Alcune preziose risposte le abbiamo trovate nel documento โLinee guida per lโeducazione alla pace e alla cittadinanza glocaleโ, frutto del lavoro di un gruppo di 162 insegnanti svoltosi tra il 2015 e il 2017 nel Friuli Venezia Giulia, partendo dal programma dellโAgenda 2030.
โLa pace รจ un valore a cui spesso diamo poca importanzaโ.
โI problemi, per essere risolti, esigono una forte disponibilitร al dialogo, allโinterscambio, alla collaborazione e alla cooperazione a tutti i livelliโ
โScegliere la pace … richiede persone consapevoli e determinate. Per questo, dobbiamo educarci ed educare alla pace facendo crescere nelle nuove generazioni la capacitร di immaginarla, di desiderarla, di comprenderla, di difenderla e di costruirla laddove ancora non cโรจโ
La pace si puรฒ imparare ?
Nel bagaglio di competenze relazionali e risorse che abbiamo a disposizione possiamo attingere ad alcuni ingredienti base come i princรฌpi della comunicazione non violenta, lโintelligenza emotiva e le competenze conflittuali, che, una volta apprese possono supportarci nel manifestare il valore della pace attraverso i nostri comportamenti quotidiani e nellโinterazione con chi ci circonda.
In qualitร di genitori ed educatori, abbiamo unโulteriore responsabilitร in questo senso, non solo verso noi stessi, ma anche nellโambito del percorso educativo con i nostri figli, che acquisiranno a loro volta, attraverso la connessione di qualitร che viene cosรฌ a crearsi con lโadulto di riferimento e il relativo esempio, gli strumenti per affrontare le sfide quotidiane in modo consapevole ed efficace per la loro stessa vita e per il bene collettivo, nel pieno rispetto delle persone, dellโambiente di appartenenza e dei diritti umani.
Considerata la complessitร di tutti gli elementi in gioco, a livello individuale, estesi al sistema familiare e sociale e intrecciati nella fitta trama della realtร fisica e virtuale, la domanda successiva che ci poniamo รจ:
Da dove partire ?
Se lo sintetizziamo in unโimmagine, ne emerge quella di uno specchio, in cui la figura riflessa รจ proprio quella di noi genitori per primi circondati dai nostri figli che rispecchiano naturalmente gli stessi comportamenti che noi adulti mettiamo in atto.
La connessione viene qui spontanea con lโarte di Michelangelo Pistoletto, che, nellโinterrogarsi sulla Pace, introduce il concetto dellโinclusione proprio attraverso le sue opere specchianti e quello del dialogo generativo tra le parti, attraverso il simbolo del Terzo Paradiso.
Un esempio di progetto concreto nella scuola รจ quello realizzato da Giacomo Basmaji, grazie al quale bambini e ragazzi appartenenti a tutte le fasce dโetร , dallโinfanzia alla scuola media, di un istituto comprensivo, hanno partecipato ad un laboratorio sperimentale che ha portato alla rappresentazione finale del simbolo del Terzo Paradiso, in un incontro armonico tra natura e artificio a trasmettere il messaggio di profonda interconnessione tra esseri umani e pianeta terra.ย
Gli stessi temi cui si รจ accennato sopra sono richiamati nella sua mostra La Pace Preventiva, a Palazzo Reale (Milano), dal 23 Marzo al 4 Giugno 2023, dove ciascun visitatore รจ coinvolto in un percorso di partecipazione attiva e di responsabilizzazione individuale verso il ruolo di co-autore, insieme agli altri concittadini, di una societร umana.ย
Insieme a Chiara Crosti e partendo dalla cornice di WorldGlocal e dellโAgenda 2030, abbiamo avuto lโopportunitร di condividere questi spunti di riflessione, lo scorso 16 Marzo, nellโambito di un programma piรน ampio di Educazione alla Pace, articolato in diversi interventi incentrati sui diversi linguaggi attraverso cui si puรฒ promuovere rivolto ai genitori di bambini e bambine di una scuola dellโinfanzia di un istituto comprensivo di Torino, affiancati dalle rispettive docenti, a rappresentare un vero e proprio esempio di comunitร educante che sostiene la crescita di futuri adulti consapevoli, orientati alla creazione di valore e ad uno stile di vita contributivo. Con lโoccasione si รจ anche fatto riferimento ad un altro esempio di progetto realizzato sullo stesso territorio (Il Kilometro Quadrato di San Salvario), di riqualificazione del relativo quartiere, dove la partecipazione degli abitanti e la valorizzazione delle differenze hanno portato alla creazione di una nuova realtร .
In conclusione, a rinforzo di quanto lโeducazione assuma un ruolo cruciale nel necessario cambio di rotta verso un futuro sostenibile, condividiamo questa frase, tratta proprio dalla Proposta di Pace del 2022 inviata allโONU, dal noto educatore e filosofo giapponese Daisaku Ikeda:
โLโessenza dellโeducazione consiste nel piantare pazientemente i semi delle possibilitร nel cuore dei bambini e delle bambine, seguendoli con il massimo impegno affinchรฉ giungano a piena fiorituraโ
Per chi รจ interessato ad ascoltare alcuni estratti del dialogo tenuto con i genitori si possono trovare qui.ย
“Ci attende, se lo vogliamo, un futuro di continuo progresso in termini di felicitร , conoscenza e saggezza”, citava giร nel ’55 Einstein in chiusura al suo manifesto.
Questo stesso appello rivolto a ciascuno di noi per invitarci a ricentrarci nella direzione di un nuovo umanesimo, cosรฌ urgente e cosรฌ importante oggi piรน che mai, per il futuro del Pianeta e, insieme, delle Persone, cosรฌ profondamente interconnessi, รจ uno dei messaggi che ci ha trasmesso la mostra l’Ereditร della Vita – il Clima รจ una Scelta. Salviamo il futuro, allestita presso il Centro Culturale Ikeda per la Pace, di Corsico (MI) e conclusasi domenica scorsa.
Un percorso articolato in 18 pannelli, che, dopo averci aperto gli occhi sugli effetti attuali dell’emergenza climatica sull’ambiente, sulla salute e sulla nostra stessa vita, ci accompagna a prendere consapevolezza su tutte le risorse che abbiamo a disposizione, per scegliere quali azioni mettere in campo, individualmente e insieme, partendo dal nostro “qui e ora” e facendo leva sulle nostre capacitร , andando cosรฌ ad attivare un vero e proprio risveglio al nostro potenziale innato.
Uno spazio in cui spontaneamente prende vita il dialogo, ispirato dalle storie di quei personaggi illuminati e lungimiranti, quali Rachel Carson, Aurelio Peccei, Muhammad Yunus, Wangari Maathai, che avevano anticipato a suo tempo i potenziali effetti di quelle azioni unicamente guidate dall’aviditร e dal mero orientamento al profitto, e, pur non essendo adeguatamente ascoltati, ci hanno dato un grande esempio di perseveranza, dedicando le loro vite a lasciare preziose e ancora attuali tracce, a farci da bussola per un cambio di rotta verso una transizione giusta, sostenibile e anche innovativa (!), che vede l’economia in equilibrio con l’ambiente e la societร , senza lasciare nessuno indietro.
Un’occasione anche per imparare a chiamare le cose con il loro nome e ad attingere a fonti di informazione attendibili per sviluppare quello spirito critico e quella capacitร di discernimento che sono tra le competenze chiave oggi per influenzare l’ambiente e darci la spinta a ricercare quegli esempi positivi e quella bellezza che ci circonda, ma che non รจ cosรฌ facilmente accessibile, come le testimonianze delle persone comuni, anch’esse raccolte all’interno dei pannelli, che, partendo da una scintilla nel loro cuore hanno dato vita a ondate di cambiamento nelle loro comunitร .
E l’ambiente ? L’ambiente ha risposto con gioia, attraverso la voce orgogliosa del bimbo che leggeva ai grandi gli esempi di abitudini quotidiane che ciascuno di noi puรฒ acquisire, l’entusiamo della bambina che ha alzato la mano dicendo che in casa sua le lampadine LED giร le utilizzano, l’emozione della giovane docente che ha trovato degli spunti da condividere con i propri ragazzi nella sua scuola, dove lo stesso tema veniva trattato con angoscia e senza alcuna speranza, gli occhi lucidi della donna che nella scatola con i biglietti delle azioni ha pescato proprio quello con su scritto “fai della gentilezza il tuo stile di vita” a rinforzo dell’impegno che aveva giร preso con sรฉ stessa, la lampadina che si accesa nello sguardo del piรน scettico, il cuore gonfio dei giovani che conoscono l’agenda 2030 e beneficiano qui di quel’iniezione di fiducia di cui c’รจ tanta necessitร . lo sguardo perplesso del coniglio che ci osservava dal prato sottostante e tante tante altre immagini di cui faccio tesoro e che terrรฒ presenti a me stessa quando mi pongo ogni mattina la domanda di Makiguchi: “Come voglio stare al mondo ?”
La stessa mostra รจ itinerante in Italia. Grazie di cuore a tutte le persone che l’hanno visitata e per chi non fosse riuscito ci saranno altre occasioni a breve. Intanto si puรฒ dare un occhio qui Mostra / L’ereditร della vita (ereditadellavita.it)
“Noi tutti ci differenziamo gli uni dagli altri non per i nostri sensi, ma nell’uso che ne facciamo, nell’immaginazione e nel coraggio con cui cerchiamo la conoscenza al di lร dei sensi” [Helen Keller, the five sensed world]
Agenda 2030 e Obiettivo Numero 4 โ Istruzione di Qualitร : abbiamo avuto modo di affrontare il tema in articoli precedenti e raccontare alcune delle iniziative intraprese da WorldGlocal al riguardo.
Oggi, ci focalizziamo su un target in particolare, altrettanto importante, il 4.7:
โEntro il 2030, assicurarsi che tutti gli studenti acquisiscano le conoscenze e le competenze necessarie per promuovere lo sviluppo sostenibile attraverso, tra lโaltro, lโeducazione per lo sviluppo sostenibile e stili di vita sostenibili, i diritti umani, lโuguaglianza di genere, la promozione di una cultura di pace e di non violenza, la cittadinanza globale e la valorizzazione della diversitร culturale e del contributo della cultura allo sviluppo sostenibileโ
Quali sono queste โconoscenze e competenze necessarieโ che รจ importante acquisire?
Una cornice immediata che fornisce un orientamento in tal senso รจ quella proposta dal Joint Research Centre, definita GreenComp โ The European Sustainability Competence Framework.
Fonte: Joint Research Centre, GreenComp โ The European Sustainability Competence Framework.
ร articolata in 12 competenze chiave, da coltivare per promuovere lo sviluppo sostenibile, a partire dallโinfanzia; le stesse sono suddivise in quattro aree tematiche, tra loro interrelate, in una trama interdisciplinare, dove il pensiero sistemico e lโalfabetizzazione al futuro, assumono valore, se interconnesse ai valori di sostenibilitร . E dove la capacitร di agire diventa determinante a completare il quadro complessivo.
Come metterle in pratica ?
Il materiale per approfondire questi concetti e per ispirarsi a proposte di realizzazione pratica, รจ disponibile per la comunitร educante, attraverso diverse fonti istituzionali e grazie a diversi enti e gruppi di lavoro preposti; a titolo di esempio, il Manuale per lโEducazione allo Sviluppo Sostenibile dellโUnesco, il Quaderno dedicato da ASVIS lo scorso ottobre (Target 4.7. Educazione allo sviluppo sostenibile e alla cittadinanza globale),o il materiale accessibile dal portale del MIUR.
Siamo consapevoli tuttavia, come ci ricorda lโObiettivo 17 dellโAgenda 2030, dellโimportanza di creare delle reti di interazione reciproca e azione condivisa, per arrivare a realizzare concretamente traguardi predefiniti e cambiamenti durevoli, piuttosto che apprendere e agire individualmente nel proprio ambito quotidiano.
A questo proposito, abbiamo avuto modo di conoscere un esempio di iniziativa che propone un programma formativo completo in tal senso: la Scuola della Felicitร , nata a Ottobre 2020, dallโilluminazione e per opera di due docenti, unitesi in seguito nellโAssociazione Educazione Creativa, che hanno messo a punto un ciclo di incontri a tema, reiterato attraverso successive edizioni e rivolto, principalmente, a tutti i docenti di ogni ordine di scuola, di tutte le regioni italiane.
Come richiama il titolo stesso, lโobiettivo ultimo del programma รจ la felicitร , intesa come realizzazione dellโindividuo e, insieme, la contribuzione al benessere della societร .
Il โsottotitoloโ รจ: Competenze sulla Pedagogia e Creazione di Valore, a indicare il punto di partenza, ispirato al pensiero dellโeducatore T. Makiguchi, vissuto negli anni โ30, nel quale si ritrovano gli stessi princรฌpi relativi alle attuali teorie di apprendimento per uno sviluppo sostenibile e connessioni con altri educatori contemporanei Dewey, Montessori e Makarenko.
Citando Makiguchi:
ยซQual รจ dunque lo scopo dellโeducazione nazionale? Piuttosto che individuare complesse interpretazioni teoriche, sarebbe meglio iniziare osservando il bambino che vi siede sulle ginocchia e chiedersi: come posso far sรฌ che questo bambino conduca una vita veramente felice?ยป
Ed ecco cosรฌ, oltre ai princรฌpi di cui sopra, nella Scuola della Felicitร , sivanno poi a toccare di volta in volta temi di varia natura, ma tutti incentrati su unโeducazione di qualitร , o meglio sulla qualitร dellโeducazione, con il suo ruolo crucialenel promuovere valori e atteggiamenti di cittadinanza responsabile e mirati a coltivare uno sviluppo creativo ed emotivo.
Educazione finalizzata sรฌ alla felicitร di bambini e ragazzi, ma che non puรฒ prescindere dallโattraversare quella degli adulti di riferimento: dallโAgenda 2030 e Carta della Terra, lโEmpatia corporea, la psicologia quantistica, alla pace e la cittadinanza globale; i partecipanti, attraverso questo percorso, sono stimolati allโautoriflessione e alla co-creazione di proposte di fattibilitร e laboratori concreti, grazie agli interventi di diversi professionisti, coordinati con un approccio maieutico e multidisciplinare, in unโottica trasformativa e generativa.
Si tratta di una proposta innovativa e accessibile a tutti.
Innovativa, perchรจ si rivolge alla scuola stessa e prepara il terreno per unโ educazione โtrasformativaโ, mettendo i partecipanti in condizione di diventare essi stessi agenti di cambiamento nei loro ambiti di azione quotidiani.
Accessibile a tutti, perchรจ aperta, oltre che al personale scolastico, anche ad altre figure educative come i genitori o operanti in ambito sociale; un vero e proprio, programma di educazione non formale grazie al quale si possono sviluppare le competenze trasversali sia allโinterno che al di fuori del contesto dโistruzione formale, attraverso un approccio olistico e partecipativo. ร inoltre gratuito e comodamente accessibile su piattaforma interattiva.
Senza lasciare nessuno indietro, in risonanza con i princรฌpi di sostenibilitร .
Nel tempo, attraverso le diverse edizioni e grazie a diversi partecipanti, รจ nata una vera e propria comunitร di pratica, a cui ciascuno puรฒ attingere per un confronto collettivo e per poi sviluppare attivitร laboratoriali e multidisciplinari nel proprio ambito educativo. Andando cosรฌ a facilitare quella rigenerazione nelle conoscenze e nei comportamenti che diventa oggi indispensabile per stare al passo con i tempi e intraprendere azioni orientate verso la direzione che va a beneficio dei singoli e della collettivitร .
Considerati i valori condivisi di creazione di valore, competizione umanitaria e attenzione alla comunitร locale e la forte connessione degli stessi con lโapproccio di WorldGlocal, insieme a Chiara Crosti, abbiamo accolto con gioia la proposta di condividere nellโambito del programma della Scuola della Felicitร la nostra testimonianza come militanti nel favorire la conoscenza e intraprendere azioni condivise in linea con gli stessi temi, nelle nostra comunitร e nellโambito lavorativo. Nel nostro intervento, dal titolo โSostenibilitร e Condivisione โ un punto di vista internazionaleโ raccontiamo, come, attingendo alla rete di risorse di WorldGlocal, siano riuscite a dare vita nel tempo, ciascuna nel proprio ambiente di appartenenza, a progetti in ambito per lo piรน educativo, rivolti ai bambini e agli adulti.
La prossima edizione della Scuola della Felicitร avrร luogo a Gennaio 2023, con possibilitร di iscriversi fino a metร dicembre 2022.
Per chi fosse interessato ad avere piรน dettagli e consultare il programma, lasciamo i contatti qui:
MyOwnGallery di SuperstudioPiรน, in via Tortona a Milano ospita dal 17 al 27 novembre 2022, con la curatela di Fortunato DโAmico, la prima personale milanese di Aldo Pallanza, dal titolo โAl femminileโ.
Cercasi Principe Azzurro. Dopo aver calzato una scarpetta, perfettamente adatta a modellare il suo grazioso piedino, la giovane, ragazza quotidianamente impegnata a lavorare come donna delle pulizie nella casa della matrigna e delle sorellastre, venne scelta dal Principe Azzurro in qualitร di sua consorte e futura Regina del regno. Cenerentola รจ certamente la favola che meglio esprime la particolare valenza che questo accessorio del vestiario assume nella cultura femminile sul piano simbolico e su quello psicologico di chi la indossa. Certamente Aldo Pallanza conosceva cosรฌ bene lโuniverso femminile al punto tale da diventare uno dei piรน richiesti e affermati designer della calzatura rivolta alle donne. Aldo Pallanza avrebbe compiuto 100 anni nel 2022. Rivedendo e rileggendo criticamente i modelli di scarpe femminili da lui progettati nel corso della lunga carriera di modellista, i primi realizzati da giovanissimo intorno alla metร degli anni trenta del secolo scorso, si rimane meravigliati dallโattualitร con cui questi oggetti, si presentano ancora oggi agli occhi di noi contemporanei. Cosa sarebbe la moda senza designer geniali, come si usa adesso per definire i modellisti di una volta, capaci di elaborare soluzioni empatiche al sentire delle donne del proprio tempo? Aldo Pallanza non era solo un disegnatore di stile ma un tecnico completo, chiamato a sviluppare il progetto di industrializzazione del prodotto in tutta la sua filiera, anche quella di programmatore dei macchinari e delle attivitร lavorative. Insomma, era un vero designer a disposizione dellโindustria dellโabbigliamento femminile con il compito di trasformare la scarpa in un accessorio prezioso e fondamentale nello stile di una donna. Il potere attrattivo delle scarpe รจ fortemente evidente, anche in altre opere di artisti contemporanei come Vanessa Beecroft che fotografa e performa con modelle nude o vestite di pochi ornamenti tra cui quasi sempre sono protagoniste. Aldo Pallanza, quando progetta i sui capolavori, sa che ogni donna vuole sentirsi unica, diversa dalle altre, sensuale, intelligente. Le sue scarpe, prodotte da diverse aziende nazionali e internazionali, sono state vendute in milioni di esemplari in tutto il mondo, hanno certamente influenzato la cultura, le posture, lโimmaginario femminile per diversi decenni. Un inventore di moda che ha lasciato unโimpronta estetica influenzando gli stili di vita e i prodotti di altri settori produttivi, dai tessuti, alle tappezzerie, ad altri capi di abbigliamento. La sua creativitร era sempre ispirata, al punto da inventare, oltre ai modelli di calzatura, tessuti e simil-pellami utilizzati per il loro ornamento, elaborati in modo originale, ottenuti da unโattenta e particolare lavorazione dei materiali. La conoscenza tecnica acquisita nellโesercizio dellโattivitร professionale si riverserร in quella di artista, completamente connesso con lโuniverso femminile da cui estrapola lโanima del sentire e dellโemozione. Lโintenzione pittorica trasborda spesso dalla tela per diventare scultorea o elemento tattile in cui il disegno, oggetto di trattamenti particolari, emerge in rilievo, in funzione dei supporti utilizzati, quasi mai ortodossi rispetto a quelli in uso nella pittura tradizionale. Figurativismo e astrattismo sono sempre presenti nelle sue opere e anche la funzione decorativa dellโimmagine trova gli equilibri armonici da cui attingere gli elementi di un linguaggio rivolto alla donna. Le sue figure femminili sono, al passo con i cambiamenti culturali in atto nel mondo contemporaneo, sensibili ad una lettura sulla condizione della donna e del suo ruolo nella societร moderna, periodicamente segnalata lungo il percorso che negli anni accompagna lโevoluzione politica e giuridica dei popoli. Cosรฌ nelle sue rappresentazioni, i corpi, le posture e le facce dei soggetti raffigurati portano i segni della diversitร culturale e dei fattori geografici di appartenenza. Una emancipazione femminile lenta e quasi sempre silenziosa che ha reso possibile in questi ultimi decenni la nascita di una nuova consapevolezza, sia maschile che femminile, che ha portato alcune radicali trasformazioni. Potrร sembrare strano, ma รจ realistico affermare, come hanno scritto eminenti antropologi e sociologi, che a queste dinamiche di riforma hanno contribuito tante componenti, tra cui anche quelle rivendicazioni agitate dallโuniverso che gravita intorno al sistema della moda. Dobbiamo cosรฌ riconoscere anche ad Aldo Pallanza il merito di avere portato il suo piccolo contributo al progresso culturale di cui tutti stiamo testimoni.
โNoi architetti abbiamo unโoccasione unica per proporre idee ambiziose e creative che ci aiutino a immaginare un piรน equo e ottimistico futuro in comuneโ.
Lesley Lokko curatrice della Biennale Architettura 2023
Ne discuteremo con:
Arch. Giacomo Bassmaji, Art director Cairepro
Dott. Giovanni Umberto De Vito, Ambasciatore Italiano in Senegal
Arch. Nello Tafuro, Presidente Cairepro
Prof. Mario Zamponi, Dipartimento di Scienze politiche e sociali, Universitร di Bologna
Prof. Alfredo Ronchetta, giร Ordinario Politecnico di Torino
Prof. Romeo Farinella, Ordinario di Progettazione Urbanistica, Universitร di Ferrara
Dott. Alessio Salvadori Pannini, Cooperatore in Africa
Il convegno Laboratorio Africa organizzato da Cairepro in occasione dei 75 anni di storia della Cooperativa Architetti e Ingegneri di Progettazionesi svolgerร venerdรฌ 28 ottobre alle ore 17:30. I Chiostri di San Pietro a Reggio Emilia ospiteranno lโevento dedicato al continente africano: unโanalisi storica, antropologica, urbanistica e architettonica; interverranno sul tema accademici, professionisti, imprenditori, cooperatori e amministratori pubblici.
Interverranno diversi ospiti illustri tra cui: l’Ambasciatore dโItalia in Senegal, Dott. Giovanni Umberto De Vito, che farร un saluto istituzionale; Mario Zamponi Docente del Dipartimento di Scienze politiche e sociali dellโUniversitร di Bologna che introdurrร il tema dal punto di vista storico sociale; Romeo Farinella, Professore Ordinario di Progettazione Urbanistica dellโUniversitร di Ferrara, che ha sviluppato diversi progetti in collaborazione con la Facoltร di San Luis de Senegal; Alfredo Ronchetta, Senior Professor del Politecnico di Torino che ci parlerร , tre le cose, delle abitazioni tradizionali swahili.
Alessio Salvadori Pannini, Direttore di ENABEL Costa DโAvorio, oltre a Nello Tafuro, Presidente Cairepro, Antonio Armaroli, Vice Presidente Cairepro e Giacomo Bassmaji, art director e architetto. La conferenza sarร moderata da Fortunato D’Amico, architetto e curatore indipendente.
Il Presidente Nello Tafuro dichiara: โCairepro รจ attiva da 75 anni nel campo della progettazione di architettura e di ingegneria su tutto il territorio nazionale. Dopo diversi tentativi di operare oltre confine, abbiamo trovato in Senegal un territorio fertile e favorevole e una committenza attenta e collaborativa. La nostra attivitร in Africa ci vede protagonisti in Senegal e Gambia da circa cinque anni. Con Laboratorio Africa vogliamo ribadire la nostra visione di internazionalizzazione e approfondire le tematiche sul territorio che ci ospita grazie ai contributi che porteranno i nostri ospiti. Lโiniziativa sarร lโoccasione per parlare dei progetti attivi e dello sviluppo futuro di Cairepro in Africaโ.
La serata si concluderร con un aperitivo a buffet offerto a tutti gli ospiti che saranno presenti, un momento conviviale per incontrarsi e condividere le esperienze legate al continente africano e la sua storia. Per gli architetti presenti sono riconosciuti due crediti formativi.
Evento promosso da Cairepro con il patrocinio di Universitร di Ferrara | Dipartimento di Architettura, ALA Assoarchitetti, Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Reggio Emilia, Ordine degli Ingegneri di Reggio Emilia, Fondazione E35, Legacoop Emilia Ovest, Pensare Globalmente Agire Localmente.
Il 4 Luglio 2012 venne confermata al pubblico la cosiddetta โParticella di Dioโ dal CERN di Ginevra, il suo compito รจ quello di conferire massa a tutte le altre particelle: lโorigine della materia. Fu inizialmente teorizzata da Peter Higgs dal quale prende il nome e la sua scoperta fu un traguardo straordinario. A dieci anni da quel giorni, la Strada Sotterranea al Castello Sforzesco di Vigevano ci invita ad unire la lettura scientifica di quel momento a quella artistica: โIl Bosone di Higgs, tra Arte, Scienza e Trascendenzaโ
Grazie a Valerio Grassi, uno scienziato di forza al CERN negli anni della scoperta e Cavaliere DellโOrdine Del Merito Della Repubblica Italiana, e Giuseppe Portella, artista della resina da sempre ispirato dal tema della scienza e dello spazio, ci viene presentata una mostra a cura di Fortunato DโAmico e Chiara Crosti, dove ogni opera dโarte trova una sua applicazione nel mondo e spazio della fisica.
Cerchi concentrici e sfere che ingannano lโocchio danno la possibilitร al visitatore di lasciarsi trasportare in mondi che vanno al di lร del corpo umano fino a raggiungere la dimensione della โParticella di Dioโ.
Come dice lโartista Giuseppe Portella, indagare su questi fenomeni si puรฒ fare in molte forme: se il compito dello scienziato e della fisica รจ di studiare e trovare una veritร oggettiva, lโarte lascia piรน spazio ad una dimensione umana e ad una sua applicazione interiore.
Trascendenza รจ quello che accomuna le due. Materia e spirito. โSiamo polvere di stelle e parte del Big Bangโ ripete spesso Valerio Grassi ed รจ interessante notare come nei quadri si rispecchia questa unicitร e dimensione che va oltre il nostro mondo e ricorda quello particellare.
La mostra si pone come punto di incontro tra le due discipline, โquasi come un esperimento socialeโ come menzionato dallo scienziato, dove lo spettatore รจ portato ad unโindagine interna quando confrontato con la piccolezza e l’immensitร di quello che ci compone.
Grazie alla mostra possiamo anche conoscere la biografia di queste due personalitร che si occupano di argomenti molto lontani lโuno dallโaltra ma che riescono a trovare un punto che le accomuna nella โParticella di Dioโ.
INTERVISTA A GIUSEPPE PORTELLA
di Valentina Facchinetti
Come รจ nata questa collaborazione tra arte e scienza, e come vede questa trascendenza nellโunione tra le due?
A mio parere, scienza e arte non si possono dividere. La scienza deve dare delle risposte di tipo formale e matematico, ma non puรฒ dare tutto. Non puรฒ dare ciรฒ che invece lโarte puรฒ fare. Tuttavia le due cose viaggiano sullo stesso binario.
ร un’indagine; unโindagine di cose che non conosciamo. La scienza รจ chiamata ad approfondire tutto questo e anche lโarte deve fare la sua parte. Deve dare una visione assolutamente immaginifica, filosofica. Senza lโimmaginazione, nรฉ lo scienziato nรฉ l’artista arriverebbero a dare una risposta.
Perรฒ queste due risposte possono anche essere coincidenti, perchรฉ quando nelle mie opere cerco di realizzare gli atomi, li immagino in senso figurativo. Invece di avere un paesaggio classico vedo un paesaggio spaziale, vedo come siamo dentro; quindi devo immaginarmi gli atomi in un certo modo: che vibrano, che si rincorrono, si uniscono.
E poi vado a vedere un riscontro nelle immagini scientifiche, anche se inizialmente le ho immaginate nella mia testa.
A me la scienza piace perchรฉ dร delle risposte che puntano a trovare la veritร e trattano fenomeni interessantissimi che non possono non affascinare lโartista. Lโarte รจ chiamata ad occuparsi non solo della bellezza ma tutto di quello che ci circonda e piรน dello spazio cosa cโรจ? Noi alla fine cosa siamo? E mi riferisco alla trascendenza, siamo spirito e materia.
Quello che la scienza forse non puรฒ andare ad indagare รจ forse la spiritualitร , ma รจ importante. Noi siamo su due linee, linea verticale, spirito, linea orizzontale, materia. Queste due unioni non possono sovrapporsi.
Io cerco di giocare con le forme sferiche, le mie opere sono molto dedicate allo spazio e alla scienza. Per me non cโรจ piรน niente da dipingere: con la fotografia e il digitale che senso ha, a mio parere, dipingere un viso o una persona nel suo aspetto esteriore. A me interessa quello interiore, che รจ quello spaziale, spirituale. Che รจ quello che ribadiva Valerio, in una citazione che a me piace molto โNoi siamo figli delle stelleโ. Abbiamo dentro la polvere di stelle e qualcuno deve pur raffigurarla.
Una signora mi ha detto โma รจ un arte strana, non lโho mai vista โ, io mi sono permesso di dire โรจ una arte figurativa dello spazioโ; perchรฉ per me รจ importante andare a saldare questo ciclo, per questo metto le sfere. Il non inizio e la non fine. Che cosa รจ il nostro transito terrestre? La non morte e la non nascita, un continuo trasformarsi cosรฌ come la materia รจ in continua trasformazione. Il nostro รจ solo un passaggio che ci porta ad un altro tipo di materia o alla non materia, quello che studiano loro, i fisici, lโantimateria.
Io ho concentrato tutto il mio lavoro negli ultimi 15 anni sullo studio della luce,sono partito dalle terre rare luminescenti; ho avuto la fortuna di testare, per primo in Italia, questo fenomeno. Sono terre che si nutrono di luce sia artificiale che naturale e la rimettono in perpetua al buio. Questo ti insegna che il buio non esiste, quindi quando si parla di buio nello spazio รจ in realtร il limite dei nostri occhi, quello che non siamo in grado di vedere. Da lรฌ รจ nata lโesigenza di approfondire con lโutilizzo delle tecnologie cinematografiche sottili, le carte olografiche, che riflettono la luce ed ho tolto il colore.
Lo studio del ciclo lo lux racchiude la luce e lโolografia.
Noi stiamo andando verso lโolografia, tutto quello che vediamo รจ falso.
Ci sono cantanti che salgono sul palco proiettando solo la loro immagine ed il pubblico applaude questo.
Lโimmagine olografica diventerร realtร aumentata, immagini che non ci sono ma vediamo. Quindi la mia domanda รจ cosa e che vediamo veramente? Mi viene da dire che tutto quello che vediamo non corrisponde alla realtร . Se esiste una realtร viene allora rielaborata e da li possiamo collegare lo studio della cinetica rivisitata. Semi sfere che in realtร non ciรฒ sono, cerchi perfetti che quando muovo il mio sguardo dal fianco dellโopera, non esistono.
Stesso fenomeno con lโolografia, come mai quando cambio posizione vedo colori diversi? La luce lavora in base alla posizione e lโopera si muove. Lo studio della cinetica e delle terre rare luminescenti e la luce pura, quindi trasparenze, ti convoglia la luce in modi particolari, attraverso le sfere in resina muove la luce e crea immagini diversi in base alla posizione. Tutto questo per me continua a confermare che tutto quello che vediamo non รจ corretto, รจ una nostra rielaborazione
Di conseguenza al suo discorso sulla luce voglio chiederle, se tutto quello che vediamo non รจ realtร , cโรจ un collegamento al suo uso ripetitivo della sfera o mezza sfera? Questa forma concava o convessa riflette ovviamente la realtร in modo differente da come noi la vediamo.
Beh, questa domanda รจ bellissima, ti sei giร quasi risposta. Attraverso la sfera cambia lโimmagine. Leonardo Da Vinci per primo disse โi nostri occhi sono sferici per cui noi vediamo le cose al contrario, io in questo momento ti vedo ribaltata e il mio cervello aggiusta la visione. ร proprio grazie alla forma sferica, che io trovo ovunque nello spazio. Io adoro la sfera perchรฉ non ha angoli. Vorrei citare una frase di Telesio, un filosofo del 1500 che diceva โIl nostro pensiero รจ diretto dallโarmonia e proporzione.โ.
Cosa esiste di piรน armonioso della sfera? ร senza inizio e fine, il nostro pianeta รจ una sfera, i nostri atomi sono sfere, le cellule sono cerchi, sfere. Questa forma, la forma in sostanza, la troviamo sempre nel nostro pianeta, รจ la forma perfetta. Io ne sono innamorato, ma credo si capisca e continuo a proporla perchรฉ non riesco a uscirne prima di tutto, ma ha un’attinenza precisa con la scienza. ร nel nostro dna. Ho giร realizzato un’opera del DNA usando la sfera che perรฒ non si trova qui. Il DNA รจ composto da sfere, con segmenti che tagliano.
Per me la sfera entra perfettamente nella scienza, la scienza non puรฒ stare senza questa forma che ritroviamo sempre.
Ritornando invece al Bosone di Higgs, che รจ di ispirazione di questa intera mostra. ร successo ormai dieci anni fa, lei di quel momento cosa ricorda? E in che modo pensa che questa scoperta abbia influenzato la sua arte o la ricerca che viene prima della creazione delle sue opere?
Per me รจ stata una grande scoperta e come per tutti gli umani mi ha creato un poโ di sconvolgimento. Quando si arriva alla particella di dio, dove potrร arrivare lโuomo?
Il mio primo pensiero รจ sempre che utilizzino queste conoscenze nella maniera buona e purtroppo non possiamo dire che sia sempre il caso. Queste scelte che hanno molto a che fare con il profitto al contrario di una progressione universale, a volte mi fanno paura.
Io la vorrei sempre interpretare in una maniera trascendente, se mi รจ concesso. Lasciarla anche lรฌ dove รจ. Una particella di Dio, intaccata dallโuomo.
Il mio sconvolgimento sarebbe lโuomo che arrivi a credersi dio, la scienza deve andare avanti ed รจ una parte fondamentale ma io la vedo da artista. Lโopera si fa per essere venduta o perchรฉ si sente il bisogno di farla e comunicare qualcosa? Per me la seconda. Se รจ fatta per essere venduta, lโopera non possiede piรน amore nรฉ passione ed รจ diventata un utilizzo, un profitto. Forse mi ha fatto un poโ paura, sono sincero.
Io dico โLasciate che fluisca tutto come รจ stato disegnato.โ E adesso e dopo?
Le mie opere sono partite prima perรฒ. Mi sono ritrovato in quelle immagini e ho riconosciuto di essere sulla strada giusta per averlo immaginato
Da quanti anni lavora su questo?
Un quarto di secolo tutto sulla resina, anche se i miei primi dipinti, quadri di olio su tela risalgono al 1986; avevo 13 anni: non compravo i giochi, compravo i colori ad olio e i pennelli. Mio padre non voleva. Ma a me piaceva disegnare.
Alla fine degli anni novanta รจ successo qualcosa, ho detto basta, non dipingo piรน. Per me non cโรจ piรน nulla da disegnare. So che gli artisti si arrabbiamo.
Sono andato su un altra materia perchรฉ poi lโarte cosa deve comunicare? Un linguaggio odierno. Possiamo continuare ad usare olio e tela? Con tutto il rispetto per chi ancora lavora con questi strumenti. Per me lโarte di oggi bisogna adattarla ad un linguaggio moderno. La resina mi dร quella possibilitร su un altro livello. E quindi mi sono innamorato follemente allโinizio degli anni novanta. Da quel momento tutte le mie opere sono state prodotte con lโutilizzo della resina.
Questa รจ una lastra unica, un esperimento unico nel suo genere. Sono andato a togliere tutto, non cโรจ piรน supporto, tavola, tela. Non c’รจ nulla. Una lastra totalmente in resina. A me piace moltissimo sperimentare, non bastano tre vite. Per quellโopera lโho lasciato al sole. La resina รจ un prodotto che si muove e quindi nel processo di solidificazione subisce alte temperature e si รจ piegata, prendendo quella forma. Irripetibile perchรฉ non sarei piรน in grado di rifarla, un pezzo unico nel suo genere. Lโintervento esterno e la resina in sรฉ non ti permettono un controllo totale della materia. Devi sempre trovare un compromesso. Non รจ possibile renderla docile totalmente. A quellโopera in particolare ci sono molto affezionato.
INTERVISTA A VALERIO GRASSI
di Valentina Facchinetti
Prima di tutto vorrei iniziare con una domanda su come รจ nata questa collaborazione tra arte, scienza e, come dice il titolo, trascendenza. Quindi tra lei e lโartista Giuseppe Portella.
Allโinizio io lโartista non lo conoscevo. ร stata unโidea dei curatori, unโidea molto felice perchรฉ penso da sempre che il mondo dellโarte e della scienza abbiano un grandissimo connubio. Molti artisti sono residenti a Ginevra e prendono ispirazione dallโambiente che li circonda e hanno dei mentori. Io stesso sono stato un mentore in questo caso per uno spettacolo di danza che seguiva le linee di ciรฒ che io studiavo.
Ho passato buona parte della mia vita nel rendere visibile quello che รจ invisibile, lโarte figurativa come puoi capire รจ molto fruibile e genera emozioni immediate: mi piace ed รจ bella oppure non mi piace o la devo ancora capire. ร raro che lโarte non lasci qualche reazione immediata
Quello che facciamo noi invece non puรฒ piacere o non piacere. ร una realtร fisica che compone ognuno di noi, ma non cosรฌ relativamente fruibile. Bisogna trasformarla in un’immagine, c’รจ un connubio forte con queste opere.
Trascendenza perchรฉ non si puรฒ rimanere totalmente insensibili a concetti cosรฌ importanti. Di cosa siamo fatti? Come lโuniverso si evolve? Viviamo in un mondo in cui ci รจ dato tutto; quello che tocchiamo esiste, รจ nostro. Le nostre vite sono molto brevi rispetto allโintera storia del nostro mondo.
Percepire noi stessi che percepiamo, รจ un concetto molto importante, trascendente e bello. Le domande devono scaturire dalla meraviglia, nello stesso modo in cui guardi un’opera e ti fa scaturire delle emozioni (angoscia piuttosto che meraviglia) e ci portano a riflettere. Questa mostra per me รจ un bellissimo esperimento sociale.
Cosa intende con esperimento sociale?
Esperimento sociale perchรฉ quello che vedo, prendendo ad esempio le persone con cui ho parlato poco prima, loro sono venute a Vigevano per mangiare un gelato in piazza, poi hanno notato questa mostra, entrano e vogliono parlare con lโartista e in realtร trovano me, senza capire subito se sono quello delle foto al CERN. Alcune persone con cui ho parlato sono rimaste qui per piรน di un ora con domande che non pensavano nemmeno di avere dentro di loro. Questa mostra รจ stata per loro il pretesto per riuscire in quel tipo di ricerca interiore. In realtร non ho pretesa che chiunque venga qui comprenda tutto perfettamente, non siamo allโuniversitร .
ร piรน un’esperienza che si fa per piacere.
Quando stavamo guardando il video mi ha indicato il reattore e me lo ha descritto come un mandala, possiamo quindi dire che lei รจ stato immerso nella scienza, ovviamente, ma anche nellโarte o comunque in una bellezza estetica e simmetrica.
La questione del mandala. Mi occupavo di fare le visite guidate quando ero al CERN e alla fine del tour cโera una domanda che mi aspettavo sempre โDieci miliardi di dollari, ma alla fine come possiamo usarlo?โ La risposta รจ tutta intorno a noi. Utilizziamo ora tecnologie che vengono sviluppate grazie alle conoscenze prese dal CERN. Ma cosa รจ? Noi lo abbiamo sviluppato come un mandala tibetano, che viene distrutto dopo anni, per ricordare la caducitร delle cose terrene. La trascendenza รจ forte in questa similitudine.
Il Bosone di Higgs, come dico spesso, รจ di tutti, siamo tutti. ร Chiara, sono le mie figlie. In realtร lo posso monetizzare? No, ma rimane uno strumento importante. Senza di esso non esistiamo. Quindi perchรฉ dobbiamo portarlo ad una dimensione terrena e pensare che senza un valore monetario non sia importante.
โA cosa serve?โ Mi serve ad esistere, che non รจ poco.
L’acceleratore di particelle e il detector servono per guardare i componenti piรน intimi del nostro universo, la cosa bella รจ che รจ magnifico pensare come lโuomo sia arrivato ad un livello tale da poter ricostruire una parte della creazione dellโuniverso in laboratorio.
Sai da cosa sei composta tu? Cosรฌ, velocemente?
Non saprei, atomi?
Il due percento di te รจ stato creato direttamente dal Big Bang, il novantotto percento di te รจ stata creato facendo esplodere una supernova. Il tuo di dna รจ uno in tutta la storia dellโuniverso. Quindi tu sei: parte del Big Bang, parte di una supernova, polvere di stella e unica ed irripetibile in tutta la storia dellโuniverso.
Ognuno di noi รจ veramente importante, e non possiamo sprecare la nostra vita in carolate. ร un poโ brutto pensare che le nostre decisioni siano cosรฌ materialistiche. Noi abbiamo il dovere di partecipare pensando allo sviluppo della cultura generale, e quindi non puรฒ non essere un’esperienza trascendente. Si parla dellโevoluzione del nostro sapere collettivo.
Il tramonto visto attraverso una fotografia appartiene a te tanto quanto al fotografo che lโha scattata. Cosรฌ la mia conoscenza appartiene a te tanto quanto a me. Il sapere deve essere qualcosa che appartiene a tutti. Al CERN, le informazioni e i lavori sono scaricabili gratuitamente da tutti dal web. Chiunque abbia bisogno di quelle informazioni puรฒ scaricarle in base al suo studio.
Anche perchรฉ come ho giร detto il Bosone di Higgs siamo tutti noi, appartiene a tutti.
A dieci anni dalla scoperta, se ripensa a quel momento, a quella mattina, cosa prova e cosa le รจ rimasto impresso?
Allora, in realtร non c’รจ stato un giorno in cui abbiamo scoperto questa cosa, nel senso che vedevamo un picco di energia che come una fotografia diventava sempre piรน nitida. Abbiamo poi deciso di fare una conferenza al CERN il 4 luglio, con tutti i big e sembrava fosse un concerto, talmente tanta la gente venuta da istituti di ricerca affiliati.
Io ho detto โIo lรฌ non vadoโ e sono stato esattamente sopra il rivelatore. Perchรฉ stava ancora funzionando, c’รจ ancora molto da scoprire, ma sentivo di dover stare proprio lรฌ, proprio sopra il Bosone di Higgs.
Mi sentivo di avere questa capacitร che quando mi trovavo lรฌ, sopra il rivelatore, potevo chiudere gli occhi e esattamente percepire la collisione delle particelle quando avvenivano 40 milioni di volte per secondo. Ero arrivato ad un punto di non solo conoscere i dati ma tramutarli in una percezione reale di quelle collisioni. Non sono matto, รจ un poโ come quando gli atleti arrivano ad avere capacitร insuperabili durante le gare dove danno il massimo di loro stessi. Tutti i loro emisferi del cervello operano in sintonia.
Immagino abbia aiutato anche lโesperienza, dopo anni di lavoro.
Beh ovviamente.
Era un mondo fantastico, perรฒ era un poโ come andare sulla luna. Come il secondo uomo che andรฒ sulla luna, descrisse lโesperienza come una magnifica desolazione. Non cโรจ nulla, รจ desolato e magnifico allo stesso tempo.
Io mi sono reso conto che quel mondo รจ assolutamente magnifico ma desolato, io sono andato lรฌ in vetta, che una buona parte del percorso, ma importante รจ anche saper tornare. Il rischio di non tornare tutti interi รจ alto.
Ho iniziato a pensare che mi mancasse qualcosa, in generale lโesperienza richiede molto da te, รจ quasi impossibile pensare di avere una famiglia, รจ troppo complicato. Dentro di me sapevo di voler diventare anche un papร e ho pensato che la mia vita potesse anche cambiare, quel mondo non รจ tutto dorato.
Ho portato con me molto di quello che ho trovato a Ginevra, il colore delle pareti del mio ufficio ora sono come quelli del CERN. Molte delle tecnologie della mia azienda sono state ricostruite basate su quelle del CERN per fare altre cose.
Una volta mi raccontava un mio amico, generale dellโaeronautica, personaggio notevole, primo a selezionare donne tra cui Samanta Cristoforetti; lui mi diceva che per via dellโetร ha smesso di pilotare uno dei suoi aerei preferiti, della guerra fredda, impressionante da vedere; ma mi diceva che nessuno avrebbe potuto togliere dentro di lui le emozioni di volare.
C’รจ anche un altro fatto. Dopo che sono andato via dal CERN non รจ stata fatta nessunโaltra scoperta, se vogliono torno come porta fortuna.
ร un mondo bello ma da cui รจ bello anche tornare.
Io sono Cavaliere dellโOrdine del Merito della Repubblica e forse molti altri saranno piรน bravi di me, non ne dubito, ma io ho questo titolo perchรฉ ho designato buona parte della mia carriera a raccontare queste cose ed esperienze affinchรฉ fossero disponibili a tutti.
ร un modo per dire ce lโho fatta anche io, avevo un sogno che ho perseguito e ho realizzato. Non dico quale sogno tu debba avere, รจ il tuo ma รจ importante credere in se stessi, in fondo siamo polvere di stelle e parte del Big Bang.
Lei ha lavorato al CERN durante gli anni della scoperta e per il suo lavoro รจ stato insignito di un riconoscimento di cavaliere dellโordine del merito, per quanto riguarda le opere che vediamo qui, tra la sua ricerca e il modo in cui lโartista le ha rappresentate che riscontro vede?
La scoperta per me รจ stata conoscere questo artista ed รจ stato merito dei curatori che hanno fatto un ottimo lavoro dal punto di vista interdisciplinare. Secondo me lโartista Giuseppe Portella ha un repertorio di opere in resina che sono davvero molto affini perchรฉ ricordano un mondo particellare non solo dal punto di vista geometrico ma anche guardandole come sfere che si creano a vicenda. Una sola di loro non avrebbe molto senso, ma sono una moltitudine con una disposizione ben precisa che compone un disegno. Trovo un connubio molto forte.
Questa mostra vogliamo portarla anche in altre cittร . Molto probabilmente a Siena con cui ho un legame molto forte e nella bergamasca a Bergamo Scienza, quindi sarรฒ presente il piรน possibile.
Secondo me รจ importante capire come le persone reagiscono e interagiscono, anche perchรฉ c’รจ questo concetto che circonda lโaccademia e la scienza che la fa sembrare distante dalla gente. In realtร appartiene a tutti, ma deve esserci un lavoro dietro di creare un linguaggio comune.
In occasione della Giornata della Terra, vi vogliamo raccontare della nostra partecipazione alla Giornata dellโOrto e del Riciclo, svoltasi sabato 9 Aprile e organizzata dal Comitato Quartiere Boschetto, di Trezzano sul Naviglio, presso il Parco dei Sorrisi: un percorso per scuole e famiglie finalizzato alla presa di consapevolezza, da parte di ciascuno, delle potenziali azioni concrete, individuali e collettive, per salvaguardare il benessere di tutti noi e delle nuove generazioni.
La risposta da parte del Pianeta รจ stata caratterizzata da un sole alto e splendente, ma anche da un forte vento. Forse a voler mettere alla prova la determinazione di organizzatori, ospiti e partecipanti o forse a ricordare a tutti lโesistenza di potenti fonti di energia rinnovabile.
Vento che non ha perรฒ impedito agli alunni della scuola elementare IC Roberto Franceschi, insieme alle loro maestre, di mettersi allโopera, sotto la guida degli esperti ranger del Comitato, per far rivivere lโorto didattico, grazie allโattivitร di semina di ben 4 tipi di insalate e prezzemolo e di messa a dimora di piantine di insalata, pomodori, peperoncini piccanti, arrivando cosรฌ a completare due aiuole su tre. Il resto sarร portato avanti e curato, a rotazione, da tutti gli alunni della stessa scuola, attraverso un programma di incontri che si snoda fino alla fine dellโanno scolastico.
I piรน resilienti si sono poi uniti, a turno, insieme ad altri avventurieri, al gioco sul tema del riciclo: indossando collane a tema, realizzate creativamente per lโoccasione, hanno interpretato con grande spirito competitivo il ruolo delle principali tipologie di rifiuti โ plastica, carta e umido e sperimentato in prima persona il beneficio della raccolta differenziata. Al suono della trombetta a indicare, inesorabile, la fine gioco, righelli e calendari eco – sostenibili a disposizione per tutti.
Per poi passare allโangolo lettura, dove poter riflettere e disquisire su quali effetti puรฒ produrre sul nostro ambiente, un gesto superficiale come quello di gettare un rifiuto dal finestrino di unโauto, rispetto a quelli di azioni dal significato piรน profondo e consapevole, come quella intrapresa da Wangari Maathai, ad esempio, che, ispirata dal desiderio di risanare la sua terra e sensibilizzare le persone della sua comunitร , ha dato vita al movimento โGreen Beltโ, grazie al quale sono stati piantati, nel tempo, ben oltre 51 milioni di alberi ! E qui gli occhi dei bimbi si sono illuminati al pensiero di cosa potesse nascere dalla loro semina della giornata. Ci teniamo a ringraziare la Biblioteca delle Storie Infinite di Trezzano, per i suggerimenti e le indicazioni sui testi consigliati per la lettura, per le diverse fasce dโetร .
E i genitori ? Lo spazio predisposto per la condivisione e il confronto sui 17 obiettivi di sostenibilitร ha risentito della potenza del vento, che ne sosteneva la danza in giro per il parco. Un sentito grazie a chi ha contribuito a raccoglierli ! Anche lโintervento previsto da parte di AMSA non รจ stato possibile. Come ringraziamento finale per la partecipazione e messaggio da portare a casa con sรฉ e condividere con gli amici, il relatore, ha perรฒ potuto consegnare ai bimbi la borraccia con su scritto โSiamo fatti di acqua, e non di plasticaโ.
Nonostante gli impedimenti, siamo stati felici di constatare che, chi ha partecipato รจ tornato a casa facendo tesoro dei preziosi semi della giornata. Noi comprese, con la mente proiettata verso la prossima occasione per agire localmente, pensando globalmente e con lโaugurio che venga data continuitร a quanto avviato.
“Stai sempre vicino a qualcosa che cresce. Che sia un bambino, un progetto, unโidea, o un nuovo giorno. Senza mai dimenticare la terra, la cura di una pianta. Lโincanto, di un fiore che sboccia.“
Siamo tutti consapevoli di essere giunti alla fine di unโepoca e che unโaltra sta per cominciare. Preoccupati per un futuro che si presenta incerto, e apparentemente privo di direzioni, ci accingiamo a lasciarci alle spalle un passato intrappolato in una mole di problemi ambientali, sociali, economici, dai quali dovremmo svincolarci per progettare un nuovo modello di vita sociale.
Antropocene – Il Dramma – spazio gestito da Giovanni Ronzoni LโAntropocene รจ un epoca di drammi e di conflitti. Basti pensare che nel corso degli ultimi 100 anni le dinamiche di trasformazione indotte dallโUomo sul pianeta hanno provocato lโestinzione dellโ83% delle specie animali viventi. Inoltre รจ stata dimezzata la presenza degli alberi di circa il 50%. La corsa alla modernitร ha creato conflitti e nazionalismi, superproduzioni di merci e guerre per conquistare il dominio dei territori. Il rosso, colore della vita, del cuore, dell’amore, dellโenergia, nellโEra dellโAntropocene รจ diventato simbolo del sangue versato dallโUmanitร in nome di una libertร caduta al rango di libertinaggio.
Mario De Leo, Max Marra, Giovanni Ronzoni, sono tre artisti che con le loro opere esposte nella Sala Leonardiana del Castello Visconteo Sforzesco di Vigevano intendono stimolare nel pubblico riflessioni, critiche, letture contemporanee di questa Era storica che molte organizzazioni internazionali di geologi, scienziati, climatologi, chiamano Antropocene. Un periodo caratterizzato da un fortissimo impatto geologico sullโeco sistema, provocato dalle intensa attivitร tecnologica prodotta dallโHomo Sapiens nel corso dellโultimo secolo, che ha alterato profondamente gli equilibri del pianeta e creato inevitabili disagi. Le sculture, le installazioni, le opere grafiche, di Mario De Leo, Max Marra, Giovanni Ronzoni, esplorano in chiave artistica alcuni degli ambiti in cui questi cambiamenti si stanno manifestando sempre piรน velocemente nelle nostre vite. La mostra รจ scandita da tre momenti, organizzati i tre spazi contigui, ognuno dei quali gestito da uno degli artisti che a sua volta ospita e dialoga con gli altri due. I tre temi che guidano il pubblico nel percorso espositivo sono quindi i seguenti:
Antropocene – LโHomo Sapiens – spazio gestito da Max Marra LโHomo Sapiens, cosi come lโambiente naturale che ha irresponsabilmente continuato a modificare, alterando insistentemente gli equilibri planetari in essere da tempi antichissimi, si รจ profondamente trasformato anche sotto il profilo genetico. Piรน che Homo Sapiens questo animale dal nome intelligente, dovremmo forse chiamarlo โHomo Ignorantโ. Lโantica saggezza, tramandata attraverso la filosofia, il racconto dei miti, il monito etico e morale del pensiero e delle pratiche spirituali, non sono serviti al moderno Uomo Tecnologico per un avanzamento democratico dellโopera di umanizzazione, disattendendo qualsiasi aspettativa di pacificazione, incrementando invece il desiderio di sopraffazione.
Antropocene – LโHomo Sapiens – spazio gestito da Mario De Leo Durante LโEra dellโAntropocene la tecnologia ha avuto un ruolo fondamentale nella trasformazione dellโambiente naturale in un sistema complesso e artificioso. La depauperazione dellโecosistema di risorse non piรน rinnovabili, utilizzate per il funzionamento di tecnologie preposte al consumo, ha favorito lโincremento di fenomeni catastrofici, dagli tsunami a oltre duemila miliardi di tonnellate di anidride carbonica riversate nellโaria, che hanno contribuito alla creazione di un enorme buco nellโozono e accentuato i problemi derivati dal cambiamento climatico. Eโnecessario ritornare allโutilizzo di tecnologie sostenibili che non producano inquinamenti.
Sala Leonardiana Cortile del Castello Visconteo-Sforzesco di Vigevano dal 20 Marzo al 18 Aprile 2022