Luca Molinari. Raccontare l’architettura: mostre, musei ed eventi. Nuove prospettive
LUOGO:Conferenza online
DATA:26 maggio 2021 ore 17.00
Settimo appuntamento per i Dedalo Minosse Talk!
In “Raccontare l’architettura: mostre, musei ed eventi. Nuove prospettive” Luca Molinari si interrogherร , con l’aiuto del giornalista Giorgio Tartaro, su come parlare di architettura fuori dall’emergenza della pandemia.
Biennali, mostre permanenti, musei, installazioni, monumenti, luoghi comuni: ogni spazio puรฒ diventare occasione per raccontare l’architettura e la sua complessitร .
In un tempo di profonda trasformazione ogni evento deve diventare un laboratorio partecipato di sperimentazione che veda nel progetto un centro necessario di rigenerazione.
Conduttore dell’evento Giorgio Tartaro, giornalista e autore televisivo per Rai e Sky Leonardo / Alice / Case Design Stili. Amico del Premio Dedalo Minosse, si occupa di progetti per la comunicazione di architettura e design.
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In occasione del 22 Aprile, Giornata Mondiale della Terra, lโAssociazione Culturale Lo Zainetto e WorldGlocal hanno voluto dedicare la rubrica de “La Mamma Secchiona”, al tema dellโeducazione ambientale.
Obiettivo primario quello di risvegliare in ciascun individuo la consapevolezza della profonda interconnessione tra lโessere umano e lโambiente, traendo ispirazione dalle parole di T. Makiguchi, educatore e filosofo giapponese, che nella sua opera โUna Geografia della Vita Umanaโ ci trasmette:
Esu questi stessi valori, alla base del suo sistema pedagogico, รจ importante oggi piรน che mai focalizzare lโattenzione in ambito educativo.
Lโeducazione ambientale di bambini e ragazzi rappresenta, infatti, un fattore indispensabile per la sensibilizzazione e lo sviluppo di una capacitร critica che possa influire sulle scelte di chi domani deciderร di dedicarsi alla scienza, alla ricerca, al mondo dellโagricoltura, della medicina o dellโinsegnamento stesso. E anche per fornire gli strumenti necessari ad assumere un ruolo attivo di fronte alla prospettiva di un futuro ancora ignoto per quanto riguarda le problematiche ambientali e i potenziali effetti del cambiamento climatico.
Climate Psychology Alliance sensibilizza in questo senso tutti gli adulti della comunitร educante sullโimportanza di integrare Dialogo, Teoria ed Esempio Pratico, in un approccio volto a spiegare ai bambini e ragazzi di oggi, in termini semplici, non solo quello che sappiamo ma anche quello che non sappiamo su queste stesse tematiche, a chiedere ai bambini quali sono le loro impressioni e farli sentire ascoltati e, infine, a dare loro lโesempio con azioni quotidiane concrete.
Su questi tre elementi di dialogo, teoria ed esempio pratico abbiamo voluto perciรฒ incentrare la nostra intervista: Chiara Crosti (Comitato Boschetto e WorldGlocal) e Sonia Bottini (Salvambiente) hanno condiviso, in modo appassionato e competente, le loro testimonianze di azioni che hanno messo in campo per lโambiente, sul territorio trezzanese, rispettivamente, dalla riqualificazione del Parco dei Sorrisi – trasformato nel tempo in luogo di cultura e aggregazione intergenerazionale – allโintroduzione della pratica della permacultura e dellโutilizzo dei microorganismi al Lago Mezzetta, entrambe avvalendosi di una rete di cittadini consapevoli; il tutto contestualizzato nella teoria della cornice degli obiettivi di sostenibilitร dellโAgenda 2030, con particolare riferimento alla โPโ di Pianeta e con in mente una meta ancora piรน a lungo termine:
โUn’Europa a impatto climatico zero entro il 2050โ.
In chiusura, alcune proposte da condividere in ambito familiare:ย ย la riflessione finale sul principio di equitร intergenerazionale e sullโimportanza di lasciare il mondo in condizioni migliori di come lโabbiamo trovato in modo da permettere agli adulti di domani di vivere in un ambiente sostenibile, garantendo loro un patrimonio di risorse naturali e culturali adeguate, alcuni suggerimenti di lettura per esplorare insieme diverse opzioni in questโottica e un breve estratto della fiaba del colibrรฌ.ย
Per chi fosse interessato allโascolto dellโintervista, questo รจ il link al video:
UN NUOVO MEDIUM PER LA SALVAGUARDIA DEGLI OCEANI E DEL PIANETA
“Per affrontare la sfida strategica del climate change, Earth 300, un ocean explorer di 300 metri, incrocerร scienza, tecnologia, avventura, esplorazione, educazione e intrattenimento in modi mai immaginati prima. La citizen science sarร la nostra chiave per produrre un futuro migliore: vogliamo generare lo strumento piรน innovativo ed efficace per progettare insieme la sopravvivenza degli Oceani e del pianeta”
Giulio Ceppi, EARTH 300 Head of systems design
Premessa
Stiamo vivendo un momento cruciale nella storia dellโumanitร , affrontando la sfida piรน grande dagli albori dellโuomo: il cambiamento climatico, da cui nessuno puรฒ esimersi o mostrarsi indifferente. Per affrontare questa sfida epocale, Earth 300, un ocean explorer di 300 metri, incrocerร scienza, tecnologia, avventura, esplorazione, educazione e intrattenimento in modi mai immaginati prima. L’onda verde ha portato a una pletora di promesse di un nuovo futuro senza emissioni, con innovazioni e nuove soluzioni che ci avvicineranno al raggiungimento degli obiettivi dei mandati aggressivi a ridurre le emissioni di CO2 di almeno il 40% rispetto ai livelli precedenti, portandole a una riduzione del 70% entro il 2050. Inoltre, l’ONU ha imposto una riduzione delle emissioni totali annue di GHG per spedizioni internazionali di almeno il 50% entro il 2050 rispetto al 2008.
Earth 300 รจ concepito come una piattaforma tecnologica estrema per la scienza, lโesplorazione e lโinnovazione in mare, che incorpora robotica, IOT, AI e Quantum Computing ed รจ attrezzata con 22 laboratori allโavanguardia, sviluppata come una piattaforma che possa catturare in un mix nuovo e originale lo spirito di Silicon Valley, Space X, Davos e le Olimpiadi. Una nuova piattaforma per ragionare attivamente e concretamente sulla sopravvivenza del pianeta e sul futuro degli oceani Neri Oxman, ecologista dei materiali del MIT, ha dichiarato: โNon risolvi le crisi climatiche con un dottorato di ricerca in termodinamicaโ. Dobbiamo adottare un approccio sistemico al pensiero ed EARTH300 vuole essere uno strumento innovativo ed originale in questo cambio di mentalitร .
Una nuova piattaforma interdisciplinare
A bordo della nave si esplorerร un ampio spettro di punti di vista, riunendo le menti piรน intelligenti e brillanti per creare un collettivo di intelligenza che non ha rivali in termini di portata e diversitร . Ospiterร infatti 4 diverse comunitร : scienziati, esperti, studenti e privati cittadini. Lo farร trasportando 160 tra i piรน importanti scienziati del mondo, dal marino, alla terra, allโaria e allo spazio, nonchรฉ una cerchia di 20 esperti provenienti da diversi settori: imprenditori ed economisti, ingegneri, esploratori e artistiโฆ che lavoreranno insieme per creare soluzioni rapide, di vasta portata e soluzioni eccezionali in โreal time to marketโ.
Inoltre EARTH300 offrirร una piattaforma open source per consentire agli scienziati di tutto il mondo di beneficiare di questa conoscenza. ร la nostra giovinezza che dovrร condurci coraggiosamente nel futuro, quindi abbiamo anche fatto spazio per almeno 20 studenti, permettendo loro di essere a bordo ad ogni viaggio, selezionati democraticamente, a prescindere da credo, colore o fascia di reddito. Earth 300 fornirร anche uno sfondo per i privati cittadini, mecenati facoltosi che diventeranno contribuenti, per partecipare a think tank allโavanguardia della scienza.
Il progetto preliminare della nave di Earth 300 รจ definito e approvato (sviluppato da Igges Design) e l’ingegneria del progetto navale preliminare รจ completata (NED). Ora abbiamo giร numerosi partner che ci supporteranno nelle fasi successive, tra i quali aziende come IBM, Core Power, Rinaโฆ Lโacceleratore Earth 300 inizierร le iniziative dal giorno 1. Il nostro obiettivo รจ suonare lโallarme climatico su scala globale e ispirare lโimmaginazione etica ed ecologica. Vogliamo veder nascere un nuovo marchio di avanguardia planetaria, seguito da leader etici che sosterranno una nuova visione economica ed ecologica per il mondo. Dipendiamo dalla Terra ed รจ ora di svegliarsi. Crediamo che la paternitร collettiva in cui le persone possono sognare e osare insieme sia la strada da intraprendere. Vogliamo invitare la comunitร globale a partecipare e ad aiutarci, diventando fondatori e creatori del nostro mondo e garantendo la sopravvivenza dellโumanitร per le generazioni a venire.
Progettare il metabolismo: la circular economy di una nave (e non solo)
Earth 300 รจ una piattaforma tecnologica estrema per la scienza, lโesplorazione e lโinnovazione del mare; si tratta della costruzione della nave di ricerca piรน grande del mondo dotata di 22 laboratori scientifici e che ospita 160 scienziati con la missione di combattere il cambiamento climatico. Con sede e sede centrale a Singapore ma con una rete globale e una visione e una missione che non ha confini geografici.
Earth 300 ha anche giร attivato un acceleratore tecnologico a Singapore che collabora con diverse start-up e offrire reali utilizzi sul campo, nella barca stessa in primis, ovviamente. La prima startup Earth 300 sta giร funzionando con lโobiettivo di sviluppare una tecnologia di tracciamento che aiuterร a monitorare le condizioni ambientali in tutto il pianeta per proteggere la biodiversitร e promuovere la conservazione dell’ecosistema. Lโacceleratore ha anche unโiniziativa di riciclaggio per trasformare i rifiuti in prodotti utilizzabili coinvolgendo e stimolando gli studenti di varie scuole locali a Singapore a pensare in modo creativo ai modi per ridurre i rifiuti di plastica nelle stesse scuole. Il programma sosterrร le nostre iniziative scolastiche in tutto il mondo per comunicare e apprendere in modo incrociato su idee sostenibili e nuove ricerche disponibili, in mare e in terra.
Lโambiente marino come forma di energia pulita: la tecnologia MSR
Una delle domande di lungo termine che ci siamo posti fin dallโinizio del progetto ruota intorno alla motorizzazione della nave: come muoversi sugli oceani in modo sostenibile, come non cadere in contraddizione volendo aiutare il pianeta a decarbonizzarsi e muoversi quindi sulle acque senza produrre un ulteriore inquinamento? Abbiamo deciso che il vero punto cruciale in una partnership sostenibile a lungo termine fosse il nesso futuro tra l’energia atomica avanzata e lโenergia necessaria per produrre idrogeno verde, ammoniaca verde e altre soluzioni prive di carbonio. La tecnologia che si trova nella posizione migliore oggi per fornire energia sostenibile, a lungo termine e priva di emissioni e produrre combustibili sintetici รจ il Molten Salt Reactor (MSR). La tecnologia MSR non รจ una novitร assoluta: giร nota negli anni ’60, piรน o meno nello stesso periodo delle prime fasi di sviluppo dei veicoli elettrici (EV), ma ora i chimici negli Stati Uniti hanno scoperto che il calore industriale potrebbe essere prodotto da reazioni a catena atomica in sali liquidi, piuttosto che in reattori ad acqua come avevano fatto negli anni ’50: un evento rivoluzionario e una scoperta scioccante. Significa che avere la produzione di energia di estrema efficienza per un periodo molto lungo di tempo senza il rischio di fughe radioattive, non รจ solo possibile, ma del tutto pratico.
La produzione flottante รจ l’ambiente ideale per avere idrogeno verde, ammoniaca verde e acqua dissalata. Non richiede licenza nel sito, รจ scalabile, flessibile, mobile, esportabile ed si รจ circondati da acqua e aria – tutta la materia prima di cui abbiamo bisogno per produrre idrogeno e ammoniaca verde. Nessuna trivellazione petrolifera, nessuna raffinazione di petrolio fumoso, nessuna combustione, nessuna emissioneโฆ Pensate a una raffineria galleggiante di carburanti verdi che produce 3-5 milioni di tonnellate di ammoniaca verde all’anno ad un costo competitivo con il carburante bunker. La domanda globale di ammoniaca verde solo da il trasporto marittimo dovrebbe raggiungere i 250 milioni di tonnellate entro il 2035. Ciรฒ potrebbe essere raggiunto da appena 50 installazioni di questo tipo. Gli sforzi di Earth 300 metteranno in luce il ruolo chiave che possono svolgere le industrie marittime nel decarbonizzare l’industria pesante e i trasporti, svolgendo nel contempo un lavoro essenziale e a lungo termine per la conservazione sostenibile dell’oceano.
Il ruolo di Giulio Ceppi, Head of systems design di EARTH 300
Il ruolo di Giulio Ceppi nel progetto di EARTH 300 รจ quello di curarne e garantirne il metabolismo, sia sul piano delle attivitร e della ricerca, creando quindi il giusto mix di strutture, attivitร e contenuti, quanto sul piano del funzionamento della nave stessa, attraverso i suoi spazi dedicati, le infrastrutture speciali, i mezzi di trasporto integrati.
Inoltre lโapproccio strategico e sinergico di Giulio farร di EARTH300 un laboratorio galleggiante di ricerca sulla sostenibilitร , a partire dai materiali con i quali รจ costruita, dai consumi energetici, fino alla capacitร di garantire autosufficienza alla vita di bordo e rappresentare quindi un โmodello di economia circolare viaggianteโ.
Giulio Ceppi (1965) ha studiato Visual design alla Scuola Politecnica di Milano e, dopo la Laurea in architettura, ha conseguito il Phd in design sempre al Politecnico di Milano, dove รจ docente dal 1994. Si occupa di progettazione sensoriale e design dei materiali, di tecnologie emergenti e strategie per lโinnovazione. Fino al 1997 ha coordinato il Centro Ricerche Domus Academy, e quindi fondato il Master in Business Design, divenendo poi nel 1998 senior design consultant di Philips Design.
Nel 1999 fonda Total Tool, societร di visioning e design strategy, oggi con sedi a Milano e Buenos Aires, con oltre 250 progetti svolti nei 5 continenti. Ha tenuto conferenze in oltre 25 Paesi, scritto numerosi saggi sul design e curato importanti mostre sulla cultura del progetto. Ha ricevuto numerose menzioni al Compasso dโoro, il premio Dedalo Minosse, il premio nazionale per lโinnovazione dei Servizi di Confcommercio. Vive e lavora a Milano e sul Lago di Como.
COLTIVARE LโINTELLIGENZA EMOTIVA FIN DALLA PRIMA INFANZIA PER UN FUTURO SOSTENIBILE
di Silvia Vercelli
La ruota delle emozioni – Plutchik
โNon possiamo insegnare nulla alle persone, possiamo solo aiutarle a scoprire le cose dentro di loroโ (Galileo Galilei)
LโIntelligenza Emotiva รจ la capacitร di unire pensieri ed emozioni per prendere decisioni ottimali e generare risultati positivi. Isabelle Filliozat, nota psicoterapeuta, sottolinea, rivolgendosi a genitori ed educatori, lโimportanza di coltivare lโintelligenza emotiva, o intelligenza del cuore, fin dalla prima infanzia, rispondendo in modo adeguato alle emozioni del bambino, attraverso la presenza (โci sonoโ in risposta ai tuoi bisogno), le parole (nellโaiuto a verbalizzare e nellโutilizzo di un linguaggio efficace) e lโatteggiamento (di esempio nella modalitร di reazione): questo lo renderร nel tempo capace di padroneggiarle.
I bambini hanno bisogno di adulti che non si facciano spaventare dalla loro esuberanza emotiva o dalla loro eccessiva richiesta di devozione. Come ruolo chiave nel percorso educativo, l’adulto puรฒ e deve arginare, indirizzare il piccolo, senza sottrarlo alla necessaria frustrazione che capita nelle relazioni con gli altri, anche con i coetanei.
Inside Out – Pixar
Riuscire a comprendere che i bambini hanno diritto ad un loro spazio/tempo da vivere nella relazione tra pari con serenitร , ma anche con la possibilitร di sperimentare e sperimentarsi, รจ una competenza importante da sviluppare. E nella difficoltร oggettiva della situazione รจ fondamentale riuscire ad avere fiducia nel bambino.
In unโottica piรน ampia, gli sforzi compiuti dal genitore oggi in questa direzione favoriranno la crescita di futuri individui consapevoli e capaci di instaurare relazioni efficaci e di valore, creando reti aventi come fine ultimo il bene collettivo.
Questo il tema trattato nellโincontro mensile tra WorldGlocal e lโassociazione culturale Lo Zainetto, nellโambito della rubrica La Mamma Secchiona (rivolta a genitori di bambini in etร zero-sei anni), attraverso gli spunti di riflessione condivisi dalla coach Sara Colussi e la testimonianza di Silvia Vercelli (WorldGlocal). A supporto, un estratto dal cartone โInside Outโ di Pixar.
In chiusura, il riferimento agli obiettivi di sostenibilitร , in particolare n.4 (Istruzione di Qualitร ), n. 16 (Pace, Giustizia e Istituzioni Solide) n. 17 (Partnership per gli Obiettivi), fonte dโ ispirazione costante e indispensabile orientamento nelle scelte educative di oggi per la loro stessa realizzazione nel lungo termine.
Nota โ il sottofondo finale รจ tratto da โYou’ve Got Something to Live Up Toโ, facente parte del progetto musicale My Earth Songs – Children’s Songs for a Brighter Future, del compositore ambientalista indiano Ricky Kej, autore di 27 canzoni per bambini dedicate agli Obiettivi di sviluppo sostenibile.
Per chi fosse interessato allโascolto dellโintervista, questo รจ il link al video:
Nella notte tra il 10 e l’11 febbraio 2021, il versante est della collina sovrastante la residenza Tana, nella Frazione Terranova del comune di Arpaise, da cui prende il nome, รจ caduto, trascinando parte di un bosco secolare sull’officina/laboratorio e su parte della casa, sede della residenza d’arte e tutela ambientale, provocando danni ingenti ai tetti, al muro perimetrale e ai giardini terrazzati.
Nelle settimane precedenti i titolari hanno lottato strenuamente per evitare straripamenti e smottamenti ,dovuti ad una bomba d’acqua che si รจ abbattuta su tutta la zona del Sannio Beneventano (in 2 giorni รจ caduta la quantitร d’acqua di un anno intero!). Per fortuna o per caso sono vivi e possono raccontare un dramma evitato.ย
Dopo i primi momenti di sconforto, si sono rimboccati le maniche e hanno iniziato a rimuovere i detriti, i grossi tronchi e rami crollati sui tetti, con il pronto intervento dei Vigili del fuoco e poi con l’aiuto di un gruppo di amici e vicini del TANA , che hanno subito offerto il proprio concreto sostegno e che ringraziamo di cuore.
Con la consulenza di un geologo , รจ stato stimato complessivamente lโammontare dei danni subรฌti e valutato i lavori piรน urgenti e necessari alla messa in sicurezza del pendio, del muro di cinta, della casa e dell’officina/laboratorio, che devono essere avviati al piรน presto.
E’ iniziato giร il lavoro urgente di rimozione dei primi detriti crollati dal pendio sulla casa e sull’officina/laboratorio. Ma, per scongiurare ulteriori crolli o danni strutturali รจ URGENTE proteggere le strutture e il muro di cinta, in previsione di ulteriori piogge, rimuovendo tutto il terreno, le grosse pietre, i tronchi e i detriti caduti.
Cui si spera di far seguire la FASE 2, che prevede la messa in sicurezza del pendio franato, la regimazione delle acque superficiali e la palificazione dei terrazzamenti (costo previsto 30.000 euro), azioni necessarie per la messa in sicurezza del luogo.ย
Infine si avvierebbe la FASE 3 (20.000euro) che prevede il necessario lavoro di consolidamento del muro perimetrale, che ha subรฌto dissesti, durante la frana, mediante la realizzazione di contrafforti di cemento armato, nonchรฉ l’impermeabilizzazione e copertura del tetto della casa, colpito dai tronchi crollati.
Per questo motivo Marco Papa e Tiziana De Tora chiedono a tutti sostegno concreto. Sostenendo il TANA si supporteranno i lavori di messa in sicurezza, la ricostruzione delle strutture danneggiate, e ci darete una mano a riprendere quanto prima anche tutti i progetti culturali e di tutela ambientale, che erano programmati e purtroppo sono al momento sospesi.
Il mondo dell’arte, della cultura e dell’ambientalismo si sta mobilitando a sostegno del TANA. E’ partita la campagna #IOSOSTENGOILTANA, che vede la partecipazione di artisti, musicisti, curatori, associazioni culturali e ambientaliste, che inviteranno tramite brevi video-appelli, ad aderire al crowdfounding per aiutare il TANA a ricostruire quanto distrutto dalla frana e ripartire al piรน presto con i progetti di tutela ambientale in cantiere.
Tiziana De Tora e Marco Papa
Cosa รจ TANA Terranova Arte Natura
Eโ lโidea di Marco Papa e Tiziana De Tora , attivisti, ambientalisti, dopo anni vissuti insieme all’estero, hanno scelto di fare down-shifting, tornando alle proprie radici e al paese di origine della famiglia di Marco, e fondando il TANA Terranova Arte Natura , oasi di tutela ed educazione ambientale attraverso le arti, sita nel Sannio beneventano.
Il TANA, come descritto da Marco รจ โ Luogo โ non luogo, dove lโospite qualunque trova forza e sguardo lungo (che sia asparago o sia fungo, che sia volpe o sia poiana), pace e assetto creativo. Un polo dove fare, creare, partecipare. Unโisola responsabile, nella quale lโesistente รจ preesistente e persistente. Lโuomo passa, annusa, sente, cerca e lascia la memoria del suo tempo. Nulla รจ sprecato! Un luogo di rispetto, dove il devo schiaccia il voglio, dove lโalbero da spoglio rende alchemico lo spazio. Acqua, ossigeno, riserva. Accortezza e discrezione. Nel rifugio migrazione. Area di sosta, di ripresa, di ricarica. Residenza dโartista, officina, orto didattico, area socio-sperimentale. Ciรฒ che avviene lascia memoria. Per chi ancora non รจ venutoโ.
Marco Papa, Michelangelo Pistoletto, Tiziana De Tora
Con lโassociazione Artstudio’93, da diversi anni svolgono laboratori di tutela ambientale e cura di giardini e parchi, progetti socio-culturali, e formazione dei giovani, e sono ideatori e curatori dell’evento internazionale Happy Earth Days , giunto alla sesta edizione, dedicato alla Giornata mondiale della Terra.
Marco e Tiziana, inoltre, come ambasciatori Rebirth/Terzo Paradiso hanno fatto loro e intrecciato a livello associativo e soprattutto personale i principi del segno-simbolo di Michelangelo Pistoletto, con progetti partecipati, che hanno avuto luogo sia al TANA che in importanti Musei, come il Madre di Napoli e il Macro di Roma. Sono stati anche protagonisti di un’impresa sostenibile in bicicletta, “Pedalando per il Terzo Paradiso“, lungo la Ciclabile del Reno, per portare i 17 obiettivi dell’Agenda 2030 ONU .
ArtStudioโ93 รจ unโassociazione culturale senza scopo di lucro, ideata e fondata nel 1993 dallโartista Gianni De Tora , e ripresa da Marco e Tiziana, con Maria Stefania Farina , per promuovere e diffondere lโarte in tutte le sue declinazioni. ArtStudioโ93 intende sensibilizzare lโopinione pubblica su tematiche di attualitร attraverso la promozione di eventi di arte totale , nonchรฉ di numerose attivitร didattiche. In particolare, ha l’obiettivo di tutelare, promuovere e valorizzare i beni di interesse artistico, storico e paesaggistico , mediante attivitร di carattere socio-culturale, per sollecitare la partecipazione popolare, lโimpegno civile e sociale dei cittadini .
Intervista di Giacomo Bassmaji in collaborazione con Tommaso Cabassi SOMMARIO: Arte, Architettura, Multiculturalitร , intervista a Luca Vecchi Sindaco della Cittร del Tricolore
Buongiorno a tutti. Sono Giacomo Bassmaji, curatore dellโistallazione collaborativa โBandiera del Mondo 1 + 1 = 3โ di Michelangelo Pistoletto e Angelo Savarese allโinterno di Rigenera – Festival dellโArchitettura. Sono con Luca Vecchi, Sindaco di Reggio Emilia per parlare di Arte, Architettura e Multiculturalitร .
Giacomo Bassmaji – Buongiorno Luca Vecchi, esattamente 6 mesi fa a Reggio Emilia รจ stata realizzata la performance โBandiera del Mondo 1 + 1 = 3โ cosa ha significato per la cittร , che rapporto si รจ instaurato tra la Cittร del Tricolore e questo simbolo, questโopera dโarte?
Luca Vecchi – Buongiorno a tutte e a tutti, credo sia stata un’iniziativa molto importante, con grande partecipazione, che porta con sรฉ un significato culturale e valoriale davvero forte. Molto emozionante il modo in cui รจ stata collocata nel contesto di questo luogo, nei chiostri benedettini, di San Pietro a Reggio Emilia. ร stata una performance molto coerente con lโidentitร contemporanea, la storia stessa di questa cittร , il sistema dei valori di questa comunitร . Una performance e un’istallazione che attraverso l’arte e la cultura manda allโItalia e al mondo un messaggio molto potente.
GB – L’arte del Maestro Pistoletto riesce a mandare messaggi etici. Qual รจ il ruolo, dell’arte contemporanea, in una cittร di medie dimensioni com’รจ Reggio Emilia?
LV โ La risposta รจ inequivocabile, la cultura รจ creativitร , รจ espressione di sapere, รจ pensiero critico, รจ dialogo ed รจ anche capacitร di stimolare una discussione pubblica all’interno di una comunitร . Quindi รจ del tutto evidente che quando i luoghi di una cittร riescono a nutrirsi di arte e di cultura, a beneficiarne non รจ soltanto la bellezza che giร in sรฉ รจ un elemento fondamentale, nel contesto a volte di una societร che rischia di declinare verso dinamiche anche un po’ di degrado, ma soprattutto perchรฉ generativo di un processo di crescita civile di una comunitร . Credo quindi che da questo punto di vista questa iniziativa รจ un ulteriore passo in avanti, per una cittร che ha sempre pensato che l’arte e la cultura debbano rappresentare un po’ una sorta di driver del proprio modello di sviluppo.
GB – Parlando di opera dโarte, Bandiera del Mondo e nell’infisso 1 + 1 = 3 vuole trasmettere lโimportanza del sistema collaborativo tra persone. Il messaggio dei due artisti รจ espressione di dialogo interculturale, rompe realmente i confini geografici e culturali.
LV – Dallโopera di Pistoletto e Savarese credo valga lo sforzo di raccogliere il messaggio che vuole trasmettere, cioรจ che l’incontro tra le diversitร genera una ricchezza e non invece timori e divisioni. LโOpera a mio avviso, ha un significato potente perchรฉ trasmette non soltanto un messaggio interculturale e interreligioso, ma fa incontrare le tante diversitร del mondo e soprattutto un messaggio di pace. Questo perchรฉ noi viviamo in un mondo in cui le diversitร sono ogni giorno rappresentate molto piรน nella loro dinamica di competizione e di contrapposizione. Di rado il mondo riesce a trasmettere unโimmagine unitaria della propria diversitร , acquisisce ancor piรน valore questa performance come elemento di coesione, e quindi come messaggio di fratellanza e di pace.
GB โ Come Sindaco della Cittร del Tricolore hai posizionato l’ultima bandiera, quella italiana, insieme a me che ho messo la bandiera di un popolo in guerra, quella siriana. Ciรฒ che dici ha ancora piรน valore, infatti la cittร di Reggio Emilia รจ sempre stata un modello di accoglienza. Il distanziamento fisico che stiamo vivendo puรฒ nuocere a questa peculiaritร della nostra comunitร ?
LV – Io credo che al di lร del distanziamento tra le persone In questa epoca di Covid, il distanziamento รจ un fenomeno molto attuale. Quando riflettiamo sulla relazione tra Reggio Emilia e la sua storia e le politiche di dialogo interculturali e tra religioni, io credo che dobbiamo allargare lโorizzonte per ripercorrere la storia, per certi versi anche recente, di una cittร che negli ultimi 25 anni ha attraversato un processo di cambiamento socio-demografico. Mi riferisco al fenomeno dellโimmigrazione, che nellโultimo quarto di secolo รจ arrivata a circa il 17% della popolazione residente nella nostra cittร e che al suo interno include quasi 100 nazionalitร . In questo percorso penso che la cittร poteva esplodere nei presupposti fondamentali della sua coesione sociale e civile. La nostra comunitร invece arriva nel 2021 alla fine di un percorso iniziato negli anni 90 del secolo scorso, potendosi presentare al mondo come una cittร che ha trovato le ragioni della propria unitร anche a partire dai concetti di diversitร . Recentemente il Consiglio Europeo ci ha inserito in un gruppo di 10 cittร europee del dialogo interculturale. Questo vuol dire che la sua dimensione valoriale ha saputo essere virtuosa. Questa รจ stata lโepoca in cui, dal secondo dopoguerra, lโEuropa si รจ trovata a misurarsi con il concetto di diversitร vissuta in modo conflittuale, vissuta come generazione di muri. Questa รจ lโepoca della cultura sovranista e dell’approccio populista. In questo contesto Reggio Emilia รจ riuscita a fare argine contro questo tipo di penetrazione culturale e ha saputo diventare sempre piรน la cittร dei diritti della persona, i diritti civili e piรน in generale dei diritti umani, favorendo un dialogo interculturale e interreligioso.
GB โ La cittร di Reggio Emilia ha voluto rigenerare i Chiostri di San Pietro in cui convivono attivitร sociali e culturali. Lโarchitettura, come puรฒ investire per creare nuovi spazi fisici e digitali, per favorire rapporti sociali e culturali?
LV – Oltre quello che abbiamo detto pocโanzi, un altro dei percorsi importanti che la cittร ha fatto negli ultimi 15 anni, รจ il modo di ripensare e di rigenerare tanti luoghi e tanti spazi, soprattutto pubblici. ร stato fatto sรฌ che la rigenerazione di questi spazi fosse anche una grande occasione di rigenerazione dei legami sociali, nel senso stesso di appartenenza a una comunitร . Per citare alcuni esempi di rigenerazione recente, pensiamo alle tante piazze riqualificate in questa cittร nell’ultimi 10 anni, pensiamo a luoghi importanti come i Chiostri di San Pietro, o piuttosto a luoghi come la Reggia di Rivalta, di imminente riqualificazione. Luogo importante per la costruzione del modello economico di questo territorio, sono state le ex Officine Reggiane, dove si sta facendo un grande parco dellโinnovazione. Ma anche luoghi apparentemente meno noti, come il Binario 49 nella zona stazione. Ne potrei citare tanti altri e potremmo andare ulteriormente piรน indietro, pensando per esempio quando lโex fonderia diventa il luogo e la sede della fondazione nazionale della danza o quando invece allโinizio degli anni 2000 i locali dellโex Locatelli diventano quello che oggi รจ il centro internazionale Loris Malaguzzi.
Se noi mettiamo in fila tutti questi interventi, vediamo una cittร che si รจ trasformata e che ha saputo cambiare grazie anche alla rigenerazione di questi luoghi, portando con sรฉ sempre la ricostruzione dei legami sociali, rafforzando il senso di appartenenza alla cittร . I Chiostri di San Pietro credo che ne siano anche un poโ il paradigma. Pensiamo al fatto che fino al 2005 questo luogo era un portone chiuso. Un giorno quel portone รจ stato aperto ed รจ stato restituito alla cittร . Da lรฌ รจ partito un percorso di recupero e di valorizzazione, insieme a tante iniziative culturali e sociali che lo rendono oggi probabilmente uno dei luoghi piรน belli della cittร . Se mettiamo insieme il percorso sul dialogo interculturale da un lato e dall’altro il grande percorso sulla rigenerazione urbana dello spazio pubblico che questa cittร ha compiuto negli ultimi anni, capiamo molto del modo in cui Reggio Emilia ha saputo concretizzare una propria originale e autonoma idea di innovazione dentro la contemporaneitร .
GB โ La guida Michelin in lingua francese indica Reggio Emilia come la cittร dell’architettura contemporanea all’interno di un sistema emiliano romagnolo. Gli investimenti citati nella rigenerazione urbana, hanno forse aiutato a portare in cittร una festa dellโarchitettura come รจ stata Rigenera. Questa manifestazione si รจ voluta anche per ridefinire la funzione e la figura dellโarchitetto, allโinterno di un sistema sociale e cittadino, cosa ha portato alla cittร questa festa?
LV – Rigenera รจ stato un festival importante, ricco di iniziative di grande valore e qualitร , peraltro organizzato in unโepoca difficilissima. Penso davvero che si debbano fare i complimenti agli organizzatori per essere riusciti a mettere insieme questo festival. Rigenera รจ stata poi occasione di incontro, ha avuto momenti di interesse collettivo, con molta partecipazione. Credo quindi che meriti un grande riconoscimento, non soltanto locale.
GB โ Essendo uno degli organizzatori, confermo la difficoltร , ma al contempo le soddisfazioni sono state doppie. Credo che Andrea Rinaldi, il Presidente dellโOrdine degli architetti, colui che ha portato sulle spalle tutta la responsabilitร dellโorganizzazione, sarร molto contento di sentire queste parole. Potrebbe diventare Rigenera un appuntamento annuale o biennale a Reggio Emilia?
LV – ร una valutazione che devono fare gli organizzatori primariamente, posso dire che lโamministrazione e la comunitร , accoglierebbe positivamente la continuitร annuale o biennale di questa esperienza. Il mio auspicio รจ che questo momento, fatto di iniziative e di incontri che hanno messo al centro il tema della cittร contemporanea con la rigenerazione urbana e gli aspetti valoriali rilevanti come il dialogo interculturale e la performance artistica Bandiera del Mondo, possa continuare a esserlo anche in futuro.
Il mio augurio รจ rivolto anche a unโaltra cosa, che l’ambizione del progetto sia anche quella di riuscire a partire, come sempre in tutti i festival, dal mondo dei professionisti, degli stakeholder di riferimento, da una comunitร riflessiva e consapevole su questi temi. Questo per riuscire a essere sempre piรน capace di coinvolgere la cittร nel suo insieme per discutere sui temi di attualitร . Questa si รจ veramente una sfida del futuro, perchรฉ quando si innova in una cittร , non รจ affatto scontato che tutti i cittadini comprendano che riqualificare uno spazio pubblico urbano, sia un presupposto fondamentale per la rigenerazione di un sistema di relazioni. Il fatto che l’architettura parta dei propri temi per cercare di arricchire la societร e di farla crescere, รจ un elemento che puรฒ trovare in Reggio Emilia un grande fondamento. Il mio auspicio e il mio incoraggiamento รจ che gli organizzatori pensino seriamente a proseguire questa esperienza e che possa essere integrato con le caratteristiche della quotidianitร della nostra cittร .
GB – Ringrazio il sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi per la sua disponibilitร , ringraziamo la cittร intera perchรฉ sa essere una cittร accogliente non solo con le persone che arrivano da fuori ma anche con i propri cittadini, e gli permette di organizzare eventi e occasioni di dialogo e di dibattito. Io come organizzatore di Bandiere del Mondo, sono stato molto contento di portare un simbolo e un’opera d’arte che sa mettere insieme tutti i popoli del mondo con le loro bandiere, proprio nella Cittร del Primo Tricolore.
Intervista di Giacomo Bassmaji in collaborazione con Tommaso Cabassi. Credits immagini: Tommaso Cabassi, Chiara Nizzoli, Emiliano Paolucci e David Rubil.
“Le note in libertร ” di un rocker, idolo della cultura giovanile degli anni ’60, ’70, ’80, suonate dalle chitarre elettriche e amplificate da una Torino operaia del secolo scorso, che non era certamente New York ma come dicevano le statistiche di allora “la seconda cittร del Sud Italia dopo Napoli”, oggi sono diventate le pratiche armoniche e le esperienze di survival del Salgari Campus. L’intervista di Fortunato D’Amico
FDA- Enzo Maolucci: nato, cresciuto, diventato grande artista rock e della parola cantata per la โbella generazione perduta nella viaโ del secondo millennio, quello che ormai ci siamo lasciati alle spalle, รจ oggi lโuomo di โsurvivalโ. In questo trapasso epocale, dove tutto non รจ, e non sarร piรน, come prima, come si รจ mimetizzato e chi รจ lโartista rivoluzionario in questo scorcio di terzo millennio?
EM- Mene sono fatto unโidea interessante che perรฒ vorrei solo cantare. Se uscirร mai il mio nuovo album โQuandโero vecchioโ lo scoprirete in una delle mie nuove canzoni proprio su questo. Siamo ladri di pensieri e centrifughe di parole, ma siamo lโunica โPRAXICRAZIAโ che puรฒ salvare il mondo, perchรฉ le parole sono profezie e, come le frecce, non tornano indietro.
FDA- Intravedo un senso di ironia in queste parole che hai appena pronunciato, ma dโaltra parte intuisco anche che in questi anni, essendoti immerso nella natura del Salgari Campus alla ricerca di nuovi stimoli e percorsi di sopravvivenza, hai certamente maturato una profonda comprensione del rapporto uomo natura, dellโutilitร dellโarte, del ruolo suoi praticanti allโinterno di in una societร contemporanea, sempre piรน complessa e globalizzata, in rapida e continua trasformazione.
EM- Il termine โarteโ, come la parola โsopravvivenzaโ, ha assunto un significato generico, ormai usurato e poco classificabile. Gli artisti invece credo che si possano distinguere in almeno tre classi diverse che provo a definire utilizzando la mia recente mania per le classificazioni โtassonomicheโ in campo non solo biologico e antropologico, ma anche sociale o musicale. a) Gli artisti INNOVATIVI. Sono quelli che spostano davvero orizzonti, o li inventano, o li trovano per caso; quelli che possiedono dunque โoriginalitร โ . Ma lโinnovazione รจ rara anche nellโarte, e diventa virale solo un paio di volte ogni secolo (inoltre โil nuovo non รจ mai bello, mentre il bello non รจ mai nuovoโ). b) Gli artisti CREATIVI. Sono quasi sempre โpredatoriโ e/o trasformatori di idee che sono nellโaria e che cercano di rendere piรน belle, divulgabili e di successo. c) Gli artisti ARTIGIANI. Sono replicanti di idee altrui o loro. Per questi il talento, la tecnica e la competenza non sono solo valori aggiunti o facoltativi come per gli altri , ma indispensabili per il loro riconoscimento. Tra questi generi esistono ovviamente anche delle ibridazioni. Salgari ad esempio, in campo letterario, รจ stato solo occasionalmente un innovatore, ma era un creativo e anche un buon artigiano (per necessitร ).
FDA- Forse hai ragione, ma chi leggerร questโarticolo potrebbe anche chiedersi, indispettito da tanta tassonomia : โma chi รจ Enzo Maolucci per dire tutto questo?
EM- La Regina Rossa chiede ad Alice: โNon raccontarmi la tua storia, dimmi chi seiโ. E Alice risponde: โMa io sono la mia storia!โ. Siccome non ho mai lavorato un giorno nella vita e me la sono sempre sfangata mettendo a frutto le mie idee, posso anche io bollarmi come โartista creativoโ, anche se generico, cioรจ senza un campo specifico. Sono anche un buon artigiano occasionalmente originale ma, come per Salgari, quello che piรน mi caratterizza รจ forse la mia stessa storia. Ho avuto un talento rockettaro sprecato, mi sono sinistrato scrivendo e cantando canzoni, mi sono divertito a fare il professore eretico di lettere e poi di Outdoor a Scienze motorie, ho brevettato un poโ di strumenti fortunati, ho scritto la prima tesi sui Beatles da musicologo mancato, mi sono inventato la sopravvivenza sportiva organizzando gare di successo e diventando Presidente della Federazione Survival, ho coniato neologismi per scherzo ma ora adottati sul serio, ho ideato cocktail fantastici, sono diventato un antropologo da spiaggia per mostre regionali e parchi a tema, sono guarito dal โ68 come anarchico โcomunquistaโ, ho collezionato compulsivamente culture materiali primitive, realizzato ponti tibetani e impianti โeco-dinamiciโ con tre Guinness dei primati, organizzato spedizioni in Africa, scritto โmanuali narrativiโ, costruito archi e frecce che tiro solo virtualmenteโฆ E quantโaltro sanno i pochi che mi conoscono e i molti che mi frequentano.
FDA- Hai una creativitร compulsiva. Non รจ forse una malattia? Ma tra questi infiniti gesti, azioni, opere realizzate e frutto di una creativitร incontrollabile, scagliate controvento e tirate a braccio teso come le frecce di un arco, quale pensi abbia davvero colpito il centro dei tuoi bersagli motivazionali?
EM – Lโ opera che si รจ rivelata innovativa e mi ha dato maggior riscontro รจ il โSalgari Campusโ di Torino: 10 ettari di bosco collinare spontaneo in perenne โprecarietร disinvoltaโ e trovato per caso. โIl caso e la necessitร โ del SALGARI CAMPUS (lโavventura di conoscere, inventare e realizzare). Piรน di un secolo fa vi passeggiava Emilio Salgari per vederci le sue jungle nere e i suoi pirati (abitava nei pressi e ha deciso di farla finita lรฌ vicino con un harakiri). Anche io per destino sono cresciuto in quella zona e lรฌ ho iniziato da piccolo le mie prime avventure nei boschi. Nel 1989 lโho riscoperto per caso e ora รจ frequentato da decine di migliaia di visitatori ogni anno: studenti, survivalisti, manager in team building, famiglie gitanti, eco-architetti, cinghiali, volpi, caprioli, scoiattoli e anatre a mollo nel rio che lo attraversa. Eโ un tripudio di olmi, noccioli, querce e castagni autoctoni, ma anche di bambรน, ailanti, paulonie e acacie aliene, in perfetta simbiosi caotica a tre chilometri dal centro cittร e a molte migliaia dallโesotico che ora rappresenta. Eโ sotto-nominato โParco di Ecologia Umanaโ, per chi sa cosa significa. Vi si tengono stage e corsi di paleo-etnologia, archeologia sperimentale, fitoalimurgia, Outdoor training, Animal Round , Trail Running, meeting scientifici e culturali, visite di istruzione, Surviving, Depriving, Tracking, Tree-climbing, Bushcraft, Eco-orienteering e altre attivitร emergenti con quelle denominazioni gerundive che esprimono entusiasmo e partecipazione. Tutto questo per riempire uno splendidoโฆ NULLA.
FDA- Ma cosa intendi per Nulla? Eโ un posto cosรฌ ricco di vita, di poesia, di ispirazioni selvaggie e poetiche che ti invadono appena pochi metri dal recinto di ingressoโฆ
EM- Sรฌ, รจ vero: ma intendo dire che non cโรจ nulla di stabilmente umano, tranne โogni immaginabile altrimenti possibileโ: qualche riparo neo-etnico, ponti e passaggi arborei in corda, attrezzi e labirinti eco-dinamici. Anche le poche e fatali concessioni alle normative obbligatorie, in fatto di servizi, luce e acqua, rivelano unโassertiva precarietร . Il luogo รจ sottoposto a un incubo di vincoli: paesaggistici, ambientali, idrogeologici e anche โstupidologiciโ (come le vie di fuga per il piano di sicurezza, mentre questo รจ un luogo di fuga, non da cui fuggire). Un vecchio piano regolatore lโha considerata velleitariamente una zona a parco collinare, ma lโunico parco lรฌ esistente รจ questo, un vuoto geograficamente interstiziale di proprietร della mia Associazione, circondato da ricche ville con proprietari imbufaliti e inclini a ormai inutili esposti. I problemi infatti sono stati acrobaticamente superati da una recente convenzione con la Cittร per lโuso pubblico dl questo centro, con grande imbarazzo di funzionari zelanti (oltre che nostro) e grazie alla sua fama ormai conclamata e i patrocini ottenuti anche dalla Regione per il servizio formativo, sportivo e ambientale che offre. Il Salgari Campus รจ impegnativo e costoso per noi, ma non per chi lo frequenta e che, diciamolo pure, ne esce sempre goduto come un fauno e ci ritorna volentieri.
FDA- Il Salgari Campus, forse grazie anche a questa precarietร dellโ Essere Natura, ma anche per essere oggetto e soggetto di inaspettate richieste di cambiamenti, รจ cresciuto sviluppando in sรจ una grande resilienza e una pronunciata attitudine allโadattamento, anche alle necessitร espresse dagli stessi frequentatori della struttura.
EM- Pur avendolo pensato inizialmente come un campo per soli arcieri e survivalisti, il luogo mi ha suggerito presto lโidea di un parco antropologico antesignano per tutti, che pensavo di poter realizzare in un posto meno critico della nostra angusta Valle di Reaglie. Questa prospettiva ha tenuto lโAssessorato alla Cultura regionale impegnato per 10 anni nel mio โProgetto โAnthroposโ, finito poi in un vicolo cieco per il cambio politico e approdato nel 2004 solo a una edizione speciale della la mostra scientifica โExperimentaโ, intitolata โSopraVVivereโ, che ha esibito tra lโaltro il ponte tibetano piรน lungo del mondo rimasto per tre anni sul Po (375 metri, unโopera di โland artโ passata sotto tono solo per via dellโendemico riduzionismo torinese). Ma tutto il progetto ho deciso di farlo ritornare al Salgari Campus, insieme ai pochi materiali e manufatti della mostra che sono riuscito a salvare e sono ancora presenti (una piroga, un labirinto vietnamita, chilometri di funi del ponte e altri cimeli). Cosรฌ รจ iniziato il successo.
FDA- Un successo che mi pare abbia avuto tante richieste di replica? EM – Questo format di โEco-Campusโ lโho replicato in siti anche piรน belli in tutta Italia, ma non hanno ottenuto il successo dellโoriginale (come tutte le copie su commissione). Stiamo ora pensando invece di allargare gli orizzonti del Salgari inserendo al suo interno opere dโarte โsite specificโ di artisti in linea con lโAgenda 2030 dellโONU per lโambiente (una mostra outdoor permanente di โArte, Natura e Avventuraโ), ma la prima opera artistica, forse concettuale o โpoveraโ, รจ proprio il posto in sรฉ, lo sgarruppato fascino che esprime e lโuso meta-disciplinare che ne facciamo con poche risorse ma con โpassione, missione e convinzioneโ (lโunico requisito necessario per chi vuole comunicare, sedurre e coinvolgere il prossimo).
FDA – Oggi in unโItalia percorsa da problemi di ogni genere, non solo economici e ambientali, ma anche sociali e di adattamento, derivati dalla presenza di cittadini provenienti da Paesi stranieri, portatori di diversitร culturali, che invece di essere considerate una ricchezza e un arricchimento da condividere allโinterno della comunitร sono spesso percepite come presenze portatrici di disagi e separazione, Salgari Campus oggi propone un suo modello di pratica comunitaria alternativa e di incontro riportando in primo piano la relazione uomo-ambiente naturale.
EM- Certo che facciamo โinclusione socialeโ (e che altro potremmo fare senza un vasto target inclusivo?); certo che aboliamo le barriere (non quelle naturali e di sicuro non quelle architettoniche, ma quelle โmentaliโ); certo che educhiamo i ragazzi al rispetto dellโambiente e alle pari opportunitร (ma in realtร da noi รจ lโambiente che ci istruisce, ci tollera e ci dร opportunitร ). โLโecologia si vive, non si insegnaโ, dice uno dei progetti che abbiamo sviluppato ( โS.A.F.E.โ -Salute Ambientale e Formazione Eco-logicaโ). Lโimmaginazione non ha bisogno di โserviziโ e di โnormeโ. Il Salgari Campus si trova ai margini dellโimpossibile, una sorta di terra di mezzo tra la mente e lโambiente. Da noi gli intellettuali fanno anche i boscaioli e i boscaioli possono sfoggiare anche intelletto (non รจ una distopia maoista). Per le varie Associazioni che operano nellโhub del parco ci sono solo 4 imperativi survivalistici da rispettare: โinventare, adattarsi, risolvere complessitร sociali e raggiungere lo scopoโ.
FDA- Potresti dare una definizione di Survival coerente con le pratiche operative che svolgete a Salgari Campus?
EM- Il Survival per noi รจ una meta-disciplina olistica e proattiva, รจ scienza del pericolo (โsupervivitur, sic viviturโ รจ il mio motto latino apocrifo). Non riguarda Rambo, ma la salvaguardia di individui, gruppi e comunitร umane, inclusa la specie stessa e le sue culture materiali e cognitive (soprattutto quelle basiche e primitive). Chi non mi vede da 40anni si stupisce di questa mia svolta che sembra inedita o solo amatoriale, data la mia prediletta e nota vocazione a vivere in un attico di Manhattan. Ma il fatto di preferire gli antromi ai biomi e gli adulti ai bambini non mi ha esentato da un successo imprevisto proprio in questo campo per me alieno e serendipitico. Ho sempre sostenuto che la โnaturaโ non esiste (al di fuori di noi che ne facciamo dannatamente parte) e che i bambini sono gli esseri piรน crudeli e insopportabili (lo so perchรฉ lo sono stato anchโio e lo sono ancora come tutti gli artisti). Eppure con loro ho sempre convissuto, appagandomi anche della loro esistenza, senza adattarmi a โcomprenderliโ ma cercando invece di capirli e riconvertendomi per relazionarmi con loro in modo utile e proficuo, per loro e per me (nellโevoluzione questo si direbbe โexaptationโ). Anche se la โnaturaโ e i bambini non mi divertono, vado sempre in Africa (che ne รจ piena) perchรฉ mi insegnano sempre qualcosa che non so, al contrario del mondo piรน strettamente umano ma inutilmente pensante (colto o ignorante che sia).
โ I COMANDAMENTI DI EMILIO โ (allโingresso del suo Campus) Fratelli e sorelle della costa, tigrotti del bosco e dellโavventura, siate i benvenuti.
1- Muovetevi leggeri, qui non ci sono aiuole che รจ vietato calpestare, ma la terra che calpestate รจ antica, come antica รจ la terra.
2- Non lasciate qui nulla di ciรฒ che avete portato.
3- Non portate via nulla di ciรฒ che รจ stato lasciato.
4- Questo luogo e la sua storia sono sopravvissuti come noi ai limiti della fantasia e ai margini della follia: godetene senza offenderli.
5- Rispettate le creature che lo abitano e le loro modeste creazioni: il nido del picchio, la tana del tasso, i ponti e le capanne di noi umani.
6- Condividete liberamente con noi e tra voi ogni presenza.
7- Toccate, esplorate, gustate ogni cosa e sentitevi bene.
8- Parlate quando vi piace, ma tacete quando le parole non servono e sappiate ascoltare.
9- Usate come sole armi i vostri talenti, come attrezzi i vostri pensieri, come veicoli i vostri corpi.
10-Gioite se tutto ciรฒ puรฒ ancora esistere e rendete grazie di poter esistere per vederlo.
(Apocrifo di Emilio Salgari, nato a Verona nel 1862 e qui suicida il 25 aprile 1911)
โNellโarco della vita siamo noi le frecce: prima ci libriamo veloci con le nostre speranze e poi scendiamo lentamente, sotto il peso dei ricordiโ Enzo Maolucci – Torino, 30 gennaio 2021
” Campus Party, la piรน grande esperienza di innovazione e creativitร al mondo per under 30, lancia Campus Party Spotlight, un format globale e totalmente digital incentrato su circolaritร , sostenibilitร , climate action ed energia pulita. Sul Main stage ci saranno decine di speaker internazionali, tra cui giovani leader che parleranno del ruolo che i giovani ricoprono nell’ assicurare una transizione sostenibile all’insegna dell’innovazione. Celeste Righi Ricco parteciperร all’evento come co-fondatrice e rappresentante dell’associazione Pensare Globalmente Agire Localmente, affiancata da Irene Ghaleb, vice presidente di Change For Planet, e Davide Paturno, presidente di Social Innovators. Seguiteci il 28 Gennaio dalle 19 alle 20 pm. ” Link: https://spotlight.campus-party.org/agenda/
Le questioni sollevate dai pronomi interrogativi โche, quale, quando, chiโฆโ, soprattutto se stimolate per dare risposte individuali ad atteggiamenti condivisi allโinterno di una comunitร , mi mettono sempre in imbarazzo perchรฉ presuppongono risposte che spesso gli interlocutori non forniscono in maniera ponderata. Tuttavia, lโevoluzione, lโantropizzazione del pianeta e, piรน in generale, il dialogo tra gli esseri, come insegna la storia della filosofia, si costruiscono sullโalternanza tra domanda e risposta. Due modalitร che si alternano per dare ordine alla creazione e che รจ evidente anche nel segno del Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto, cosรฌ come negli Specchi. Se al convivio dei partecipanti in cui la nascente umanitร pose a se stessa la prima domanda erano presenti Adamo, Eva e il Serpente, il quale prospetto le prime soluzioni allโinterrogazione, il morso della mela fu โla prima rispostaโ risolutiva data per colmare le richieste dei nascenti bisogni del genere umano. Una risposta che determinรฒ il passaggio dal Primo Paradiso al Secondo. Le domande costruiscono il futuro e il morso della mela inaugura un futuro che avrebbe visto lโumanitร evolversi verso lโarte di fabbricare gli artifici avvicinandosi, in tal modo, ad un potere creativo quasi divino. Possiamo quindi rintracciare in questo particolare momento della storia mitologica a cui segue lโepisodio della cacciata dal Paradiso Terreste, lโinizio in cui ha origine lโinvenzione del futuro e il Secondo Paradiso.
Le domande presuppongono un cambiamento di direzione, unโalternativa alla situazione presente. Nuove domande sono lo specchio di rinnovati bisogni e trovarvi risposta produce nuovi progetti, oggetti e atteggiamenti. Nella grandiosa capacitร creativa nascosta negli interrogativi troviamo anche la ragione dellโinquietudine che essi generano. Appare chiara, di conseguenza, la necessitร di evitare risposte impulsive o egoiste, che sanno soltanto disegnare futuri populisti e iniqui. In altre parole, progettare il futuro affidandosi alle risposte di chi si appresta a risolvere un interrogativo problematico senza dar voce a un pensiero razionale, ponderato e orientato allโequilibrio, รจ il primo rischio di unโimpresa affatto semplice. Lโinvenzione del futuro รจ il compito piรน complesso che la collettivitร ha affrontato lungo il percorso della sua evoluzione. Le visioni dei singoli individui devono incontrarsi e interagire con quelle di altri milioni di scenari disegnati osservando il mondo da punti di vista prospettici differenti. Lโelaborazione di ognuno di essi, in cui sono identificati i nuovi ruoli delle persone,ย presuppone un distaccamento tra lโio del presente e un โprossimo ioโ scaraventato in uno scenario temporale che deve ancora venire. Quando il tentativo di mediare tra le diverse prospettive individuali fallisce, si apre lo spazio del conflitto e dello scontro, si dร inizio alle azioni di guerriglia per sconfiggere il nemico, contro colui che ha progettato un futuro diverso dal nostro. Alle teorie filosofiche e scientifiche, cosรฌ come alla ricerca sul senso del divino, spetta lโonere di colmare il vuoto tra il presente e il futuro immaginato. Strumenti concettuali raffinati hanno lโincarico di proiettare la prospettiva degli ideali futuribili sulla linea di accadimenti inediti, ancora da progettare e costruire. Un obiettivo a lungo termine, quindi, che per la sua realizzazione coinvolge diverse generazioni, stimolate a muoversi verso un orizzonte che si allontana ogni volta un poโ piรน avanti ogni volta che si cerca di raggiungerlo e che per questo costringe i contemporanei ad un continuo adattamento delle prospettive visionarie.
Tanto piรน il futuro progettato si avvicina, diventando presente, tanto piรน si mantiene fissa la distanza degli orizzontiย ideali, tanto piรน lontana si spinge lโimmaginazione e con essa la sua elaborazione filosofica, scientifica, religiosa. Un processo di costruzione che si svolge nel tempo e che si riflette nel percorso di riflessione, prima individuale e poi collettiva, di Michelangelo Pistoletto, avviato dallo Specchio, transitato dal Terzo Paradiso e approdato alla Mela Reintegrata. โChe, quale, quando, chiโฆโ, pronomi interrogativi promotori di un futuro sfuggente, che scivola via subito dopo che il compimento di un gesto, come un sorriso che lo specchio รจ riuscito a registrare per unโinfinitesimale frazione di tempo. Un solo attimo attraverso il quale ci rendiamo conto cheย il Terzo Paradiso, una combinazione equilibrata del tempo passato e del futuro, รจ giร qui presente. Il Terzo Paradiso รจ il presente. Comprendiamo che รจ qui e ora che dobbiamo praticare il futuro. Piรน allontaniamo il futuro dal nostro โfareโ presente, piรน il futuro si trasforma in uno spazio troppo grande da colmare e smette di appartenerci. Questa deduzione ci permette di affrontare con luciditร le trasformazioni in atto, rendendoci consapevoli della possibilitร che ciascuno di noi ha di partecipare per migliorare il proprio presente e quello degli altri e di interagire, in questo modo, con il futuro che si consuma istante dopo istante รจ che sembra irraggiungibile.Partecipare consapevolmente รจ attivamente al proprio presente รจ anche il rimedio migliore per contrastare il pessimismo verso lโavvenire. Per quanto mi riguarda, come regola per orientarmi nelย โfareโ presente ho adottato, insieme ai principi del Terzo Paradiso,ย lโAgenda 2030 delle Nazioni Unite e i suoi 17 obiettivi di sostenibilitร . Milioni di persone stanno giร facendo la stessa cosa in tutto il mondo. Sono convinto che condividere obiettivi comuni sia un poโ come suonare in una jazz band: una volta individuate le note della linea melodica iniziale il brano si costruisce e si sviluppa insieme,ย attraverso variazioni al tema apportate con linguaggi timbrici, strumenti diversi, e la libertร di ognuno dei jazzisti di esprimersi tenendo fermi pochi vincoli necessari allo sviluppo della composizione. Tutti insieme alla fine della performance sarannoย consapevoli di avere suonato della buona musica prodotta grazie al contributo di ognuno.
Fortunato DโAmico
Tratto da Arte dellโequilibrio / Pandemopraxiaย cliccare qui.
Articolo di Francesco Saverio Teruzzi, pubblicato nel 2017 sul Blog di approfondimento di Fortunato D’Amico CULTURANATURA, La Stampa.
5 giugno 2017, 203ยฐ Annuale di Fondazione dellโArma dei Carabinieri, presenti le maggiori cariche dello Stato Italiano. Il 4ยฐ Reggimento Carabinieri a Cavallo ha da circa venti minuti fatto il suo ingresso sulla sabbia del campo della Caserma di Tor di Quinto, intitolata alla memoria del Vice Brigadiere Salvo DโAcquisto. Lโincedere dei cavalieri รจ imponente, abile, dimostrazione di una maestria che si fonda sulla storia del Reggimento, ultimo interamente montato delle Forze Armate Italiane. La โcaricaโ, evocativa di Pastrengo, che di fatto รจ il culmine del Carosello Storico, deve ancora avvenire, e Briciola, la mascotte, รจ ancora su un lato insieme alla Fanfara del reparto. Cambio di musica, Somewhere over the rainbow, preparazione di una nuova figura. Figura inusuale per un reparto dโarmata, il Terzo Paradiso, quando ci si aspettava la composizione del numero dellโAnnuale, il 203, come da tradizione. Lo speaker ufficiale annuncia lโinnovazione, un gesto socialmente e responsabilmente importante, una decisione presa dal Comandante Generale dellโArma dei Carabinieri Tullio Del Sette, che sembra andare incontro alle parole appena pronunciate dal Ministro della Difesa Roberta Pinotti, che ricordava come la divisa e la persona fossero un tuttโuno nellโessere carabiniere, umano, sensibile, equo, coraggioso. Due minuti e trenta secondi, tanto รจ durata, artisticamente parlando, la performance. Due minuti e trenta secondi per me di forte emozione, che mi hanno riportato ai giorni in cui avevo lavorato alla realizzazione dellโOpera di Michelangelo Pistoletto situata al centro della Caserma, sotto i pennoni delle bandiere; ma anche a quando ero bambino e il Maresciallo Cucca era nostro vicino di casa ed io completamente irretito dalla sua divisa; al 5 maggio 2012, quando un tragico incidente ha portato via, insieme ad altre 4 persone, mio cugino Roberto Arioli, presidente dellโAssociazione Carabinieri di Aprilia, mentre era diretto a un raduno dellโArma a Jesolo; al rassicurante incontro con il Comandante della Stazione di Albano Laziale, sempre presente sul territorio. Due minuti e trenta secondi, un lasso di tempo durante il quale, dati 2016, lโArma dei Carabinieri avrร contemporaneamente: ricevuto 30 richieste di aiuto, effettuato 21 controlli, identificato 77 persone e 57 veicoli, iniziato un servizio di soccorso e completato piรน di un servizio di ordine pubblico, denunciato piรน di due persone e di queste ne stanno arrestando una, sequestrato un furgone di merce pericolosa alla salute pubblica, iniziato unโinvestigazione scientifica, recuperato un oggetto di rilevanza artistica, attivato un controllo sul tema ambientale, monitorato una persona per matrice terroristica, confiscato 10.000 euro per mafia. Due minuti e trenta secondi, in cui il Terzo Paradiso entra nella Storia dellโArma dei Carabinieri, mentre questโultima si conferma pare integrante e culturalmente rilevante del concetto Trinamico e della Demopraxia (il fare del popolo), in prima linea nella realizzazione di un equilibrio tra organizzazione pubblica e vita privata, tra societร e singoli.
Foto Pierluigi Di Pietro | Video Francesco Saverio Teruzzi