Si apre alla Galleria Biffi Arte la prima antologica piacentina di Silvia Rastelli: una affascinante ricognizione dei temi piรน cari allโartista e vicini alla sua sensibilitร , a cura di Fortunato DโAmico. In mostra, oltre ai ritratti, una serie di istallazioni che compongono il complesso percorso di ricerca della giovane artista piacentina, sviluppato attorno al concetto di identitร (anche e non solo femminile) con tutti i suoi estuari e le sue complessitร . Figlia dโarte, Silvia Rastelli esordisce giovanissima sollevando lโinteresse di Stefano Fugazza che ne coglie tutta lโintelligenza artistica: โSilvia Rastelli si muove coerentemente, dando vita a un mondo visivo in cui, piรน che lโintera figura umana, compaiono porzioni di un volto, in cui un unico occhio si spalanca, lievemente sgomento di fronte allโirrazionalitร e allโinsensatezza che lร , fuori dal sรฉ, sembra prevalereโ. Eโ giร a fuoco il tema del โframmentoโ: partendo dal presupposto per il quale concepiamo la realtร in forma fratta, Silvia Rastelli dร vita a una sorta di distopia in cui la figura umana si muove a piccoli pezzi. Un concetto su cui Rastelli costruisce, come ancora rileva Fugazza โuna riflessione di ordine espressivo: unโindagine dentro le forme, circa il rapporto tra la forma e lo spazio, circa la corrispondenza tra i colori. Unโindagine, tuttavia, non fine a sรฉ stessa, non ammalata di tecnicismo ma attenta anche alle ragioni dei sentimenti, allโascolto delle emozioniโ. E accanto a una ispirazione sensibile, si muove una capacitร tecnica matura e consapevole, che lavora su stesure cromatiche contrastanti a cui il supporto, in dialogo con le ombre, aggiunge spessore. E della sua tecnica scrive Francesco Poli: โQueste opere, con solidi confini quadrati o rettangolari, nascono dalla combinazione fra tre fondamentali componenti che interagiscono fra loro in modo equilibrato e sinergico: il disegno, la superficie del supporto, e il colore. Il disegno in bianco e nero, tracciato a graffite, emerge dalla chiara superficie lignea che viene percepita come lโincarnato dei volti, e viene circoscritto dalle stesure cromatiche che funzionano da sfondo, e che sono altrettanto essenziali nellโeconomia complessiva della composizione, come indispensabile contrappuntoโ. Un percorso delicato eppure potente, che trova la sua sintesi piรน eloquente nella chiosa di Fortunato DโAmico: โLa poetica di Silvia Rastelli, intensa, immensa, profondamente ancorata ad una sensibilitร attenta a ristabilire equilibri sociali e sentimenti di solidarietร , abbraccia tutta lโumanitร in un corale respiro pittoricoโ.
Nel suggestivo scenario del Castello di Galliate, il cuore della creativitร e dell’impegno collettivo ha pulsato con forza durante la manifestazione “Sintonie, il coraggio di essere liberi”. Organizzata dalla Fondazione Apri le Braccia, il 17 marzo 2024 รจ stata una giornata indimenticabile dedicata al Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto. Artisti, scuole e associazioni culturali hanno unito le proprie menti e mani per regalare al territorio una mostra straordinaria.
La circolaritร dei concetti di speranza, armonia e responsabilitร ha preso vita attraverso opere che richiamano alla mente il valore del consumo responsabile, della salvaguardia ambientale e della trasformazione dei pensieri in espressioni artistiche. Tra poesia e bellezza, l’impatto emotivo della mostra รจ stato travolgente, suscitando riflessioni profonde e cambiamenti interiori.
Un’encomiabile menzione va a Paolo Lo Giudice, protagonista dell’opera “Circolaritร ”, creata con il recupero di ruote di biciclette insieme ai ragazzi del centro. Le scuole e le associazioni coinvolte hanno dimostrato un impegno straordinario: l’Istituto Comprensivo Bellini e Antonelli di Novara, il Liceo Artistico-Musicale-Coreutico “Felice Casorati”, insieme a IPSEOA “Pastore” e molte altre realtร culturali che hanno contribuito con opere suggestive.
Il Comune di Vaprio DโAgogna merita un riconoscimento speciale per aver ospitato il primo dipinto sul Terzo Paradiso nella provincia di Novara, nel formidabile murale realizzato nel 2018 da Gianluca Raro. Il coinvolgimento del pubblico ha confermato il forte interesse verso gli ideali simboleggiati dal Terzo Paradiso, mostrando la potenza dell’unione nella promozione di valori di pace, solidarietร e sostenibilitร .
In un mondo in cui la collaborazione e la condivisione sono fondamentali per costruire un futuro migliore, la manifestazione “Sintonie” ha spianato la strada per nuove iniziative che ispirino una comunitร piรน consapevole e coinvolta. Grazia Simeone, con il suo impegno e la sua visione, ha illuminato il cammino verso un’armoniosa circolaritร di idee e azioni che possa guidarci verso un domani piรน sereno.
Grazie a tutti coloro che hanno reso possibile questo straordinario evento e che continuano a diffondere speranza e positivitร attraverso la bellezza dell’arte e della collaborazione. Ci auguriamo che questo viaggio verso il Terzo Paradiso continui ad ispirare e guidare la nostra comunitร lungo un sentiero di crescita e rigenerazione.
Vivienne Westwood riceve il premio alla carriera alla 13a Florence Biennale ed รจ in visita al padiglione Cavaniglia Eternal Feminine Eternal Change curata da Fortunato DโAmico. Il premio assegnato a Vivienne Westwood โin riconoscimento di una produzione creativa rivoluzionaria che ha segnato la storia del design della moda nel corso degli ultimi cinquantโanni, cambiando e ampliando il concetto di femminilitร , e per aver ideato e promosso campagne innovative con lโobiettivo di proteggere la vita sulla nostra Madre Terraโ.
Le รจ stato dedicato uno spazio espositivo che ripercorre le tappe principali della sua carriera, con una particolare attenzione alle sue campagne in difesa dei diritti umani e dellโambiente.
Articolo di Francesco Saverio Teruzzi, pubblicato nel 2017 sul Blog di approfondimento di Fortunato D’Amico CULTURANATURA, La Stampa.
5 giugno 2017, 203ยฐ Annuale di Fondazione dellโArma dei Carabinieri, presenti le maggiori cariche dello Stato Italiano. Il 4ยฐ Reggimento Carabinieri a Cavallo ha da circa venti minuti fatto il suo ingresso sulla sabbia del campo della Caserma di Tor di Quinto, intitolata alla memoria del Vice Brigadiere Salvo DโAcquisto. Lโincedere dei cavalieri รจ imponente, abile, dimostrazione di una maestria che si fonda sulla storia del Reggimento, ultimo interamente montato delle Forze Armate Italiane. La โcaricaโ, evocativa di Pastrengo, che di fatto รจ il culmine del Carosello Storico, deve ancora avvenire, e Briciola, la mascotte, รจ ancora su un lato insieme alla Fanfara del reparto. Cambio di musica, Somewhere over the rainbow, preparazione di una nuova figura. Figura inusuale per un reparto dโarmata, il Terzo Paradiso, quando ci si aspettava la composizione del numero dellโAnnuale, il 203, come da tradizione. Lo speaker ufficiale annuncia lโinnovazione, un gesto socialmente e responsabilmente importante, una decisione presa dal Comandante Generale dellโArma dei Carabinieri Tullio Del Sette, che sembra andare incontro alle parole appena pronunciate dal Ministro della Difesa Roberta Pinotti, che ricordava come la divisa e la persona fossero un tuttโuno nellโessere carabiniere, umano, sensibile, equo, coraggioso. Due minuti e trenta secondi, tanto รจ durata, artisticamente parlando, la performance. Due minuti e trenta secondi per me di forte emozione, che mi hanno riportato ai giorni in cui avevo lavorato alla realizzazione dellโOpera di Michelangelo Pistoletto situata al centro della Caserma, sotto i pennoni delle bandiere; ma anche a quando ero bambino e il Maresciallo Cucca era nostro vicino di casa ed io completamente irretito dalla sua divisa; al 5 maggio 2012, quando un tragico incidente ha portato via, insieme ad altre 4 persone, mio cugino Roberto Arioli, presidente dellโAssociazione Carabinieri di Aprilia, mentre era diretto a un raduno dellโArma a Jesolo; al rassicurante incontro con il Comandante della Stazione di Albano Laziale, sempre presente sul territorio. Due minuti e trenta secondi, un lasso di tempo durante il quale, dati 2016, lโArma dei Carabinieri avrร contemporaneamente: ricevuto 30 richieste di aiuto, effettuato 21 controlli, identificato 77 persone e 57 veicoli, iniziato un servizio di soccorso e completato piรน di un servizio di ordine pubblico, denunciato piรน di due persone e di queste ne stanno arrestando una, sequestrato un furgone di merce pericolosa alla salute pubblica, iniziato unโinvestigazione scientifica, recuperato un oggetto di rilevanza artistica, attivato un controllo sul tema ambientale, monitorato una persona per matrice terroristica, confiscato 10.000 euro per mafia. Due minuti e trenta secondi, in cui il Terzo Paradiso entra nella Storia dellโArma dei Carabinieri, mentre questโultima si conferma pare integrante e culturalmente rilevante del concetto Trinamico e della Demopraxia (il fare del popolo), in prima linea nella realizzazione di un equilibrio tra organizzazione pubblica e vita privata, tra societร e singoli.
Foto Pierluigi Di Pietro | Video Francesco Saverio Teruzzi
Fortunato D’Amico incontra Valerio Grassi per discutere delle nuove tecnologie e della loro utilitร in termini di comfort, sicurezza, opportunitร democratiche per migliorare la partecipazione attiva dei cittadini ai processi di gestione dei sistemi. Una discussione utile per iniziare a indagare intorno ai temi della digitalizzazione , anche attraverso la conoscenza di alcuni dei principali termini che la contraddistinguono, quali: Cloud, Industria 4.0, I.O.T. (Internet delle Cose)
Celeste Righi Ricco, Responsabile Relazioni Internazionali di Pensare Globalmente Agire Localmente, intervista la giovane imprenditrice Elena Prestigiovanni, fondatrice di Good Sustainable Mood. Assieme affrontano il tema della moda sostenibile, analizzando questa complessa filiera, e scoprendo le innovazioni che sempre di piรน stanno nascendo in Italia.
Michelangelo Pistoletto e Fortunato DโAmico firmano il testo dedicato alla nascita della โTreccia della Pace Preventivaโ, evoluzione simbolica del Terzo Paradiso. La Treccia viene presentata come immagine di connessione tra differenze, metodo di relazione e pratica collettiva capace di trasformare il conflitto in equilibrio condiviso, rendendo la Pace Preventiva unโazione concreta della vita sociale.
Fortunato DโAmicoโจ
Michelangelo, questo testo nasce da una tua necessitร precisa. Da tempo cerchi di spiegare come realizzare la Pace Preventiva in modo che possa essere da chiunque concretamente compresa. A un certo punto hai avuto lโintuizione di rappresentare il simbolo del Terzo Paradiso con una Treccia fatta di tre fili che si intrecciano e si relazionano tra loro. ร cosรฌ che nasce lโimmagine della Treccia per la Pace Preventiva.
Michelangelo Pistoletto
Sรฌ. A un certo punto ho capito che era indispensabile rendere comprensibile il funzionamento della Pace Preventiva. Il simbolo del Terzo Paradiso conteneva giร in sรฉ questo principio, ma con la Treccia esso diventa comprensibile e praticamente attuabile. Tre fili che si intrecciano, si toccano, si organizzano, si sostengono a vicenda e continuano a esistere insieme. La Pace Preventiva allora non รจ piรน soltanto un concetto teorico. Diventa una realtร pratica.
Fortunato DโAmicoโจ
Praticata, certo. Quindi la filosofia diventa pragmatica. Pensare, fare, vedere, osservare. Il pensiero entra dentro lโazione.
Michelangelo Pistoletto
La filosofia del fare. La filosofia che nasce dal filo del fare e che porta alla pragmatica.โจ
Fortunato DโAmico
โจChe porta al fare.
Michelangelo Pistolettoโจ
Sรฌ. Negli incontri pubblici mi chiedevano continuamente che cosa fosse la Pace Preventiva e come si potesse realizzare veramente. E mi rendevo conto che serviva una forma capace di renderla visibile. Quindi ho capito che dal Terzo Paradiso poteva nascere una Treccia. Tre gomitoli. Tre fili che si intrecciano e diventano un solo corpo partendo ciascuno da uno dei tre cerchi. E cosรฌ che improvvisamente il concetto diventava comprensibile, comunicabile e praticabile.
Fortunato DโAmicoโจ
La treccia mi fa pensare alla societร come a un tessuto. Fili che si intrecciano e che, insieme, costruiscono qualcosa. Ogni filo mantiene la propria presenza ma entra in relazione con gli altri.
Michelangelo Pistoletto
โจSรฌ. Il tessuto รจ fatto di ordito e trama, e contiene un processo di intrecci. La Treccia, per me, nasce direttamente dai tre cerchi del Terzo Paradiso. Ed รจ importante perchรฉ la Treccia accompagna la storia umana da sempre in ogni parte del mondo. ร stata realizzata con i capelli, sul corpo, nella vita quotidiana. In questo senso รจ anche una forma di relazione personale e sociale resa visibile e praticata in senso rituale. La treccia mostra che elementi differenti possono entrare in rapporto continuo producendo qualcosa che prima non esisteva. Questo รจ il principio della creazione socialmente vissuto.
Fortunato DโAmicoโจ
E il filo centrale allora che cosa rappresenta?
Michelangelo Pistoletto
โจIl metodo. La legge. Lโorganizzazione della relazione. Nella Treccia della Pace i due fili laterali rappresentano le differenze, gli opposti, le tensioni estreme. Il filo centrale impedisce che il rapporto degeneri nella distruzione reciproca. Per questo la Pace Preventiva impedisce il sorgere della guerra. Anche la guerra nasce da una relazione tra opposti. Ma nella guerra una parte elimina lโaltra, una cresce annullando lโaltra. Nella Treccia invece i fili continuano a esistere tutti e tre. Nessuno scompare.
Fortunato DโAmicoโจ
Quindi il centro del simbolo diventa il luogo dove la relazione prende forma.
Michelangelo Pistolettoโจ
Esatto. Nel centro avviene sempre qualcosa di nuovo. Ma quel qualcosa deve essere organizzato. Ed รจ qui che il pensiero passa allโazione. Il filo centrale intreccia continuamente i due fili esterni e crea una struttura stabile. Questa struttura รจ il modello della Pace Preventiva.
Fortunato DโAmicoโจ
Mi viene in mente il riferimento al sistema dello sport che abbiamo identificato con il libro Unity of Sports for Preventive Peace. Gli opposti si confrontano ma dentro una regola condivisa.
Michelangelo Pistolettoโจ
Infatti lo sport รจ un esempio fondamentale. Esiste una legge che permette il confronto senza distruzione. La competizione continua a esistere, ma viene regolata. Nessuno deve eliminare lโaltro per vincere. La Pace Preventiva funziona nello stesso modo ed estensivamente nellโintera organizzazione dellโattivitร umana. Fortunato DโAmicoโจLa linea centrale allora potrebbe essere come la linea della palla al centro del campo. Michelangelo PistolettoโจSรฌ, proprio come descrivo il Terzo Paradiso in senso sportivo, paragonandolo a un campo di calcio: la palla al centro permette alle due squadre di confrontarsi nella partita e dare ciascuna il meglio di sรฉ per una comune vittoria.
Fortunato DโAmico โจ
E la cosa interessante รจ che ogni filo mantiene la propria identitร anche dentro lโintreccio.
Michelangelo Pistoletto
โจEsatto. La differenza non viene cancellata. Resta visibile. Questo รจ fondamentale anche nel concetto di Love Difference. Le differenze devono restare vive. Senza differenze non esisterebbe nessuna creazione nuova. Il problema nasce quando una differenza vuole dominare o eliminare lโaltra.
Fortunato DโAmicoโจ
Quindi la treccia รจ una forma di equilibrio.
Michelangelo Pistolettoโจ
Di equilibrio dinamico. Perchรฉ i fili restano sempre in movimento. Ed รจ qui che entra anche il rapporto tra natura e artificio. Il Terzo Paradiso nasce proprio per mettere in relazione il paradiso naturale e quello artificiale. Oggi viviamo su un pianeta precipitosamente trasformato dallโessere umano. Per questo abbiamo bisogno di assumere con urgenza una responsabilitร totalmente nuova.
Fortunato DโAmicoโจ
E quindi anche lโintelligenza artificiale rientra in questo discorso. Michelangelo PistolettoโจCertamente. Lโintelligenza artificiale puรฒ diventare uno strumento di equilibrio oppure di distruzione. Dipende dal metodo che la guida. Dipende dal filo centrale. Fortunato DโAmicoโจMi colpisce anche unโaltra cosa. Presi singolarmente, i fili possono spezzarsi facilmente. Intrecciati invece diventano una corda resistente.
Michelangelo Pistolettoโจ
Sรฌ. La forza nasce dalla relazione.Vale per gli individui, per le comunitร , per le istituzioni, per la politica. La Treccia rende visibile il fatto che la relazione produce struttura, continuitร e responsabilitร reciproca.
Fortunato DโAmico
E questa immagine ci aiuta anche a capire il tema della memoria. Le tracce si intrecciano continuamente.
Michelangelo Pistolettoโจ
Lโintreccio delle tracce. Ogni esperienza lascia una traccia e ogni traccia entra in relazione con le altre. La Treccia diventa quindi una forma del pensiero, una pratica della memoria e una struttura della relazione sociale.
Fortunato DโAmico
โจE ci riporta anche al modo in cui oggi funziona lโintelligenza artificiale. Anche lรฌ esiste un intreccio continuo di relazioni, connessioni, dati, memorie, possibilitร . La differenza รจ che qui lโintreccio resta affidato alla responsabilitร umana. La Pace Preventiva diventa quindi una pratica cosciente delle relazioni, un metodo per organizzare le differenze senza trasformarle in conflitto.
Michelangelo Pistolettoโจ
Esatto. La Treccia rende visibile e pratico ciรฒ che prima riuscivamo soltanto a immaginare.
โLa Gaia Madreโ รจ una mostra di arti visive e performative in esposizione nella Sotterranea Nuova del Castello di Vigevano, dal 1ยฐ al 17 maggio, organizzata dal collettivo Evuz Art e curata da Fortunato DโAmico. Il progetto mette in primo piano il rapporto tra umanitร e pianeta a partire da una visione critica dellโecologismo contemporaneo: la Terra รจ evocata come madre generativa e al tempo stesso ferita, corpo sfruttato e superficie ridotta a merce, fino a rivelare il suo volto di โInfelice Madreโ, esposta a economie predatorie e retoriche che mascherano il saccheggio del vivente. Lโesposizione adotta uno sguardo interdisciplinare sui sistemi di relazione tra ambiente, societร , tecnologia e modelli di produzione, narrando la Madre Terra nella sua dimensione archetipica ma anche dentro reti di processi materiali, cicli biologici, infrastrutture, conflitti geopolitici ed economie estrattive. Lโarte assume una funzione civile e conoscitiva: opere, performance e materiali documentari sono chiamati a rendere percepibili le emergenze del presente e a riattivare consapevolezza verso il pianeta e chi lo abita.Tre sono gli assi narrativi:
Terra corpo vivente, che mette a fuoco lโorganismo materiale attraversato da crisi climatica, sfruttamento delle risorse e tecnologie di controllo;
Terra spazio delle comunitร , che guarda ai territori abitati, alle pratiche di cura, alle migrazioni e alle disuguaglianze;
Terra matrice simbolica e relazionale, che esplora la dimensione spirituale, mitica e affettiva del legame tra umano e pianeta. In questo quadro, Gaia Madre enuncia anche il proprio contrario, diventando Infelice Madre: madre generativa ma insieme corpo sfruttato, esposto a narrazioni consolatorie che coprono la violenza sistemica e lโegocentrismo umano.
Lโallestimento รจ concepito come una sorta di cattedrale laica, che articola dimensione sacra e ambito profano in una sequenza narrativa progressiva. I percorsi guidano il pubblico da aree legate alla materialitร della Terra, verso zone dedicate alle pratiche simboliche, rituali e cosmologiche, intrecciando conoscenza empirica e visione spirituale.Lo spazio espositivo favorisce una lettura stratificata: dati, opere visive, installazioni materiche, performance rituali e archivi documentali convivono in un ambiente pensato per un attraversamento lento, segnato da diversi fuochi di attenzione. La progressione degli spazi attiva una narrazione che tiene insieme dimensione ambientale, sociale e mitologica, ampliando la percezione del pianeta dal dato geologico alle cosmologie culturali, dalle economie terrestri alle pratiche di cura del vivente.
GLI ARTISTI
Giรฒ Cacciatore โCarlo Caldara- Gero Canalella- Giuliana Consilvio- Mario De Leo โ Giulietta Faccioli โ Max Falsetta Spina โ Antonella Gerbi โ Giuse Iannello โ Valerio Incerto- Lorenzo Lucatelli โ Davide Macaluso โ Max Marra โ Paolo Matteucci โ Veronica Menchise- Luca Paladino โ Nik Palermo โ Nadia Pelร โ Mauro Pinotti โ Marco Raimondo โ Paola Rizzi โ Giovanni Ronzoni โ Pierangelo Russo โ Alex Sala โ Agata Sand โ Jessica Ticozzelli โ Elisabetta Ubezio โ Valeriangelini โ Isabella Vierzi.
L’ APOKรLYPSIS DI MAX FALSETTA SPINA A TIMES SQUARE
Max Falsetta Spina porta โApokรกlypsisโ nel cuore pulsante di Times Square, su uno degli schermi piรน iconici del pianeta, campo di sperimentazione artistica dove arte, cinema e intelligenza artificiale si incontrano. Dal 13 al 15 maggio 2026, allโaltezza tra 7th Avenue e 42nd Street, un teaser di 20 secondi del suo nuovo cortometraggio invade il flusso visivo della comunicazione pubblicitaria globale, interferendo con esso e riconfigurandolo con un apropria narrativa Per Max Falsetta Spina โApokรกlypsisโ รจ un processo di rivelazione di ciรฒ che era nascosto e ora diventa visibile. Attraverso immagini ad alta intensitร evocativa, lโopera affronta i temi del potere, della percezione e della realtร , attraversata da archetipi e simboli universali. Numeri e figure assumono valore concettuale. Il nuemro dela Bestia, 666, รจ la manifestazione sistemica del potere, mentre i quattro cavalieri (guerra, carestia, conquista e morte) appaiono come condizioni permanenti della storia umana. La Bestia รจ una struttura invisibile, strumento di consenso che invade la societร dei media. Il progetto si articola su due livelli: il teaser di 20 secondi, pensato specificamente per i grandi billboard digitali Dooh e un cortometraggio di 6 minuti che ne sviluppa la trama visiva in forma compiuta. Lโintera opera รจ realizzata con intelligenza artificiale, a partire da prompt originali e da una precisa regia di inquadrature, tempi e atmosfere.
LโAI viene utilizzata strumento di un linguaggio profondamente autoriale, in continuitร con il percorso artistico di Falsetta Spina, scenografo e fotografo. Si riconoscono lโattenzione alla composizione, la cura della luce, la costruzione dello spazio e un respiro cinematografico costante. La scelta di Times Square รจ parte integrante del concep critico con cui รจ costruita lโopera. In un luogo-simbolo della sovrapproduzione di immagini e della pressione pubblicitaria, Apokรกlypsis รจ una frattura, unโinterferenza che rompe la continuitร del messaggio commerciale e diventa cosรฌ un campo di tensione tra consumo e visione, tra intrattenimento e rivelazione, invitando lo spettatore urbano a un gesto inatteso: alzare lo sguardo e interrogare ciรฒ che vede. Dopo New York, il progetto proseguirร a Milano nellโautunno 2026, con una mostra in una location di forte impatto. Qui il cortometraggio sarร affiancato da una trentina di scene tratte dal film, trasformate in tele.
Il passaggio dal flusso luminoso del display alla fisicitร della pittura sposta il dialogo dallโimmagine digitale allโopera materica, accentuando la percezione del rapporto tra movimento e la sua fissazione e amplificando i significati che si generano tra visione pubblica ed esperienza ravvicinata.Apokรกlypsis si inserisce allโinterno di Over The Rainbow, piattaforma internazionale ideata da Max Falsetta Spina che esplora i circuiti Dooh come nuovi spazi espositivi per lโarte contemporanea, ridefinendo i confini tra ambito pubblicitario e ricerca artistica. โLโApocalisse non รจ la fine del mondoโ dichiara lโartista. โร la fine dellโillusione. ร il momento in cui ciรฒ che รจ nascosto diventa visibile.
Designer di successo, Franco Perrotti ha firmato arredi e progetti per i piรน grandi brand del design internazionale ma in contemporanea ha avviato una ricerca artistica personale che lo ha condotto verso installazioni e sculture di grande impatto, capaci di affrontare temi profondi, anche politici e sociali. Nella mostra curata da Fortunato DโAmico โFranco Perrotti: From Object to Visionโ, di scena in MyOwnGallery, design, arte e artigianato si intrecciano fino a diventare un unico linguaggio espressivo, un dialogo continuo tra funzione e percezione, tra artificio e natura. Superfici, luci e sedute abbandonano la funzione per diventare “visione”. Non sono piรน solo arredi, ma ponti tra corpo e ambiente, bussole che orientano il nostro comportamento collettivo. Cuore pulsante della mostra รจ โDissuaderโ collocato allโesterno nella Piazza dellโArte, un monumentale piccione metallico trafitto da punte e sospeso in aria, simbolo potente delle barriere invisibili che disciplinano le nostre cittร . A dialogare con esso, la sua controparte in legno lamellare, adagiata a terra. In un cielo ormai saturo di droni e satelliti, lโopera di Perrotti ci invita a riflettere, trasformando il progetto tecnico in una responsabilitร etica condivisa. Lโarte diventa cosรฌ una pratica consapevole dellโabitare, un invito a riscoprire la bellezza della condivisione e della relazione. La forma smette di essere solo struttura e diventa espressione di una nuova coscienza del vivere contemporaneo.
Con il patrocinio di: Segretariato Permanente dei Premi Nobel per la Pace, ALA – Assoarchitetti & Ingegneri. In collaborazione con Nesite, Brondelloerminio, Quadruslight.ย
Grafiche “Olimpichetto. Il ritorno di un ambasciatore”, Basilica Palladiana, Vicenza (ยฉ Studio Gabbiani & Associati)
Il Teatro Olimpico di Vicenza, come รจ noto, รจ lโultima opera di Andrea Palladio, che non ne ha visto la realizzazione e per la quale Vincenzo Scamozzi ha progettato la magnifica scena per lโEdipo Re di Sofocle e che, nata effimera nel 1585 per inaugurare il Teatro, fa ancora mostra di sรฉ e da sfondo a tanti spettacoli, ancora oggi dopo ben cinque secoli.
In tempi recenti si รจ riscoperto fortuitamente nei magazzini Comunali un grande manufatto del 1948, del quale negli ultimi decenni si era quasi perduta la memoria: il cosรฌ detto Olimpichetto, ovvero la ricostruzione della scena del Teatro Olimpico, realizzata nel 1948 in scala quasi reale. Da qui nasce lโiniziativa di realizzare un Mostra, promossa dal Comune di Vicenza con la co-organizzazione di Intesa Sanpaolo ed รจ curata da Musei Civici Vicenza, Fondazione Teatro Comunale Cittร di Vicenza e Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio.
LโOlimpichetto, ideato dal regista teatrale Guido Salvini, รจ realizzato con materiali leggeri e pensato per essere smontata, trasportata e rimontata. Una macchina scenica di straordinaria raffinatezza e qualitร , concepita per riprodurre in ogni luogo lโatmosfera del teatro palladiano. Salvini ne promosse la costruzione mentre preparava la messa in scena proprio dellโEdipo Re, rappresentato nel settembre 1948, come primo grande evento teatrale del dopoguerra vicentino. Con la stessa scenografia e parte della medesima troupe โ la compagnia teatrale italiana della Biennale di Venezia, che annoverava interpreti affermati e giovani promettenti come Vittorio Gassman e Nino Manfredi โ Salvini portรฒ la produzione in tournรฉe a Londra e Parigi, offrendo allโEuropa lโimmagine rinnovata di unโItalia che riscopriva il proprio genio teatrale e architettonico. Olimpichetto fu, a tutti gli effetti, un teatro palladiano itinerante: lโunico mai realizzato, la cui storia si intreccia con la volontร di rinascita artistica e civile di un Paese e di una cittร che uscivano dalle rovine del conflitto.
Nel corso del 2025 il Comune ha commissionato ad Engim un attento lavoro di restauro dellโOlimpichetto e ha avviato una rigorosa indagine documentaria preliminare negli archivi, integrata da testimonianze dirette, che ha permesso di ricostruirne la genesi, i percorsi delle tournรฉe e la ricezione critica, restituendo un quadro sorprendentemente vitale della cultura teatrale del dopoguerra.
A fine 2025 lo Studio Gabbiani รจ stato invitato dal Comune di Vicenza a progettare un allestimento che ospitasse lโOlimpichetto allโinterno del Salone della Basilica Palladiana e ne raccontasse la storia, sotto la guida di Valeria Cafร , dirigente dei Musei Civici e regista di questa ambiziosa iniziativa.
Progetto allestimento “Olimpichetto. Il ritorno di un ambasciatore”, Basilica Palladiana, Vicenza (ยฉ Studio Gabbiani & Associati)
La sfida era creare non solo un racconto, ma riproporre un piccolo universo nel quale unโarchitettura compiuta fosse contenuta in una ulteriore architettura compiuta, generando unโalchimia nuova di rimandi tra i dettagli autentici della Basilica e quelli in riproduzione della scena, tra la felice proporzione delle logge della Basilica e gli archi e le vie di Tebe. Il tutto poi intrecciato al fattore tempo, in cui la prima e lโultima opera di Palladio entrassero in un gioco circolare di rimandi che ricomponessero un ciclo creativo.
Si trattava quindi di dare vita a questa straordinaria convergenza di forme, contenuti e intenzioni.
Questa mostra รจ lโoccasione per svelare al pubblico la macchina della finzione, di poter vedere il portento di ciรฒ che sta dietro alla scena, unโoccasione unica di poter girare attorno ad essa, in un percorso di solito precluso agli spettatori, ai quali di prassi si offre lo spettacolo della finzione. Lโallestimento propone lโesperienza dello spettacolo del saper costruire, del saper ingannare lโocchio e del saper accendere la fantasia, pur nella sospensione dellโincredulitร .
Si doveva inserire una scena di poco inferiore a quella originale, lunga 16 metri e alta 8, una struttura allโinterno di un salone di 19 metri di larghezza e 16 di altezza, con ampie finestre e aldilร di esse, una splendida architettura di pietra di Piovene, candida e in continuo gioco con la luce. Lunghe discussioni hanno portato a privilegiare la luce naturale e il rapporto di questa quinta con il suo contenitore, per creare una scena inedita e sempre cangiante, venendo anche in contrasto anche con lโidea delle mostre corrente, di un controllo totale della luce artificiale e accettando il naturale e la sua mutevolezza. Anche grazie alla collaborazione con Mario Nanni, che ha letteralmente โscritto le luciโ e con il curatore Ivan Stefanutti, che ha fatto un enorme e colto lavoro di ricerca e ha dettato una trama sicura e coerente, ne รจ emersa la visione di un organismo vivente in dialogo continuo con il luogo, i visitatori, il tempo e la storia.
Restava poi il tema del racconto dellโavventura della costruzione di questa riproduzione, dei suoi viaggi in tutto il mondo e delle tante storie dei protagonisti che ne hanno calcato la scena.
Lo sforzo รจ stato quello di snodare un racconto coerente che fosse anche esso parte di uno spettacolo e di una scena e non creasse una crasi rispetto allโesperienza di stupore che lโOlimpichetto determina. Di qui la scelta di restaurare ed esporre i costumi originali – ancora custoditi dallโAccademia Olimpica e sapientemente restaurati da Paola Girardi – come fossero attori e protagonisti che guardano la scena nei loro splendidi colori e tessuti. A partire da Edipo naturalmente, che con il suo vivido mantello rosso ad inizio percorso accoglie visitatori e fa da tramite verso una Tebe, che si palesa come una vera cittร , senza sipario.
In tale ottica lo Studio ha concepito tutto lโallestimento, anche grazie a Studio Mama che ha curato la grafica, secondo un sistema di quinte, che dialogano da un lato con il mondo del teatro e che dallโaltro attraverso differenti altezze, volumi e colori, richiamano il tema delle due cittร , quella reale fuori dal salone e quella della finzione nel salone. Cerniera e sintesi di tutto, la Basilica Palladiana.
Per tutta la durata della mostra lโOlimpichetto, rispettando la propria vocazione, ospiterร spettacoli, concerti, conferenze, secondo un ricco programma, perchรฉ questa non รจ soltanto una mostra.
Credits
Direzione: Valeria Cafร , Musei Civici
Curatela: Ivan Stefanutti
Progetto Allestimento: Studio Gabbiani & Associati
La luce รจ stata scritta da marionanni
Progetto grafico: Studio Mama
Crediti fotografici: Studio Gabbiani & Associati
Marcella Gabbiani
Marcella Gabbiani, laureata a Venezia allo IUAV, si occupa, attraverso la professione di architetto e un’intensa attivitร culturale e associativa, della promozione dell’architettura e dell’interazione tra diverse discipline e arti. Titolare dello Studio Gabbiani & Associati, si occupa di progetti integrati di grandi strutture, abitazioni, allestimenti, oltre che di restauro e di progetto urbano.
Dedica particolare attenzione al tema dell’inclusione e dell’accessibilitร intesa in senso lato, attraverso il Design for All, un approccio progettuale che fa degli utilizzatori il centro della progettazione. ร direttore del Premio Internazionale Dedalo Minosse alla Committenza di architettura.
Box
Ilaria Fantin _ Assessore alla cultura, al turismo e allโattrattivitร della cittร di Vicenza
โLโemozione di accedere ai depositi comunali insieme a ENGIM e, successivamente, con la Soprintendenza, e di scoprire lโeccezionale stato di conservazione dellโOlimpichetto dopo tanti anni di riposo, si รจ trasformata subito nella consapevolezza di avere tra le mani una storia straordinaria da raccontare alla cittร e ai turisti: quella della grande tournรฉe dellโOlimpichetto, una parentesi di storia mai narrata prima.
Lo abbiamo affrontato come si fa con unโopera dโarte: non a caso IUAV ne ha realizzato rilievi e studi approfonditi. Eppure lโOlimpichetto รจ soprattutto una macchina scenica da viaggio, un oggetto unico e speciale che ha portato Vicenza e Palladio nel mondo.
La Basilica Palladiana si รจ rivelata il luogo ideale per ospitarlo, quasi a ricordare che, prima della costruzione del Teatro Olimpico, proprio la Basilica accoglieva apparati scenografici effimeri. Lโesposizione sta regalando grandi soddisfazioni e un riscontro straordinario: ad oggi oltre 25.000 persone hanno potuto ammirare lโOlimpichetto e lโallestimento della mostra-racconto.
Il commento piรน ricorrente e sentito รจ che lโOlimpichetto sembra essere nato per ospitare spettacoli sotto la carena della Basilica Palladiana!โ
Galata Musei del Mare, Geneva – dal 6 febbraio al 5 marzo 2026
Inaugurazione:ย giovedรฌ 5 febbraio 2026, ore 17:00.
Dal 5 febbraio al 5 marzo 2026, il Galata Museo del Mare ospita la mostra Cucire il mondo, progetto dellโartista Luigi Dellatorre (Movimento Arte Etica), a cura di Sandro Orlandi Stagl. Lโesposizione presenta una selezione di opere realizzate negli ultimi anni dallโartista, su tela jeans, materiale simbolico scelto da Dellatorre per la sua forte valenza universale: nato come tessuto da lavoro e divenuto emblema di condivisione culturale, il denim diventa nella sua opera la โpelle del mondoโ, metafora di un pianeta da ricucire e rigenerare. Il progetto Cucire il mondo nasce da una riflessione profonda sui grandi temi contemporanei โ migrazioni, crisi ambientali, conflitti, disuguaglianze e responsabilitร collettiva โ e trasforma lโumile atto del cucire in gesto artistico e simbolico di connessione. Le cuciture presenti nelle opere non rappresentano semplici mappe, ma astrazioni poetiche che evocano lโunitร , la fragilitร e lโinstabilitร di un mondo interconnesso, invitando lo spettatore a pensare oltre i confini. Questa mostra offre al pubblico unโesperienza visiva e concettuale che unisce estetica e impegno etico, riflettendo la convinzione dellโartista che lโarte contemporanea sia uno strumento di sensibilizzazione, educazione e dialogo. Il gesto di cucire โ umile, quotidiano eppure profondamente simbolico โ diventa invito a considerare ciascuno di noi parte attiva nel processo globale di cura e rigenerazione del nostro pianeta.
Dove: Galata Museo del Mare, Genova โ Museo dedicato alla storia e alla cultura del mare nel Mediterraneo e oltre, tra i piรน importanti in Italia.
Apertura mostra: 5 febbraio โ 5 marzo 2026 Opening: 5 febbraio 2026, ore 17:00 La mostra sarร visitabile negli orari di apertura del Museo, offrendo a cittadini, studenti, turisti e appassionati dโarte contemporanea lโopportunitร di immergersi in un percorso di riflessione su identitร , relazioni e responsabilitร globale.
Per maggiori informazioni: Contatti stampa: Paolo Mozzo paolo.mozzo@artantide.com +39 3471048959
Aeroporto Milano Malpensa, Terminal 1, Area Food Court
A seguito del successo della mostra tenutasi allo Sheraton di Malpensa,
Lunedรฌ 27 ottobre 2025 alle ore 12, presso il Terminal 1 di Malpensa Area Food Court, avrร luogo lโinaugurazione della mostra personale di Silvia Rastelli dal titolo Stellar Flights. Portraits For The Four Directions, a cura di Fortunato DโAmico, da unโidea di Luciano Bolzoni. La mostra, allestita nello spazio espositivo ARTHUB disegnato dallโarchitetta Chiara Alberghina, sarร aperta al pubblico e visitabile tutti i giorni, 24h, fino al 7 gennaio 2026.
Ospitato da SEA Milan Airports, il progetto รจ altresรฌ patrocinato e supportato dallโass. cult. Sopramaresotto, dallโass. cult. Pensare globalmente e agire localmente, dalla galleria dโarte L2Arte e dallโag. di comunicazione multisensoriale UN1CA.
โSilvia Rastelli dispone i volti come mappe sensibili che aprono percorsi di orientamento umano. Le superfici lignee raccolgono tracce di tempo e restituiscono immagini che rivelano la densitร culturale inscritta nei tratti delle persone. Ogni ritratto appartiene a una dimensione individuale e al tempo stesso a una costellazione collettiva.
Le quattro direzioni cardinali assumono valore di coordinate simboliche. Nord, Sud, Est e Ovest disegnano un campo dinamico che contiene forze, genealogie, energie migranti. I colori e le forme si articolano come dispositivi che guidano lo sguardo verso la pluralitร dei linguaggi. Le installazioni con gli uccelli intensificano questa dinamica, generano presenze che evocano il viaggio come condizione originaria della vita.
Stellar Flights. Portraits for the Four Directions orienta un principio etico che riconosce la differenza come matrice generativa. I volti diventano segni di un sistema planetario in cui la pluralitร dei tratti, delle culture e delle storie compone lโorizzonte di un presente condiviso nelle sue interconnessioni. Lโarte di Silvia Rastelli รจ una piattaforma di incontro, lo spazio in cui la convivenza trova direzione e apre traiettorie verso una civiltร fondata sulla relazione.โ
Fortunato DโAmico
Informazioni Mostra:
Aeroporto Milano Malpensa, Terminal 1, Area Food Court
Mostra Visitabile Dal 12 Ottobre 2025 Al 7 Gennaio 2026, 24h, Ingresso Libero
Jean Bassmaji, Cardiologo di origine siriana โ Associazione Amar – Vincitore del Premio per la pace Giuseppe Dossetti
Tareq Aljabr. Poeta e traduttore italo-siriano
modera Fortunato DโAmico – Curatore della Mostra When I Was a Designer.
Lโincontro si propone una riflessione corale sul valore umano e progettuale del fare creativo. Un invito a ripensare il ruolo del design non solo come estetica funzionale, ma come costruzione concreta di legami solidali e speranza condivisa.
Il Dissuader e un grande piccione allegorico ideato da Franco Perrotti, protagonista della mostra When I Was a Designer, รจ lโoccasione per un incontro dedicato al potere del design, dellโarchitettura e dellโarte come strumenti di costruzione della solidarietร oltre ogni frontiera.
Questa figura imponente e ironica, frutto di un sapiente lavoro manuale e molta tecnologia, nasce come metafora della complessa relazione tra esseri umani e ambiente naturale. Nelle opere come il Dissuader, Perrotti traduce i principi del progetto di design in un linguaggio artistico, invitando il pubblico a riflettere su una nuova dimensione narrativa e critica del fare creativo.
Il dibattito affronta il tema del progetto come linguaggio universale capace di generare relazioni etiche e sociali, al di lร delle appartenenze religiose, dei condizionamenti politici ed economici e dei confini culturali imposti dallโalgoritmo dellโOccidente.
Durante lโincontro verranno presentate anche immagini e testimonianze dirette delle crisi umanitarie che attraversano Siria e Iran, paesi dโorigine dei fratelli Bassmaji. LโAssociazione Amar, attiva nel campo della bioingegneria sociale, ha realizzato un innovativo design della solidarietร , sviluppando protesi per bambini monchi a partire dal recupero di bottiglie in PET.
Nel 2019 Amar ha istituito presso la Facoltร di Ingegneria Meccanica ed Elettrica dellโUniversitร di Damasco il primo laboratorio 3D per protesi artificiali, che produce ausili per mutilati con materiali sostenibili e a basso costo. Lโesperienza, oggi consolidata, si รจ estesa anche allโUniversitร di Aleppo, dove รจ in corso la creazione di un laboratorio di 400 mq destinato alla produzione di protesi piรน moderne e di altri strumenti di supporto. Il progetto รจ sostenuto da un impegno triennale che comprende il finanziamento diretto, borse di studio per laureandi, corsi di formazione, un coordinatore operativo e un servizio di consulenza tecnica a distanza.
Lโintervento di Tareq Aljabr, poeta e traduttore italo-siriano, unisce la parola poetica allโesperienza maturata con UNHCR e diverse ONG in Libano, Grecia e Italia. Autore di Di questo mondo e Orme arabe e co-creatore del doc-film Io sto con la sposa, Aljabr trasforma la poesia in un linguaggio di prossimitร tra i popoli, dove la forza e la musicalitร delle lingue diventano strumenti di dialogo e comprensione reciproca.
VICENZAย BASILICA PALLADIANA | ย dal 12 ottobre al 2 novembre 2025
INAUGURAZIONE Sabato 11 ottobre ore 20.00
Allโinterno della Basilica Palladiana di Vicenza, Mater Materia รจ una mostra dโarte che affianca lโesposizione dei progetti del Premio Internazionale Dedalo Minosse alla Committenza di Architettura.
A cura di Fortunato DโAmico e Rosa Cascone, la rassegna collettiva espone le installazioni di Paola Greggio, Pina Inferrera, Marica Moro, Daniela Pellegrini, Antonella Quacchia, Silvia Rastelli, Ludovica Sitajolo, Chiara Vellini e Giuditta Vettese. Ogni opera รจ affiancata da un pannello retroilluminato che riporta soggetti fotografici realizzati dalle stesse artiste.
Lโesposizione intende ripensare il mondo dellโarchitettura nella sua dimensione interiore e in quella piรน ampia e macroscopica, come spazio di trasformazione della natura in artificio e quindi in creazione, e al tempo stesso come grembo capace di accogliere e generare la vita. La materia madre รจ soggetto vivo e generativo.
La nuova condizione femminile, nelle sue molte sfaccettature, si esprime attraverso linguaggi dellโarte che intrecciano corpi, memorie e luoghi, dallโinstallazione alla fotografia, dalla tessitura alla scultura, in una prospettiva che alimenta la rigenerazione del pianeta in direzione della sostenibilitร ambientale e sociale.
La mostra intreccia il linguaggio dellโarchitettura con le forze della materia, della matrice e della terra. Lโartificio umano รจ il gesto creativo che trasforma i materiali della natura in spazi artificiali per custodire la vita e la memoria.
Lโetica dellโesposizione richiama i progettisti e le committenze ad assumere a una responsabilitร diretta verso le proprie proposte progettuali, che incidono sulla trasformazione del paesaggio, del territorio e dellโarchitettura, e in particolare sulle condizioni di vita degli esseri umani e delle biodiversitร .
La conferenza, oltre ad approfondire i percorsi artistici, offre al pubblico una riflessione condivisa sulla visione femminile del progetto, che si intreccia con lโarchitettura, con le prospettive dellโAgenda 2030 e quindi anche con lโidea di una committenza etica capace di riconoscere nelle pratiche artistiche strumenti sensibili di trasformazione.
Dal 20 settembre al 26 ottobre 2025, loย Spazio [A]tmosferaย di Codroipo ospitaย Tiliment โ Tagliamento tra arte e scienza, a cura di Giacomo Bassmaji รจ una mostra immersiva e multidisciplinare che invita a riscoprire il Tagliamento non solo come elemento naturale, ma come patrimonio culturale, scientifico ed emotivo.
Il Tagliamento: un fiume, mille storie
La mostra โTiliment โ Tagliamento tra arte e scienzaโ, unisce tre artisti, Roberto Ghezzi, Eugenio Novajra e Renato Rinaldi, in unโindagine polifonica su questo fiume indomabile e identitario. Ognuno con il proprio linguaggio, ognuno a un livello diverso di immersione. Novajra lo osserva dallโalto, restituendone la struttura, lโampiezza e la bellezza liquida attraverso fotografie e riprese aeree che rendono visibile ciรฒ che al suolo si percepisce solo come flusso e mutamento. Rinaldi cammina lungo gli argini, ne ascolta i suoni, raccoglie memorie e voci in un paesaggio sonoro che fonde il paesaggio naturale con quello umano, evocando lโintimitร , il mistero e le leggende del Tagliamento. Ghezzi, invece, vi entra fisicamente, lasciando che sia il fiume stesso a creare lโopera: nelle sue Naturografie, la tela diventa pelle viva, supporto su cui lโacqua, i sedimenti e il tempo scrivono la propria lingua silenziosa. Insieme, questi tre sguardi generano una geografia interiore del Tagliamento: non una descrizione, ma unโesperienza. โTilimentโ diventa cosรฌ un dispositivo di ascolto, uno spazio liminale tra arte e scienza, tra documentazione e poesia, dove il fiume non รจ oggetto, ma soggetto. Unโopera collettiva che invita a riscoprire un patrimonio ambientale e culturale straordinario, fragile, da custodire. Un invito, soprattutto, a lasciare che sia la natura, per una volta, a raccontarsi da sรฉ. Il Tagliamento non รจ solo un fiume, รจ un confine mobile, uno spazio soglia tra civiltร e natura, tra memoria e cambiamento. ร il luogo in cui i friulani hanno costruito parte della propria identitร , attraversato da storie intime e collettive, teatro di battaglie storiche e teatro delle prime esperienze, dei primi amori, delle prime fughe. ร anche un luogo che esige rispetto e consapevolezza: le sue acque possono diventare pericolose, il suo paesaggio puรฒ ingannare. Ma รจ proprio in questa ambivalenza, tra bellezza e rischio, tra stabilitร e mutamento, che risiede il suo fascino piรน profondo. โTilimentโ รจ anche un invito a pensare il paesaggio come luogo di responsabilitร . Le opere esposte non raccontano solo lโestetica del fiume, ma ci parlano della sua vulnerabilitร : lโimpatto dellโuomo, il cambiamento climatico, la necessitร di una tutela attiva. Il progetto si fa cosรฌ narrazione ambientale, civile, politica. Un atto dโamore verso un fiume che non si lascia addomesticare, ma che chiede di essere ascoltato. E forse proprio da qui, da questo ascolto, puรฒ nascere un nuovo modo di abitare il territorio: piรน lento, piรน consapevole, piรน rispettoso.
Un laboratorio naturale e culturale: lo sguardo della scienza
Oltre allโapproccio artistico, la mostra si arricchisce del contributo scientifico della ricercatrice Chiara Scaini, che definisce il Tagliamento un โlaboratorio naturale per il mondoโ e un caso di studio riconosciuto a livello internazionale.
ร infatti lโunico fiume alpino europeo che ha conservato la sua morfologia naturale, ed รจ citato in oltreย 6.000 pubblicazioni scientifiche.
ร uno dei primi luoghi in cui sono stati riconosciuti scientificamente iย servizi ecosistemici culturali: benefici immateriali come identitร , spiritualitร , educazione e ricreazione.
ร un simbolo di convivenza difficile ma necessaria: molte comunitร hanno dovuto adattarsi, spostarsi, ricostruire dopo le sue piene. Da qui nasce la socio-idrologia, una disciplina che analizza i fiumi non solo come entitร fisiche, ma anche come spazi sociali, ecologici, etici.
Un invito allโascolto e alla responsabilitร
Come sottolinea Giacomo Trevisan, vicesindaco di Codroipo:
“Il Tagliamento รจ parte integrante della nostra identitร . Con questa mostra vogliamo rinnovare lโimpegno per la sua tutela e valorizzazione, affinchรฉ le future generazioni possano continuare a vivere in armonia con esso.”
La mostra diventa cosรฌ un invito a ripensare il paesaggio come responsabilitร condivisa. Le opere esposte non sono solo contemplative, ma portano in sรฉ la consapevolezza della vulnerabilitร ambientale: parlano di cambiamento climatico, impatto umano, fragilitร degli ecosistemi. Un atto d’amore e, insieme, un grido d’allarme.
Programma eventi
Durante lโesposizione, sono previsti anche incontri e momenti di approfondimento:
Sabato 20 settembre, ore 21:00 Tagliamento tra ricerca scientifica e immaginario storico, artistico e culturale Con Chiara Scaini e Angelo Floramo, modera Giacomo Bassmaji Biblioteca Civica Don Gilberto Pressacco โ Codroipo
Domenica 26 ottobre, ore 15:30 Finissage della mostra Tiliment โ Tagliamento tra arte e scienza Spazio [A]tmosfera
A seguire, ore 16:00: Tagliamento bene comune: dallโarte allโimpegno civile Con CeVI, CeFAP, Tagliamento.org e attivisti locali Biblioteca Civica Don Gilberto Pressacco
Uno spazio partecipativo
Alla fine della mostra, i visitatori troveranno una parete per lasciare post-it con riflessioni, emozioni, ricordi legati al fiume. Sarร anche disponibile un questionario per contribuire alla ricerca scientifica in corso.
Perchรฉ ogni sguardo conta. E ogni voce, come ogni goccia, costruisce il fiume.
Gli artisti in mostra
Roberto Ghezziย (1978, Cortona) Pittore e sperimentatore, autore delleย Naturografieยฉ. Collabora con istituti scientifici in Italia e allโestero. Attualmente รจ presente nelย Padiglione Italia della 19ยช Biennale Architettura.
Eugenio Novajraย (1978, Torino) Fotografo professionista da oltre 30 anni. Ha esposto in tutto il mondo e vinto nel 2018 ilย Premio FVG Fotografiaย con โBerlino Altroveโ.
Renato Rinaldiย (1966, Codroipo) Compositore, attore, autore radiofonico. Lavora tra suono, ambiente e voce. Collabora conย Radio Rai, portando in onda reportage e radiodrammi.
Tiliment โ Tagliamento tra arte e scienza รจ promosso dal Comune di Codroipo, in occasione della Fiera di San Simone, con il patrocinio di: Regione Friuli Venezia Giulia, CeVI, Ecomuseo delle Acque del Gemonese, Tagliamento.org e il sostegno della Cantina Pitars.