.

Infine, a commentato Fortunato D’Amico, come già commentato tutti quanti gli altri relatori, la ISS è e rimane un simbolo di pace e di cooperazione tra diverse nazioni, tra cui Stati Uniti, Russia, Europa, Giappone e Canada, anche se la guerra in Ucraina ha complicato le relazioni tra Russia e Occidente, portando a preoccupazioni sulla continuità della cooperazione spaziale.

V.I.T.A. NELLO SPAZIO EXTRATERRESTRE

Paolo Nespoli, Michelangelo Pistoletto, Fabio Grimaldi, Fortunato D’Amico

La Val Ferret ospita per il terzo anno consecutivo un incontro speciale dedicato al Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto. Quest’anno, l’evento si concentra sulla connessione tra arte e scienza, con uno specifico interesse per le missioni spaziali. Il futuro dell’astronautica si presenta come un periodo di continuo progresso e sfide interessanti. Le prospettive includono un’ulteriore esplorazione del sistema solare, missioni robotiche e umane su Marte e sulla Luna, ulteriori sviluppi tecnologici per migliorare l’efficienza delle missioni spaziali e l’approfondimento dell’esplorazione oltre il nostro sistema solare. Quali saranno gli impatti sulla sostenibilità, sulla coesione sociale e sull’organizzazione della vita planetaria provocati da questi progressi scientifici e spaziali? Quali  principi  etici ispireranno e  guideranno le missioni spaziali  perché diventino  attività responsabili che tengano conto degli effetti e delle implicazioni a lungo termine?A discutere di questi temi  il 3 Agosto 2024, presso le  Les Maisons de Judith in Val Ferret, saranno: Michelangelo Pistoletto (artista), Paolo Nespoli (astronauta), Fabio Massimo Grimaldi, (Altec). L’incontro,  presentato da Glorianda Cipolla, è moderato da Fortunato D’Amico. Michelangelo Pistoletto e Paolo Nespoli  sono stati i protagonisti nel  2017 della missione Expedition 52/53, destinazione la Stazione Spaziale Internazionale (ISS).

Il progetto ha avuto come ispirazione il  Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto. La missione, denominata VITA, Vitality, Innovation, Technology,  è stata la terza di lunga durata delle sei che la NASA ha messo a disposizione dell’Agenzia Spaziale Italiana nell’ambito dell’accordo per la consegna dei moduli logistici, Leonardo, Donatello e Raffaello. Protagonista della missione l’astronauta dell’ESA Paolo Nespoli, alla sua terza missione sulla ISS. Tra i simboli rappresentati all’interno del segno formula Terzo Paradiso, assunto come emblema del progetto, vi erano un filamento di DNA per la vita e la scienza, un libro per la cultura e l’istruzione, e la Terra stessa come emblema dell’umanità. A questa missione è stata associata un’altra iniziativa, l’app SPAC3, sviluppata da ESA con RAM Radioartemobile, in collaborazione con ASI e Cittadellarte-Fondazione Pistoletto. L’app era finalizzata a sensibilizzare la salvaguardia della vita sul nostro pianeta, coinvolgendo il pubblico nella creazione di un’opera d’arte sociale. Con SPAC3 era possibile seguire la missione, creare collage artistici con le immagini catturate dalla piattaforma da Paolo Nespoli e partecipare attivamente all’opera collettiva basata sui concetti del Terzo Paradiso. Un’iniziativa che ha permesso di avvicinare lo spazio  extraterrestre alla comunità  planetaria e diffondere i concetti di sostenibilità condividendo messaggi relativi ai 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, focalizzati sulle questioni globali  relative all’habitat, all’economia, alla prosperitàdel pianeta, al partenariato e alla pace preventiva.

Solo una visione chiara dell’interconnessione tra progresso scientifico, esplorazione spaziale, sostenibilità e doveri etici potrà guidare l’umanità verso un futuro in cui l’espansione nello spazio diventi un’opportunità per crescere in simbiosi con il nostro pianeta e con l’ecosistema cosmico circostante.  Il dialogo interdisciplinare e la cooperazione sono imprescindibili per massimizzare i vantaggi di questo avvincente cammino verso l’ignoto. Scienza e Arte, nelle loro molteplici forme di creare e dialogare con l’ambiente e la società, devono collaborare per contribuire al progresso della cultura, alla realizzazione di progetti di rinascita e innovazione per favorire l’opera di umanizzazione attraverso una pace preventiva.

Il Manuale delle Infrastrutture del Ciclismo

Progettare lo sport

all’insegna della sostenibilità

economica, sociale e ambientale

Il “Manuale delle Infrastrutture del Ciclismo”, curato da Fortunato D’Amico e Massimo Facchinetti, il contributo tecnico di Nicolò Valentini e Aldo Galbiati, e pubblicato da Maggioli Editore nel giugno 2024, rappresenta un’opera di riferimento autorevole e completa per la progettazione e realizzazione di impianti sportivi dedicati al ciclismo. Patrocinato dalla Federazione Ciclistica Italiana (FCI), dal Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI) e dall’Unione Ciclistica Internazionale (UCI), il manuale è il risultato di un impegno condiviso e di una passione comune per l’eccellenza delle infrastrutture sportive. Il manuale adotta un approccio multidisciplinare, arricchito dalla vasta gamma di esperienze e competenze nell’ambito ciclistico, grazie alla partecipazione attiva di progettisti, allenatori, ciclisti e tecnici di gara. Questa fusione di conoscenze e competenze conferisce al manuale un’anima poliedrica e solidamente radicata nella realtà del ciclismo contemporaneo, permettendo di esplorare ogni aspetto in maniera dettagliata e completa. Concepito interamente nell’ottica della sostenibilità ambientale, sociale ed economica, il manuale pone al centro degli obiettivi la promozione di un futuro più verde, equo e inclusivo, in linea con l’Agenda 2030. Questa prospettiva olistica ha guidato ogni fase del progetto, garantendo che le infrastrutture ciclistiche progettate e descritte nel manuale rispondano alle esigenze presenti senza compromettere le risorse future. La struttura del manuale offre una panoramica completa e dettagliata delle diverse tipologie di infrastrutture ciclistiche, organizzando i contenuti in capitoli specializzati correlati alle specificità delle discipline ciclistiche e ai servizi essenziali richiesti per ciascuna pratica. Tra le infrastrutture trattate: Velodromi, Ciclodromi, Piste BMX, Piste Pump Track, Circuiti Ciclocross, Circuiti Mountain Bike, Circuiti Trials, Ciclismo Indoor. Oltre agli esempi pratici e ai case study, il manuale fornisce un sostegno visivo completo attraverso una documentazione grafica dettagliata, vettore essenziale per facilitare il processo di progettazione e realizzazione degli impianti. Ogni capitolo è corredato da schede normative, schede tecniche e di sintesi, costituendo una guida strutturata e completa idonea ad esaminare con accuratezza ognuna delle tipologie esaminate e garantire un approccio corretto alla fase progettuale. Il “Manuale delle Infrastrutture del Ciclismo” si impegna nei suoi contenuti a favorire lo sviluppo di infrastrutture ciclistiche all’avanguardia, di alto livello e di eccellenza, promuovendo un approccio improntato alla durabilità, all’inclusività e al progresso per un futuro che migliori le condizioni umane, la biodiversità e l’inclusione sociale e culturale. Questo prezioso strumento di supporto è destinato a professionisti esperti, progettisti, architetti, ingegneri, geometri, istituzioni accademiche, amministrazioni pubbliche e appassionati del ciclismo, contribuendo al miglioramento e alla diffusione del ciclismo come pratica sportiva e ricreativa, rimanendo fedeli ai valori e alla passione che animano l’universo delle due ruote.

Manuale delle Infrastrutture del Ciclismo” a cura di Fortunato D’Amico e Massimo Facchinetti Maggioli Editore | Pagine 396 |Data pubblicazione: Giugno 2024

Autori
Fortunato D’Amico, Massimo Facchinetti
Comitato Tecnico Scientifico
Giulio Ceppi ( Politecnico di Milano; Design for all Italia ), Cordiano Dagnoni (Presidente F.C.I.),
Fortunato D’Amico ( Politecnico di Milano; Pensare Globalmente Agire Localmente Ass. O.D.V. ), Massimo Facchinetti ( Politecnico di Milano; Fondazione Bioarchitettura ),
Aldo Galbiati ( Ingegnere; Tecnico della F.C.I. ), Gavino Marcello Tolu ( Segretario Generale F.C.I. ),
Nicolò Valentini ( Ingegnere; Direttore di corsa Internazionale; Docente scuola tecnici F.C.I. )
Coordinamento Editoriale
Fortunato D’Amico
Coordinamento Generale
Massimo Facchinetti
Coordinamento Grafico e Scientifico
Fortunato D’Amico con Giulio Ceppi
Progetto Grafico
Giulio Ceppi / Total Tool con Marsha Vetolskiy
Grafica Tecnica e Impaginato
Prototipi s.a.s. con Jacopo Gipponi, Federica Gianni, Carlo Bono, Alessandra Boccalari
Documentazione normative
Fortunato D’amico, Massimo Facchinetti, Nicolò Valentini, Aldo Galbiati, Jacopo Gipponi, Federica Gianni
Dettagli Tecnici Partner
Tecnico/i di azienda/e
Velosolutions, Brugherio CX International, Dolomeet
Specifiche Tecniche con il contributo di
Dolomeet, Fael Luce, Grandi Eventi Val di Sole, Las, Liski, Velosolutions, Vittoria S.p.A.
Testi
Sergio Battistini, Luca Bertagni, Paolo Bozzuto, Alberto Caruso, Giulio Ceppi, Simone Cola, Andrea Costa, Cordiano Dagnoni, Fortunato D’Amico, Daniele D’Aquila, Massimo Facchinetti, Valentina Foffi, Martin Gruber, Hopkins Architects Studio – Londra, Giovanni Malagò, Maria Elisa Pedicini, Romolo Stanco, Mike Taylor – Londra, Claudio Tezza
Interviste
Mirko Celestino, Leonardo Ferrara, Martina Fidanza, Tommaso Lupi, Claudio Mologni, Daniele Pontoni, Federico Ventura, Marco Villa, Elia Viviani
Con la fattiva collaborazione della Commissione impianti sportivi F.C.I.
( Giuseppe Pedicini / Presidente, Massimo Facchinetti, Giovanni Maria Ferraris, Aldo Galbiati, Antonio Gatto, Nicolò Valentini, Roberto Zanatta )
Un ringraziamento particolare all’artista Michelangelo Pistoletto per essere stato l’ispirazione per un’analisi etica e sostenibile sull’utilizzo della bicicletta.”

Nella Libertà di una Storia

L’installazione di Ludovica Sitajolo realizzata all’interno della mostra
“Sogni e Miti di Hollywood, nel Pennello di Nano Campeggi”

Il 20 giugno 2024 è stata inaugurata la mostra “Sogni e Miti di Hollywood, nel Pennello di Nano Campeggi”. Il pittore e cartellonista toscano, scomparso ormai da qualche anno, considerato uno dei più importanti artisti grafici nella storia del cinema, è oggetto di una mostra presso lo spazio espositivo “La Vaccheria” di Roma, dedicata a lui dal Centro Internazionale Antinoo-Yourcenar..
Tra più di 100 opere di Nano Campeggi, Ludovica Sitajolo ha creato l’installazione “Nella Libertà di una Storia”. Un cavallo rosso rivestito di organza emerge dalle bobine della pellicola, galoppando nel grande spazio della Vaccheria verso la sua libertà, “la libertà di una storia”, grazie a un grande ventilatore che muove la criniera.
L’opera rappresenta l’impeto del cavallo in movimento, trasmettendo l’emozione di vitalità e libertà propria del galoppo sfrenato. Il rosso simboleggia il legame con l’opera “I Cavalli di Ben-Hur” di Nano Campeggi, dove i cavalli corrono in un inconfondibile sfondo rosso, catturando il movimento con dinamiche pennellate.
Per enfatizzare l’energia, l’artista ha utilizzato del tessuto di organza rossa che, per la sua trasparenza e capacità di catturare la luce, ricorda le pellicole cinematografiche. Questa trasparenza e gioco di luce sono simbolicamente collegati alle pellicole impressionate dalla luce.
L’opera intende sottolineare il legame con la cinematografia, esprimendo emozioni attraverso storie, come nella prima immagine in movimento creata da “Sallie Gardner at a Gallop” di Eadweard Muybridge nel 1878. I ventilatori, in questo caso, muovono la criniera del cavallo, creando un suggestivo movimento nell’aria che ricorda una danza.
Questo viaggio artistico invita a esplorare ricordi e emozioni, lasciando spazio a storie ancora da creare, tanto dentro di noi quanto fuori.

“Sogni e Miti di Hollywood, Nel Pennello di Nano Campeggi” La Vaccheria, Via Giovanni L’Eltore 35, Eur, Roma”

LUDOVICA SITAJOLO

Nasce a Roma l’11/11/1995 a Roma.
Da sempre affascinata a ogni forma artistica, si diploma al Liceo Artistico Caravaggio nel 2015. Nello stesso anno parte per studiare a Londra dove risiederà cinque anni. Qui frequenta il corso pre accademico al “Kensington e Chelsea College” specializzandosi in Fine Art. Successivamente consegue la laurea in Fine Art and Mixed Media presso l’University of Westminster.
Durante i corsi di studio, l’approccio al pensiero concettuale le permette di sviluppare un dialogo artistico tra spazio, luce e tempo definito mediante la realizzazione di istallazioni immersive; attraverso le quali lo spettatore possa entrare in un’altra dimensione. L’idea è che si possa vivere un’ esperienza unica, come una transizione tra immaginazione e realtà.
Affascinata dalla libertà di poter creare opere con oggetti di ogni genere, e di inventare una nuova identità ad un oggetto, che definisce: “come un allenamento a creare oltre la realtà con la realtà stessa”.
Nel corso degli anni espone in posti come la Biennale di Firenze, l’Archivio Centrale dello Stato, La Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, la Nuvola di Fuksas e altri. Al momento ha in corso un’esposizione pubblica dell’istallazione “Il Viaggio di Un Incontro” presso Monte Isola (Br) grazie alla vittoria della residenza d’artista di Città dell’Arte, Fondazione Pistoletto.
Concetti di libertà, di percezione, di dialoghi con il tempo e con lo spazio attraverso la luce, un gioco continuo con la stratificazione e la scomposizione della realtà. Occhi sempre puntati su qualcosa di nuovo e qualcosa che ancora non c’è.

M(A)Y FIBER – Percorsi di arte e tessile tra tradizione e sostenibilità

a Busto Arsizio la Venere degli stracci e il Terzo Paradiso

Dal 4 maggio al 2 giugno 2024, Busto Arsizio diventa un punto di riferimento per gli appassionati di arte tessile e sostenibilità con l’evento “M(A)Y FIBER – Percorsi di arte e tessile tra tradizione e sostenibilità”. Un’iniziativa che intreccia l’arte alla consapevolezza ecologica, inserendo al centro dell’attenzione due celebri opere di Michelangelo Pistoletto: la “Venere degli stracci” e il “Terzo Paradiso”.
La “Venere degli stracci” verrà esposta negli spazi delle Civiche Raccolte d’Arte di Palazzo Mariani Cicogna. Quest’opera, diventata un icona mondiale, è uno dei simboli più significativi del panorama artistico internazionale e dell’Arte Povera, movimento che esalta l’uso di materiali umili e di recupero, criticando il consumismo sfrenato della società moderna. La sua esposizione in un evento dedicato alla sostenibilità sottolinea il dialogo continuo tra arte e ambiente.
Accanto a questo importante pezzo, il cortile adiacente alle Sale Gemelle del Museo del Tessile ospiterà il “Terzo Paradiso”, un’installazione che raffigura la fusione tra il primo paradiso naturale e il secondo paradiso tecnologico, proponendo una visione di un futuro in cui umanità e natura coesistono armoniosamente. Il “Terzo Paradiso” è un forte richiamo alla responsabilità ecologica e alla necessità di un nuovo equilibrio tra uomo e ambiente.
L’evento non si limita alla sola esposizione di opere d’arte, ma diventa anche un laboratorio vivente sul tema della sostenibilità. Si terrà infatti un tavolo di lavoro che vedrà la partecipazione attiva della Fondazione Pistoletto, di artisti e di aziende locali, tutti impegnati a discutere e a proporre soluzioni sostenibili che possano influenzare positivamente la comunità e il tessuto industriale della regione.
“M(A)Y FIBER” si propone quindi come un vero e proprio crogiolo di idee e progetti che mirano a intrecciare la bellezza artistica con la consapevolezza ecologica, rendendo l’arte un motore di cambiamento e un mezzo per sensibilizzare il pubblico sull’importanza di pratiche sostenibili. Con queste premesse, l’evento di Busto Arsizio si candida a diventare un appuntamento imperdibile per tutti coloro che sono interessati a esplorare nuove vie per un futuro più verde e responsabile.