Si apre alla Galleria Biffi Arte la prima antologica piacentina di Silvia Rastelli: una affascinante ricognizione dei temi piรน cari allโartista e vicini alla sua sensibilitร , a cura di Fortunato DโAmico. In mostra, oltre ai ritratti, una serie di istallazioni che compongono il complesso percorso di ricerca della giovane artista piacentina, sviluppato attorno al concetto di identitร (anche e non solo femminile) con tutti i suoi estuari e le sue complessitร . Figlia dโarte, Silvia Rastelli esordisce giovanissima sollevando lโinteresse di Stefano Fugazza che ne coglie tutta lโintelligenza artistica: โSilvia Rastelli si muove coerentemente, dando vita a un mondo visivo in cui, piรน che lโintera figura umana, compaiono porzioni di un volto, in cui un unico occhio si spalanca, lievemente sgomento di fronte allโirrazionalitร e allโinsensatezza che lร , fuori dal sรฉ, sembra prevalereโ. Eโ giร a fuoco il tema del โframmentoโ: partendo dal presupposto per il quale concepiamo la realtร in forma fratta, Silvia Rastelli dร vita a una sorta di distopia in cui la figura umana si muove a piccoli pezzi. Un concetto su cui Rastelli costruisce, come ancora rileva Fugazza โuna riflessione di ordine espressivo: unโindagine dentro le forme, circa il rapporto tra la forma e lo spazio, circa la corrispondenza tra i colori. Unโindagine, tuttavia, non fine a sรฉ stessa, non ammalata di tecnicismo ma attenta anche alle ragioni dei sentimenti, allโascolto delle emozioniโ. E accanto a una ispirazione sensibile, si muove una capacitร tecnica matura e consapevole, che lavora su stesure cromatiche contrastanti a cui il supporto, in dialogo con le ombre, aggiunge spessore. E della sua tecnica scrive Francesco Poli: โQueste opere, con solidi confini quadrati o rettangolari, nascono dalla combinazione fra tre fondamentali componenti che interagiscono fra loro in modo equilibrato e sinergico: il disegno, la superficie del supporto, e il colore. Il disegno in bianco e nero, tracciato a graffite, emerge dalla chiara superficie lignea che viene percepita come lโincarnato dei volti, e viene circoscritto dalle stesure cromatiche che funzionano da sfondo, e che sono altrettanto essenziali nellโeconomia complessiva della composizione, come indispensabile contrappuntoโ. Un percorso delicato eppure potente, che trova la sua sintesi piรน eloquente nella chiosa di Fortunato DโAmico: โLa poetica di Silvia Rastelli, intensa, immensa, profondamente ancorata ad una sensibilitร attenta a ristabilire equilibri sociali e sentimenti di solidarietร , abbraccia tutta lโumanitร in un corale respiro pittoricoโ.
Nel suggestivo scenario del Castello di Galliate, il cuore della creativitร e dell’impegno collettivo ha pulsato con forza durante la manifestazione “Sintonie, il coraggio di essere liberi”. Organizzata dalla Fondazione Apri le Braccia, il 17 marzo 2024 รจ stata una giornata indimenticabile dedicata al Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto. Artisti, scuole e associazioni culturali hanno unito le proprie menti e mani per regalare al territorio una mostra straordinaria.
La circolaritร dei concetti di speranza, armonia e responsabilitร ha preso vita attraverso opere che richiamano alla mente il valore del consumo responsabile, della salvaguardia ambientale e della trasformazione dei pensieri in espressioni artistiche. Tra poesia e bellezza, l’impatto emotivo della mostra รจ stato travolgente, suscitando riflessioni profonde e cambiamenti interiori.
Un’encomiabile menzione va a Paolo Lo Giudice, protagonista dell’opera “Circolaritร ”, creata con il recupero di ruote di biciclette insieme ai ragazzi del centro. Le scuole e le associazioni coinvolte hanno dimostrato un impegno straordinario: l’Istituto Comprensivo Bellini e Antonelli di Novara, il Liceo Artistico-Musicale-Coreutico “Felice Casorati”, insieme a IPSEOA “Pastore” e molte altre realtร culturali che hanno contribuito con opere suggestive.
Il Comune di Vaprio DโAgogna merita un riconoscimento speciale per aver ospitato il primo dipinto sul Terzo Paradiso nella provincia di Novara, nel formidabile murale realizzato nel 2018 da Gianluca Raro. Il coinvolgimento del pubblico ha confermato il forte interesse verso gli ideali simboleggiati dal Terzo Paradiso, mostrando la potenza dell’unione nella promozione di valori di pace, solidarietร e sostenibilitร .
In un mondo in cui la collaborazione e la condivisione sono fondamentali per costruire un futuro migliore, la manifestazione “Sintonie” ha spianato la strada per nuove iniziative che ispirino una comunitร piรน consapevole e coinvolta. Grazia Simeone, con il suo impegno e la sua visione, ha illuminato il cammino verso un’armoniosa circolaritร di idee e azioni che possa guidarci verso un domani piรน sereno.
Grazie a tutti coloro che hanno reso possibile questo straordinario evento e che continuano a diffondere speranza e positivitร attraverso la bellezza dell’arte e della collaborazione. Ci auguriamo che questo viaggio verso il Terzo Paradiso continui ad ispirare e guidare la nostra comunitร lungo un sentiero di crescita e rigenerazione.
Vivienne Westwood riceve il premio alla carriera alla 13a Florence Biennale ed รจ in visita al padiglione Cavaniglia Eternal Feminine Eternal Change curata da Fortunato DโAmico. Il premio assegnato a Vivienne Westwood โin riconoscimento di una produzione creativa rivoluzionaria che ha segnato la storia del design della moda nel corso degli ultimi cinquantโanni, cambiando e ampliando il concetto di femminilitร , e per aver ideato e promosso campagne innovative con lโobiettivo di proteggere la vita sulla nostra Madre Terraโ.
Le รจ stato dedicato uno spazio espositivo che ripercorre le tappe principali della sua carriera, con una particolare attenzione alle sue campagne in difesa dei diritti umani e dellโambiente.
Articolo di Francesco Saverio Teruzzi, pubblicato nel 2017 sul Blog di approfondimento di Fortunato D’Amico CULTURANATURA, La Stampa.
5 giugno 2017, 203ยฐ Annuale di Fondazione dellโArma dei Carabinieri, presenti le maggiori cariche dello Stato Italiano. Il 4ยฐ Reggimento Carabinieri a Cavallo ha da circa venti minuti fatto il suo ingresso sulla sabbia del campo della Caserma di Tor di Quinto, intitolata alla memoria del Vice Brigadiere Salvo DโAcquisto. Lโincedere dei cavalieri รจ imponente, abile, dimostrazione di una maestria che si fonda sulla storia del Reggimento, ultimo interamente montato delle Forze Armate Italiane. La โcaricaโ, evocativa di Pastrengo, che di fatto รจ il culmine del Carosello Storico, deve ancora avvenire, e Briciola, la mascotte, รจ ancora su un lato insieme alla Fanfara del reparto. Cambio di musica, Somewhere over the rainbow, preparazione di una nuova figura. Figura inusuale per un reparto dโarmata, il Terzo Paradiso, quando ci si aspettava la composizione del numero dellโAnnuale, il 203, come da tradizione. Lo speaker ufficiale annuncia lโinnovazione, un gesto socialmente e responsabilmente importante, una decisione presa dal Comandante Generale dellโArma dei Carabinieri Tullio Del Sette, che sembra andare incontro alle parole appena pronunciate dal Ministro della Difesa Roberta Pinotti, che ricordava come la divisa e la persona fossero un tuttโuno nellโessere carabiniere, umano, sensibile, equo, coraggioso. Due minuti e trenta secondi, tanto รจ durata, artisticamente parlando, la performance. Due minuti e trenta secondi per me di forte emozione, che mi hanno riportato ai giorni in cui avevo lavorato alla realizzazione dellโOpera di Michelangelo Pistoletto situata al centro della Caserma, sotto i pennoni delle bandiere; ma anche a quando ero bambino e il Maresciallo Cucca era nostro vicino di casa ed io completamente irretito dalla sua divisa; al 5 maggio 2012, quando un tragico incidente ha portato via, insieme ad altre 4 persone, mio cugino Roberto Arioli, presidente dellโAssociazione Carabinieri di Aprilia, mentre era diretto a un raduno dellโArma a Jesolo; al rassicurante incontro con il Comandante della Stazione di Albano Laziale, sempre presente sul territorio. Due minuti e trenta secondi, un lasso di tempo durante il quale, dati 2016, lโArma dei Carabinieri avrร contemporaneamente: ricevuto 30 richieste di aiuto, effettuato 21 controlli, identificato 77 persone e 57 veicoli, iniziato un servizio di soccorso e completato piรน di un servizio di ordine pubblico, denunciato piรน di due persone e di queste ne stanno arrestando una, sequestrato un furgone di merce pericolosa alla salute pubblica, iniziato unโinvestigazione scientifica, recuperato un oggetto di rilevanza artistica, attivato un controllo sul tema ambientale, monitorato una persona per matrice terroristica, confiscato 10.000 euro per mafia. Due minuti e trenta secondi, in cui il Terzo Paradiso entra nella Storia dellโArma dei Carabinieri, mentre questโultima si conferma pare integrante e culturalmente rilevante del concetto Trinamico e della Demopraxia (il fare del popolo), in prima linea nella realizzazione di un equilibrio tra organizzazione pubblica e vita privata, tra societร e singoli.
Foto Pierluigi Di Pietro | Video Francesco Saverio Teruzzi
Fortunato D’Amico incontra Valerio Grassi per discutere delle nuove tecnologie e della loro utilitร in termini di comfort, sicurezza, opportunitร democratiche per migliorare la partecipazione attiva dei cittadini ai processi di gestione dei sistemi. Una discussione utile per iniziare a indagare intorno ai temi della digitalizzazione , anche attraverso la conoscenza di alcuni dei principali termini che la contraddistinguono, quali: Cloud, Industria 4.0, I.O.T. (Internet delle Cose)
Celeste Righi Ricco, Responsabile Relazioni Internazionali di Pensare Globalmente Agire Localmente, intervista la giovane imprenditrice Elena Prestigiovanni, fondatrice di Good Sustainable Mood. Assieme affrontano il tema della moda sostenibile, analizzando questa complessa filiera, e scoprendo le innovazioni che sempre di piรน stanno nascendo in Italia.
Grafiche “Olimpichetto. Il ritorno di un ambasciatore”, Basilica Palladiana, Vicenza (ยฉ Studio Gabbiani & Associati)
Il Teatro Olimpico di Vicenza, come รจ noto, รจ lโultima opera di Andrea Palladio, che non ne ha visto la realizzazione e per la quale Vincenzo Scamozzi ha progettato la magnifica scena per lโEdipo Re di Sofocle e che, nata effimera nel 1585 per inaugurare il Teatro, fa ancora mostra di sรฉ e da sfondo a tanti spettacoli, ancora oggi dopo ben cinque secoli.
In tempi recenti si รจ riscoperto fortuitamente nei magazzini Comunali un grande manufatto del 1948, del quale negli ultimi decenni si era quasi perduta la memoria: il cosรฌ detto Olimpichetto, ovvero la ricostruzione della scena del Teatro Olimpico, realizzata nel 1948 in scala quasi reale. Da qui nasce lโiniziativa di realizzare un Mostra, promossa dal Comune di Vicenza con la co-organizzazione di Intesa Sanpaolo ed รจ curata da Musei Civici Vicenza, Fondazione Teatro Comunale Cittร di Vicenza e Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio.
LโOlimpichetto, ideato dal regista teatrale Guido Salvini, รจ realizzato con materiali leggeri e pensato per essere smontata, trasportata e rimontata. Una macchina scenica di straordinaria raffinatezza e qualitร , concepita per riprodurre in ogni luogo lโatmosfera del teatro palladiano. Salvini ne promosse la costruzione mentre preparava la messa in scena proprio dellโEdipo Re, rappresentato nel settembre 1948, come primo grande evento teatrale del dopoguerra vicentino. Con la stessa scenografia e parte della medesima troupe โ la compagnia teatrale italiana della Biennale di Venezia, che annoverava interpreti affermati e giovani promettenti come Vittorio Gassman e Nino Manfredi โ Salvini portรฒ la produzione in tournรฉe a Londra e Parigi, offrendo allโEuropa lโimmagine rinnovata di unโItalia che riscopriva il proprio genio teatrale e architettonico. Olimpichetto fu, a tutti gli effetti, un teatro palladiano itinerante: lโunico mai realizzato, la cui storia si intreccia con la volontร di rinascita artistica e civile di un Paese e di una cittร che uscivano dalle rovine del conflitto.
Nel corso del 2025 il Comune ha commissionato ad Engim un attento lavoro di restauro dellโOlimpichetto e ha avviato una rigorosa indagine documentaria preliminare negli archivi, integrata da testimonianze dirette, che ha permesso di ricostruirne la genesi, i percorsi delle tournรฉe e la ricezione critica, restituendo un quadro sorprendentemente vitale della cultura teatrale del dopoguerra.
A fine 2025 lo Studio Gabbiani รจ stato invitato dal Comune di Vicenza a progettare un allestimento che ospitasse lโOlimpichetto allโinterno del Salone della Basilica Palladiana e ne raccontasse la storia, sotto la guida di Valeria Cafร , dirigente dei Musei Civici e regista di questa ambiziosa iniziativa.
Progetto allestimento “Olimpichetto. Il ritorno di un ambasciatore”, Basilica Palladiana, Vicenza (ยฉ Studio Gabbiani & Associati)
La sfida era creare non solo un racconto, ma riproporre un piccolo universo nel quale unโarchitettura compiuta fosse contenuta in una ulteriore architettura compiuta, generando unโalchimia nuova di rimandi tra i dettagli autentici della Basilica e quelli in riproduzione della scena, tra la felice proporzione delle logge della Basilica e gli archi e le vie di Tebe. Il tutto poi intrecciato al fattore tempo, in cui la prima e lโultima opera di Palladio entrassero in un gioco circolare di rimandi che ricomponessero un ciclo creativo.
Si trattava quindi di dare vita a questa straordinaria convergenza di forme, contenuti e intenzioni.
Questa mostra รจ lโoccasione per svelare al pubblico la macchina della finzione, di poter vedere il portento di ciรฒ che sta dietro alla scena, unโoccasione unica di poter girare attorno ad essa, in un percorso di solito precluso agli spettatori, ai quali di prassi si offre lo spettacolo della finzione. Lโallestimento propone lโesperienza dello spettacolo del saper costruire, del saper ingannare lโocchio e del saper accendere la fantasia, pur nella sospensione dellโincredulitร .
Si doveva inserire una scena di poco inferiore a quella originale, lunga 16 metri e alta 8, una struttura allโinterno di un salone di 19 metri di larghezza e 16 di altezza, con ampie finestre e aldilร di esse, una splendida architettura di pietra di Piovene, candida e in continuo gioco con la luce. Lunghe discussioni hanno portato a privilegiare la luce naturale e il rapporto di questa quinta con il suo contenitore, per creare una scena inedita e sempre cangiante, venendo anche in contrasto anche con lโidea delle mostre corrente, di un controllo totale della luce artificiale e accettando il naturale e la sua mutevolezza. Anche grazie alla collaborazione con Mario Nanni, che ha letteralmente โscritto le luciโ e con il curatore Ivan Stefanutti, che ha fatto un enorme e colto lavoro di ricerca e ha dettato una trama sicura e coerente, ne รจ emersa la visione di un organismo vivente in dialogo continuo con il luogo, i visitatori, il tempo e la storia.
Restava poi il tema del racconto dellโavventura della costruzione di questa riproduzione, dei suoi viaggi in tutto il mondo e delle tante storie dei protagonisti che ne hanno calcato la scena.
Lo sforzo รจ stato quello di snodare un racconto coerente che fosse anche esso parte di uno spettacolo e di una scena e non creasse una crasi rispetto allโesperienza di stupore che lโOlimpichetto determina. Di qui la scelta di restaurare ed esporre i costumi originali – ancora custoditi dallโAccademia Olimpica e sapientemente restaurati da Paola Girardi – come fossero attori e protagonisti che guardano la scena nei loro splendidi colori e tessuti. A partire da Edipo naturalmente, che con il suo vivido mantello rosso ad inizio percorso accoglie visitatori e fa da tramite verso una Tebe, che si palesa come una vera cittร , senza sipario.
In tale ottica lo Studio ha concepito tutto lโallestimento, anche grazie a Studio Mama che ha curato la grafica, secondo un sistema di quinte, che dialogano da un lato con il mondo del teatro e che dallโaltro attraverso differenti altezze, volumi e colori, richiamano il tema delle due cittร , quella reale fuori dal salone e quella della finzione nel salone. Cerniera e sintesi di tutto, la Basilica Palladiana.
Per tutta la durata della mostra lโOlimpichetto, rispettando la propria vocazione, ospiterร spettacoli, concerti, conferenze, secondo un ricco programma, perchรฉ questa non รจ soltanto una mostra.
Credits
Direzione: Valeria Cafร , Musei Civici
Curatela: Ivan Stefanutti
Progetto Allestimento: Studio Gabbiani & Associati
La luce รจ stata scritta da marionanni
Progetto grafico: Studio Mama
Crediti fotografici: Studio Gabbiani & Associati
Marcella Gabbiani
Marcella Gabbiani, laureata a Venezia allo IUAV, si occupa, attraverso la professione di architetto e un’intensa attivitร culturale e associativa, della promozione dell’architettura e dell’interazione tra diverse discipline e arti. Titolare dello Studio Gabbiani & Associati, si occupa di progetti integrati di grandi strutture, abitazioni, allestimenti, oltre che di restauro e di progetto urbano.
Dedica particolare attenzione al tema dell’inclusione e dell’accessibilitร intesa in senso lato, attraverso il Design for All, un approccio progettuale che fa degli utilizzatori il centro della progettazione. ร direttore del Premio Internazionale Dedalo Minosse alla Committenza di architettura.
Box
Ilaria Fantin _ Assessore alla cultura, al turismo e allโattrattivitร della cittร di Vicenza
โLโemozione di accedere ai depositi comunali insieme a ENGIM e, successivamente, con la Soprintendenza, e di scoprire lโeccezionale stato di conservazione dellโOlimpichetto dopo tanti anni di riposo, si รจ trasformata subito nella consapevolezza di avere tra le mani una storia straordinaria da raccontare alla cittร e ai turisti: quella della grande tournรฉe dellโOlimpichetto, una parentesi di storia mai narrata prima.
Lo abbiamo affrontato come si fa con unโopera dโarte: non a caso IUAV ne ha realizzato rilievi e studi approfonditi. Eppure lโOlimpichetto รจ soprattutto una macchina scenica da viaggio, un oggetto unico e speciale che ha portato Vicenza e Palladio nel mondo.
La Basilica Palladiana si รจ rivelata il luogo ideale per ospitarlo, quasi a ricordare che, prima della costruzione del Teatro Olimpico, proprio la Basilica accoglieva apparati scenografici effimeri. Lโesposizione sta regalando grandi soddisfazioni e un riscontro straordinario: ad oggi oltre 25.000 persone hanno potuto ammirare lโOlimpichetto e lโallestimento della mostra-racconto.
Il commento piรน ricorrente e sentito รจ che lโOlimpichetto sembra essere nato per ospitare spettacoli sotto la carena della Basilica Palladiana!โ
Galata Musei del Mare, Geneva – dal 6 febbraio al 5 marzo 2026
Inaugurazione:ย giovedรฌ 5 febbraio 2026, ore 17:00.
Dal 5 febbraio al 5 marzo 2026, il Galata Museo del Mare ospita la mostra Cucire il mondo, progetto dellโartista Luigi Dellatorre (Movimento Arte Etica), a cura di Sandro Orlandi Stagl. Lโesposizione presenta una selezione di opere realizzate negli ultimi anni dallโartista, su tela jeans, materiale simbolico scelto da Dellatorre per la sua forte valenza universale: nato come tessuto da lavoro e divenuto emblema di condivisione culturale, il denim diventa nella sua opera la โpelle del mondoโ, metafora di un pianeta da ricucire e rigenerare. Il progetto Cucire il mondo nasce da una riflessione profonda sui grandi temi contemporanei โ migrazioni, crisi ambientali, conflitti, disuguaglianze e responsabilitร collettiva โ e trasforma lโumile atto del cucire in gesto artistico e simbolico di connessione. Le cuciture presenti nelle opere non rappresentano semplici mappe, ma astrazioni poetiche che evocano lโunitร , la fragilitร e lโinstabilitร di un mondo interconnesso, invitando lo spettatore a pensare oltre i confini. Questa mostra offre al pubblico unโesperienza visiva e concettuale che unisce estetica e impegno etico, riflettendo la convinzione dellโartista che lโarte contemporanea sia uno strumento di sensibilizzazione, educazione e dialogo. Il gesto di cucire โ umile, quotidiano eppure profondamente simbolico โ diventa invito a considerare ciascuno di noi parte attiva nel processo globale di cura e rigenerazione del nostro pianeta.
Dove: Galata Museo del Mare, Genova โ Museo dedicato alla storia e alla cultura del mare nel Mediterraneo e oltre, tra i piรน importanti in Italia.
Apertura mostra: 5 febbraio โ 5 marzo 2026 Opening: 5 febbraio 2026, ore 17:00 La mostra sarร visitabile negli orari di apertura del Museo, offrendo a cittadini, studenti, turisti e appassionati dโarte contemporanea lโopportunitร di immergersi in un percorso di riflessione su identitร , relazioni e responsabilitร globale.
Per maggiori informazioni: Contatti stampa: Paolo Mozzo paolo.mozzo@artantide.com +39 3471048959
Aeroporto Milano Malpensa, Terminal 1, Area Food Court
A seguito del successo della mostra tenutasi allo Sheraton di Malpensa,
Lunedรฌ 27 ottobre 2025 alle ore 12, presso il Terminal 1 di Malpensa Area Food Court, avrร luogo lโinaugurazione della mostra personale di Silvia Rastelli dal titolo Stellar Flights. Portraits For The Four Directions, a cura di Fortunato DโAmico, da unโidea di Luciano Bolzoni. La mostra, allestita nello spazio espositivo ARTHUB disegnato dallโarchitetta Chiara Alberghina, sarร aperta al pubblico e visitabile tutti i giorni, 24h, fino al 7 gennaio 2026.
Ospitato da SEA Milan Airports, il progetto รจ altresรฌ patrocinato e supportato dallโass. cult. Sopramaresotto, dallโass. cult. Pensare globalmente e agire localmente, dalla galleria dโarte L2Arte e dallโag. di comunicazione multisensoriale UN1CA.
โSilvia Rastelli dispone i volti come mappe sensibili che aprono percorsi di orientamento umano. Le superfici lignee raccolgono tracce di tempo e restituiscono immagini che rivelano la densitร culturale inscritta nei tratti delle persone. Ogni ritratto appartiene a una dimensione individuale e al tempo stesso a una costellazione collettiva.
Le quattro direzioni cardinali assumono valore di coordinate simboliche. Nord, Sud, Est e Ovest disegnano un campo dinamico che contiene forze, genealogie, energie migranti. I colori e le forme si articolano come dispositivi che guidano lo sguardo verso la pluralitร dei linguaggi. Le installazioni con gli uccelli intensificano questa dinamica, generano presenze che evocano il viaggio come condizione originaria della vita.
Stellar Flights. Portraits for the Four Directions orienta un principio etico che riconosce la differenza come matrice generativa. I volti diventano segni di un sistema planetario in cui la pluralitร dei tratti, delle culture e delle storie compone lโorizzonte di un presente condiviso nelle sue interconnessioni. Lโarte di Silvia Rastelli รจ una piattaforma di incontro, lo spazio in cui la convivenza trova direzione e apre traiettorie verso una civiltร fondata sulla relazione.โ
Fortunato DโAmico
Informazioni Mostra:
Aeroporto Milano Malpensa, Terminal 1, Area Food Court
Mostra Visitabile Dal 12 Ottobre 2025 Al 7 Gennaio 2026, 24h, Ingresso Libero
Jean Bassmaji, Cardiologo di origine siriana โ Associazione Amar – Vincitore del Premio per la pace Giuseppe Dossetti
Tareq Aljabr. Poeta e traduttore italo-siriano
modera Fortunato DโAmico – Curatore della Mostra When I Was a Designer.
Lโincontro si propone una riflessione corale sul valore umano e progettuale del fare creativo. Un invito a ripensare il ruolo del design non solo come estetica funzionale, ma come costruzione concreta di legami solidali e speranza condivisa.
Il Dissuader e un grande piccione allegorico ideato da Franco Perrotti, protagonista della mostra When I Was a Designer, รจ lโoccasione per un incontro dedicato al potere del design, dellโarchitettura e dellโarte come strumenti di costruzione della solidarietร oltre ogni frontiera.
Questa figura imponente e ironica, frutto di un sapiente lavoro manuale e molta tecnologia, nasce come metafora della complessa relazione tra esseri umani e ambiente naturale. Nelle opere come il Dissuader, Perrotti traduce i principi del progetto di design in un linguaggio artistico, invitando il pubblico a riflettere su una nuova dimensione narrativa e critica del fare creativo.
Il dibattito affronta il tema del progetto come linguaggio universale capace di generare relazioni etiche e sociali, al di lร delle appartenenze religiose, dei condizionamenti politici ed economici e dei confini culturali imposti dallโalgoritmo dellโOccidente.
Durante lโincontro verranno presentate anche immagini e testimonianze dirette delle crisi umanitarie che attraversano Siria e Iran, paesi dโorigine dei fratelli Bassmaji. LโAssociazione Amar, attiva nel campo della bioingegneria sociale, ha realizzato un innovativo design della solidarietร , sviluppando protesi per bambini monchi a partire dal recupero di bottiglie in PET.
Nel 2019 Amar ha istituito presso la Facoltร di Ingegneria Meccanica ed Elettrica dellโUniversitร di Damasco il primo laboratorio 3D per protesi artificiali, che produce ausili per mutilati con materiali sostenibili e a basso costo. Lโesperienza, oggi consolidata, si รจ estesa anche allโUniversitร di Aleppo, dove รจ in corso la creazione di un laboratorio di 400 mq destinato alla produzione di protesi piรน moderne e di altri strumenti di supporto. Il progetto รจ sostenuto da un impegno triennale che comprende il finanziamento diretto, borse di studio per laureandi, corsi di formazione, un coordinatore operativo e un servizio di consulenza tecnica a distanza.
Lโintervento di Tareq Aljabr, poeta e traduttore italo-siriano, unisce la parola poetica allโesperienza maturata con UNHCR e diverse ONG in Libano, Grecia e Italia. Autore di Di questo mondo e Orme arabe e co-creatore del doc-film Io sto con la sposa, Aljabr trasforma la poesia in un linguaggio di prossimitร tra i popoli, dove la forza e la musicalitร delle lingue diventano strumenti di dialogo e comprensione reciproca.
VICENZAย BASILICA PALLADIANA | ย dal 12 ottobre al 2 novembre 2025
INAUGURAZIONE Sabato 11 ottobre ore 20.00
Allโinterno della Basilica Palladiana di Vicenza, Mater Materia รจ una mostra dโarte che affianca lโesposizione dei progetti del Premio Internazionale Dedalo Minosse alla Committenza di Architettura.
A cura di Fortunato DโAmico e Rosa Cascone, la rassegna collettiva espone le installazioni di Paola Greggio, Pina Inferrera, Marica Moro, Daniela Pellegrini, Antonella Quacchia, Silvia Rastelli, Ludovica Sitajolo, Chiara Vellini e Giuditta Vettese. Ogni opera รจ affiancata da un pannello retroilluminato che riporta soggetti fotografici realizzati dalle stesse artiste.
Lโesposizione intende ripensare il mondo dellโarchitettura nella sua dimensione interiore e in quella piรน ampia e macroscopica, come spazio di trasformazione della natura in artificio e quindi in creazione, e al tempo stesso come grembo capace di accogliere e generare la vita. La materia madre รจ soggetto vivo e generativo.
La nuova condizione femminile, nelle sue molte sfaccettature, si esprime attraverso linguaggi dellโarte che intrecciano corpi, memorie e luoghi, dallโinstallazione alla fotografia, dalla tessitura alla scultura, in una prospettiva che alimenta la rigenerazione del pianeta in direzione della sostenibilitร ambientale e sociale.
La mostra intreccia il linguaggio dellโarchitettura con le forze della materia, della matrice e della terra. Lโartificio umano รจ il gesto creativo che trasforma i materiali della natura in spazi artificiali per custodire la vita e la memoria.
Lโetica dellโesposizione richiama i progettisti e le committenze ad assumere a una responsabilitร diretta verso le proprie proposte progettuali, che incidono sulla trasformazione del paesaggio, del territorio e dellโarchitettura, e in particolare sulle condizioni di vita degli esseri umani e delle biodiversitร .
La conferenza, oltre ad approfondire i percorsi artistici, offre al pubblico una riflessione condivisa sulla visione femminile del progetto, che si intreccia con lโarchitettura, con le prospettive dellโAgenda 2030 e quindi anche con lโidea di una committenza etica capace di riconoscere nelle pratiche artistiche strumenti sensibili di trasformazione.
Dal 20 settembre al 26 ottobre 2025, loย Spazio [A]tmosferaย di Codroipo ospitaย Tiliment โ Tagliamento tra arte e scienza, a cura di Giacomo Bassmaji รจ una mostra immersiva e multidisciplinare che invita a riscoprire il Tagliamento non solo come elemento naturale, ma come patrimonio culturale, scientifico ed emotivo.
Il Tagliamento: un fiume, mille storie
La mostra โTiliment โ Tagliamento tra arte e scienzaโ, unisce tre artisti, Roberto Ghezzi, Eugenio Novajra e Renato Rinaldi, in unโindagine polifonica su questo fiume indomabile e identitario. Ognuno con il proprio linguaggio, ognuno a un livello diverso di immersione. Novajra lo osserva dallโalto, restituendone la struttura, lโampiezza e la bellezza liquida attraverso fotografie e riprese aeree che rendono visibile ciรฒ che al suolo si percepisce solo come flusso e mutamento. Rinaldi cammina lungo gli argini, ne ascolta i suoni, raccoglie memorie e voci in un paesaggio sonoro che fonde il paesaggio naturale con quello umano, evocando lโintimitร , il mistero e le leggende del Tagliamento. Ghezzi, invece, vi entra fisicamente, lasciando che sia il fiume stesso a creare lโopera: nelle sue Naturografie, la tela diventa pelle viva, supporto su cui lโacqua, i sedimenti e il tempo scrivono la propria lingua silenziosa. Insieme, questi tre sguardi generano una geografia interiore del Tagliamento: non una descrizione, ma unโesperienza. โTilimentโ diventa cosรฌ un dispositivo di ascolto, uno spazio liminale tra arte e scienza, tra documentazione e poesia, dove il fiume non รจ oggetto, ma soggetto. Unโopera collettiva che invita a riscoprire un patrimonio ambientale e culturale straordinario, fragile, da custodire. Un invito, soprattutto, a lasciare che sia la natura, per una volta, a raccontarsi da sรฉ. Il Tagliamento non รจ solo un fiume, รจ un confine mobile, uno spazio soglia tra civiltร e natura, tra memoria e cambiamento. ร il luogo in cui i friulani hanno costruito parte della propria identitร , attraversato da storie intime e collettive, teatro di battaglie storiche e teatro delle prime esperienze, dei primi amori, delle prime fughe. ร anche un luogo che esige rispetto e consapevolezza: le sue acque possono diventare pericolose, il suo paesaggio puรฒ ingannare. Ma รจ proprio in questa ambivalenza, tra bellezza e rischio, tra stabilitร e mutamento, che risiede il suo fascino piรน profondo. โTilimentโ รจ anche un invito a pensare il paesaggio come luogo di responsabilitร . Le opere esposte non raccontano solo lโestetica del fiume, ma ci parlano della sua vulnerabilitร : lโimpatto dellโuomo, il cambiamento climatico, la necessitร di una tutela attiva. Il progetto si fa cosรฌ narrazione ambientale, civile, politica. Un atto dโamore verso un fiume che non si lascia addomesticare, ma che chiede di essere ascoltato. E forse proprio da qui, da questo ascolto, puรฒ nascere un nuovo modo di abitare il territorio: piรน lento, piรน consapevole, piรน rispettoso.
Un laboratorio naturale e culturale: lo sguardo della scienza
Oltre allโapproccio artistico, la mostra si arricchisce del contributo scientifico della ricercatrice Chiara Scaini, che definisce il Tagliamento un โlaboratorio naturale per il mondoโ e un caso di studio riconosciuto a livello internazionale.
ร infatti lโunico fiume alpino europeo che ha conservato la sua morfologia naturale, ed รจ citato in oltreย 6.000 pubblicazioni scientifiche.
ร uno dei primi luoghi in cui sono stati riconosciuti scientificamente iย servizi ecosistemici culturali: benefici immateriali come identitร , spiritualitร , educazione e ricreazione.
ร un simbolo di convivenza difficile ma necessaria: molte comunitร hanno dovuto adattarsi, spostarsi, ricostruire dopo le sue piene. Da qui nasce la socio-idrologia, una disciplina che analizza i fiumi non solo come entitร fisiche, ma anche come spazi sociali, ecologici, etici.
Un invito allโascolto e alla responsabilitร
Come sottolinea Giacomo Trevisan, vicesindaco di Codroipo:
“Il Tagliamento รจ parte integrante della nostra identitร . Con questa mostra vogliamo rinnovare lโimpegno per la sua tutela e valorizzazione, affinchรฉ le future generazioni possano continuare a vivere in armonia con esso.”
La mostra diventa cosรฌ un invito a ripensare il paesaggio come responsabilitร condivisa. Le opere esposte non sono solo contemplative, ma portano in sรฉ la consapevolezza della vulnerabilitร ambientale: parlano di cambiamento climatico, impatto umano, fragilitร degli ecosistemi. Un atto d’amore e, insieme, un grido d’allarme.
Programma eventi
Durante lโesposizione, sono previsti anche incontri e momenti di approfondimento:
Sabato 20 settembre, ore 21:00 Tagliamento tra ricerca scientifica e immaginario storico, artistico e culturale Con Chiara Scaini e Angelo Floramo, modera Giacomo Bassmaji Biblioteca Civica Don Gilberto Pressacco โ Codroipo
Domenica 26 ottobre, ore 15:30 Finissage della mostra Tiliment โ Tagliamento tra arte e scienza Spazio [A]tmosfera
A seguire, ore 16:00: Tagliamento bene comune: dallโarte allโimpegno civile Con CeVI, CeFAP, Tagliamento.org e attivisti locali Biblioteca Civica Don Gilberto Pressacco
Uno spazio partecipativo
Alla fine della mostra, i visitatori troveranno una parete per lasciare post-it con riflessioni, emozioni, ricordi legati al fiume. Sarร anche disponibile un questionario per contribuire alla ricerca scientifica in corso.
Perchรฉ ogni sguardo conta. E ogni voce, come ogni goccia, costruisce il fiume.
Gli artisti in mostra
Roberto Ghezziย (1978, Cortona) Pittore e sperimentatore, autore delleย Naturografieยฉ. Collabora con istituti scientifici in Italia e allโestero. Attualmente รจ presente nelย Padiglione Italia della 19ยช Biennale Architettura.
Eugenio Novajraย (1978, Torino) Fotografo professionista da oltre 30 anni. Ha esposto in tutto il mondo e vinto nel 2018 ilย Premio FVG Fotografiaย con โBerlino Altroveโ.
Renato Rinaldiย (1966, Codroipo) Compositore, attore, autore radiofonico. Lavora tra suono, ambiente e voce. Collabora conย Radio Rai, portando in onda reportage e radiodrammi.
Tiliment โ Tagliamento tra arte e scienza รจ promosso dal Comune di Codroipo, in occasione della Fiera di San Simone, con il patrocinio di: Regione Friuli Venezia Giulia, CeVI, Ecomuseo delle Acque del Gemonese, Tagliamento.org e il sostegno della Cantina Pitars.
Alberto Fortis si racconta ai microfoni di Slash Radio Web in unโintervista che รจ un attraversamento emozionale e lucido di una carriera lunga e coraggiosa, fatta di musica, poesia e inesauribile desiderio di evoluzione. Durante lโincontro, Fortis condivide aneddoti personali e momenti indimenticabili del suo percorso professionale, alternando memoria e presente con la naturalezza di chi ha sempre vissuto la musica come forma di veritร . Dai primi esordi alla maturitร creativa dellโultimo album, ogni parola รจ portatrice di una sinceritร , diretta, concreta, necessaria. Per lui la scrittura รจ ancora oggi il luogo della sperimentazione, il laboratorio alchemico della visione e del suono, il territorio in cui praticare la libertร espressiva. E come sempre, nei suoi racconti, il confine tra musica e vita si dissolve, lasciando emergere il gesto artistico nella sua autenticitร piรน profonda. Il nuovo album, composto da otto tracce, ognuna delle quali รจ accompagnata da un video dโautore, รจ un prodotto intenso, pieno di energia, la stessa delle origini, che ancora oggi, a 70 anni appena compiuti, lo spinge a scrivere, suonare, creare un processo in cui lโemozione si rinnova senza discontinuitร temporale anche nei concerti dal vivo. Un lavoro visivo e musicale che Fortis cura nel dettaglio, mettendo in scena, oltre alla scrittura della canzone, il suo secondo grande amore: la fotografia e il linguaggio dellโimmagine, da sempre al centro della sua Intuizione estetica. I video realizzati sono tutti una piccola opera, estensione poetica della musica, come nel brano Shopping con Alanis, ironico e surreale, intimo e teatrale, sospeso tra ritmo e riflessione fantastica sulla realtร contemporanea che ha superato lโirreale. Per Alberto Fortis creare significa costruire un insieme coerente in cui note, gesti, immagini e parole trasmettono contenuti ritenuti essenziali alla vita individuale e collettiva e allโelevazione spirituale degli esseri umani. Questa consapevolezza รจ segnata da un costante impegno sociale profuso come ambasciatore di diverse organizzazioni non profit, tra cui i City Angels, associazione milanese che fornisce sostegno concreto alle persone senza dimora. La sua รจ una presenza attiva, orientata alla relazione diretta e al supporto quotidiano. Da ricordare la recente collaborazione con Michelangelo Pistoletto e Cittadellarte, che introduce un ulteriore ambito dโazione, la promozione della Pace Preventiva, declinata in forma progettuale e operativa. In questo contesto si intrecciano grammatiche visive e pratiche sociali. La conversazione in diretta su Slash Radio Web evidenzia una continuitร mai interrotta tra espressione e comportamento. Le sue affermazioni coincidono con le sue scelte operative. Ogni elemento risulta funzionale a una linea di condotta basata sulla partecipazione e sulla responsabilitร . Un’intervista intensa, appassionata e viva, che restituisce la voce di un artista che non ha mai smesso di guardare il mondo con stupore e di restituirlo nelle forme intrecciate di piรน linguaggi poetici.
Coltivo la scrittura poetica come canale espressivo privilegiato e come strumento di lavoro, organizzo iniziative psico-sociali e gruppi dโincontro sulla funzione terapeutica della poesia. Dalle mie esperienze รจ nato il libro-progetto โOfficina Poeticaโ, un chiaro esempio di poetry therapy (poesia come terapia) finalizzato alla crescita personale e al benessere. Il laboratorio โAlla ricerca delle emozioni nascosteโ รจ tenuto presso lโUNITRE di Vinovo, (Universitร delle Tre Etร ). La poesia รจ da sempre considerata l’arte piรน potenteโฆ capace di toccare le corde piรน intime dell’animo umano. Oltre a rappresentare un mezzo estetico e creativo, essa puรฒ assumere una funzione terapeutica di grande rilevanza, soprattutto in contesti particolari come le Residenze Sanitarie Assistenziali (R.S.A.). Attraverso il laboratorio “Officina Poetica”, la poesia diventa uno strumento utilissimo per il benessere individuale, favorendo il processo di consapevolezza e trasformazione. L’applicazione della poesia in ambito psico-sociale ha dimostrato di essere straordinariamente benefica, in particolare per gli ospiti delle R.S.A. La lettura e l’ascolto di versi poetici facilitano la connessione con le emozioni piรน profonde e spesso dimenticate, offrendo loro uno spazio sicuro e protetto per esplorare sentimenti nascosti o rimossi a causa di traumi o difficoltร . La poesia-terapia non solo “riapre il cuore,” ma aiuta anche a ricostruire l’unitร del “Sรฉ psicosomatico” frammentato dai conflitti interiori. Nellโanti Vigilia di Natale (anno 2013), agli ospiti viene letta la poesia โInno alla madreโ, seguono alcuni loro commentiโฆ I nomi di seguito riportati sono di pura fantasia.
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INNO ALLA MADRE Scrigno preziosoโฆ si apre alla vita, si apre allโamore si apre alla pace. Con purezza dโanimo doni accoglienza doni carezzeโฆ e sinceritร . Sorridi alla vita, offri speranzaโฆ illumini dโamore ad ogni etร . Cuori legatiโฆ unica vita, unico amore. Ancora oggi mi sostieni, mi proteggi, mi incoraggi. Lโascolto della poesiaโฆ โInno alla madre,โ ha permesso agli ospiti di riaprire il cassetto della memoria autobiografica, facendo riaffiorare i ricordi piรน intimi e piรน cari. Commenti: -Rosanna alza la mano e racconta: โla mia mamma รจ stata sempre presente, specialmente nei momenti piรน difficili della mia esistenza. La sua vicinanza รจ stata fondamentale, lโaffetto, lโamore, il sostegno che solo una mamma sa dare nei momenti piรน difficili รจ impossibile dimenticare tutto ciรฒ, nonostante gli anni trascorsi, mi manca tanto.โ -Emiliana: โquesta poesia mi riporta alla mente i ricordi della gioventรน, lโenergia, la forza, il coraggio che avevo, ero instancabile, e tutti i succulenti piatti che la mamma sapeva preparare con pochissimi ingredienti. Allora cโera la guerra, la fame. Noi eravamo fortunati, avevamo una mucca e abitavamo in campagna.โ Per lโanziano, riuscire a dare voce alle proprie emozioni, รจ un modo per aumentare la fiducia in se stessi, rafforzare lโautostima e facilitare le relazioni interpersonali. Ho rivissuto con ognuno di loro le emozioni riprovate durante i loro racconti. Ho toccato con mano quanto sia importante per il benessere dellโanziano avere un supporto psicologico quando ancora puรฒ esprimersi e lo guardi e lo accompagni nel suo rileggersi dentro, oltre alla malattia o alle disabilitร che inevitabilmente lo accompagnanoโฆ intendendo la poesia come arte benefica per lโanima. La โpoesia-terapiaโ mette insieme una serie di metodologie, fondate su tecniche specifiche di utilizzo delle poesie, al fine di favorire il processo di consapevolezza e supportare stati emotivi e cognitivi (pensieri) che sono importanti per la crescita e il benessere psicologico di una persona. Questo processo inizia con lโevocazione di emozioni tramite la poesia, prosegue con lโesplorazione del loro significato e culmina nella generazione di creativitร e benessere. Il laboratorio โOfficina Poeticaโ conduce gli individui passo dopo passo verso la consapevolezza emotiva, aiutandoli a riconoscere, accettare e trasformare le emozioni che spesso rimangono celate.
La poesia non รจ solo uno strumento di espressione, ma anche un mezzo per creare connessione e unitร . In un’epoca caratterizzata da frenesia e disconnessione, essa offre un’opportunitร unica per ritrovare la propria dimensione spirituale e intima. Attraverso le sue parole, la poesia puรฒ risvegliare sentimenti sopiti, alleviare il dolore e favorire il processo di guarigione interiore. Gli incontri di “Officina Poetica” rappresentano un rifugio dove l’individuo puรฒ esplorare se stesso, riscoprire la propria creativitร e iniziare un autentico processo trasformativo. Inoltre, in un mondo che corre senza sosta, la poesia-terapia si pone come un faro di speranza per coloro che cercano di ricostruire l’unitร tra mente, corpo e spirito. Attraverso la lettura, l’ascolto e la creazione poetica, si intraprende un viaggio verso la consapevolezza e la trasformazione. L’arte poetica non solo suscita emozioni, ma le trasforma, permettendo all’individuo di riappropriarsi del proprio benessere emotivo e spirituale. “Officina Poetica” รจ un laboratorio che continua a dimostrare come il potere delle parole possa davvero cambiare la vita.
Antonietta Natalizio, Psicologa Clinica e di Comunitร
Azelio Corni. Al riparo dal cielo โAl riparo dal Cieloโ รจ una raccolta di lavori iniziati nel 2004 in cui ricorre la forma della volta, che richiama il concetto di casa e di focolare. Azelio Corni affronta questo tema con uno sguardo quasi primitivo, in sintonia con il suo profondo interesse per ogni sfaccettatura del mondo arcaico. Decifrare lโuniverso primitivo non รจ semplice: spesso lo si approccia con una rigiditร mentale fatta di schemi ideologici freddi e preconfezionati, che bloccano invece di liberare. Al contrario, nelle opere di Corni, i simboli e le intuizioni sprigionano unโenergia incandescente e magmatica.
Le sue imponenti strutture architettoniche racchiudono il senso primario della vita e della morte. Il nero, scelto come unico colore, si trasforma in unโemozione pura, capace di condurre verso lโinfinito.
Tema centrale dellโintera produzione di Azelio Corni รจ il dialogo Uomo โ Natura. Una Natura interpretata come spazio di libertร e strumento di elevazione dellโUomo, che si traduce in interpretazione architettonica delle forme. La rappresentazione della Natura diventa lo specchio attraverso cui l’essere umano riflette le sue passioni, la sua visione del mondo e il senso stesso della sua esistenza. Una sorta di โPaesaggio – Stato d’animo” contemporaneo, che riassume con chiarezza l’essenza di un itinerario dalle infinite diramazioni. Un viaggio, quello attraverso le opere monumentali di Corni, che tratteggia non solo il volto della Natura, ma anche quello dell’Anima, perchรฉ la meta รจ sempre il cuore dell’uomo che oscilla costantemente tra i poli di Ragione e Tragedia, pilastri fondanti della nostra civiltร .
Azelio Corni ha creato le sue opere per guidare lโanima oltre la dimensione terrena, in un orizzonte trascendente e segreto.
Le opere esposte sono visioni mastodontiche, definite da una pittura minimale e potentissima. Sono forme che sembrano emergere da antichi strati della coscienza collettiva, cariche di simbolismo e tensione. I volumi, quasi architettonici – Corni era particolarmente legato allโarchitettura e lโamava -, racchiudono lo spirito umano, come gusci sacri. Non cโeฬ decorazione: solo materia, forma, e la ricerca costante dellโanima. ยซLโarte di papaฬ eฬ tribale, ma non arcaica; contemporanea, ma mai fredda. Si colloca in quello spazio sospeso in cui lโessere umano si confronta con i grandi interrogativi dellโesistenza, tra la razionalitร ฬ e il caos, la struttura e lโabbandonoยป. Lโallestimento eฬ suggestivo e sembra fatto apposta per la prima scuderia del castello vigevanese, i canti mongoli gutturali di sottofondo rendono il tutto carico di pathos incutendo quasi una religiositร ฬ dellโarte.
Articolo di Caterina Corni
Breve bio dellโartista
Originario di Sesto Calende (VA), Azelio Corni (1948 โ 2023) ha conseguito la laurea in pittura presso lโAccademia di Belle Arti di Brera. Ha insegnato Comunicazione Visiva allโAccademia A.C.M.E. di Novara (NO) e Discipline Pittoriche presso il Liceo Artistico di Busto Arsizio (VA). Ha operato nel campo delle arti visive, partecipando a numerose mostre personali e collettive in Italia e allโestero (Stati Uniti, India, Giappone, Kingdom of Bahrain). Le sue opere sono state acquisite da istituzioni pubbliche e private e da Istituti di credito, tra cui UBI Banca.
Azelio Corni. Al riparo dal Cielo Vigevano, Prima Scuderia del Castello Inaugurazione: giovedรฌ 17 aprile Apertura: 18 aprile โ 18 maggio 2025 Orari: venerdรฌ, sabato e festivi: dalle 10 alle 19 da martedรฌ a giovedรฌ: dalle 15 alle 18
Per informazioni e visite guidate per gruppi o scuole contattare: 331 8887605
Li Fangyuan. Fiori di Cotone Rosso: un Ponte tra Tradizione e Modernitร Fortunato DโAmico
La magia del futuro nei paesaggi culturali della Cina
Li Fangyuan, nato nel 1930 nel quartiere di Dinghu della cittร di Zhaoqing, nella regione del Guangdong, รจ stato un artista sostanzialmente legato alla sua terra e al retaggio culturale cinese. Cresciuto in un contesto pedemontano e in una famiglia che valorizzava l’istruzione, ha sviluppato fin da piccolo un amore estremo per il paesaggio natio, che ha trovato espressione naturale nella sua pittura. La sua formazione ha inizio presso la Scuola Tecnica Normale di Canton (Guangzhou, nota anche come Yangcheng, il cui simbolo รจ il fiore di cotone rosso, dove ha studiato a fondo gli stili pittorici delle dinastie Song, Yuan, Ming e Qing). Successivamente, ha avuto la fortuna di essere allievo del maestro Li Shouzhen, a sua volta discepolo di figure di spicco della Scuola Lingnan. Un incontro che ha segnato un punto di svolta nella sua carriera, guidandola verso direzioni originali. La Scuola Lingnan รจ un movimento artistico che ha influenzato grandemente la pittura non solo cinese ma anche nipponica. ร considerata uno dei principali movimenti artistici della pittura cinese del XX secolo. La sua importanza si รจ estesa sia in Oriente che in Europa, contribuendo alla rinascita dell’arte figurativa cinese. Li Fangyuanย ha ereditato dal suo maestro i principi dellaย Scuola Lingnan, adottando un approccio innovativo, evidente nelle oltre mille opere realizzate nella sua vita. Le sue immagini con i fiori di cotone rosso, simbolo diย Canton (in cinese Guangzhou), sono un esempio di come l’artista osservasse la natura e la decifrasse in codici e lemmi di allegorie visive riferite alla stagione gioiosa della primavera. Ogni anno, tra marzo e aprile, questi alberi si ricoprono di fiori e foglie, assumendo un aspetto maestoso che comunica una forte energia e vitalitร . I fiori di cotone rosso, vividi e grandi, catturano lo sguardo con il loro colore acceso.
Moderno cantore di Yangcheng, ha trasferito il proprio vigore spirituale sulla tela attraverso specifici e ingegnosi espedienti: colpi di pennello brevi ma coordinati per esprimere unโidea, uso di poche tracce e di elementi minuscoli interconnessi tra loro per generare dinamismo. Queste procedure, sapientemente combinate, creano un forte impatto emotivo. Il cotone rosso acquerellato da Li Fangyuan assume cosรฌ una personalitร distintiva, turgidamente inchiostrata. Gli strati cromatici sono identificabili ma fusi insieme esprimono forza e grazia. Nella pioggia d’inchiostro delle sue tele si percepiscono una potenza e una vitalitร antiche, scaturenti dall’armoniosa unione di tratto, inchiostro, colore ed acqua. Il risultato รจ un’esplosione di vitalitร che celebra la rinascita della natura, in cui traspare la completa padronanza dei sistemi pittorici storicamente sviluppati in Cina e una grande sensibilitร nella traduzione attualizzata dei soggetti illustrati. In un dipinto in cui il tema sono i fiori gialli, la fluiditร delle campiture e l’equilibrio cromatico tra il giallo acceso e il blu-verde scuro creano un’armonia elegante, seppur con una composizione non perfettamente simmetrica, tipica di un punto di vista piรน coerente alla situazione odierna. Ilย polittico con uccelli e fiori rossiย mostra una maggiore dinamicitร , con pennellate rapide che suggeriscono movimento, contrapposte alla staticitร dei fiori, creando un ritmo di calibrata tensione visiva.
In altre raffigurazioni, piรน volte Li Fangyuan ritrae un gallo con macchie ampie e sicure ma piรน leggere per descrivere il contesto circostante con un’atmosfera serena e intima. L’artista utilizza la pittura come un pianista che suona il pianoforte, alternando segni decisi ad altri piรน leggeri, creando una consonanza visiva che risuona con la stessa profonditร emotiva di una melodia suonata con maestria sulla tastiera. In tutte le sue produzioni, la semplificazione delle forme e la maestria nell’uso dell’inchiostro e del colore sono evidenti, componendo scene animate da un grande impatto visivo. L’artista ha prediletto l’utilizzo di pennelli realizzati con coda di cavallo selvatico, una scelta che gli ha consentito di ottenere un tratto particolarmente vivace e dinamico. Ha lavorato prevalentemente su carta cotta, un materiale che ha contribuito a mantenere una sensazione di vibrante umiditร , sviluppando varianti originali della tecnica della “collisione acquea”, intervenendo sul colore con l’acqua per espanderlo prima che si asciugasse. Questo processo, apparentemente semplice, ha permesso a Fangyuan di creare effetti cromatici unici e intensi. Lโestetica della sua arte annota e trasfigura la realtร , animando nello spettatore lโesigenza di un ulteriore avvicinamento contemplativo alla dimensione interiore e spirituale. La calligrafia presente nei dipinti, riporta frasi evocative e poetiche, e arricchisce il significato complessivo dellโopera, aggiungendo unโulteriore fonte di stimolo e di curiositร .
Pittura e resilienza culturale nellโopera di Li Fangyuan
Gli anni ’50 hanno rappresentato un periodo di grandi difficoltร per Li Fangyuan. Come ha evidenziato Stefano Giovannini, l’artista รจ stato accusato ingiustamente di essere un oppositore del regime durante la campagna contro gli “elementi di destra”. “Quello era un periodo di caccia alle streghe”, ha affermato Giovannini, sottolineando l’ingiustizia subita dall’artista. Tale accusa, seppur infondata, ha avuto conseguenze dirette sulla sua vita. Li Fangyuan ha perso il suo posto di lavoro accademico, vedendo compromessa la sua posizione. Tuttavia, non si รจ arreso. Ha aperto un proprio studio privato, dove ha continuato a trasmettere le sue competenze a un piccolo gruppo di allievi. Questo studio รจ diventato un rifugio intellettuale, un luogo dove preservare la tradizione pittorica cinese in un periodo di repressione. โFangyuan non era interessato alla politicaโ, ha spiegato Giovannini, sottolineando che si trattava di un artista che si esprimeva attraverso la pittura e che ha trovato nell’insegnamento una forma di resistenza culturale. Li Fangyuan non ha mai realizzato opere antigovernative. La revoca del suo titolo di docente รจ stata poi rivista, e le autoritร probabilmente lo hanno ritenuto non pericoloso. La carriera di Li Fangyuan รจ costellata di attestazioni di merito.
Nel 1995, ha ricevuto il Premio โPer una vita dedicata alla pedagogiaโ da parte del Comune di Canton. Questo riconoscimento, come evidenziato in precedenza, รจ arrivato in un periodo congiunturale diverso. ma di grande valore anche se circoscritto a livello locale. Negli anni, ha tenuto numerose mostre, tra cui la sua prima personale nel 1982 al mercato floreale del quartiere di Yuexiu, e unโaltra all’Accademia di Pittura del Guangdong nel 2008. Nel 2012, ha collaborato alla pubblicazione di una raccolta di lavori calligrafico-pittorici per celebrare il centenario della biblioteca della cittร di Zhongshan. Il suo impegno ha iniziato ad essere stimato con ammirazione anche al di fuori della Cina, grazie alla figlia minore, Li Luyun. Con una determinazione che ricorda quella del padre, Li Luyun tramite lโAssociazione Pedone fondata da Li Zhiying ha organizzato mostre in Italia, superando le iniziali resistenze delle sorelle maggiori, che consideravano le opere del padre un patrimonio familiare da proteggere. Sono recenti le mostre di Li Fangyuan in diverse gallerie italiane, tra cui quella ospitata nel 2022 dalla Galleria Casa di Dante a Firenze e dal titolo “Colori indelebili”. Questa iniziativa ha permesso di far conoscere l’opera di Li Fangyuan a un pubblico internazionale, aprendo nuove prospettive interpretative e di valorizzazione della sua unicitร . Nella visione artistica di Li Fangyuan, la relazione tra la storia e la modernitร , tra l’espressione artistica e il contesto sociale, risulta fondamentale per arginare gli effetti devastanti di un’epoca globalizzata che in rapida ascesa sta cancellando l’ampia ricchezza di idiomi e linguaggi fioriti nelle diversitร espressive di tutti i Paesi del mondo, sostituendo il DNA tipico di ogni territorio con modelli e modalitร estranee alle realtร locali. L’opera di Li Fangyuan nel suo insieme costituisce un importante patrimonio da condividere perchรฉ dimostra come sia possibile mediare il sapere e la sapienza del passato con il presente, mantenendone viva l’essenza e integrandola a una visione personale del tempo attuale.