Dedalo Minosse – Edizione 2020/2021

Dialogo con i protagonisti dell’architettura

Luca Molinari. Raccontare l’architettura: mostre, musei ed eventi. Nuove prospettive

  • LUOGO:Conferenza online
  • DATA:26 maggio 2021 ore 17.00

Settimo appuntamento per i Dedalo Minosse Talk!

In “Raccontare l’architettura: mostre, musei ed eventi. Nuove prospettive” Luca Molinari si interrogherร , con l’aiuto del giornalista Giorgio Tartaro, su come parlare di architettura fuori dall’emergenza della pandemia.

Biennali, mostre permanenti, musei, installazioni, monumenti, luoghi comuni: ogni spazio puรฒ diventare occasione per raccontare l’architettura e la sua complessitร .

In un tempo di profonda trasformazione ogni evento deve diventare un laboratorio partecipato di sperimentazione che veda nel progetto un centro necessario di rigenerazione.

Conduttore dell’evento Giorgio Tartaro, giornalista e autore televisivo per Rai e Sky Leonardo / Alice / Case Design Stili. Amico del Premio Dedalo Minosse, si occupa di progetti per la comunicazione di architettura e design.

Iscriviti anche se non potrai partecipare all’evento per ricevere il video della diretta da vedere quando vorrai!

https://www.dedalominosse.org/ita/2021_nuove_prospettive.php

EDUCAZIONE AMBIENTALE La MIA piccola parte per il NOSTRO Grande Pianeta

ISTRUZIONE DI QUALITร€, PER GENITORI

di Silvia Vercelli e Chiara Crosti

In occasione del 22 Aprile, Giornata Mondiale della Terra, lโ€™Associazione Culturale Lo Zainetto e WorldGlocal hanno voluto dedicare la rubrica de “La Mamma Secchiona”, al tema dellโ€™educazione ambientale. 

Obiettivo primario quello di risvegliare in ciascun individuo la consapevolezza della profonda interconnessione tra lโ€™essere umano e lโ€™ambiente, traendo ispirazione dalle parole di T. Makiguchi, educatore e filosofo giapponese, che nella sua opera โ€œUna Geografia della Vita Umanaโ€ ci trasmette:

E su questi stessi valori, alla base del suo sistema pedagogico, รจ importante oggi piรน che mai focalizzare lโ€™attenzione in ambito educativo. 

Lโ€™educazione ambientale di bambini e ragazzi rappresenta, infatti, un fattore indispensabile per la sensibilizzazione e lo sviluppo di una capacitร  critica che possa influire sulle scelte di chi domani deciderร  di dedicarsi alla scienza, alla ricerca, al mondo dellโ€™agricoltura, della medicina o dellโ€™insegnamento stesso. E anche per fornire gli strumenti necessari ad assumere un ruolo attivo di fronte alla prospettiva di un futuro ancora ignoto per quanto riguarda le problematiche ambientali e i potenziali effetti del cambiamento climatico.

Climate Psychology Alliance sensibilizza in questo senso tutti gli adulti della comunitร  educante sullโ€™importanza di integrare Dialogo, Teoria ed Esempio Pratico, in un approccio volto a spiegare ai bambini e ragazzi di oggi, in termini semplici, non solo quello che sappiamo ma anche quello che non sappiamo su queste stesse tematiche, a chiedere ai bambini quali sono le loro impressioni e farli sentire ascoltati e, infine, a dare loro lโ€™esempio con azioni quotidiane concrete. 

Su questi tre elementi di dialogo, teoria ed esempio pratico abbiamo voluto perciรฒ incentrare la nostra intervista: Chiara Crosti (Comitato Boschetto e WorldGlocal) e Sonia Bottini (Salvambiente) hanno condiviso, in modo appassionato e competente, le loro testimonianze di azioni che hanno messo in campo per lโ€™ambiente, sul territorio trezzanese, rispettivamente, dalla riqualificazione del Parco dei Sorrisi – trasformato nel tempo in luogo di cultura e aggregazione intergenerazionale – allโ€™introduzione della pratica della permacultura e dellโ€™utilizzo dei microorganismi al Lago Mezzetta, entrambe avvalendosi di una rete di cittadini consapevoli; il tutto contestualizzato nella teoria della cornice degli obiettivi di sostenibilitร  dellโ€™Agenda 2030, con particolare riferimento alla โ€˜Pโ€™ di Pianeta e con in mente una meta ancora piรน a lungo termine: 

โ€œUn’Europa a impatto climatico zero entro il 2050โ€.

In chiusura, alcune proposte da condividere in ambito familiare:ย ย la riflessione finale sul principio di equitร  intergenerazionale e sullโ€™importanza di lasciare il mondo in condizioni migliori di come lโ€™abbiamo trovato in modo da permettere agli adulti di domani di vivere in un ambiente sostenibile, garantendo loro un patrimonio di risorse naturali e culturali adeguate, alcuni suggerimenti di lettura per esplorare insieme diverse opzioni in questโ€™ottica e un breve estratto della fiaba del colibrรฌ.ย 

Per chi fosse interessato allโ€™ascolto dellโ€™intervista, questo รจ il link al video:

Lo Zainetto e WorldGlocal La Mia Piccola Parte per il Nostro Grande Pianeta – YouTube

EARTH300

UN NUOVO MEDIUM PER LA SALVAGUARDIA DEGLI OCEANI E DEL PIANETA

“Per affrontare la sfida strategica del climate change, Earth 300, un ocean explorer di 300 metri, incrocerร  scienza, tecnologia, avventura, esplorazione, educazione e intrattenimento in modi mai immaginati prima. La citizen science sarร  la nostra chiave per produrre un futuro migliore: vogliamo generare lo strumento piรน innovativo ed efficace per progettare insieme la sopravvivenza degli Oceani e del pianeta”

Giulio Ceppi, EARTH 300 Head of systems design 

Premessa

Stiamo vivendo un momento cruciale nella storia dellโ€™umanitร , affrontando la sfida piรน grande dagli albori dellโ€™uomo: il cambiamento climatico, da cui nessuno puรฒ esimersi o mostrarsi indifferente.
Per affrontare questa sfida epocale, Earth 300, un ocean explorer di 300 metri, incrocerร  scienza, tecnologia, avventura, esplorazione, educazione e intrattenimento in modi mai immaginati prima.
L’onda verde ha portato a una pletora di promesse di un nuovo futuro senza emissioni, con innovazioni e nuove soluzioni che ci avvicineranno al raggiungimento degli obiettivi dei mandati aggressivi a ridurre le emissioni di CO2 di almeno il 40% rispetto ai livelli precedenti, portandole a una riduzione del 70% entro il 2050. Inoltre, l’ONU ha imposto una riduzione delle emissioni totali annue di GHG per spedizioni internazionali di almeno il 50% entro il 2050 rispetto al 2008.

Earth 300 รจ concepito come una piattaforma tecnologica estrema per la scienza, lโ€™esplorazione e lโ€™innovazione in mare, che incorpora robotica, IOT, AI e Quantum Computing ed รจ attrezzata con 22 laboratori allโ€™avanguardia, sviluppata come una piattaforma che possa catturare in un mix nuovo e originale lo spirito di Silicon Valley, Space X, Davos e le Olimpiadi. Una nuova piattaforma per ragionare attivamente e concretamente sulla sopravvivenza del pianeta e sul futuro degli oceani
Neri Oxman, ecologista dei materiali del MIT, ha dichiarato: โ€œNon risolvi le crisi climatiche con un dottorato di ricerca in termodinamicaโ€. Dobbiamo adottare un approccio sistemico al pensiero ed EARTH300 vuole essere uno strumento innovativo ed originale in questo cambio di mentalitร .

Una nuova piattaforma interdisciplinare

A bordo della nave si esplorerร  un ampio spettro di punti di vista, riunendo le menti piรน intelligenti e brillanti per creare un collettivo di intelligenza che non ha rivali in termini di portata e diversitร . Ospiterร  infatti 4 diverse comunitร : scienziati, esperti, studenti e privati cittadini. Lo farร  trasportando 160 tra i piรน importanti scienziati del mondo, dal marino, alla terra, allโ€™aria e allo spazio, nonchรฉ una cerchia di 20 esperti provenienti da diversi settori: imprenditori ed economisti, ingegneri, esploratori e artistiโ€ฆ che lavoreranno insieme per creare soluzioni rapide, di vasta portata e soluzioni eccezionali in โ€œreal time to marketโ€.

Inoltre EARTH300 offrirร  una piattaforma open source per consentire agli scienziati di tutto il mondo di beneficiare di questa conoscenza. รˆ la nostra giovinezza che dovrร  condurci coraggiosamente nel futuro, quindi abbiamo anche fatto spazio per almeno 20 studenti, permettendo loro di essere a bordo ad ogni viaggio, selezionati democraticamente, a prescindere da credo, colore o fascia di reddito.
Earth 300 fornirร  anche uno sfondo per i privati cittadini, mecenati facoltosi che diventeranno contribuenti, per partecipare a think tank allโ€™avanguardia della scienza.

Il progetto preliminare della nave di Earth 300 รจ definito e approvato (sviluppato da Igges Design) e l’ingegneria del progetto navale preliminare รจ completata (NED).
Ora abbiamo giร  numerosi partner che ci supporteranno nelle fasi successive, tra i quali aziende come IBM, Core Power, Rinaโ€ฆ Lโ€™acceleratore Earth 300 inizierร  le iniziative dal giorno 1. Il nostro obiettivo รจ suonare lโ€™allarme climatico su scala globale e ispirare lโ€™immaginazione etica ed ecologica.
Vogliamo veder nascere un nuovo marchio di avanguardia planetaria, seguito da leader etici che sosterranno una nuova visione economica ed ecologica per il mondo. Dipendiamo dalla Terra ed รจ ora di svegliarsi. Crediamo che la paternitร  collettiva in cui le persone possono sognare e osare insieme sia la strada da intraprendere.
Vogliamo invitare la comunitร  globale a partecipare e ad aiutarci, diventando fondatori e creatori del nostro mondo e garantendo la sopravvivenza dellโ€™umanitร  per le generazioni a venire.

Progettare il metabolismo: la circular economy di una nave (e non solo)

Earth 300 รจ una piattaforma tecnologica estrema per la scienza, lโ€™esplorazione e lโ€™innovazione del mare; si tratta della costruzione della nave di ricerca piรน grande del mondo dotata di 22 laboratori scientifici e che ospita 160 scienziati con la missione di combattere il cambiamento climatico. Con sede e sede centrale a Singapore ma con una rete globale e una visione e una missione che non ha confini geografici.

Earth 300 ha anche giร  attivato un acceleratore tecnologico a Singapore che collabora con diverse start-up e offrire reali utilizzi sul campo, nella barca stessa in primis, ovviamente. La prima startup Earth 300 sta giร  funzionando con lโ€™obiettivo di sviluppare una tecnologia di tracciamento che aiuterร  a monitorare le condizioni ambientali in tutto il pianeta per proteggere la biodiversitร  e promuovere la conservazione dell’ecosistema.
Lโ€™acceleratore ha anche unโ€™iniziativa di riciclaggio per trasformare i rifiuti in prodotti utilizzabili coinvolgendo e stimolando gli studenti di varie scuole locali a Singapore a pensare in modo creativo ai modi per ridurre i rifiuti di plastica nelle stesse scuole. Il programma sosterrร  le nostre iniziative scolastiche in tutto il mondo per comunicare e apprendere in modo incrociato su idee sostenibili e nuove ricerche disponibili, in mare e in terra.

Lโ€™ambiente marino come forma di energia pulita: la tecnologia MSR

Una delle domande di lungo termine che ci siamo posti fin dallโ€™inizio del progetto ruota intorno alla motorizzazione della nave: come muoversi sugli oceani in modo sostenibile, come non cadere in contraddizione volendo aiutare il pianeta a decarbonizzarsi e muoversi quindi sulle acque senza produrre un ulteriore inquinamento?
Abbiamo deciso che il vero punto cruciale in una partnership sostenibile a lungo termine fosse il nesso futuro tra l’energia atomica avanzata e lโ€™energia necessaria per produrre idrogeno verde, ammoniaca verde e altre soluzioni prive di carbonio. La tecnologia che si trova nella posizione migliore oggi per fornire energia sostenibile, a lungo termine e priva di emissioni e produrre combustibili sintetici รจ il Molten Salt Reactor (MSR).
La tecnologia MSR non รจ una novitร  assoluta: giร  nota negli anni ’60, piรน o meno nello stesso periodo delle prime fasi di sviluppo dei veicoli elettrici (EV), ma ora i chimici negli Stati Uniti hanno scoperto che il calore industriale potrebbe essere prodotto da reazioni a catena atomica in sali liquidi, piuttosto che in reattori ad acqua come avevano fatto negli anni ’50: un evento rivoluzionario e una scoperta scioccante. Significa che avere la produzione di energia di estrema efficienza per un periodo molto lungo di tempo senza il rischio di fughe radioattive, non รจ solo possibile, ma del tutto pratico.

La produzione flottante รจ l’ambiente ideale per avere idrogeno verde, ammoniaca verde e acqua dissalata. Non richiede licenza nel sito, รจ scalabile, flessibile, mobile, esportabile ed si รจ circondati da acqua e aria – tutta la materia prima di cui abbiamo bisogno per produrre idrogeno e ammoniaca verde. Nessuna trivellazione petrolifera, nessuna raffinazione di petrolio fumoso, nessuna combustione, nessuna emissioneโ€ฆ
Pensate a una raffineria galleggiante di carburanti verdi che produce 3-5 milioni di tonnellate di ammoniaca verde all’anno ad un costo competitivo con il carburante bunker. La domanda globale di ammoniaca verde solo da il trasporto marittimo dovrebbe raggiungere i 250 milioni di tonnellate entro il 2035. Ciรฒ potrebbe essere raggiunto da appena 50 installazioni di questo tipo.
Gli sforzi di Earth 300 metteranno in luce il ruolo chiave che possono svolgere le industrie marittime nel decarbonizzare l’industria pesante e i trasporti, svolgendo nel contempo un lavoro essenziale e a lungo termine per la conservazione sostenibile dell’oceano.

Il ruolo di Giulio Ceppi, Head of systems design di EARTH 300

Il ruolo di Giulio Ceppi nel progetto di EARTH 300 รจ quello di curarne e garantirne il metabolismo, sia sul piano delle attivitร  e della ricerca, creando quindi il giusto mix di strutture, attivitร  e contenuti, quanto sul piano del funzionamento della nave stessa, attraverso i suoi spazi dedicati, le infrastrutture speciali, i mezzi di trasporto integrati.

Inoltre lโ€™approccio strategico e sinergico di Giulio farร  di EARTH300 un laboratorio galleggiante di ricerca sulla sostenibilitร , a partire dai materiali con i quali รจ costruita, dai consumi energetici, fino alla capacitร  di garantire autosufficienza alla vita di bordo e rappresentare quindi un โ€œmodello di economia circolare viaggianteโ€.

Giulio Ceppi (1965) ha studiato Visual design alla Scuola Politecnica di Milano e, dopo la Laurea in architettura, ha conseguito il Phd in design sempre al Politecnico di Milano, dove รจ docente dal 1994. Si occupa di progettazione sensoriale e design dei materiali, di tecnologie emergenti e strategie per lโ€™innovazione. Fino al 1997 ha coordinato il Centro Ricerche Domus Academy, e quindi fondato il Master in Business Design, divenendo poi nel 1998 senior design consultant di Philips Design.

Nel 1999 fonda Total Tool, societร  di visioning e design strategy, oggi con sedi a Milano e Buenos Aires, con oltre 250 progetti svolti nei 5 continenti. Ha tenuto conferenze in oltre 25 Paesi, scritto numerosi saggi sul design e curato importanti mostre sulla cultura del progetto.
Ha ricevuto numerose menzioni al Compasso dโ€™oro, il premio Dedalo Minosse, il premio nazionale per lโ€™innovazione dei Servizi di Confcommercio.
Vive e lavora a Milano e sul Lago di Como.

Istruzione di qualitร , per genitori

COLTIVARE Lโ€™INTELLIGENZA EMOTIVA FIN DALLA PRIMA INFANZIA PER UN FUTURO SOSTENIBILE

di Silvia Vercelli

Fiore delle emozioni (o fiore di Plutchik) รจ uno strumento utile per la  psicoeducazione. Lo scopo รจ quello dโ€ฆ | Emozioni, Intelligenza emotiva,  Mappa dei sentimenti
La ruota delle emozioni – Plutchik

โ€œNon possiamo insegnare nulla alle persone, possiamo solo aiutarle a scoprire le cose dentro di loroโ€ (Galileo Galilei)

Lโ€™Intelligenza Emotiva รจ la capacitร  di unire pensieri ed emozioni per prendere decisioni ottimali e generare risultati positivi. Isabelle Filliozat, nota psicoterapeuta, sottolinea, rivolgendosi a genitori ed educatori, lโ€™importanza di coltivare lโ€™intelligenza emotiva, o intelligenza del cuore, fin dalla prima infanzia, rispondendo in modo adeguato alle emozioni del bambino, attraverso la presenza (โ€œci sonoโ€ in risposta ai tuoi bisogno), le parole (nellโ€™aiuto a verbalizzare e nellโ€™utilizzo di un linguaggio efficace) e lโ€™atteggiamento (di esempio nella modalitร  di reazione): questo lo renderร  nel tempo capace di padroneggiarle.

I bambini hanno bisogno di adulti che non si facciano spaventare dalla loro esuberanza emotiva o dalla loro eccessiva richiesta di devozione. Come ruolo chiave nel percorso educativo, l’adulto puรฒ e deve arginare, indirizzare il piccolo, senza sottrarlo alla necessaria frustrazione che capita nelle relazioni con gli altri, anche con i coetanei.

Inside out
Inside Out – Pixar

Riuscire a comprendere che i bambini hanno diritto ad un loro spazio/tempo da vivere nella relazione tra pari con serenitร , ma anche con la possibilitร  di sperimentare e sperimentarsi, รจ una competenza importante da sviluppare. E nella difficoltร  oggettiva della situazione รจ fondamentale riuscire ad avere fiducia nel bambino.

In unโ€™ottica piรน ampia, gli sforzi compiuti dal genitore oggi in questa direzione favoriranno la crescita di futuri individui consapevoli e capaci di instaurare relazioni efficaci e di valore, creando reti aventi come fine ultimo il bene collettivo.

Questo il tema trattato nellโ€™incontro mensile tra WorldGlocal e lโ€™associazione culturale Lo Zainetto, nellโ€™ambito della rubrica La Mamma Secchiona (rivolta a genitori di bambini in etร  zero-sei anni), attraverso gli spunti di riflessione condivisi dalla coach Sara Colussi e la testimonianza di Silvia Vercelli (WorldGlocal). A supporto, un estratto dal cartone โ€˜Inside Outโ€™ di Pixar.

In chiusura, il riferimento agli obiettivi di sostenibilitร , in particolare n.4 (Istruzione di Qualitร ), n. 16 (Pace, Giustizia e Istituzioni Solide) n. 17 (Partnership per gli Obiettivi), fonte dโ€™ ispirazione costante e indispensabile orientamento nelle scelte educative di oggi per la loro stessa realizzazione nel lungo termine.

Nota โ€“ il sottofondo finale รจ tratto da โ€œYou’ve Got Something to Live Up Toโ€, facente parte del progetto musicale My Earth Songs – Children’s Songs for a Brighter Future, del compositore ambientalista indiano Ricky Kej, autore di 27 canzoni per bambini dedicate agli Obiettivi di sviluppo sostenibile.

Per chi fosse interessato allโ€™ascolto dellโ€™intervista, questo รจ il link al video:

Crolla la frana sulla residenza Tana. Terranova Arte Natura ha bisogno di aiuto

Nella notte tra il 10 e l’11 febbraio 2021, il versante est della collina sovrastante la residenza Tana, nella Frazione Terranova del comune di Arpaise, da cui prende il nome, รจ caduto, trascinando parte di un bosco secolare sull’officina/laboratorio e su parte della casa, sede della residenza d’arte e tutela ambientale, provocando danni ingenti ai tetti, al muro perimetrale e ai giardini terrazzati.

Nelle settimane precedenti i titolari hanno lottato strenuamente per evitare straripamenti e smottamenti ,dovuti ad una bomba d’acqua che si รจ abbattuta su tutta la zona del Sannio Beneventano (in 2 giorni รจ caduta la quantitร  d’acqua di un anno intero!). Per fortuna o per caso sono vivi e possono raccontare un dramma evitato.ย 

Dopo i primi momenti di sconforto, si sono rimboccati le maniche e hanno iniziato a rimuovere i detriti, i grossi tronchi e rami crollati sui tetti, con il pronto intervento dei Vigili del fuoco e poi con l’aiuto di un gruppo di amici e vicini del TANA , che hanno subito offerto il proprio concreto sostegno e che ringraziamo di cuore.

Con la consulenza di un geologo , รจ stato stimato complessivamente lโ€™ammontare dei danni subรฌti e valutato i lavori piรน urgenti e necessari alla messa in sicurezza del pendio, del muro di cinta, della casa e dell’officina/laboratorio, che devono essere avviati al piรน presto.

E’ iniziato giร  il lavoro urgente di rimozione dei primi detriti crollati dal pendio sulla casa e sull’officina/laboratorio.
Ma, per  scongiurare ulteriori crolli o danni strutturali รจ URGENTE proteggere le strutture e il muro di cinta, in previsione di ulteriori piogge, rimuovendo tutto il terreno, le grosse pietre, i tronchi e i detriti caduti.

Cui si spera di far seguire la FASE 2, che prevede la messa in sicurezza del pendio franato, la regimazione delle acque superficiali e la palificazione dei terrazzamenti (costo previsto 30.000 euro), azioni necessarie per la messa in sicurezza del luogo.ย 

Infine si avvierebbe la FASE 3 (20.000euro) che prevede il necessario lavoro di consolidamento del muro perimetrale, che ha subรฌto dissesti, durante la frana, mediante la realizzazione di contrafforti di cemento armato, nonchรฉ l’impermeabilizzazione e copertura del tetto della casa, colpito dai tronchi crollati.

Per questo motivo Marco Papa e Tiziana De Tora chiedono a tutti sostegno concreto.
Sostenendo il TANA si supporteranno i lavori di messa in sicurezza, la ricostruzione delle strutture danneggiate, e ci darete una mano a riprendere quanto prima anche tutti i progetti culturali e di tutela ambientale, che erano programmati e purtroppo sono al momento sospesi.

Il mondo dell’arte, della cultura e dell’ambientalismo si sta mobilitando a sostegno del TANA. E’ partita la campagna #IOSOSTENGOILTANA, che vede la partecipazione di artisti, musicisti, curatori, associazioni culturali e ambientaliste, che inviteranno tramite brevi video-appelli, ad aderire al crowdfounding per aiutare il TANA a ricostruire quanto distrutto dalla frana e ripartire al piรน presto con i progetti di tutela ambientale in cantiere.

Tiziana De Tora e Marco Papa

Cosa รจ TANA Terranova Arte Natura

Eโ€™ lโ€™idea di Marco Papa e Tiziana De Tora , attivisti, ambientalisti, dopo anni vissuti insieme all’estero, hanno scelto  di fare down-shifting, tornando alle proprie radici e al paese di origine della famiglia di Marco, e fondando il TANA Terranova Arte Natura , oasi di tutela ed educazione ambientale attraverso le arti, sita nel Sannio beneventano.

Il TANA, come descritto da Marco รจ โ€œ Luogo โ€“ non luogo, dove lโ€™ospite qualunque trova forza e sguardo lungo (che sia asparago o sia fungo, che sia volpe o sia poiana), pace e assetto creativo. Un polo dove fare, creare, partecipare. Unโ€™isola responsabile, nella quale lโ€™esistente รจ preesistente e persistente. Lโ€™uomo passa, annusa, sente, cerca e lascia la memoria del suo tempo. Nulla รจ sprecato! Un luogo di rispetto, dove il devo schiaccia il voglio, dove lโ€™albero da spoglio rende alchemico lo spazio. Acqua, ossigeno, riserva. Accortezza e discrezione. Nel rifugio migrazione. Area di sosta, di ripresa, di ricarica. Residenza dโ€™artista, officina, orto didattico, area socio-sperimentale. Ciรฒ che avviene lascia memoria. Per chi ancora non รจ venutoโ€.

Marco Papa, Michelangelo Pistoletto, Tiziana De Tora

Con lโ€™associazione Artstudio’93, da diversi anni svolgono laboratori di tutela ambientale e cura di giardini e parchi, progetti socio-culturali, e formazione dei giovani, e sono ideatori e curatori dell’evento internazionale Happy Earth Days , giunto alla sesta edizione, dedicato alla Giornata mondiale della Terra.

Marco e Tiziana, inoltre, come ambasciatori Rebirth/Terzo Paradiso hanno fatto loro e intrecciato a livello associativo e soprattutto personale i principi del segno-simbolo di Michelangelo Pistoletto, con progetti partecipati, che hanno avuto luogo sia al TANA che in importanti Musei, come il Madre di Napoli e il Macro di Roma. Sono stati anche protagonisti di un’impresa sostenibile in bicicletta, “Pedalando per il Terzo Paradiso“, lungo la Ciclabile del Reno, per portare i 17 obiettivi dell’Agenda 2030 ONU .

ArtStudioโ€™93 รจ unโ€™associazione culturale senza scopo di lucro, ideata e fondata nel 1993 dallโ€™artista Gianni De Tora , e ripresa da Marco e Tiziana, con Maria Stefania Farina , per promuovere e diffondere lโ€™arte in tutte le sue declinazioni. ArtStudioโ€™93 intende sensibilizzare lโ€™opinione pubblica su tematiche di attualitร  attraverso la promozione di eventi di arte totale , nonchรฉ di numerose attivitร  didattiche. In particolare, ha l’obiettivo di tutelare, promuovere e valorizzare i beni di interesse artistico, storico e paesaggistico , mediante attivitร  di carattere socio-culturale, per sollecitare la partecipazione popolare, lโ€™impegno civile e sociale dei cittadini .

Per sostenerli:

https://www.produzionidalbasso.com/project/sostieni-tana-terranova-arte-natura/

@tanaterranovaartenatura e gli hashtag #sostienitana #tanaterranovaartenatura

La Bandiera del Mondo 1+1=3 di Michelangelo Pistoletto e Angelo Savarese a Reggio Emilia.

Intervista di Giacomo Bassmaji in collaborazione con Tommaso Cabassi
SOMMARIO: Arte, Architettura, Multiculturalitร , intervista a Luca Vecchi Sindaco della Cittร  del Tricolore

Buongiorno a tutti. Sono Giacomo Bassmaji, curatore dellโ€™istallazione collaborativa โ€œBandiera del Mondo 1 + 1 = 3โ€ di Michelangelo Pistoletto e Angelo Savarese allโ€™interno di Rigenera – Festival dellโ€™Architettura. Sono con Luca Vecchi, Sindaco di Reggio Emilia per parlare di Arte, Architettura e Multiculturalitร .

Giacomo Bassmaji – Buongiorno Luca Vecchi, esattamente 6 mesi fa a Reggio Emilia รจ stata realizzata la performance โ€œBandiera del Mondo 1 + 1 = 3โ€ cosa ha significato per la cittร , che rapporto si รจ instaurato tra la Cittร  del Tricolore e questo simbolo, questโ€™opera dโ€™arte?

Luca Vecchi – Buongiorno a tutte e a tutti, credo sia stata un’iniziativa molto importante, con grande partecipazione, che porta con sรฉ un significato culturale e valoriale davvero forte. Molto emozionante il modo in cui รจ stata collocata nel contesto di questo luogo, nei chiostri benedettini, di San Pietro a Reggio Emilia. รˆ stata una performance molto coerente con lโ€™identitร  contemporanea, la storia stessa di questa cittร , il sistema dei valori di questa comunitร .
Una performance e un’istallazione che attraverso l’arte e la cultura manda allโ€™Italia e al mondo un messaggio molto potente.

GB – L’arte del Maestro Pistoletto riesce a mandare messaggi etici. Qual รจ il ruolo, dell’arte contemporanea, in una cittร  di medie dimensioni com’รจ Reggio Emilia?

LV โ€“ La risposta รจ inequivocabile, la cultura รจ creativitร , รจ espressione di sapere, รจ pensiero critico, รจ dialogo ed รจ anche capacitร  di stimolare una discussione pubblica all’interno di una comunitร . Quindi รจ del tutto evidente che quando i luoghi di una cittร  riescono a nutrirsi di arte e di cultura, a beneficiarne non รจ soltanto la bellezza che giร  in sรฉ รจ un elemento fondamentale, nel contesto a volte di una societร  che rischia di declinare verso dinamiche anche un po’ di degrado, ma soprattutto perchรฉ generativo di un processo di crescita civile di una comunitร . Credo quindi che da questo punto di vista questa iniziativa รจ un ulteriore passo in avanti, per una cittร  che ha sempre pensato che l’arte e la cultura debbano rappresentare un po’ una sorta di driver del proprio modello di sviluppo.

GB – Parlando di opera dโ€™arte, Bandiera del Mondo e nell’infisso 1 + 1 = 3 vuole trasmettere lโ€™importanza del sistema collaborativo tra persone. Il messaggio dei due artisti รจ espressione di dialogo interculturale, rompe realmente i confini geografici e culturali.

LV – Dallโ€™opera di Pistoletto e Savarese credo valga lo sforzo di raccogliere il messaggio che vuole trasmettere, cioรจ che l’incontro tra le diversitร  genera una ricchezza e non invece timori e divisioni. Lโ€™Opera a mio avviso, ha un significato potente perchรฉ trasmette non soltanto un messaggio interculturale e interreligioso, ma fa incontrare le tante diversitร  del mondo e soprattutto un messaggio di pace. Questo perchรฉ noi viviamo in un mondo in cui le diversitร  sono ogni giorno rappresentate molto piรน nella loro dinamica di competizione e di contrapposizione. Di rado il mondo riesce a trasmettere unโ€™immagine unitaria della propria diversitร , acquisisce ancor piรน valore questa performance come elemento di coesione, e quindi come messaggio di fratellanza e di pace.

GB โ€“ Come Sindaco della Cittร  del Tricolore hai posizionato l’ultima bandiera, quella italiana, insieme a me che ho messo la bandiera di un popolo in guerra, quella siriana. Ciรฒ che dici ha ancora piรน valore, infatti la cittร  di Reggio Emilia รจ sempre stata un modello di accoglienza. Il distanziamento fisico che stiamo vivendo puรฒ nuocere a questa peculiaritร  della nostra comunitร ?

LV – Io credo che al di lร  del distanziamento tra le persone In questa epoca di Covid, il distanziamento รจ un fenomeno molto attuale. Quando riflettiamo sulla relazione tra Reggio Emilia e la sua storia e le politiche di dialogo interculturali e tra religioni, io credo che dobbiamo allargare lโ€™orizzonte per ripercorrere la storia, per certi versi anche recente, di una cittร  che negli ultimi 25 anni ha attraversato un processo di cambiamento socio-demografico. Mi riferisco al fenomeno dellโ€™immigrazione, che nellโ€™ultimo quarto di secolo รจ arrivata a circa il 17% della popolazione residente nella nostra cittร  e che al suo interno include quasi 100 nazionalitร . In questo percorso penso che la cittร  poteva esplodere nei presupposti fondamentali della sua coesione sociale e civile. La nostra comunitร  invece arriva nel 2021 alla fine di un percorso iniziato negli anni 90 del secolo scorso, potendosi presentare al mondo come una cittร  che ha trovato le ragioni della propria unitร  anche a partire dai concetti di diversitร . Recentemente il Consiglio Europeo ci ha inserito in un gruppo di 10 cittร  europee del dialogo interculturale.
Questo vuol dire che la sua dimensione valoriale ha saputo essere virtuosa. Questa รจ stata lโ€™epoca in cui, dal secondo dopoguerra, lโ€™Europa si รจ trovata a misurarsi con il concetto di diversitร  vissuta in modo conflittuale, vissuta come generazione di muri. Questa รจ lโ€™epoca della cultura sovranista e dell’approccio populista. In questo contesto Reggio Emilia รจ riuscita a fare argine contro questo tipo di penetrazione culturale e ha saputo diventare sempre piรน la cittร  dei diritti della persona, i diritti civili e piรน in generale dei diritti umani, favorendo un dialogo interculturale e interreligioso.

GB โ€“ La cittร  di Reggio Emilia ha voluto rigenerare i Chiostri di San Pietro in cui convivono attivitร  sociali e culturali. Lโ€™architettura, come puรฒ investire per creare nuovi spazi fisici e digitali, per favorire rapporti sociali e culturali?

LV – Oltre quello che abbiamo detto pocโ€™anzi, un altro dei percorsi importanti che la cittร  ha fatto negli ultimi 15 anni, รจ il modo di ripensare e di rigenerare tanti luoghi e tanti spazi, soprattutto pubblici. รˆ stato fatto sรฌ che la rigenerazione di questi spazi fosse anche una grande occasione di rigenerazione dei legami sociali, nel senso stesso di appartenenza a una comunitร .
Per citare alcuni esempi di rigenerazione recente, pensiamo alle tante piazze riqualificate in questa cittร  nell’ultimi 10 anni, pensiamo a luoghi importanti come i Chiostri di San Pietro, o piuttosto a luoghi come la Reggia di Rivalta, di imminente riqualificazione. Luogo importante per la costruzione del modello economico di questo territorio, sono state le ex Officine Reggiane, dove si sta facendo un grande parco dellโ€™innovazione. Ma anche luoghi apparentemente meno noti, come il Binario 49 nella zona stazione. Ne potrei citare tanti altri e potremmo andare ulteriormente piรน indietro, pensando per esempio quando lโ€™ex fonderia diventa il luogo e la sede della fondazione nazionale della danza o quando invece allโ€™inizio degli anni 2000 i locali dellโ€™ex Locatelli diventano quello che oggi รจ il centro internazionale Loris Malaguzzi.

Se noi mettiamo in fila tutti questi interventi, vediamo una cittร  che si รจ trasformata e che ha saputo cambiare grazie anche alla rigenerazione di questi luoghi, portando con sรฉ sempre la ricostruzione dei legami sociali, rafforzando il senso di appartenenza alla cittร . I Chiostri di San Pietro credo che ne siano anche un poโ€™ il paradigma. Pensiamo al fatto che fino al 2005 questo luogo era un portone chiuso. Un giorno quel portone รจ stato aperto ed รจ stato restituito alla cittร . Da lรฌ รจ partito un percorso di recupero e di valorizzazione, insieme a tante iniziative culturali e sociali che lo rendono oggi probabilmente uno dei luoghi piรน belli della cittร . Se mettiamo insieme il percorso sul dialogo interculturale da un lato e dall’altro il grande percorso sulla rigenerazione urbana dello spazio pubblico che questa cittร  ha compiuto negli ultimi anni, capiamo molto del modo in cui Reggio Emilia ha saputo concretizzare una propria originale e autonoma idea di innovazione dentro la contemporaneitร .

GB โ€“ La guida Michelin in lingua francese indica Reggio Emilia come la cittร  dell’architettura contemporanea all’interno di un sistema emiliano romagnolo. Gli investimenti citati nella rigenerazione urbana, hanno forse aiutato a portare in cittร  una festa dellโ€™architettura come รจ stata Rigenera. Questa manifestazione si รจ voluta anche per ridefinire la funzione e la figura dellโ€™architetto, allโ€™interno di un sistema sociale e cittadino, cosa ha portato alla cittร  questa festa?

LV – Rigenera รจ stato un festival importante, ricco di iniziative di grande valore e qualitร , peraltro organizzato in unโ€™epoca difficilissima. Penso davvero che si debbano fare i complimenti agli organizzatori per essere riusciti a mettere insieme questo festival. Rigenera รจ stata poi occasione di incontro, ha avuto momenti di interesse collettivo, con molta partecipazione. Credo quindi che meriti un grande riconoscimento, non soltanto locale.

GB โ€“ Essendo uno degli organizzatori, confermo la difficoltร , ma al contempo le soddisfazioni sono state doppie. Credo che Andrea Rinaldi, il Presidente dellโ€™Ordine degli architetti, colui che ha portato sulle spalle tutta la responsabilitร  dellโ€™organizzazione, sarร  molto contento di sentire queste parole. Potrebbe diventare Rigenera un appuntamento annuale o biennale a Reggio Emilia?

LV – รˆ una valutazione che devono fare gli organizzatori primariamente, posso dire che lโ€™amministrazione e la comunitร , accoglierebbe positivamente la continuitร  annuale o biennale di questa esperienza. Il mio auspicio รจ che questo momento, fatto di iniziative e di incontri che hanno messo al centro il tema della cittร  contemporanea con la rigenerazione urbana e gli aspetti valoriali rilevanti come il dialogo interculturale e la performance artistica Bandiera del Mondo, possa continuare a esserlo anche in futuro.


Il mio augurio รจ rivolto anche a unโ€™altra cosa, che l’ambizione del progetto sia anche quella di riuscire a partire, come sempre in tutti i festival, dal mondo dei professionisti, degli stakeholder di riferimento, da una comunitร  riflessiva e consapevole su questi temi. Questo per riuscire a essere sempre piรน capace di coinvolgere la cittร  nel suo insieme per discutere sui temi di attualitร . Questa si รจ veramente una sfida del futuro, perchรฉ quando si innova in una cittร , non รจ affatto scontato che tutti i cittadini comprendano che riqualificare uno spazio pubblico urbano, sia un presupposto fondamentale per la rigenerazione di un sistema di relazioni. Il fatto che l’architettura parta dei propri temi per cercare di arricchire la societร  e di farla crescere, รจ un elemento che puรฒ trovare in Reggio Emilia un grande fondamento. Il mio auspicio e il mio incoraggiamento รจ che gli organizzatori pensino seriamente a proseguire questa esperienza e che possa essere integrato con le caratteristiche della quotidianitร  della nostra cittร .

GB – Ringrazio il sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi per la sua disponibilitร , ringraziamo la cittร  intera perchรฉ sa essere una cittร  accogliente non solo con le persone che arrivano da fuori ma anche con i propri cittadini, e gli permette di organizzare eventi e occasioni di dialogo e di dibattito. Io come organizzatore di Bandiere del Mondo, sono stato molto contento di portare un simbolo e un’opera d’arte che sa mettere insieme tutti i popoli del mondo con le loro bandiere, proprio nella Cittร  del Primo Tricolore.

Intervista di Giacomo Bassmaji in collaborazione con Tommaso Cabassi.
Credits immagini:
Tommaso Cabassi, Chiara Nizzoli, Emiliano Paolucci e David Rubil.

Enzo Maolucci: una vita di avventure

“Le note in libertร ” di un rocker, idolo della cultura giovanile degli anni ’60, ’70, ’80, suonate dalle chitarre elettriche e amplificate da una Torino operaia del secolo scorso, che non era certamente New York ma come dicevano le statistiche di allora “la seconda cittร  del Sud Italia dopo Napoli”, oggi sono diventate le pratiche armoniche e le esperienze di survival del Salgari Campus. L’intervista di Fortunato D’Amico


FDA- Enzo Maolucci: nato, cresciuto, diventato grande artista rock e della parola cantata per la โ€œbella generazione perduta nella viaโ€ del secondo millennio, quello che ormai ci siamo lasciati alle spalle, รจ oggi lโ€™uomo di โ€œsurvivalโ€. In questo trapasso epocale, dove tutto non รจ, e non sarร  piรน, come prima, come si รจ mimetizzato e chi รจ lโ€™artista rivoluzionario in questo scorcio di terzo millennio?


EM- Mene sono fatto unโ€™idea interessante che perรฒ vorrei solo cantare. Se uscirร  mai il mio nuovo album โ€œQuandโ€™ero vecchioโ€ lo scoprirete in una delle mie nuove canzoni proprio su questo. Siamo ladri di pensieri e centrifughe di parole, ma siamo lโ€™unica โ€œPRAXICRAZIAโ€ che puรฒ salvare il mondo, perchรฉ le parole sono profezie e, come le frecce, non tornano indietro.


FDA- Intravedo un senso di ironia in queste parole che hai appena pronunciato, ma dโ€™altra parte intuisco anche che in questi anni, essendoti immerso nella natura del Salgari Campus alla ricerca di nuovi stimoli e percorsi di sopravvivenza, hai certamente maturato una profonda comprensione del rapporto uomo natura, dellโ€™utilitร  dellโ€™arte, del ruolo suoi praticanti allโ€™interno di in una societร  contemporanea, sempre piรน complessa e globalizzata, in rapida e continua trasformazione.

EM- Il termine โ€œarteโ€, come la parola โ€œsopravvivenzaโ€, ha assunto un significato generico, ormai usurato e poco classificabile. Gli artisti invece credo che si possano distinguere in almeno tre classi diverse che provo a definire utilizzando la mia recente mania per le classificazioni โ€œtassonomicheโ€ in campo non solo biologico e antropologico, ma anche sociale o musicale. a) Gli artisti INNOVATIVI. Sono quelli che spostano davvero orizzonti, o li inventano, o li trovano per caso; quelli che possiedono dunque โ€œoriginalitร โ€ . Ma lโ€™innovazione รจ rara anche nellโ€™arte, e diventa virale solo un paio di volte ogni secolo (inoltre โ€œil nuovo non รจ mai bello, mentre il bello non รจ mai nuovoโ€). b) Gli artisti CREATIVI. Sono quasi sempre โ€œpredatoriโ€ e/o trasformatori di idee che sono nellโ€™aria e che cercano di rendere piรน belle, divulgabili e di successo. c) Gli artisti ARTIGIANI. Sono replicanti di idee altrui o loro. Per questi il talento, la tecnica e la competenza non sono solo valori aggiunti o facoltativi come per gli altri , ma indispensabili per il loro riconoscimento. Tra questi generi esistono ovviamente anche delle ibridazioni. Salgari ad esempio, in campo letterario, รจ stato solo occasionalmente un innovatore, ma era un creativo e anche un buon artigiano (per necessitร ).

FDA- Forse hai ragione, ma chi leggerร  questโ€™articolo potrebbe anche chiedersi, indispettito da tanta tassonomia : โ€œma chi รจ Enzo Maolucci per dire tutto questo?

EM- La Regina Rossa chiede ad Alice: โ€œNon raccontarmi la tua storia, dimmi chi seiโ€. E Alice risponde: โ€œMa io sono la mia storia!โ€. Siccome non ho mai lavorato un giorno nella vita e me la sono sempre sfangata mettendo a frutto le mie idee, posso anche io bollarmi come โ€œartista creativoโ€, anche se generico, cioรจ senza un campo specifico. Sono anche un buon artigiano occasionalmente originale ma, come per Salgari, quello che piรน mi caratterizza รจ forse la mia stessa storia. Ho avuto un talento rockettaro sprecato, mi sono sinistrato scrivendo e cantando canzoni, mi sono divertito a fare il professore eretico di lettere e poi di Outdoor a Scienze motorie, ho brevettato un poโ€™ di strumenti fortunati, ho scritto la prima tesi sui Beatles da musicologo mancato, mi sono inventato la sopravvivenza sportiva organizzando gare di successo e diventando Presidente della Federazione Survival, ho coniato neologismi per scherzo ma ora adottati sul serio, ho ideato cocktail fantastici, sono diventato un antropologo da spiaggia per mostre regionali e parchi a tema, sono guarito dal โ€™68 come anarchico โ€œcomunquistaโ€, ho collezionato compulsivamente culture materiali primitive, realizzato ponti tibetani e impianti โ€œeco-dinamiciโ€ con tre Guinness dei primati, organizzato spedizioni in Africa, scritto โ€œmanuali narrativiโ€, costruito archi e frecce che tiro solo virtualmenteโ€ฆ E quantโ€™altro sanno i pochi che mi conoscono e i molti che mi frequentano.


FDA- Hai una creativitร  compulsiva. Non รจ forse una malattia? Ma tra questi infiniti gesti, azioni, opere realizzate e frutto di una creativitร  incontrollabile, scagliate controvento e tirate a braccio teso come le frecce di un arco, quale pensi abbia davvero colpito il centro dei tuoi bersagli motivazionali?


EM – Lโ€™ opera che si รจ rivelata innovativa e mi ha dato maggior riscontro รจ il โ€œSalgari Campusโ€ di Torino: 10 ettari di bosco collinare spontaneo in perenne โ€œprecarietร  disinvoltaโ€ e trovato per caso. โ€œIl caso e la necessitร โ€ del SALGARI CAMPUS (lโ€™avventura di conoscere, inventare e realizzare). Piรน di un secolo fa vi passeggiava Emilio Salgari per vederci le sue jungle nere e i suoi pirati (abitava nei pressi e ha deciso di farla finita lรฌ vicino con un harakiri). Anche io per destino sono cresciuto in quella zona e lรฌ ho iniziato da piccolo le mie prime avventure nei boschi. Nel 1989 lโ€™ho riscoperto per caso e ora รจ frequentato da decine di migliaia di visitatori ogni anno: studenti, survivalisti, manager in team building, famiglie gitanti, eco-architetti, cinghiali, volpi, caprioli, scoiattoli e anatre a mollo nel rio che lo attraversa. Eโ€™ un tripudio di olmi, noccioli, querce e castagni autoctoni, ma anche di bambรน, ailanti, paulonie e acacie aliene, in perfetta simbiosi caotica a tre chilometri dal centro cittร  e a molte migliaia dallโ€™esotico che ora rappresenta. Eโ€™ sotto-nominato โ€œParco di Ecologia Umanaโ€, per chi sa cosa significa. Vi si tengono stage e corsi di paleo-etnologia, archeologia sperimentale, fitoalimurgia, Outdoor training, Animal Round , Trail Running, meeting scientifici e culturali, visite di istruzione, Surviving, Depriving, Tracking, Tree-climbing, Bushcraft, Eco-orienteering e altre attivitร  emergenti con quelle denominazioni gerundive che esprimono entusiasmo e partecipazione. Tutto questo per riempire uno splendidoโ€ฆ NULLA.


FDA- Ma cosa intendi per Nulla? Eโ€™ un posto cosรฌ ricco di vita, di poesia, di ispirazioni selvaggie e poetiche che ti invadono appena pochi metri dal recinto di ingressoโ€ฆ


EM- Sรฌ, รจ vero: ma intendo dire che non cโ€™รจ nulla di stabilmente umano, tranne โ€œogni immaginabile altrimenti possibileโ€: qualche riparo neo-etnico, ponti e passaggi arborei in corda, attrezzi e labirinti eco-dinamici. Anche le poche e fatali concessioni alle normative obbligatorie, in fatto di servizi, luce e acqua, rivelano unโ€™assertiva precarietร . Il luogo รจ sottoposto a un incubo di vincoli: paesaggistici, ambientali, idrogeologici e anche โ€œstupidologiciโ€ (come le vie di fuga per il piano di sicurezza, mentre questo รจ un luogo di fuga, non da cui fuggire). Un vecchio piano regolatore lโ€™ha considerata velleitariamente una zona a parco collinare, ma lโ€™unico parco lรฌ esistente รจ questo, un vuoto geograficamente interstiziale di proprietร  della mia Associazione, circondato da ricche ville con proprietari imbufaliti e inclini a ormai inutili esposti. I problemi infatti sono stati acrobaticamente superati da una recente convenzione con la Cittร  per lโ€™uso pubblico dl questo centro, con grande imbarazzo di funzionari zelanti (oltre che nostro) e grazie alla sua fama ormai conclamata e i patrocini ottenuti anche dalla Regione per il servizio formativo, sportivo e ambientale che offre. Il Salgari Campus รจ impegnativo e costoso per noi, ma non per chi lo frequenta e che, diciamolo pure, ne esce sempre goduto come un fauno e ci ritorna volentieri.

FDA- Il Salgari Campus, forse grazie anche a questa precarietร  dellโ€™ Essere Natura, ma anche per essere oggetto e soggetto di inaspettate richieste di cambiamenti, รจ cresciuto sviluppando in sรจ una grande resilienza e una pronunciata attitudine allโ€™adattamento, anche alle necessitร  espresse dagli stessi frequentatori della struttura.


EM- Pur avendolo pensato inizialmente come un campo per soli arcieri e survivalisti, il luogo mi ha suggerito presto lโ€™idea di un parco antropologico antesignano per tutti, che pensavo di poter realizzare in un posto meno critico della nostra angusta Valle di Reaglie. Questa prospettiva ha tenuto lโ€™Assessorato alla Cultura regionale impegnato per 10 anni nel mio โ€œProgetto โ€œAnthroposโ€, finito poi in un vicolo cieco per il cambio politico e approdato nel 2004 solo a una edizione speciale della la mostra scientifica โ€œExperimentaโ€, intitolata โ€œSopraVVivereโ€, che ha esibito tra lโ€™altro il ponte tibetano piรน lungo del mondo rimasto per tre anni sul Po (375 metri, unโ€™opera di โ€œland artโ€ passata sotto tono solo per via dellโ€™endemico riduzionismo torinese). Ma tutto il progetto ho deciso di farlo ritornare al Salgari Campus, insieme ai pochi materiali e manufatti della mostra che sono riuscito a salvare e sono ancora presenti (una piroga, un labirinto vietnamita, chilometri di funi del ponte e altri cimeli). Cosรฌ รจ iniziato il successo.


FDA- Un successo che mi pare abbia avuto tante richieste di replica?
EM – Questo format di โ€œEco-Campusโ€ lโ€™ho replicato in siti anche piรน belli in tutta Italia, ma non hanno ottenuto il successo dellโ€™originale (come tutte le copie su commissione). Stiamo ora pensando invece di allargare gli orizzonti del Salgari inserendo al suo interno opere dโ€™arte โ€œsite specificโ€ di artisti in linea con lโ€™Agenda 2030 dellโ€™ONU per lโ€™ambiente (una mostra outdoor permanente di โ€œArte, Natura e Avventuraโ€), ma la prima opera artistica, forse concettuale o โ€œpoveraโ€, รจ proprio il posto in sรฉ, lo sgarruppato fascino che esprime e lโ€™uso meta-disciplinare che ne facciamo con poche risorse ma con โ€œpassione, missione e convinzioneโ€ (lโ€™unico requisito necessario per chi vuole comunicare, sedurre e coinvolgere il prossimo).


FDA – Oggi in unโ€™Italia percorsa da problemi di ogni genere, non solo economici e ambientali, ma anche sociali e di adattamento, derivati dalla presenza di cittadini provenienti da Paesi stranieri, portatori di diversitร  culturali, che invece di essere considerate una ricchezza e un arricchimento da condividere allโ€™interno della comunitร  sono spesso percepite come presenze portatrici di disagi e separazione, Salgari Campus oggi propone un suo modello di pratica comunitaria alternativa e di incontro riportando in primo piano la relazione uomo-ambiente naturale.


EM- Certo che facciamo โ€œinclusione socialeโ€ (e che altro potremmo fare senza un vasto target inclusivo?); certo che aboliamo le barriere (non quelle naturali e di sicuro non quelle architettoniche, ma quelle โ€œmentaliโ€); certo che educhiamo i ragazzi al rispetto dellโ€™ambiente e alle pari opportunitร  (ma in realtร  da noi รจ lโ€™ambiente che ci istruisce, ci tollera e ci dร  opportunitร ). โ€œLโ€™ecologia si vive, non si insegnaโ€, dice uno dei progetti che abbiamo sviluppato ( โ€œS.A.F.E.โ€ -Salute Ambientale e Formazione Eco-logicaโ€). Lโ€™immaginazione non ha bisogno di โ€œserviziโ€ e di โ€œnormeโ€. Il Salgari Campus si trova ai margini dellโ€™impossibile, una sorta di terra di mezzo tra la mente e lโ€™ambiente. Da noi gli intellettuali fanno anche i boscaioli e i boscaioli possono sfoggiare anche intelletto (non รจ una distopia maoista). Per le varie Associazioni che operano nellโ€™hub del parco ci sono solo 4 imperativi survivalistici da rispettare: โ€œinventare, adattarsi, risolvere complessitร  sociali e raggiungere lo scopoโ€.


FDA- Potresti dare una definizione di Survival coerente con le pratiche operative che svolgete a Salgari Campus?

EM- Il Survival per noi รจ una meta-disciplina olistica e proattiva, รจ scienza del pericolo (โ€œsupervivitur, sic viviturโ€ รจ il mio motto latino apocrifo). Non riguarda Rambo, ma la salvaguardia di individui, gruppi e comunitร  umane, inclusa la specie stessa e le sue culture materiali e cognitive (soprattutto quelle basiche e primitive). Chi non mi vede da 40anni si stupisce di questa mia svolta che sembra inedita o solo amatoriale, data la mia prediletta e nota vocazione a vivere in un attico di Manhattan. Ma il fatto di preferire gli antromi ai biomi e gli adulti ai bambini non mi ha esentato da un successo imprevisto proprio in questo campo per me alieno e serendipitico. Ho sempre sostenuto che la โ€œnaturaโ€ non esiste (al di fuori di noi che ne facciamo dannatamente parte) e che i bambini sono gli esseri piรน crudeli e insopportabili (lo so perchรฉ lo sono stato anchโ€™io e lo sono ancora come tutti gli artisti). Eppure con loro ho sempre convissuto, appagandomi anche della loro esistenza, senza adattarmi a โ€œcomprenderliโ€ ma cercando invece di capirli e riconvertendomi per relazionarmi con loro in modo utile e proficuo, per loro e per me (nellโ€™evoluzione questo si direbbe โ€œexaptationโ€). Anche se la โ€œnaturaโ€ e i bambini non mi divertono, vado sempre in Africa (che ne รจ piena) perchรฉ mi insegnano sempre qualcosa che non so, al contrario del mondo piรน strettamente umano ma inutilmente pensante (colto o ignorante che sia).

โ€œ I COMANDAMENTI DI EMILIO โ€ (allโ€™ingresso del suo Campus)
Fratelli e sorelle della costa, tigrotti del bosco e dellโ€™avventura, siate i benvenuti.


1- Muovetevi leggeri, qui non ci sono aiuole che รจ vietato calpestare, ma la terra che calpestate รจ antica, come antica รจ la terra.

2- Non lasciate qui nulla di ciรฒ che avete portato.

3- Non portate via nulla di ciรฒ che รจ stato lasciato.

4- Questo luogo e la sua storia sono sopravvissuti come noi ai limiti della fantasia e ai margini della follia: godetene senza offenderli.

5- Rispettate le creature che lo abitano e le loro modeste creazioni: il nido del picchio, la tana del tasso, i ponti e le capanne di noi umani.

6- Condividete liberamente con noi e tra voi ogni presenza.

7- Toccate, esplorate, gustate ogni cosa e sentitevi bene.

8- Parlate quando vi piace, ma tacete quando le parole non servono e sappiate ascoltare.

9- Usate come sole armi i vostri talenti, come attrezzi i vostri pensieri, come veicoli i vostri corpi.

10-Gioite se tutto ciรฒ puรฒ ancora esistere e rendete grazie di poter esistere per vederlo.

(Apocrifo di Emilio Salgari, nato a Verona nel 1862 e qui suicida il 25 aprile 1911)


โ€œNellโ€™arco della vita siamo noi le frecce: prima ci libriamo veloci con le nostre speranze e poi scendiamo lentamente, sotto il peso dei ricordiโ€

Enzo Maolucci – Torino, 30 gennaio 2021

Campus Party con Celeste Righi Ricco

” Campus Party, la piรน grande esperienza di innovazione e creativitร  al mondo per under 30, lancia Campus Party Spotlight, un format globale e totalmente digital incentrato su circolaritร , sostenibilitร , climate action ed energia pulita. Sul Main stage ci saranno decine di speaker internazionali, tra cui giovani leader che parleranno del ruolo che i giovani ricoprono nell’ assicurare una transizione sostenibile all’insegna dell’innovazione. Celeste Righi Ricco parteciperร  all’evento come co-fondatrice e rappresentante dell’associazione Pensare Globalmente Agire Localmente, affiancata da Irene Ghaleb, vice presidente di Change For Planet, e Davide Paturno, presidente di Social Innovators. Seguiteci il 28 Gennaio dalle 19 alle 20 pm. ” Link:  https://spotlight.campus-party.org/agenda/

L’Arte del futuro

Che futuro inventerai?


Le questioni sollevate dai pronomi interrogativi โ€œche, quale, quando, chiโ€ฆโ€, soprattutto se stimolate per dare risposte individuali ad atteggiamenti condivisi allโ€™interno di una comunitร , mi mettono sempre in imbarazzo perchรฉ presuppongono risposte che spesso gli interlocutori non forniscono in maniera ponderata.
Tuttavia, lโ€™evoluzione, lโ€™antropizzazione del pianeta e, piรน in generale, il dialogo tra gli esseri, come insegna la storia della filosofia, si costruiscono sullโ€™alternanza tra domanda e risposta. Due modalitร  che si alternano per dare ordine alla creazione e che รจ evidente anche nel segno del Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto, cosรฌ come negli Specchi.
Se al convivio dei partecipanti in cui la nascente umanitร  pose a se stessa la prima domanda erano presenti Adamo, Eva e il Serpente, il quale prospetto le prime soluzioni allโ€™interrogazione, il morso della mela fu โ€œla prima rispostaโ€ risolutiva data per colmare le richieste dei nascenti bisogni del genere umano. Una risposta che determinรฒ il passaggio dal Primo Paradiso al Secondo. Le domande costruiscono il futuro e il morso della mela inaugura un futuro che avrebbe visto lโ€™umanitร  evolversi verso lโ€™arte di fabbricare gli artifici avvicinandosi, in tal modo, ad un potere creativo quasi divino. Possiamo quindi rintracciare in questo particolare momento della storia mitologica a cui segue lโ€™episodio della cacciata dal Paradiso Terreste, lโ€™inizio in cui ha origine lโ€™invenzione del futuro e il Secondo Paradiso.

Le domande presuppongono un cambiamento di direzione, unโ€™alternativa alla situazione presente. Nuove domande sono lo specchio di rinnovati bisogni e trovarvi risposta produce nuovi progetti, oggetti e atteggiamenti.
Nella grandiosa capacitร  creativa nascosta negli interrogativi troviamo anche la ragione dellโ€™inquietudine che essi generano. Appare chiara, di conseguenza, la necessitร  di evitare risposte impulsive o egoiste, che sanno soltanto disegnare futuri populisti e iniqui.
In altre parole, progettare il futuro affidandosi alle risposte di chi si appresta a risolvere un interrogativo problematico senza dar voce a un pensiero razionale, ponderato e orientato allโ€™equilibrio, รจ il primo rischio di unโ€™impresa affatto semplice. Lโ€™invenzione del futuro รจ il compito piรน complesso che la collettivitร  ha affrontato lungo il percorso della sua evoluzione. Le visioni dei singoli individui devono incontrarsi e interagire con quelle di altri milioni di scenari disegnati osservando il mondo da punti di vista prospettici differenti. Lโ€™elaborazione di ognuno di essi, in cui sono identificati i nuovi ruoli delle persone,ย  presuppone un distaccamento tra lโ€™io del presente e un โ€œprossimo ioโ€ scaraventato in uno scenario temporale che deve ancora venire.
Quando il tentativo di mediare tra le diverse prospettive individuali fallisce, si apre lo spazio del conflitto e dello scontro, si dร  inizio alle azioni di guerriglia per sconfiggere il nemico, contro colui che ha progettato un futuro diverso dal nostro.
Alle teorie filosofiche e scientifiche, cosรฌ come alla ricerca sul senso del divino, spetta lโ€™onere di colmare il vuoto tra il presente e il futuro immaginato. Strumenti concettuali raffinati hanno lโ€™incarico di proiettare la prospettiva degli ideali futuribili sulla linea di accadimenti inediti, ancora da progettare e costruire. Un obiettivo a lungo termine, quindi, che per la sua realizzazione coinvolge diverse generazioni, stimolate a muoversi verso un orizzonte che si allontana ogni volta un poโ€™ piรน avanti ogni volta che si cerca di raggiungerlo e che per questo costringe i contemporanei ad un continuo adattamento delle prospettive visionarie.

Tanto piรน il futuro progettato si avvicina, diventando presente, tanto piรน si mantiene fissa la distanza degli orizzontiย  ideali, tanto piรน lontana si spinge lโ€™immaginazione e con essa la sua elaborazione filosofica, scientifica, religiosa. Un processo di costruzione che si svolge nel tempo e che si riflette nel percorso di riflessione, prima individuale e poi collettiva, di Michelangelo Pistoletto, avviato dallo Specchio, transitato dal Terzo Paradiso e approdato alla Mela Reintegrata.
โ€œChe, quale, quando, chiโ€ฆโ€, pronomi interrogativi promotori di un futuro sfuggente, che scivola via subito dopo che il compimento di un gesto, come un sorriso che lo specchio รจ riuscito a registrare per unโ€™infinitesimale frazione di tempo. Un solo attimo attraverso il quale ci rendiamo conto cheย  il Terzo Paradiso, una combinazione equilibrata del tempo passato e del futuro, รจ giร  qui presente. Il Terzo Paradiso รจ il presente. Comprendiamo che รจ qui e ora che dobbiamo praticare il futuro. Piรน allontaniamo il futuro dal nostro โ€œfareโ€ presente, piรน il futuro si trasforma in uno spazio troppo grande da colmare e smette di appartenerci. Questa deduzione ci permette di affrontare con luciditร  le trasformazioni in atto, rendendoci consapevoli della possibilitร  che ciascuno di noi ha di partecipare per migliorare il proprio presente e quello degli altri e di interagire, in questo modo, con il futuro che si consuma istante dopo istante รจ che sembra irraggiungibile.Partecipare consapevolmente รจ attivamente al proprio presente รจ anche il rimedio migliore per contrastare il pessimismo verso lโ€™avvenire.
Per quanto mi riguarda, come regola per orientarmi nelย  โ€œfareโ€ presente ho adottato, insieme ai principi del Terzo Paradiso,ย  lโ€™Agenda 2030 delle Nazioni Unite e i suoi 17 obiettivi di sostenibilitร . Milioni di persone stanno giร  facendo la stessa cosa in tutto il mondo. Sono convinto che condividere obiettivi comuni sia un poโ€™ come suonare in una jazz band: una volta individuate le note della linea melodica iniziale il brano si costruisce e si sviluppa insieme,ย  attraverso variazioni al tema apportate con linguaggi timbrici, strumenti diversi, e la libertร  di ognuno dei jazzisti di esprimersi tenendo fermi pochi vincoli necessari allo sviluppo della composizione. Tutti insieme alla fine della performance sarannoย consapevoli di avere suonato della buona musica prodotta grazie al contributo di ognuno.

Fortunato Dโ€™Amico

Tratto da Arte dellโ€™equilibrio / Pandemopraxiaย cliccare qui.


Il Terzo Paradiso e il Carosello Storico dei Carabinieri.

Articolo di Francesco Saverio Teruzzi, pubblicato nel 2017 sul Blog di approfondimento di Fortunato D’Amico CULTURANATURA, La Stampa.

5 giugno 2017, 203ยฐ Annuale di Fondazione dellโ€™Arma dei Carabinieri, presenti le maggiori cariche dello Stato Italiano.
Il 4ยฐ Reggimento Carabinieri a Cavallo ha da circa venti minuti fatto il suo ingresso sulla sabbia del campo della Caserma di Tor di Quinto, intitolata alla memoria del Vice Brigadiere Salvo Dโ€™Acquisto.
Lโ€™incedere dei cavalieri รจ imponente, abile, dimostrazione di una maestria che si fonda sulla storia del Reggimento, ultimo interamente montato delle Forze Armate Italiane.
La โ€œcaricaโ€, evocativa di Pastrengo, che di fatto รจ il culmine del Carosello Storico, deve ancora avvenire, e Briciola, la mascotte, รจ ancora su un lato insieme alla Fanfara del reparto.
Cambio di musica, Somewhere over the rainbow, preparazione di una nuova figura. Figura inusuale per un reparto dโ€™armata, il Terzo Paradiso, quando ci si aspettava la composizione del numero dellโ€™Annuale, il 203, come da tradizione.
Lo speaker ufficiale annuncia lโ€™innovazione, un gesto socialmente e responsabilmente importante, una decisione presa dal Comandante Generale dellโ€™Arma dei Carabinieri Tullio Del Sette, che sembra andare incontro alle parole appena pronunciate dal Ministro della Difesa Roberta Pinotti, che ricordava come la divisa e la persona fossero un tuttโ€™uno nellโ€™essere carabiniere, umano, sensibile, equo, coraggioso.
Due minuti e trenta secondi, tanto รจ durata, artisticamente parlando, la performance.
Due minuti e trenta secondi per me di forte emozione, che mi hanno riportato ai giorni in cui avevo lavorato alla realizzazione dellโ€™Opera di Michelangelo Pistoletto situata al centro della Caserma, sotto i pennoni delle bandiere; ma anche a quando ero bambino e il Maresciallo Cucca era nostro vicino di casa ed io completamente irretito dalla sua divisa; al 5 maggio 2012, quando un tragico incidente ha portato via, insieme ad altre 4 persone, mio cugino Roberto Arioli, presidente dellโ€™Associazione Carabinieri di Aprilia, mentre era diretto a un raduno dellโ€™Arma a Jesolo; al rassicurante incontro con il Comandante della Stazione di Albano Laziale, sempre presente sul territorio.
Due minuti e trenta secondi, un lasso di tempo durante il quale, dati 2016, lโ€™Arma dei Carabinieri avrร  contemporaneamente: ricevuto 30 richieste di aiuto, effettuato 21 controlli, identificato 77 persone e 57 veicoli, iniziato un servizio di soccorso e completato piรน di un servizio di ordine pubblico, denunciato piรน di due persone e di queste ne stanno arrestando una, sequestrato un furgone di merce pericolosa alla salute pubblica, iniziato unโ€™investigazione scientifica, recuperato un oggetto di rilevanza artistica, attivato un controllo sul tema ambientale, monitorato una persona per matrice terroristica, confiscato 10.000 euro per mafia.
Due minuti e trenta secondi, in cui il Terzo Paradiso entra nella Storia dellโ€™Arma dei Carabinieri, mentre questโ€™ultima si conferma pare integrante e culturalmente rilevante del concetto Trinamico e della Demopraxia (il fare del popolo), in prima linea nella realizzazione di un equilibrio tra organizzazione pubblica e vita privata, tra societร  e singoli.

Foto Pierluigi Di Pietro | Video Francesco Saverio Teruzzi