In occasione della Giornata della Terra, vi vogliamo raccontare della nostra partecipazione alla Giornata dellโOrto e del Riciclo, svoltasi sabato 9 Aprile e organizzata dal Comitato Quartiere Boschetto, di Trezzano sul Naviglio, presso il Parco dei Sorrisi: un percorso per scuole e famiglie finalizzato alla presa di consapevolezza, da parte di ciascuno, delle potenziali azioni concrete, individuali e collettive, per salvaguardare il benessere di tutti noi e delle nuove generazioni.
La risposta da parte del Pianeta รจ stata caratterizzata da un sole alto e splendente, ma anche da un forte vento. Forse a voler mettere alla prova la determinazione di organizzatori, ospiti e partecipanti o forse a ricordare a tutti lโesistenza di potenti fonti di energia rinnovabile.
Vento che non ha perรฒ impedito agli alunni della scuola elementare IC Roberto Franceschi, insieme alle loro maestre, di mettersi allโopera, sotto la guida degli esperti ranger del Comitato, per far rivivere lโorto didattico, grazie allโattivitร di semina di ben 4 tipi di insalate e prezzemolo e di messa a dimora di piantine di insalata, pomodori, peperoncini piccanti, arrivando cosรฌ a completare due aiuole su tre. Il resto sarร portato avanti e curato, a rotazione, da tutti gli alunni della stessa scuola, attraverso un programma di incontri che si snoda fino alla fine dellโanno scolastico.
I piรน resilienti si sono poi uniti, a turno, insieme ad altri avventurieri, al gioco sul tema del riciclo: indossando collane a tema, realizzate creativamente per lโoccasione, hanno interpretato con grande spirito competitivo il ruolo delle principali tipologie di rifiuti โ plastica, carta e umido e sperimentato in prima persona il beneficio della raccolta differenziata. Al suono della trombetta a indicare, inesorabile, la fine gioco, righelli e calendari eco – sostenibili a disposizione per tutti.
Per poi passare allโangolo lettura, dove poter riflettere e disquisire su quali effetti puรฒ produrre sul nostro ambiente, un gesto superficiale come quello di gettare un rifiuto dal finestrino di unโauto, rispetto a quelli di azioni dal significato piรน profondo e consapevole, come quella intrapresa da Wangari Maathai, ad esempio, che, ispirata dal desiderio di risanare la sua terra e sensibilizzare le persone della sua comunitร , ha dato vita al movimento โGreen Beltโ, grazie al quale sono stati piantati, nel tempo, ben oltre 51 milioni di alberi ! E qui gli occhi dei bimbi si sono illuminati al pensiero di cosa potesse nascere dalla loro semina della giornata. Ci teniamo a ringraziare la Biblioteca delle Storie Infinite di Trezzano, per i suggerimenti e le indicazioni sui testi consigliati per la lettura, per le diverse fasce dโetร .
E i genitori ? Lo spazio predisposto per la condivisione e il confronto sui 17 obiettivi di sostenibilitร ha risentito della potenza del vento, che ne sosteneva la danza in giro per il parco. Un sentito grazie a chi ha contribuito a raccoglierli ! Anche lโintervento previsto da parte di AMSA non รจ stato possibile. Come ringraziamento finale per la partecipazione e messaggio da portare a casa con sรฉ e condividere con gli amici, il relatore, ha perรฒ potuto consegnare ai bimbi la borraccia con su scritto โSiamo fatti di acqua, e non di plasticaโ.
Nonostante gli impedimenti, siamo stati felici di constatare che, chi ha partecipato รจ tornato a casa facendo tesoro dei preziosi semi della giornata. Noi comprese, con la mente proiettata verso la prossima occasione per agire localmente, pensando globalmente e con lโaugurio che venga data continuitร a quanto avviato.
“Stai sempre vicino a qualcosa che cresce. Che sia un bambino, un progetto, unโidea, o un nuovo giorno. Senza mai dimenticare la terra, la cura di una pianta. Lโincanto, di un fiore che sboccia.“
Siamo tutti consapevoli di essere giunti alla fine di unโepoca e che unโaltra sta per cominciare. Preoccupati per un futuro che si presenta incerto, e apparentemente privo di direzioni, ci accingiamo a lasciarci alle spalle un passato intrappolato in una mole di problemi ambientali, sociali, economici, dai quali dovremmo svincolarci per progettare un nuovo modello di vita sociale.
Antropocene – Il Dramma – spazio gestito da Giovanni Ronzoni LโAntropocene รจ un epoca di drammi e di conflitti. Basti pensare che nel corso degli ultimi 100 anni le dinamiche di trasformazione indotte dallโUomo sul pianeta hanno provocato lโestinzione dellโ83% delle specie animali viventi. Inoltre รจ stata dimezzata la presenza degli alberi di circa il 50%. La corsa alla modernitร ha creato conflitti e nazionalismi, superproduzioni di merci e guerre per conquistare il dominio dei territori. Il rosso, colore della vita, del cuore, dell’amore, dellโenergia, nellโEra dellโAntropocene รจ diventato simbolo del sangue versato dallโUmanitร in nome di una libertร caduta al rango di libertinaggio.
Mario De Leo, Max Marra, Giovanni Ronzoni, sono tre artisti che con le loro opere esposte nella Sala Leonardiana del Castello Visconteo Sforzesco di Vigevano intendono stimolare nel pubblico riflessioni, critiche, letture contemporanee di questa Era storica che molte organizzazioni internazionali di geologi, scienziati, climatologi, chiamano Antropocene. Un periodo caratterizzato da un fortissimo impatto geologico sullโeco sistema, provocato dalle intensa attivitร tecnologica prodotta dallโHomo Sapiens nel corso dellโultimo secolo, che ha alterato profondamente gli equilibri del pianeta e creato inevitabili disagi. Le sculture, le installazioni, le opere grafiche, di Mario De Leo, Max Marra, Giovanni Ronzoni, esplorano in chiave artistica alcuni degli ambiti in cui questi cambiamenti si stanno manifestando sempre piรน velocemente nelle nostre vite. La mostra รจ scandita da tre momenti, organizzati i tre spazi contigui, ognuno dei quali gestito da uno degli artisti che a sua volta ospita e dialoga con gli altri due. I tre temi che guidano il pubblico nel percorso espositivo sono quindi i seguenti:
Antropocene – LโHomo Sapiens – spazio gestito da Max Marra LโHomo Sapiens, cosi come lโambiente naturale che ha irresponsabilmente continuato a modificare, alterando insistentemente gli equilibri planetari in essere da tempi antichissimi, si รจ profondamente trasformato anche sotto il profilo genetico. Piรน che Homo Sapiens questo animale dal nome intelligente, dovremmo forse chiamarlo โHomo Ignorantโ. Lโantica saggezza, tramandata attraverso la filosofia, il racconto dei miti, il monito etico e morale del pensiero e delle pratiche spirituali, non sono serviti al moderno Uomo Tecnologico per un avanzamento democratico dellโopera di umanizzazione, disattendendo qualsiasi aspettativa di pacificazione, incrementando invece il desiderio di sopraffazione.
Antropocene – LโHomo Sapiens – spazio gestito da Mario De Leo Durante LโEra dellโAntropocene la tecnologia ha avuto un ruolo fondamentale nella trasformazione dellโambiente naturale in un sistema complesso e artificioso. La depauperazione dellโecosistema di risorse non piรน rinnovabili, utilizzate per il funzionamento di tecnologie preposte al consumo, ha favorito lโincremento di fenomeni catastrofici, dagli tsunami a oltre duemila miliardi di tonnellate di anidride carbonica riversate nellโaria, che hanno contribuito alla creazione di un enorme buco nellโozono e accentuato i problemi derivati dal cambiamento climatico. Eโnecessario ritornare allโutilizzo di tecnologie sostenibili che non producano inquinamenti.
Sala Leonardiana Cortile del Castello Visconteo-Sforzesco di Vigevano dal 20 Marzo al 18 Aprile 2022
Prendendo spunto dallโedizione straordinaria della PerugiAssisi www.perugiassisi.org, marcia della pace e della fraternitร di rilevanza nazionale candidata a diventare patrimonio UNESCO, lโAssociazione Pensare Globalmente Agire Localmente, in collaborazione con altre associazione e il Comune di Vigevano, intende realizzare con le stesse finalitร una marcia per la pace locale, coinvolgendo e chiedendo la partecipazione delle associazioni e degli istituti scolastici della Lomellina.
Nel comunicato del 4 ottobre 2021, Papa Francesco disse “Con il gesto semplice ed essenziale del vostro camminare, voi avete affermato che la cultura della cura รจ una strada, anzi, รจ la strada maestra che conduce alla pace. La cura, infatti, รจ il contrario dellโindifferenza, dello scarto, del violare la dignitร dellโaltro, cioรจ di quellโanti-cultura che รจ alla base della violenza e della guerra. Purtroppo ancora oggi, dopo le due immani guerre mondiali e le tante guerre regionali che hanno distrutto popoli e Paesi, ancora โ ed รจ scandaloso โ gli Stati spendono enormi somme di denaro per gli armamenti, mentre nelle Conferenze internazionali si proclama la pace, distogliendo di fatto lo sguardo dai milioni di fratelli e sorelle che mancano del necessario per vivere o trascinano unโesistenza indegna dellโuomo.” Parole oggi come non mai sempre attuali.
David Maria Sassoli, Presidente del Parlamento Europeo, scriveva โLโEuropa deve dimostrarsi capace di diventare uno strumento di pace, un progetto per il bene di tutti, capace di proteggere le persone, sostenere le imprese, investire nellโuguaglianza, nel progresso sociale e nel benessere economico. Tutto questo dobbiamo declinarlo in iniziative concrete, perchรฉ se i migranti continueranno ad annegare nel Mediterraneo, i profughi ad essere rifiutati, i bambini a morire per mancanza di cure, come potremmo dire che questo spazio unico di libertร e democrazia sia un modello utile ad un mondo piรน giusto?โ
Per chi ha giร partecipato negli anni passati alla PerugiAssisi sa quanto questo evento sia davvero un momento di testimonianza, gioia e convivialitร che rinsalda i rapporti sociali e la voglia di continuare a sperare e prodigarsi per portare avanti i valori della solidarietร , fratellanza, pace, amore e della cura dell’altro… per imparare tutti a ripudiare la guerra e a diventare costruttrici e costruttori di pace.
Per chi non potrร recarsi a Perugia il prossimo 24 Aprile, vogliamo riproporre un piccolo percorso in Vigevano, dalla frazione Sforzesca fino in centro, coinvolgendo in primis i giovani insieme alle loro famiglie, per giungere fino alla Piazza Ducale ove, con la partecipazione dei ragazzi, verrร ricreato il Terzo Paradiso di Pistoletto โ presidente onorario della nostra associazione โ con tutte le bandiere del mondo elaborate dagli studenti stessi. Per ulteriori informazioni sul Terzo Paradiso: terzoparadiso.org/what-is
Lโobiettivo numero 16 dellโAgenda ONU 2030 sulla quale si basa lo Statuto della nostra associazione, riprende proprio il principio della pace, della giustizia e delle istituzioni forti, per la promozione di societร pacifiche ed inclusive ai fini dello sviluppo sostenibile, fornendo inoltre lโaccesso universale alla giustizia e lโimpegno per la costruzione di istituzioni responsabili ed efficaci a tutti i livelli.
Auspicando una partecipazione massiva all’evento, per dare un segnale forte alle organizzazioni governative in merito alle molteplici situazioni internazionali di conflitti e guerre, chiediamo di poter fare PASSAPAROLA il piรน possibile tra i vostri contatti per trovarci tutti insieme in un cammino di pace.
Progettare una societร migliore non รจ solo un obiettivo, ma รจ anche il motore dello sviluppo sostenibile e il criterio informativo che organizza le attivitร dellโarchitettura e del design, legate alla pratica professionale dellโarchitetto e designer Massimo Facchinetti. La mostra Habitat – Rigenerare il Pianeta รจ una raccolta selezionata di lavori realizzati nei lunghi anni di esperienza progettuale acquisita in Italia e allโestero, dallโarchitetto bergamasco.
Interessato a sviluppare le sue ricerche nel campo del design, fonda nel 1997 la societร Massimo Facchinetti designer by Prototipi. Nel 2004 insieme ad Alessandra Boccalari e Carlo Bono, costituisce lo studio associato Facchinetti & Partners, specializzandosi nei settori dellโarchitettura, del paesaggio dellโurbanistica.
Traslazioni e Osmosi, questo รจ il nome dato ai due percorsi paralleli allestiti allโinterno della Strada Sotterranea, uno dedicato al fenomeno architettonico, e lโaltro al settore del design, oltre a presentare lavori giร realizzati dallo studio, evidenziano le peculiaritร che informano la stesura dei progetti finalizzati alla sostenibiitร sociale, ambientale, economica.
Nella produzione architettonica lโinnovazione tecnologica applicata alla costruzione degli edifici segue il criterio della progettazione green, che pone una particolare attenzione al risparmio, al beneficio energetico degli edifici, allโimpegno nella decarbonizzazione edilizia, ambientale e territoriale. La ricerca e lโinnovazione tecnologica รจ conseguita invece attraverso utilizzo di materiali innovativi applicati sia nellโarchitettura privata che in quella pubblica. Particolare attenzione viene posta anche per lโutilizzo del colore, indagato come elemento per esplorare una quarta dimensione e progettato come โartefatto sensorialeโ.
Il design funzionale proposto da Massimo Facchinetti, รจ utile alle persone ed รจ alla portata di tutti, perchรฉ interprete di esigenze reali, affrontate grazie al know-how universale e con un punto di vista innovativo. Eโ un design ecosostenibile che si propone lโintegrazione degli oggetti nellโhabitat e persegue lโobiettivo della qualitร totale e del beneficio energetico. Le competenze acquisite in questo settore coprono ogni fase del processo produttivo, dal concept alla progettazione, al coordinamento di tutte le fasi di ingegnerizzazione e prototipazione, fino allโassistenza per la messa in produzione.
Massimo Facchinetti, รจ nato il 19 maggio 1965, si รจ laureato nel 1992 presso la Facoltร di architettura del Politecnico di Milano con indirizzo in progettazione industriale e design. Dallo stesso anno esercita la professione di architetto, svolgendo attivitร didattica presso le Universitร di Milano, Firenze, Torino, Brescia, Mantova.
Lo studio Facchinetti & Partners Architetti Associati fondato da Massimo Facchinetti, Carlo Bono, Alessandra Boccalari, si costituisce allโinizio del 2004, integrandosi e sostituendosi alla precedente struttura tecnica, organizzata e gestita da piรน di un decennio dallo stesso Massimo Facchinetti, si occupa di progettazione, pianificazione urbanistica e territoriale di opere sia pubbliche che private.
Massimo Facchinetti.HABITAT – RIGENERARE IL PIANETA
a cura di Fortunato DโAmico
ย Strada Sotterraneaย Castello Visconteo Sforzesco di Vigevano
Portone di via XX Settembre
dal 26 Marzo al 17 Aprile 2022
INAUGURAZIONE: 26 Marzo ore 16.00
Orari di apertura: Sabato e Domenica ore 10.30 -12.30 | 16.00 – 19.00
dal 5 al 13 marzo 2022 – Sala Leonardiana Cortile del Castello Visconteo-Sforzesco di Vigevano
Per intercessione divina lungo il cammino, sulla strada di Damasco o di Santiago, lโiniziato conseguiva quella grazia interiore necessaria a invadere con la consapevolezza dellโIlluminato i territori dellโanima, lโispirazione luminosa avrebbe facilitato la trasmigrazione dal corpo fisico a quello dello spirito. Nei racconti della scienza antica, il viaggio รจ infatti lโallegoria di una trasmutazione alchemica, interiore ed esteriore. Il Cammino di Santiago di Compostela documentato dalle fotografie di Daniela Pellegrini, e dalla sua sensibilitร di artista interessata ad indagare lโuniverso simbolico che ruota intorno alla sua vita, mette lโaccento sulla serie di messaggi, scritte ed epitaffi poetici che altri viaggiatori hanno lasciato lungo il percorso. In questo senso lโesplorazione artistica non coinvolge solo lโuniverso dei segni rappresentati nelle immagini in mostra, ma anche le deduzioni filosofiche e narrative ispirate in parte dalla conoscenza dei simboli del Camino, ormai considerati esoterici, e dallโaltra lโapprofondimento di un indagine interiore. Sono quindi foto da interpretare da un lato come documenti di viaggio e dallโaltro come testimonianze di una rilettura personale e artistica. Motivo questo che ha spinto Daniela Pellegrini a selezionare e riorganizzare una sequenza di una parte delle numerose immagini e costruire una narrazione che va oltre il โdidacktโ dellโapparenza.
Sala Leonardiana Cortile del Castello Visconteo-Sforzesco di Vigevano
dal 5 al 13 marzo 2022
aperto: sabato e domenica dalle ore 10.30 – 12-00 ; 16.00- 19.00
Inaugurazione: Sabato 5 marzo, ore 15.30
Conferenza con lโartista e il curatore: Domenica 6 Marzo, ore 17.00 – Presenta: Vito Giuliana
In mostra dal 16.02.2022 al 08.03.2022 alla Galleria Gli Acrobati di Torino
Centosettantaperottanta | What comes first? Ch1 โ 2020 – 2021 รจ il primo capitolo del progetto di ricerca artistica diโฏSara Conforti, nato nel 2020 e ispirato dal tema del format educativo AtWork 2022 DI Moleskine Foundation e realizzato durante lโemergenza Covid 19.
A cura di Fortunato DโAmico, lโinstallazione site specific รจ stata ospite – ad Ottobre – sia del VI Festival dellโOutsider Art e dellโArte Irregolare – Palazzo Barolo – Torino sia alla XIII Florence Biennale 2021. ETERNAL FEMININE | ETERNAL CHANGE Concepts of Femininity in Contemporary Art and Design padiglione Cavaniglia a cura di Fortunato DโAmico, dove lโartista รจ stata inviata in veste di Guest of Honour e dove ha ricevuto il Premio Lorenzo il Magnifico del Presidente alla Carriera per lโimpegno profuso a favore del femminile fragile.
โฏ Nel Dicembre 2020, Moleskine Foundation invita Sara Conforti alla creazione di un esclusivo taccuino dโartista AtWork da inserire nella sua prestigiosa collezione.
Nasce cosรฌ unโedizione speciale del progetto Centosettantaperottanta, di Sara Conforti, un percorso di ricerca artistica itinerante attraverso il quale lโartista, dal 2011, identifica uno spazio di esplorazione dedicato allโuniverso femminile. Il valore pubblico e privato della memoria e del vissuto degli oggetti vestimentari incontra cosรฌ la possibilitร di svelarsi attraverso una prassi tassonomica partecipativa. La ricerca scava nei guardaroba per cercare di condividere risposte in cui gli indumenti delle partecipanti diventano protagonisti di autopsie โaffettiveโ, fulcro di un viaggio del Sรฉ in relazione al gruppo, strumento per favorire la nascita di nuove narrazioni collettive.
Centosettantaperottanta, integrando la domanda What comes first? del format educativo Atwork, ibrida la consueta pratica gender oriented tra abito e habitus di questo progetto artistico, e propone la costruzione di un archivio di reminiscenze vestimentarie condivise, attraverso la redazione dei taccuini Moleskine create da ciascuna delle partecipanti, insieme alla realizzazione di un ricamo personalizzato.โฏ Gli incontri dedicati a questa ricerca artistica, sono iniziati nel dicembre 2020 con le utenti di Fragole Celesti,โฏComunitร doppia diagnosi per la cura di abusi, violenze e maltrattamenti.โฏ Sia in modalitร remota che in presenza si sono tenuti 10 workshop che hanno coinvolto 70 partecipanti lungo la penisola a partire dal mese di Dicembre 2020 sino a Luglio 2021.โฏ โฏ I lavori, opportunamente elaborati in fase finale, sono stati poi esposti al pubblico, una volta a Palazzo Barolo di Torino ed unโaltra a Firenze, durante la Florence Biennale 2021, con una curiosa formula partecipata che rimanda ai Libri della Fortuna in gran voga nel periodo del Rinascimento.โฏ Il pubblico degli utenti, rivolgendo a se stesso la domanda What comes first? potrร interagire con le opere delle partecipanti, estraendo un numero da un insieme di piccoli sassi cifrati che a sua volta coincide con quello di un taccuino e di uno dei ricami rilegati nel libro, a loro volta numerati e messi a disposizione del pubblico. Attraverso la loro lettura il pubblico potrร entrare in contatto empatico con la storia scritta dallโanonima compilatrice dellโopera, casualmente chiamata a dare risposta alla domanda iniziale.
Sara Conforti concepisce il lavoro artistico come momento di interpolazione e di intreccio tra la dimensione eticaโฏe quella estetica. La sua attivitร creativa รจ strettamente connessa ad una operativitร relazionale e ad unโarte che potremmo definire di psicoanalisi interpersonale, motivata dal desiderio di portare un reale contributo al cambiamento sociale, spirituale, finalizzata al raggiungimento di una felicitร da condividere senza sensi di colpa. Grazie allโabilitร artistica di Sara Conforti, iโฏtaccuini e i ricami di Centosettantaperottanta – What comes first? sono quindi validi strumenti di analisi e autoanalisi introspettiva, documentiโฏdi un percorso di vita e di cambiamento personale e condiviso,โฏindiziโฏche ci suggeriscono proiezioni al futuro dei nostri stati dโanimo. โฏ Lโaugurio non puรฒ che essere, per tutti i curiosi e gli intrepidi che decideranno di affrontare il viaggio di ventura insieme a Sara Conforti e alla sua arte combinatoria, che รจ uno solo: Buona Fortuna.
La Collezione di Moleskine Foundation conta piรน di 1.300 โtaccuini dโautoreโ, opere uniche realizzate da artisti e pensatori su taccuini Moleskine e donate alla Fondazione per sostenere le sue attivitร . Una staffetta di creativitร collettiva che viaggia per il mondo, ispirando una comunitร internazionale di talenti creativi, creativity pioneers, change maker e non solo. Raccoglie i contributi di artisti, designer, architetti, musicisti, filmmaker, illustratori, intellettuali e filosofi, che โ pagina dopo pagina โ hanno riempito i taccuini di pensieri, schizzi, immagini, trasformandoli spesso in artefatti completamente diversi dallโoriginale. Il taccuino รจ lo strumento, il limite, lโorigine. La Fondazione si adopera per presentare la collezione a eventi artistici, festival, mostre e Biennali, cosรฌ da continuare a dare il massimo della visibilitร agli autori e, al contempo, sostenere le attivitร di raccolta fondi. La Collezione ha un valore educativo unico, poichรฉ รจ un punto di partenza di riflessione e ispirazione per i giovani delle comunitร svantaggiate in tutto il mondo che sono i beneficiari del programma educativo non convenzionale Atwork.
Oggi parliamo di arte sociale, di come possa essere uno strumento di aggregazione sociale, un legante intergenerazionale e delle innumerevoli possibilitร che offre per vivere esperienze di trasformazione e inclusione, porgendo spunti e riflessioni che nella condivisione e co-creazione mettono radici in luoghi apparentemente poco fertili fino a far crescere nuove visioni e dar luce a nuove collaborazioni. Abbiamo invitato una giovane artista, Maria Francesca Rodi, a raccontarci alcuni esempi di progetti che lโhanno vista nel ruolo di artista sociale, per capire meglio come nascono questi progetti e di quali energie e situazioni necessitano in modo da auspicare che prendano forma anche in altri luoghi ed occasioni. Il punto di partenza รจ sempre lโinnesco di collaborazioni e rete tra associazioni, istituzioni e cittadini, come espresso anche nellโObiettivo17 dellโAgenda 2030.
Silvia Vercelli e Chiara Crosti intervistano Maria Francesca Rodi
Oggi parliamo di arte sociale, di come possa essere uno strumento di aggregazione sociale, un legante intergenerazionale e delle innumerevoli possibilitร che offre per vivere esperienze di trasformazione e inclusione, porgendo spunti e riflessioni che nella condivisione e co-creazione mettono radici in luoghi apparentemente poco fertili, fino a far crescere nuove visioni e dar luce a nuove collaborazioni.
Abbiamo invitato una giovane artista, Maria Francesca Rodi, a raccontarci alcuni esempi di progetti che lโhanno vista nel ruolo di artista sociale, per capire meglio come nascono questi progetti e di quali energie e situazioni necessitano in modo da auspicare che prendano forma anche in altri luoghi ed occasioni.
Il punto di partenza รจ sempre lโinnesco di collaborazioni e rete tra associazioni, istituzioni e cittadini, come espresso anche nellโobiettivo17 dellโagenda 2030.
I progetti artistici a cui ha partecipato o ideato, sono saldamente radicati nella realtร e volti a dare speranza, potrebbero inoltre in ambito educativo dare un contributo ad accompagnare e ispirare la crescita delle future generazioni.
Maria Francesca Rodi รจ legata fin dalla nascita al tema della rigenerazione, infatti, nella sua quotidianitร si dedica alย Mercatino โTra Noi e Voiโ, fondato nel 1997 dalla nonna paterna Mariuccia insieme alla mamma Agata; qui si puรฒ trovare un vero e proprio polo di rigenerazione delle risorse, si puรฒ portare ciรฒ che non si usa piรน per far sรฌ che possa riacquistare nuova vita .
Il profondo bisogno di appartenenza e rivitalizzazione della materia sono gli stessi princรฌpi che caratterizzano i progetti artistici di cui ha fatto parte, focalizzati sul lavoro di squadra per non lasciare nessuno indietro, dove ritroviamo anche concetti chiave dellโAgenda 2030 dell’ONU come: i diritti umani, lโamore per lโambiente, la ricerca di paritร di genere e del dialogo intergenerazionale.ย
Nel 2017, in occasione delย Forum Rebirth di Cittadellarte โ Fondazione Pistoletto, organizzato a Milano daย Fortunato DโAmico, curatore artistico, per creare uno spazio di incontro tra diversi professionisti con obiettivi comuni, Maria Francesca conosce Tina Monaco, inquilina, attiva rappresentante degli abitanti delle torri di Via Russoli a Milano (case A.L.E.R.) e coordinatrice deย โLe Sciureโdellโ Associazione Coltivare la Cittร ,ย donne in pensione che contribuiscono al benessere sociale collettivo da trentโanni a questa parte.
Dallโincontro tra queste donne di valore, nasce il Collettivo Artistico: โIL NODO LaChicca&LeSciureโ e lโidea di realizzare la prima opera collettiva: Per fare lโalbero ci vuole Il Nodo, scultura multicolore realizzata partendo da strisce di tessuto riciclato e annodato. Questo รจ stato il primo seme piantato con il desiderio di dare una seconda vita ad abiti e tessuti dismessi, oggetti vissuti e quasi dimenticati, tramite il lavoro di squadra e la speranza, con materiali di riciclo, dove ogni partecipante ha donato una parte di sรฉ cedendo qualcosa di dismesso, come vecchie stoffe, e laddove non รจ stato possibile, il mercatino โTra Noi e Voiโ si รจ impegnato a procurare il necessario.
Attraverso questa prima esperienza con Le Sciure, Maria Francesca percepisce il loro spirito combattivo e proattivo che le sostiene da sempre nonostante le situazioni prevalentemente precarie in cui vivono. Giร da tempo, infatti, quando il lavoro di squadra o lโintegrazione non assumeva ancora il valore di oggi, avevano spontaneamente costituito un gruppo dinamico e affiatato per portare avanti insieme diversi tipi di attivitร , dalla ginnastica allโapprendimento di una nuova lingua, alla danza o terapia.
A questo primo progetto di arte sociale, sono poi seguite altre iniziative, sempre accomunate dal desiderio di creare la squadra e fare insieme. Al collettivo artistico รจ stato dato il nome Il Nodo, a simboleggiare ciรฒ che sancisce i rapporti e le relazioni, dove ciascuno contribuisce per la propria parte. Da cinque, sei persone si รจ arrivati, attraverso il passaparola, ad ingrandire la squadra, fino a raggiungere trenta membri. E a ingrandire anche lo spazio, di conseguenza: dalla sede della biblioteca condominiale, di via Russoli 18 ci si รจ spostati alla nuova sede de Il Nodo, di via Russoli 14, ex studio medico, sempre su concessione di A.L.E.R.
Un paio di anni dopo, le stesse persone si uniscono in una performance in Piazza Duomo, a realizzare il simbolo de Il Nodo,un cerchio caleidoscopico composto da strisce di tessuto recuperato e annodato, in scala 1:1. rendendo partecipi della performance anche i passanti facendo passare di mano in mano dei gomitoli di stoffa annodata in precedenza che venivano passati di mano in mano creando nuove trame e narrazioni; lโevento ha suscitato anche lโinteresse dei media televisivi che hanno mandato in onda il relativo servizio, proprio lโ8 marzo, 2020. Data significativa in cui vengono rese protagoniste proprio quelle donne che hanno vissuto quando la paritร di genere non esisteva e la gestione dellโeconomia familiare pur essendo lasciata nelle mani delle donne non veniva resa visibile o valorizzata.
In sintonia con gli stessi valori, lโoperaย Cuore di Mamme, nata per celebrare la giornata dedicata alle stesse, coinvolge tutte in un lavoro manuale di squadra, nellโatto creativo di tagliare e annodare. Tutte, anche chi non รจ mamma fisicamente, perchรจ non cโรจ bisogno di essere mamma per creare qualcosa.ย Questa opera รจ esposta presso Orto Cucito in Via Italo Svevo 3 a Milano, terreno confiscato alla mafia e rigenerato grazie a Opera in Fiore.
Alla squadra delle Sciure, si uniscono in seguito i ragazzi delย progetto ReAct di WeWorld, un progetto doposcuola volto allโ integrazione, protagonisti giovani figli di stranieri nati in Italia.
Due generazioni accomunate dalla sfida della ricostruzione, dopo la guerra la prima e verso un mondo sostenibile la seconda: una vera e propria esperienza di dialogo intergenerazionale e interculturale.
Grazie allโincontro tra le donne e i ragazzi, sono state realizzate due opere significative nel 2020: un Calendario Sociale dedicato allโarte al femminile, ogni mese dedicato ad unโopera di unโartista donna dove Le Sciure hanno posato come modelle insieme ai ragazzi, e la Bandiera della Speranza, un grande telaio umano con tanto di trama e ordito, due squadre di persone, e la spola, di mano in mano, a turno avanti e indietro, su e giรน, a passare un gomitolo multicolore, in un percorso che parte dal nero fino a giungere alla luce attraverso uno spettro di colori, a simboleggiare il passaggio di un pensiero attraverso la speranza e alla creazione di nuove possibilitร . Questa performance รจ stata realizzata al Parco Spezia, in una struttura anchโessa recuperata da EXPO 2015 e destinata ad un nuovo uso.
Per concludere, altra opera significativa, che lancia un messaggio sulla profonda interconnessione di ciascuno di noi con la natura: Albero Siamo Tutti , incentrata sul tema dellโimportanza di rigenerare, realizzata con scarti di tessuti canapa e lino, insieme ai valori del passato, appartenenti alle generazioni passate perchรจ non vadano persi nel tempo. Dai colori piรน cupi si passa ad una scala sempre piรน luminosa fino a giungere al verde chiaro, che esplode in questo respiro di foglie sospese. Un bisogno di ritornare a respirare che riguarda tutti: noi e la natura.
Come nasce lโidea del progetto โIl Nodoโ? E perchรฉ questo nome?
Il Nodo รจ il primo importante frutto di INSIEMEproject, un progetto nato per creare connessioni virtuose tra le persone attraverso la collaborazione e lโarte etica.
Il nodo nasce come gesto istintivo durante Arte al Centro 2016 presso Cittadellarte Fondazione Pistoletto a Biella, dove con altre due artiste sono stata invitata a dare forma ad una performance estemporanea attraverso tessuti di scarto. Il nodo รจ ciรฒ che sancisce i rapporti, gli eventi e le cose.
Un aneddoto curioso รจ che in realtร i nodi sono tra le primissime cose che ho creato ancor prima di venire alla luce, nel grembo di mia madre devo essermi divertita in grandi evoluzioni annodando il cordone ombelicale ripetute volte โฆsarei stata curiosa di vedere quella mia primissima opera!
Il nodo รจ unione. Attraverso la fusione di due discipline: arte e moda ho voluto creare coesione tra le persone. Lโ anagramma della parola nodo รจ dono, il mio sogno รจ quello di portare speranza attraverso progetti artistici, lโ arte del fare, dove ognuno possa essere attivo protagonista attraverso un gesto semplice come il nodo.
Attraverso lโarte, abbiamo raggiunto lโimportante obiettivo di portare la periferia in centro, dare spazio al potenziale creativo delle Sciure e far luce sulla situazione in cui vivono, cercando un equilibrio tra ciรฒ che รจ stato e ciรฒ che potrร essere.
Ci sono state delle difficoltร nel creare squadra tra persone e generazioni molto diverse tra loro, sia per etร che per esperienze di vita?
La squadra รจ nata spontaneamente dallโunione di individui che avevano gli stessi valori e obiettivi, il passaparola funziona sempre. LeSciure appartengono a una generazione speciale, quella della rinascita dopo la guerra, abituata a rialzarsi e andare avanti, a vivere la vita perchรจ bella. Ho ritrovato in loro un entusiasmo per la vita che non sempre vedo nei miei coetanei.ย Nellโultimo anno, pre-covid, la squadra si รจ allargata con lโ arrivo dei ragazzi del progetto ReAct, insieme abbiamo lavorato ad opere scultoree, installazioni, performance. La cosa piรน emozionante รจ stata veder nascere il tipico rapporto nonni-nipoti tra persone estranee, ognuno ha avuto la possibilitร di donare una piccola parte di sรฉ, sia materialmente come la merenda o vecchi abiti per le opere, che i propri saperi e valori. Le difficoltร in realtร le abbiamo trovate allโesterno della squadra. Da fuori lโarte sociale, infatti, non รจ sempre riconosciuta e valorizzata come tale. Nonostante qualche spiraglio che ci ha aperto questo periodo di pandemia in cui si รจ percepita la profonda interconnessione che ci lega. Oggi lโarte sociale puรฒ essere un potente strumento per creare spazi, occasioni e un nuovo modo di stare insieme costruttivo, dove i talenti e le esperienze di ciascuno possono essere condivisi. Il lato piรน creativo e sensibile di ognuno di noi ci da lโopportunitร di cogliere dellโarte lโaspetto piรน nobile, che รจ quello di prendersi cura della collettivitร e camminare insieme su tematiche globali. Siamo felici e grate di espandere la nostra visione e i nostri progetti attraverso sempre nuove collaborazioni che portano al confronto, elemento fondamentale di crescita.
Come mi ha insegnato il maestro Michelangelo Pistoletto, lโartista non รจ solo colui che crea le opere dโarte, ma il suo ruolo si realizza proprio nel portare il cambiamento attraverso azioni concrete, colgo lโoccasione per ringraziarlo della nomina ad ambasciatrice del Terzo Paradiso.
Quando mi chiedono cosa faccio, io rispondo che mi occupo di rigenerazione quasi a 360 gradi, tra lโ attivitร del Mercatino di famiglia e i progetti di arte sociale, il comune denominatore รจ la rigenerazione delle risorse, della materia, degli animi, delle possibilitร . In questโottica fondamentale รจ ricordarsi che siamo tutti collegati col tutto, SOLO INSIEME SI CREA LโUNIVERSO.
Proprio la scorsa estate ero in Calabria, nostra terra dโorigine, dove ho assistito aimรจ a diversi episodi di incendi dolosi. La prima riflessione รจ stata: โI nostri nonni non si sarebbero mai sognati di dare fuoco ad un albero, ritenuto sacro, ciรฒ che dava sostentamento, vita al paese. Comโรจ possibile che questo rapporto di armonia sia andato perdutoโ. Da questa riflessione, รจ nata lโopera โALBERO SIAMO TUTTIโ.
Che rilevanza potrebbero avere questi stessi princรฌpi in ambito educativo?
Quando mi chiedono cosโรจ lโ arte per me, rispondo che lโARTE รจ MAGIA, perchรฉ porta il cambiamento, attraverso lโarte siamo in grado di cambiare le cose, la vita. Lโattivitร creativa ha la sensibilitร di illuminare le risorse ancestrali che ognuno di noi ha giร dentro di sรฉ, la pratica attraverso il lavoro di squadra puรฒ portare allo sviluppo delle stesse, ricordandoci di essere tutti parte di unโunica grande opera collettiva.
Ogni scarto puรฒ essere risorsa, da cui possono nascere fiori, rose, nodiโฆ
Ascolta l’intervista sul nostro Podcast nella rubrica “Madre terra”
Casa Museo Boschi Di Stefano dal 10-11-2021 al 16-01-2022
Testo di Cristina Cary
Nel pensare globale e agire locale la costruzione del futuro insieme, apre scenari di radicale innovazione di mentalitร e tecnologia. Le macchine intelligenti non sono di per sรฉ nocive, la strumentalizzazione invece lo รจ quando mente, irretisce il pensiero come una monade automa. Ma le cose perdute insistono per rivivere. Ci viene cosรฌ in soccorso nei momenti drammatici lโimmaginazione, ridandoci i sogni, i miti, i simboli di trasformazione sociale. Si sviluppa cosรฌ la mostra โLa Matta di casa. Iconografia dellโimmaginarioโ. Mostra ispirata al libro (edito 2020) dellโepistemologa, saggista e amica Eleonora Fiorani. Hanno partecipato allla mostra le artiste Milena Barberis, Marcella Bonfanti, Cristina Cary, Loretta Cappanera, Amalia Del Ponte, Anna Maria Del Ponte, Gretel Fehr, Monica Forte, Mavi Ferrando, Mintoy, Fausta Squatriti, Lorena Pedemonte Tarodo. Capitรฒ che Eleonora cadde per strada, forse un bambino la tamponรฒ, lei si ruppe un femore. ร sempre stata una figura esile, una silhouette elegante molto spesso in abito nero a forma desugual e stivali cuissarders fin sopra il ginocchio molto cool in passato ma anche oggi. Grandi occhiali neri di shapes avvolgenti e un bellissimo amuleto, un uroboro in mezzo al petto. Non รจ detto ma puรฒ capitare che ci siano schegge di umanitร , cosรฌ ci definรฌ Eleonora. In questi frangenti essere sole risulta problematico ma ecco muoversi una famiglia di amicizie piรน strette, che passano allโattacco come ausiliarie. Lei cosรฌ generosa rispettosa dellโumanitร intera. Si ristabilรฌ e tornata nella sua casa scrigno, fucina di libri, sculture africane, piante, bambola regalata da una zia, in questo nido vivente, scrisse ancora tre libri e poi se ne andรฒ in cielo. Una casa con due uscite sulla strada. Lโuscita secondaria si apriva su un bel giardino, anima botanica miniaturizzata nei fiori, immagine di un naturalismo zen, senza sfarzo tutta concentrata sullโessenza delle cose. Nessun senso pratico, nei piccoli cassetti abitavano le grandezze, nella toilette tutto ciรฒ che serve per il beauty giocando con il tempo della giovinezza perenne di Eleonora. Il gruppo di artiste si apprestรฒ nella creazione di un collettivo Ele Art Collective con lโintento di diffondere il suo patrimonio culturale e umano e organizzare insieme al Comune di Milano uno spazio a lei dedicato. Maria Fratelli, direttrice di Casa Museo Boschi Di Stefano e amica di Eleonora ha realizzato insieme al gruppo Ele Art Collective la mostra La matta di casa. Maria Fratelli lavora da oltre ventโanni per i Civici Musei di Milano curando mostre, convegni e pubblicazioni. La casa Museo dove abitavano i coniugi Antonio Boschi e Marieda Di Stefano conserva una selezione di oltre duemila opere donata al Comune di Milano nel 1974, una straordinaria testimonianza dellโarte del XX secolo. Un contributo speciale va reso allโartista Mintoy, ideatrice e curatrice della mostra Eleonora Fiorani nel suo libro parabolico, ricco di note e autori a piรจ di pagina, cita Gaston Bachelard e Gilbert Durand. Il primo epistemologo, filosofo della scienza e della poesia francese, il secondo antropologo e saggista. Capita di imparentarmi con alcuni pensatori sin dal liceo cosicchรฉ mio nonno era Gaston Bachelard colui che scrisse La poetica dello spazio quale luogo dove nasce la poesia e sorge lโimmaginazione. Mentre Bachelard indaga la fenomenologica dellโimmaginario, Durand, discepolo che ne eredita i canoni, si impegna nella costruzione del processo archetipo con il suo Strutture antropologiche dellโimmaginario 1972. Bachelard, Durand, Henry Corbin e Roger Bastide sono tra i maggiori studiosi del simbolo, del mito e dellโimmaginario. Alcuni di loro sโincontravano a Villa Gabriella sul Lago Maggiore ad Ascona come animatori del Circolo Eranos insieme a Cassirer, C.G.Jung, Tomas Mann, Ernesto Buonaiuti, lโastrologa e teosofa Alice Bailley, poeti, attori, illustrissimi ricercatori multidisciplinari. Per Bachelard La nostra anima รจ una dimora, topografia del nostro intimo indaga sullโemergere della coscienza reveause lร dove essa sanziona lโimprevedibilitร della parola un poco al disopra del linguaggio significante. Durand rappresenta una sintesi sulle strutture e sulla tipologia dei contenuti simbolici, quali risultano dai miti e dai frequenti rimandi alle arti, alla letteratura e alle diverse civiltร . Una sorta di giardino delle immagini, ordinato come la botanica di Linneo. Nel rimemorare, come non pensare ad Andrรฉ Breton al Manifesto del Surrealismo Ridurre lโimmaginazione in schiavitรน, fosse anche a costa di ciรฒ che viene chiamato sommariamente felicitร , รจ sottrarsi a quel tanto di giustizia suprema che possiamo trovare in fondo a noi stessiโฆ ed รจ sulla scia Surrealista che indaga la prossima Biennale Il latte dei sogni/The Milk of Dreams titolo tratto dal libro dellโartista e giovane moglie di Max Ernst, Leonora Carrington. Per Eleonora Fiorani i miti sono del resto la cristallizzazione dei sogni collettivi tanto piรน che il mito รจ sempre plurale รจ fatto di molteplici versioni diverse, attraversi gli avatar di Secon life e dei videogiochi e identitร virtuali, ognuno procede mascherato. Digitale รจ la nuova galassia dellโimmaginario. LโOmbra sovrasta la Luce, nellโombra i mondi spettrali delle merci come mondi autonomi, la pandemia e le catastrofi ambientali, i sans papiers, i profughi o popoli lucciole che ad intermittenza inviano segnali, i razzismi perpetrati. Nella sofferenza lโimmagine poetica canta con la voce intensamente profonda di Nina Simone, canta Mr. Bojangles che salta e balla con le sue scarpe consumate per rincuorare il suo compagno di cella a New Orleans. Da Eleonoraโฆ Pensando ad una archeologia dellโanima collettiva, viene da qui la sincronicitร di passato presente futuro, da qui la nuova sensibilitร ecologica il coniugare corpo individuale e corpo di Natura in un sistema complesso. Cosรฌ oggi รจ alla luce delle valenze antropologiche e biologiche piuttosto che a immagini trans -e post -umane che dobbiamo guardare allโirrinunciabilitร del nostro legame con la terra e con le altre creature per poterci orientare per una possibile salvezza futura. Cosรฌ come lโartista รจ la matta di casa, mi piace immaginare lโartista come un Trickster, uno strano eroe trasgressivo che rimanda agli strati profondi del pensiero mitico, un briccone e insieme eroe di civiltร , anche un creatore investito di sacralitร . lo stesso Duchamp considerava lโumorismo la salvaguardia che consente di passare attraverso tutti gli specchi.
Note: tutte le citazioni di Eleonora Fiorani sono tratte dal suo libro โLa matta di casa. Iconografie dellโimmaginario (ed. 2020)
LE ARTISTE DELLA CASA DELLE MATTE
Milena Barberis: โChiara nella nicchiaโ parla delle ossessioni del bello mutante dove naturale e artificiale si sovrappongono. Da qui le forme naturali e insieme straniate delle facce e dei corpi, una sorta di cosmesi dellโimmagine ma senza lโillusione di poterla riscattare dalla sua negativitร .
Milena Barberis
Marcella Bonfanti: โDove vanno a finire le stelleโ la sua ricerca si basa sul paradosso degli opposti, la natura del dualismo e il complementare nella realtร , ogni opera รจ una e molteplice un deposito visuale ed operativo che funge da referente poetico fra tessuti, arte cinetica, elettronica
Marcella Bonfantiโ operea a sx
Cristina Cary: โCittร lunare e Loop to Loopโ bozzetti sempre vivi di una teatralitร che imita le macchine virtuali in un gioco parodistico che sfocia in proposte scultoree. Parร -simile e odรจ- canto evidenzia nature Pananfibi multiformi e opere ambientali uniformi Archiformi di mondi e Arte Attiva.
Cristina Cary
Loretta Cappanera: โLa danza e il volo della gruโ segni di esistenza cosรฌ intitola un ciclo di opere in cui dipinge con la ruggine imprimendo le impronte lasciate dal ferro sui tessuti di lino, canapa, cotone, garza e seta lasciano tracce. Con questi materiali realizza Libri dโartista
Amalia Del Ponte: โEffimeraโ. Scultrice e designer unisce rigore formale e indagine archetipa presenti nella medesima scienza, ricerca sul vuoto, sulla luce e sulla materia evocate nel lavoro fotografico
Amalia del Ponte e dx Monica Forte
Anna Maria Del Ponte: โSupereroi digitalizzatiโ un archetipo della deposizione nel Che Guevara Giornalista, fotografa, e ricercatrice vive in Svizzera dove ha fondato GoodLifeLearning. Il nomadismo รจ una pratica per conoscere le diverse culture, esperienza che crea nuova coscienza.
Anna Maria Del Ponte
Gretel Fehr: โFloatingโ eโ Owlโ visual artist, photographer, digital art, contemporary art curator propone un lavoro patafisico, corrente della quale รจ Reggentessa Fotosofistica. Il suo lavoro incentrato sul rapporto arte e realtร sociale che contrappone con transfert di mondi e modi.
Gretel Fehr
Mavรฌ Ferrando: โGeometrie di confineโ lโambiguitร dellโapparine รจ da sempre il cardine del suo lavoro sulle forme e percezione degli oggetti nella scultura usando materiali di riciclo, elabora un linguaggio proprio provocatorio rasente lโassurdo.
Mavรฌ Ferrando
Monica Forte: โDay by dayโ da sempre coinvolta nellโarte nel design, fotografia e architettura, concept design, i suoi diversi interessi hanno sviluppato in lei unโattitudine di mente ibrida come punto forza interdisciplinare, la ricerca nasce dallโindagare gli spazi domestici contemporanei.
Monica Forte
Mintoy: โLa boccia dei Tritoni โCromagraphie agli infrarossi lavora sulla non oggettivitร nella pittura come unitร interiore, nellโastrazione unisce le sensazioni percettive del mondo emozionale lavorando sulle superfici emanatorie energetiche, luogo meditativo attraverso i ritmi del colore
Mintoy
Fausta Squatriti: โDies irae con stregone bluโ. Unโirrisolvibile oscillazione tra due poli รจ la postura profonda che per comoditร di sintesi si puรฒ definire come ricerca di compenetrazione tra gli opposti. Non a caso. Il suo รจ stato sempre un lavoro fondato sulla dicotomia umana.
Fausta Squatriti
Lorena Pedemonte Tarodo: โMultitud [รฑ ] secondo stadioโ scrive โCercando di essere io stessa parte dei segni ho compiuto un lungo viaggio nellโ immaginario del loro mondo โฆ.ed essi mi hanno portato nel tempo senza tempo, nel flusso che avvicina al mondo creativo cheย cโรจ dentro ad ogni uno di noi โ.