SILVIA RASTELLI

FRAM | MENTI

Si apre alla Galleria Biffi Arte la prima antologica piacentina di Silvia Rastelli: una affascinante ricognizione dei temi piรน cari allโ€™artista e vicini alla sua sensibilitร , a cura di Fortunato Dโ€™Amico. In mostra, oltre ai ritratti, una serie di istallazioni che compongono il complesso percorso di ricerca della giovane artista piacentina, sviluppato attorno al concetto di identitร  (anche e non solo femminile) con tutti i suoi estuari e le sue complessitร .
Figlia dโ€™arte, Silvia Rastelli esordisce giovanissima sollevando lโ€™interesse di Stefano Fugazza che ne coglie tutta lโ€™intelligenza artistica:
โ€œSilvia Rastelli si muove coerentemente, dando vita a un mondo visivo in cui, piรน che lโ€™intera figura umana, compaiono porzioni di un volto, in cui un unico occhio si spalanca, lievemente sgomento di fronte allโ€™irrazionalitร  e allโ€™insensatezza che lร , fuori dal sรฉ, sembra prevalereโ€.
Eโ€™ giร  a fuoco il tema del โ€œframmentoโ€: partendo dal presupposto per il quale concepiamo la realtร  in forma fratta, Silvia Rastelli dร  vita a una sorta di distopia in cui la figura umana si muove a piccoli pezzi. Un concetto su cui Rastelli costruisce, come ancora rileva Fugazza โ€œuna riflessione di ordine espressivo: unโ€™indagine dentro le forme, circa il rapporto tra la forma e lo spazio, circa la corrispondenza tra i colori. Unโ€™indagine, tuttavia, non fine a sรฉ stessa, non ammalata di tecnicismo ma attenta anche alle ragioni dei sentimenti, allโ€™ascolto delle emozioniโ€.
E accanto a una ispirazione sensibile, si muove una capacitร  tecnica matura e consapevole, che lavora su stesure cromatiche contrastanti a cui il supporto, in dialogo con le ombre, aggiunge spessore. E della sua tecnica scrive Francesco Poli: โ€œQueste opere, con solidi confini quadrati o rettangolari, nascono dalla combinazione fra tre fondamentali componenti che interagiscono fra loro in modo equilibrato e sinergico: il disegno, la superficie del supporto, e il colore.
Il disegno in bianco e nero, tracciato a graffite, emerge dalla chiara superficie lignea che viene percepita come lโ€™incarnato dei volti, e viene circoscritto dalle stesure cromatiche che funzionano da sfondo, e che sono altrettanto essenziali nellโ€™economia complessiva della composizione, come indispensabile contrappuntoโ€.
Un percorso delicato eppure potente, che trova la sua sintesi piรน eloquente nella chiosa di Fortunato Dโ€™Amico: โ€œLa poetica di Silvia Rastelli, intensa, immensa, profondamente ancorata ad una sensibilitร  attenta a ristabilire equilibri sociali e sentimenti di solidarietร , abbraccia tutta lโ€™umanitร  in un corale respiro pittoricoโ€.

IL POTERE DELLA CIRCOLARITA’

UN VIAGGIO VERSO IL TERZO PARADISO

Nel suggestivo scenario del Castello di Galliate, il cuore della creativitร  e dell’impegno collettivo ha pulsato con forza durante la manifestazione “Sintonie, il coraggio di essere liberi”. Organizzata dalla Fondazione Apri le Braccia, il 17 marzo 2024 รจ stata una giornata indimenticabile dedicata al Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto. Artisti, scuole e associazioni culturali hanno unito le proprie menti e mani per regalare al territorio una mostra straordinaria.

La circolaritร  dei concetti di speranza, armonia e responsabilitร  ha preso vita attraverso opere che richiamano alla mente il valore del consumo responsabile, della salvaguardia ambientale e della trasformazione dei pensieri in espressioni artistiche. Tra poesia e bellezza, l’impatto emotivo della mostra รจ stato travolgente, suscitando riflessioni profonde e cambiamenti interiori.

Un’encomiabile menzione va a Paolo Lo Giudice, protagonista dell’opera “Circolaritร ”, creata con il recupero di ruote di biciclette insieme ai ragazzi del centro. Le scuole e le associazioni coinvolte hanno dimostrato un impegno straordinario: l’Istituto Comprensivo Bellini e Antonelli di Novara, il Liceo Artistico-Musicale-Coreutico “Felice Casorati”, insieme a IPSEOA “Pastore” e molte altre realtร  culturali che hanno contribuito con opere suggestive.

Il Comune di Vaprio Dโ€™Agogna merita un riconoscimento speciale per aver ospitato il primo dipinto sul Terzo Paradiso nella provincia di Novara, nel formidabile murale realizzato nel 2018 da Gianluca Raro. Il coinvolgimento del pubblico ha confermato il forte interesse verso gli ideali simboleggiati dal Terzo Paradiso, mostrando la potenza dell’unione nella promozione di valori di pace, solidarietร  e sostenibilitร .

In un mondo in cui la collaborazione e la condivisione sono fondamentali per costruire un futuro migliore, la manifestazione “Sintonie” ha spianato la strada per nuove iniziative che ispirino una comunitร  piรน consapevole e coinvolta. Grazia Simeone, con il suo impegno e la sua visione, ha illuminato il cammino verso un’armoniosa circolaritร  di idee e azioni che possa guidarci verso un domani piรน sereno.

Grazie a tutti coloro che hanno reso possibile questo straordinario evento e che continuano a diffondere speranza e positivitร  attraverso la bellezza dell’arte e della collaborazione. Ci auguriamo che questo viaggio verso il Terzo Paradiso continui ad ispirare e guidare la nostra comunitร  lungo un sentiero di crescita e rigenerazione.


Premio alla carriera a Vivienne Westwood

Vivienne Westwood riceve il premio alla carriera alla 13a Florence Biennale ed รจ in visita al padiglione Cavaniglia Eternal Feminine Eternal Change curata da Fortunato Dโ€™Amico.
Il premio assegnato a Vivienne Westwood โ€œin riconoscimento di una produzione creativa rivoluzionaria che ha segnato la storia del design della moda nel corso degli ultimi cinquantโ€™anni, cambiando e ampliando il concetto di femminilitร , e per aver ideato e promosso campagne innovative con lโ€™obiettivo di proteggere la vita sulla nostra Madre Terraโ€.

Le รจ stato dedicato uno spazio espositivo che ripercorre le tappe principali della sua carriera, con una particolare attenzione alle sue campagne in difesa dei diritti umani e dellโ€™ambiente.

Il Terzo Paradiso e il Carosello Storico dei Carabinieri.

Articolo di Francesco Saverio Teruzzi, pubblicato nel 2017 sul Blog di approfondimento di Fortunato D’Amico CULTURANATURA, La Stampa.

5 giugno 2017, 203ยฐ Annuale di Fondazione dellโ€™Arma dei Carabinieri, presenti le maggiori cariche dello Stato Italiano.
Il 4ยฐ Reggimento Carabinieri a Cavallo ha da circa venti minuti fatto il suo ingresso sulla sabbia del campo della Caserma di Tor di Quinto, intitolata alla memoria del Vice Brigadiere Salvo Dโ€™Acquisto.
Lโ€™incedere dei cavalieri รจ imponente, abile, dimostrazione di una maestria che si fonda sulla storia del Reggimento, ultimo interamente montato delle Forze Armate Italiane.
La โ€œcaricaโ€, evocativa di Pastrengo, che di fatto รจ il culmine del Carosello Storico, deve ancora avvenire, e Briciola, la mascotte, รจ ancora su un lato insieme alla Fanfara del reparto.
Cambio di musica, Somewhere over the rainbow, preparazione di una nuova figura. Figura inusuale per un reparto dโ€™armata, il Terzo Paradiso, quando ci si aspettava la composizione del numero dellโ€™Annuale, il 203, come da tradizione.
Lo speaker ufficiale annuncia lโ€™innovazione, un gesto socialmente e responsabilmente importante, una decisione presa dal Comandante Generale dellโ€™Arma dei Carabinieri Tullio Del Sette, che sembra andare incontro alle parole appena pronunciate dal Ministro della Difesa Roberta Pinotti, che ricordava come la divisa e la persona fossero un tuttโ€™uno nellโ€™essere carabiniere, umano, sensibile, equo, coraggioso.
Due minuti e trenta secondi, tanto รจ durata, artisticamente parlando, la performance.
Due minuti e trenta secondi per me di forte emozione, che mi hanno riportato ai giorni in cui avevo lavorato alla realizzazione dellโ€™Opera di Michelangelo Pistoletto situata al centro della Caserma, sotto i pennoni delle bandiere; ma anche a quando ero bambino e il Maresciallo Cucca era nostro vicino di casa ed io completamente irretito dalla sua divisa; al 5 maggio 2012, quando un tragico incidente ha portato via, insieme ad altre 4 persone, mio cugino Roberto Arioli, presidente dellโ€™Associazione Carabinieri di Aprilia, mentre era diretto a un raduno dellโ€™Arma a Jesolo; al rassicurante incontro con il Comandante della Stazione di Albano Laziale, sempre presente sul territorio.
Due minuti e trenta secondi, un lasso di tempo durante il quale, dati 2016, lโ€™Arma dei Carabinieri avrร  contemporaneamente: ricevuto 30 richieste di aiuto, effettuato 21 controlli, identificato 77 persone e 57 veicoli, iniziato un servizio di soccorso e completato piรน di un servizio di ordine pubblico, denunciato piรน di due persone e di queste ne stanno arrestando una, sequestrato un furgone di merce pericolosa alla salute pubblica, iniziato unโ€™investigazione scientifica, recuperato un oggetto di rilevanza artistica, attivato un controllo sul tema ambientale, monitorato una persona per matrice terroristica, confiscato 10.000 euro per mafia.
Due minuti e trenta secondi, in cui il Terzo Paradiso entra nella Storia dellโ€™Arma dei Carabinieri, mentre questโ€™ultima si conferma pare integrante e culturalmente rilevante del concetto Trinamico e della Demopraxia (il fare del popolo), in prima linea nella realizzazione di un equilibrio tra organizzazione pubblica e vita privata, tra societร  e singoli.

Foto Pierluigi Di Pietro | Video Francesco Saverio Teruzzi

Valerio Grassi e Fortunato D’Amico discutono di Tecnologia e Societร 

Fortunato D’Amico incontra Valerio Grassi per discutere delle nuove tecnologie e della loro utilitร  in termini di comfort, sicurezza, opportunitร  democratiche per migliorare la partecipazione attiva dei cittadini ai processi di gestione dei sistemi. Una discussione utile per iniziare a indagare intorno ai temi della digitalizzazione , anche attraverso la conoscenza di alcuni dei principali termini che la contraddistinguono, quali: Cloud, Industria 4.0, I.O.T. (Internet delle Cose)

Moda Sostenibile

Celeste Righi Ricco, Responsabile Relazioni Internazionali di Pensare Globalmente Agire Localmente, intervista la giovane imprenditrice Elena Prestigiovanni, fondatrice di Good Sustainable Mood. Assieme affrontano il tema della moda sostenibile, analizzando questa complessa filiera, e scoprendo le innovazioni che sempre di piรน stanno nascendo in Italia.

MADRI PADRI FIGL* – Mostra collettiva

Artisti

Elisa Cella, Tiziana Cera Rosco, Loredana Galante, Massimiliano ed Omar Galliani, Julia Krahn, Azael Langa, Francesco Lauretta, Trento Longaretti, Andrea Meregalli, Anna Nutini, Matteo Suffritti 

Madri Padri Figl*: un titolo che elenca i ruoli cardine della nostra esistenza: tutti siamo figli, tanti siamo madri e padri. 

I legami sono scritti volutamente separati perchรฉ i rapporti piรน intimi della nostra esistenza, da qualsiasi lato ci si ponga, nascondono al proprio interno solitudini, incomprensioni ed abissi. Allo stesso tempo perรฒ, sono le relazioni piรน profonde della nostra esistenza e ci regalano gioia, appartenenza, cura, senso della vita e sono potenti motori di evoluzione personale.

La famiglia รจ il nucleo base della nostra societร . Nellโ€™ultimo secolo si รจ profondamente modificata: da patriarcale, con tanti figli, immersa in una rete parentale e di prossimitร , con un forte controllo sociale e religioso, siamo passati ad una ridefinizione dei rapporti e dei ruoli allโ€™interno della coppia genitoriale, che sono diventati formalmente paritetici e praticamente in via di ridefinizione, i figli si sono ridotti drasticamente di numero, la rete parentale si รจ sfaldata, e la rete di prossimitร  รจ quasi scomparsa. Lโ€™ISTAT certifica lโ€™inverno demografico.

La definizione di nucleo familiare si รจ modificata: alla famiglia tradizionale, si sono aggiunte quelle coi genitori separati, le arcobaleno, quelle che decidono di non mettere al mondo figli, le mono genitoriali, le ricomposte, quelle con figli adottivi, quelle che considerano i propri animali domestici come figliโ€ฆ 

Nelle stesse cittร  convivono nuclei di origini e tradizioni diverse. Ci sono quelle che subiscono le guerre e quelle che emigrano. A tutte le latitudini e di qualsiasi forma siano, le famiglie hanno a che fare con le strutture politiche, economiche, sociali e religiose dei territori in cui vivono. 

La scienza ci ha permesso di avere un controllo sulle nascite, ci ha dato la possibilitร  di avere procreazioni assistite, supporti alla fertilitร  e gravidanze per altri; possiamo monitorare e curare il nascituro durante la gestazione ed abbiamo farmaci ed interventi chirurgici per favorire ed interrompere le gravidanze.

Tutto questo ci ha portato nuove opportunitร  e nuove problematiche etiche.

Da quando sono nate le psicoterapie e la pedagogia, la famiglia รจ stata profondamente indagata e messa in discussione. 

Nella nostra societร , che fa sempre meno figli, che invecchia costantemente, che guarda con sospetto la gioventรน, che controlla e gestisce i figli, spesso unici, senza lasciare loro spazi di libertร  ed autogestione giocosa, togliendo spesso la possibilitร  di crearsi la capacitร  di resilienza, che cosa fa l’arte? La sensazione รจ quella che non se ne occupi.  Per quanto riguarda gli artisti, invece, le relazioni familiari sono un tema di cui sentono lโ€™urgenza?

Madri Padri Figl* risponde affermativamente a questa domanda: le opere in mostra tracciano cartografie interiori, dove lโ€™affetto convive con il vuoto, la cura con il controllo, la trasmissione con lโ€™interruzione. Non cโ€™รจ rappresentazione univoca del legame: cโ€™รจ solo il disegno instabile di ciรฒ che chiamiamo famiglia.

Realizzato con le scuole Confalonieri, De Amicis e Volta 

Progetto di arte relazionale Qui il tempo si ferma: piatti nostri 

In collaborazione conย Fondazione Pistoletto Cittadellarte e con SOS Villaggi dei Bambini

A cura di: Elisa Cella, Loredana Galante, Andrea Meregalli, Matteo Suffritti

Organizzazione: AND Ente del Terzo Settore

Testi critici di: Simona Bartolena, Fortunato Dโ€™Amico

Inaugurazione: sabato 17 ottobre 2026 ore 16:30

Dal 18 ottobre allโ€™8 novembre 2026

Sala Convegni Villa Reale – Viale Brianza, 1 Monza

Sabato 31 ottobreย  – Conferenza aperta al pubblico, ore 16:00 – Qui il tempo si ferma: piatti nostri. con Saverio Teruzzi e Fortunato Dโ€™Amico

Sabato 7 novembre – Conferenza aperta al pubblico, ore 16:00 – Famiglie in prospettivaย – Dialogo con i professionisti e le associazioni che hanno scritto un testo per il catalogo, tra affetti, fragilitร , comunitร  e supporti

Il giardino delle metamorfosi di Giorgio e Silvia Rastelli

Concepita come unโ€™installazione diffusa dentro gli spazi condivisi dellโ€™Universitร  Cattolica, la mostra Il Giardino delle Metamorfosi di Silvia e Giorgio Rastelli รจ uno spazio in perenne mutamento. Le opere delineano un territorio abitato da creature, elementi primordiali e figure provenienti da geografie differenti, in cui la natura si fa specchio dellโ€™esistenza e lโ€™essere umano si riscopre parte integrante di un ecosistema in continua evoluzione.

รˆ qui che lโ€™umanitร  ha appreso a solcare la terra con lโ€™aratro e a rastrellare il suolo per accogliere la semina, tracciando un ordine nella crescita spontanea e riconoscendo nellโ€™alternarsi delle stagioni una misura del tempo.

Nel giardino, il gesto umano dร  forma, ritmo e memoria al paesaggio coltivato, legando la brevitร  dellโ€™esperienza alla ciclicitร  della natura. Grazie a questa relazione, lโ€™attivitร  agricola partecipa alla rivelazione del genius loci. Lโ€™aratura dellโ€™orto ancestrale imprime sulla pelle terrestre una scrittura temporale in perenne trasformazione, sospesa tra passato, presente e futuro. Il giardino diventa custode di un racconto progressivo, espressione di unโ€™umanitร  continuamente trasformata dal lavoro di rigenerazione e dal rapporto con i cicli stagionali.

Nella traduzione intermodale, i codici della conoscenza agraria traslano nei territori della grammatica musicale e coreografica, instaurando un legame profondo con lโ€™universo sonoro di Claudio Monteverdi. Nei suoi madrigali la natura partecipa direttamente agli affetti umani. Onde, venti e alberi danno suono alle passioni; i Rastelli trasferiscono questa sensibilitร  poetica nel presente. Nella loro opera le metamorfosi dei colori stagionali e i cicli delle piante diventano composizioni visive e sonore. Ogni area installativa รจ un madrigale, un microcosmo autonomo che partecipa a una danza e a una narrazione estesa, dove il visitatore attraversa il giardino tra apparizioni, mutamenti di scala e costellazioni di immagini.

In questo dialogo polifonico, la materia si eleva a Logos. Nellโ€™Orto Sacro delle origini, il suolo รจ il supporto per lโ€™invenzione di unโ€™ortografia poetica, una scrittura impressa nella materia vivente che accoglie la metamorfosi narrativa.

Il Giardino delle Metamorfosi, nella sua totalitร , racconta una storia di passaggi e paesaggi della visione e della mente. Ogni passo apre una percezione diversa e lo scenario, mentre viene osservato, continua la propria metamorfosi.

Nella compresenza di Giorgio e Silvia Rastelli, padre e figlia, lโ€™esposizione acquista infine una valenza genealogica. Il DNA passa da una generazione allโ€™altra senza produrre copie. Si ricombina, varia, conserva tracce e introduce differenze. La filiazione diventa cosรฌ immagine di una continuitร  capace di generare scarto, invenzione, autonomia. Lโ€™ereditร  ricevuta sopravvive proprio nella possibilitร  di mutare, poichรฉ il codice trasmesso si riscrive nel nuovo organismo. La loro vicenda artistica rende visibile questo principio biologico e culturale; lโ€™origine prosegue nella discendenza, affidando al futuro la facoltร  di diventare altro.

ARCHI E BRIVIDI ERRANTI SULLE SCALE DI AMORI SCIOCCANTI

Una mostra d’arte di Chiara Vellini a cura di Fortunato D’Amico – Documentazione fotografica di Alice Brizzi

Spazio vissuto, memoria e trasformazione. Il 10 settembre le porte di SPAZIO ERAN a Milano (via Plinio 48) si aprono per accogliere la ricerca artistica di Chiara Vellini, in un evento curato da Fortunato Dโ€™Amico e prodotto da Issues Production. La mostra mette in dialogo pittura, installazione, scultura, video e suono per esplorare un concetto universale: lโ€™atto di abitare come riflesso della propria identitร . All’interno del percorso espositivo, la dimensione autobiografica dell’artista incontra la collettivitร , anche grazie al racconto fotografico analogico di Alice Brizzi che ha catturato il dietro le quinte del lavoro e il processo di creazione delle opere.

Il termine “scala”, in italiano, puรฒย giocare su due registri. Potrebbe riferirsi a gradini fisici oppure a scale musicali, aggiungendo una dimensione sonora all’immagine delle installazioni di Chiara Vellini, quasi che l’amore stesso avesse una melodia dissonante. La scala fisica diventa scala musicale nel momento in cui la luce rossa la percorreย freneticamente, come una vibrazioneย scandita daย una frequenza che sale o scende, un tintinnio sonoro che, come una vela al vento, oscilla, quasi stonato, proprio come negli “amori scioccanti” che danno il titolo a questa esposizione, affiancata dalle opere fotografiche di Alice Brizzi, che testimoniano l’attivitร ย dellโ€™artista.ย Nel suo lavoro l’architettura entra cosรฌย nella geografia degli affetti. Gradini, aperture, passaggi e percorsi misurano distanze interiori, registrano attese, partenze, ritorni, incontri rimasti sospesi.ย Valigie accumulate segnano la fuga, il cambio di casa. Custodiscono partenze, ereditร , separazioni, desideri, resti di esistenze che ci accompagnano. Le scale distribuiscono questi carichi in un moto verticale, dove salire e scendere diventano esperienze mentali. Amoriย dislessici,ย attraversanoย lโ€™ambiente domesticolasciando scaricheย eย vuotiย sospesi,ย provocando frenate,ย attrazioniย eย accelerazioni improvvise. Lo shock misura l’intensitร ย vissuta. Resta il movimento.ย Un corpo esita,ย forseย cambia piano,ย poiย riprende il camminoย o la folle corsa. Le immagini non ospitano figure umane, e proprio in quel vuoto chi osserva puรฒย entrare e riempirlo immaginando lo svolgimento della storia, ma anche riconoscendo che al termine delle scale resta una luce, traccia che dal tunnel ci conduce fuori dal labirinto…

DANIELA PELLEGRINI | MARCO NEREO ROTELLI | Sotto il cielo di stelle

Castello Gambaย di Chรขtillon dal 23 luglio al 18 ottobre 2026

Gli spazi suggestivi e sopraelevati dellโ€™altana del Castello Gamba si trasformano nel palcoscenico di un intenso e raffinato dialogo poetico, che vede protagoniste le ricerche artistiche di Marco Nereo Rotelli e Daniela Pellegrini. Questo incontro non รจ una semplice accostamento formale, ma nasce da una profonda e fertile dialettica tra due alfabeti speculari che ridefiniscono i confini della comunicazione e della percezione visiva.

Il primo di questi codici espressivi รจ quello di Marco Nereo Rotelli, il cui lavoro si concentra da sempre sul potere evocativo del segno e della parola. Rotelli compie un atto di liberazione concettuale: sottrae la parola scritta alla bidimensionalitร  della pagina tipografica, scardina la rigiditร  del testo e la dispone liberamente nellโ€™ambiente espositivo, lasciandola fluttuare lungo traiettorie puramente mentali ed emozionali. All’interno di questa dinamica, le superfici ovali della serie Ab Ovo smettono di essere semplici supporti pittorici per trasformarsi in vere e proprie orbite cosmiche. Questi spazi curvi vengono solcati da calligrafie dinamiche, frecce direzionali e improvvisi impulsi luminosi, frammenti di un discorso universale che si fa pittura e si propaga nello spazio come una radiazione di pensiero.

Il secondo alfabeto, elaborato da Daniela Pellegrini, compie un percorso concettuale inverso ma strettamente complementare. Se Rotelli espande la parola verso l’infinito, Pellegrini riconduce l’immensitร  dellโ€™universo alla misura intima e profonda del vissuto personale, utilizzando il corpo come territorio di indagine. Nelle sue celebri Cielografie, lโ€™autoritratto fotografico perde ogni connotazione puramente descrittiva o biografica per farsi mappa siderale e firmamento privato. Lโ€™epidermide dell’artista si offre allo sguardo come una costellazione segreta, dove i nei e le micro-tracce della sua geografia corporea si convertono in punti luminosi, coordinate astronomiche e astri lucenti impressi sulla materia vivente.

Lโ€™intera sala espositiva dellโ€™altana si anima cosรฌ di una tensione vibrante, sospesa nella dialettica costante tra lโ€™incommensurabile immensitร  del cosmo e la vulnerabile concretezza della presenza fisica umana. Questa straordinaria prossimitร  di segni differenti โ€“ la parola-luce di Rotelli e il corpo-stella di Pellegrini โ€“ genera una fitta rete di poesie visive e nuove rotte astronomiche. L’operazione artistica riesce cosรฌ a convertire i luoghi della realtร  e i codici astratti (logos) in coordinate celesti e inediti campi astrologici, territori aperti alla pura intuizione e alla lettura del futuro. In questo modo, la mostra restituisce allโ€™arte contemporanea la sua facoltร  piรน autentica e ancestrale: quella di farsi strumento di orientamento spirituale, capace di rivelare e comunicare tutto ciรฒ che sfugge alla rigiditร  dei linguaggi ordinari e razionali.

GRAZIA TODERI | GILBERTO ZORIO | Sotto il cielo di stelle

Castello Gambaย di Chรขtillon dal 23 luglio al 18 ottobre 2026

Tre monitor affiancati proiettano nello spazio espositivo Rosso, l’opera video di Grazia Toderi. Si genera cosรฌ un campo visivo continuo e magnetico, in cui bagliori improvvisi, addensamenti cromatici e vibrazioni luminose scandiscono il ritmo elettrico e pulsante di un’enigmatica metropoli notturna. Le immagini scuotono e dilatano la superficie, trasformandola in una vera e propria pelle urbana: un ordito artificiale sospeso alla ricerca di intime profonditร  interiori. Senza piรน coordinate stabili, lo sguardo dello spettatore viene risucchiato in una dimensione ipnotica e fluttuante.

Questa narrazione in continuo movimento dialoga idealmente con Torre Stella, la serie di disegni di Gilberto Zorio. Ogni lavoro custodisce un’anima mutevole e una doppia esistenza: una visibile alla luce del giorno, l’altra rivelata esclusivamente dal buio. L’uso strategico del fosforo e degli inchiostri fluorescenti interviene direttamente sulle planimetrie e sui progetti grafici degli ambienti installativi, facendo emergere geometrie inattese e lasciando affiorare l’astro come un fulcro radiante di pura energia. Il passaggio radicale tra luminositร  e oscuritร  documenta non solo la metamorfosi tecnica, ma rende tangibile il tempo presente dellโ€™opera.

Nel cuore della sala, le due ricerche si fondono: mentre Toderi espande la percezione sensoriale del cosmo tra cielo e terra, Zorio ne condensa la potenza in un segno grafico vibrante. Sotto l’effetto di questo incontro, lo spazio fisico perde ogni rigiditร  e il firmamento fa il suo ingresso nell’ambiente, trasformandosi in un evento totalmente immersivo

MIMMO PALADINO | FRANCO PERROTTI | Sotto il cielo di stelle

ย Castello Gambaย di Chรขtillon dal 23 luglio al 18 ottobre 2026

Franco Perrotti e Mimmo Paladino danno vita a una tensione dialogica che si sviluppa in due direzioni speculari e contrapposte.

Da un lato, i volatili di Dissuader firmati da Perrotti assumono sembianze tecnologiche e corazzate, evocando in modo immediato i droni che sorvegliano, controllano e colpiscono il paesaggio contemporaneo. Il comune volatile urbano perde cosรฌ l’innocenza primordiale del proprio volo, portando impressi sul corpo i segni tangibili e brutali della guerra.

Dall’altro lato, opere come Icaro e stelle, Pieno di stelle e Carro stellare di Paladino spalancano cieli intensamente poetici, popolati da miti, apparizioni e alfabeti remoti. Paladino restituisce all’ascesa umana una dimensione immaginativa e spirituale, in cui lโ€™astro torna a orientare il viaggio e a riaccendere il desiderio dell’infinito.

Al centro di questo percorso si colloca Corona, un’opera che agisce come un circuito attorno a un pianeta: un’orbita materica capace di raccogliere in sรฉ presenze arcaiche e frammenti di filo spinato. Questo cerchio perfetto unisce in un unico elemento concetti opposti: protezione e limite, appartenenza e minaccia.

La sala espositiva si offre cosรฌ a una doppia lettura che oscilla costantemente da Perrotti verso Paladino e viceversa. Il drone incontra la costellazione, lโ€™arma si misura con la poesia, il confine si scontra con lโ€™infinito. รˆ proprio da questa dicotomia che si genera un campo di forze instabile, dove ogni promessa celeste porta con sรฉ il rischio della conquista militare e ogni barriera conserva, nonostante tutto, la possibilitร  di essere oltrepassata.

MICHELANGELO PISTOLETTO | GEOGRAFIE DEL COSMO CONTEMPORANEO | Sotto un cielo di stelle


Arte e scienza per immaginare il futuro

La sezione allestita in Val Ferretย รจย dedicata a Michelangelo Pistoletto. Davanti alle baite di Les Maisons de Judith, il suo pensiero unisce paesaggio alpino, innovazione, partecipazione civile e coscienza planetaria.Durante la missione VITAย (Vitality, Innovation, Technology e Ability), lโ€™astronautaย Paolo Nespoli porta sulla Stazione Spaziale Internazionale il simbolo del Terzo Paradiso. Nel logo della spedizione, il DNA richiama lโ€™indagine scientifica, il libro rappresenta la cultura, la Terra occupa il centro quale dimora condivisa dellโ€™umanitร . Lโ€™emblema conferisce carattere allโ€™impresa e orienta la riflessione verso un progresso capace di ricomporre natura, tecnica e responsabilitร .ย Dallโ€™orbita lโ€™astronauta fotografa la superficie terrestre. Lโ€™app SPAC3 accosta quegli scatti ai contributi inviati dai cittadini, inserendoli nella forma dei tre cerchi. Ciascun partecipante interviene nella costruzione di unโ€™opera corale e incontra i diciassette Obiettivi di sviluppo sostenibile dellโ€™Agenda 2030. Il dispositivo digitale favorisce consapevolezza sui cambiamenti climatici, sullโ€™acqua, sul cibo, sulla salute, sullโ€™uso del territorio e sulle decisioni necessarie alla salvaguardia del pianeta.

Lโ€™esperienza compiuta nello spazio ritorna fra le montagne. Sotto la corona del Monte Bianco, i tronchi recuperati dopo una tempesta disegnano sul prato la medesima icona. Il legno custodisce gli anni degli alberi, la forza dellโ€™evento atmosferico e il lavoro della comunitร  che li ha raccolti. Ciรฒ che sulla ISS racchiudeva la visione unitaria del mondo aderisce ora al terreno e registra la vicenda di un luogo. Fra queste due condizioni, il nucleo centrale indica il compito affidato allโ€™essere umano nella ricerca di un equilibrio fra ambiente e artificio.

Lโ€™Autoritratto di stelle estende il corpo dellโ€™artista in una moltitudine luminosa e riconduce lโ€™identitร  individuale alla sostanza da cui provengono gli astri e gli organismi. Rotazione di corpiraccoglie invece le presenze in un moto comune, dove ogni elemento modifica lโ€™assetto generale e rende percepibile il legame fra persona, societร  e sistemi celesti.

Lโ€™umanitร  coinvolta nelle nuove avventure spaziali dovrร  mantenere in equilibrio la relazione tra dimensione terrestre ed extraterrestre, assumendola quale principio etico capace di orientare lโ€™esplorazione verso la tutela della vita, la riduzione degli impatti e la responsabilitร  verso le generazioni future.

FRANCO PERROTTI | DISSUADER | Sotto un cielo di stelle

ย Chiesa Valdese, Courmayeur dal 25 luglio al 27 settembre 2026

A Courmayeur, gli spazi interni ed esterni della Chiesa Evangelica Valdese ospitano una tappa della mostra diffusa Sotto il cielo di stelle. Protagonista di questa sezione รจ Dissuader. Il volo della colomba dallโ€™Arca di Noรจ ai cieli antropizzati, un’installazione site-specific firmata da Franco Perrotti.

Attraverso questo intervento, lโ€™artista mette coraggiosamente in parallelo i sistemi di controllo e le barriere fisiche usate per respingere i migranti durante i loro esodi con i dispositivi urbani installati per allontanare gli uccelli considerati molesti, come i piccioni. Al centro della narrazione si colloca la drammatica metamorfosi della colomba: da ancestrale messaggera biblica e universale icona di pace, si ritrova immersa in cieli contemporanei saturi di confini, sorveglianza e macchine volanti. Nelle opere della serie, i volatili subiscono un’inquietante evoluzione tecnologica. I loro corpi biologici vengono modificati da punte, innesti metallici e superfici taglienti, trasformandosi in pesanti droni dโ€™attacco armati, specchio dei conflitti e delle tensioni della nostra societร .

Nel piazzale antistante, la grossa scultura in legno di oltre 4,5 metri raffigurante un piccione nero si erge come un severo monito contro la disumanizzazione dei confini e l’indifferenza di una societร  che preferisce respingere ed escludere piuttosto che accogliere.

ANGELO BONELLO | Axis Mundi | Sotto un cielo di stelle

ย MegaMuseo di Aosta dal 23 luglio al 18 ottobre 2026

La superficie luminosa bifacciale di Angelo Bonello domina il piano superiore del MegaMuseo, ponendosi come un ponte visivo e concettuale tra due dimensioni: i millenari scavi dellโ€™Area Megalitica e gli spazi espositivi interni.

L’installazione dialoga a distanza con Orione, l’altra opera dello stesso artista esposta al Castello Gamba. Ma se in quel contesto la figura atletica del cacciatore mitologico solleva la lancia verso il firmamento per catturare una stella, qui, nel presidio museale, lโ€™asta compie il percorso inverso. Il gesto รจ rivolto verso il basso, nell’atto di deporre lโ€™astro o di riscoprirlo nelle profonditร  storiche del sito. Il titolo stesso dell’opera, Axis Mundi, evoca l’asse simbolico universale che connette la sfera siderale alla terra. Nei riti di fondazione antichi, questo centro geometrico e spirituale segnava lโ€™inizio di ogni cosa: piantare un palo o tracciare un solco significava circoscrivere lo spazio sacro, il perno da cui avrebbe preso forma il mondo ordinato.

Questa straordinaria architettura di luce trova una risonanza profonda nel contesto archeologico di Saint-Martin-de-Corlรฉans, un complesso monumentale persino antecedente allโ€™Aosta romana. Qui, una delle storiche allineate di pali lignei e stele antropomorfe segue lโ€™orientamento astronomico della levata di Betelgeuse, la supergigante rossa della costellazione di Orione. Attraverso questo “ombelico sacro”, l’invenzione dell’opera d’arte mette fine al caos primordiale, fissando nellโ€™infinito un punto dโ€™origine da cui misurare e comprendere lโ€™intero ordine del creato.

MICHELANGELO PISTOLETTO | ROTAZIONE DEI CORPI (1989) | Sotto un cielo di stelle

ย MegaMuseo di Aosta dal 23 luglio al 18 ottobre 2026

Lโ€™installazione si sviluppa attorno a un tavolo sul quale sono adagiate due lastre combacianti di plexiglass, entrambe impresse con immagini stellari provenienti dallโ€™Osservatorio di Monte Palomar.

Invitato all’interazione, il visitatore appoggia un dito sul bordo superiore e imprime una lieve rotazione. Basta questo spostamento millimetrico perchรฉ l’assetto delle costellazioni cambi istantaneamente: i punti luminosi si sovrappongono in modi sempre nuovi, dando vita a inediti cerchi concentrici. Lโ€™opera trova la sua linfa in questo gesto semplice, un’azione che scardina l’equilibrio precedente e dimostra come nessun fulcro possa mai dirsi definitivo. Una volta concluso il movimento, il partecipante รจ chiamato a riportare la lastra nella sua posizione originaria, facendola coincidere esattamente con quella sottostante. Se l’azione apre una finestra sulle infinite possibilitร  del caos, il ritorno ne ristabilisce lโ€™ordine iniziale, preparando la superficie a una nuova esplorazione.

Michelangelo Pistoletto traduce questa affascinante dinamica cosmica direttamente nella dimensione sociale. Nel momento in cui ogni singolo punto puรฒ trasformarsi nel fulcro dell’intero sistema, ogni individuo acquista una precisa responsabilitร  nel rapporto con gli altri. Il tavolo si trasforma cosรฌ in uno strumento di conoscenza collettiva, mentre lโ€™universo moltiplica i propri centri a ogni sfioramento del dito.