



di Valentina Facchinetti
Il 4 Luglio 2012 venne confermata al pubblico la cosiddetta โParticella di Dioโ dal CERN di Ginevra, il suo compito รจ quello di conferire massa a tutte le altre particelle: lโorigine della materia. Fu inizialmente teorizzata da Peter Higgs dal quale prende il nome e la sua scoperta fu un traguardo straordinario. A dieci anni da quel giorni, la Strada Sotterranea al Castello Sforzesco di Vigevano ci invita ad unire la lettura scientifica di quel momento a quella artistica: โIl Bosone di Higgs, tra Arte, Scienza e Trascendenzaโ


Grazie a Valerio Grassi, uno scienziato di forza al CERN negli anni della scoperta e Cavaliere DellโOrdine Del Merito Della Repubblica Italiana, e Giuseppe Portella, artista della resina da sempre ispirato dal tema della scienza e dello spazio, ci viene presentata una mostra a cura di Fortunato DโAmico e Chiara Crosti, dove ogni opera dโarte trova una sua applicazione nel mondo e spazio della fisica.
Cerchi concentrici e sfere che ingannano lโocchio danno la possibilitร al visitatore di lasciarsi trasportare in mondi che vanno al di lร del corpo umano fino a raggiungere la dimensione della โParticella di Dioโ.
Come dice lโartista Giuseppe Portella, indagare su questi fenomeni si puรฒ fare in molte forme: se il compito dello scienziato e della fisica รจ di studiare e trovare una veritร oggettiva, lโarte lascia piรน spazio ad una dimensione umana e ad una sua applicazione interiore.
Trascendenza รจ quello che accomuna le due. Materia e spirito. โSiamo polvere di stelle e parte del Big Bangโ ripete spesso Valerio Grassi ed รจ interessante notare come nei quadri si rispecchia questa unicitร e dimensione che va oltre il nostro mondo e ricorda quello particellare.
La mostra si pone come punto di incontro tra le due discipline, โquasi come un esperimento socialeโ come menzionato dallo scienziato, dove lo spettatore รจ portato ad unโindagine interna quando confrontato con la piccolezza e l’immensitร di quello che ci compone.
Grazie alla mostra possiamo anche conoscere la biografia di queste due personalitร che si occupano di argomenti molto lontani lโuno dallโaltra ma che riescono a trovare un punto che le accomuna nella โParticella di Dioโ.
di Valentina Facchinetti
Come รจ nata questa collaborazione tra arte e scienza, e come vede questa trascendenza nellโunione tra le due?

A mio parere, scienza e arte non si possono dividere. La scienza deve dare delle risposte di tipo formale e matematico, ma non puรฒ dare tutto. Non puรฒ dare ciรฒ che invece lโarte puรฒ fare. Tuttavia le due cose viaggiano sullo stesso binario.
ร un’indagine; unโindagine di cose che non conosciamo. La scienza รจ chiamata ad approfondire tutto questo e anche lโarte deve fare la sua parte. Deve dare una visione assolutamente immaginifica, filosofica. Senza lโimmaginazione, nรฉ lo scienziato nรฉ l’artista arriverebbero a dare una risposta.
Perรฒ queste due risposte possono anche essere coincidenti, perchรฉ quando nelle mie opere cerco di realizzare gli atomi, li immagino in senso figurativo. Invece di avere un paesaggio classico vedo un paesaggio spaziale, vedo come siamo dentro; quindi devo immaginarmi gli atomi in un certo modo: che vibrano, che si rincorrono, si uniscono.
E poi vado a vedere un riscontro nelle immagini scientifiche, anche se inizialmente le ho immaginate nella mia testa.
A me la scienza piace perchรฉ dร delle risposte che puntano a trovare la veritร e trattano fenomeni interessantissimi che non possono non affascinare lโartista. Lโarte รจ chiamata ad occuparsi non solo della bellezza ma tutto di quello che ci circonda e piรน dello spazio cosa cโรจ? Noi alla fine cosa siamo? E mi riferisco alla trascendenza, siamo spirito e materia.
Quello che la scienza forse non puรฒ andare ad indagare รจ forse la spiritualitร , ma รจ importante. Noi siamo su due linee, linea verticale, spirito, linea orizzontale, materia. Queste due unioni non possono sovrapporsi.
Io cerco di giocare con le forme sferiche, le mie opere sono molto dedicate allo spazio e alla scienza. Per me non cโรจ piรน niente da dipingere: con la fotografia e il digitale che senso ha, a mio parere, dipingere un viso o una persona nel suo aspetto esteriore. A me interessa quello interiore, che รจ quello spaziale, spirituale. Che รจ quello che ribadiva Valerio, in una citazione che a me piace molto โNoi siamo figli delle stelleโ. Abbiamo dentro la polvere di stelle e qualcuno deve pur raffigurarla.






Una signora mi ha detto โma รจ un arte strana, non lโho mai vista โ, io mi sono permesso di dire โรจ una arte figurativa dello spazioโ; perchรฉ per me รจ importante andare a saldare questo ciclo, per questo metto le sfere. Il non inizio e la non fine. Che cosa รจ il nostro transito terrestre? La non morte e la non nascita, un continuo trasformarsi cosรฌ come la materia รจ in continua trasformazione. Il nostro รจ solo un passaggio che ci porta ad un altro tipo di materia o alla non materia, quello che studiano loro, i fisici, lโantimateria.
Io ho concentrato tutto il mio lavoro negli ultimi 15 anni sullo studio della luce,sono partito dalle terre rare luminescenti; ho avuto la fortuna di testare, per primo in Italia, questo fenomeno. Sono terre che si nutrono di luce sia artificiale che naturale e la rimettono in perpetua al buio. Questo ti insegna che il buio non esiste, quindi quando si parla di buio nello spazio รจ in realtร il limite dei nostri occhi, quello che non siamo in grado di vedere. Da lรฌ รจ nata lโesigenza di approfondire con lโutilizzo delle tecnologie cinematografiche sottili, le carte olografiche, che riflettono la luce ed ho tolto il colore.
Lo studio del ciclo lo lux racchiude la luce e lโolografia.
Noi stiamo andando verso lโolografia, tutto quello che vediamo รจ falso.





Ci sono cantanti che salgono sul palco proiettando solo la loro immagine ed il pubblico applaude questo.
Lโimmagine olografica diventerร realtร aumentata, immagini che non ci sono ma vediamo. Quindi la mia domanda รจ cosa e che vediamo veramente? Mi viene da dire che tutto quello che vediamo non corrisponde alla realtร . Se esiste una realtร viene allora rielaborata e da li possiamo collegare lo studio della cinetica rivisitata. Semi sfere che in realtร non ciรฒ sono, cerchi perfetti che quando muovo il mio sguardo dal fianco dellโopera, non esistono.
Stesso fenomeno con lโolografia, come mai quando cambio posizione vedo colori diversi? La luce lavora in base alla posizione e lโopera si muove. Lo studio della cinetica e delle terre rare luminescenti e la luce pura, quindi trasparenze, ti convoglia la luce in modi particolari, attraverso le sfere in resina muove la luce e crea immagini diversi in base alla posizione. Tutto questo per me continua a confermare che tutto quello che vediamo non รจ corretto, รจ una nostra rielaborazione
Di conseguenza al suo discorso sulla luce voglio chiederle, se tutto quello che vediamo non รจ realtร , cโรจ un collegamento al suo uso ripetitivo della sfera o mezza sfera? Questa forma concava o convessa riflette ovviamente la realtร in modo differente da come noi la vediamo.

Beh, questa domanda รจ bellissima, ti sei giร quasi risposta. Attraverso la sfera cambia lโimmagine. Leonardo Da Vinci per primo disse โi nostri occhi sono sferici per cui noi vediamo le cose al contrario, io in questo momento ti vedo ribaltata e il mio cervello aggiusta la visione. ร proprio grazie alla forma sferica, che io trovo ovunque nello spazio. Io adoro la sfera perchรฉ non ha angoli. Vorrei citare una frase di Telesio, un filosofo del 1500 che diceva โIl nostro pensiero รจ diretto dallโarmonia e proporzione.โ.
Cosa esiste di piรน armonioso della sfera? ร senza inizio e fine, il nostro pianeta รจ una sfera, i nostri atomi sono sfere, le cellule sono cerchi, sfere. Questa forma, la forma in sostanza, la troviamo sempre nel nostro pianeta, รจ la forma perfetta. Io ne sono innamorato, ma credo si capisca e continuo a proporla perchรฉ non riesco a uscirne prima di tutto, ma ha un’attinenza precisa con la scienza. ร nel nostro dna. Ho giร realizzato un’opera del DNA usando la sfera che perรฒ non si trova qui. Il DNA รจ composto da sfere, con segmenti che tagliano.
Per me la sfera entra perfettamente nella scienza, la scienza non puรฒ stare senza questa forma che ritroviamo sempre.
Ritornando invece al Bosone di Higgs, che รจ di ispirazione di questa intera mostra. ร successo ormai dieci anni fa, lei di quel momento cosa ricorda? E in che modo pensa che questa scoperta abbia influenzato la sua arte o la ricerca che viene prima della creazione delle sue opere?
Per me รจ stata una grande scoperta e come per tutti gli umani mi ha creato un poโ di sconvolgimento. Quando si arriva alla particella di dio, dove potrร arrivare lโuomo?
Il mio primo pensiero รจ sempre che utilizzino queste conoscenze nella maniera buona e purtroppo non possiamo dire che sia sempre il caso. Queste scelte che hanno molto a che fare con il profitto al contrario di una progressione universale, a volte mi fanno paura.
Io la vorrei sempre interpretare in una maniera trascendente, se mi รจ concesso. Lasciarla anche lรฌ dove รจ. Una particella di Dio, intaccata dallโuomo.


Il mio sconvolgimento sarebbe lโuomo che arrivi a credersi dio, la scienza deve andare avanti ed รจ una parte fondamentale ma io la vedo da artista. Lโopera si fa per essere venduta o perchรฉ si sente il bisogno di farla e comunicare qualcosa? Per me la seconda. Se รจ fatta per essere venduta, lโopera non possiede piรน amore nรฉ passione ed รจ diventata un utilizzo, un profitto. Forse mi ha fatto un poโ paura, sono sincero.
Io dico โLasciate che fluisca tutto come รจ stato disegnato.โ E adesso e dopo?
Le mie opere sono partite prima perรฒ. Mi sono ritrovato in quelle immagini e ho riconosciuto di essere sulla strada giusta per averlo immaginato
Da quanti anni lavora su questo?
Un quarto di secolo tutto sulla resina, anche se i miei primi dipinti, quadri di olio su tela risalgono al 1986; avevo 13 anni: non compravo i giochi, compravo i colori ad olio e i pennelli. Mio padre non voleva. Ma a me piaceva disegnare.
Alla fine degli anni novanta รจ successo qualcosa, ho detto basta, non dipingo piรน. Per me non cโรจ piรน nulla da disegnare. So che gli artisti si arrabbiamo.
Sono andato su un altra materia perchรฉ poi lโarte cosa deve comunicare? Un linguaggio odierno. Possiamo continuare ad usare olio e tela? Con tutto il rispetto per chi ancora lavora con questi strumenti. Per me lโarte di oggi bisogna adattarla ad un linguaggio moderno. La resina mi dร quella possibilitร su un altro livello. E quindi mi sono innamorato follemente allโinizio degli anni novanta. Da quel momento tutte le mie opere sono state prodotte con lโutilizzo della resina.

Questa รจ una lastra unica, un esperimento unico nel suo genere. Sono andato a togliere tutto, non cโรจ piรน supporto, tavola, tela. Non c’รจ nulla. Una lastra totalmente in resina. A me piace moltissimo sperimentare, non bastano tre vite. Per quellโopera lโho lasciato al sole. La resina รจ un prodotto che si muove e quindi nel processo di solidificazione subisce alte temperature e si รจ piegata, prendendo quella forma. Irripetibile perchรฉ non sarei piรน in grado di rifarla, un pezzo unico nel suo genere. Lโintervento esterno e la resina in sรฉ non ti permettono un controllo totale della materia. Devi sempre trovare un compromesso. Non รจ possibile renderla docile totalmente. A quellโopera in particolare ci sono molto affezionato.
di Valentina Facchinetti
Prima di tutto vorrei iniziare con una domanda su come รจ nata questa collaborazione tra arte, scienza e, come dice il titolo, trascendenza. Quindi tra lei e lโartista Giuseppe Portella.
Allโinizio io lโartista non lo conoscevo. ร stata unโidea dei curatori, unโidea molto felice perchรฉ penso da sempre che il mondo dellโarte e della scienza abbiano un grandissimo connubio. Molti artisti sono residenti a Ginevra e prendono ispirazione dallโambiente che li circonda e hanno dei mentori. Io stesso sono stato un mentore in questo caso per uno spettacolo di danza che seguiva le linee di ciรฒ che io studiavo.


Ho passato buona parte della mia vita nel rendere visibile quello che รจ invisibile, lโarte figurativa come puoi capire รจ molto fruibile e genera emozioni immediate: mi piace ed รจ bella oppure non mi piace o la devo ancora capire. ร raro che lโarte non lasci qualche reazione immediata
Quello che facciamo noi invece non puรฒ piacere o non piacere. ร una realtร fisica che compone ognuno di noi, ma non cosรฌ relativamente fruibile. Bisogna trasformarla in un’immagine, c’รจ un connubio forte con queste opere.
Trascendenza perchรฉ non si puรฒ rimanere totalmente insensibili a concetti cosรฌ importanti. Di cosa siamo fatti? Come lโuniverso si evolve? Viviamo in un mondo in cui ci รจ dato tutto; quello che tocchiamo esiste, รจ nostro. Le nostre vite sono molto brevi rispetto allโintera storia del nostro mondo.
Percepire noi stessi che percepiamo, รจ un concetto molto importante, trascendente e bello. Le domande devono scaturire dalla meraviglia, nello stesso modo in cui guardi un’opera e ti fa scaturire delle emozioni (angoscia piuttosto che meraviglia) e ci portano a riflettere. Questa mostra per me รจ un bellissimo esperimento sociale.
Cosa intende con esperimento sociale?
Esperimento sociale perchรฉ quello che vedo, prendendo ad esempio le persone con cui ho parlato poco prima, loro sono venute a Vigevano per mangiare un gelato in piazza, poi hanno notato questa mostra, entrano e vogliono parlare con lโartista e in realtร trovano me, senza capire subito se sono quello delle foto al CERN. Alcune persone con cui ho parlato sono rimaste qui per piรน di un ora con domande che non pensavano nemmeno di avere dentro di loro. Questa mostra รจ stata per loro il pretesto per riuscire in quel tipo di ricerca interiore. In realtร non ho pretesa che chiunque venga qui comprenda tutto perfettamente, non siamo allโuniversitร .
ร piรน un’esperienza che si fa per piacere.
Quando stavamo guardando il video mi ha indicato il reattore e me lo ha descritto come un mandala, possiamo quindi dire che lei รจ stato immerso nella scienza, ovviamente, ma anche nellโarte o comunque in una bellezza estetica e simmetrica.
La questione del mandala. Mi occupavo di fare le visite guidate quando ero al CERN e alla fine del tour cโera una domanda che mi aspettavo sempre โDieci miliardi di dollari, ma alla fine come possiamo usarlo?โ La risposta รจ tutta intorno a noi. Utilizziamo ora tecnologie che vengono sviluppate grazie alle conoscenze prese dal CERN. Ma cosa รจ? Noi lo abbiamo sviluppato come un mandala tibetano, che viene distrutto dopo anni, per ricordare la caducitร delle cose terrene. La trascendenza รจ forte in questa similitudine.

Il Bosone di Higgs, come dico spesso, รจ di tutti, siamo tutti. ร Chiara, sono le mie figlie. In realtร lo posso monetizzare? No, ma rimane uno strumento importante. Senza di esso non esistiamo. Quindi perchรฉ dobbiamo portarlo ad una dimensione terrena e pensare che senza un valore monetario non sia importante.
โA cosa serve?โ Mi serve ad esistere, che non รจ poco.
L’acceleratore di particelle e il detector servono per guardare i componenti piรน intimi del nostro universo, la cosa bella รจ che รจ magnifico pensare come lโuomo sia arrivato ad un livello tale da poter ricostruire una parte della creazione dellโuniverso in laboratorio.
Sai da cosa sei composta tu? Cosรฌ, velocemente?
Non saprei, atomi?
Il due percento di te รจ stato creato direttamente dal Big Bang, il novantotto percento di te รจ stata creato facendo esplodere una supernova. Il tuo di dna รจ uno in tutta la storia dellโuniverso. Quindi tu sei: parte del Big Bang, parte di una supernova, polvere di stella e unica ed irripetibile in tutta la storia dellโuniverso.


Ognuno di noi รจ veramente importante, e non possiamo sprecare la nostra vita in carolate. ร un poโ brutto pensare che le nostre decisioni siano cosรฌ materialistiche. Noi abbiamo il dovere di partecipare pensando allo sviluppo della cultura generale, e quindi non puรฒ non essere un’esperienza trascendente. Si parla dellโevoluzione del nostro sapere collettivo.
Il tramonto visto attraverso una fotografia appartiene a te tanto quanto al fotografo che lโha scattata. Cosรฌ la mia conoscenza appartiene a te tanto quanto a me. Il sapere deve essere qualcosa che appartiene a tutti. Al CERN, le informazioni e i lavori sono scaricabili gratuitamente da tutti dal web. Chiunque abbia bisogno di quelle informazioni puรฒ scaricarle in base al suo studio.
Anche perchรฉ come ho giร detto il Bosone di Higgs siamo tutti noi, appartiene a tutti.
A dieci anni dalla scoperta, se ripensa a quel momento, a quella mattina, cosa prova e cosa le รจ rimasto impresso?
Allora, in realtร non c’รจ stato un giorno in cui abbiamo scoperto questa cosa, nel senso che vedevamo un picco di energia che come una fotografia diventava sempre piรน nitida. Abbiamo poi deciso di fare una conferenza al CERN il 4 luglio, con tutti i big e sembrava fosse un concerto, talmente tanta la gente venuta da istituti di ricerca affiliati.



Io ho detto โIo lรฌ non vadoโ e sono stato esattamente sopra il rivelatore. Perchรฉ stava ancora funzionando, c’รจ ancora molto da scoprire, ma sentivo di dover stare proprio lรฌ, proprio sopra il Bosone di Higgs.
Mi sentivo di avere questa capacitร che quando mi trovavo lรฌ, sopra il rivelatore, potevo chiudere gli occhi e esattamente percepire la collisione delle particelle quando avvenivano 40 milioni di volte per secondo. Ero arrivato ad un punto di non solo conoscere i dati ma tramutarli in una percezione reale di quelle collisioni. Non sono matto, รจ un poโ come quando gli atleti arrivano ad avere capacitร insuperabili durante le gare dove danno il massimo di loro stessi. Tutti i loro emisferi del cervello operano in sintonia.
Immagino abbia aiutato anche lโesperienza, dopo anni di lavoro.
Beh ovviamente.
Era un mondo fantastico, perรฒ era un poโ come andare sulla luna. Come il secondo uomo che andรฒ sulla luna, descrisse lโesperienza come una magnifica desolazione. Non cโรจ nulla, รจ desolato e magnifico allo stesso tempo.
Io mi sono reso conto che quel mondo รจ assolutamente magnifico ma desolato, io sono andato lรฌ in vetta, che una buona parte del percorso, ma importante รจ anche saper tornare. Il rischio di non tornare tutti interi รจ alto.
Ho iniziato a pensare che mi mancasse qualcosa, in generale lโesperienza richiede molto da te, รจ quasi impossibile pensare di avere una famiglia, รจ troppo complicato. Dentro di me sapevo di voler diventare anche un papร e ho pensato che la mia vita potesse anche cambiare, quel mondo non รจ tutto dorato.
Ho portato con me molto di quello che ho trovato a Ginevra, il colore delle pareti del mio ufficio ora sono come quelli del CERN. Molte delle tecnologie della mia azienda sono state ricostruite basate su quelle del CERN per fare altre cose.
Una volta mi raccontava un mio amico, generale dellโaeronautica, personaggio notevole, primo a selezionare donne tra cui Samanta Cristoforetti; lui mi diceva che per via dellโetร ha smesso di pilotare uno dei suoi aerei preferiti, della guerra fredda, impressionante da vedere; ma mi diceva che nessuno avrebbe potuto togliere dentro di lui le emozioni di volare.
C’รจ anche un altro fatto. Dopo che sono andato via dal CERN non รจ stata fatta nessunโaltra scoperta, se vogliono torno come porta fortuna.
ร un mondo bello ma da cui รจ bello anche tornare.
Io sono Cavaliere dellโOrdine del Merito della Repubblica e forse molti altri saranno piรน bravi di me, non ne dubito, ma io ho questo titolo perchรฉ ho designato buona parte della mia carriera a raccontare queste cose ed esperienze affinchรฉ fossero disponibili a tutti.
ร un modo per dire ce lโho fatta anche io, avevo un sogno che ho perseguito e ho realizzato. Non dico quale sogno tu debba avere, รจ il tuo ma รจ importante credere in se stessi, in fondo siamo polvere di stelle e parte del Big Bang.
Lei ha lavorato al CERN durante gli anni della scoperta e per il suo lavoro รจ stato insignito di un riconoscimento di cavaliere dellโordine del merito, per quanto riguarda le opere che vediamo qui, tra la sua ricerca e il modo in cui lโartista le ha rappresentate che riscontro vede?
La scoperta per me รจ stata conoscere questo artista ed รจ stato merito dei curatori che hanno fatto un ottimo lavoro dal punto di vista interdisciplinare. Secondo me lโartista Giuseppe Portella ha un repertorio di opere in resina che sono davvero molto affini perchรฉ ricordano un mondo particellare non solo dal punto di vista geometrico ma anche guardandole come sfere che si creano a vicenda. Una sola di loro non avrebbe molto senso, ma sono una moltitudine con una disposizione ben precisa che compone un disegno. Trovo un connubio molto forte.
Questa mostra vogliamo portarla anche in altre cittร . Molto probabilmente a Siena con cui ho un legame molto forte e nella bergamasca a Bergamo Scienza, quindi sarรฒ presente il piรน possibile.
Secondo me รจ importante capire come le persone reagiscono e interagiscono, anche perchรฉ c’รจ questo concetto che circonda lโaccademia e la scienza che la fa sembrare distante dalla gente. In realtร appartiene a tutti, ma deve esserci un lavoro dietro di creare un linguaggio comune.

Le rappresentazioni iconografiche del Bosone di Higgs, illustrato da piรน punti di vista, trovano spesso corrispondenze con altre immagini in uso nei linguaggi figurativi provenienti da tradizioni religiose e di indirizzo spirituale. Il design dellโacceleratore LHC, in uso al CERN di Ginevra ha in alcune sue viste, similitudini impressionante con quelle dei disegni concentrici dei Mandala.
Queste particolari forme di rappresentazioni sacre sono costruite a partire da un impianto diagrammatico geometrico di provenienza tibetana. Sono utilizzate nelle culture religiose e spirituali di provenienza asiatica per offrire ai devoti elementi di meditazione e suggestioni idonee al raggiungimento di una dimensione dellโ Essere trascendente dalla materia e dallโambiente che lo circonda.
Attraverso il raccoglimento interiore il praticante potrร sperimentare forme di spiritualitร e di filosofia che ispirano comportamenti e atteggiamenti interiori equilibrati e di accettazione nei confronti delle esperienze della vita.
Il Mandala รจ costituito da un disco di forma rotonda organizzato attorno a un punto centrale attorno al quale ruotano una serie di disegni simmetrici colorati a rappresentare lโordine del micro e del macro cosmo. Il Mandala รจ un luogo-logo simbolico, geometrico, attivatore di connessioni e di relazioni rappresentative verso un mondo di misteri in cui abitano le divinitร .
La rivelazione dellโesistenza del Bosone di Higgs, conosciuto anche come la โParticella di Dioโ, o la โParticella maledettaโ, venne confermata al pubblico dal CERN di Ginevra il 4 luglio del 2012. Da quasi mezzo secolo gli scienziati hanno indagato sulla presenza nel mondo sottonucleare di una particella il cui compito รจ di conferire massa a tutte le altre particelle e che consentisse loro di apparire come entitร materiali e quindi di manifestarsi visivamente. Il suo nome รจ un tributo a Peter Higgs, fisico britannico e Premio Nobel per la fisica nel 2013, che giร nel 1964 aveva teorizzato la sua esistenza. La scoperta di questa nuova particella elementare completa un altro tassello della teoria fisica e del Modello Standard.
A dieci anni dalla scoperta del Bosone di Higgs, la Strada Sotterranea Nuovissima del Castello Visconteo Sforzesco di Vigevano ospita la mostra โIl Bosone di Higgs, tra arte, scienza, trascendenzaโ.
ร un evento particolare che integra alla visione scientifica quella artistica, rilevando come da punti di vista diversi รจ possibile allargare il campo delle conoscenze umane sul piano della filosofia, della trascendenza e della capacitร di riformulare la progettazione e la gestione di molti aspetti delle attivitร sociali.
I protagonisti in mostra con le loro documentazioni e le loro opere sono: Giuseppe Portella, artista da sempre interessato alle relazioni tra arte e scienza; Valerio Grassi, uno scienziato in forza al CERN negli anni della scoperta del Bosone di Higgs e per questo insignito del prestigioso riconoscimento di Cavaliere dellโOrdine al Merito della Repubblica Italiana.
Saranno esposte delle parti del calorimetro del detector Atlas del Cern provenienti dalla Sezione di Milano dellโIstituto Nazionale di Fisica Nucleare.
La mostra รจ affiancata da conferenze, proiezioni audio-video ed eventi performativi che si terranno durante tutto il periodo espositivo.
Fortunato DโAmico
Il BOSONE DI HIGGS, TRA ARTE, SCIENZA e TRASCENDENZA
Giuseppe Portella – Valerio Grassi
a cura di Fortunato DโAmico e Chiara Crosti
Strada Sotterranea Nuovissima del Castello Visconteo Sforzesco di Vigevano
Via XX Settembre, Vigevano (Pv)
dal 3 al 30 LUGLIO 2022
Orari di apertura: sabato e domenica dalle ore 10.30 alle ore 12.30-16.30 alle ore 19.00
INGRESSO LIBERO
VERNISSAGE
3 luglio 2022 ore 17.00
CONFERENZA per il 10ยฐ anniversario della scoperta del Bosone di Higgs
4 luglio 2022 ore 21.15
con Valerio Grassi e Fortunato DโAmico
Un evento organizzato da Pensare Globalmente Agire Localmente | Sopramaresotto
in collaborazione con
Rete Cultura e Wetown e AVDA Associazione Vigevanese Divulgazione Astronomica
Patrocinio del Comune di Vigevano
Con il contributo di Atlas advanced technologies s.r.l.
Si ringrazia:
Istituto Nazionale di Fisica Nucleare – Sezione di Milano
CERN
Per informazioni: worldglocal@gmail.com
a cura di Fortunato DโAmico e Chiara Ferella Falda
3 architetti in dialogo con 14 artisti contemporanei Massimo Facchinetti, Enrico Frigerio, Massimo Roj con Maria Cristina Carlini, Max Casacci, Mario De Leo, Flavio Di Renzo, Pina Inferrera, Flavio Lucchini, Max Marra, Ercole Pignatelli, Pier Paolo Pitacco, Alfredo Rapetti Mogol, Giangiacomo Rocco di Torrepadula, Giovanni Ronzoni, Michele Sangineto, Giorgio Scianca.
Santa Maria di Castello Salita di Santa Maria di Castello, 15 – Genova
โCALEIDOSCOPIO | Suono Luce Tempoโ รจ una mostra e serie di incontri interdisciplinari e multiculturali che si terranno dal 18 al 22 maggio 2022, allโinterno degli spazi del convento di Santa Maria di Castello, durante le giornate di Genova BeDesign Week. Sono stati invitati a portare il loro contributo architetti, designer, artisti, musicisti, che da punti di vista differenti convergeranno le loro proposte e suggestioni, su alcuni tra piรน interessanti elementi progettuali su cui si fonda la percezione dellโambiente reale: il suono, la luce e il tempo. Elementi che concorrono a determinare la condizione qualitativa dello spazio abitativo nella quale fluttuiamo quotidianamente. La mostra CALEIDOSCOPIO รจ promossa da DIDE (Distretto del Design di Genova) e si inserisce nel palinsesto della nuova edizione della design week che questโanno si rinnova e si differenzia ancora di piรน da tutte le altre manifestazioni analoghe, aggiungendo un elemento di indiscussa eccellenza, il design nautico. Rimane invece invariata e anzi valorizzata la mission che da sempre anima la manifestazione, la rigenerazione concreta e visibile del territorio e la valorizzazione e diffusione della cultura del design. Il distretto del design questโanno si amplia coinvolgendo altre zone della cittร , a cominciare dal quartiere del Molo.
Nello spettacolare scenario della chiesa di Santa Maria di Castello e annesso convento, datati XII secolo, prende vita la mostra CALEIDOSCOPIO curata da Fortunato DโAmico e Chiara Ferella Falda, in un momento particolare dellโattuale crisi globale, in cui le discipline del progetto e della creativitร sono chiamate a correggere gli errori disegnati dalle prospettive consumistiche e a dare risposte in un periodo difficile ed estremamente complesso della storia dellโumanitร . La visione caleidoscopica, intesa in campo medico, รจ il sintomo di unโalterazione della vista causato da unโemicrania visiva che influenza lโudito e lโolfatto. Da unโangolazione completamente diversa, quella proposta dal caleidoscopio, รจ invece un punto di vista che assume connotati positivi per la peculiare caratteristica dello strumento di specchiare otticamente oggetti messi alla rinfusa allโinterno di un tubo a forma di cannocchiale e di riorganizzarli sotto un aspetto ordinato ed esteticamente piacevole. La metafora del caleidoscopio consente di approcciare, con una chiave di lettura straordinariamente efficace, i problemi che oggi devono affrontare le principali discipline della creativitร tecnico, scientifica, come lโarchitettura e il design. A loro spetta il compito di redigere i progetti degli oggetti che andranno a formare lโinsieme dellโhabitat artificiale in cui sono immerse le nostre vite e a ridisegnare gli scenari futuri.
LโAgenda 2030 delle Nazioni Unite, con i suoi 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, aiuterร il pubblico a orientarsi nella lettura delle opere esposte e servirร da guida per tutti coloro che la utilizzeranno per comprendere i contesti nei quali รจ necessario intervenire urgentemente e adottare comportamenti idonei a raggiungere la sostenibilitร economica, sociale e ambientale entro il 2030. Lโapproccio suggerito dallโagenda รจ interdisciplinare e multiculturale, stimola un confronto e un dialogo tra i professionisti in antitesi con lโapproccio multi-specialistico che ha creato barriere spesso invalicabili. Eโ necessario aprire un dibattito costante tra creativi e professionisti, il matematico deve dialogare con l’artista, lโarchitetto con lโingegnere, il musicista con il manager, le istituzioni tra di loro. La sostenibilitร non riguarda solo lโambiente ma lโurgenza di dare a tutti la possibilitร di vivere in un mondo sostenibile dal punto di vista ambientale, sociale, economico. Un profondo cambiamento che riguarda le imprese, i Governi, le Amministrazioni, lโopinione pubblica, e ovviamente la cultura.
CALEIDOSCOPIO agiterร riflessioni sulla questione del Suono e dei paesaggio sonori, sempre piรน artificiali e meno naturali, ed esaminerร la luce come fenomeno cromatico, anche nei suoi risvolti psicologici e simbolici, cosรฌ come in quelli del suo utilizzo nei moduli fotovoltaici, che sfruttano l’energia solare per produrre energia elettrica. Luce per comprendere le ombre delle meridiane e lo scorrere delle ore del Tempo diurno ma anche di quello musicale. E alla velocitร della luce il nostro mondo sta mutando, proiettando il futuro in una dimensione inaspettata e fantascientifica dellโesistenza. Chi avrebbe mai detto, solo qualche anno fa che improvvisamente il frenetico pianeta Terra, antropizzato dalla globalizzazione, si sarebbe bloccato allโunisono, imponendo una brusca frenata di tutte le attivitร economiche, sociali, culturali, costringendo tutti noi ad un rapido ripensamento e riadattamento delle abitudini e dellโabitare il pianeta?
Sono protagonisti di CALEIDOSCOPIO | Suono Luce Tempo: gli architetti Massimo Facchinetti, Enrico Frigerio, Massimo Roj in dialogo con gli artisti Maria Cristina Carlini, Max Casacci, Mario De Leo, Flavio Di Renzo, Pina Inferrera, Flavio Lucchini, Max Marra, Ercole Pignatelli, Pier Paolo Pitacco, Alfredo Rapetti Mogol, Giangiacomo Rocco di Torrepadula, Giovanni Ronzoni, Michele Sangineto, Giorgio Scianca.
Un evento di Sopramaresotto e Associazione Pensare Globalmente Agire Localmente.
Con il Patrocinio di: ADI – Associazione per il design industriale, ALA – Assoarchitetti, Dedalo Minosse – Premio internazionale alla committenza di architettura, DiDe. Main Sponsor: ItalMesh Media Partner: ARCA International Sponsor tecnici: SlashFolder, Studio Ronzoni
CONTATTI:
Fortunato DโAmico fortunatodamico@sopramaresotto.it
Chiara Ferella Falda chiara@chiaraferellafalda.comย

Mario De Leo | Max Marra | Giovanni Ronzoni

ANTROPOCENE
a cura di Fortunato DโAmico
Siamo tutti consapevoli di essere giunti alla fine di unโepoca e che unโaltra sta per cominciare. Preoccupati per un futuro che si presenta incerto, e apparentemente privo di direzioni, ci accingiamo a lasciarci alle spalle un passato intrappolato in una mole di problemi ambientali, sociali, economici, dai quali dovremmo svincolarci per progettare un nuovo modello di vita sociale.
Antropocene – Il Dramma – spazio gestito da Giovanni Ronzoni
LโAntropocene รจ un epoca di drammi e di conflitti. Basti pensare che nel corso degli ultimi 100 anni le dinamiche di trasformazione indotte dallโUomo sul pianeta hanno provocato
lโestinzione dellโ83% delle specie animali viventi. Inoltre รจ stata dimezzata la presenza degli alberi di circa il 50%. La corsa alla modernitร ha creato conflitti e nazionalismi, superproduzioni di merci e guerre per conquistare il dominio dei territori. Il rosso, colore della vita, del cuore, dell’amore, dellโenergia, nellโEra dellโAntropocene รจ diventato simbolo del sangue versato dallโUmanitร in nome di una libertร caduta al rango di libertinaggio.
Mario De Leo, Max Marra, Giovanni Ronzoni, sono tre artisti che con le loro opere esposte nella Sala Leonardiana del Castello Visconteo Sforzesco di Vigevano intendono stimolare nel pubblico riflessioni, critiche, letture contemporanee di questa Era storica che molte organizzazioni internazionali di geologi, scienziati, climatologi, chiamano Antropocene.
Un periodo caratterizzato da un fortissimo impatto geologico sullโeco sistema, provocato dalle intensa attivitร tecnologica prodotta dallโHomo Sapiens nel corso dellโultimo secolo, che ha alterato profondamente gli equilibri del pianeta e creato inevitabili disagi.
Le sculture, le installazioni, le opere grafiche, di Mario De Leo, Max Marra,
Giovanni Ronzoni, esplorano in chiave artistica alcuni degli ambiti in cui questi cambiamenti si stanno manifestando sempre piรน velocemente nelle nostre vite.
La mostra รจ scandita da tre momenti, organizzati i tre spazi contigui, ognuno dei quali gestito da uno degli artisti che a sua volta ospita e dialoga con gli altri due.
I tre temi che guidano il pubblico nel percorso espositivo sono quindi i seguenti:

Antropocene – LโHomo Sapiens – spazio gestito da Max Marra
LโHomo Sapiens, cosi come lโambiente naturale che ha irresponsabilmente continuato a modificare, alterando insistentemente gli equilibri planetari in essere da tempi antichissimi, si รจ profondamente trasformato anche sotto il profilo genetico. Piรน che Homo Sapiens questo animale dal nome intelligente, dovremmo forse chiamarlo โHomo Ignorantโ. Lโantica saggezza, tramandata attraverso la filosofia, il racconto dei miti, il monito etico e morale del pensiero e delle pratiche spirituali, non sono serviti al moderno Uomo Tecnologico per un avanzamento democratico dellโopera di umanizzazione, disattendendo qualsiasi aspettativa di pacificazione, incrementando invece il desiderio di sopraffazione.

Antropocene – LโHomo Sapiens – spazio gestito da Mario De Leo
Durante LโEra dellโAntropocene la tecnologia ha avuto un ruolo fondamentale nella trasformazione dellโambiente naturale in un sistema complesso e artificioso.
La depauperazione dellโecosistema di risorse non piรน rinnovabili, utilizzate per il funzionamento di tecnologie preposte al consumo, ha favorito lโincremento di fenomeni catastrofici, dagli tsunami a oltre duemila miliardi di tonnellate di anidride carbonica riversate nellโaria, che hanno contribuito alla creazione di un enorme buco nellโozono e accentuato i problemi derivati dal cambiamento climatico.
Eโnecessario ritornare allโutilizzo di tecnologie sostenibili che non producano inquinamenti.
Sala Leonardiana
Cortile del Castello Visconteo-Sforzesco di Vigevano
dal 20 Marzo al 18 Aprile 2022
Prendendo spunto dallโedizione straordinaria della PerugiAssisi www.perugiassisi.org, marcia della pace e della fraternitร di rilevanza nazionale candidata a diventare patrimonio UNESCO, lโAssociazione Pensare Globalmente Agire Localmente, in collaborazione con altre associazione e il Comune di Vigevano, intende realizzare con le stesse finalitร una marcia per la pace locale, coinvolgendo e chiedendo la partecipazione delle associazioni e degli istituti scolastici della Lomellina.
Nel comunicato del 4 ottobre 2021, Papa Francesco disse “Con il gesto semplice ed essenziale del vostro camminare, voi avete affermato che la cultura della cura รจ una strada, anzi, รจ la strada maestra che conduce alla pace. La cura, infatti, รจ il contrario dellโindifferenza, dello scarto, del violare la dignitร dellโaltro, cioรจ di quellโanti-cultura che รจ alla base della violenza e della guerra. Purtroppo ancora oggi, dopo le due immani guerre mondiali e le tante guerre regionali che hanno distrutto popoli e Paesi, ancora โ ed รจ scandaloso โ gli Stati spendono enormi somme di denaro per gli armamenti, mentre nelle Conferenze internazionali si proclama la pace, distogliendo di fatto lo sguardo dai milioni di fratelli e sorelle che mancano del necessario per vivere o trascinano unโesistenza indegna dellโuomo.” Parole oggi come non mai sempre attuali.
David Maria Sassoli, Presidente del Parlamento Europeo, scriveva โLโEuropa deve dimostrarsi capace di diventare uno strumento di pace, un progetto per il bene di tutti, capace di proteggere le persone, sostenere le imprese, investire nellโuguaglianza, nel progresso sociale e nel benessere economico. Tutto questo dobbiamo declinarlo in iniziative concrete, perchรฉ se i migranti continueranno ad annegare nel Mediterraneo, i profughi ad essere rifiutati, i bambini a morire per mancanza di cure, come potremmo dire che questo spazio unico di libertร e democrazia sia un modello utile ad un mondo piรน giusto?โ
Per chi ha giร partecipato negli anni passati alla PerugiAssisi sa quanto questo evento sia davvero un momento di testimonianza, gioia e convivialitร che rinsalda i rapporti sociali e la voglia di continuare a sperare e prodigarsi per portare avanti i valori della solidarietร , fratellanza, pace, amore e della cura dell’altro… per imparare tutti a ripudiare la guerra e a diventare costruttrici e costruttori di pace.
Per chi non potrร recarsi a Perugia il prossimo 24 Aprile, vogliamo riproporre un piccolo percorso in Vigevano, dalla frazione Sforzesca fino in centro, coinvolgendo in primis i giovani insieme alle loro famiglie, per giungere fino alla Piazza Ducale ove, con la partecipazione dei ragazzi, verrร ricreato il Terzo Paradiso di Pistoletto โ presidente onorario della nostra associazione โ con tutte le bandiere del mondo elaborate dagli studenti stessi. Per ulteriori informazioni sul Terzo Paradiso: terzoparadiso.org/what-is
Lโobiettivo numero 16 dellโAgenda ONU 2030 sulla quale si basa lo Statuto della nostra associazione, riprende proprio il principio della pace, della giustizia e delle istituzioni forti, per la promozione di societร pacifiche ed inclusive ai fini dello sviluppo sostenibile, fornendo inoltre lโaccesso universale alla giustizia e lโimpegno per la costruzione di istituzioni responsabili ed efficaci a tutti i livelli.
Auspicando una partecipazione massiva all’evento, per dare un segnale forte alle organizzazioni governative in merito alle molteplici situazioni internazionali di conflitti e guerre, chiediamo di poter fare PASSAPAROLA il piรน possibile tra i vostri contatti per trovarci tutti insieme in un cammino di pace.
PER INFORMAZIONI SCRIVI ALLA MAIL DEDICATA A QUESTA INIZIATIVA : info.worldglocal@gmail.com
a cura di Fortunato D’Amico
Progettare una societร migliore non รจ solo un obiettivo, ma รจ anche il motore dello sviluppo sostenibile e il criterio informativo che organizza le attivitร dellโarchitettura e del design, legate alla pratica professionale dellโarchitetto e designer Massimo Facchinetti. La mostra Habitat – Rigenerare il Pianeta รจ una raccolta selezionata di lavori realizzati nei lunghi anni di esperienza progettuale acquisita in Italia e allโestero, dallโarchitetto bergamasco.

Interessato a sviluppare le sue ricerche nel campo del design, fonda nel 1997 la societร Massimo Facchinetti designer by Prototipi. Nel 2004 insieme ad Alessandra Boccalari e Carlo Bono, costituisce lo studio associato Facchinetti & Partners, specializzandosi nei settori dellโarchitettura, del paesaggio dellโurbanistica.
Traslazioni e Osmosi, questo รจ il nome dato ai due percorsi paralleli allestiti allโinterno della Strada Sotterranea, uno dedicato al fenomeno architettonico, e lโaltro al settore del design, oltre a presentare lavori giร realizzati dallo studio, evidenziano le peculiaritร che informano la stesura dei progetti finalizzati alla sostenibiitร sociale, ambientale, economica.
Nella produzione architettonica lโinnovazione tecnologica applicata alla costruzione degli edifici segue il criterio della progettazione green, che pone una particolare attenzione al risparmio, al beneficio energetico degli edifici, allโimpegno nella decarbonizzazione edilizia, ambientale e territoriale. La ricerca e lโinnovazione tecnologica รจ conseguita invece attraverso utilizzo di materiali innovativi applicati sia nellโarchitettura privata che in quella pubblica. Particolare attenzione viene posta anche per lโutilizzo del colore, indagato come elemento per esplorare una quarta dimensione e progettato come โartefatto sensorialeโ.
Il design funzionale proposto da Massimo Facchinetti, รจ utile alle persone ed รจ alla portata di tutti, perchรฉ interprete di esigenze reali, affrontate grazie al know-how universale e con un punto di vista innovativo. Eโ un design ecosostenibile che si propone lโintegrazione degli oggetti nellโhabitat e persegue lโobiettivo della qualitร totale e del beneficio energetico. Le competenze acquisite in questo settore coprono ogni fase del processo produttivo, dal concept alla progettazione, al coordinamento di tutte le fasi di ingegnerizzazione e prototipazione, fino allโassistenza per la messa in produzione.
Massimo Facchinetti, รจ nato il 19 maggio 1965, si รจ laureato nel 1992 presso la Facoltร di architettura del Politecnico di Milano con indirizzo in progettazione industriale e design. Dallo stesso anno esercita la professione di architetto, svolgendo attivitร didattica presso le Universitร di Milano, Firenze, Torino, Brescia, Mantova.
Lo studio Facchinetti & Partners Architetti Associati fondato da Massimo Facchinetti, Carlo Bono, Alessandra Boccalari, si costituisce allโinizio del 2004, integrandosi e sostituendosi alla precedente struttura tecnica, organizzata e gestita da piรน di un decennio dallo stesso Massimo Facchinetti, si occupa di progettazione, pianificazione urbanistica e territoriale di opere sia pubbliche che private.
Massimo Facchinetti.HABITAT – RIGENERARE IL PIANETA
a cura di Fortunato DโAmico
ย Strada Sotterraneaย Castello Visconteo Sforzesco di Vigevano
Portone di via XX Settembre
dal 26 Marzo al 17 Aprile 2022
INAUGURAZIONE: 26 Marzo ore 16.00
Orari di apertura: Sabato e Domenica ore 10.30 -12.30 | 16.00 – 19.00
a cura di Fortunato DโAmico
dal 5 al 13 marzo 2022 – Sala Leonardiana Cortile del Castello Visconteo-Sforzesco di Vigevano

Per intercessione divina lungo il cammino, sulla strada di Damasco o di Santiago, lโiniziato conseguiva quella grazia interiore necessaria a invadere con la consapevolezza dellโIlluminato i territori dellโanima, lโispirazione luminosa avrebbe facilitato la trasmigrazione dal corpo fisico a quello dello spirito. Nei racconti della scienza antica, il viaggio รจ infatti lโallegoria di una trasmutazione alchemica, interiore ed esteriore. Il Cammino di Santiago di Compostela documentato dalle fotografie di Daniela Pellegrini, e dalla sua sensibilitร di artista interessata ad indagare lโuniverso simbolico che ruota intorno alla sua vita, mette lโaccento sulla serie di messaggi, scritte ed epitaffi poetici che altri viaggiatori hanno lasciato lungo il percorso. In questo senso lโesplorazione artistica non coinvolge solo lโuniverso dei segni rappresentati nelle immagini in mostra, ma anche le deduzioni filosofiche e narrative ispirate in parte dalla conoscenza dei simboli del Camino, ormai considerati esoterici, e dallโaltra lโapprofondimento di un indagine interiore. Sono quindi foto da interpretare da un lato come documenti di viaggio e dallโaltro come testimonianze di una rilettura personale e artistica. Motivo questo che ha spinto Daniela Pellegrini a selezionare e riorganizzare una sequenza di una parte delle numerose immagini e costruire una narrazione che va oltre il โdidacktโ dellโapparenza.
Sala Leonardiana Cortile del Castello Visconteo-Sforzesco di Vigevano
dal 5 al 13 marzo 2022
aperto: sabato e domenica dalle ore 10.30 – 12-00 ; 16.00- 19.00
Inaugurazione: Sabato 5 marzo, ore 15.30
Conferenza con lโartista e il curatore: Domenica 6 Marzo, ore 17.00 – Presenta: Vito Giuliana
Per info: sopramaresotto@gmail.com
Ch1 – 2020 – 2021
In mostra dal 16.02.2022 al 08.03.2022 alla Galleria Gli Acrobati di Torino

Centosettantaperottanta | What comes first? Ch1 โ 2020 – 2021 รจ il primo capitolo del progetto di ricerca artistica diโฏSara Conforti, nato nel 2020 e ispirato dal tema del format educativo AtWork 2022 DI Moleskine Foundation e realizzato durante lโemergenza Covid 19.
A cura di Fortunato DโAmico, lโinstallazione site specific รจ stata ospite – ad Ottobre – sia del VI Festival dellโOutsider Art e dellโArte Irregolare – Palazzo Barolo – Torino sia alla XIII Florence Biennale 2021. ETERNAL FEMININE | ETERNAL CHANGE Concepts of Femininity in Contemporary Art and Design padiglione Cavaniglia a cura di Fortunato DโAmico, dove lโartista รจ stata inviata in veste di Guest of Honour e dove ha ricevuto il Premio Lorenzo il Magnifico del Presidente alla Carriera per lโimpegno profuso a favore del femminile fragile.
โฏ
Nel Dicembre 2020, Moleskine Foundation invita Sara Conforti alla creazione di un esclusivo taccuino dโartista AtWork da inserire nella sua prestigiosa collezione.
Nasce cosรฌ unโedizione speciale del progetto Centosettantaperottanta, di Sara Conforti, un percorso di ricerca artistica itinerante attraverso il quale lโartista, dal 2011, identifica uno spazio di esplorazione dedicato allโuniverso femminile. Il valore pubblico e privato della memoria e del vissuto degli oggetti vestimentari incontra cosรฌ la possibilitร di svelarsi attraverso una prassi tassonomica partecipativa. La ricerca scava nei guardaroba per cercare di condividere risposte in cui gli indumenti delle partecipanti diventano protagonisti di autopsie โaffettiveโ, fulcro di un viaggio del Sรฉ in relazione al gruppo, strumento per favorire la nascita di nuove narrazioni collettive.
Centosettantaperottanta, integrando la domanda What comes first? del format educativo Atwork, ibrida la consueta pratica gender oriented tra abito e habitus di questo progetto artistico, e propone la costruzione di un archivio di reminiscenze vestimentarie condivise, attraverso la redazione dei taccuini Moleskine create da ciascuna delle partecipanti, insieme alla realizzazione di un ricamo personalizzato.โฏ
Gli incontri dedicati a questa ricerca artistica, sono iniziati nel dicembre 2020 con le utenti di Fragole Celesti,โฏComunitร doppia diagnosi per la cura di abusi, violenze e maltrattamenti.โฏ
Sia in modalitร remota che in presenza si sono tenuti 10 workshop che hanno coinvolto 70 partecipanti lungo la penisola a partire dal mese di Dicembre 2020 sino a Luglio 2021.โฏ
โฏ
I lavori, opportunamente elaborati in fase finale, sono stati poi esposti al pubblico, una volta a Palazzo Barolo di Torino ed unโaltra a Firenze, durante la Florence Biennale 2021, con una curiosa formula partecipata che rimanda ai Libri della Fortuna in gran voga nel periodo del Rinascimento.โฏ
Il pubblico degli utenti, rivolgendo a se stesso la domanda What comes first? potrร interagire con le opere delle partecipanti, estraendo un numero da un insieme di piccoli sassi cifrati che a sua volta coincide con quello di un taccuino e di uno dei ricami rilegati nel libro, a loro volta numerati e messi a disposizione del pubblico. Attraverso la loro lettura il pubblico potrร entrare in contatto empatico con la storia scritta dallโanonima compilatrice dellโopera, casualmente chiamata a dare risposta alla domanda iniziale.
Sara Conforti concepisce il lavoro artistico come momento di interpolazione e di intreccio tra la dimensione eticaโฏe quella estetica. La sua attivitร creativa รจ strettamente connessa ad una operativitร relazionale e ad unโarte che potremmo definire di psicoanalisi interpersonale, motivata dal desiderio di portare un reale contributo al cambiamento sociale, spirituale, finalizzata al raggiungimento di una felicitร da condividere senza sensi di colpa. Grazie allโabilitร artistica di Sara Conforti, iโฏtaccuini e i ricami di Centosettantaperottanta – What comes first? sono quindi validi strumenti di analisi e autoanalisi introspettiva, documentiโฏdi un percorso di vita e di cambiamento personale e condiviso,โฏindiziโฏche ci suggeriscono proiezioni al futuro dei nostri stati dโanimo.
โฏ
Lโaugurio non puรฒ che essere, per tutti i curiosi e gli intrepidi che decideranno di affrontare il viaggio di ventura insieme a Sara Conforti e alla sua arte combinatoria, che รจ uno solo:
Buona Fortuna.
La Collezione di Moleskine Foundation conta piรน di 1.300 โtaccuini dโautoreโ, opere uniche realizzate da artisti e pensatori su taccuini Moleskine e donate alla Fondazione per sostenere le sue attivitร . Una staffetta di creativitร collettiva che viaggia per il mondo, ispirando una comunitร internazionale di talenti creativi, creativity pioneers, change maker e non solo. Raccoglie i contributi di artisti, designer, architetti, musicisti, filmmaker, illustratori, intellettuali e filosofi, che โ pagina dopo pagina โ hanno riempito i taccuini di pensieri, schizzi, immagini, trasformandoli spesso in artefatti completamente diversi dallโoriginale. Il taccuino รจ lo strumento, il limite, lโorigine. La Fondazione si adopera per presentare la collezione a eventi artistici, festival, mostre e Biennali, cosรฌ da continuare a dare il massimo della visibilitร agli autori e, al contempo, sostenere le attivitร di raccolta fondi. La Collezione ha un valore educativo unico, poichรฉ รจ un punto di partenza di riflessione e ispirazione per i giovani delle comunitร svantaggiate in tutto il mondo che sono i beneficiari del programma educativo non convenzionale Atwork.
Links:
Notebook Sara Conforti – Archive Number XXII – 373
https://www.at-work.org/en/notebook/sara-conforti-2/
https://www.moleskinefoundationcollection.org/sara-conforti-centosettantaperottanta-4772/
https://www.moleskinefoundationcollection.org/
https://moleskinefoundation.org/
https://www.instagram.com/moleskinefoundation/